Primo Piano

Viminale: la riunione del Tavolo Integrazione a due anni dall’ultimo incontro

17 Febbraio 2020 - Roma - Prima riunione, al Viminale, del Tavolo Integrazione, a due anni dall'ultimo incontro. Lo ha precisato concludendo i lavori il Viceministro all'Interno Matteo Mauri, sottolineando l'importanza della scelta del Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese di riconvocare l'organismo, a testimoniare “la volontà di lavorare con pragmatismo e senza demagogia per risolvere concretamente tutte le difficoltà e le complicazioni che riguardano la gestione del nostro sistema di accoglienza”. All'ordine del giorno l'aggiornamento del Piano nazionale integrazione, sotto il profilo dei nuovi obiettivi da raggiungere, degli ambiti da potenziare e dell’individuazione delle priorità di intervento.   Il Piano ha la funzione di individuare delle linee di indirizzo in materia di integrazione, con l’obiettivo primario di consentire l'uscita dalla dimensione dell’assistenza per il raggiungimento di una reale autonomia della persona. Al tavolo della riunione, introdotta e coordinata dal capo del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione Michele Di Bari, erano presenti rappresentanti dei Ministeri del Lavoro, Esteri, Salute, Politiche sociali, Politiche agricole, Istruzione, Università, e rappresentanti del dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, della Conferenza delle regioni, dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), dell'Unione delle province d'Italia (Upi), della Commissione nazionale per il diritto di asilo e dell'Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR). Presenti anche rappresentanti del dipartimento della Pubblica Sicurezza.  

Milano: cambia l’accoglienza dei migranti in diocesi

17 Febbraio 2020 - Milano - In un solo anno, oltre la metà dei migranti ospiti della Caritas Ambrosiana che avrebbero dovuto lasciare i centri di accoglienza in virtù del primo Decreto sicurezza, hanno raggiunto l’autonomia grazie alle scelte della diocesi di Milano. È quanto emerge dal primo bilancio del Progetto a favore degli esclusi dal sostegno pubblico varato dall’ente diocesano per mitigare gli effetti del provvedimento governativo dell’ottobre 2018, poi convertito in legge a dicembre di quell’anno. Nella sola Diocesi di Milano, hanno potuto beneficiare dall’intervento 77 persone (di cui 29 minori), tutte titolari di permesso di soggiorno per ragioni umanitarie in carico alle strutture gestite per conto delle Prefetture dalle cooperative sociali della Caritas Ambrosiana e del territorio. Migranti dunque cui lo Stato – si legge in una nota -  aveva riconosciuto il diritto a restare sul territorio nazionale ma che avevano perso il diritto all’accoglienza con l’entrata in vigore del decreto. Grazie, invece, all’iniziativa della Caritas Ambrosiana tutti gli ospiti hanno potuto proseguire i precorsi di integrazione che avevano intrapreso o iniziarne di nuovi negli stessi centri o in altri del sistema diocesano. Ad un anno di distanza da questa decisione, su 48 adulti rimasti nelle strutture 20 hanno già trovato un lavoro alcuni in modo autonomo, altri al termine dei corsi di formazione e delle borse lavoro che sono state offerte loro all’interno del progetto. Inoltre tutti i 14 migranti single ospiti e più della metà delle famiglie (14 su 24) si stanno preparando a lasciare i centri di accoglienza grazie a percorsi di autonomia ben avviati.

Circo di Peschiera Borromeo: in scena il 29 febbraio “Carnival Circus – Maschere Italiane & Carnevale di Rio”

