Tag: Unhcr

Ucraina: Acnur, da febbraio 8 milioni di profughi

7 Luglio 2022 - Roma - Sono più di 8,79 milioni le persone che hanno lasciato l’Ucraina dal 24 febbraio, quando è iniziata l’aggressione militare russa. Lo ha dichiarato l’Acnur, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati. Un flusso continuo di civili in fuga dal conflitto. Ieri, intervenendo alla Camera, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha detto che sono 12.550 i profughi provenienti dall’Ucraina accolti nei Cas, i Centri di accoglienza straordinaria, e 1.095 quelli ospitati nella rete Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione. I Cas attivi sul territorio dall’inizio dell’emergenza sono aumentati di 986 strutture, con la realizzazione di 7.905 posti in più.    

Unhcr: oggi tavola rotonda su integrazione rifugiati

20 Giugno 2022 - Roma - In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, l'Unhcr celebra il coraggio, la forza e la resilienza dei milioni di persone costrette a fuggire da conflitti, violenze, violazioni dei diritti umani e persecuzioni, e ribadisce il loro diritto di essere protette e di ricostruire la propria vita in dignità, chiunque siano e da qualsiasi luogo provengano, sempre. "Non esiste protezione reale senza l'accesso effettivo ai diritti, l'integrazione e l'inclusione sociale, ed essi sono compito e responsabilità di tutta la società nel suo complesso", spiega Chiara Cardoletti, Rappresentante Unhcr per l'Italia, la Santa Sede e San Marino: "solo lavorando insieme - governo, società civile e settore privato - possiamo fare la differenza". E questa mattuna si parlerà di protezione e integrazione durante una tavola rotonda sul tema ""Rifugiati, dall'asilo all'integrazione: partnership e soluzioni innovative per una crisi senza precedenti"che si tiene Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, a Roma con rappresentanti delle istituzioni, del terzo settore, del mondo accademico, rifugiati e del settore privato. Alla tavola rotonda interverranno Abdullahi Ahmed (Comune di Torino), Yasmien Abdul Azeem (Le Gelsomine Siriane), Simone Bemporad (Generali), Chiara Cardoletti (UNHCR), Carlo Giovanni Cereti (Sapienza Università di Roma), Fabrizio Curcio (Dipartimento Protezione Civile), Daniela Di Capua (Soka Gakkai), Marco Impagliazzo (Comunità di Sant'Egidio), Alessandro Ramazza (Assolavoro), Filippo Rodriguez (Enel Cuore Onlus), Marina Sereni (Ministero degli Esteri), Alidad Shiri (UNIRE), Marinella Soldi (RAI). Durante la mattinata, inoltre, avverrà la consegna ufficiale della Maglia Rosa del Giro Donne 2022 dedicata a UNHCR.

Ucraina: Unhcr, 5,2 milioni i profughi

26 Aprile 2022 - Ginevra -  Il numero di rifugiati ucraini che sono fuggiti dal loro paese sotto l'attacco delle truppe russe dal 24 febbraio ha superato i 5,2 milioni.  Il dato è dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Secondo l'Unhcr, 5.232.014 ucraini hanno lasciato il loro Paese dall'inizio dell'invasione, 45.270 in più rispetto a ieri. Dall'inizio di aprile sono fuggiti poco meno di 1.197.000 ucraini, molto meno dei 3,4 milioni che avevano scelto di partire a marzo.    L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim)ha evidenziato che che oltre 218.000 non ucraini, principalmente studenti e lavoratori migranti, hanno lasciato l'Ucraina per i paesi vicini.   Quasi sei rifugiati ucraini su dieci (2.909.415 al 24 aprile) sono fuggiti in Polonia, che ospita di gran lunga il numero maggiore, anche se alcuni si sono poi trasferiti in altri paesi europei.

