Primo Piano

Preghiera per i fedeli: II domenica di Avvento

4 Dicembre 2021 -

Proposte per là preghiera dei fedeli della II Domenica di Avvento

Fratelli carissimi, invochiamo Dio, datore di ogni bene, perché ci aiuti ad accogliere nella fede la venuta del Salvatore. Venga il tuo regno, Signore. Per la Chiesa diffusa nel mondo, perché in atteggiamento costante di povertà e di servizio, testimoni a tutti che Gesù è il Signore, preghiamo. R. Per i popoli che non conoscono il Vangelo, perché la solidarietà delle comunità cristiane li prepari ad accogliere il Salvatore, preghiamo. R. Per la giustizia e la pace nel mondo, perché gli egoismi, le chiusure e gli interessi di parte cedano il posto alla vera fraternità, preghiamo. R. Per i poveri, gli oppressi, gli sfruttati, perché la loro causa trovi un giusto riconoscimento in una società più aperta e sensibile, preghiamo. R. Per noi qui presenti, Perché nell'attesa del Signore ci convertiamo a una scelta di vita in cui l'uomo valga soprattutto per quello che è e non per quanto possiede, preghiamo. R. Venga in nostro aiuto il tuo Santo Spirito, o Dio fonte della vita, e il nostro impegno evangelico diventi germe dei nuovi cieli e della nuova terra che il Cristo verrà a instaurare nell'ultimo giorno. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Papa Francesco: no a fili spinati e all’indifferenza verso i migranti

3 Dicembre 2021 - Città del Vaticano - «Voi siete arrivati qui, ma quanti delle vostre sorelle e fratelli sono rimasti in strada, quanti disperati iniziano il cammino in condizioni molto difficili, precarie e non hanno potuto arrivare, possiamo parlare di questo mare che è diventato un grande cimitero». A parlare, a braccio, è Papa Francesco nell'incontro di preghiera ecumenica con i migranti a Cipro, nel corso del suo 35mo viaggio apostolico. Utima tappa a Cipro prima di spostarsi in Grecia. Dopo aver  ascoltato alcune testimonianze il pontefice ha detto che “Dio ci parla attraverso i vostri sogni. Il pericolo è che tante volte, non lasciamo entrare i sogni in noi e preferiamo dormire e non sognare. È tanto facile guardare dall’altra parte. In questo mondo ci siamo abituati a quella cultura dell’indifferenza, quella cultura di guardare dall’altra parte e addormentarci tranquilli. Ma per quella strada mai si può sognare. È duro. Dio parla attraverso i vostri sogni, non parla attraverso le persone che non possono sognare niente perché hanno tutto o perché il loro cuore si è indurito”. Nella chiesa di Santa Croce di Nicosia il  Papa ha ripercorso le storie raccontate dai quattro migranti. A Mariamie, che viene dalla Repubblica democratica del Congo e si è definita “piena di sogni”, ha detto: “Come te, Dio sogna un mondo di pace, in cui i suoi figli vivono come fratelli e sorelle”. A Thamara, che viene dallo Sri Lanka, ha ricordato di nuovo che i migranti non sono “numeri” né “individui da catalogare” ma “fratelli”, “amici”, “credenti”, “prossimi” gli uni degli altri”. “Ma quando gli interessi di gruppo o gli interessi politici, anche delle Nazioni” – ha aggiunto lasciando il testo e andando a braccio – prendono il sopravvento, si rimane “senza volerlo, schiavi, perché l’interessa sempre schiavizza sempre, crea schiavi. L’amore che è contrario dell’odio, ci fa liberi”. Maccolins, del Camerun, ha raccontato di essere stato nella vita “ferito dall’odio”. A lui, il Papa ha confidato: “Ci ricordi che l’odio ha inquinato anche le nostre relazioni tra cristiani. E questo, come hai detto tu, lascia il segno, un segno profondo, che dura a lungo. È un veleno da cui è difficile disintossicarsi. È una mentalità distorta, che invece di farci riconoscere fratelli, ci fa vedere come avversari, come rivali”. E infine Rozh, iracheno che si è presentato al Papa come “una persona in viaggio”: “Ci ricordi che anche noi siamo comunità in viaggio, siamo in cammino dal conflitto alla comunione”, gli ha detto Francesco. “Su questa strada, che è lunga ed è fatta di salite e discese, non devono farci paura le differenze tra noi, ma piuttosto le nostre chiusure e i nostri pregiudizi, che ci impediscono di incontrarci veramente e di camminare insieme”. Francesco ha concluso il suo discorso chiedendo a tutti i presenti di vincere “chiusure e pregiudizi” e abbattere “tra noi quel muro di separazione” che è “l’inimicizia”. Concluso l’ultimo appuntamento prima di ripartire per Atene, seconda tappa del viaggio apostolico, il Papa lascia Cipro con un augurio: “Possa quest’isola, segnata da una dolorosa divisione, diventare con la grazia di Dio laboratorio di fraternità”. “Ascoltando voi, guardano voi in faccia, la memoria va oltre, va alle sofferenze, ha detto ancora papa Francesco: "voi siete arrivati qui, ma quanti dei vostri fratelli e delle vostre sorelle sono rimasti in strada. Quanti disperati iniziano il cammino in condizioni molto difficili e precarie e non sono potuto arrivare. Possiamo parlare di questo Mare che è diventato un grande cimitero. Guardando voi, guardo le sofferenze del cammino, tanti che sono stati rapiti, venduti, sfruttati, ancora in cammino e non sappiamo dove. E la storia di una schiavitù universale. Noi guardiamo cosa succede e il peggio è che ci stiamo abituando”. Il Papa ha poi fatto riferimento ai barconi affondati al lago delle nostre coste: “Questo abituarsi è una malattia grave, una malattia molto grave e non c’è antibiotico contro questa malattia. Dobbiamo andare contro questo vizio dell’abituarsi a leggere queste tragedie nei giornali o sentirle nei media. Guardando voi, penso a tanti che sono dovuti tornare indietro perché li hanno respinti e sono finiti nei lager, veri lager, dove le donne sono vendute, gli uomini torturati e schiavizzati”. Non sono storie del secolo scorso: “Sta succedendo oggi”, ha detto con forza il papa che domenica visiterà nuovamente il capo dell'Isola di lesbo, prima di rientrare in Vaticano. (R.I.)

