19 Maggio 2026 - Ha avuto inizio da Palermo la visita della delegazione Migrantes del Piemonte alle Migrantes delle Chiese di Sicilia. La giornata si è aperta con la visita alla Missione Speranza e Carità, la straordinaria realtà nata a Palermo dall'intuizione e dalla scelta radicale di Fratel Biagio Conte. Una vera e propria "cittadella degli ultimi" che oggi accoglie centinaia di fratelli e sorelle da ogni parte del mondo, offrendo loro non solo un tetto, ma dignità, lavoro e speranza. Per la delegazione piemontese, toccare con mano l'eredità di Fratel Biagio significa vedere incarnata quella "pastorale del fare" capace di trasformare l'accoglienza in autentica fraternità universale. Ad accogliere gli ospiti e a presentare la figura del fondatore è stato don Pino Vitrano, cofondatore e guida spirituale della Missione.
Subito dopo, la delegazione si è trasferita nel quartiere della Kalsa. Qui, in via La Marina, sorge la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, un edificio in stile rinascimentale che dal 2008 rappresenta l’impegno della Migrantes diocesana verso la cura spirituale dei migranti cattolici presenti nel capoluogo siciliano. Una presentazione a tre voci ha descritto la storia e l'azione dell’organismo pastorale: un cammino tracciato da tante figure, tra le quali spicca per lungimiranza l’impegno profuso da don Sergio Natoli, missionario OMI. Il direttore Mario Affronti, l’assistente spirituale padre Luca Polello (OMI) e Mariella Palermo hanno aiutato a leggere i diversi segni presenti nella chiesa, presentando inoltre l’esperienza dell’Associazione “Arcobaleno dei Popoli” e del Coro
interculturale.
I tempi serrati hanno scandito il resto della giornata. Dopo il pranzo, la delegazione è tornata nel centro storico e, dopo aver attraversato il colorato mercato di Ballarò, si è ritrovata al Centro Agape della Caritas diocesana. Ad attendere gli ospiti c'era l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che è anche vescovo delegato per le migrazioni della Cesi (Conferenza episcopale
siciliana).
Il momento di confronto è stato aperto dal direttore di Migrantes Sicilia, il diacono Santino Tornesi, che ha illustrato quale mobilità interpelli oggi le Chiese di Sicilia e come sia strutturato l’organismo regionale incaricato di coordinare l’attenzione e la sinergia pastorale. Successivamente la parola è passata ai due vescovi presenti, entrambi membri della Commissione
episcopale per le migrazioni della Cei.
Nel suo intervento, mons. Corrado Lorefice ha offerto una prospettiva lucida e coraggiosa, accendendo i riflettori sul ruolo della Sicilia: uno storico crocevia nel cuore del Mediterraneo che, oggi più che mai, deve essere un "molo aperto" e un laboratorio di fraternità universale. Nel richiamare la responsabilità delle comunità cristiane, Lorefice ha sottolineato la necessità di una pastorale profetica, capace non solo di assistere, ma di denunciare le ingiustizie e di promuovere una cultura del diritto, della dignità e della cittadinanza universale, per essere vere “comunità messianiche”.
A seguire, vi è stato l’intervento altrettanto forte e appassionato di mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per le migrazioni della Conferenza episcopale piemontese. Il presule ha indicato nella fedeltà al Vangelo la via maestra dello stare accanto ai migranti; una fedeltà che non può permettersi letture parziali o funzionali a politiche escludenti che violano i diritti della persona.
L’incontro si è poi chiuso con un videomessaggio di Luca Casarini, cofondatore dell'ong Mediterranea Saving Humans, volto a tenere alta l’attenzione sulla letale rotta del Mediterraneo centrale e sulla necessità di presidiare quel tratto di mare in cui ogni giorno si consumano tragedie annunciate.
La densa giornata si è conclusa con la cena al ristorante Moltivolti, nel cuore pulsante di Ballarò. Questa realtà promuove il cibo come strumento di dialogo tra persone portatrici di culture diverse ed è uno spazio di coworking, ma soprattutto un laboratorio vivente di convivenza, dove la diversità è considerata un valore fondamentale e ogni incontro diventa un’opportunità di crescita. (Migrantes Sicilia)
Primo Piano
“Ddl Immigrazione” e minori, l’allarme di 27 organizzazioni: percorsi di inclusione a rischio per chi arriva da solo in Italia
19 Maggio 2026 - In occasione dell’incardinamento del disegno di legge "Immigrazione" (S. 1869) in commissione Affari costituzionali del Senato, 27 organizzazioni della società civile impegnate nella tutela dei minori migranti richiamano l’attenzione su alcuni elementi del provvedimento che rischiano di incidere in modo significativo sulla vita di migliaia di adolescenti arrivati soli in Italia.
