26 Ottobre 2026 - L’undicesima edizione del Festival della Migrazione si svolgerà dal 5 al 15 novembre, a Modena, Carpi e altri comuni della provincia e in altre undici città italiane. La presentazione ai media si terrà mercoledì 28 ottobre alle ore 11, presso lo SpazioF di Fondazione di Modena, in via Emilia Centro 283 a Modena.
Saranno presenti:
Edoardo Patriarca - presidente Festival della Migrazione.
Alessandra Camporota – assessora alla Coesione sociale del Comune di Modena.
Matteo Tiezzi - presidente Fondazione di Modena.
Riccardo Righi - sindaco di Carpi.
Maria Chiara Rioli - Unimore.
Alberto Caldana - vicepresidente Festival della Migrazione.
«La Fondazione Migrantes - ha dichiarato il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo - sostiene sin dai primi passi il Festival della Migrazione, che nel frattempo si è esteso oltre i confini dell'Emilia-Romagna. Ne siamo spiritualmente e umanamente contenti. Perché è un evento che fa stare la gente insieme, raduna fisicamente le persone, anche i giovani di cui si parla tanto in questi giorni. Per parlare, per confrontarsi dati e storie alla mano, senza slogan superficiali, ma andando a fondo nelle questioni. Non cercando la divisione, ma cercando di capire la realtà della mobilità umana che oltre ai cittadini stranieri o di origine straniera già residenti nel nostro Paese, include anche i profughi, i richiedenti asilo, i rifugiati, gli apolidi, imparando anche a distinguere, a capirne dove si possono migliorare le situazioni, dove sta andando la politica italiana, la politica europea, la politica mondiale».Dopo il prequel di Roma, con una conferenza lo scorso aprile, quest’anno il programma tocca Modena, Bologna, Ferrara, Parma, Reggio Emilia e Forlì in Emilia-Romagna, e poi Milano, Genova, Rovigo, Firenze, Lucca e Perugia, tra Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana e Umbria.
Tre le città alla prima partecipazione: Genova, Perugia e Parma.
Collaborano gli atenei di Modena e Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Padova, Firenze, Perugia e la Statale di Milano. Il Festival è realizzato anche con il sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena, di Carpi e della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di numerosi comuni del territorio, con il sostegno di alcune diocesi emiliane e con BPER Banca e Generali Italia come sponsor.
Il programma completo e l’agenda delle proposte del Festival sono disponibili su www.festivalmigrazione.it.
24 Ottobre 2026 - Si è tenuta a Castel Volturno la manifestazione nazionale contro i Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio), promossa dal Comitato regionale campano "No Cpr", con il sostegno e la partecipazione tra gli altri di mons. Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e di Caserta. Uno dei Centri, infatti, dovrebbe essere realizzato proprio nella città costiera casertana, con una spesa di 43 milioni di euro per 120 posti. “Una sicurezza autentica e duratura non si costruisce diffondendo la paura, cedendo alla tentazione di cercare capri espiatori o dimenticando le sofferenze di chi fugge da povertà estrema, guerre, persecuzioni e ingiustizie”, aveva spiegato mons. Lagnese nei giorni scorsi.
L'arcivescovo di Palermo e presidente della Fondazione Migrantes, S.E. mons. Lorefice ha voluto esprimere la sua "fraterna vicinanza" al suo confratello vescovo e il suo pensiero con una nota "Sulla detenzione amministrativa dei migranti e sulla prospettata realizzazione di un CPR a Castel Volturno" che affronta "l’indirizzo assunto dalle politiche migratorie nel nostro Paese". Ecco il testo del messaggio:
La prospettata realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Castel Volturno e le preoccupazioni espresse dal fratello Vescovo mons. Pietro Lagnese, alle quali desidero unirmi con convinzione e fraterna vicinanza, sollecitano una riflessione che oltrepassa la singola vicenda territoriale e investe, più in profondità, l’indirizzo assunto dalle politiche migratorie nel nostro Paese.
Da tempo assistiamo al progressivo consolidarsi di un modello che individua nella detenzione amministrativa uno degli strumenti privilegiati di governo delle migrazioni. Un modello che suscita interrogativi anche sul piano della sua effettiva efficacia, considerato che all’ampliamento delle strutture non corrisponde un proporzionale incremento dei rimpatri. Ma è soprattutto sul piano della tutela della persona che emergono le preoccupazioni più profonde. Le ripetute denunce di degrado materiale, carenze nell’assistenza sanitaria e situazioni di grave sofferenza psicologica all’interno dei Cpr, restituiscono un quadro difficilmente conciliabile con il rispetto della dignità umana, il cui riconoscimento non può essere subordinato ad alcuna valutazione di efficacia amministrativa.