17 Febbraio 2020 - Peschiera Borromeo  - Doppio spettacolo per celebrare nel migliore dei modi Carnevale. In occasione dei festeggiamenti di sabato 29 febbraio, gli artisti del Circo di Peschiera Borromeo, coordinati da Paride Orfei e Sneja Nedeva, si esibiranno con il nuovo show “Carnival Circus - Maschere Italiane & Carnevale di Rio”. Lo spettacolo sarà strutturato in due parti: nella prima, andranno in scena avvincenti performance associate alle maschere della Commedia dell’Arte (da Arlecchino a Pantalone). La seconda parte, invece, sarà caratterizzata dal ritmo e dalle movenze brasiliane, con un rodato corpo di ballo. Al termine dell’esibizione, i bambini potranno entrare nella pista centrale e correre, giocare e ballare, al ritmo di musica, per 20/30 minuti. “Carnival Circus” avrà una durata di un’ora e mezza, con un intervallo di 15/20 minuti tra un tempo e l’altro, e si terrà sabato 29 febbraio alle 16.30 e in replica alle 20.00 nel tendone grande del Circo in via Carducci 6 a Peschiera Borromeo, a poca distanza dall’Idroscalo di Milano. “L’intenzione è quella di ricreare nel tendone - ovviamente riscaldato - un’atmosfera calorosa e divertente, piena di colori e festoni carnevaleschi - spiega il numero uno dello chapiteau Paride Orfei -. Per renderla ancora più bella, invitiamo tutti i partecipanti, grandi e piccoli, a indossare maschere e costumi”.

“Mediterraneo frontiera di pace”: speciale Tv2000 su incontro CEI a Bari con visita di Papa Francesco

17 Febbraio 2020 - Roma - Programmazione speciale di Tv2000 (canale 28 e 157 Sky) con finestre quotidiane sull’incontro “Mediterraneo frontiera di pace”, che si svolge a Bari dal 19 al 23 febbraio e si conclude con la visita di Papa Francesco. L’evento, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, prevede la partecipazione dei vescovi cattolici di diciannove Paesi affacciati sul Mediterraneo. Si comincia martedì 18 con ‘L’ora solare’, alle 14: Paola Saluzzi incontra il vescovo di Acireale e coordinatore dell’incontro, Mons. Antonino Raspanti; alle 17.30 ‘Il diario di Papa Francesco’ ospita in studio il portavoce della CEI, don Ivan Maffeis, e trasmette un’intervista al Card. Gualtiero Bassetti. Mercoledì 19 febbraio alle ore 15.55 ‘Il diario di Papa Francesco’ introduce la diretta dal Castello Svevo di Bari con il discorso di apertura del presidente della Conferenza Episcopale italiana, il Card. Gualtiero Bassetti e alle 20.50 approfondimento sull’evento di TGtg con collegamenti in diretta da Bari. Giovedì 20 a ‘Siamo noi’, ore 15.20, ospite il giornalista Ennio Remondino e alle ore 22.30 a Today focus con reportage sul Libano Paese cruciale per gli equilibri del Medio Oriente. Venerdì 21 dalle ore 17.30 ‘Il diario di Papa Francesco’ viene trasmesso direttamente da Bari con ospiti i vescovi protagonisti dell’evento e la sera alle 20.50 puntata dedicata di ‘Guerra e pace’ con il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, e il patriarca caldeo di Baghdad, il cardinale Louis Raphael Sako. Sabato 22 febbraio alle ore 15.50 l’incontro culturale ‘Sulla stessa barca’, in diretta dal teatro Petruzzelli di Bari, dove si alternano diversi artisti che hanno un legame speciale con la Puglia e sono espressione dell’incontro tra culture. Domenica 23, speciale ‘Il diario di Papa Francesco’ che dalle ore 7.30 introduce la diretta della visita del Pontefice a Bari che prevede l’incontro con i vescovi presso la Basilica di San Nicola, la Messa e la recita dell’Angelus in Corso Vittorio Emanuele II. Interviste, servizi e collegamenti con gli inviati a Bari a cura del Tg2000 nelle tre edizioni giornaliere delle 12, 18.30 e 20.30.  