Negli ultimi anni, la legge 47/2017 (“Legge Zampa”) ha reso possibile costruire percorsi concreti di protezione e integrazione, riconosciuti anche a livello europeo. Grazie a questi strumenti, molti giovani hanno potuto studiare, formarsi, lavorare e iniziare a costruire il proprio futuro. Oggi, alcune delle modifiche previste dal DDL rischiano di indebolire proprio quelle leve che permettono a questi percorsi di diventare stabili e duraturi.
Tra queste, il ridimensionamento del “prosieguo amministrativo” desta particolare preoccupazione: si tratta dello strumento che oggi consente ai neomaggiorenni di continuare a essere accompagnati nella difficile transizione all’età adulta e dopo aver compiuto la maggiore età, al massimo fino ai 21 anni, completando studi, formazione e inserimento lavorativo. Il Ddl contiene una norma che limita categoricamente questo periodo di prolungato sostegno nell’accoglienza a 19 anni.
“Ridurre tassativamente il tempo massimo del sostegno al compimento dei 19 anni, come intende fare il Ddl in esame, è una scelta di cui non comprendiamo le ragioni - dichiarano le Organizzazioni - e sappiamo che essa può significare, in molti casi, impedire ai ragazzi e alle ragazze di raggiungere la stabilità necessaria alla loro inclusione positiva nella società. Tale riduzione comporterebbe inoltre, nei fatti, una disparità di trattamento tra i minori non accompagnati e i minori affidati a comunità di tipo familiare o in affido familiare a seguito di un provvedimento di allontanamento dal nucleo familiare, i quali possono fruire del prosieguo nel sostegno fino a 21 anni”.
L’esperienza quotidiana nei territori mostra con chiarezza che il passaggio alla maggiore età è una fase delicatissima, soprattutto per chi non ha una rete familiare. È proprio in questo momento che la continuità del supporto fa la differenza tra un percorso che si consolida e uno che si interrompe, con il rischio di scivolare in condizioni di vulnerabilità e marginalità, che portano con sé il rischio di ricadute nello sfruttamento.
Preoccupano inoltre le modifiche previste in materia di rimpatrio assistito, che spostano il baricentro decisionale dall’autorità giudiziaria a quella amministrativa. Si tratta di decisioni che incidono profondamente sui diritti e sul futuro dei minori e che richiedono, per loro natura, le massime garanzie e un’attenzione piena al superiore interesse del minore.
Il Ddl contiene anche lo schema di legge delega relativo all’attuazione dei Regolamenti e della Direttiva discendenti dal Patto europeo sulla migrazione e l’asilo: un complesso di disposizioni che può avere un impatto di forte riduzione delle tutele per i minori non accompagnati, in particolare in termini di procedure accelerate, qualità della tutela e trattenimento durante le procedure di screening dopo l’arrivo.
Le organizzazioni firmatarie, forti dell’esperienza maturata sul campo, rivolgono quindi un invito al Governo, promotore del Ddl, e al Parlamento, che dovrà esaminarlo, affinché la discussione del provvedimento rappresenti un’occasione per rafforzare, e non ridurre, la qualità del sistema di tutela.
In particolare, si chiede di:
- preservare il prosieguo amministrativo, mantenendo la possibilità di una valutazione caso per caso fino ai 21 anni e di richiederlo anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età
- tutelare le garanzie procedurali e il diritto all’ascolto dei giovani coinvolti
- mantenere in capo al Tribunale per i minorenni la competenza a decidere sul rimpatrio assistito
- assicurare la piena tutela dei minori non accompagnati sin dal momento del loro arrivo in Italia nell’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo
Giugliano (NA), “Noi insieme tenuti per mano”: la scuola celebra inclusione e multiculturalità
19 Maggio 2026 - Il giorno 19 maggio 2026, la Scuola secondaria di I grado “Don Salvatore Vitale” di Giugliano in Campania (NA) propone, a partire dalle ore 15 un momento speciale di condivisione e inclusione con lo spettacolo conclusivo del Progetto "L2 - Italiano come seconda lingua", rivolto agli alunni con cittadinanza non italiana, intitolato Noi insieme tenuti per mano. L'evento è una delle attività previste dal progetto "Arrevutammoce. Scuola per e con i rom", sostenuto dalla Fondazione Migrantes.
Attraverso musiche, letture e performance, gli studenti offriranno al pubblico riflessioni sui temi dell’accoglienza, della multiculturalità e del dialogo tra culture, trasformando la diversità in una preziosa opportunità di crescita per l’intera comunità scolastica.