Mediterraneo: 25 migranti morti in un naufragio

21 Marzo 2022 - Tunisi -  È salito a 25 il bilancio delle vittime provocate da un naufragio nelle ultime ore al largo della Tunisia. Lo ha riferito l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Le autorità hanno soccorso sei persone e recuperato i corpi, ma le operazioni non sono ancora finite: ci sarebbero altre persone disperse. La nave trasportava infatti 60 migranti, provenienti in buona parte da Siria e Tunisia. Ed è sempre l’Oim a riferire che, che dall’inizio del 2022 ad oggi, sono 215 i migranti annegati nel Mar Mediterraneo. Di questi, 70 sono annegati solo nelle ultime due settimane. Secondo le stime dell’Unhcr, nel mese di febbraio, sono giunti in Europa, via mare e via terra, circa 4.321 migranti.

Unhcr Italia: un kit didattico sul tema dei rifugiati

5 Ottobre 2021 - Roma - Oggi, in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti, Unhcr Italia lancia un kit di strumenti realizzato per sostenere l’insegnamento sul tema dei rifugiati nelle scuole italiane. Il kit “Insegnare il tema dei rifugiati“, comprende programmi per le lezioni, attività, video e altri materiali adattabili su rifugiati, asilo, migrazione e apolidia per l’istruzione primaria e secondaria, e mira ad aiutare gli insegnanti a spiegare ai loro studenti il fenomeno delle migrazioni forzate e le sue complessità. “In un momento in cui il numero di persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni ha raggiunto un livello record  diventa quantomai necessario comprendere la condizione di chi è stato costretto ad abbandonare la propria casa, anche per poterlo accogliere quando arriva”, ha detto Chiara Cardoletti, rappresentante Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Una società che sa accogliere e includere è una società che sa proteggere. In questo senso, il kit per gli insegnanti è anche un’importante strumento di protezione”. Il kit è composto inizialmente da una serie di animazioni video che illustrano i concetti chiave: “Chi sono i rifugiati? Cosa si intende per migrante? Qual è la differenza tra queste due categorie e perché è importante? Chi sono i richiedenti asilo? Cosa si intende con l’espressione ‘sfollati interni’?”. I video spiegano anche da dove provengono i rifugiati e dove si trovano, quali sono i loro diritti e quali organizzazioni forniscono loro assistenza. Successivamente vengono offerti agli insegnanti tre pacchetti completi di materiali didattici adatti alle varie fasce d’età: i pacchetti per la scuola primaria si focalizzano sull’apprendimento di abilità socio-emotive e propongono esclusivamente contenuti adatti a questa fascia d’età. I pacchetti per la scuola secondaria ampliano la terminologia relativa a rifugiati, asilo e migrazione e propongono attività di classe volte all’approfondimento dei saperi, alla costruzione dell’empatia, alla comprensione di fatti e cifre e, infine, allo sviluppo del pensiero critico. Gli studenti sono anche incoraggiati a fare ricerche e ad agire per sostenere i rifugiati stessi, se lo desiderano. Il kit è stato adattato in italiano ed altre lingue dalla versione in inglese sviluppata da Unhcr a livello globale.  

Oim-Unhcr-Unicef: “urgente ripristinare un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”

