Primo Piano

Migrantes: la gioia per la nomina a cardinale di mons. Lojudice

25 Ottobre 2020 - Roma - La Migrantes si unisce alla gioia dei fedeli dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e della Toscana per la scelta di Papa Francesco di annoverare tra i membri del collegio cardinalizio S. E. mons. Paolo Lojudice, segretario della Commissione Episcopale per le Migrazioni e vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana. L’annuncio del Papa questa mattina al termine dell’Angelus recitato dalla finestra dell’appartamento pontificio. “Nella scelta di Papa Francesco di nominare cardinale un sacerdote e vescovo impegnato accanto ai migranti – commenta la Fondazione Migrantes – si legge l’attenzione che il pontefice ha per il mondo migratorio. Un impegno che “siamo certi mons. Lojudice continuerà anche nel collegio cardinalizio, di cui oggi è stato chiamato membro da Papa Francesco”. Il papa ha annunciato la nomina di 13 nuovi cardinali. Tre gli italiani tra i nuovi porporati : oltre a mons. Lojudice il vescovo di Albano e prefetto della Congregazione delle cause dei Santi e fra Mauro  Gambetti, francescano conventuale guardiano della comunità francescana  di Assisi.

Raffaele Iaria

Tavolo Asilo: “finalmente superati” i decreti Sicurezza

23 Ottobre 2020 - Roma - “Con questo decreto si fa un passo avanti nel rispetto dei diritti delle persone migranti, ma molto resta ancora da fare per assicurare un’accoglienza dignitosa su tutto il territorio nazionale e la piena integrazione sociale e lavorativa”. Lo afferma oggi il Tavolo Asilo nazionale, coordinamento di organizzazioni cattoliche e laiche impegnate nell’accoglienza e integrazione dei migranti. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto Immigrazione, che sostituisce i decreti sicurezza. Il testo contiene una modifica (art.15) che prevede che l’articolo 1 si applichi anche ai procedimenti pendenti davanti alle commissioni territoriali, al questore e alle sezioni specializzate dei tribunali, alla data di entrata in vigore del decreto. Una modifica che consentirà, almeno in parte, a coloro che hanno subito le conseguenze dei decreti sicurezza di fare rivalutare le proprie posizioni.  Il Tavolo Asilo seguirà con attenzione l’iter parlamentare, “per evitare che vengano introdotti emendamenti peggiorativi” e chiedere “miglioramenti, per esempio in tema di cittadinanza, di servizi destinati a richiedenti asilo nel sistema d’accoglienza, di modifica dell’art.15 per consentire a tutti di vedere rivalutata la loro posizione davanti alle Commissioni”. Il Tavolo Asilo ha inviato un documento alla Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e al Vice Ministro Matteo Mauri nel quale sottolineano le principali criticità dell’attuale legislazione in materia d’asilo e d’accoglienza e avanzano proposte. Tra queste, “il superamento urgente delle navi quarantena”, la cancellazione “delle procedure accelerate e della lista di Paesi sicuri”, un “cambio di rotta nelle politiche su migrazioni e asilo sul piano europeo, a partire da una revisione del Regolamento di Dublino”.    

Centro Astalli: “non usiamo la pandemia per coprire i mali del mondo di cui siamo responsabili”

22 Ottobre 2020 - Roma - Ieri almeno 15 migranti sono annegati nel naufragio dell’imbarcazione sulla quale cercavano di raggiungere l’Europa. Il naufragio è avvenuto al largo della costa libica, all’altezza di Sabrata. I sopravvissuti sono stati tratti in salvo da pescatori. Sempre ieri, più di settanta profughi sono stati intercettati dalla Guardia costiera libica e riportati indietro in Libia. Il Centro Astalli esprime “cordoglio” per le vittime e allarme per coloro che sono stati riportati indietro, in un paese in cui corrono il serio pericolo di morire. Da giorni, nell’indifferenza totale dell’Europa, muoiono migranti in mare. In Libia imperversano scontri bellici e per i migranti si pratica la tortura sistematica e la detenzione illegale. P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli lancia un appello: “La pandemia va combattuta con ogni mezzo e con tutte le risorse a nostra disposizione, evitiamo di usarla come anestetizzante per i mali del mondo di cui dobbiamo sentirci responsabili e per cui urgono risposte”. Per il Centro Astalli “l’apertura di vie legali di ingresso è la soluzione che garantisce la sicurezza di chi chiede protezione e di chi accoglie. Evacuare immediatamente la Libia è atto di civiltà che i paesi UE possono compiere senza esporre la popolazione europea a rischi di contagio. Agire per salvare vite umane e garantire il rispetto dei diritti fondamentali è precisa responsabilità di Stati democratici che non si può derogare neanche ora, nell’emergenza che riguarda tutti”.  