Sarà presente all'evento anche S.E. monsignor Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita - Telese - Sant'Agata de' Goti, che interverrà in qualità di Delegato della Conferenza Episcopale della Campania per i migranti, i rom e la pastorale della mobilità.
Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria 2026″: aperte le iscrizioni. Scadenza 15 giugno
18 Maggio 2026 - Si svolgerà dal 6 al 10 luglio a Roma, presso l'Istituto Maria SS. Bambina (Via Paolo VI, 21) il corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” edizione 2026.
Il corso è rivolto alle seguenti figure di nuova nomina o che non hanno mai partecipato:
- direttori Migrantes regionali e diocesani;
- vicedirettori e collaboratori diocesani;
- cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane;
- missionari per gli italiani all’estero;
- operatori pastorali dello Spettacolo viaggiante e dei rom, sinti e camminanti.
Una delegazione delle Migrantes del Piemonte in Sicilia: un itinerario nel cuore dell’accoglienza
18 Maggio 2026 - È iniziata ieri sera a Palermo la visita di una delegazione delle Migrantes del Piemonte, guidata da mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per le migrazioni della Conferenza episcopale piemontese. Insieme a lui sono arrivati il direttore regionale Sergio Durando, una rappresentanza dei direttori diocesani con i loro collaboratori e don Valerio Bersano, da pochi mesi vicedirettore della Fondazione Migrantes.
Ad accogliere il gruppo, a nome delle Chiese di Sicilia, è stato il direttore regionale Migrantes, il diacono Santino Tornesi. Per la tappa palermitana, la delegazione è ospite dell'ex convento agostiniano di Santa Maria La Reale.
Un itinerario nel cuore dell'accoglienza
Quello appena iniziato non sarà un semplice tour, ma un vero e proprio cammino di discernimento e condivisione. Durante la settimana, la delegazione piemontese toccherà diverse diocesi siciliane per osservare da vicino il fenomeno migratorio – una realtà che interroga profondamente la società civile e le comunità ecclesiali – e per comprendere quali risposte pastorali e concrete siano state messe in atto sul territorio. Il viaggio, partito da Palermo, farà tappa a Monreale, Cefalù e Tindari, per poi raggiungere Messina. Successivamente i delegati si sposteranno verso Pozzallo e Ragusa, per poi ripartire sabato 23 maggio da Catania alla volta del Piemonte. (fonte: Migrantes Sicilia)A Cosenza ritorna il Festival “Frontiere”: ripopolamento, disarmo, ospitalità e futuro
17 Maggio 2026 - Al via dal 19 al 23 maggio la terza edizione del Festival Frontiere con un calendario ricco di eventi: panel, spettacoli teatrali, incontri, flash-mob, riflessioni, hip-hop, laboratori, installazioni artistiche per le vie e le piazze del centro della Città dei Bruzi e di Telesio.
Il festival Frontiere è organizzato da Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano, con il patrocinio e la collaborazione dell’Unical e del Comune di Cosenza ed il sostegno di Fondazione Migrantes e Fondazione Carical.
In un mondo con violenze e guerre causate “da una manciata di tiranni” – come ha di recente affermato papa Leone XIV - invitiamo tutte e tutti quanti a s-catenare, insieme, l’arcobaleno della pace e dei diritti umani. Lo faremo in Calabria, una delle principali porte della sponda nord dell’Euromediterraneo.
Il programma si sviluppa seguendo una traccia di quattro parole chiave: ripopolamento, disarmo, ospitalità e futuro.
A Roma il Rosario per la pace delle comunità etniche
16 Maggio 2026 - Sarà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, a presiedere il “Rosario per la pace”, momento di preghiera promosso per domenica prossima, 17 maggio, alle 17 nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica.
L’iniziativa, organizzata dall’equipe pastorale Migrantes della diocesi di Roma, vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle comunità etniche che vivono nella Capitale.
Già nelle scorse settimane, nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorsi le comunità etniche con l’Ufficio Migrantes della diocesi si erano fatte promotrici di un pellegrinaggio notturno di preghiera per la pace al Santuario del Divino Amore, che era stato guidato dal cardinale Baldo Reina. (fonte: RomaSette)
A Taranto la Festa dei Popoli. Ricordando Bakari Sako
15 Maggio 2026 - Si terrà domenica 17 maggio, a Taranto, presso la parrocchia della Madonna delle Grazie, la Festa dei popoli, a cura dell'Ufficio Migrantes e della Caritas della diocesi, con il patrocinio del Comune.