Sinodo dei vescovi: “esprimere con urgenza solidarietà con i fratelli e le sorelle coinvolti nel dramma della migrazione forzata”

17 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - “Esprimere con urgenza solidarietà con i fratelli e le sorelle coinvolti nel dramma della migrazione forzata”. E’ quanto è emerso nell’incontro  della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, presieduto da Papa Francesco, riunitosi nei giorni scorsi e che  ha riflettuto, tra le altre cose, sulle conseguenze del fenomeno migratorio in atto in diverse regioni del pianeta. Durante l’incontro il Papa ha deciso di indire la prossima Assemblea del Sinodo dei vescovi per l’autunno 2022. “A causa di guerre, ineguaglianze economiche, ricerca di lavoro e di terre più fertili, persecuzione religiosa, terrorismo, crisi ecologica, ecc., moltissime persone sono costrette a spostarsi da un paese all’altro”, si legge nel Messaggio del XV Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi sulle gravi conseguenze del movimento di persone in atto nel mondo: “Gli effetti sono spesso devastanti. Le persone  sono disorientate, le famiglie distrutte, i giovani traumatizzati, e quanti sono rimasti a casa indotti alla disperazione. Talvolta tali persone – prosegue il messaggio -  patiscono in campi-profughi e alcune addirittura finiscono in prigione. Donne e giovani sono costretti a prostituirsi; vengono abusati fisicamente, socialmente e sessualmente. I bambini sono separati dai genitori e privati del diritto di crescere nella sicurezza di una famiglia unita”. Di fronte a ciò, il Consiglio del Sinodo desidera ricordare che la Chiesa, “mentre deplora le ragioni che causano un così massiccio movimento di persone, è chiamata a offrire conforto, consolazione e accoglienza a tutti coloro che stanno soffrendo in un modo o nell’altro. Essa – si legge ancora nel messaggio -  si identifica con il povero, il piccolo e lo straniero, considerando parte della sua missione profetica l’impegno a levare la voce contro l’ingiustizia, lo sfruttamento e la sofferenza”. La Chiesa “apprezza, al tempo stesso, i governi e le organizzazioni non governative che mostrano interesse e si stanno impegnando ad aiutare quanti sono costretti a spostarsi” e sostiene coloro che stanno “cercando di avviare politiche favorevoli all’accoglienza di queste persone nelle loro comunità”. Da qui anche l’auspicio  che i governi locali affrontino le situazioni che costringono le persone a lasciare la loro casa” e si chiede “vigilanza contro il traffico di persone e impegno a promuovere la fine dei conflitti che provocano tanta sofferenza”. “Affidiamo – conclude il messaggio -  i nostri fratelli e le nostre sorelle sofferenti a Maria, Madre dell’umanità, che per prima ha conosciuto il dolore di dover lasciare la sua casa e il suo paese insieme alla propria famiglia in cerca di sicurezza e di pace”. (R.Iaria)

