Primo Piano

A Santa Croce Camerina (RG), la presentazione di “Sacri, santi e inviolabili. Parole dette e non dette dai Caminanti di Sicilia”

8 Luglio 2026 - Sabato 11 luglio 2026, dalle ore 19, presso il Museo Demologico di Santa Croce Camerina, è in programma la presentazione del volume di Rita Mirabella e Vincenzo La Monica, Sacri, santi e inviolabili. Parole dette e non dette dai Caminanti di Sicilia, pubblicato da Tau editrice nella collana "Quaderni Migrantes" della Fondazione Migrantes L’iniziativa è promossa dall’Associazione nazionale delle Università della terza età (Unitre) – Sezione di Santa Croce Camerina, con il patrocinio del Comune di Santa Croce Camerina. Il volume è un viaggio dentro la storia, la memoria e l’identità dei Caminanti di Sicilia, una comunità spesso raccontata dall’esterno e troppo a lungo segnata da stereotipi e pregiudizi. Attraverso una ricerca che intreccia storia, antropologia e testimonianze dirette, gli autori restituiscono la parola ai protagonisti, costruendo un racconto corale che attraversa generazioni, mestieri, linguaggi, spiritualità e trasformazioni sociali. Più che un libro sui Caminanti, è un libro con i Caminanti, nato dall’ascolto delle loro voci, dei loro ricordi e dei loro silenzi. Ad aprire l’incontro saranno i saluti della presidente dell’Unitre, Maria Rosa Vitale. Seguirà il dialogo con gli autori, condotto dalla professoressa Antonina Gulino. Sarà inoltre presente Maria Rasizzi Scalora, della comunità dei Caminanti, la cui testimonianza offrirà un ulteriore momento di confronto e riflessione. Al termine della presentazione, le copie del volume saranno distribuite gratuitamente ai partecipanti grazie alla Fondazione Migrantes, che ha sostenuto la pubblicazione dell’opera e ne promuove la diffusione come strumento di conoscenza, incontro e inclusione. Sacri Santi Caminanti

Tornare in Italia dopo aver vissuto la genitorialità all’estero. Partecipa o condividi la nuova indagine di Fondazione Migrantes

8 Luglio 2026 - Com’è tornare in Italia dopo aver vissuto la genitorialità all’estero? Che Paese hanno trovato, al ritorno, rispetto a quella che avevano lasciato? Un’Italia a misura di famiglia? Ecco le domande al centro di nuova indagine curata da Eleonora Voltolina, autrice del recente Crescere expat, con il sostegno della Fondazione Migrantes. La ricerca, rivolta agli italiani all'estero che sono rientrati in Italia con i propri bambini, vuole esplorare alcuni temi importanti come: le agevolazioni fiscali per il "rientro dei cervelli", il cambiamento delle relazioni familiari, il confronto tra i servizi per l'infanzia. Il lavoro dei curatori si avvale di un questionario (anonimo) indirizzato a chi ha almeno un/a figlio/a under 25 ed è rientrato in Italia negli ultimi anni. Il questionario (a questo link) richiede circa 20-25 minuti di tempo per la compilazione. L’obiettivo ultimo è dunque quello di raccogliere dati per tracciare un quadro aggiornato, approfondito e ricco delle “gioie e dolori” delle famiglie italiane che rientrano dall'estero, che restano ancora oggi largamente invisibili alla ricerca e al dibattito pubblico. Non esistono, infatti, studi sistematici sulla loro esperienza, sulle difficoltà che incontrano, sulle loro aspettative e su quanto esse vengano confermate o deluse dalla realtà italiana. I risultati della ricerca, sostenuta dalla Fondazione Migrantes, verranno inclusi in una prossima edizione del Rapporto Italiani nel Mondo.

“Renditi conto”. La campagna del Tavolo asilo e immigrazione sui costi nascosti dei centri in Albania