2 Ottobre 2021 -
Roma - Solo nel 2021 si stima siano oltre 1.100, per un totale di quasi 18.500 dal 2014 a oggi. Lo segnalano i dati del progetto Missing Migrants di Oim, alla vigilia della Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza, che ricorre domani, in cui si ricordano in Italia le 368 vittime – tra cui 83 donne e 9 bambini – morte nel tragico naufragio al largo di Lampedusa il 3 ottobre 2013, e quanti come loro hanno perso la vita nel tentativo disperato di trovare sicurezza e protezione in Europa. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) sono presenti oggi a Lampedusa assieme alle organizzazioni della società civile, ai rappresentanti delle istituzioni governative locali e nazionali, per “esprimere vicinanza ai sopravvissuti e parenti delle vittime del naufragio del 3 ottobre e ribadire ancora una volta come salvare le vite in mare resti un imperativo umanitario”. L’Oim, l’Unhcr e l’Unicef riconoscono “l’impegno profuso dal Governo italiano nel campo dell’accoglienza e l’attivazione di una risposta tempestiva alla recente emergenza Covid-19”. Le Organizzazioni delle Nazioni Unite ribadiscono “l’urgenza di ripristinare un’operazione efficace di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, a oggi prevalentemente in mano all’importante lavoro delle Ong, di promuovere procedure di sbarco strutturate e condivise, di individuare alternative più sicure agli attraversamenti in mare promuovendo canali regolari di migrazione e di garantire un meccanismo di redistribuzione di quanti arrivano negli Stati membri della Ue”. “Resta inoltre necessaria l’identificazione tempestiva delle categorie più vulnerabili, tra cui minori stranieri non accompagnati e vittime di tratta, per garantire adeguata protezione e accoglienza a chi fugge da violenza, persecuzioni e povertà”.

Unhcr: “serie criticità nell’accesso all’istruzione. Solo 34% si iscrive a scuole secondarie”

7 Settembre 2021 - Roma - I tassi di iscrizione scolastica e universitaria dei giovani rifugiati rimangono a livelli preoccupanti. È la denuncia contenuta nel rapporto su rifugiati e istruzione reso noto oggi dall’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), che chiede “uno sforzo internazionale affinché i bambini e i giovani rifugiati abbiano la possibilità di frequentare la scuola secondaria”. In base ai dati raccolti dall’Unhcr in 40 Paesi, nel 2019-2020 la percentuale dei rifugiati iscritti alle scuole secondarie è stata solo del 34%, un dato che, in quasi tutti i Paesi, è inferiore rispetto alla percentuale di iscrizioni registrata tra i giovani della comunità ospitante. “I recenti progressi ottenuti nell’iscrizione scolastica dei bambini e dei giovani rifugiati sono ora a rischio”, ha affermato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, “Per affrontare questa sfida occorre uno sforzo massiccio e coordinato ed è un impegno che non possiamo permetterci di ignorare”. L’Unhcr chiede agli Stati di “garantire il diritto all’istruzione secondaria per tutti i bambini, compresi i rifugiati, e di assicurarsi che essi vengano inclusi nei sistemi educativi nazionali e nei piani di offerta formativa”. Inoltre, “servono più scuole, materiali didattici appropriati, formazione degli insegnanti su materie specifiche, programmi per le ragazze adolescenti e investimenti in tecnologia e connettività per colmare il divario digitale”. I dati raccolti, inoltre, rivelano come nel periodo compreso tra marzo 2019 e marzo 2020, la percentuale di rifugiati iscritti alla scuola primaria era del 68%, mentre per l’istruzione superiore le iscrizioni si assestavano al 5%, un aumento di 2 punti rispetto all’anno precedente che rappresenta una possibilità di sviluppo e crescita per migliaia di rifugiati e per le loro comunità nonché un elemento di incoraggiamento per rifugiati più giovani che affrontano enormi sfide per poter studiare. Ma il livello di iscrizione all’istruzione superiore rimane ancora troppo basso se paragonato alle cifre globali.

