Primo Piano

Ius soli e ius culturae: su Tv2000 le docu-serie “Il nostro Paese” e “Meet Generation”

11 Dicembre 2019 - Roma - Italiani si diventa. È il filo rosso delle docu-serie "Il nostro Paese", in onda su Tv2000 dal 14 dicembre ogni sabato ore 17.30, e ‘Meet Generation, incontri di quotidiana cittadinanza’, dal 17 dicembre dal martedì al venerdì ore 19. ‘Il nostro Paese’ è un viaggio nell’Italia di oggi alla scoperta di ragazze che sono parte integrante di questo Paese, ma che la legge considera stranieri. Il racconto della vera grande ricchezza a lungo termine del Paese. In otto episodi le storie di: Insaf, 22 anni, origini tunisine, vive a Bologna e studia Scienze politiche; Rabia, 22 anni, nata in Pakistan ma arrivata in Italia all'età di un anno; Ihsane, crede nella Costituzione italiana, nata in Marocco vive a Reggio Emilia, studia Legge e fa la mediatrice culturale; Mariya, 30 anni, mediatrice culturale in ambito sanitario, è nata in Bielorussia e vive a Napoli da 14 anni; Anna, ha la cittadinanza in un paese che non ha mai visto, 25 anni, studia Finanza e consulenza alla Partenope a Napoli; Ana Laura che vorrebbe frequentare il collegio europeo a Bruges, 20 anni, nata in Brasile e arrivata in Italia nel 2007, frequenta la facoltà di Relazioni pubbliche a Gorizia; Alessia, 20 anni, nata in Russia, è campionessa ma non può gareggiare; Sabrine, 21 anni, di origini tunisine, nata a Barletta, studia Scienze politiche relazioni internazionali. La serie è scritta e diretta da Matteo Parisini.  L'altra docu-serie, "Meet Generation, incontri di quotidiana cittadinanza",  diretta da Enrico Guidi, raccoglie diciassette storie di incontro di giovani: un ragazzo italiano che diventa importante nel percorso di integrazione di un suo coetaneo di origine straniera. I ritratti doppi sono storie di compagni di scuola, colleghi di lavoro, amici, fidanzati, e mostrano la vita quotidiana di entrambi: i momenti di svago, lavoro, condivisione vissuti insieme. ‘Meet Generation’ si sofferma anche sul cammino verso l’acquisizione della cittadinanza italiana dei protagonisti di origine straniera – nati o cresciuti da genitori che hanno deciso di costruire in Italia il loro futuro – spiegando le eventuali difficoltà da loro vissute, legate alla vigente legge italiana.

Mci Germania-Scandinavia: a gennaio il Consiglio di delegazione

11 Dicembre 2019 - Francoforte - La prossima riunione del Consiglio di Delegazione delle Missioni cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia  avrà luogo il 13 e 14 gennaio 2020 ad Aschaffenburg, presso la Fraternità Francescana di Betania. Tra i temi all’ordine del giorno: informazioni sulle novità dalle Missioni, approvazione dei bilanci consuntivi del 2019, alcuni chiarimenti sulla Commissione Giovani, preparazione degli incontri di Zona di febbraio, programmazione del 2021.

A “l’Italia con voi” gli italiani di Toronto

11 Dicembre 2019 - Roma - Salvo Sottile, il giornalista al timone di “Mi Manda Raitre” e di “Prima dell’alba”, è il primo ospite di Monica Marangoni, accompagnata come di consueto da Stefano Palatresi al pianoforte nella trasmissione L’Italia con Voi su Rai Italia di oggi. Poi, torna in trasmissione per raccontarci i suoi nuovi impegni artistici, il cantautore Jacopo Ratini con il suo ultimo album. Dalla musica alle bontà gastronomiche del Made in Italy con Ettore Prandini, presidente della Coldiretti. Con il tributarista Nicola Forte si inizia a parlare delle imposte che gravano sulla casa per i nostri connazionali all’estero che hanno una abitazione in Italia. Segue, collegato dalla sede Rai di Milano, Piero Bassetti, Presidente di Globus et Locus, per il consueto appuntamento con il tema dell’italicità nel mondo. Chiude la puntata la rubrica “I had a dream”, che ci porta sul Lago di Lesina, luogo magico dove Claudio Marenzi realizza i suoi abiti. Per le Storie dal Mondo si va in una pasticceria siciliana a Springfield, punto di riferimento per tutti gli italiani del Massachusetts. Poi, a Toronto, per incontrare Luciano Lombardi, animatore del gruppo Facebook “Italiani a Toronto”, che aiuta i nostri connazionali ad inserirsi nella nuova società.  

