Primo Piano

GMMR 2026. Diocesi Tivoli e di Palestrina, il 27 settembre a Villalba (RM) iniziativa su migranti e nuove generazioni

25 Settembre 2026 - La Diocesi di Tivoli e di Palestrina, attraverso l’Ufficio Pastorale Migrantes, celebra la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato domenica 27 settembre 2026, a Villalba di Guidonia, nella Sala Parrocchiale della Chiesa Santa Maria Goretti (via Napoli 14), dalle 15.00 alle 17.30. Il pomeriggio prevede una tavola rotonda ispirata al Messaggio di Papa Leone XIV, dedicata ai percorsi di integrazione dei bambini e dei ragazzi di origine migrante. Interverranno Simone Varisco della Fondazione Migrantes, Maria Elena Caponara dell’Ufficio Scolastico e il prof. Eusebio Ciccotti, docente universitario ed esperto di cinema. Modera Don Denis Kibangu Malonda, direttore diocesano Migrantes. A seguire, Santa Messa solenne alle 18.30 e, dalle 20.30, gastronomia multietnica con musica e danze dei diversi popoli. Per informazioni: malondak@yahoo.it – 349 5111415 / 0774 613990.  

GMMR 2026. A Rieti, in scena il monologo “A casa loro”

22 Settembre 2026 - Domenica 27 settembre alle 17, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il monologo "A casa loro", scritto da Nello Scavo e Giulio Cavalli verrà messo in scena da quest'ultimo, presso l’Auditorium Santa Scolastica di Rieti. Sarà così una voce sola a raccontare migliaia di voci rimaste inascoltate, uccise anche dall’indifferenza. Una proposta in equilibrio tra giornalismo e teatro civile che non solo ha il valore di testimonianza, ma insegna a diffidare dell’informazione più sciatta e distratta, che riduce le vite a numeri e crede di poter incasellare un fenomeno epocale nell’idea che esista un noi e un loro. L’evento, a ingresso libero, è promosso dal progetto Sai del Comune di Rieti gestito dall’Odv Il Samaritano, con l’Ufficio Migrantes diocesano e la Caritas di Rieti anche grazie al contributo della Fondazione Varrone.

“Approdo”. Come vivono gli italiani in Francia? Incontro con Marisa Fois

22 Settembre 2026 - Quanti siamo? Dove viviamo? Perché partiamo? E cosa significa oggi essere italiani all’estero? Sarà questo uno dei temi di "Approdo– Vita in Francia", un evento multidisciplinare dell'omonimo progetto del Comites di Lione per rispondere alle esigenze della comunità italiana lionese, in particolare a quelle di chi è appena arrivato. Durante la conferenza pomeridiana “Raccontare l’emigrazione italiana oggi” interverrà anche Marisa Fois, storica, ricercatrice della Fondazione Migrantes e coautrice del Rapporto Italiani nel Mondo.


📅 SABATO 26 SETTEMBRE | 16:00–18:00
📍 Espace Bancel – 50 rue Bancel, 69007 Lyon.
Conferenza🎙️ Con Marisa Fois e Eleonora Voltolina.

Per le iscrizioni: https://forms.gle/s9qxn68dHVzkYMZU7

   

GMMR 2026, a Livorno una preghiera interconfessionale con le comunità straniere

25 Settembre 2026 - In occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il 27 settembre 2026, gli Uffici di Missio, Caritas e Migrantes della diocesi di Livorno propongono un momento di preghiera interconfessionale sul tema “Anche uno solo di questi bambini” e un incontro con comunità straniere alla Chiesa S. Ferdinando, a partire dalle ore 16.30. MIgrantes Livorno

GMMR 2026. A Lecce “Tukoita 112”, una sfilata interculturale di creazioni sartoriali

24 Settembre 2026 - Sabato 26 settembre alle 18,30 nella Chiesa di Sant’Irene a Lecce (Teatini), si svolgerà la manifestazione “Tukoita 112” (Incontriamoci), per celebrare la 112ma Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, promossa dall’arcidiocesi di Lecce per tramite dell’Ufficio Migrantes. "Tukoita "è giunta al quarto anno e vede il coinvolgimento e la partecipazione di varie realtà che operano sul territorio per l’inclusione e per la costruzione di una società interculturale armonica caratterizzata da relazioni di pace, valorizzando la bellezza delle differenze. Si tratta di 5 mini sfilate di abiti interculturali, realizzati per l’occasione, che interpretano in vario modo il tema di quest’anno: "Nuovi orizzonti per nuovi colori". Le sfilate saranno accompagnate dai canti proposti dalla Banzi Band (L.S. Banzi di Lecce) e Schola Cantorum Sacro Cuore, dalle percussioni del gruppo keniano Mijikenda, intervallate dai Crossing promossi da Circular Music e dalla danza della Comunità indiana di Lecce.