Vangelo Migrante: XXX domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mt 22, 34-40)

22 Ottobre 2020 - Colpiti, ma non convertiti, dalla Parola che sta rivelando al mondo una nuova immagine di Dio, i farisei cercano una nuova occasione di conflitto per mettere in difficoltà Gesù e farlo cadere in fallo cercando di “prenderlo al laccio con una parola”. Uno di loro, un dottore della legge, lo interroga: “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”. Il ‘grande precetto’ era un problema molto discusso nell’ambito dell’ebraismo farisaico che disputava su una possibile gerarchia dei precetti o sull’individuazione di un principio unitario che li racchiudesse tutti. La risposta di Gesù è molto concisa, chiara e subito persuasiva. Egli raccoglie tutta la Legge e i profeti attorno ai comandamenti dell’amore per Dio e per il prossimo: “Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti”.  Gli avevano chiesto il comandamento grande e lui ne elenca due. Non si tratta di contenuti inediti ma di parole a loro ben note dall’AT (nel Levitico e nel Deuteronomio); la vera novità consiste nel fatto che le due parole insieme, Dio e prossimo, fanno una sola parola, un unico comandamento. Dice infatti: “il secondo è simile al primo”, speculare. Amerai il prossimo è simile ad ‘amerai Dio’. Il prossimo è speculare a Dio, il prossimo, ogni uomo, ha volto e voce e cuore specchio di Dio. Il suo grido è da ascoltare come fosse parola di Dio, il suo volto è come una pagina del libro sacro. È proprio questa specularità a colpire i farisei che si trovano radunati lì per porre una questione su Dio, ma nel contempo contro il loro prossimo, Gesù-uomo, di cui cercano la rovina. Il loro atteggiamento mostra in sé tutta l’incongruenza di una fede in Dio che si professa solo a parole, per dogmi e precetti. Trascurano quanto sapevano: per raggiungere Dio bisogna passare attraverso la cura del forestiero (‘non farlo soffrire, perché Dio si è reso solidale con gli ebrei oppressi in Egitto e sta dalla parte di chi vive in quelle condizioni’), della vedova e dell’orfano, del povero e dell’indigente (prima lettura). L’amore per il prossimo, afferma Gesù, è specchio del nostro amore per Dio e tutta la Torah e i profeti sono ‘appesi’ a questi due precetti. Il primato di Dio è il grande orizzonte della vocazione del credente e, per non svuotarlo, il criterio è ‘amerai’, un’azione al futuro, che non finisce mai. Non equivale ad un codice etico, cui sottostare, ma a lasciarsi coinvolgere in un’esperienza di vita: l’incontro con l’altro che porta i segni di Dio.
  1. Gaetano Saracino
   

Migrantes: martedì 27 ottobre la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2020

22 Ottobre 2020 - Roma - Martedì 27 ottobre, alle ore 10, sarà presentato il Rapporto Italiani nel Mondo 2020 della Fondazione Migrantes in diretta streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Conferenza Episcopale Italiana. Questo progetto editoriale e culturale della Chiesa italiana si presenta, quest’anno, nell’edizione speciale 15 anni. Coinvolgendo circa 60 autori dall’Italia e dall’estero, il Rapporto Italiani nel Mondo 2020 si misura con il dettaglio territoriale provinciale unendo l’analisi dei dati più recenti a quella degli ultimi quindici anni. Alla presentazione sono previsti interventi del Card. Gualtiero BASSETTI, Presidente Conferenza Episcopale Italiana – Prof. Giuseppe CONTE, Presidente del Consiglio dei Ministri; Prof. Pasquale TRIDICO, Presidente Istituto Nazionale Previdenza Sociale; Mons.  Guerino DI TORA, Presidente Fondazione Migrantes; Delfina LICATA - Curatrice Rapporto Italiani nel Mondo e Vincenzo MORGANTE, direttore TV2000.  