La vicenda di Castel Volturno rende particolarmente evidente un’ulteriore contraddizione. In territori segnati da radicate forme di sfruttamento lavorativo, marginalità sociale e presenza della criminalità organizzata, occorre interrogarsi sulle priorità dell’intervento pubblico. Non possiamo ignorare il rischio che si manifesti maggiore determinazione nel controllo di chi vive condizioni di vulnerabilità e non nel contrastare i meccanismi di sfruttamento e gli interessi di chi perversamente sfrutta quella stessa vulnerabilità.
Risuona, a questo proposito, il monito di papa Francesco che, già nel 2014, metteva in guardia dai rischi del «populismo penale» allorché si tende ad affidare a strumenti repressivi la risposta a problemi sociali che richiederebbero, invece, ben altre politiche economiche, sociali e di inclusione.
Non si tratta, naturalmente, di disconoscere il dovere delle istituzioni di governare i fenomeni migratori e di garantire sicurezza e legalità. Proprio la serietà di queste responsabilità esige, tuttavia, un impegno capace di intervenire sulle cause della marginalità, contrastare le filiere dello sfruttamento e promuovere condizioni di lavoro, di vita e di integrazione rispettose della dignità di ogni persona.
La questione, del resto, non può essere ricondotta alla sola efficacia amministrativa. La privazione della libertà personale, quando non consegue alla commissione di un reato, interpella direttamente il valore della dignità umana, fondamento irrinunciabile di ogni convivenza umana umanizzante e giusta. Già papa Francesco, nel messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato del 2018, esortava a privilegiare soluzioni alternative alla detenzione delle persone entrate irregolarmente nel territorio nazionale. Un orientamento che si inserisce nella costante sollecitudine della Chiesa verso i migranti e le persone private della libertà, riaffermata anche da papa Leone XIV nell’esortazione apostolica Dilexi te.
Alla luce di queste considerazioni, si evince la necessità di un profondo ripensamento della politica nazionale dei Cpr, a cominciare dalla scelta di un ulteriore ampliamento della loro rete. Occorre interrogarsi con serietà sulla possibilità di privilegiare strumenti alternativi alla detenzione amministrativa e di investire maggiormente in percorsi di legalità, inclusione e accompagnamento delle persone. La sicurezza di una comunità non può essere misurata soltanto dalla sua capacità di controllo, ma anche dalla capacità di contrastare le ingiustizie, rimuovere le condizioni di sfruttamento e restituire dignità e prospettive a quanti vivono ai margini. Non ultimo, dal riconoscere ad ogni essere umano il diritto alla mobilità.
Come Chiesa, siamo chiamati a custodire e testimoniare il riconoscimento della dignità inalienabile di ogni essere umano, che non dipende dalla cittadinanza, dalla provenienza o dalla condizione giuridica. È un principio che non può rimanere estraneo alle scelte della comunità politica, ma deve costituirne un riferimento essenziale, soprattutto quando esse incidono sulla vita e sulla libertà delle persone più vulnerabili.
Auspico, pertanto, che quanto sta accadendo a Castel Volturno possa diventare occasione di un discernimento più ampio e di un confronto autentico sulle politiche migratorie del nostro Paese. La doverosa tutela della legalità e della convivenza civile non sia mai disgiunta dal rispetto dei diritti fondamentali e dalla promozione integrale della persona umana.
Roma, 22 ottobre 2026
✠ Corrado Lorefice
Arcivescovo di Palermo
Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes
23 Ottobre 2026 - Quando si parte per la missione si crede di andare a portare qualcosa. Si riempiono le valigie, si fanno progetti, si pensa di avere risposte. Poi si arriva, e si scopre che la prima cosa da fare è tacere e guardare. In Benin ho imparato questo: il missionario non è colui che porta Dio, ma colui che si accorge che Dio è già arrivato prima di lui, nei volti, nelle fatiche, nella dignità di un popolo che non smette di sperare.