Il Circo di Mosca all’udienza con Papa Francesco

11 Dicembre 2019 -
Città del Vaticano - Si è molto divertito Papa Francesco questa mattina in Aula Paolo VI.  Dopo la catechesi e prima dei saluti in lingua italiana ha, infatti, assistito all'esibizione del Circo di Mosca, il “Great Moscow State City”, i cui giovani artisti e giocolieri hanno eseguito sul palco acrobazie ed evoluzioni, che il papa ha seguito con interesse. Alla fine l’artista più giovane, autrice degli esercizi con il maggiore livello di difficoltà, ha abbracciato calorosamente il Papa e gli ha offerto una delle forcine che servono per raccogliere i capelli durante i numeri acrobatici. Poi, dopo il saluto con gli altri circensi, la bimba biondissima, occhi azzurri color del cielo, è tornata ad abbracciare il Santo Padre mettendosi fiera al suo fianco.

Unione europea: sostegno agli sfollati siriani in Turchia

11 Dicembre 2019 - Bruxelles -  L’Unione europea ha mobilitato completamente il bilancio operativo di 6 miliardi di euro dello strumento per i rifugiati in Turchia, “in linea con il suo impegno per l’attuazione della dichiarazione Ue-Turchia”. Le erogazioni totali dovrebbero raggiungere i 3 miliardi di euro entro la fine del 2019, con un ulteriore aumento a 4 miliardi di euro previsto entro la fine del 2020. “Grazie a questo sostegno, 95 progetti – chiarisce la Commissione Ue – sono attualmente in corso in tutta la Turchia a beneficio di oltre 1,7 milioni di rifugiati, tra cui 500mila bambini. Altri 25 contratti aggiuntivi dovrebbero essere firmati nei prossimi mesi”. Oliver Várhelyi, commissario per il vicinato e l’allargamento, commenta da Bruxelles: “La piena mobilitazione dei 6 miliardi di euro dello strumento per i rifugiati in Turchia conferma l’impegno dell’Unione europea a mantenere le sue promesse. Continueremo il nostro sostegno ai rifugiati e alle comunità ospitanti in Turchia in vari settori che sono di fondamentale importanza per la loro qualità di vita, il futuro dei loro figli e la loro integrazione in generale”. Janez Lenarčič, commissario europeo per la gestione delle crisi, aggiunge: “Il sostegno ai rifugiati in Turchia è una priorità per l’Ue. Grazie al sostegno dell’Unione, oltre 1,7 milioni di rifugiati vulnerabili coprono le loro esigenze di base, come l’affitto e le medicine, e più della metà sono ragazzi che vanno a scuola”.

Mons. Baez ha celebrato la festa dell’Immacolata con la comunità nicaraguense di Miami