La festa inizierà in mattinata, alle ore 11, con l’apertura degli stand delle varie nazionalità partecipanti con momenti di intrattenimento; alle ore 16, l’arcivescovo, S.E. mons. Ciro Miniero, presiederà la solenne concelebrazione eucaristica con la partecipazione dei sacerdoti che seguono le varie realtà di migranti del territorio e l’animazione dei canti a cura della corale del Rinnovamento nello Spirito. Alle ore 17.30, sul sagrato, il grande girotondo fra i popoli. Alle ore 18, esibizione degli sbandieratori di Oria. alle ore 18.30, fino a tarda serata, spettacoli e intrattenimento a cura delle rappresentanze delle varie nazionalità.
Quest’anno l’incontro assume un significato ancora più urgente per l'omicidio di Bakari Sako che ha scosso la comunità. Un fatto che interroga tutti sul valore dell’accoglienza e sulla necessità di contrastare l’indifferenza e la violenza.
La festa diventa così spazio di memoria e di impegno: celebrare le diversità significa anche difendere la dignità di ogni persona. “Dagli stand del mattino alla concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Miniero fino agli spettacoli serali – ha detto don Giuseppe Calamo, direttore dell'Ufficio Migrantes – vogliamo dire insieme che nessuna vita è straniera e che la convivenza si costruisce giorno dopo giorno, nei gesti concreti. Noi siamo chiamati alla speranza e a costruire una Taranto migliore". (fonte: Nuovo Dialogo)
Verso il Rapporto immigrazione 2026: un questionario rivolto ai cittadini stranieri che vivono in Italia
13 Maggio 2026 - Nell’ambito della realizzazione del Rapporto Immigrazione 2026, che giunge alla sua 35ª edizione, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes chiedono una collaborazione per la diffusione e la somministrazione di un questionario rivolto a cittadine e cittadini stranieri che vivono in Italia.
L’iniziativa si inserisce nel solco delle precedenti edizioni e intende valorizzare sempre più la partecipazione diretta e la voce dei cittadini stranieri all’interno del Rapporto. Il questionario ha infatti l’obiettivo di rilevare il grado di soddisfazione rispetto alla vita in Italia, nonché le intenzioni future (restare o trasferirsi altrove) e le motivazioni alla base di tali scelte.
Il questionario è disponibile online, tramite il seguente link: https://forms.gle/qCxvr2k5qcWEYES36
Il termine ultimo per la raccolta delle compilazioni è fissato al 31 maggio.
Leone XIV alla Sapienza: “Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare”
14 Maggio 2026 - "La vostra Università si caratterizza come polo d’eccellenza in diverse discipline e, al contempo, per il suo impegno in favore del diritto allo studio, anche di chi ha minori disponibilità economiche, delle persone con disabilità, dei detenuti e di chi è fuggito da zone di guerra". Esordisce così papa Leone XIV nell'Aula Magna dell'Università "Sapienza" di Roma nel corso della sua visita pastorale all'ateneo della Capitale. "Ad esempio, apprezzo molto che la Diocesi di Roma e la Sapienza abbiano firmato una convenzione per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla striscia di Gaza".
Nel suo discorso, anche un bel passaggio che lega la carità necessaria a qualsiasi insegnante di fronte al cuore dei giovani ad altre forme di carità; e una sottolineatura sul ruolo di educatore di coscienze di chi insegna: "Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. Si tratta di amare sempre e comunque la vita umana, di stimarne le possibilità, così da parlare al cuore dei giovani, senza puntare solo alle loro cognizioni. Insegnare diventa allora testimoniare valori con la vita: è cura per la realtà, è senso di accoglienza verso ciò che non si comprende ancora, è dire la verità. Che senso avrebbe d’altronde formare un ricercatore o professionista, che però non coltiva la propria coscienza, il senso della giustizia e del rispetto per ciò che non si può né si deve dominare? Il sapere, infatti, non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è".
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(foto: Vatican Media)[/caption]
(foto: Vatican Media)[/caption] “Restare o partire?”. A Ragusa un focus sulla migrazione giovanile a partire dal “Rapporto italiani nel mondo”
12 Maggio 2026 - Organizzato dall’associazione "Ragusani nel mondo" e patrocinato dal Comune, si svolgerà nella Chiesa della Badia, in Corso Italia a Ragusa, il prossimo 16 maggio alle ore 9.30, il convegno: "Restare o partire? La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte".
Il flusso migratorio giovanile che va verso i Paesi esteri o verso il nord dell’Italia, è una realtà che ha preso sempre più piede e costituisce un fenomeno dalle rilevanti conseguenze sia dal punto di vista demografico, sia da quello sociale ed economico.
Dopo i saluti di Giuseppe Cassì (sindaco di Ragusa),Maria Rita Schembari (presidente Libero consorzio comunale di Ragusa), mons. Pierpaolo Felicolo (direttore generale Fondazione Migrantes) e S.E. mons. Giuseppe La Placa (vescovo di Ragusa), i lavori saranno aperti da una relazione sulla migrazione giovanile della dott.ssa Delfina Licata, curatrice dell’annuale Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes della Cei.