Il 27 settembre si celebra in tutta Italia la 112a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Le iniziative

24 Settembre 2026 - “Domenica prossima, 27 settembre, ricorre la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (GMMR)”. Lo ha ricordato ieri il Santo Padre, Leone XIV, al termine dell’Udienza generale, facendo risuonare il tema da lui scelto – “Anche uno solo di questi bambini” – per l’edizione di quest’anno, la 112a: «Il mio pensiero va ai migranti e ai rifugiati, specialmente ai minori costretti ad abbandonare la propria terra. I bambini e gli adolescenti sono i più vulnerabili; spesso vivono sofferenze indicibili: violenze, torture, sfruttamento, condizioni traumatiche e non di rado perdono la vita lungo le rotte migratorie. Faccio un appello alla responsabilità di tutti: ognuno si senta coinvolto nella vita di questi ragazzi, che vanno sempre tutelati e assistiti». Se sono numerose le iniziative organizzate dalle diocesi, grazie agli Uffici Migrantes, per celebrare a livello locale la GMMR – se ne può trovare una selezione nel notiziario digitale migrantesonline.it – la Chiesa italiana si ritroverà idealmente riunita a Siena, nella S. Messa che sarà celebrata il 27 settembre 2026 alle ore 11.00 nella Basilica di San Bernardino all'Osservanza. La celebrazione sarà presieduta dall’arcivescovo di Siena-Colle Val D’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il card. Augusto Paolo Lojudice, presidente della Conferenza episcopale toscana. Concelebrerà anche mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes. Annunciata anche la presenza di esponenti delle istituzioni, dell’Università e del mondo produttivo. La Toscana è, infatti – come avviene ogni anno, a rotazione – la Regione ecclesiastica individuata dalla Chiesa italiana per seguire e accompagnare con particolare attenzione la Giornata. La Fondazione Migrantes ha predisposto, come di consueto per l’occasione, il manifesto (in coda a questa nota: il disegno è di Federica Morselli); e una serie di storie e materiali di approfondimento raccolti in un numero speciale del mensile Migranti Press, aperto dall’editoriale del presidente della Fondazione Migrantes, S.E. mons. Corrado Lorefice. «In un mondo che costruisce muri – ha dichiarato mons. Felicolo –, noi scegliamo le strade; in un tempo che separa, noi scegliamo di incontrarci; in una società che teme il futuro, noi scegliamo la speranza. Tutto converge in un’unica chiamata: custodire la mobilità umana come luogo teologico, sociale e politico dove si rivela la verità dell’umano».  