Papa Francesco a “Rome Med Dialogues”: “urgente problema migratorio”

3 Dicembre 2021 - Città del Vaticano - “Tra i diversi problemi che si concentrano sul Mediterraneo – e che esigono una lungimirante visione politica – è estremamente urgente quello migratorio, che mi è sempre stato a cuore e che ha motivato il mio primo viaggio apostolico, nell’isola di Lampedusa, nel 2013”. Lo scrive il Papa, nel messaggio inviato ai partecipanti alla VII Conferenza Rome MED Dialogues, in corso a Roma fino a domani. Secondo Francesco, “gli avvenimenti di questi anni confermano sempre più che un intervento efficace può provenire solo da uno sforzo congiunto non limitato ai Paesi frontalieri, ma condiviso anche dai rispettivi continenti di appartenenza”. “Nessuno dev’essere lasciato solo nella gestione di questo enorme problema”, l’appello di Francesco: “Tutti devono sentirsi responsabili, perché tutti sono, in realtà responsabili, come ci ricorda, all’inizio della Bibbia, la domanda rivolta da Dio a Caino: ‘Dov’è tuo fratello?'”. “Il fenomeno migratorio ci dimostra una volta ancora che tutto è connesso e ci avverte che una soluzione stabile richiede un approccio capace di tenere conto dei tanti aspetti ad esso collegati, e che i dialoghi di questa conferenza possono mettere in luce”, l’auspicio del Papa, che assicura come il Mediterraneo è “al centro anche dell’attenzione costante della Chiesa”, come dimostra anche il viaggio apostolico di questi giorni a Cipro e in Grecia e “il fruttuoso incontro dell’anno scorso a Bari, ‘Mediterraneo frontiera di pace’, promosso dalla Conferenza Episcopali Italiana, che ha visto la partecipazione dei vescovi di ben venti Paesi affacciati sul mare nostrum e a cui seguirà l’anno prossimo un altro incontro a Firenze, in corso di organizzazione”. “Mi piace pensare -l’augurio finale – che non solo questi incontri ecclesiali, ma anche i vostri dialoghi sul Mediterraneo possano trarre ispirazione dai colloqui mediterranei inaugurati da Giorgio La Pira, tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, che tanto avevano avvicinato le opposte sponde del mare inaugurando la politica del dialogo intorno a quello che La Pira considerava, in una visione di fede, come un grande lago di Tiberiade”.

Viaggio papa Francesco: oggi preghiera con i migranti a Cipro e domenica visita a Lesbo

3 Dicembre 2021 - Città del Vaticano - Continua oggi il viaggio di Papa Francesco - il 35mo viaggio internazionale dall'inizio del suo pontificato - a Cipro e Grecia. Oggi giornata intensa: nel pomeriggio presiederà una preghiera ecumenica con i migranti a Cipro. Domenica, in Grecia, visiterà nuovamente l’isola di Lesbo con sua beatitudine Ieronymos II arcivescovo di Atene e nella quale era stato già nel 2016 anche con il patriarca ecumenico Bartolomeo I, per dare un chiaro segno che l’aiuto per i migranti e per i rifugiati è una grande sfida ecumenica, che necessita di una comune collaborazione. Una tappa, preceduta ieri da due incontri con migranti e rifugiati, prima della partenza, che ha un grande significato in questo particolare momento storico. (Raffaele Iaria)