8 Luglio 2026 - Il Tavolo asilo e immigrazione (Tai), al quale aderisce anche Fondazione Migrantes, ha lanciato la campagna “Renditi conto – Centri in Albania. Il costo non è solo economico”, focalizzata sui costi umani e democratici dei centri per persone migranti costruiti dal governo Meloni in Albania.
La campagna
La campagna prende forma sui canali digitali simulando l’alert di un inatteso addebito di ben 74 milioni di euro (dati dal Report Trattenuti, ActionAid 2025) per la costruzione dei centri in Albania - la sola spesa pienamente documentabile del Protocollo Italia-Albania - e mette in luce alcuni aspetti del cosiddetto “modello Albania” rimasti sempre in ombra. Al di là del costo economico esorbitante di questo progetto che ha sottratto fondi alla collettività, “Renditi” punta un faro su ciò che troppo spesso resta invisibile: i costi umani, sociali e democratici del modello Albania. Renditi conto
Chi paga il costo più alto?
Il costo più alto di questi centri lo pagano proprio le persone trattenute: isolate, private della libertà personale, spostate senza informazioni su destinazione e ragioni del trasferimento; persone che vedono i propri diritti alla salute e alla cura ostacolati, con accesso limitato alla tutela legale e per le quali anche la comunicazione con i familiari risulta estremamente difficile. Molte delle persone trattenute sperimentano una situazione di grave sofferenza psicologica, che porta a un’ampia somministrazione di psicofarmaci così come a ripetuti atti di autolesionismo, tentativi di suicidio compresi. “Sono sempre solo, ho paura” oppure “Appena qualcuno mi dice qualcosa, io piango” o ancora “Volevo il contratto, ma nessuno me lo ha fatto”: sono alcune delle eloquenti testimonianze delle persone trattenute raccolte durante le visite ai centri effettuate dal Tai.
La mancanza di trasparenza sui centri in Albania
Accanto al costo umano c’è un costo democratico: l’accesso alle informazioni è limitato anche per i parlamentari, una mancanza di trasparenza che diventa opacità diffusa per i cittadini e sottrazione al controllo dell’opinione pubblica. Organizzazioni della società civile, operatori e operatrici dell’informazione e persino delegazioni parlamentari in visita ai centri hanno incontrato diverse difficoltà nell’ottenere dati essenziali sul numero delle persone trattenute, sulle procedure applicate e sulle condizioni di permanenza nei centri. Come se i centri italiani in Albania fossero luoghi in cui non vige lo stato di diritto. Renditi conto  
I costi economici per la collettività
Infine, esiste un costo economico che ricade sull’intera collettività: oltre 670 milioni di euro fino al 2028 stando a quanto preventivato dal governo. Risorse sottratte a servizi davvero essenziali che andrebbero a beneficio di tutta la società: asili nido, scuole, ospedali, posti in terapia intensiva, borse di specializzazione per il personale sanitario, potenziamento dei servizi socio-sanitari, assistenziali e di welfare. Nati per trattenere persone migranti soccorse in mare e gestirne le procedure accelerate di asilo lontano dal nostro territorio e poi trasformati in luoghi di detenzione amministrativa per persone già trattenute nei Cpr italiani, i centri italiani di Shëngjin e Gjadër sono apparsi da subito problematici e resta irrisolta la questione della compatibilità di questo modello con il diritto europeo. Grazie alla collaborazione con alcuni parlamentari italiani ed europei il Tai ha avuto accesso ai centri e condotto un monitoraggio indipendente, con cui ha denunciato gravi criticità sul piano dei diritti, della trasparenza e delle garanzie sia nella fase iniziale del progetto, sia nella sua successiva estensione al trattenimento delle persone provenienti dai Cpr italiani.
Una questione che riguarda tutti
Quanto accade in Albania non riguarda soltanto le persone trattenute, ma l’intera società italiana: a Shëngjin e Gjadër vengono attuate pratiche che ledono la tutela dei diritti e la qualità della democrazia, in Italia e in Europa. Per questo il TAI da tempo chiede la chiusura dei centri in Albania, in quanto luoghi di sofferenza non riformabili. Lungi dall’essere una risposta efficace a esigenze reali, con i centri oltre Adriatico il governo italiano sta sperimentando una forma inedita di delocalizzazione, che sposta la frontiera oltre i confini nazionali e normalizza l’idea che sia possibile comprimere diritti e garanzie in spazi sempre più distanti dagli occhi dei cittadini e dal controllo pubblico. Un preoccupate salto di qualità nelle politiche di esternalizzazione, in atto da diversi anni anche a livello europeo, che non può essere corretto, ma che deve solo essere eliminato. Per tutti questi motivi il TAI torna a chiedere con forza la chiusura dei centri e l’abbandono definitivo del modello Albania.
Fanno parte del Tavolo Asilo e Immigrazione:
A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Avvocato di strada ONLUS, Caritas Italiana, Casa dei diritti, sociali, Centro Astalli, CGIL, CIES, CIR, CNCA, Commissione migranti e GPIC Missionari Comboniani Italia, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII, CONNGI, Emergency, Ero Straniero, Europasilo, FCEI, Fondazione Migrantes, Forum per cambiare l’ordine delle cose, International Rescue Committee Italia, Intersos, Legambiente, Medici del Mondo Italia, Medici per i Diritti Umani, Movimento italiani senza cittadinanza, Medici Senza Frontiere Italia, Oxfam Italia, Re.Co.Sol, Red Nova, Refugees Welcome Italia, Salesiani per il sociale, Save the Children, Senza confine, SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni), UIL, UNIRE