Seguirà un intervento della dott.ssa Ilaria Del Bianco, presidente dell'associazione "Lucchesi nel mondo" e già presidente dell’Unaie (Unione nazionale delle associazioni immigrati ed emigrati).
Arricchiranno la parte iniziale del convegno l’intervento dell’assessore Simone Digrandi, che, a nome dell’Anci Sicilia, parlerà del ruolo degli Enti Locali in questa vera e propria sfida generazionale, e quello del dott. Giovanni Vindigni, direttore dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, che illustrerà una interessante iniziativa per favorire l’incontro tra domanda e offerta di nuova occupazione.
Seguiranno alcune testimonianze di giovani che hanno scelto un lavoro all’estero o nel Centro Nord Italia, che racconteranno le opportunità e le difficoltà di questa loro scelta.
L’ultima parte del Convegno vedrà gli interventi di rappresentanti di Oasi digitale-Rete di imprese, con interessanti iniziative imprenditoriali del nostro territorio tese a raccogliere
una importante sfida: non fermare la mobilità giovanile, ma cercare di rendere la Comunità ragusana un luogo attrattivo ove i giovani talenti possano liberamente scegliere di restare e progettare il proprio futuro. Modera i lavori Salvo Falcone. (fonte: Ufficio stampa del Comune di Ragusa)
Omicidio Sako, la Migrantes di Taranto: una tragedia figlia “della violenza del linguaggio e dell’ipocrisia dello sfruttamento”
13 Maggio 2026 - "Vi scriviamo con il cuore ancora scosso dagli eventi che hanno colpito la nostra comunità tarantina, sentendo il dovere di condividere con voi alcune riflessioni nate dal dolore, ma anche dalla speranza che anima il nostro quotidiano impegno per l’accoglienza e la protezione dei migranti".
Sono le prime parole di una lettera indirizzata alla Fondazione Migrantes dall'Ufficio Migrantes dell'arcidiocesi di Taranto, affidato a don Giuseppe Calamo, sull'omicidio di Bakari Sako, il bracciante agricolo di 35 anni originario del Mali, e cittadino italiano dal 2022, ucciso all'alba di sabato scorso in piazza Fontana, nel cuore della città vecchia di Taranto, in seguito a un'aggressione di cinque giovani.
La Migrantes di Taranto "desidera onorare e richiamare con forza la memoria del giovane Bakari. Nel farlo, non possiamo non tracciare un parallelo con la letteratura, pensando al protagonista de Lo Straniero di Camus: un uomo che compie un gesto estremo quasi senza piena consapevolezza. Vogliamo credere, con la stessa pietà cristiana, che il giovane quindicenne coinvolto non sapesse realmente cosa stesse facendo.
Taranto non è violenza. Taranto è, e vuole continuare a essere, una città di accoglienza, un porto aperto a tutti. Questa tragedia si è consumata all'alba del 9 maggio, proprio nei giorni in cui la nostra città celebra San Cataldo. È doloroso pensare che la felicità di una festa così sentita sia stata infranta proprio mentre celebravamo il nostro Santo Patrono, un uomo venuto da lontano come uno straniero per portare luce, pace e dialogo.
Come Migrantes, ci sentiamo tutti figli di San Cataldo e custodi del suo messaggio di pace. Eppure, ci chiediamo se i nostri giovani conoscano davvero questo Santo o la storia millenaria delle terre da cui provengono molti nostri fratelli, come il Mali, terra di re e di biblioteche antiche, abitata da uomini integri proprio come lo era Bakari Sako.
Questa tragedia ci interroga profondamente su due fronti.
Il primo, la violenza del linguaggio. Siamo convinti che l'aggressione fisica sia spesso il tragico sfocio di una violenza verbale che pervade la nostra società. Ogni giorno, in Italia, vengono diffuse menzogne sul fenomeno migratorio che avvelenano le menti.
Il secondo è l'ipocrisia dello sfruttamento. Dobbiamo denunciare con forza come l’economia locale e nazionale spesso poggi sulle mani dei migranti, le stesse mani che preparano il cibo sulle nostre tavole o che costruiscono le infrastrutture per i Grandi Giochi del Mediterraneo, spesso in condizioni di sfruttamento vergognoso e senza tutele contrattuali.
Da parte nostra, - conclude la lettera - continueremo il nostro lavoro per 'disarmare le parole', seguendo l'esempio e la via tracciata da papa Francesco e da papa Leone XIV".
Un lavoro pastorale e culturale, quello rilanciato dalla chiesa tarantina, che la Fondazione Migrantes intende sostenere in tutto il Paese.
