Primo Piano

Don De Robertis: “sentenza Consulta è grande risultato che non risolve elementi di incostituzionalità dei decreti Sicurezza”

10 Luglio 2020 - Roma - “È un grande risultato quello che abbiamo raggiunto con questa sentenza che dichiara la norma introdotta con il primo decreto sicurezza, sia irrazionale, perché non agevola il controllo del territorio, sia irragionevole, per la disparità di trattamento che rende più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi”. Lo afferma don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale, che ha esaminato le questioni di legittimità sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno sulla disposizione che preclude l’iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo. “Nonostante ciò – sottolinea De Robertis – resta il problema che i due decreti sicurezza non sono stati ancora cambiati, sebbene presentino numerosi elementi in contrasto con la Costituzione. Rendendo così percorribile solo l’iter giudiziario per smantellarli, che richiede però tempi molto più lunghi, con il rischio che le persone siano costrette a subire violazioni di diritto magari per anni”.

Papa Francesco: cercare Dio “nel volto dei poveri, degli ammalati, degli abbandonati e degli stranieri”

8 Luglio 2020 - Città del Vaticano – “La Vergine Maria, Solacium migrantium, ci aiuti a scoprire il volto del suo Figlio in tutti i fratelli e le sorelle costretti a fuggire dalla loro terra per tante ingiustizie da cui è ancora afflitto il nostro mondo”. Così ha pregato papa Francesco questa mattina al termine della liturgia, celebrata nella cappella di Casa Santa Marta nel settimo anniversario del suo viaggio apostolico a Lampedusa, l’8 luglio 2013, il primo del pontificato di papa Bergoglio. Alla celebrazione  il personale della sezione rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Oggi – ha detto - ricorre il settimo anniversario della mia visita a Lampedusa. Alla luce della Parola di Dio, vorrei ribadire quanto dicevo ai partecipanti al meeting ‘Liberi dalla paura’ (promosso dalla Fondazione Migrantes, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli, ndr) nel febbraio dello scorso anno: ‘L’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo. Ce l’ha detto Lui stesso. È Lui che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito’”. Per il papa l’incontro personale con Gesù Cristo è “possibile anche per noi, discepoli del terzo millennio. Protesi alla ricerca del volto del Signore, lo possiamo riconoscere nel volto dei poveri, degli ammalati, degli abbandonati e degli stranieri che Dio pone sul nostro cammino. E questo incontro diventa anche per noi tempo di grazia e di salvezza, investendoci della stessa missione affidata agli Apostoli”. Nella sua omelia il pontefice ha sottolineato come la “cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza”, ripetendo le stesse parole pronunciate nell’isola siciliana in quel primo viaggio del suo ministero petrino. “La ricerca del volto di Dio è garanzia del buon esito del nostro viaggio in questo mondo, che è un esodo verso la vera Terra Promessa, la Patria celeste”, ha detto il papa aggiungendo che “il volto di Dio è la nostra meta ed è anche la nostra stella polare, che ci permette di non perdere la via”. Il papa ha anche ricordato i campi di detenzione in Libia e gli abusi e violenze di cui sono “vittime i migranti, ai viaggi della speranza, ai salvataggi e ai respingimenti. Tutto quello che avete fatto... l’avete fatto a me”. E a braccio ha detto che quel giorno alcuni migranti gli hanno raccontato quello che vivevano, “quanto avevano sofferto per arrivare lì. C'erano degli interpreti e uno raccontava cose terribili e l'interprete sembrava tradurre bene, ma questo prima parlava lungo e invece la traduzione era troppo breve. Quando sono tornato a casa, nella reception c'era una signora, figlia di etiopi. Mi ha detto che quello che ha detto il traduttore non era che la quarta parte delle sofferenze che hanno vissuto loro. Mi hanno dato la versione distillata. Questo succede con la Libia, voi non immaginate l'inferno che si vive là, in quei lager di detenzione. Questa gente soltanto vive con la speranza di incrociare il mare”.