Esposti a continue violenze i migranti dell’America centrale

17 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - Migliaia di persone, che fuggono dalla violenza e dalla disperazione dei propri paesi in America centrale, si trovano esposti a un livello di violenza ancora più grande lungo la rotta migratoria verso gli Stati Uniti e non riescono a entrare in paesi sicuri. A lanciare l’allarme sono alcune ong presenti in Messico, secondo cui le recenti politiche migratorie adottate da Stati Uniti e Messico stanno seriamente mettendo in pericolo la sicurezza e l’incolumità dei richiedenti asilo provenienti dall’America centrale, con gravi conseguenze per la loro salute fisica e psicologica. Fuggono in particolare da El Salvador e Honduras, considerati due tra i paesi più violenti al mondo, e attraversano prima il Guatemala e poi il Messico con il sogno di raggiungere gli Stati Uniti. Emerge chiaro e incontrovertibile il dato che le recenti politiche statunitensi e gli accordi bilaterali raggiunti con il Messico e il Guatemala abbiano peggiorato la crisi umanitaria nell’area. I richiedenti asilo negli Stati Uniti, infatti, sono costretti a rimanere nei due paesi in attesa che la loro richiesta venga esaminata. In un recente dossier dell’ong Medici senza frontiere (Msf) intitolato «Nessuna via d’uscita», basato su 480 interviste a uomini e donne tra i 15 e i 66 anni arrivati in Messico, e sulle testimonianze di alcuni operatori umanitari dell’organizzazione, risulta che più della metà delle persone intervistate è stata vittima di aggressioni, estorsioni, violenze a sfondo sessuale o torture. Oltre il 60 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver vissuto situazioni violente nei due anni precedenti l’uscita dal proprio paese e circa la metà ha ammesso come ragione fondamentale della fuga l’esposizione alla violenza. Tre quarti delle persone che viaggiano con bambini ha dichiarato di essere partite a causa della violenza, incluso il reclutamento forzato in bande criminali. Infine il 57,3 per cento dei migranti è stato vittima di aggressioni, estorsioni, violenze a sfondo sessuale o torture lungo la rotta migratoria. Il rapporto, inoltre, rende noti i dati medici relativi alle oltre 26.000 persone assistite in Messico durante i primi nove mesi del 2019, che evidenziano gli alti livelli di violenza e di maltrattamenti subiti dai migranti e dai rifugiati nei loro paesi d’origine, lungo la rotta migratoria e sotto la custodia delle autorità statunitensi e messicane. Sergio Martín, coordinatore generale di Msf in Messico, a margine del dossier ha affermato che «dopo anni di raccolta di dati medici e testimonianze è evidente che molti dei nostri pazienti stanno disperatamente fuggendo dalla violenza nei loro paesi di origine. Queste persone chiedono protezione e cure e, come minimo, l’opportunità di chiedere asilo. Invece lungo la rotta migratoria si trovano esposti a un livello di violenza ancora più grande e non riescono a entrare in paesi sicuri. Restano così bloccati in luoghi pericolosi, senza alcuna possibilità di trovare sicurezza». «Abbiamo a che fare con persone vulnerabili, che hanno viaggiato in un grande gruppo per evitare di subire violenza lungo il percorso. Costretti ora a rimanere in detenzione nel nord del Messico, hanno scoperto un altro tipo di violenza» ha denunciato ancora Martín. Su questo fronte proprio questa settimana a Piedras Negras, città messicana al confine con gli Stati Uniti, si è creata una situazione di emergenza. Oltre 1.700 migranti, che si erano accampati in una fabbrica abbandonata della città nel tentativo di oltrepassare la frontiera, sono stati trattenuti dalla polizia e dai soldati messicani contro la loro volontà e gli è stato vietato di abbandonare la fabbrica, confinati come fossero criminali. In un primo momento le autorità messicane non avrebbero permesso a equipe di varie organizzazioni umanitarie di accedere all’interno della struttura. «Questa terribile situazione è peggiorata quando alle organizzazioni umanitarie è stato impedito l’accesso al sito e quando i migranti sono stati trasportati da Piedras Negras a città di confine non sicure» ha affermato ancora Martín, aggiungendo di essere preoccupato per le persone rimaste nella fabbrica che hanno bisogno di cure mediche. Molti tra questi migranti necessitano inoltre di supporto psicologico per ridurre i sintomi di stress e ansia causati da questo confinamento e dall’incertezza di questi trasferimenti. Successivamente le autorità messicane li avrebbero accompagnati in altre città di frontiera poco sicure, dove i migranti, in situazione di totale vulnerabilità, finiscono in balìa delle reti di trafficanti di esseri umani, vengono spesso presi di mira da gruppi criminali e sono particolarmente esposti a violenze e abusi. Proprio per questo le ong presenti in Messico continuano a monitorare questi trasferimenti per capire meglio le condizioni nei luoghi in cui vengono inviate le persone. (Fabrizio Peloni – Osservatore Romano)  

Salerno: “Sorriso sotto la tenda” al Circo Lidia Togni

14 Febbraio 2020 - Salerno: “Sorriso sotto la tenda”: questo il titolo di un evento promosso a Salerno dal gruppo di Preghiera “Fedeli di San Matteo”, guidati da Alfonso Grieco, in collaborazione con la Cattedrale di Salerno e che si svolgerò domenica 16 Febbraio. L’iniziativa è rivolta a tutte le associazioni di assistenza di bimbi e giovani con disabilità e le loro famiglie. Il programma prevede, fra gli altri, il saluto dell' arcivescovo Mons. Andrea Bellandi e una Santa Messa presieduta dal parroco della Cattedrale, Don Michele Pecoraro. Al termine lo spettacolo degli artisti del circo di Lidia Togni che nei prossimi giorni, con i  Clown, sarà presente nel reparto Pediatrico dell'Ospedale di Salerno con una serie di spettacoli.  