Anni di vita condivisa con la Chiesa di Natitingou mi hanno messo davanti la povertà delle famiglie, la necessità di studiare per sperare in un futuro diverso, la fede ancora iniziale di villaggi lontani, raggiunti dopo ore di strada. La cooperazione tra Chiese non è beneficenza: è uno scambio. Noi diamo, certo, ma riceviamo molto di più. Riceviamo una fede semplice, una gioia che non dipende dalle cose, un senso della comunità che da noi rischiamo di aver smarrito.
Poi è arrivato il rientro. E il rientro, lo dico con sincerità, è una piccola seconda partenza. Si torna in una terra che si conosce e che pure sembra diversa, o forse siamo noi a esserlo. La tentazione è chiudere il capitolo, mettere via le fotografie e dire: la missione è finita. Ma la missione non ha un indirizzo, ha una direzione.
A San Severo, con Migrantes, ho capito che l’Africa non l’avevo lasciata. Nei campi e nei ghetti della Capitanata ho ritrovato uomini che hanno attraversato deserti e mari, giovani che lavorano sotto il sole per pochi euro, famiglie lontane che aspettano un aiuto, volti che chiedono prima di tutto di essere visti. Sono gli stessi volti incontrati in Benin, solo che ora vivono a pochi chilometri dalle nostre parrocchie.
Lo scorso settembre abbiamo vissuto il campo di formazione «Insieme ai migranti», promosso con la Caritas diocesana: giorni di vita condivisa, di studio e di lavoro nei luoghi dell’accoglienza informale, a contatto diretto con i braccianti. Ne è venuta una certezza semplice: non si accoglie ciò che non si conosce. Chi ha partecipato non è più lo stesso, e la nostra Chiesa, a poco a poco, comincia a somigliare di più a ciò che è chiamata ad essere: una casa dalle porte aperte.
Essere missionari, allora, non è una professione né un’avventura esotica. È uno sguardo. È la scelta quotidiana di farsi prossimo, di ascoltare prima di parlare, di camminare al passo dell’ultimo. Si può fare a Natitingou come a San Severo, in una savana come in un campo di pomodori. Cambiano i luoghi, non il Vangelo.
Perché il Vangelo non ci lascia scampo: «Ero straniero e mi avete accolto». Gesù non parla di un’idea, ma di un volto, e a quel volto dice: «L’avete fatto a me». Per questo la domanda resta la stessa, in Africa come in Puglia: chi è il fratello, quel «Gesù», che Dio mi mette davanti oggi? (don Nazareno Galullo, direttore Ufficio Migrantes della diocesi di San Severo)
23 Ottobre 2026 - "Il cimitero del circo – Salto Mortale" è un’iniziativa di Mosaico Errante, sostenuta dal ministero della Cultura, che si ispira a un luogo unico al mondo: il cimitero dei circensi a Bussolengo (VR), che ospita numerosi artisti che hanno inciso il loro nome nella storia di questa forma d’arte nel nostro paese. Tra di essi, Enrico Caroli, Leonida Casartelli ed Eugenio Larible.
Il progetto parte da questo luogo della memoria per realizzare un omaggio a tutti gli artisti del circo classico tricolore del passato con l’obiettivo di tramandare il loro valore alle nuove generazioni di performer e al grande pubblico contemporaneo. Si sviluppa in una serie di eventi divulgativi che culmineranno il 23 e 24 ottobre proprio a Bussolengo, con una conferenza-spettacolo, una cerimonia commemorativa all’ingresso del camposanto e uno show di clownerie e teatro fisico ispirato ai temi del progetto messo in scena dal pluripremiato quartetto di mimi ucraini Dekru.
23 ottobre 2026 – Villa Spinola – Ore 21.00
SALTO MORTALE
Conferenza-spettacolo con Alessandro Serena e il Quartet Dekru.
24 ottobre 2026 – Ingresso del cimitero – Ore 16.00
IL RICORDO DEL CIRCO
Cerimonia commemorativa di circensi che riposano al camposanto alla presenza delle autorità.
24 ottobre 2026 – Teatro Santa Maria Maggiore – Ore 17.00
LA PORTA DEL CIELO
Show di clownerie e teatro fisico col Quartet Dekru.