Raffaele Iaria

Viminale: 8000 i migranti arrivati sulle coste italiane nel 2020

10 Luglio 2020 -
Roma - Sono poco più di 8000 i migranti arrivati sulle coste italiane nel 2020. Sono, infatti, 8.087 secomdo i dati del Ministero degli Interni aggiornati alle 8 di questa mattina. Degli oltre 8mila migranti 1.833 sono di nazionalità tunisina (23%). Gli altri provengono da Bangladesh (1.383, 17%), Costa d’Avorio (777, 10%), Algeria (489, 6%), Sudan (459, 6%), Marocco (354, 4%), Guinea (245, 3%), Somalia (233, 3%), Mali (168, 2%), Egitto (168, 2%).

La Farnesina a sostegno del “Turismo delle Radici”

10 Luglio 2020 -
Roma  - Il “Turismo delle Radici” interessa potenzialmente un bacino stimato tra i 60 e 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo, che risiedono soprattutto nelle Americhe, in Sud Africa, in Australia e nei Paesi europei. Non si tratta di semplici viaggiatori: il turista delle radici è soprattutto un investitore e un "ambasciatore" dei territori che custodisce nella sua storia familiare. Nel 2018, l’ENIT ha inserito in questa categoria 10 milioni di viaggiatori, che hanno generato un flusso economico in entrata di circa 4 miliardi di euro, ben il 7,5% in più rispetto all’anno precedente.
Il "Turismo delle Radici" è quindi una parte significativa di un settore strategico dell’economia italiana, quello turistico, al quale il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale  guarda "con particolare interesse ed impegno in un’operazione di sistema che mira a rafforzare l’immagine dell’Italia quale destinazione turistica". L’obiettivo - spiega una nota del Maeci -  è intercettare una quota sempre maggiore di flussi turistici dall’estero da orientare verso le piccole e medie città d’arte, e verso itinerari turistici regionali". Molte sono le iniziative della Farnesina per valorizzare tale filone, a cominciare dalla pubblicazione della collana Guida alle Radici Italiane. Un viaggio sulle tracce dei tuoi antenati, una serie di guide turistiche (tradotte in inglese, spagnolo e portoghese) il cui primo volume, uscito nel 2019, è dedicato a Puglia, Basilicata, Abruzzo, Emilia-Romagna, Calabria, Sicilia, Molise, Lazio e Lombardia.

Regolarizzazione migranti: presentate 93.371 domande, oltre 81mila per lavoro domestico

10 Luglio 2020 - Roma - Le richieste di regolarizzazione sono quasi 100.000. In particolare, le istanze presentate sono 93.371, di cui 11.697 per lavoro subordinato e 81.674 per lavoro domestico. Sono 11.021 le domande in corso di ultimazione. Altre 4.386 arrivano dal canale gestito dalle Poste. I dati sono stati forniti ieri dal capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, Michele Di Bari durante un incontro, in video conferenza al quale hanno partecipato, fra gli altri, il viceministro dell'Interno Matteo Mauri e il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova. Nel corso della riunione, si sono succeduti numerosi interventi da parte dei rappresentanti del mondo dell'associazionismo, dei sindacati, dei patronati e anche universitario che hanno espresso suggerimenti e posto quesiti per rendere più fluida la procedura. Le istanze di regolarizzazione potranno essere presentate entro il prossimo 15 agosto.

R.I.

Cei: Messa per rinascita Italia ed Europa presieduta dal card. Bassetti

10 Luglio 2020 - Roma - In occasione della festa di San Benedetto, patrono d’Europa, il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei presiederà, domani, sabato 11 luglio, una celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Cecilia in Trastevere a Roma per invocare la rinascita dell’Italia e dell'Europa. La celebrazione sarà trasmessa da Tv2000 (canale 28 dt e 157 Sky) e InBlu Radio alle ore 18.

Migrantes: oggi le conclusioni del corso di formazione

10 Luglio 2020 - Roma - Con una riflessione sul "Cambia la pastorale migratoria dopo la pandemia Covid19?", afidata a  don Bruno Baratto,  direttore Migrantes di Treviso si apre, questa mattina, l'ultima giornata del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” della Fondazione Migrantes che si è svolto a Roma da lunedì scorso. Dopo l'intervento di don Baratto spazio al dibattito e poi alle conclusioni affidate al direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis che indicherà anche le prospettive e i prossimi impegni Migrantes. All’incontro hanno partecipato  circa 40 persone provenienti dalle diverse diocesi italiane e dalle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero, di nuova nomina.