La visita di Leone XIV a Lampedusa. Mons. Felicolo (Fondazione Migrantes): «Non chiudiamo la porta aperta dal cuore di Lampedusa»

4 Luglio 2026 - Si è appena conclusa l’attesa visita di papa Leone XIV sull’isola di Lampedusa. A 13 anni da quella storica scelta di grande valore simbolico da parte del suo predecessore, Francesco. Un passaggio di consegne molto più che dovuto e simbolico che è stato ricordato espressamente dal Pontefice, rispondendo brevemente al bel saluto del sindaco di Lampedusa: «Il Papa [Francesco] vi è stato vicino in questo tempo per voi molto impegnativo. E oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia». «Sì, é stata una visita fatta di gesti di cuore – ha detto mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes – e di immagini che restano nel cuore, perché come ha detto il Papa: “Questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti”. Gesti che sollecitano tutti a scegliere come porsi sulla “Porta d’Europa”, di fronte alla realtà delle migrazioni, alla luce del Vangelo e del consolidato Magistero della Chiesa. Così, appunto, il gesto della sua breve sosta al Cimitero; alla “Porta d’Europa”, con un fuori programma sugli scogli; e, infine, la sosta al Molo Favaloro, prima della celebrazione della S. Messa, con un’assemblea “vestita” delle parole di Mt 25 e con un’omelia ricca di spunti, ispirati soprattutto dalla parabola del Buon Samaritano: «L’amore è sempre nella libertà e la libertà sta nelle decisioni. C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate». Nelle sue parole il Papa ha esplicitato il filo che evidentemente univa il viaggio alle Canarie a questa giornata, nel giorno del 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti: opzione non banale per un Papa statunitense, in questo preciso momento storico. «Di tutte le immagini di oggi, – continua mons. Felicolo – mi porto soprattutto quel suo arrampicarsi sugli scogli per fermarsi davanti all'orizzonte: quanti uomini e quante donne, oggi stesso, sono lì persi in quell'orizzonte ad affrontare il mare per cercare un futuro? Ho pensato a quel febbraio del 1992, quando Giovanni Paolo II sull’isolotto di Gorée, in Senegal, si affacciò dalla cosiddetta “porta del non ritorno” della Casa degli schiavi: lì, l’orizzonte, per le persone costrette ad attraversarla, significava abbandono, strappo, schiavitù, e forse la morte in mare verso le Americhe. Ho immaginato che oggi, forse, da quelle tante nuove “porte di non ritorno” si dovrebbe poter vedere all’orizzonte sempre e solo quella porta che è stata aperta dall’accoglienza indomita e generosa dei lampedusani. È una responsabilità di ciascuno, e certamente dei governanti del Pianeta, ma anche della Chiesa. La Chiesa che evangelizza e si fa evangelizzare dai migranti è ciò che di più prezioso possiamo offrire contro la globalizzazione dell’indifferenza, per costruire anche da lavoratori e cittadini quella civiltà dell’amore che Leone XIV continua a invocare come possibilità concreta. Ed è una responsabilità di tutti e di tutta la Chiesa, non solo di “alcuni volontari”, come disse il Pontefice alle Canarie. Non chiudiamo la porta aperta dal cuore di Lampedusa».  

250° anniversario dell’Indipendenza Usa, Leone XIV: sia “l’occasione per un solenne rinnovamento dell’impegno verso questi ideali”