Verso la GMMR 2026. Bambine e bambini italiani nel mondo

21 Settembre 2026 - Ogni partenza è una scelta, ma anche una spia che ci racconta l’Italia. Nel corso degli anni, il Rapporto italiani nel mondo (Rim) ha documentato con precisione l’aumento costante delle iscrizioni all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), e ha inoltre mostrato ciò che quei numeri da soli non dicono: l’età, il livello di istruzione, la condizione familiare e lavorativa di chi emigra. Emerge chiaramente che a lasciare l’Italia sono sempre di più giovani, donne, famiglie con bambini, pensionati; non sono soltanto i singoli a partire, ma interi nuclei familiari. I dati (al 1° gennaio 2025) indicano circa 6,5 milioni di cittadini italiani residenti all’estero. Di questi, una quota significativa – circa 3,9 milioni – è composta da famiglie. Il 47,1% è iscritto all’Aire per espatrio, mentre il 41,3% è iscritto per nascita. Si tratta di un elemento decisivo: una parte crescente dell’italianità nel mondo è ormai nata e socializzata fuori dal Paese, ma pienamente inserita in una traiettoria identitaria italiana.
La discontinuità rispetto al Novecento
Questo passaggio segna una parziale discontinuità rispetto alle migrazioni del Novecento. La mobilità attuale vede protagoniste le famiglie, che si trovano a ridefinire il proprio equilibrio tra lavoro e vita privata all’interno di contesti spesso caratterizzati da un welfare più strutturato. In numerosi Paesi di destinazione, infatti, i sistemi di sostegno alla genitorialità risultano più capillari e garantiti rispetto all’Italia: servizi per l’infanzia accessibili, congedi parentali più estesi, maggiore integrazione tra tempi di lavoro e tempi familiari. Accanto al protagonismo delle famiglie in emigrazione, emergono i bambini e le bambine come soggetto sociale e demografico autonomo. Per molti di loro l’Italia è una presenza indiretta, ma costante: la lingua parlata in casa, le reti parentali, le vacanze estive, le pratiche culturali trasmesse dai genitori. L’essere italiani non coincide con il luogo di residenza, ma con un sistema di riferimenti affettivi e culturali che si riproduce quotidianamente nello spazio domestico. Dentro questo quadro si sviluppa un fenomeno meno visibile, ma crescente: la costruzione di spazi di socializzazione italiana per i bambini. Non si tratta di istituzioni formali, ma di reti familiari e comunitarie che rispondono, tra le tante, a un’esigenza: consentire ai figli di vivere l’italiano non solo come lingua domestica, ma come lingua sociale. Nascono così incontri informali tra famiglie, letture condivise in italiano, laboratori creativi, feste tradizionali, attività ludiche e momenti di convivialità. Tanti spazi che svolgono una funzione concreta: rafforzano la trasmissione linguistica e culturale e riducono il rischio di progressiva erosione dell’italiano nelle future generazioni. La dimensione comunitaria diventa quindi uno strumento di continuità culturale.
L’esperienza di “Bimbi Italiani”
In questo contesto si inserisce l’esperienza di BimBi Italiani ETS (bimbiitaliani.com), che Elena Del Fabbro, ideatrice e fondatrice, ci racconta così: «BimBi Italiani nasce nel 2019 da una convinzione: ogni bambino italiano ha il diritto di crescere sentendosi parte dell’Italia, ovunque viva. Perché l’identità non si trasmette solo attraverso una lingua, ma anche attraverso relazioni, cultura, tradizioni e il legame con le proprie radici e con i nonni. Da questo bisogno è nato un network globale che oggi connette oltre 2.000 famiglie in più di 30 Paesi, costruendo ponti tra l’Italia e il mondo attraverso educazione, cultura e comunità. La nostra prima realtà locale in Thailandia dimostra che questo modello può essere replicato, creando luoghi in cui le famiglie si incontrano, crescono e si sostengono. Guardiamo però anche oltre: vogliamo avvicinare sempre più bambini e famiglie internazionali alla lingua, alla cultura e al made in Italy. Perché il futuro dell’Italia non si ferma ai suoi confini: cresce ogni giorno nelle nuove generazioni che vivono il mondo». Il progetto si configura come una piattaforma digitale e comunitaria rivolta alle famiglie con bambini italiani nel mondo per promuovere “la lingua, le tradizioni e il patrimonio italiano tra bambini, adolescenti, giovani adulti italiani e famiglie in Italia e residenti all’estero, nonché tra non italiani che nutrono amore e curiosità per l’Italia”, come si legge nel sito. Il progetto mette in connessione famiglie italiane in tutto il mondo, offrendo informazioni, strumenti, attività e soprattutto uno spazio di relazione. Attualmente BimBi Italiani abbraccia una geografia sorprendente: Thailandia, Australia, Messico, Stati Uniti, Zimbabwe, Cambogia, Belgio, Spagna, Marocco, Algeria, Tanzania, Francia, Svizzera, Danimarca, Norvegia, Svezia, Scozia, Senegal, Mozambico, Indonesia, Etiopia, Mauritius e molti altri Paesi ancora. Una mappa che restituisce l’immagine di un’Italia ormai pienamente globale, diffusa, policentrica. Ma il dato più interessante non è l’estensione geografica. È il bisogno che questa rete intercetta: non essere soli. Perché crescere un bambino italiano all’estero implica anche la necessità di confrontarsi.
Reti di welfare informale
In questo senso, simili reti non sono soltanto iniziative culturali. Sono anche forme contemporanee di welfare informale. Si tratta di una forma di auto-organizzazione sociale che integra, senza sostituirle, le politiche pubbliche rivolte agli italiani all’estero. Sono reti che colmano vuoti, riducono distanze, costruiscono supporti che rendono più sostenibile la vita delle famiglie italiane fuori dall’Italia. E, inoltre, mostrano e dimostrano come l’italianità non scompaia con la migrazione, ma come si riorganizzi, si reinventi, si accresca. Tra le iniziative più significative, oltre a Imparando l’italiano, un programma di arricchimento linguistico e culturale che propone percorsi individuali e di gruppo per rafforzare la conoscenza della lingua italiana, vi sono: Nonnolandia, nato per consolidare il rapporto tra nonni e nipoti che vivono in Paesi diversi, valorizzando la memoria familiare, il racconto intergenerazionale e la trasmissione della lingua e delle tradizioni; Attacchiamo bottone, una serie di incontri e contenuti dedicati ai genitori su temi educativi contemporanei, dal bilinguismo alle coppie interculturali, dall’adolescenza al benessere familiare, con il contributo di esperti e professionisti, oltre a svariati laboratori culturali ed esperienziali, dedicati alla cucina italiana, all’arte, alla storia, alle festività e alle tradizioni popolari. Questa rete transoceanica, al pari del Rim, invita a un cambio di sguardo e di prospettive. Non più una narrazione della migrazione come perdita, ma come trasformazione, come costruzione di nuove appartenenze.
Migrazione come trasformazione
I bambini italiani nel mondo rappresentano il punto più avanzato e il futuro di questa trasformazione. Sono italiane e italiani che crescono fuori dall’Italia, ma che contribuiscono a ridefinire cosa significhi esserlo nel XXI secolo. Parlano molte lingue, crescono in contesti educativi diversi, spesso altamente internazionalizzati, vivono altre società. Ma portano con sé un patrimonio che non è solo culturale: è relazionale, familiare, emotivo. Le bambine e i bambini italiani nel mondo non rappresentano soltanto una conseguenza della mobilità contemporanea. Sono ormai un elemento strutturale della presenza italiana globale. Comprendere le loro traiettorie significa leggere con maggiore precisione non solo i movimenti migratori, ma anche le trasformazioni sociali, culturali e familiari che stanno ridisegnando l’Italia dentro e fuori i suoi confini. E forse è proprio da qui che bisognerebbe ripartire. Non dalla domanda su quanti italiani partono, ma da quella su quanti e quali italiani stanno crescendo nel mondo. (Marisa Fois e Delfina Licata | "Migranti Press" 7-8 2026)