Rapporto Idmc: nel 2025 sono stati più di 82 milioni gli sfollati interni nel mondo, in prevalenza dovuti a guerra e violenza
13 Maggio 2026 - Secondo la nuova edizione del "Rapporto globale sugli sfollati interni" dell'Idmc di Ginevra, dopo un decennio di crescita continua, il numero di persone che vivono tale condizione è leggermente diminuito nel 2025, ma è rimasto vicino ai livelli record, attestandosi a 82,2 milioni in 104 paesi e territori. Di questi, 68,6 milioni sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa di conflitti e violenze, mentre 13,6 milioni a causa di catastrofi naturali. Si tenga conto che il numero di rifugiati complessivo nel mondo, inclusi gli sfollati interni, attualmente si attesta tra i 125 e i 130 milioni di persone.
Vengono definiti "sfollati interni" coloro che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa di conflitti, violenze o catastrofi e che non hanno attraversato un confine di Stato riconosciuto a livello internazionale. Molti vivono in condizioni di sfollamento da anni o decenni, senza riuscire a trovare una soluzione duratura.
Secondo l'Idmc, la leggera diminuzione del numero di sfollati interni non riflette però un miglioramento strutturale. Il calo è stato in parte legato a rientri programmati, molti dei quali sono avvenuti in condizioni precarie, con persone che sono tornate in situazioni di insicurezza, in abitazioni danneggiate e con servizi limitati. Allo stesso tempo, i conflitti emergenti, in escalation e già radicati, insieme alle catastrofi naturali, hanno continuato a costringere le persone ad abbandonare le proprie case, spesso più volte.
Molti di coloro che sono stati sfollati nel 2025 vivevano già in condizioni di sfollamento interno, il che ha acuito i loro bisogni e la loro vulnerabilità, rendendo ancora più irraggiungibili soluzioni durature. Queste dinamiche evidenziano come lo sfollamento interno rifletta un'instabilità più profonda e crisi irrisolte. "Man mano che i conflitti si intensificano - puntualizza la direttrice dell'Idmc, Tracy Lucas -, sono spesso le stesse persone a essere costrette a lasciare le proprie case più e più volte. Eppure, i sistemi pensati per proteggerle vengono smantellati".
Il Rapporto fa emergere, inoltre, che circa un terzo degli sfollamenti causati da conflitti a livello mondiale è stato registrato in Iran, tutti legati a evacuazioni temporanee da Teheran. Un altro terzo, sempre a causa di conflitti, si è verificato nella Repubblica Democratica del Congo, il dato più alto mai registrato nel Paese. Infine, gli sfollamenti causati da conflitti e violenze sono cresciuti dell'8% in più rispetto a quelli causati da catastrofi naturali: è la prima volta che si registra un dato del genere.
Secondo l'Idmc, la leggera diminuzione del numero di sfollati interni non riflette però un miglioramento strutturale. Il calo è stato in parte legato a rientri programmati, molti dei quali sono avvenuti in condizioni precarie, con persone che sono tornate in situazioni di insicurezza, in abitazioni danneggiate e con servizi limitati. Allo stesso tempo, i conflitti emergenti, in escalation e già radicati, insieme alle catastrofi naturali, hanno continuato a costringere le persone ad abbandonare le proprie case, spesso più volte.
Molti di coloro che sono stati sfollati nel 2025 vivevano già in condizioni di sfollamento interno, il che ha acuito i loro bisogni e la loro vulnerabilità, rendendo ancora più irraggiungibili soluzioni durature. Queste dinamiche evidenziano come lo sfollamento interno rifletta un'instabilità più profonda e crisi irrisolte. "Man mano che i conflitti si intensificano - puntualizza la direttrice dell'Idmc, Tracy Lucas -, sono spesso le stesse persone a essere costrette a lasciare le proprie case più e più volte. Eppure, i sistemi pensati per proteggerle vengono smantellati".
Il Rapporto fa emergere, inoltre, che circa un terzo degli sfollamenti causati da conflitti a livello mondiale è stato registrato in Iran, tutti legati a evacuazioni temporanee da Teheran. Un altro terzo, sempre a causa di conflitti, si è verificato nella Repubblica Democratica del Congo, il dato più alto mai registrato nel Paese. Infine, gli sfollamenti causati da conflitti e violenze sono cresciuti dell'8% in più rispetto a quelli causati da catastrofi naturali: è la prima volta che si registra un dato del genere.
🔗 Vai alla pagina del Rapporto (in inglese)
“Attraverso26”, i campi estivi per giovani dei Missionari scalabriniani
13 Maggio 2026 - Anche nell’estate 2026 Ascs (Agenzia scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo) rinnova il proprio impegno nel campo dell’educazione alla cittadinanza attiva e alla giustizia sociale, proponendo “Attraverso26”, un programma nazionale ed europeo composto da sei campi estivi (Foggia, Como, Calais, Trieste, Cuneese, Oulx).