3 Luglio 2026 - Papa Leone XIV, che proprio nella data del 4 luglio, 250° anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti, ha scelto con un gesto molto significativo di visitare l'isola di Lampedusa, non ha dimenticato di dedicare un pensiero grato alla sua patria alla vigilia della importante ricorrenza. Nel suo discorso di accettazione della Liberty Medal of the National Constitution Center non ha dimenticato, tra le altre cose, di ricordare il ruolo di tante generazioni di migranti nella costruzione della nuova nazione: "In questi ultimi duecentocinquanta anni, per tanti popoli in tutto il mondo, è stata la ferma determinazione a realizzare la nobile visione dei fondatori della nazione a rendere l’America sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le sue porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di svolgere il proprio ruolo nel plasmare il futuro della nazione. È stato proprio questo amore per la libertà a ispirare gli Stati Uniti, nelle ore più buie del secolo scorso, al tempo delle due guerre mondiali, a guardare non solo a sé stessa e, con grandi sacrifici, a difendere la causa della libertà al di là dei propri confini". Ricordiamo che il premio ricevuto riconosce il lavoro svolto dal Pontefice nel promuovere le libertà religiose, di coscienza e di espressione in tutto il mondo, sancite dai padri fondatori americani nel Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Al termine del discorso, il Pontefice ha espresso un auspicio: "Nell’accettare questo premio, prego quindi affinché questo 250° anniversario della fondazione di questa grande Nazione possa essere l’occasione per un solenne rinnovamento dell’impegno verso questi ideali (la dignità umana condivisa, l’uguaglianza e i diritti sanciti nella Dichiarazione d’Indipendenza, ndr) che hanno reso l’America un Paese che valorizza la pace e la prosperità, un Paese caratterizzato dalla generosità e dalla nobiltà d’animo. Affido tutti voi, così come il futuro della Nazione, a Colui che è egli stesso la fonte della vera libertà e della pace duratura, Colui il cui stesso nome è Pace".

Lampedusa, l’isola di speranza. Un minidoc di Vatican News prepara la visita di Leone XIV

3 Luglio 2026 - Un breve documentario di Vatican News racconta l'isola che si prepara ad accogliere Leone XIV, tredici anni dopo Francesco. Lo fa attraverso quattro voci che mostrano, da angolazioni diverse, la ricchezza di questa terra, della sua storia, le domande che questo luogo pone alla comunità internazionale sul tema dell'accoglienza, offrendo anche delle risposte basate sulla solidarietà e sulla vicinanza, sul rispetto della vita e sul coraggio Sabato 4 luglio anche tre voci di Fondazione Migrantes seguiranno e commenteranno la visita del Papa a Lampedusa su Radio Vaticana, Tv2000 e Telepace. Seguiteci!

Leone XIV a Lampedusa, mons. Lorefice: “Il Santo Padre viene prima di tutto a confermarci nella parola dell’Evangelo”

2 Luglio 2026 - In un breve video pubblicato dall'arcidiocesi di Palermo sulla propria pagina Facebook, S.E. mons. Corrado Lorefice, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, ha commentato il significato della imminente visita a Lampedusa di papa Leone XIV. Dopo aver fatto riferimento all'evidente connessione e continuità tra papa Francesco e papa Leone nel ripetere il segno, mons. Lorefice ha sottolineato che si tratta "prima di tutto" della "visita del successore di Pietro", il quale recentemente alle isole Canarie ha sottolineato, facendo riferimento al significato dell'anello piscatorio, che "in quanto successore di Pietro" il Papa è fatto "per essere pescatore di uomini; e lì dove c'è un uomo e una donna che vogliono attraversare il mare, o qualsiasi confine o muro innalzato dagli uomini, noi non possiamo non essere presenti come chiesa". Il presidente della Fondazione Migrantes che inoltre voluto evidenziare che il Santo Padre "viene prima di tutto a confermarci nella parola dell'Evangelo, perché mettere al centro il migrante significa mettere realmente al centro il Vangelo. Perché così arriva il Vangelo: con un'assunzione della fatica, della sofferenza di altri perché non dimentichiamo che noi siamo i seguaci di Gesù il Cristo, il Messia, che prende su di sé le sofferenze degli altri".   Lorefice

“NOI… tra, fra i migranti”. Campo di servizio e formazione a Borgo Mezzanone (FG)

1 Luglio 2026 - Dieci giorni per uscire dalle proprie abitudini e lasciarsi incontrare da storie, volti e speranze che spesso restano ai margini del nostro sguardo. Dal 17 al 27 agosto 2026, a Borgo Mezzanone (FG), si terrà il campo di servizio e formazione, per persone dai 18 anni in su, promosso dall’Ufficio Migranti e Itineranti della diocesi di Manfredonia-Vieste-S. Giovanni Rotondo. Un cammino da condividere: ascoltare, conoscere, servire, costruire relazioni e lasciarsi interrogare dalle domande che abitano il mondo delle migrazioni. Tra strade polverose e vite in cerca di futuro, per scoprire che nessuno è davvero straniero quando ci si riconosce fratelli. Per informazioni e iscrizioni: ufficiomigrantesmvsgr@gmail.com (vedi anche locandina) Giovani Formazione Foggia

Parte l’edizione 2026 del corso “Linee di pastorale migratoria”