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GMMR 2026, a Fiesole l’Assemblea diocesana ascolta due famiglie migranti

24 Settembre 2026 - "Siamo tutti discepoli missionari". Nel corso dell'Assemblea diocesana della chiesa in Fiesole, in programma il 27 settembre 2026 presso il Santuario Maria Theotokos a Figline-Incisa Valdarno (FI), in concomitanza con la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, è previsto un momento di preghiera con la testimonianza di due famiglie di migranti.  

A Messina due eventi in programma per celebrare la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

23 Settembre 2026 - In occasione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, l’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, insieme alla Famiglia Francescana e alle Cappellanie etniche, promuove due momenti di riflessione, preghiera e condivisione aperti a tutta la comunità cittadina ed ecclesiale.
Il programma
Incontro di riflessione e approfondimento – Giovedì 24 Settembre Il primo appuntamento si terrà giovedì 24 settembre alle ore 19:00, presso il salone del Santuario della Madonna di Lourdes. L'incontro, moderato da Antonella Morace (OFS), metterà in dialogo la visione pastorale e il carisma francescano con la dura realtà dei ninori stranieri non accompagnati (Msna). Interverranno:
  • Fra Giancarlo Guastella OFM, che offrirà una lettura pastorale del Messaggio del Papa e il suo significato per le comunità cristiane;
  • Alfredo Gentile OFS, per una lettura francescana incentrata sui temi di fraternità, accoglienza e prossimità;
  • l’avv. Adelaide Merendino, presidente dell’Associazione tutrici e tutori Msna di Messina, che illustrerà chi sono i minori non accompagnati, le loro fragilità e cosa significa concretamente affiancarli come presenze adulte significative.
Solenne Celebrazione Eucaristica – Domenica 27 Settembre Il momento culmine della Giornata sarà vissuto domenica 27 settembre presso il Santuario diocesano di San Francesco all’Immacolata di Messina (viale Boccetta). La Santa Messa sarà presieduta da S.E. mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela:
  • ore 18:15: accoglienza dei partecipanti;
  • ore 18:30: inizio della Santa Messa.
«Invitiamo tutta la comunità a partecipare», dichiara il diacono Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio Migrantes. «La Giornata del migrante e del rifugiato non vuole essere soltanto una ricorrenza annuale, ma un’occasione preziosa per rinnovare ogni giorno il nostro impegno a vedere, accogliere e camminare insieme». Info: migrantes.me@alice.it, 338.2017995

GMMR 2026, a Firenze l’Assemblea diocesana nel segno della missione e delle migrazioni