[caption id="attachment_83590" align="aligncenter" width="791"] (foto: Sara Meliti)[/caption]
22 Ottobre 2026 - Il 12 novembre 2026 a partire dalle ore 11 sarà presentato a Roma, presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio (Piazza di Pietra) il Rapporto Italiani nel Mondo 2026 (RIM).
Nei prossimi giorni sarà comunicato il programma.
Per informazioni: Fondazione Migrantes – 06.6617901
22 Ottobre 2026 - Domenica 25 ottobre 2026 presso la Basilica Minore di Santa Sofia in Roma (via di Boccea, 478) si terrà l’incontro del movimento «Madri in Preghiera per la Pace».
L’iniziativa riunisce donne e madri in un momento di preghiera, comunione e solidarietà con quanti sono duramente provati dalla tragedia della guerra, in Ucraina e in tutti i Paesi martoriati dai conflitti, per chiedere il dono di una pace giusta e duratura, e affinché cessino le sofferenze, il dolore e la distruzione che affliggono tanti popoli.
Nel corso dell'incontro sarà celebrata alle ore 10 la Divina Liturgia presieduta da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina. Al termine della Divina Liturgia, seguirà un momento conviviale con un ricevimento presso la sala della Basilica.
21 Ottobre 2026 - Nell'ambito del percorso formativo sull'immigrazione promosso da "Luoghi Comuni", Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes) il 22 ottobre a Siracusa presenta il fumetto Quattro pezzi da 20. Un futuro oltre la tratta (Tau editrice), uno strumento educativo pensato per sensibilizzare giovani e adulti sui temi dell'immigrazione e della tratta di esseri umani. Durante l'incontro sarà inoltre proposto e simulato un laboratorio didattico basato sul fumetto.
📅 22 ottobre, ore 10:00
📍 Viale Francesco Laurana 2, Salone della Chiesa Sacro Cuore di Gesù.
Con il sostegno di Fondazione "Con il Sud" e la collaborazione dell'Ufficio per la pastorale dei migranti dell'Arcidiocesi di Siracusa.
20 Ottobre 2026 - Il 22 ottobre a Vercelli, presso l’Aula Magna CO.VER.FO.P., a partire dalle ore 10 è in programma una presentazione del XXXV Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes. Intervengono all'incontro, moderato da Claudio Maria Osegna, direttore del CO.VER.FO.P., Paolo Solidani, direttore dell'Ufficio Migrantes della diocesi di Vercelli; Simone Varisco (fondazione Migrantes), curatore del Rapporto; Sergio Durando, direttore della Pastorale Migranti della Arcidiocesi di Torino; con le conclusioni di Maurizio Ambrosini, professore di Sociologia dell'ambiente e del territorio presso l'Università degli studi di Milano.
L'incontro fa parte del programma del Festival dell'Accoglienza, promosso e organizzato dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Vercelli, che quest'anno è intitolato “Percorsi di speranza e di pace”.
Dal 27 settembre al 22 ottobre, una serie di momenti di preghiera, musica e approfondimento, diversi tra loro ma uniti dallo stesso desiderio: costruire ponti, alimentare la speranza e scegliere la pace, insieme.
20 Ottobre 2026 - Si è tenuto il 20 ottobre a Roma, presso la sede della Fondazione Migrantes, l’incontro dell’anno 2026 dei cappellani delle comunità anglofone africane: sono 37 in tutta Italia affidate a 30 cappellani. Erano presenti anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, e il vicedirettore, don Valerio Bersano.
Il coordinatore nazionale, don Cyriacus Ugonna M. Elelleh ha condotto l'incontro e dato il benvenuto ai presenti. In particolare, li ha ringraziati "per aver accolto la missione che oggi portiamo avanti tra la nostra gente. Si tratta, senza dubbio, di un impegno gravoso e logorante, che tuttavia sa regalare grandi soddisfazioni. Come ogni altra realtà umana, comporta alti e bassi, momenti di gioia e di difficoltà, poiché lavoriamo con persone che, nella maggior parte dei casi, hanno conosciuto il dolore e la privazione, e che si trovano qui proprio perché sono fuggite dalla miseria. Molte di loro vivono in uno stato di disorientamento, il che le porta a reagire agli stimoli in modi talvolta del tutto inaspettati. Spetta a noi – un compito non sempre facile – placare le loro emozioni più turbolente attraverso il Vangelo e la catechesi".