30 Giugno 2026 - Si rinnova, a partire da lunedì 6 luglio fino a venerdì 10 a Roma, presso l’Istituto Maria SS. Bambina (Via Paolo VI, 21), la proposta del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria”, rivolto agli operatori e alle operatrici del "mondo Migrantes" e, in particolare, alle seguenti figure di nuova nomina e a coloro che non vi hanno mai partecipato in precedenza:
  • direttori Migrantes regionali e diocesani;
  • vicedirettori e collaboratori diocesani;
  • cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane;
  • missionari per gli italiani all’estero;
  • operatori pastorali dello Spettacolo viaggiante e dei rom, sinti e camminanti.
Tra gli appuntamenti della settimana di formazione e di conoscenza, la visita, in programma nel corso della mattina di giovedì 9 luglio, al "Borgo Laudato Si'", a Castelgandolfo (RM), con la S. Messa presieduta da S. Em. il card. Fabio Baggio, proprio oggi nominato da papa Leone XIV pro-prefetto del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, con incarico speciale per il Centro di Alta Formazione Laudato si’.

Segreteria organizzativa Fondazione Migrantes Via Aurelia 796 – 00165 Roma Tel. 06-6617901 e-mail: segreteria@migrantes.it

[caption id="attachment_76612" align="aligncenter" width="782"]Santa Maria Bambina La terrazza dell'Istituto "Maria SS. Bambina".[/caption]

Terremoto in Venezuela, la vicinanza della Chiesa italiana. Stanziati 500 mila euro per le prime necessità

26 Giugno 2026 - La presidenza della Conferenza episcopale italiana esprime vicinanza alla popolazione del Venezuela colpita da violente scosse di terremoto che hanno provocato vittime, feriti, distruzione e paura, in particolare nello Stato di La Guaira e nella regione centrale del Paese. In un messaggio inviato a mons. Jesús Andoni González de Zárate Salas, arcivescovo di Valencia e presidente della Conferenza episcopale venezuelana, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, rinnova la solidarietà alla Chiesa venezuelana e alle comunità parrocchiali e religiose impegnate accanto alla popolazione. “Seguiamo con dolore e trepidazione – scrive – le notizie che arrivano dal Venezuela. In queste ore sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto”. Il presidente della Cei ricorda che “ogni sofferenza, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura”. Nell’affidare al Signore le vittime, il Card. Zuppi invoca conforto per i feriti, per le famiglie colpite e per quanti hanno perso la casa, assicurando la preghiera per “autorità, sanitari, volontari, comunità cristiane e tutti coloro che, anche in mezzo alle macerie, custodiscono la vita”. Per far fronte all’emergenza, la presidenza della Cei ha disposto un primo stanziamento di 500 mila euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica: le risorse saranno utilizzate per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con Caritas Venezuela e con la rete internazionale della Caritas. Particolare attenzione, fa sapere Caritas, è rivolta alle famiglie più fragili, ai quartieri meno visibili e alle persone accolte nelle piazze e nei rifugi temporanei. Le priorità riguardano acqua potabile, alimenti, medicinali, kit igienici e accompagnamento delle persone rimaste senza casa o in condizioni di forte precarietà. Intanto, sottolinea Caritas Italiana rilanciando l’appello di Caritas Venezuela, è importante convogliare la solidarietà attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate che potrebbero risultare inefficaci o rischiose. Si sconsigliano inoltre raccolte di beni materiali in Italia. Notizie e aggiornamenti sulla situazione in Venezuela e sulle modalità di donazione sono disponibili sul sito di Caritas Italiana: www.caritas.it.   [caption id="attachment_78192" align="aligncenter" width="1024"]Venezuela Terremoto (foto: AFP/SIR)[/caption]

Leone XIV: “I sistemi politici spesso non rispondono al grido dei migranti”

25 Giugno 2026 - Nelle udienze del 25 giugno 2026, papa Leone ha incontrato anche un gruppo di rettori e di rappresentanti dei college e delle università dei gesuiti del Nord America. La Compagnia di Gesù, come ha ricordato anche il Papa, "opera nel settore dell'istruzione da secoli". Nel suo intervento di saluto, in lingua inglese, ha rivolto loro, tra le altre, anche queste parole: "I sistemi politici spesso non rispondono al grido dei poveri, dei migranti e di coloro che il mondo considera emarginati". Riferendosi poi alle quattro preferenze apostoliche universali della Compagnia di Gesù, e in particolare alla seconda delle quattro, il Pontefice ha aggiunto che è "importante offrire agli immigrati, ai rifugiati e alle persone di condizioni socioeconomiche più modeste l’opportunità di accedere a un’istruzione superiore. In questo modo, potranno integrarsi più pienamente nelle società in cui vivono, oltre ad arricchire la comunità studentesca nel suo complesso con le loro esperienze e prospettive diverse".