545 bambini immigrati ancora separati dai genitori al confine col Messico

22 Ottobre 2020 - New York - Sono almeno 545 i bambini immigrati ancora senza genitori al confine col Messico. Di questi minori almeno 60 sono sotto i cinque anni. Lo riporta il “New York Times” citando alcuni documenti posti all’attenzione di una corte di giustizia, secondo cui i minori sarebbero stati separati dalle loro famiglie per via dalla politica della tolleranza zero varata dal presidente degli Stati Uniti nel 2017. Nel giugno 2018 erano almeno 2.700 i bambini separati dai loro genitori, mentre nel 2019 la stessa sorte sarebbe toccata ad almeno altri 1.556 minori. Intanto nei giorni scorsi la Corte suprema Usa, riferisce l’Osservatore Romano, ha deciso che esaminerà due questioni emblematiche della politica migratoria di Donald Trump dopo le elezioni del 3 novembre: una sull’uso dei fondi militari per la costruzione del muro col Messico dopo che il presidente aveva dichiarato una emergenza nazionale, l’altra è la decisione di far attendere i migranti in Messico anziché farli entrare negli Usa durante l’esame delle loro richieste di asilo.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 26.659 persone sulle coste italiane

22 Ottobre 2020 - Roma - Sono finora 26.659 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane in questo 2020. Il dato è del Ministero degli Interni aggiornato alle 8 di questa mattina. Dei quasi 26.600 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 11.173 sono di nazionalità tunisina (42%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (3.343, 13%), Costa d’Avorio (1.207, 5%), Algeria (1.194, 4%), Pakistan (1.167, 4%), Sudan (872, 3%), Afghanistan (771, 3%), Egitto (760, 3%), Marocco (693, 3%), Somalia (618, 2%) a cui si aggiungono 4.861 persone (18%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.  

Mattarella firma il nuovo decreto immigrazione

22 Ottobre 2020 - Roma – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto immigrazione, varato nei giorni scorsi dal Governo per modificare i decreti sicurezza approvati dal precedente Governo. La legge prevede il ripristino di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, che adesso si chiamerà “protezione speciale” e verrà concesso agli stranieri che presenteranno seri motivi “risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato”. Si introduce inoltre il divieto di rimpatrio verso stati in cui i diritti umani sono sistematicamente violati e si attenuano le regole nei confronti delle Ong: se le navi avranno operato seguendo le convenzioni internazionali e avranno comunicato tutto alle autorità (compresa l’eventuale appartenenza a un altro stato), non sarà possibile negargli l’accesso in acque italiane.  

Libia: nuovo naufragio

22 Ottobre 2020 -

Milano - Ancora un naufragio al largo delle coste della Libia. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha segnalato ieri su Twitter un disastro avvenuto martedì di fronte al distretto di Sabratha, 75 chilometri a ovest di Tripoli, nel quale hanno perso la vita “almeno 15 persone”. Secondo l’Oim sarebbero sopravvissuti in cinque, salvati e portati a riva da alcuni pescatori. Si tratta di “migranti disperati”, che continuano a rischiare la vita “in fuga da abusi e sfruttamento, in assenza di capacità di salvare vite”. “Almeno 500 morti nel Mediterraneo centrale quest’anno. Alcune a causa di ritardi nell’assistenza. La mancanza di sforzi guidati dagli Stati per salvare vite umane lungo questa rotta pericolosa è tanto dolorosa quanto vergognosa” ha scritto su Twitter Eugenio Ambrosi, capo staff dell’Oim. Sempre martedì, più di settanta profughi sono stati intercettati dalla Guardia costiera libica e riportati indietro in Libia. “Mentre l’Agenzia europea Frontex investe altri 100milioni di euro in droni per il controllo delle frontiere, 15 persone muoiono in mare senza soccorsi”, la presa di posizione dell’Ong Mediterranea Saving Hu- mans. Secondo il progetto «Missing Migrants» dell’Oim dal 2014 sono 20.014 le persone che hanno perso la vita cercando di attraversare il Mediterraneo oppure sono risultate disperse in mare. Un elenco di vittime a cui si aggiungono quei naufragi più difficili da documentare, di cui si perde ogni traccia nel silenzio delle onde.