L’iniziativa si rivolge a giovani tra i 18 e i 35 anni, con l’obiettivo di formare nuove generazioni consapevoli, capaci di leggere criticamente i fenomeni migratori e di costruire relazioni di prossimità nei contesti fragili del nostro tempo.
I campi, ormai consolidati nella metodologia ma sempre rinnovati nei contenuti, offrono esperienze settimanali di vita comunitaria, servizio concreto e formazione, dove ogni partecipante porta il proprio vissuto e lo mette in dialogo con quello degli altri. Il percorso si articola lungo due grandi assi tematici: le frontiere italiane ed europee, porte d’ingresso e di uscita delle persone in transito lungo le rotte migratorie e le condizioni del lavoro agricolo stagionale al Nord come al Sud.
Per informazioni e iscrizioni:
- Instagram: @piupontimenomuri
- ascs.it/attraverso26
- piupontimenomuri@ascs.it
“La Chiesa cammina con coloro che camminano”. A Palermo un incontro sul Report “Diritto d’asilo” della Fondazione Migrantes
12 Maggio 2026 - Il 14 maggio 2026 l’Ufficio per la pastorale delle migrazioni dell’arcidiocesi di Palermo, in collaborazione con altri uffici diocesani, presenta la IX edizione del Report 2025 sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes, dal titolo “Richiedenti asilo: le speranze recluse”.
L'incontro si terrà presso l’Aula Magna di Giurisprudenza in via Maqueda 172, ricordando le parole di Leone XIV: “La Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano. Dove il mondo vede minacce, lei vede figli; dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti. Sa che il suo annuncio del Vangelo è credibile solo quando si traduce in gesti di vicinanza e accoglienza. E sa che in ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità”.
Il programma
Introduzione e moderazione Mario Affronti e p. Luca Polello (Ufficio Migrantes di Palermo). Intervengono:- S.E. mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e membro della Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi).
- Mariacristina Molfetta, co-curatrice del Report.
- Aldo Schiavello, direttore del Centro di Ateneo-Migrare-Unipa.
- Angela Errore, Casa dei diritti del Comune di Palermo
“Pluralità e Diversità”. Un concorso artistico per under 35 a Roma
12 Maggio 2026 - L'associazione e testata giornalistica B-Hop Magazine e la Galleria d’Arte e Centro Interculturale Multiverso, promuovono una Collettiva e un Concorso Artistico rivolto a giovani artiste e artisti under 35. La Collettiva si svolgerà dal 28 maggio 2026 al 6 giugno 2026 presso la Galleria Multiverso di Roma (Rione Trastevere), dedicata ai temi della pluralità e della diversità inclusive.
Per tutte le informazioni e per le modalità di partecipazione 🔗👉 www.b-hop.it/eventi/al-via-concorso-artistico-per-under-35-pluralita-e-diversita-be-inclusive/
Tema del concorso
Pluralità e diversità sono parole, o meglio temi generatori che invitano a riflettere sulla ricchezza che nasce dalla coesistenza e la convivialità di molteplici identità, visioni e culture. La pluralità rappresenta la presenza di più voci e prospettive, mentre la diversità ne esprime le differenze come valore. Be inclusive, è un invito: in una società sempre più interconnessa, queste dimensioni diventano occasione di dialogo, di trasformazione e crescita condivisa. Attraverso il disegno, la pittura, la scultura, gli artisti sono chiamati a interpretare questo intreccio, offrendo punti di vista personali capaci di raccontare la complessità del presente dove sia possibile vivere le differenze, riconoscendole come parte integrante dell’esperienza umana. L’arte, in questo senso, può avere un ruolo fondamentale: apre spazi di ascolto, empatia, connessione, immaginazione, aiutandoci a non fermarci di fronte agli stereotipi e pregiudizi.Destinatari
La partecipazione è aperta agli under 35 (nati dopo il 1 gennaio 1991). Le candidature dovranno essere inviate per Whatsapp al +39 347 5730360 entro il 15 maggio. Nella selezione si farà particolare attenzione alle persone di origine personale o familiare non italiana e/o con diverse abilità. .Per tutte le informazioni e per le modalità di partecipazione 🔗👉 www.b-hop.it/eventi/al-via-concorso-artistico-per-under-35-pluralita-e-diversita-be-inclusive/
Rom, sinti e camminanti: si terrà a Torino il prossimo Incontro nazionale degli operatori della pastorale specifica
11 Maggio 2026 - Sarà Torino a ospitare, dall'11 al 13 settembre 2026, l'Incontro nazionale delle persone impegnate nella pastorale di rom, sinti e camminanti della Chiesa cattolica italiana.