Don Cyriacus ha ricordato, inoltre, ai suoi confratelli che, in qualità di guide spirituali, sono chiamati "ad aiutare le persone a vivere la vita cristiana, ad accogliere la cultura e a conoscere la storia delle comunità che le ospitano, permettendo loro, al contempo, di esprimere la propria fede a partire dalla propria identità. Il primo passo, in questo senso, è conoscere noi stessi la cultura – lingua inclusa – e la storia che siamo chiamati a far scoprire e accogliere alla nostra gente".
A proposito del ministero dei cosiddetti "cappellani etnici", nella XXXV edizione del "Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes", presentato il 19 ottobre a Roma, è presente, per la prima volta, un censimento ragionato di sacerdoti, religiosi e religiose con cittadinanza non italiana che vivono e supportano le comunità di fede e i processi di partecipazione in Italia (leggi tutto).
20 Ottobre 2026 - Il 21 ottobre a Siracusa dalle ore 18, presso il salone della chiesa del Sacro cuore di Gesù, Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes) presenterà il Report "Il diritto d'asilo 2025" (in attesa della nuova, prossima, edizione).
L'incontro è promosso da "Luoghi Comuni", con il sostegno di Fondazione "Con il Sud" e la collaborazione dell'Ufficio per la pastorale dei migranti dell'arcidiocesi di Siracusa. La sfida raccolta dal Report è quella di provare a fare dei tanti volti della mobilità il volto composito di un Paese.
20 Ottobre 2026 - Domenica 18 ottobre è entrato nella Vita il caro amico Claudio Debetto.
La Fondazione Migrantes esprime la profonda gratitudine per il generoso servizio di Claudio verso gli ultimi, per la passione mostrata presso l’Ufficio diocesano Migrantes di Casale Monferrato nel corso degli anni, la passione per la verità e la giustizia attraverso numerosissime iniziative, piccole occasioni che però hanno saputo risvegliare la coscienza di tanti, vicini e lontani, come il gruppo “Mezz'ora per la pace”.
Davvero si può riconoscere in Claudio l’operatore di pace, chiamato ora e per l’eternità come figlio di Dio, del Dio della Pace!
Le esequie saranno celebrate martedì 20 ottobre alle 15 a Casale (AL), nella chiesa parrocchiale dell’Addolorata.
[caption id="attachment_83446" align="aligncenter" width="1140"] (foto: "La Vita Casalese")[/caption]
20 Ottobre 2026 - Il 21 ottobre a Torino, presso l'Auditorium Operti della Parrocchia Gesù Redentore, (piazza Giovanni XXIII, 26b), a partire dalle ore 9, il Festival dell'Accoglienza di Torino organizza la presentazione del XXXV Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes.
Dopo i saluti di Maria Teresa Martinengo, segretaria dell'Ordine dei giornalisti del Piemonte, i lavori saranno aperti da mons. Marco Brunetti, vescovo di Alba e delegato per gli ambiti Caritas e Salute della Conferenza episcopale Piemonte e Valle d’Aosta. Presentano il Rapporto i curatori Simone Varisco (Fondazione Migrantes) e Manuela De Marco (Caritas Italiana).
A seguire interviene Gabriel Seroussi, autore de La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza, sul tema "Come superare confini, frontiere, periferie?".
Le conclusioni sono affidate a mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per la Pastorale Migranti della Conferenza episcopale Piemonte e Valle d’Aosta.
Conduce Roberta Ricucci, Università di Torino.
19 Ottobre 2026 - Cos’è un confine e cosa una frontiera? Sono sinonimi? Alla tensione semantica tra confini e frontiere è dedicata l’edizione 2026, la 35esima, del “Rapporto Immigrazione” di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, dal titolo "Confini e frontiere": 35 anni di testimonianza, analisi e proposte, guardando al presente per immaginare insieme un futuro condiviso.
Il Rapporto Immigrazione 2026 (Tau editrice), curato da Manuela De Marco e Simone Varisco, con i disegni di Francesco Piobbichi, che raccoglie in 360 pagine il contributo di 32 autrici e autori, è stato presentato oggi a Roma, presso l’Auditorium San Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana.
Perché questo tema?
I due organismi della Chiesa italiana spiegano che «viviamo in una stagione storica nella quale si moltiplicano le linee di separazione e si restringono gli spazi dell’incontro. Aumentano i dispositivi di controllo, mentre si indebolisce la capacità di riconoscere l’altro».