Roma, la comunità srilankese in festa per l’ordinazione sacerdotale di Kasun Fernando

25 Giugno 2026 - Il 24 giugno 2026, la comunità srilankese di Roma si è raccolta presso la Basilica di Sant'Apollinare per partecipare all’ordinazione sacerdotale del reverendo Kasun Madusanka Fernando del clero dell’arcidiocesi di Colombo da parte di sua eminenza il Cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo metropolita di Colombo. Una grande folla di srilankesi e italiani ha partecipato alla solenne cerimonia di ordinazione sacerdotale che si è svolta nella solennità della Natività di San Giovanni Battista e concelebrata da don Sanjeewa Mendis, coordinatore nazionale per la pastorale degli srilankesi in Italia, da mons. Neville Joe Perera, cappellano della comunità srilankese a Roma e da numerosi sacerdoti che operano o studiano a Roma. Nella sua omelia, Sua Eminenza ha sottolineato come ogni vocazione sia unica e grandiosa secondo un disegno prestabilito di Dio. «In questa nuova vita come sacerdote, caro Kasun, ti invito ad amare Gesù sempre di più, ogni giorno: Egli compirà grandi cose nella tua vita sacerdotale e ti sosterrà nella missione che Dio ti affida», ha detto il cardinale. Concludendo l'omelia, il prelato ha detto: «Non stai compiendo la tua missione né la mia, bensì la missione di Dio; non hai scelto di diventare sacerdote, ma è Dio stesso ad averti chiamato a questo eccezionale servizio – un dono non concesso a tutti – e, in particolare, gli studi a Roma ti hanno permesso di vedere i luoghi santi in cui hanno vissuto e predicato San Pietro, San Paolo e molti altri santi: imita questi santi». I canti corali latini eseguiti dal coro dei seminaristi del collegio “Sedes Sapientiae” hanno aggiunto un tocco di raffinatezza che ha reso la solenne S. messa di ordinazione indimenticabile per tutti i presenti. Don Kasun è in Italia dal 2021 per la formazione teologica e rimarrà un altro anno in Italia per completare la sua licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce. Durante i fine settimana presterà servizio come collaboratore presso la cappellania srilankese a Roma e si occuperà dei giovani: la sua prima messa si è svolta il giorno successivo nella cappella del seminario ecclesiastico internazionale “Sedes Sapientiae” di Roma. (Riccardo Nelumdeniya)   Srilankesi Kasun Madusanka Fernando Malcolm Ranjith

“La via italiana del dialogo”. A Roma, la firma del Patto tra le religioni

24 Giugno 2026 - Il 25 giugno, a Roma, i responsabili delle religioni che sono in Italia hanno sottoscritto un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro compiuto, rendendo al contempo ufficiale l’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”. A siglarlo sono stati: Assemblea dei Rabbini d’Italia, Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia, Centro Islamico culturale d’Italia, Comunità Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, Unione Induista Italiana. (fonte: CEI, aggiornata il 25 giugno 2026) [caption id="attachment_78163" align="aligncenter" width="768"]Patto religioni (foto: Siciliani-Gennari/CEI)[/caption]

Mons. Felicolo (Fondazione Migrantes) in visita alla comunità italiana del Belgio

23 Giugno 2026 - Si apre, il 23 giugno, con una conferenza di commemorazione per gli 80 anni degli "Accordi Italo-Belgi" (1946-2026) a Genk, una lunga visita del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, alla comunità italiana in Belgio e ai missionari operanti nel Paese. Nel corso del viaggio sono previsti anche due incontri, fuori dai confini belgi, a Den Haag (Paesi Bassi) e in Renania (Germania), e precisamente a Moers e Krefeld, con i missionari operanti in quei territori. La visita si concluderà domenica 28 giugno dopo la Celebrazione eucaristica nella chiesa dei minatori italiani a Genk, un appuntamento particolarmente significativo alla vigilia del 70° anniversario della tragedia nella miniera di carbone Bois du Cazier a Marcinelle (8 agosto 1956). "Quest'anno - ha spiegato mons. Felicolo - si intrecciano tre anniversari molto importanti, se includiamo anche gli 80 anni della Repubblica italiana. Tre anniversari che ci ricordano quanto il rapporto tra l’Italia e i suoi migranti abbia radici profonde, quanto la migrazione italiana, che ha trovato un nuovo impulso dopo l’accordo tra Belgio e Italia, abbia contribuito alla crescita di questo Paese, diventato casa per tanti e tante di voi da generazioni, e alla crescita della Penisola italiana. Nel ricordare la nostra storia, attraverso la commemorazione e il dialogo, capiamo l’evoluzione e la trasformazione dei processi sociali. Conosciamo il nostro passato e riconosciamo noi stessi. Dobbiamo essere spinti dall’obiettivo di costruire una cultura della fraternità e della solidarietà, che ci aiuta a superare stereotipi e pregiudizi, oggi ancora presenti quando parliamo di migrazione".