IAL CISL Germania: corsi di lingua e cultura italiana per bambini e adulti

3 Dicembre 2021 -  Roma - Ripartite da settembre le attività formative di IAL CISL Germania, ente attivo da oltre 50 anni e che organizza nel Baden-Württemberg, in Baviera, in Renania-Palatinato e Assia, corsi di lingua e cultura italiana per bambini e ragazzi di famiglie di origine italiana e di altre nazionalità, offrendo anche la possibilità di ottenere certificazioni linguistiche. In passato IAL CISL Germania ha attivato anche corsi di formazione professionale, alfabetizzazione e recupero della licenza di terza media per adulti e attività formative nelle carceri per sostenere i detenuti di origine italiana. Sono quasi 4000 i ragazzi frequentanti ogni anno i corsi di IAL CISL Germania, che opera con contributi del Ministero degli Affari Esteri italiano e che, anche nella fase più virulenta della pandemia, è riuscito nello scorso anno scolastico a mantenere tutte le sue attività. L’attivazione della piattaforma IALearning e robusti interventi formativi sulla didattica a distanza per gli oltre 80 insegnanti di IAL CISL Germania hanno consentito di continuare ad offrire un servizio di qualità alle famiglie e ai loro ragazzi. La delicata fase di recrudescenza della pandemia in Germania rischia di sospingere ancora i corsi verso la modalità digitale; lo staff tecnico-didattico dell’ente è pronto a supportare gli insegnanti e le famiglie, mantenendo la consueta positiva collaborazione con le autorità consolari italiane e le dirigenze scolastiche italiane e tedesche.

Centro La Pira: appello per il sostegno di due giovani studenti rifugiati

3 Dicembre 2021 - Firenze - Il Centro Studenti Internazionale "Giorgio La Pira" di Firenze lancia un appello per il sostegno di due giovani studenti rifugiati giunti a Firenze grazie all'intervento dell'Università di Firenze, la quale è riuscita a farli allontanare dal proprio paese per salvarli dalla persecuzione di un regime violento e dittatoriale. I due studenti hanno così potuto riprendere i propri studi, grazie anche al Centro La Pira che li ha accolti, ma si trovano adesso - si legge in appello - in una situazione di estrema difficoltà. Hanno bisogno di aiuto per la propria sussistenza e per gli studi. "Il loro sogno intimo - scrive il Centro Studenti Internazionale "Giorgio La Pira"-  è quello di poter essere utili per le famiglie e per lo sviluppo del proprio Paese. Passo dopo passo ci poniamo al loro fianco, affinchè possano trovare un po' di serenità e concludere i propri percorsi di studio con successo. Per questo c'è bisogno dell'aiuto di tutti!". Info www.centrointernazionalelapira.org.    

Vangelo Migrante: II domenica di Avvento (Vangelo Lc 3, 1-6)

2 Dicembre 2021 - Un’introduzione solenne dà inizio al racconto dell’attività pubblica di Gesù. Un lungo elenco di re e sacerdoti traccia la mappa del potere politico e religioso dell’epoca; ma poi, improvvisamente, c’è una svolta. La Parola di Dio vola via dal tempio e dalle stanze del potere e raggiunge un giovane: Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Non è lui che porta l’annuncio ma è la Parola di Dio che lo raggiunge, lo incalza e lo sospinge: “egli percorse tutta la regione del Giordano”. La Parola di Dio è sempre in volo in cerca di uomini e donne, semplici e veri, per creare inizi e processi nuovi. Parla di raddrizzare, appianare, colmare paesaggi aspri e difficili che sono senz’altro i tratti duri e violenti della storia: ogni violenza, ogni esclusione e ingiustizia sono un burrone da colmare; ma sono anche la nostra geografia interiore: una mappa di ferite mai guarite, di abbandoni patiti o inflitti, paure, solitudini, forme di anaffettività dilaganti... Anche se i potenti del mondo alzano barriere, cortine di bugie, muri ai confini, Dio trova la strada per raggiungere ognuno e posare la Sua mano sulla spalla ciascuno. Niente lo ferma. E allora: chi conta davvero nella storia? Erode, noto solo perché ha tentato di uccidere quel bambino? Pilato, passato alla storia perché l’ha condannato? No. Conta solo chi si lascia abitare dal sogno di Dio e dalla Sua Parola. L’ultimo appello della predicazione odierna di Giovanni è il vertice dell’Annuncio: “ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”. Ogni uomo? Sì, proprio così. Dio vuole che tutti siano salvi, e non si fermerà davanti a burroni o montagne, neppure davanti alle tortuosità del nostro passato, ai cocci della nostra vita, tantomeno dinanzi alle diversità culturali e di provenienza degli uomini. Una delle frasi più impressionanti del Concilio Vaticano II, afferma: “ogni uomo che fa esperienza dell’amore, viene in contatto con il mistero di Cristo in un modo che noi non conosciamo” (Gaudium et spes 22). Cristo raggiunge tutti gli uomini, e l’amore è la sua strada. E nulla esiste di veramente umano che non raggiunga, a sua volta, il cuore di Dio. Buona cammino di Avvento, ancora! (p. Gaetano Saracino)