L’immigrazione in Italia in breve
Al 1° gennaio 2026 gli stranieri residenti sono quasi 5,6 milioni (9,4% della popolazione). In un solo anno sono aumentati di circa 188 mila persone (+3,5%), contribuendo in maniera determinante a mitigare il calo demografico in corso in Italia.
Le provenienze si diversificano: restano centrali Romania, Albania e Marocco, ma cresce il peso delle comunità asiatiche rispetto al passato.
Rispetto ai principali Paesi europei, negli ultimi 10 anni in Italia la crescita dell’immigrazione è stata più lenta (+13% tra il 2013 e il 2023), rispetto a Germania (+51%), Spagna (+33%) e Francia (+18%).
Barriere fisiche e confini sociali
Il “Rapporto Immigrazione” 2026 denuncia i pericoli della moltiplicazione delle barriere fisiche, ma anche dei molti confini socio-economici, culturali ed esistenziali che creano divari nella società, che è urgente colmare:
inefficienza e opacità dei canali regolari di ingresso dai Paesi di origine;
mancanza di misure che garantiscano l’opportunità di ottenere o conservare un permesso soggiorno regolare in Italia, riconoscendo i percorsi positivi di integrazione in atto;
nel 2025 i 2,6 milioni di occupati stranieri hanno generato 196 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 9,7% del PIL italiano (più dell’incidenza sulla popolazione), e versato 12,6 miliardi di IRPEF, ma il reddito medio dei contribuenti stranieri è intorno ai 17.000 euro annui, contro i quasi 27.000 dei nati in Italia;
i lavoratori stranieri sono il 10,7% degli occupati in Italia, ma sono confinati nelle professioni non qualificate e a basso salario (29% contro 8% degli italiani), con pesanti divari retributivi e sovra-qualificazione rispetto ai titoli di studio conseguiti;
il 60% del bilancio delle famiglie straniere serve a coprire i bisogni essenziali; al risparmio è destinato solo il 13%; pesano anche le rimesse (17%);
persistono preoccupanti sacche di lavoro nero, sfruttamento lavorativo e gravi irregolarità contrattuali, a danno di lavorati e dell’intero sistema-Italia. Il lavoro su piattaforma si attesta sempre più come nuova frontiera dello sfruttamento;
nella scuola, persistono divari negli apprendimenti e un maggiore rischio di abbandono per gli studenti con background migratorio; il fenomeno dei NEET è più diffuso tra i giovani con background migratorio (30% contro 17%);
la frontiera accentua i problemi: nelle diocesi di frontiera, i problemi occupazionali riguardano il 61,5% degli stranieri (è il 44,7% nelle altre diocesi) e la grave esclusione abitativa il 34,5% (contro il 27,8% nelle altre diocesi).
Focus e contributi originali
Il “Rapporto Immigrazione” 2026 presenta indagini e ricerche, tra le quali:
un’indagine ha coinvolto i circa 400 uffici Caritas e Migrantes sul territorio sui fattori che determinano la propensione a restare in Italia dei cittadini immigrati (desiderio espresso dal 67,4% degli intervistati); a influire positivamente sono l’aver trovato nella società e nell’associazionismo civile ed ecclesiale supporto, vicinanza e amicizia;
un’indagine promossa da Caritas Italiana sull’opacità delle procedure di ingresso connesse al “Decreto flussi”, che possono nascondere indebitamento, dipendenza e irregolarità;
una ricerca promossa da Fondazione Migrantes sulle pratiche partecipative e di cittadinanza dei giovani di origine straniera;
un’indagine promossa da Fondazione Migrantes sulle comunità degli immigrati cattolici e, per la prima volta, un censimento ragionato di sacerdoti, religiosi e religiose con cittadinanza non italiana che vivono e supportano le comunità di fede e i processi di partecipazione in Italia.
Le priorità politiche alla luce del “Rapporto Immigrazione” 2026
Nel corso della presentazione Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, tenendo conto del fatto che questi 5,6 milioni di stranieri residenti oggi in Italia danno molto al Paese e ricevono poco, hanno indicato una serie di priorità politiche che emergono chiaramente dalle evidenze descritte nel Rapporto Immigrazione. Tra le urgenze individuate, l’istituzione di un permesso di soggiorno per “radicamento sociale” e un adeguato finanziamento del Fondo nazionale per le politiche migratorie (leggi il documento completo).