UNHCR: a rischio i vaccini per gli apolidi nel mondo

23 Giugno 2021 - Ginevra - L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, avverte che molti apolidi in tutto il mondo rischiano di non essere vaccinati contro il Covid-19 in quanto privi di cittadinanza o di una prova di identità. “Sappiamo che in tutto il mondo ci sono milioni di apolidi che non hanno la nazionalità di alcuno stato. Questo ha un impatto estremamente dannoso sui loro diritti umani fondamentali, e ora potrebbero anche essere esclusi dall’accesso alle vaccinazioni salvavita”, ha detto Gillian Triggs, Assistente Alto Commissario per la protezione dell’UNHCR. Nel suo ultimo rapporto The Impact of Covid-19 on Stateless Populations, l’Agenzia ONU nota che la maggior parte dei piani di immunizzazione nazionali non fornisce chiarezza sulla copertura degli apolidi. L’UNHCR avverte che molte persone prive di nazionalità o documenti d’identità “saranno esclusi dalla vaccinazione”, a meno che gli Stati “non facciano sforzi particolari per identificarli e si facciano carico delle specificità che li riguardano. Il nuovo rapporto fornisce raccomandazioni ed esempi di buone prassi adottate dagli Stati, compresa l’accettazione di forme alternative di prova dell’identità di una persona”. “Nell’interesse di proteggere la vita delle persone e garantire la salute pubblica, i piani nazionali di vaccinazione devono essere attuati nel modo più inclusivo possibile. Dato che molti apolidi affrontano già un’esclusione ed un’emarginazione diffuse, è necessario affrontate le barriere di accesso alla vaccinazione e la situazione degli apolidi merita una considerazione attenta”, ha detto Triggs. Dall’inizio della pandemia, molti apolidi continuano a incontrare difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria e ai servizi sociali. Molti potrebbero temere di farsi avanti per test o trattamenti a causa della loro mancanza di status legale, che potrebbe metterli a rischio di detenzione o deportazione. Il costo delle cure mediche, comprese le vaccinazioni, può anche essere proibitivo per gli apolidi, poiché di solito non sono coperti dai programmi sanitari pubblici nazionali. Secondo l’UNHCR, che ha un mandato formale delle Nazioni Unite per prevenire e ridurre l’apolidia e proteggere gli apolidi, vi sono almeno 4,2 milioni di apolidi in circa 94 paesi. A causa della natura invisibile di questo problema, si ritiene che la cifra reale sia sostanzialmente più alta. A più di un anno dall’inizio della pandemia, l’UNHCR avverte anche che le interruzioni dei servizi di registrazione delle nascite stanno creando nuovi rischi di apolidia. Un certo numero di paesi ha sospeso i servizi anagrafici a causa della pandemia, ed in particolare è stata colpita la registrazione delle nascite – che è fondamentale per stabilire l’idoneità alla nazionalità, f sapere l’organizzazione evidenziando che i paesi in cui i servizi di registrazione delle nascite sono stati parzialmente o totalmente sospesi stanno ora riportando tassi di registrazione delle nascite più bassi e hanno accumulato arretrati sostanziali. In molti contesti sono state sospese anche le campagne mirate per registrare le nascite fra le popolazioni difficili da raggiungere e a rischio di apolidia. I rischi di apolidia sono probabilmente più alti per i gruppi minoritari – che costituiscono infatti la maggioranza delle popolazioni apolidi conosciute.    

UNHCR: “serve un meccanismo europeo prevedibile ed efficiente per salvare le persone in mare”