Oslo: un incontro per conoscere la comunità italiana

2 Dicembre 2021 -

Oslo - È ripreso dopo due anni il tradizionale incontro con gli studenti italiani Erasmus a Oslo, per conoscere la giovane comunità italiana, presentare l’Ambasciata e le sue attività e favorire la creazione di un network tra gli stessi studenti. Circa 60 giovani hanno partecipato ad una serata, occasione anche di contatti e scambi di esperienze. Perché gli studenti italiani scelgono di studiare in Norvegia? Quali differenze e quali opportunità rispetto al sistema accademico italiano emergono durante un periodo di studio in un’università norvegese? Come si può valorizzare questa esperienza nel proprio percorso professionale? Questi i temi principali dell’evento. Ospite d’onore il finanziere Erling Astrup, ex studente della Bocconi, che ha raccontato la sua esperienza di studi e professionale in Italia.

Papa a Cipro e in Grecia: visita anche a Lesbo dove vivono circa 1.700 persone

2 Dicembre 2021 - Roma - "Ci piacerebbe che Papa Francesco facesse un gesto inaspettato come la volta scorsa, facendo salire sul suo aereo qualche profugo di Lesbo. Ma non sappiamo se questo succederà. Però ogni visita del Papa è sempre simbolica. Speriamo possa dare impulso alle relocation (i trasferimenti) dei richiedenti asilo in altri Paesi europei. Non si possono trascorrere tre anni di sofferenza nel campo, l'isola deve essere solo di passaggio". A parlare al Sir è Monica Attias, responsabile dei corridoi umanitari da Grecia e Afghanistan della Comunità di Sant'Egidio. Il Papa si recherà nell'isola di Lesbo domenica 5 dicembre - nell'ambito della visita apostolica a Cipro e in Grecia dal 2 al 6 dicembre - per incontrare 45/50 richiedenti asilo, in maggioranza africani e afghani cattolici, accolti nel campo profughi di Mavrovouni (meglio conosciuto come Kara Tepe), nato dopo gli incendi e lo smantellamento del famigerato campo di Mòria, definito "l'inferno dei profughi". Sarà un incontro breve, di circa un'ora, con le testimonianze dei migranti e la presenza dei rappresentanti della parrocchia di Mitilene (la cittadina vicina al campo), impegnati nelle attività di sostegno e solidarietà. In questi ultimi anni la maggior parte dei migranti sono stati trasferiti dalle autorità greche - con i finanziamenti dell'Unione europea - in campi sulla terraferma. "Lesbo non è più una emergenza ma è ancora terra di primo approdo e annegamenti - spiega Attias -. Il problema è che i profughi rimangono qui mesi e anni in attesa delle pratiche burocratiche per la richiesta di asilo". Ora nel nuovo campo di Mavrovouni (o Kara Tepe) ci sono circa 1.200 persone, ci sono container e tende esposte alle intemperie. L'elettricità è razionata, in questo periodo non viene distribuito il pocket money. Il cibo è poco e di scarso gradimento. La violenza nel campo e le tensioni causate dai gruppi di estrema destra sono diminuite perché il campo è recintato e controllato dall'esercito greco. Però il sabato e la domenica non si può uscire. E ogni tanto ci sono incendi e continui rischi per donne, bambini e persone vulnerabili, a causa della promiscuità e della precarietà. Un fatto grave è che "tante persone in carrozzina dormono ancora in tenda in una zona del campo" e "solo 40 bambini possono andare a scuola regolarmente". Inoltre ci sono intere famiglie che vivono fuori dal campo, in case abbandonate o appartamenti presi in affitto da Ong o Chiese. In totale circa 500 persone sparse tra Mitilene e altri villaggi.    

Migrantes Calabria: domani presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

2 Dicembre 2021 - Cosenza – “Emigrazione, giovani e lavoro in Calabria”. Questo il tema del seminario di presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes che si svolgerà domani, 3 dicembre, alle ore 16,00. All’incontro, trasmesso su Youtube e Facebook della Migrantes di Cosenza-Bisignano, interverranno mons. Giuseppe Schillaci, vescovo di Lamezia Terme e incaricato della Conferenza Episcopale Calabra per la Migrantes; Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo, Carlo De Rose, docente dell’Università della Calabria e Stefano Caria, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Calabria. L’incontro sarà introdotto e moderato da Pino Fabiano, Direttore dell’Ufficio Migrantes Calabria.