Educazione, inclusione, sviluppo: 90 progetti CEI

14 Febbraio 2020 - Roma - Sono stati resi noti i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo tenutasi nei giorni scorsi. Sono stati approvati 90 progetti, per i quali saranno stanziati € 14.103.799 così suddivisi: € 9.791.064 per 38 progetti in Africa, € 2.468.868 per 37 progetti in America Latina; € 1.425.520 per 13 progetti in Asia; € 418.347 per 2 progetto in Medio Oriente. Tra i progetti più significativi tre sono in Africa. Uno in Tanzania, presso il villaggio di Makazi, dove verrà costruito un dormitorio per 250 ragazze di scuola secondaria, attraverso il quale la diocesi intende contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, causato dalla distanza della scuola dalle abitazioni delle alunne e dalle loro precarie condizioni economiche. In Benin, nella diocesi di Dassa, è stato finanziato il rimboschimento di 300 ettari di terreni agricoli attraverso la pianta di Acacia Auricuformis, una pianta a forte potere fertilizzante che viene usata anche come mangime e come carbone. L’obiettivo è quello di contribuire alla riduzione della povertà e insicurezza alimentare dando la possibilità alla popolazione di attivare le attività agricole a sostegno delle loro famiglie. In Togo, invece, verrà effettuato l’ampliamento (ambulatori, alloggi, amministrazione) dell’ospedale pediatrico St. Joseph di Bogou, che offre servizi sanitari a 2000 madri e 2500 bambini l’anno. Tra i progetti latino-americani menzioniamo quello in Brasile. Sarà realizzato un centro di formazione professionale dove si svolgeranno attività con 800 giovani, adolescenti e donne. Il centro ospiterà corsi di pittura, cucina, taglio e cucito, artigianato, lingua, informatica. Segnaliamo infine altri tre progetti che saranno realizzati in Asia. Uno in India, per assicurare il sostentamento alle donne povere e ai bambini con disabilità di Nilgiri, e una serie di attività (soprattutto campagne di sensibilizzazione e training) volti a favorirne l’integrazione. Il secondo nelle Filippine, per strappare dalla marginalità e dalla devianza i giovani (16-24 anni) di Tondo. Verrà potenziato il Centro Polivalente della Parrocchia di san Jose Manggagawa, con spazi di ascolto e di aggregazione, corsi di alfabetizzazione di base, di igiene e di salute, laboratori di informatica e sartoria, attività ricreative e sostegno psicologico. L’ultimo sarà realizzato in Iran, a sostegno della comunità assiro-caldea che nel Paese rappresenta una minoranza spesso perseguitata o limitata nell’accesso al mondo del lavoro e dei servizi di istruzione e sanitari di base. Il Comitato ha reso noti anche i dati riepilogativi dell’anno 2019. Sono stati finanziati complessivamente 524 progetti, per un totale di €. 93.873.845. Tra questi, 235 progetti sono stati finanziati in Africa (€. 45.817.607), 159 in America Latina (€. 22.808.635), 111 in Asia (€. 17.674.270), 5 in Est Europa (€. 947.905), 13 in Medio Oriente (€. 6.280.086) e uno in Oceania (€. 345.342).    