Ecco l’Italia degli immigrati oltre forzature e dicerie

22 Ottobre 2020 - Milano - L’immigrazione è forse l’argomento che più si è prestato negli ultimi anni alla diffusione di credenze e leggende lontane dai dati effettivi: in genere drammaticamente enfatiche, ripetute con tale frequenza da finire per essere prese per vere, e risolutamente riottose di fronte alle smentite fornite dalle fonti statistiche disponibili. Queste non sono perfette, ma di certo risultano più affidabili delle dicerie un tempo propagate di bocca in bocca, ora divulgate mediante i social media, e anche cavalcate da chi ha interesse ad accreditarle come veritiere. Per fortuna ogni tanto arriva qualche studio a presentare i dati reali a chi vuole conoscere un po’ meglio il fenomeno, senza accontentarsi di seguire l’opinione corrente e gridata. Un esempio è l’ultimo Rapporto immigrazione di Caritas-Migrantes, che reca il significativo sottotitolo 'Conoscere per comprendere'. In un Paese di 60 milioni di abitanti in cui resta così diffusa la paura dell’'invasione', fa impressione leggere per esempio che dal 2018 al 2019 i residenti stranieri sono aumentati soltanto di 47.000 unità, e i permessi di soggiorno di appena 2.500. Come se non bastasse, le nascite da cittadini stranieri (un dato difficile da smentire, o di cui sospettare una sottovalutazione) sono addirittura calate, da 68.000 nel 2017 a 63.000 nel 2019. Nel 2012 sfioravano quota 80.000. In entrambi i casi incidono le acquisizioni di cittadinanza, grazie alle quali i neo-italiani scompaiono dalle statistiche sugli immigrati, ma per sostenere la tesi dell’invasione ci vorrebbe ben altro. Ancora, i motivi del permesso di soggiorno sono da anni eminentemente familiari (quasi la metà del totale: 48,6%). Asilo e protezione internazionale concorrono per un modestissimo 5,7%, ponendo in luce quanto sia lontana dalla realtà l’equivalenza tra immigrati regolari e richiedenti asilo. Bisogna poi aggiungere che 1,5 milioni di cittadini comunitari non hanno bisogno di permessi, e di certo non chiedono asilo. Altri dati interessanti sono stati prodotti dalla Fondazione Leone Moressa, che si occupa periodicamente del rapporto tra i costi e i benefici dell’immigrazione per lo Stato italiano. Qui la notizia saliente, già evidenziata da questo giornale (Avvenire, ndr), riguarda il gettito che l’immigrazione arreca alle casse dello Stato italiano, grazie a imposte e contributi versati dai 2,5 milioni di immigrati regolarmente occupati: 500 milioni di euro nel 2019. A tanto ammonta il saldo tra spese sociali e prelievi fiscali e contributivi a carico dei cittadini stranieri. L’età media ancora giovane comporta un basso numero di pensionati (intorno al 4%) e un’incidenza sulla spesa sanitaria più bassa della media nazionale. Al conto andrebbero aggiunte tre specificazioni. La prima si riferisce al fatto che alcune voci di spesa comportano a loro volta dei benefici per la collettività: per esempio l’inserimento scolastico di oltre 800.000 alunni stranieri, senza contare i naturalizzati, rappresenta di certo un costo, ma anche un’opportunità d’impiego per migliaia di insegnanti, tutti italiani. Grazie agli alunni di origine straniera inoltre rimangono in vita molte scuole, in quartieri di periferia e borghi spopolati. Stesso discorso per le nascite: costo sanitario, ma investimento sociale. La seconda specificazione rimanda a benefici più difficili da quantificare e riconducibili al ruolo dei 5,3 milioni d’immigrati come consumatori. Con i loro acquisti contribuiscono a far girare l’economia e aumentano il gettito dell’Iva. Se dispongono di un’auto o di una moto, facendo il pieno di carburante pagano altre tasse. Alcuni segmenti di mercato trovano negli immigrati un’importante quota di clienti: gli alloggi dei quartieri popolari, le auto usate, i discount di periferia. In terzo luogo, non solo gli immigrati finanziano la spesa sociale, ma contribuiscono a contenerla. Più precisamente, le assistenti familiari (come le chiama il contratto di lavoro), dette comunemente badanti, aiutano le famiglie a mantenere gli anziani fragili a casa, abbassando il fabbisogno di strutture protette. Questi benefici però non sono eterni. La Fondazione Moressa rileva che la prevalenza di lavori poco qualificati e la scarsa mobilità sociale nel tempo possono intaccare l’apporto degli immigrati alle casse dello Stato e alla società italiana. Aggiungerei che anche gli immigrati sono destinati col tempo a invecchiare e ad ammalarsi maggiormente, con una progressiva crescita della spesa sociale loro destinata. Perché persista un saldo positivo per le casse dello Stato, occorre l’immissione di nuova immigrazione regolare e regolata, giovane e produttiva. Ma per accoglierla e valorizzarla occorre lungimiranza, e anche coraggio. La stessa lungimiranza e lo stesso coraggio che servono per valorizzare e non spingere a loro volta all’emigrazione le giovani generazioni di italiani. (Maurizio Ambrosini – Avvenire)