“L’italiano a colori”: a Lecce una scuola di italiano per bambini e ragazzi

20 Giugno 2026 - Nella settimana 22-26 giugno 2026, presso i locali dell'Ufficio Migrantes della diocesi di Lecce, in via delle Anime, parte un corso pomeridiano (17-18.30) di lingua italiana, pensato per bambini e ragazzi appena arrivati da lontano e per tutti gli altri che, pur essendo nati a Lecce, vivono in famiglie dove si parla esclusivamente la lingua nativa dei genitori. La poca padronanza della lingua italiana è la prima causa di esclusione sociale ed abbandono scolastico, creando le premesse per una futura incompleta se non irraggiungibile integrazione sociale generazionale. Lecce_Italiano a colori  

A S. Giovanni Teatino (CH), “L’Italia oltre i confini”

19 Giugno 2026 - Sabato 20 giugno 2026, alle 9,30, presso l’Auditorium della Scuola civica musicale di San Giovanni Teatino (CH) è in programma il convegno dal titolo "L’Italia oltre i confini". L’evento, promosso dalle Acli di Chieti in stretta collaborazione con il circolo Acli Achille Grandi di Basilea (Svizzera), sarà l’occasione per presentare il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 edito dalla Fondazione Migrantes. Il programma prevede i saluti istituzionali del sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente, e dell’assessore Paolo Cacciagrano per la Scuola Civica Musicale, accanto ai presidenti promotori Antonello Antonelli e Maria Concetta Di Paolo. Sono poi previste le relazioni di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo per la Fondazione Migrantes: di Paolo Masini, presidente del Museo nazionale dell’emigrazione italiana di Genova (Mei), e di Lidia Di Pietro, direttrice regionale per Abruzzo e Molise della Fondazione Migrantes. L’incontro, moderato da Maurizio Adezio, responsabile della comunicazione delle Acli di Chieti, sarà concluso dall’intervento di Matteo Bracciali, vicepresidente della Federazione Acli Internazionali (Fai). San Giovanni Teatino_RIM_2026

Rieti, le iniziative per la Giornata del rifugiato

19 Giugno 2026 - In occasione della Giornata mondiale del rifugiato 2026, il 20 giugno la città di Rieti sarà animata da un evento pubblico in Piazza Mariano Vittori, davanti alla Cattedrale, a partire dalle ore 17.00, con un percorso diffuso di arte, testimonianze e partecipazione. Il progetto Sai del Comune di Rieti, in collaborazione con Il Samaritano ODV, Caritas e Ufficio Migrantes, darà vita all’iniziativa “Voci e Suoni in Viaggio”, attraverso la quale ragazze e ragazzi accolti nel progetto presenteranno un brano musicale scritto da loro, frutto di un percorso di espressione personale e collettiva che restituisce voce alle loro esperienze e ai loro sogni. Seguirà la performance Dance of Freedom and Peace, curata dall’antropologa Giorgia Rubera, impegnata nella promozione del dialogo interculturale, insieme alla danzatrice svizzera Julia Haussener, con la partecipazione del progetto “Rieti Respira Africa” e di Ilaria Nobili, operatrice e dirigente Uisp Roma, da anni attiva nei percorsi di integrazione attraverso sport e arti performative. Nel corso della giornata sarà inoltre allestita la mostra Heart of Gaza, esposizione di disegni realizzati dai bambini di Deir Al-Balah (Palestina), accompagnata da un laboratorio di pittura aperto alla cittadinanza.   Rieti Giornata Rifugiato 2026

Migranti, Roma: a santa Maria in Trastevere la veglia di preghiera “Morire di Speranza”