10 Dicembre 2019 -
Miami – Mons. Silvio José Baez, Vescovo ausiliare di Managua, che attualmente risiede in Vaticano, è stato invitato dalla parrocchia di Sant’Agata a Miami (USA) a celebrare la festa dell'Immacolata Concezione di Maria, l'otto dicembre. E' stato accolto da centinaia di nicaraguensi che abitano lì e che mantengono inalterate le loro consuetudini religiose. La festa della "Purissima", come viene chiamata in Nicaragua l’Immacolata Concezione, infatti è molto sentita e viene celebrata con devozione e grande festa in tutto il paese. Per questo la comunità nicaraguense che vive a Miami ha avuto la presenza del Vescovo ausiliare di Managua, per vivere insieme a lui questo evento di fede che lega i nicaraguensi ovunque si trovino nel mondo, come riferisce l’agenzia Fides. Nella celebrazione si è pregato in modo particolare per questo paese sofferente, e Mons. Baez ha chiesto al Presidente Ortega e alla Vicepresidente, la moglie Rosario Murillo, di abbassare il tono del linguaggio aggressivo che usano, e di ricordare che "nessuno è eterno. Si chiedano quale eredità vogliono lasciarsi alle spalle, perché tutti passiamo e tutto finisce. E’ importante trovare un significato per la propria vita, per poter dire alla fine: valeva la pena vivere e la gente mi ricorda non con odio o risentimento, ma con gratitudine – ha detto Mons. Báez -. Penso sia ora di pensare in questo modo. Nessuno è eterno, anche il potere finisce. Nessun potere è eterno, ma come dice il Salmo solo ‘il Signore esiste da sempre e vive per sempre’.” La parrocchia di Sant'Agata a Miami sorge molto vicino ad un quartiere chiamato "piccola Managua" per il gran numero di nicaraguensi che vi abitano e che la frequentano. Dopo la messa Mons. Baez ha incontrato la comunità centro americana e ha commentato che "quanto accade alla Chiesa in Nicaragua è la stessa cosa che accade alla Chiesa cattolica nella storia dell'umanità”. "L'importante è che noi cristiani questi momenti non li viviamo come vittime, né con vendetta, odio o risentimento – ha sottolineato il Vescovo -. Li viviamo come un'occasione per testimoniare Gesù Cristo. Li viviamo come un momento che ci rafforza nella fede e ci aiuta a crescere nella fiducia verso il Signore per non sminuire il nostro ministero della verità di pace e giustizia". Poi Mons. Baez ha ricordato ai presenti che ormai nessuno dà credibilità a quanto disse Ortega sui Vescovi, il 19 luglio 2018: "la Chiesa con i Vescovi golpisti, e nelle chiese si nascondono i terroristi". "Nei sette mesi che sono in Europa, ho visto che nessuno ha creduto a quel racconto della Chiesa che vuole il colpo di stato, dei sacerdoti terroristi, delle chiese che davano rifugio a coloro che stavano uccidendo il popolo" ha affermato Baez, che ha concluso: "A quella narrativa inventata dal governo, nessuno ha creduta fuori dal Nicaragua".
 

Mci Germania-Scandinavia: nella prima settimana di Quaresima gli Esercizi Spirituali

10 Dicembre 2019 - Francoforte -  Gli Esercizi Spirituali del 2020 delle Missioni cattoliche Italiane di Germania e Scandinavia si terranno nella prima settimana di Quaresima, dal 2 al 6 marzo, presso l’Exerzitienhaus Leitershofen, una località a pochi chilometri da Augsburg. Saranno predicati da fr. Ludwig Monti, biblista, del monastero di Bose, autore dl volume   “Le domande di Gesù” Il tema scelto per gli Esercizi è quello dell’attuale anno pastorale. Verte sul primo dei quattro settori di riflessione proposti dalla Chiesa tedesca per il “cammino sinodale” iniziato col nuovo anno liturgico (domenica 1dicembre): il “potere” (l’autorità, la partecipazione, la condivisione) nella chiesa. "Lo abbiamo titolato “Se io vi ho lavato i piedi”, proprio perché solo confrontandoci con l’esempio e gli insegnamenti di Gesù possiamo trovare il modo corretto per esercitare il nostro servizio pastorale, evitando gli abusi che stanno anche alla base di tanti scandali nella chiesa e che allontanano le persone, perchè non coinvolte in una sequela attiva del Risorto, in una cogestione del suo mandato missionario", scrive il delegato nazionale p. Tobia Bassanelli.