23 Settembre 2026 - Domenica 27 settembre, in concomitanza con la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore ospiterà l'Assemblea pastorale della diocesi di Firenze, guidata dal tema "Lo scambio di doni in una Chiesa sinodale".
Il programma
15.00
  • Preghiera.
  • Saluto e introduzione del vescovo Gherardo Gambelli.
  • Riflessione del vescovo Christian Carlassare, diocesi di Bentiu - Sud Sudan.
  • Interventi delle comunità etniche cattoliche di Firenze.
18.00
  • Celebrazione eucaristica nella Giornata mondiale del migrante e del rifugiato e conferimento del mandato agli operatori pastorali.
19.45
  • Apericena presso il Chiostro della Ss. Annunziata
Codice QR con al centro un quadrato rosso contenente una croce bianca stilizzata con decorazioni. È NECESSARIO ISCRIVERSI ENTRO IL 24 SETTEMBRE 2026 utilizzando il QR code presente nella locandina sottostante;  oppure telefonando al 055.2763555 dal lunedì al venerdì ore 15-18.

Cei, nominati i componenti della nuova Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi)

23 Settembre 2026 - Si è conclusa la sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente della Chiesa cattolica italiana (21-23 settembre 2026). Nel corso dei lavori, il Consiglio ha provveduto anche alla nomina dei membri delle Commissioni episcopali, i cui Presidenti erano stati eletti nel corso dell’Assemblea Generale tenuta nel maggio 2026. Di ciascuna Commissione episcopale fa parte un vescovo emerito, indicato dalla Presidenza. In particolare la nuova Commissione episcopale per le migrazioni è così composta:
  • LOREFICE S.E.R. Mons. Corrado, Arcivescovo di Palermo, Presidente;
  • CHECCHINATO S.E.R. Mons. Giovanni, Arcivescovo di Cosenza – Bisignano;
  • DI TORA S.E.R. Mons. Guerino, Vescovo già ausiliare di Roma;
  • FANELLI S.E.R. Mons. Ciro, Vescovo di Melfi - Rapolla – Venosa;
  • GHIZZONI S.E.R. Mons. Lorenzo, Arcivescovo di Ravenna – Cervia;
  • MIRAGOLI S.E.R. Mons. Egidio, Vescovo di Mondovì;
  • SALVI S.E.R. Mons. Marco, Vescovo di Civita Castellana;
  • SPARAPANI S.E.R. Mons. Stefano, Vescovo ausiliare di Roma.
Inoltre, come si apprende dal comunicato finale, il Consiglio ha affrontato anche il tema della "riforma dello Statuto della Cei" e ha dunque deciso "di avviare un percorso di riflessione e approfondimento che porti a individuare criteri di una possibile riforma".

GMMR 2026. Ad Asti il Festival dei Popoli sul “filo invisibile” che lega donne, pace e comunità