Come spiegano nella prefazione al volume mons. Pierpaolo Felicolo (direttore generale della Fondazione Migrantes) e don Marco Pagniello (direttore di Caritas Italiana): «Il confine non è soltanto uno spazio di divisione fisica e valoriale, ma anche di opportunità di vita. È tempo ormai di affrontarne i limiti con decisione e volontà risolutiva: troppe sono ancora le barriere nell’accesso alla scuola e agli alloggi, nelle possibilità occupazionali e di mantenere la regolarità del soggiorno, fino a quelle della segregazione più esplicita. Cogliamo, dunque, l’occasione di questa pubblicazione per evidenziarli e restituirli alla comunità civile e cristiana con il consueto sguardo propositivo, che vuole essere un invito anche ai decisori politici perché assumano queste evidenze e agiscano».
Si premia l’Italia che funziona, quella del merito e del talento, della competenza e della passione. È la tredicesima edizione del "Premio Eccellenza Italiana" a Washington DC e gli applausi confermano la meraviglia rispetto alla Bellezza del Paese, la curiosità e l’emulazione rispetto allo stile di vita, la gratitudine e l’ammirazione rispetto alla generosità, l’apertura mentale, la disponibilità e diciamo pure la bravura dei nostri imprenditori e professionisti.
L’Italia che piace viene raccontata tutti gli anni a Washington DC, capitale del mondo, nel significativo National Press Club sede della stampa nazionale americana che si distingue per difesa di libertà di stampa, dialogo internazionale e approfondimenti costanti sulle tematiche mondiali.
Iniziativa della Fondazione E-novation che su idea del suo presidente Massimo Lucidi ogni anno chiama a raccolta tante realtà associative del Paese per creare un riconoscimento forte autorevole che parta dal basso e sappia sviluppare Networking e Netreputation. Tra i premiati, in una sessione romana del Premio, presso il Senato della Repubblica, anche Delfina Licata, responsabile dell'area Studi e Ricerche della Fondazione Migrantes. (fonte: Agenparl)
14 Ottobre 2026 - Il bilancio dei morti potrebbe crescere ancora ma già così è altamente drammatico, nonostante la stampa occidentale se ne sia occupata solo marginalmente. Almeno 139 persone, tra cui 15 bambini, sono morte la notte tra il 9 e il 10 ottobre scorso durante un naufragio al largo della costa di Gibuti, e altre 84 risultano disperse, come confermato dall’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, OIM. E la maggior parte dei migranti erano di origine etiope.
L’incidente è avvenuto nel Golfo di Aden, vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, rotta migratoria molto frequentata ma sconosciuta agli euroopei e altamente pericolosa per migliaia di migranti provenienti dal Corno d’Africa.
L’imbarcazione era diretta da Gibuti nello Yemen, Paese di transito, in guerra (ricordiamo che le forze governative e i ribelli Houthi combattono in Yemen da anni) e dunque già di per sè insicuro tanto quanto il viaggio stesso.
Una serie di elementi (migranti etiopi in fuga per via della povertà, della guerra imminente, della precarietà di vita, finiti su una imbarcazione di fortuna diretta proprio nello Yemen travagliato da un conflitto) che di per sè basterebbero a rendere la notizia del naufragio un titolo da prima pagina. (Ilaria De Bonis/Popoli e Missione)
14 Ottobre 2026 - L’incontro dell’anno 2026 dei cappellani delle comunità anglofone africane in Italia si terrà a Roma martedì 20 ottobre 2026, alle ore 10 presso la sede della Fondazione Migrantes (via Aurelia, 796). Lo ha annunciato il coordinatore nazionale, don Cyriacus Ugonna M. Elelleh.
È prevista anche la presenza del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, e del vicedirettore, don Valerio Bersano.
14 Ottobre 2026 - Il contributo dei cittadini stranieri rappresenta una risorsa utile per il tessuto economico e demografico dell'Italia. Questo il quadro del Rapporto 2026 sull’economia dell’Immigrazione della Fondazione Leone Moressa, edito da Il Mulino, presentato il 13 ottobre al Cnel.
Secondo il Rapporto, infatti, la forza lavoro di origine immigrata (2,6 milioni di occupati, pari al 10,7% del totale) genera un valore aggiunto di 197 miliardi di euro, pari al 9,7% della ricchezza nazionale. Il contributo supera la media in settori nevralgici come agricoltura (21,3%), edilizia (18,4%) e ristorazione (14,4%).