Lo ha ufficializzato la Commissione specifica della Fondazione Migrantes che si è riunita l'11 maggio a Roma. All'ordine del giorno la definizione del programma dell'Incontro, che verrà reso noto nei prossimi giorni, e un confronto sulle questioni emergenti in questo specifico ambito pastorale, anche alla luce dell'esperienza dell'anno giubilare da poco concluso.
Ha partecipato per l'occasione, collegato a distanza, anche il direttore dell'Ufficio Migrantes della diocesi di Torino, Sergio Durando, ospite del prossimo Incontro nazionale, ma anche responsabile dell'organizzazione del Festival dell'Accoglienza 2026, giunto alla settima edizione, che avrà inizio nel capoluogo piemontese all'inizio della settimana successiva.
Leone XIV a Napoli sull’accoglienza a migranti e rifugiati: non “come emergenza, ma come opportunità”
11 Maggio 2026 - Anche nel suo incontro con la cittadinanza di Napoli, papa Leone ha deciso di inserire un pensiero dedicato ai migranti, riconoscendo alla comunità ecclesiale e alla comunità civile della città l'impegno "a rendere Napoli una piattaforma di dialogo interculturale e interreligioso".
"In questo senso, - ha sottolineato il Pontefice - Napoli continua a rivelare il suo cuore profondo nell’accoglienza dei migranti e dei rifugiati, vissuta non come emergenza ma come opportunità di incontro e di arricchimento reciproco".
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Leone XIV a Napoli (Vatican Media/SIR)[/caption]
Leone XIV a Napoli (Vatican Media/SIR)[/caption] I cattolici srilankesi in pellegrinaggio al Santuario di Tindari
9 Maggio 2026 - La comunità cattolica srilankese di Messina si prepara a vivere con grande fede e devozione, domenica 10 maggio, il 27° pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Tindari, uno degli appuntamenti spirituali più importanti per i fedeli srilankesi presenti in Sicilia e in diverse regioni d’Italia.
Nel corso degli anni, il pellegrinaggio è diventato un forte segno di fede, unità e identità culturale per la comunità srilankese immigrata. Ogni anno, circa 2.000 fedeli provenienti da tutta la Sicilia e anche da altre regioni italiane partecipano a questo momento di preghiera e di incontro ai piedi della Vergine del Tindari. Oggi questo appuntamento rappresenta non solo una celebrazione religiosa, ma anche un’occasione di fraternità, ringraziamento e condivisione tra tante famiglie che hanno trovato in Italia una seconda patria.
Le celebrazioni inizieranno con la processione della statua della Madonna del Tindari. Il corteo sarà accompagnato dalla banda musicale, dalle bandiere, dai canti mariani e dalle tradizionali danze culturali srilankesi, creando un suggestivo incontro tra la spiritualità siciliana e la cultura dello Sri Lanka.
La Santa Messa rappresenterà il momento centrale della giornata. La celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Lanka Deshpriya, nuovo cappellano della comunità cattolica srilankese di Messina. La sua presenza segna l’inizio di un nuovo cammino pastorale per la comunità. Al termine della celebrazione avrà luogo il solenne atto di affidamento alla Vergine Maria, seguito dalla benedizione finale con la statua della Madonna del Tindari.
“La cultura dell’incontro”. A Reggio Calabria, la Festa dei Popoli 2026
8 Maggio 2026 - Domenica 10 maggio, a partire dalle ore 16 in piazza s. Agostino a Reggio Calabria, "scoppierà" la Festa dei Popoli 2026: un forte richiamo in mezzo al clima iperconflittuale dei nostri giorni. Un segno controcorrente. Un simbolo di resistenza degli animi e dei popoli. Il tema: la cultura dell’incontro.
In una società multiculturale, sempre più legata alla complessità e alla interconnettività ecco l’ossigeno che fa respirare il mondo: la cultura dell’incontro. Violenza e guerre non fanno che soffocare la vita e le relazioni tra i popoli, spaccare tradizioni e valori, avvelenare i rapporti, seminare odio per generazioni.
Le comunità presenti nel territorio, dalla Romania alle Filippine, dall’Ucraina al Marocco, alla Georgia, scendono in campo a Reggio Calabria. Per manifestare, attraverso la musica, il canto e le danze, il desiderio profondo di ogni uomo di coltivare l’incontro con l’altro, con chi viene da altre terre o da altri orizzonti. Il mondo vuole essere una casa comune. Non un conflitto permanente. Una casa che brucia. (fonte: Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Calabria-Bova)