Corte Costituzionale: “irragionevole la norma che preclude l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo”

9 Luglio 2020 - Roma - La Corte costituzionale ha esaminato oggi le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno sulla disposizione che preclude l’iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo, introdotta con il primo “Decreto sicurezza” In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che la disposizione censurata “non è stata ritenuta dalla Corte in contrasto con l’articolo 77 della Costituzione sui requisiti di necessità e di urgenza dei decreti legge. Tuttavia, la Corte ne ha dichiarato l’incostituzionalità per violazione dell’articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo: per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza; per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”, si legge in un comunicato diffuso oggi.

R.I.

 

Vangelo Migrante: XV domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mt 13,1-23)

9 Luglio 2020 - Le forze della natura sembrano prevalere anche sulla parola di Dio. Nella parabola del seminatore, il seme della Parola porta frutto solo in un caso su quattro: sul terreno buono; si perde, invece, quello caduto sulla strada, sui sassi e sulle spine. Eppure la Parola è potente. Non ce n’è per nessuno, come ci ricorda la prima lettura di Isaia: “non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver operato ciò per cui l’ho mandata” e come riprende Gesù nella spiegazione della parabola: “dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno”. Dov’è il problema? Negli occhi, nelle orecchie e nel cuore degli interlocutori. Pur avendo le capacità immediate di relazionarsi, gli uomini fanno prevalere l’elaborazione che il cervello fa rispetto a quello che gli organi preposti percepiscono. Questo è il motivo per cui Gesù parla in parabole: nella quantità di analogie che il mondo offre, Gesù trova l’altro modo per smontare i costrutti umani sulle cose (sassi e spine) ed aprire il cuore degli uomini ad un atteggiamento di fede. Egli ancora oggi non smette di parlare con parabole. La differenza è che queste oggi sono incarnate: dagli elementi della natura è passato alla pelle degli uomini: L’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo, ce l’ha detto Lui stesso”, faceva notare papa Francesco nell’omelia della Messa in ricordo della sua visita a Lampedusa di sette anni fa.

p. Gaetano Saracino

Migranti, accordo di collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio e le Scalabriniane

