Primo Piano

Rosario per l’Italia: domani da Cherasco con mons. Brunetti

27 Luglio 2021 - Roma – Domani, mercoledì 28 luglio, alle ore 20.50, l’emittente Tv2000, trasmette la recita del santo Rosario dal santuario Madonna del popolo in Cherasco, presieduta dal vescovo di Alba, Marco Brunetti. L’iniziativa di trasmettere la recita del Rosario per l’Italia da diversi santuari della Penisola è nata per sostenere e dare speranza agli italiani nel periodo della pandemia attraverso la preghiera mariana più popolare. https://youtu.be/xf5VAj0p3Rk​  

Italiani nel mondo: è morto p. Montanari, per anni missionario con gli italiani in Belgio ed Australia

27 Luglio 2021 - Roma – Apprendiamo da un post sui social della scomparsa, ieri, di p. Aldo Montanari. Il religioso scalabriniano è morto ieri, all’età di 91 ani, nella Casa “Maria Assunta” di Arco. Per tanti anni aveva seguito gli italiani che vivono in Belgio Australia. Originario della diocesi di Piacenza. dopo aver completato gli studi nei vari seminari scalabriniani d’Italia, fu ordinato sacerdote a Piacenza. Svolse il primo ministero sacerdotale tra gli emigrati italiani del Belgio. Dopo circa un anno gli fu chiesto di lavorare al porto di Genova, da dove moltissimi italiani partivano per emigrare. Oltre ad assisterli alla partenza, ebbe modo di accompagnarli più̀ di una volta anche durante il lungo viaggio di mare. Uno di questi viaggi lo portò anche in Australia, scriveva qualche anno fa il mensile “Rintocchi”. Australia che divenne la sua terra di missione nel 1960. Nel 2014 fece ritorno in Italia nella casa dei missionari scalabriniani di Arco di Trento, dove si è spento ieri. Ai familiari e all’intera famiglia scalabriniana la vicinanza della Fondazione Migrantes.  

Centro Astalli: “attivare misure urgenti per porre fine all’ecatombe”

27 Luglio 2021 - Roma - “Siamo addolorati per la morte tragica di queste persone in fuga dalla Libia e dai loro Paesi di origine. Risulta insopportabile l’immobilismo e l’indifferenza dei governi europei e delle istituzioni comunitarie che davanti all'aumento considerevole di vittime nell'ultimo anno non ritengono urgente e prioritario attivare le misure necessarie per porre fine all’ecatombe di migranti”. Lo afferma oggi padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, esprimendo "profondo cordoglio" per le 57 vittime accertate del naufragio di ieri a largo della Libia. Tra di loro ci sono almeno 20 donne e due bambini. Secondo l’Oim nel 2021 la stima dei morti nel Mediterraneo centrale si avvicina a circa mille persone (oltre 980). L’anno scorso a fine luglio erano 272. Il Centro Astalli chiede di "attivare immediatamente un’operazione in mare di ricerca e soccorso con finalità esclusivamente umanitarie. Per far ciò chiediamo di interrompere i finanziamenti alla Libia per destinarli a politiche che consentano finalmente una migrazione legale e sicura". Ma anche di "aprire vie legali di ingresso per i migranti che vogliono arrivare in Europa. Oggi non c’è alternativa al traffico di essere umani. I canali umanitari e i programmi di resettlement esistenti hanno ampiamente dimostrato, per numeri relativamente contenuti, che sono una strada percorribile e razionale per gestire i flussi migratori. Ora l’Unione europea deve attivare politiche di ingresso strutturali e per numeri significativi di migranti da ripartire equamente tra gli Stati membri, superando finalmente il datato Regolamento di Dublino". Al Parlamento italiano chiede "di discutere e approvare in tempi rapidi la proposta di legge 'Ero straniero – L’umanità che fa bene'". "Restare a guardare condanna a morte molte persone - conclude padre Ripamonti -. Chiediamo a istituzioni nazionali e sovranazionali di riappropriarsi del proprio compito principale: garantire diritti e promozione umana attraverso il rispetto della vita e della libertà di ogni essere umano”.