Inoltre, gli oltre 5 milioni di contribuenti nati all'estero hanno dichiarato quasi 88 miliardi di redditi, versando 12,6 miliardi di Irpef. Il saldo tra entrate (gettito fiscale e contributivo) e uscite (spesa pubblica per sanità, istruzione, welfare, giustizia e accoglienza) della popolazione straniera residente restituisce un saldo netto positivo di +1,0 miliardi di euro (45 miliardi di entrate contro 44 miliardi di spesa).
Infine, l’imprenditoria migrante non conosce crisi. Sono quasi 796 mila gli imprenditori nati all’estero (10,8% del totale). Nel decennio 2015-2025 sono cresciuti del 21,3%, a fronte di un calo del -5,2% degli imprenditori nati in Italia. A trainare il settore sono le comunità cinese e romena. (fonte: Fondazione Moressa)
14 Ottobre 2026 - All’interno dell’ampio programma del Festival dell’Accoglienza di Torino 2026, giovedì 15 ottobre è in programma, a partire dalle ore 17.30, presso la Sala "Suor Maresa Sabena" della Pastorale Migranti della diocesi di Torino (Via Cottolengo, 24 bis), il panel "Esistono vie legali d'ingresso?".
Da anni il dibattito pubblico contrappone migrazione “regolare” e “irregolare”, invitando chi desidera arrivare in Europa a utilizzare i canali legali. Ma quanto sono realmente accessibili questi canali? Quali possibilità ha oggi una persona che vive in un altro continente di ottenere un visto per entrare in Italia senza affidarsi alle reti informali o ai trafficanti? Il Decreto Flussi rappresenta davvero uno strumento di programmazione dell’immigrazione?
Intervengono mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale Fondazione Migrantes, Francesco Mason, Asgi e Campagna "Ero straniero", Irene Ponzo, Fieri e Università del Piemonte Orientale, e Lamine Sow, Cgil Piemonte – Immigrazione. Conduce Alberto Chiara, giornalista.
12 Ottobre 2026 - Cos'è un confine e cosa una frontiera? Sono sinonimi? Alla tensione semantica tra confini e frontiere è dedicata l'edizione 2026, la XXXV, del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: 35 anni di testimonianza, analisi e proposte, guardando al presente per immaginare insieme un futuro condiviso.
La presentazione nazionale del Rapporto (realizzato con Tau editrice) si terrà lunedì 19 ottobre 2026 a Roma, a partire dalle ore 10, presso l'Auditorium San Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana (Via Urbano VIII, 16).
Saluti
Prof. Vincenzo Buonomo, delegato pontificio e rettore magnifico della Pontificia Università Urbaniana.
Apertura dei lavori
S. E. mons. Benoni Ambăruş arcivescovo di Matera-Irsina, vescovo di Tricarico, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, presidente di Caritas Italiana.
Relazioni
Simone M. Varisco (Fondazione Migrantes): “Confini e frontiere: presentazione dell’edizione 2026”.
Manuela De Marco (Caritas Italiana): “Principali dati dal Rapporto Immigrazione 2026”.
Padre Giovanni La Manna (direttore Caritas diocesana di Trieste): “Essere Chiesa in frontiera”.
Conclusioni
Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes.
Modera Maris Milanese (TV2000).
Con il contributo dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola,
sarà allestita una mostra dei disegni di Francesco Piobbichi, che costituiscono l’apparato iconografico del Rapporto.
Al termine dell'incontro sarà offerto un rinfresco.
12 Ottobre 2026 - All'interno dell'ampio programma del Festival dell'Accoglienza di Torino 2026, martedì 13 ottobre è in programma, presso Polo del 900, Sala Conferenze – Corso Valdocco 4/a – Torino, l'incontro "Sul confine dei diritti. Il nuovo Patto europeo migrazione e asilo".
Intervengono Guido Savio e Eleonora Celoria, avvocati Asgi, Thomas Casadei, Università di Modena e Reggio Emilia, Mariacristina Molfetta, Fondazione Migrantes, e Ferruccio Pastore, Fieri. Introduzione e conclusioni a cura di Lorenzo Trucco, presidente ASGI. Conduce Alessia Cesana, giornalista Altreconomia.