21 Settembre 2026 - Asti si prepara ad accogliere una nuova edizione del Festival dei Popoli, promosso dall'Ufficio Diocesano per la Pastorale dei Migranti della Diocesi di Asti con il contributo della Fondazione Migrantes, nell'ambito delle iniziative del Festival dell'Accoglienza di Torino. La manifestazione si avvale inoltre del patrocinio del Comune di Asti ed è realizzata in collaborazione con numerosi enti e associazioni del Terzo Settore, le comunità internazionali dell'Astigiano, l'associazione Generazioni Migranti e l'Ufficio Pastorale Migranti di Torino. Dal 25 settembre al 17 ottobre 2026, il Festival proporrà un ricco calendario di eventi dedicati ai temi delle migrazioni, della cittadinanza, della pace e del dialogo interculturale, confermandosi uno dei principali appuntamenti del territorio dedicati all'incontro tra culture, alla partecipazione e alla costruzione di comunità inclusive. Il titolo scelto per questa edizione, “Il filo invisibile. Donne, pace, comunità”, richiama quella trama di relazioni, responsabilità, gesti quotidiani e pratiche di cura che spesso rimangono sullo sfondo del dibattito pubblico ma che rendono possibile la vita delle comunità. Un filo che il Festival sceglie di osservare attraverso lo sguardo e le esperienze delle donne, protagoniste di percorsi di mediazione, solidarietà, partecipazione civile e costruzione della convivenza. In un tempo segnato da guerre, polarizzazioni, disuguaglianze e migrazioni forzate, il Festival propone una riflessione sul significato della pace come processo concreto di costruzione di fiducia, inclusione, giustizia e appartenenza. Una pace che nasce dalle relazioni quotidiane e dalla capacità delle comunità di affrontare le differenze senza trasformarle in divisioni. Il programma attraversa linguaggi e prospettive differenti. Giornaliste, ricercatrici, attiviste, amministratrici pubbliche, operatrici umanitarie, artiste e rappresentanti dell'associazionismo porteranno ad Asti esperienze e riflessioni sui conflitti contemporanei, sul lavoro di cura, sulle migrazioni, sulla partecipazione politica, sull'inclusione e sulla costruzione delle comunità. Tra gli appuntamenti più significativi figurano il dialogo tra Lisa Clark e Anna Pozzi sul ruolo delle donne nei processi di pace, l'incontro con Maria Jeanne Belagizi Sifa e Silvia Dumitrache dedicato al contributo delle donne migranti nel welfare e nel lavoro di cura, la testimonianza dell'ex funzionaria ONU Alessandra Morelli, la tavola rotonda sulle esperienze di partecipazione femminile di alcune donne astigiane con background migratorio e l'approfondimento sulla condizione delle donne iraniane con l'artista e attivista Bahar Heidarzade. Accanto agli incontri trovano spazio il teatro, la musica, le presentazioni di libri, le performance artistiche e i momenti di confronto pubblico. Non mancheranno gli eventi che negli anni sono diventati simbolo del Festival, come il Corteo dei Popoli, la Festa dei Popoli, il Torneo di calcio a 5, la lettura pubblica dei nomi delle vittime delle migrazioni, la preghiera interreligiosa per la pace e la camminata etnogastronomica Eat&Walk, occasioni in cui la riflessione si intreccia con la partecipazione e l'incontro tra le diverse comunità del territorio. Ad aprire il Festival, il 25 settembre in Piazza Marconi, davanti alla stazione ferroviaria, sarà un momento pubblico dedicato all'accoglienza e alla pluralità, mentre la conclusione sarà affidata all'inaugurazione del murale collettivo “Il filo invisibile: donne, pace, comunità”, segno permanente lasciato alla città come testimonianza del percorso condiviso costruito durante la manifestazione. Il Festival dei Popoli si conferma così uno spazio di ascolto, dialogo e confronto aperto a tutta la cittadinanza. Un'occasione per interrogarsi sulle sfide del presente e per riconoscere il valore di quelle relazioni che, pur rimanendo spesso invisibili, continuano a tenere insieme il tessuto delle nostre comunità. Un percorso costruito grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, comunità internazionali e realtà ecclesiali che, anno dopo anno, contribuiscono a fare del Festival un'esperienza condivisa di incontro, partecipazione e cittadinanza. (fonte: Ufficio Migrantes della diocesi di Asti)  

A Torino il workshop “Dopo Marcinelle: l’Europa dei diritti e del lavoro”

23 Settembre 2026 - A 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, presso la Sala Juvarra della Biblioteca nazionale universitaria di Torino (piazza Carlo Alberto 3), una giornata di memoria insieme al Consolato Onorario del Regno del Belgio per interrogarsi sui fatti storici che, l’8 agosto 1956, portarono alla morte di 262 minatori, 136 dei quali immigrati italiani in Belgio. La giornata di ricordo sarà accompagnata da una selezione di notizie d’epoca, tratte dalle pagine del quotidiano La Stampa, di cui la Biblioteca nazionale conserva le copie originali pervenute per deposito legale negli anni, e di altre testate. Il workshop pomeridiano dalle 15.00, dedicato ad approfondire come è cambiato il mondo del lavoro in Italia negli ultimi 70 anni, vedrà gli interventi di Federico Del Giudice (Università di Torino e SISLav), Guido Savio (Asgi – Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), Matteo Bracciali (Federazione Acli internazionali), Maria Laura Franciosi (autrice della monografia Per un sacco di carbone, San Paolo Edizioni) e Marisa Fois (Fondazione Migrantes). Porterà il suo saluto la dott.ssa Marzia Dina Pontone, direttrice della Biblioteca nazionale. INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento dei posti disponibili Info: bu-to.adesioni@cultura.gov.it

(fonte: Biblioteca nazionale universitaria di Torino)

 

GMMR 2026, la lettera del cardinal vicario Reina alla diocesi di Roma: sui migranti “il Papa ci invita a cambiare prospettiva”

22 Settembre 2026 - Sarà dedicata ai più piccoli la 112a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in programma domenica 27 settembre. “Anche uno solo di questi bambini” è il tema scelto. Per il cardinal vicario di Roma, mons. Baldo Reina, il messaggio del Papa per la Giornata «ci consegna una parola semplice e, proprio per questo, radicale», come spiega nella lettera preparata per l’occasione. «In un tempo nel quale siamo spesso abituati a parlare di migrazioni attraverso numeri, statistiche, emergenze e “flussi” – sono le parole del cardinale vicario –, il Papa ci invita a cambiare prospettiva: dietro ogni numero c’è un volto, una storia, una ferita, ma anche un desiderio di futuro. E quando quel volto è quello di un bambino, la nostra responsabilità diventa ancora più grande». Inoltre, colpisce nel messaggio «il richiamo insistente a non considerare l’accoglienza come un gesto puramente assistenziale – scrive ancora il cardinale Reina –: proteggere un minore significa garantirgli dignità, educazione, sicurezza, relazioni, appartenenza». (fonte: Diocesi di Roma)