Papa Francesco: tenere nel cuore chi ci accompagna nel cammino della vita

14 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - Il calore di Casa Santa Marta, di una “famiglia larga” la definisce il Papa, fatta di persone che ci accompagnano nel cammino della vita, che ogni giorno lavorano lì, nel cuore del Vaticano,  con dedizione e cura, che aiutano se una compagna è malata, provano tristezza se uno di loro va via. Volti, sorrisi, saluti: semi che si gettano nel cuore di ognuno. Francesco, nell’omelia della Messa del mattino, come riferisce Vatican News, prende spunto dal pensionamento di una dipendente, Patrizia, per fare “atto di memoria, di ringraziamento” e anche di scuse nei confronti di chi ci accompagna nel cammino. E’ un’omelia che racconta la quotidianità di Casa Santa Marta. Papa Francesco vuole soffermarsi sulla famiglia, non solo “papà, mamma, fratelli, zii, nonni” ma “la famiglia larga, coloro che ci accompagnano nel cammino della vita per un po’ di tempo”. Spiega che, dopo 40 anni di lavoro, Patrizia va in pensione; una presenza di famiglia su cui soffermarsi: “E questo farà bene a tutti noi che abitiamo qui, pensare a questa famiglia che ci accompagna; e a tutti voi, che non abitate qui, pensare a tanta gente che vi accompagna nel cammino della vita: vicini, amici, compagni di lavoro, di studio Noi non siamo soli. Il Signore ci vuole popolo, ci vuole in compagnia; non ci vuole egoisti: l’egoismo è un peccato”. Nella sua riflessione, papa Francesco ricorda la generosità di tante compagne di lavoro che si sono prese cura di chi si è ammalato. Dietro ogni nome, una presenza, una storia, una permanenza breve che ha lasciato il segno. Una familiarità che ha trovato spazio nel cuore del Papa. “Penso a Luisa, penso a Cristina”, afferma il Pontefice, alla nonna di casa, suor Maria, entrata a lavorare giovane e che lì decise di consacrarsi. Ma nel ricordare la sua famiglia “larga”, il Pontefice ha un pensiero per chi non c’è più “Miriam, che se n’è andata con il bambino; Elvira, che è stata un esempio di lotta per la vita, fino alla fine”. E poi altri ancora che sono andati in pensione o a lavorare altrove. Presenze che hanno fatto bene e che a volte si fa fatica a lasciare: “Oggi ci farà bene, a tutti noi, pensare alla gente che ci ha accompagnato nel cammino della vita, come gratitudine, e anche come un gesto di gratitudine a Dio. Grazie, Signore, per non averci lasciati da soli. È vero, sempre ci sono dei problemi, e dove c’è gente ci sono delle chiacchiere. Anche qui dentro. Si prega e si chiacchiera, ambedue le cose. E anche, alcune volte, si pecca contro la carità”. Peccare, perdere la pazienza e poi chiedere scusa. Si fa così in famiglia. “Io vorrei ringraziare per la pazienza delle persone che ci accompagnano – sottolinea il Papa - e chiedere scusa per le nostre mancanze”: “Oggi è un giorno per ringraziare e chiedere scusa, dal cuore, ognuno di noi, alle persone che ci accompagnano nella vita, per un pezzo della vita, per tutta la vita… E vorrei approfittare di questo congedo di Patrizia per fare con voi questo atto di memoria, di ringraziamento, e anche di chiedere scusa alle persone che ci accompagnano. Ognuno di noi lo faccia con le persone che abitualmente lo accompagnano. E a coloro che lavorano qui a casa, un ‘grazie’ grande grande grande. E a lei, Patrizia, che incominci questa seconda parte della vita, altri 40 anni!”.  

CEI: a Bari la presentazione di “Mediterraneo frontiera di pace”

14 Febbraio 2020 - Bari - “Mediterraneo frontiera di pace” è il titolo dell’incontro di riflessione e spiritualità tra i vescovi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’assemblea si svolgerà a Bari dal 19 al 23 febbraio e sarà conclusa da Papa Francesco con la celebrazione della Messa, domenica 23, in Corso Vittorio Emanuele II. “È molto importante – afferma il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI – sottolineare le peculiarità di questo incontro: non ci troviamo di fronte a un convegno scientifico-culturale e non è neanche una conferenza in cui si sperimentano nuove forme di dialogo interreligioso. Si tratta, invece, di qualcosa di diverso e speciale, per molti aspetti unico, che rimanda, soprattutto, al nostro modo più autentico di vivere e di essere Chiesa che dà voce alle difficoltà e alle attese dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo. Sono pronto ad accogliere tutto quanto lo Spirito Santo saprà suscitare in un confronto e in una discussione che, sono sicuro, avverrà con franchezza e spirito fraterno”. A Bari, presso la Sala priorale della Basilica di San Nicola, si terrà una Conferenza Stampa di presentazione dell’evento alle ore 12 di domani, sabato 15 febbraio. Interverranno Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, e Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari – Bitonto. Con loro, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il Sindaco di Bari, Antonio Decaro. A moderare la conferenza stampa il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI, Vincenzo Corrado.