11 Maggio 2021 - Roma - “Il fatto che durante questo fine settimana abbiamo assistito a nuovi arrivi attraverso il Mediterraneo centrale è un’ulteriore dimostrazione di quanto sia necessario il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. L’Europa ha bisogno di un meccanismo prevedibile per affrontare queste questioni. È vero, sono arrivate diverse imbarcazioni; ma si tratta di numeri gestibili”. Lo ha affermato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il commissario europeo per gli Affari interni, Ylva Johansson, che si è svolta ieri sera. “Con un meccanismo razionale e concordato, noi riteniamo che la situazione sarebbe gestibile – ha detto -. Anche se, come sempre all’inizio dell’estate, ci sono più arrivi, abbiamo bisogno di un meccanismo più prevedibile e efficiente guidato dagli Stati per salvare le persone in mare, perché nelle ultime settimane abbiamo anche avuto molte perdite di vite umane. Abbiamo bisogno, ovviamente, di un meccanismo prevedibile per lo sbarco e il trasferimento. Abbiamo bisogno di fermare i respingimenti che stanno avvenendo lungo tutta la frontiera esterna dell’Unione europea e abbiamo bisogno di un meccanismo per indagare su questi respingimenti quando essi si verificano”. Grandi chiede anche “un meccanismo che trovi un punto di equilibrio tra procedure di arrivo adeguate e solidarietà attraverso la ricollocazione”, ricordando che il 90 per cento dei rifugiati, richiedenti asilo e le altre persone sotto la protezione dell’UNHCR non vivono in Paesi ricchi ma sono accolti in Africa, in Medio Oriente, in Asia. Serve anche “un buon meccanismo efficiente ed equo, basato sui diritti, di rimpatrio di coloro che non sono riconosciuti come rifugiati”, “l’ampliamento del reinsediamento, ossia l’accoglienza da parte degli Stati europei di rifugiati da altri Paesi di asilo – come per esempio il Libano, la Turchia, il Kenya, il Pakistan e così via”, come pure “aiutare i Paesi che ospitano un gran numero di rifugiati, o i Paesi di transito, come i Paesi dell’Africa, per esempio, a gestire meglio questi movimenti, in modo che si possa evitare che le persone affrontino nuovamente viaggi pericolosi”. (P.C. – Sir)

Unhcr: in 10 anni permessi a 1,5 milioni di persone in 36 Paesi

6 Maggio 2021 - Roma - Nel decennio precedente alla pandemia, grazie al rilascio di permessi per motivi familiari, di studio o attività lavorativa almeno 1,5 milioni di persone sono state accolte come rifugiati da 35 Paesi Oecd/Ocse e dal Brasile. È quanto rivela un nuovo rapporto intitolato “Safe pathways for refugees II”, realizzato dall’Unhcr, Agenzia Onu per i rifugiati, insieme all’Oecd/Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, prendendo in esame le ammissioni di persone in fuga da 7 Paesi: Afghanistan, Eritrea, Iran, Iraq, Somalia, Siria e Venezuela, avvenute dal 2010 al 2019. Degli 1,5 milioni di permessi per motivi non umanitari rilasciati nell’arco del decennio in esame, 156.000 sono stati concessi nel solo 2019. “Siamo incoraggiati dagli enormi sforzi profusi da numerosi Stati per l’ammissione di rifugiati mediante questi canali complementari e sicuri. Canali che hanno consentito di riunire famiglie costrette a fuggire e hanno dato ai rifugiati l’opportunità di mettere a frutto il proprio talento, le proprie capacità e competenze”, ha dichiarato Gillian Triggs, assistente Alto Commissario Unhcr per la protezione. I dati relativi al 2020 non sono ancora stati elaborati, tuttavia le due organizzazioni prevedono un calo significativo del numero di ammissioni per effetto della chiusura delle frontiere e delle restrizioni ai movimenti di persone imposte in relazione alla pandemia di Covid-19. “Dobbiamo impedire che il Covid-19 vanifichi gli eccezionali progressi compiuti in relazione all’ampliamento dei canali di ingesso sicuri – ha affermato Triggs -. Sebbene non sostituiscano i reinsediamenti e le ammissioni per motivi umanitari, che offrono forme di protezione legale più solide e a lungo termine, essi rappresentano comunque meccanismi di ammissione sicuri, capaci di salvare vite umane e di cui molti rifugiati possono beneficiare”. L’Unhcr lancia perciò un appello “affinché un maggior numero di Paesi si impegni a reinsediare i rifugiati, incrementare la disponibilità di canali sicuri e ridurre gli ostacoli posti alle ammissioni”. Numerosi rifugiati, impossibilitati a ricongiungersi ai propri famigliari tramite canali sicuri e regolari, spesso ricorrono a viaggi pericolosi, via terra o via mare, per varcare le frontiere internazionali. Da ricordare che i Paesi in via di sviluppo accolgono l’85% dei 26 milioni di rifugiati presenti nel mondo.