Migranti: in mare altri 57 morti

27 Luglio 2021 - Milano - La prima strage della settimana annuncia giorni difficili. Almeno 57 i migranti affogati davanti alle coste libiche. Tra loro una ventina di donne e un imprecisato numero di bambini. La conferma è arrivata da Federico Soda, capo dell’Organizzazione Onu per i migranti a Tripoli che si è detto “inorridito per l’ennesima dolorosa perdita di vite al largo delle coste libiche”. Non una tragedia per caso: “Il silenzio e l’inerzia - ha aggiunto - sono imperdonabili”. Con questo naufragio "la stima dei morti nel Mediterraneo Centrale si avvicina a quasi mille (oltre 980) - annota Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim -. L’anno scorso a fine luglio le vittime erano state 272”. Perciò Ue e Italia dovrebbero "non più esitare e fare di tutto per rafforzare il sistema di pattugliamento in mare. Da subito”.

Veneti nel Mondo: il card. Parolin alla festa dell’emigrante a Lusiana

27 Luglio 2021 - Lusiana – Si è pregato per gli emigrati vicentini e veneti nel mondo domenica nella chiesa di Velo di Lusiana in occasione della festa dell’emigrante. Si è pregato anche per tanti che a causa del Covid non hanno potuto rientrare nei paesi di origine. A presiedere la celebrazione il Segretario di Stato della Santa Sede, il card. Pietro Parolin che ha ricordato come la terra veneta è ancora oggi terra di emigrazione. Prendendo spunto dal Vangelo di Giovanni e il miracolo del pane e dei pesci, il Segretario di Stato Vaticano – riferisce il Giornale di Vicenza - ha indicato come “il Signore ha risposto con generosità alla generosità. Dai pochi pani e pesci donati da alcuni presenti, tutti sono stati sfamati quindi è con la stessa generosità ricevuta dai nostri emigranti che dobbiamo accogliere i disperati che arrivano nel nostro Paese”. Essere cristiani significa “assumere un atteggiamento di accoglienza, di protezione e di integrazione. Che non significa che chi arriva debba abbandonare la propria identità; è nella pluralità dei popoli che si trova l’unità in Cristo”. Al termine della celebrazione eucaristica, il card. Parolin ha ricevuto una targa d'oro in quanto illustre vicentino nel mondo. Attualmente nel mondo vivono, secondo il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, circa 460mila cittadini veneti. (R. Iaria)  