9 Luglio 2020 - Roma - Si rafforza la collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio e la Congregazione delle Suore missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane. A Roma, nella sede della Comunità, si è svolto un incontro tra le due organizzazioni nel corso del quale si è tracciato un percorso comune di cammino.  “Le suore scalabriniane hanno dimostrato una ‘giovinezza’ della loro vocazione – spiega Daniela Pompei, coordinatrice delle attività per i migranti della Comunità di Sant’Egidio - Negli ultimi due anni è stata una grande novità per noi la presenza delle scalabriniane, ‘suore itineranti anche con pochi mezzi’, che è poi lo spirito della comunità di Sant’Egidio. Vogliamo essere insieme, lì dove c’è bisogno. Lo spirito è di accompagnare, di essere vicine al momento del bisogno, con l’idea di integrare.  Curiamo il progetto dei Corridoi umanitari, che nasce per bloccare il flusso dei trafficanti di uomini e per dire che è possibile da una parte entrare legalmente e che le comunità cattoliche possano assumere l’accoglienza. E’ una risposta all’appello del Papa dal 2013 in poi con il suo primo viaggio di Lampedusa e lo abbiamo iniziato a proporre insistentemente, senza mai demordere. Abbiamo voluto aprire piccoli varchi e continueremo a farlo. Possiamo portare avanti tanti progetti: siamo molto impegnati sul tema della regolarizzazione per far emergere il diritto e, allo stesso tempo, per far emergere le persone. Avere i documenti per un migrante vuol dire nascere di nuovo”. “Monsignor Giovanni Battista Scalabrini intuì che la mobilità sarebbe diventato il fenomeno fondamentale della vita umana – ha commentato Gianni La Bella, della Comunità di Sant’Egidio – Il suo è stato un carisma anticipatore nella Chiesa. Chiedeva di mettere preti nei porti, cosa che all’epoca c’era chi non capiva. A partire dall’incontro con i migranti abbiamo creato tante strade nuove e abbiamo scritto una pagina dell’impegno della Chiesa nel nostro mondo contemporaneo. Sentiamo il desiderio di ‘contagiare’ tante altre Congregazioni religiose. Dobbiamo rendere ancora di più forte questa nostra alleanza tra la Comunità e la Congregazione delle Scalabriniane. Insieme dobbiamo fare uno sforzo gioioso per una maggiore integrazione tra di noi facendo rete, connessione, coinvolgendo in questo grande abbraccio tanti altri. La vita religiosa deve assumere la sfida dei migranti come una chiamata evangelica per la vita di oggi. Scriviamo il secondo capitolo della nostra storia di amicizia, tanti ne dovremo continuare a scrivere”. “Abbiamo accolto con immensa gioia l’invito della comunità di Sant’Egidio, a cui abbiamo risposto prontamente, poiché abbiamo grande considerazione e apprezzamento per il lavoro che la comunità svolge ‘uscendo’ verso le periferie umane ed esistenziali, servizio riconosciuto internazionalmente per la dedizione, per la serietà e l’impegno con i poveri, con i migranti, i più vulnerabili della società – spiega la Superiora generale delle Suore scalabriniane, suor Neusa de Fatima Mariano - Accogliamo ciò come una valida opportunità che certamente rafforzerà ancor di più la collaborazione tra le nostre Istituzioni, impegnate e coinvolte con i migranti e i rifugiati, riconosciute e credibili nella Chiesa e nella società civile per la missione che realizziamo nella promozione e nella difesa della vita”. “Nella nostra attività missionaria valorizziamo molto la prossimità, l'essere insieme, l'essere migrante con i migranti e con i rifugiati e in particolar modo con le donne e i bambini in cerca di protezione a causa di situazioni di rischio, di violazioni e di vulnerabilità, soprattutto nei luoghi di frontiera, dove le popolazioni sono maggiormente segnate da violazioni dei diritti, da minacce alla dignità delle persone”.
Suor Milva Caro, superiora della Provincia San Giuseppe (che sovraintende all’area europea), ha illustrato l’attività delle suore scalabriniane in Europa e ha ricordato come proprio “un anno fa iniziava una collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio con l’accoglienza a Fiumicino di una famiglia venuta in Italia grazie ai corridoi umanitari. Dopo un anno è nata una bambina e ora li aiuteremo a spiccare il volo, felici di vedere la loro speranza”. Suor Eleia Scariot, brasiliana, ha raccontato l’esperienza del progetto di semiautonomia “Chaire Gynai”, che vede un progetto per donne rifugiate e per i loro figli. A Roma ci sono due case coinvolte in questa iniziativa, voluta da Papa Francesco. “Finora abbiamo accompagnato circa 50 persone. Ci attiviamo seguendo i quattro verbi del Pontefice, accogliere, proteggere, promuovere e integrare – ha spiegato suor Eleia – La Comunità di Sant’Egidio è una grandissima risorsa per noi in questo progetto, per la segnalazione di potenziali partecipanti”. Suor Stella John Joseph, indiana, ha illustrato le attività di Assmi, un’associazione che a Roma gestisce un centro culturale per migranti, con corsi di lingua, informatica, che promuove progetti per l’integrazione. L’occasione è stata anche quella per presentare anche le attività delle suore scalabriniane a livello internazionale. E’ stata Suor Ana Silvia Zamin, brasiliana, a raccontare le attività della Casa Mambre di Città del Messico. “Il migrante è una benedizione per noi. Lì lavoriamo anche con persone vittime di violenza,  è uno spazio dove possono recuperare sia a livello fisico e psicologico e riorganizzare il loro progetto di vita”, ha raccontato, descrivendo anche il lavoro di Tijuana, alla frontiera con gli Stati Uniti d’America. Suor Janete Ferreira, brasiliana, ha descritto la situazione delle case d’accoglienza dell’America Centrale e del Sud, e della gestione dei migranti venezuelani che stanno chiedendo aiuto al Brasile.