Verso la GMMR 2026. L’intervento di mons. Felicolo al Convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania

22 Settembre 2026 - Si è aperto questa mattina a Napoli il Convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, promosso dalla Delegazione nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, in programma dal 21 al 25 settembre 2026 nel capoluogo campano sul tema “Oltre le frontiere. Essere Chiesa ovunque tu vada”. Ad aprire i lavori, mons. Pierpaolo Felicolo, direttore della Fondazione Migrantes, e Antonio Bonifacio, direttore regionale della Fondazione Migrantes per la Conferenza episcopale campana. A seguire, c'è stata la relazione annuale di don Gregorio Milone, delegato nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania. "Come Fondazione Migrantes - ha detto mons. Felicolo -, la Chiesa Italiana ci ha affidato un compito importante: osservare e approfondire i fenomeni migratori, rimanere attenti a ciò che accade, per essere sempre pronti a camminare accanto ai migranti. Seguiamo gli italiani che partono da ciascuna diocesi del nostro Paese fino ai luoghi in cui decidono di risiedere, sia in Europa che oltreoceano". Appunto, "Oltre le frontiere" come recita il titolo del Convegno, che il direttore generale della Fondazione Migrantes ha declinato così: "Dobbiamo essere spinti dall’obiettivo di costruire una cultura della fraternità e della solidarietà, che ci aiuta a superare stereotipi e pregiudizi, oggi ancora presenti quando parliamo di migrazione. Da qui quell’oltre richiamato dal titolo, oltre le frontiere, oltre le divisioni e le identità. Probabilmente, anche, oltre noi stessi e le nostre strutture, lasciandoci trasformare dalla migrazione e dalle differenze senza mai perdere di dignità". Infine, una menzione anche del Messaggio di papa Leone XIV per la imminente Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (27 settembre 2026). Il Pontefice nel testo fa riferimento a una "responsabilità umanitaria e spirituale condivisa" in ragione della quale "le comunità di fede sono chiamate a costruire spazi in cui ogni ragazza e ogni ragazzo siano rispettati e valorizzati nelle rispettive identità culturali”. Così ha commentato mons. Felicolo: "Non solo le persone migranti perché protagonisti di progetto migratorio, ma anche chi deriva da progetti migratori, chi ha una storia migratoria alle spalle e sta ancora costruendosi il suo angolo felice nel mondo. In una epoca in cui la cifra migratoria contraddistingue il tempo storico da noi tutti vissuto, nessuno è escluso dal richiamo a questa responsabilità umanitaria e spirituale.

Il programma completo del convegno.

Manifesto GMMR 2026

Scuola, card. Zuppi: “Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo”

21 Settembre 2026 - Hanno preso il via i lavori della sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente, in programma a Roma (21-23 settembre 2026), proprio nella settimana che conduce alla celebrazione della 112ma Giornata del migrante e del rifugiato, dedicata al tema "Anche uno solo di questi bambini". Nella sua Introduzione, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha toccato anche il tema "scuola", in evidenza su molti quotidiani, mezzi di informazione e social media anche in seguito a un annuncio del Presidente del consiglio, Giorgia Meloni. Ha detto il presidente della Cei: "In questi giorni le scuole hanno riaperto i cancelli: tornano domande che riguardano tutti, non solo chi insegna o studia. La questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Tocca il cuore della nostra convivenza. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo. I recenti episodi di violenza ci interrogano profondamente e devono spingerci a una presenza rinnovata nel mondo educativo. Nella Magnifica Humanitas, Leone XIV indica sfide non più rinviabili (cfr. 143-146). La prima è quella delle disuguaglianze educative. Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace".

👉Il testo integrale dell'Introduzione del card. Zuppi.