La “partita” vinta di Ebrima, grazie al contratto in serie A

10 Dicembre 2019 - ROMA - La prima volta che si è seduto in panchina da titolare era il 27 ottobre scorso, per un match di quelli importanti: Roma-Milan. Ma la sua partita più importante l’aveva già vinta senza neanche entrare in campo. Diciott’anni appena compiuti, originario del Gambia, Ebrima Darboe è arrivato in Italia nel 2017 da solo, dopo aver passato un periodo nell’inferno dei campi in Libia.  Salvato in mare da una nave della Guardia costiera, è stato accolto prima a Catania, poi in uno Sprar per minori non accompagnati a Rieti, gestito da Arci. Ed è qui che il suo sogno ha cominciato a diventare realtà tra mille difficoltà. Anche Ebrima, o “Ibra”, come lo chiamano i compagni di viaggio incontrati nella cittadina dell’alto Lazio, una volta diventato maggiorenne ha dovuto scontrarsi con le nuove regole imposte dal decreto sicurezza, volute dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, che, caso vuole, fosse anche lui allo stadio Olimpico nel giorno del suo esordio. Come minore straniero non accompagnato, infatti, Ebrima ha fatto domanda di protezione in Italia. La commissione territoriale gli aveva accordato una protezione umanitaria (abolita in seguito dal decreto Salvini). La sua regolarizzazione è stata possibile solo con il contratto fatto dalla A.S. Roma che gli ha dato la possibilità di convertire la protezione in permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Ma arrivarci è stato complicatissimo, ad ostacolare il suo percorso, oltre alle leggi sull’immigrazione, sono state le regole ferree della Federazione gioco calcio, che pongono una serie di restrizioni al tesseramento degli stranieri. “C’è stato un periodo in cui sembrava che le cose non potessero andare avanti, e quindi noi come Ebrima, avevamo perso le speranze: quando abbiamo sentito che il tesseramento e il contratto con la Roma diventavano possibili, abbiamo provato una gioia immensa: perché non era un risultato importante solo per lui ma anche per tanti altri ragazzi che sono nella sua situazione - sottolinea Davide Ballone, educatore dell’Arci di Rieti -. Lui è un talento e siamo felici che diventi un calciatore di serie A, ma abbiamo tanti altri casi, come il suo in cui  la burocrazia rema contro, anche a fronte di ragazzi che nel nostro paese hanno fatto un percorso importante”. Come rilevato anche dal recente rapporto di Unhcr, Oim e Unicef, dal 2014 ad oggi sono arrivati nel nostro paese circa 70mila minori stranieri non accompagnati, il 90 per cento dei quali diventati maggiorenni negli ultimi anni. Le Procedure burocratiche lente e complesse, la difficoltà di integrazione e di ottenere un contratto di lavoro, che si aggiungono alle ferite dei traumi subiti durante il viaggio, rendono la loro transizione verso l’età adulta un cammino sempre più difficile. La fortuna di Ebrima è stato incontrare lungo il viaggio persone hanno creduto al suo sogno, e che insieme a lui hanno lottato perché potesse realizzarlo. Una volta arrivato a Rieti, infatti, il ragazzo è stato inserito in un percorso formativo e di integrazione: la mattina andava a scuola, il pomeriggio, insieme agli altri ospiti del centro si dedicava alle attività extrascolastiche. Tra queste c’era la possibilità di giocare a calcio con lo Young Rieti, la squadra locale. “Dal primo allenamento ci siamo accorti che era di un livello altissimo: per noi che facevamo il campionato provinciale era un fenomeno, una vera chicca - racconta l’allenatore Francesco Spognardi -. Come tutti quelli bravi, faticava a passare la palla ai compagni, voleva fare sempre tutto da solo, io dovevo insegnargli il gioco di squadra, ma non volevo perdesse l’inventiva. Abbiamo lavorato molto insieme, non so descrivere la gioia immensa nel vederlo in panchina quella domenica. Tifo un’altra squadra ma da quando lui è lì tifo anche Roma. E’ un grande riconoscimento, per noi e per lui: a fine allenamento si fermava sempre più degli altri per voglia di imparare. Ma oltre la tecnica ho cercato anche di insegnargli a non ascoltare le parole cattive, gli insulti degli altri: quando qualcuno ci ha provato, magari per provocare un fallo di reazione, lui mi guardava e io gli ho sempre detto di non ascoltare, di lascia perdere i provocatori che ci sono e ci saranno sempre”. Lo Young Rieti ha da anni un progetto di integrazione con il Comune e con lo Sprar (oggi Siproimi). “ E’ un progetto dedicato a tutti, non facciamo distinzioni, per noi sono tutti ragazzi uguali - racconta Massimo Masi, presidente dello Young Rieti - Ma certo, Ebrima spiccava per talento, quindi quando un talent scout l’ha notato è iniziato un percorso da una parte bellissimo, perché gli dava la possibilità di andare in serie A, dall’altro difficilissimo, perché abbiamo dovuto lottare tanto”. Il primo tesseramento con la squadra reatina infatti è stato abbastanza facile, nonostante il ragazzo fosse minore. “Il sindaco di Rieti ha firmato come tutore e siamo riusciti a tesserarlo, il problema si è posto con il passaggio alla serie A, perché non riuscivamo a far accettare i documenti. Abbiamo inviato le carte a Bruxelles, a Zurigo, ovunque - aggiunge -. Dopo vari rifiuti ci siamo riusciti, ma abbiamo lottato tantissimo”. La severità di Fifa e Figc nel tesseramento dei ragazzi provenienti dall’Africa è legata anche alla paura della cosiddetta “tratta dei baby calciatori”: non di rado, infatti, ragazzi minori vengono fatti arrivare in Europa con documenti falsi per giocare in campionato. E per ingrossare gli introiti del calcio scommesse. A questo si aggiungono “le restrizione per i cittadini extra comunitari per entrare a far parte delle società sportive, perché c’è un  limite massimo e alcuni criteri da seguire. I ragazzi devono avere un anno di scuola alle spalle, la scuola deve essere pubblica o paritaria. Ma la Fifa era molto cauta anche per verificare che non fosse un caso di tratta dei giocatori. - spiega ancora Davide Ballone -. Nel frattempo noi avevamo preso accordi con la Roma che lo aveva nella primavera, senza poterlo far giocare in campionato. Poi fortunatamente la Figc ha emanato una circolare che parificava i ragazzi stranieri ai ragazzi italiani, in quanto minori, ed è stato il nostro cavallo di troia che ha dato il via libera al  tesseramento”. Al compimento dei 18 anni è arrivato anche il contratto che ha permesso di convertire la protezione umanitaria in permesso di lavoro. E ora il percorso seguito da Ebrima Darboe è un modello anche per altri ragazzi. Non solo per chi gioca a calcio (già un altro ragazzo è statto tesserato con la squadra del Perugia) ma anche per gli altri che stanno portando avanti un percorso di integrazione in Italia.  “Per noi la cosa più importante è stata, non solo riuscire a rompere il sistema, ma ribadire che la migrazione è veramente ricchezza se ben gestita - conclude Ballone - le persone che accolgono e quelle che arrivano se messe insieme possono raggiungere grandi risultati e abbattere tanti muri, con o senza una palla al piede”. (Eleonora Camilli)  