18 Giugno 2026 - Sarà il parroco di Santa Maria in Trastevere, mons. Marco Gnavi a presiedere alle 18,30 la veglia di preghiera “Morire di Speranza” promossa dalla Comunità di Sant’Egidio insieme ad altre associazioni impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione delle persone fuggite da guerre o da situazioni insostenibili nei loro Paesi (Acli, Acse,  Caritas Italiana, Centro Astalli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Scalabrini International Migration Network). Sarà presente anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Durante la veglia, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere e in piazza, verranno ricordate le 77mila persone, tra morti accertate e dispersi, che hanno perso la vita dal 1990 a oggi nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte, via terra, dell’immigrazione verso l’Europa. Negli ultimi cinque anni il 28,8% è rappresentato da donne e bambini. E’ da sottolineare inoltre che, nonostante si sia assistito negli ultimi anni ad una diminuzione degli arrivi, la percentuale delle vittime è invece aumentato, una ogni 47 tentativi di attraversare il Mediterraneo o l’Atlantico, secondo i calcoli dell’OIM, scrive la Comunità di Sant’Egidio in una nota. Una tragedia dai costi umani “elevatissimi che deve scuotere la coscienza dell’Europa e spingerla a ripristinare missioni di salvataggio in mare e aprire vie legali e sicure, sul modello dei corridoi umanitari, come ha invocato recentemente, con parole forti e chiare, anche Leone XIV nella sua visita alle Canarie”. Verranno ricordati alcuni nomi delle persone scomparse e accese candele in loro memoria. Nella basilica e in piazza, attraverso un maxischermo, parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine, alcuni dei quali venuti in Italia con i corridoi umanitari, e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare. (fonte: R.I./SIR)

Comece su nuove norme Ue su migrazione e asilo: “Rischiano di indebolire la protezione effettiva dei diritti fondamentali e della dignità delle persone vulnerabili”

17 Giugno 2026 - La Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) ha pubblicato una dichiarazione del suo presidente, S.E. mons. Mariano Crociata, in seguito alla votazione tenutasi mercoledì 17 giugno 2026, al Parlamento europeo sul nuovo regolamento in materia di rimpatrio, che integra il Patto sulla migrazione e l’asilo recentemente entrato in vigore. La Comece, si legge nella nota, "pur riconoscendo la legittima responsabilità delle autorità pubbliche nella gestione della migrazione, nella garanzia dell’integrità delle frontiere e nella lotta alla tratta di esseri umani, rimane profondamente preoccupata per alcuni aspetti del nuovo quadro normativo che rischiano di indebolire la protezione effettiva dei diritti fondamentali e della dignità delle persone vulnerabili". I vescovi europei, facendo eco alle recenti parole di papa Leone XIV nelle Isole Canarie, rilevano che "la migrazione non è solo una questione di procedure, statistiche o gestione delle frontiere. Riguarda esseri umani: donne, uomini e bambini, ciascuno dei quali possiede una dignità inviolabile che deve rimanere al centro di ogni decisione politica. A proposito delle motivazioni addotte a giustificazione del nuovo impianto normativo, la Comece sottolinea che "sicurezza e solidarietà non sono principi contrapposti; devono progredire insieme", evidenziando che "il voto di oggi va oltre la politica migratoria. Solleva una questione più ampia sul tipo di Europa che desideriamo costruire".   [caption id="attachment_77887" align="aligncenter" width="1024"]Mariano Crociata Leone XIV Comece Mons. Mariano Crociata e papa Leone XIV (foto: COMECE)[/caption]  

La morte del card. Ruini, Zuppi: “Ha aiutato la Chiesa in Italia a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo”

17 Giugno 2026 - Il cardinale Camillo Ruini, già vicario del Papa per la Diocesi di Roma e presidente della Conferenza episcopale italiana, è morto il 16 giugno 2026 a Roma, all'età di 95 anni. Ne hanno dato notizia il cardinale Vicario di Roma, Baldassare Reina, insieme al Consiglio episcopale. Con tutta la Diocesi di Roma, "grati per la lunga e proficua vita cristiana e per il suo servizio alla Chiesa", hanno affidato il card. Ruini "alla misericordia del Signore". "Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese - continua la nota pubblicata dal Vicariato -, ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos". Il card. Zuppi, presidente della Cei, lo ha ricordato così: "Ha svolto il suo ministero con la consapevolezza che la fede non è mai estranea alla storia" e "ha aiutato la Chiesa in Italia a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo". La diocesi di Roma si raccoglie in preghiera per rendere l’ultimo omaggio al cardinal Ruini. A partire dalle ore 12 del 17 giugno fino alle 19 e il giorno 18 giugno dalle 9 alle 12 è stata allestita una camera ardente nella Cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore (ingresso da via Aurelia 208). Il funerale del card. Camillo Ruini sarà celebrato il 18 giugno alle 16.30 nella Basilica di San Pietro, presieduto da papa Leone XIV. Il feretro si trasferirà poi nella diocesi natale del porporato per una seconda celebrazione esequiale, presieduta dall’arcivescovo Giacomo Morandi nella Cattedrale di Reggio Emilia venerdì 19 giugno alle 16.

Leggi anche il Messaggio della Presidenza della Cei.