GMMR 2026

GMMR 2026. A Bergamo la mostra immersiva “Lombardia, terra di approdo e di opportunità”

21 Settembre 2026 - Tra le iniziative promosse dalla diocesi di Bergamo in occasione della 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, Support and Sustain Children ETS (SSCh) organizza "Lombardia, terra di approdo e di opportunità. Volti, rotte e legami della solidarietà internazionale lombarda". Appuntamento Domenica 27 settembre, ore 10,30 - 19,00, presso Chiostro del dormitorio di via del Galgario. Si tratta di un'iniziativa che ruota intorno a una mostra narrativa e immersiva - da un'idea di Arianna Martini, fondatrice di SSCh e Giuseppe Ciulla, giornalista e autore televisivo -  che porta nel cuore della Lombardia i volti e le storie di bambini e famiglie incontrati da SSCh in oltre tredici anni di presenza nei contesti di guerra e migrazione forzata. La mostra sarà visitabile durante l'intera giornata. Molti dei bambini conosciuti da SSCh nei campi profughi siriani e nell'area di confine turco-siriana sono oggi adolescenti o giovani adulti cresciuti in una condizione di sospensione: senza reali possibilità di rientro, con un accesso discontinuo alla formazione e al lavoro, e con prospettive di autonomia estremamente limitate. Alcuni di loro, in assenza di alternative praticabili, arrivano a valutare le rotte migratorie irregolari — compresa la rotta balcanica — esponendosi a violenza, sfruttamento e rischi gravissimi. Alcune delle storie delle persone conosciute da SSCh nel suo lavoro sono state raccontate nel podcast "Il filo d'Ariana", realizzato con il sostegno della Fondazione Migrantes. Alle ore 16.30 si terrà un incontro pubblico aperto dalla testimonianza di padre Hugo (Vicariato Apostolico dei Latini di Aleppo), a cui seguirà un dialogo con gli interventi di Arianna Martini, Giuseppe Ciulla, Remon Karam, Case Manager di Adecco Inclusion, e degli scrittori Fabio Geda e Leonardo Pelo. Modera Andrea Valesini, caporedattore de L'Eco di Bergamo.

Per informazioni: segreteria.direzione@supportandsustainchildren.org

 

Gmmr 2026, a Cagliari una giornata per guardare negli occhi i bambini migranti

21 Settembre 2026 - La 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 27 settembre 2026 diventa, a Cagliari, un invito a fermarsi davanti al tema scelto da Leone XIV: “Anche uno solo di questi bambini”. Un richiamo diretto alla responsabilità della comunità cristiana verso i minori che vivono esperienze di migrazione, spesso segnati da fragilità e silenzi che chiedono ascolto. Il 25 settembre 2026, nell’Aula magna del seminario arcivescovile, l’incontro si aprirà con l’intervento del diacono Enrico Porru, direttore dell’ufficio diocesano Migrantes, che offrirà una cornice pastorale sul significato della Giornata e sulla centralità dei minori nei percorsi di mobilità. Seguirà una tavola rotonda coordinata dalla dott.ssa Maria Luisa Secchi, direttrice dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni, che riunirà quattro prospettive complementari: padre Enrico Deidda, S.J., con una riflessione spirituale e sociale sull’accoglienza dei più piccoli; dott. Simone Varisco, della Fondazione Migrantes, con dati e letture pastorali sui minori migranti; suor Anna Cogoni, Figlia della Carità, con l’esperienza quotidiana dell’accompagnamento di bambini e famiglie vulnerabili; don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana, sul ruolo dei servizi Caritas nei percorsi di protezione e integrazione. Le conclusioni saranno affidate a S. E. Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza episcopale italiana, che rilancerà il senso ecclesiale della Giornata: custodire ogni bambino coinvolto nei fenomeni migratori, perché anche uno solo merita attenzione, cura e futuro.

Gmmr 2026, a Carrara per “Camminare insieme oltre la paura”

20 Settembre 2026 - In vista della 112ª Giornata del migrante ed del rifugiato, il 25 settembre 2026 l'Ufficio Migrantes della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, promuove l'iniziativa "Camminare insieme oltre la paura" presso la Parrocchia del Bambin Gesù in Via Carducci 12/b a Carrara.
Il programma
  • Ore 17:00 – Tamburo Magico nel Quartiere Animazione e ritmi musicali per le vie del quartiere.
  • Dalle ore 17:30 – Laboratori Creativi e di Gioco per Bambini e Ragazzi Attività ludiche e momenti d'amicizia guidati dagli animatori, suddivisi per fasce d'età: 4–6 anni e 6–14 anni.
  • Ore 18:00 – Incontro con il Vescovo Presso l'auditorium della Parrocchia, il vescovo Fra Mario Vaccari incontrerà le Comunità migranti e della diaspora di Massa Carrara e Pontremoli. Un momento di ascolto aperto e dialogo per raccogliere esperienze e necessità.
  • Ore 20:00 – Festa dei Popoli Stand gastronomici con piatti tipici realizzati direttamente dalle comunità e musica dal vivo per festeggiare insieme in un clima di gioia e fraternità.
Info e prenotazioni: Ivonne Tonarelli - 3282035207