Cresca in noi almeno una briciola di bontà! e sarà Natale. Una meditazione del Card. Comastri

10 Dicembre 2019 - Città del Vaticano - Curzio Malaparte (1898-1957), scrittore pungente e profondo, è arrivato alla fede e ha chiesto il Santo Battesimo un mese prima della sua morte: infatti è stato battezzato nel mese di giugno del 1957 ed è morto nel mese di luglio dello stesso anno, all'età di 59 anni. Perché ha esitato tanto prima di aprire il cuore a Gesù? Una causa è stata la festa del Natale non ben vissuta, non ben testimoniata da noi cristiani. In occasione del Santo Natale del 1954 (tre anni prima di morire) Curzio Malaparte denunciò lo scandalo del Natale contro-testimoniato dai cristiani e scrisse quasi con sdegno: "Quando si avvicina il Natale, molti si preparano ad una grande ipocrisia. Non hanno nel cuore una briciola di bontà, non gli importa niente di chi soffre, covano invidie e gelosie e rancori con incredibile disinvoltura, tengono stretto il loro egoismo come se fosse un lingotto d'oro ... e poi festeggiano il Santo Natale! No! No! Questa è ipocrisia" Provate a dargli torto. E il poeta triestino Umberto Saba (1883-1957) in occasione del Santo Natale scrisse: "Signore Gesù, siamo tutti uguali! Ricchi o poveri, istruiti o non istruiti è la stessa cosa. Ciò che ci rende differenti è la bontà. Sì, soltanto la bontà fa la differenza tra le persone. Signore Gesù, fa' crescere in noi almeno una briciola di bontà". Solo così sarà un vero Natale. Auguro a tutti con tutto il cuore che, in occasione del Natale, cresca in noi una briciola di bontà e tutti la vedano e la seguano come una stella che porta a Betlemme: porta a Gesù. Buon Natale! (Angelo Card. Comastri - Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano Arciprete della Basilica Papale di San Pietro)

Milano:  la mostra Presepi del Mondo al villaggio interculturale

10 Dicembre 2019 - Milano - In occasione del Natale l’Associazione COE promuove la mostra di Presepi del Mondo che sarà allestita all’interno del primo villaggio interculturale itinerante di Milano presso il Parco Trotter da sabato 14 a mercoledì 18 dicembre 2019 ad ingresso gratuito. L’inaugurazione è prevista sabato 14 dicembre alle ore 15.00 con la visita guidata. I Presepi del Mondo è come un vero e proprio giro del pianeta per riscoprire la bellezza del Natale attraverso oltre 60 Natività provenienti da 45 Paesi del mondo. L’esposizione presenta solo una parte della significativa collezione di Presepi dell’Associazione COE costruita nei sessant’anni della sua storia.