In Famiglia: i figli, frecce scoccate dall’arco

27 Luglio 2021 - “Dopo queste cose” (Gen 22, 1-19). C’è un mondo dentro questa espressione sintetica. Abramo è un uomo che ha vissuto una lunga e avventurosa vita, che ha camminato tanto con i piedi e soprattutto con la sua fede. Un “nomade per Dio” che in Lui ha trovato la sua pace e il compimento di quella grande e misteriosa promessa a cui, alla fine, si è affidato contro ogni speranza. Ora può godere il frutto maturo di questa sua “giustizia” che gli viene accreditata (Rm 4,3) e con lui sua moglie Sara – che per altro in questa fase del racconto finisce un po’ in secondo piano e non viene più nominata, se non per la sua sepoltura. Entrambi contemplano il figlio Isacco, il figlio della promessa, un ragazzo che possiamo immaginare come tutti gli altri e pure per loro diversissimo. Non hanno occhi che per lui, per la sua crescita, i suoi progressi, i suoi talenti. La circoncisione, l’iniziazione alla fede che si assimila come il latte materno, la legge e i precetti, il lavoro a fianco del padre. Chissà, forse Isacco è un figlio irreprensibile e ubbidiente, oppure è un po’ viziato da quei genitori anziani che tanto lo amano. A noi non è dato saperlo. Quel che è certo è che la famiglia di Abramo in questo momento pare non aver più nulla da chiedere e forse non si aspetta neanche più nulla. Non che si possa demonizzare la tranquillità, eppure è come se in ogni momento della nostra vita fossimo chiamati a lasciare uno spazio ad un Altro che ci chiede di mantenere aperta la porta di un dialogo sempre orientato al “mistero”. È qui che il Signore si ripresenta alla coscienza di Abramo, si fa protagonista un’altra volta ed in modo davvero del tutto stravolgente. Dio “mette alla prova” Abramo, lo chiama per nome ed ancora una volta il vecchio come un bambino con suo padre risponde “eccomi”: sono qua, fa di me ciò che vuoi, sono pronto, mi fido di te. La richiesta del Signore appare per la nostra mentalità addirittura blasfema: sacrificare il suo unigenito figlio! Ma com’è possibile fare questa richiesta? Adesso!? Dopo tutto quello che c’è stato? E non basta che gli storici ci dicano che i sacrifici umani allora erano all’ordine del giorno, il Dio di Abramo non può volere questo, no, tutti noi ci ribelliamo. Immagino Abramo strozzare il grido nella notte sul suo giaciglio, non riuscire neanche a condividere con Sara quel macigno sul suo cuore. Poi una mattina, raccoglie tutte le forze e si prepara a questo nuovo viaggio: un viaggio verso il baratro, con il cuore gonfio di angoscia. Ogni gesto è fatto con lentezza, come se nel frattempo potesse sorgere in lui una consolazione, una rassegnazione o forse l’insperato contrordine. E Sara cos’avrà potuto capire e cos’ha avrà detto in quei frangenti? Oppure avrà taciuto, come affidata anche lei al mistero e avrà seguito con lo sguardo il marito e il figlio allontanarsi fino a perderli oltre l’orizzonte. Che preghiera sarà sorta nel cuore di questi genitori così messi in balia di un volere del tutto estraneo ad ogni concezione umana? Quando Isacco chiede al padre dov’è l’agnello per l’olocausto, Abramo è già sintonizzato nel solco della sua vocazione che lo rende davvero padre di tutti i credenti: “Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto”. Dio agisce, oltre me, oltre le mie possibilità, i miei affanni, i miei progetti, mi affido totalmente, mi abbandono a lui come un corpo che si lascia cadere nel vuoto sapendo che delle braccia apparentemente invisibili lo sosterranno. Questa è la fede fragile come un sospiro e granitica come una pietra che permette ad Abramo di dire ai suoi servi di fermarsi e proseguire da solo con quel figlio che fra breve capirà cosa gli sta succedendo. Timore e tremore come il titolo dell’opera di Kierkegaard sull’episodio, non sembra esserci spazio per altro. Dio aspetta fino all’ultimo, poi ferma la mano di Abramo, “cavaliere della fede”, con il coltello sguainato e cambia la storia della Salvezza. Non sacrifici umani! Mai più! Ma misericordia e amore: questo il Signore ha voluto chiedere ancora al suo figlio Abramo. Ha voluto ancora una volta fargli dono di una verità che vale per ogni uomo e ogni donna di questa terra: i figli non sono nostri, nessuno, mai, non sono un possesso e non possiamo arrogarci nessun diritto su di loro. Il Signore dà, il Signore toglie… nella libertà di ciascuno che è chiamato a scrivere la sua scia nel cielo della vita. Non ne siamo padroni, come ha cantato mirabilmente Tagore, sono frecce scoccate dal nostro arco la cui direttrice non dipende più solo dai nostri intendimenti. Abramo torna a casa con Isacco e chissà Sara come sarà loro corsa incontro, libera dal presentimento e dalla paura, ma pronta ad ascoltare dal marito, magari in molte altre notti insonni, che quel figlio che dorme lì vicino a loro, non è per loro, almeno non solo per loro, ma destinato – come ciascuno di noi – ad essere protagonista insostituibile di una storia di salvezza che non accetta la tentazione del possesso, ma si nutre e procede solo quando si fa dono. (Giovanni M. Capetta - Sir)    

Viminale: da inizio anno sbarcate 27.469 persone migranti sulle coste italiane

26 Luglio 2021 -

Roma – Sono 27.469 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno.  Di questi 5081 sono di nazionalità tunisina (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (3.993, 14%), Egitto (2.210, 8%), Costa d’Avorio (1.946, 7%), Guinea (1.352, 5%), Eritrea (1.347, 5%), Sudan (1.255, 5%), Iran (1.084, 4%), Marocco (1.062, 4%), Mali (727, 3%) a cui si aggiungono 6.688 persone (24%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Eurostat: in Ue 3 richiedenti asilo su 10 sono minori

26 Luglio 2021 -

Roma - “Nel 2020, 129.630 bambini (persone di età inferiore ai 18 anni) hanno presentato una prima domanda di asilo nell’Unione europea, il che corrisponde al 31% del numero totale di domande di asilo per la prima volta registrate nell’Ue”. Il dato è stato diffuso oggi a Bruxelles da Eurostat, l’istituto statistico della Commissione europea. “Tra questi minori, il 10% erano minori non accompagnati, corrispondenti al 3% del numero totale di richiedenti asilo per la prima volta”. Negli Stati membri dell’Ue, la quota di bambini e ragazzi sul numero totale di richiedenti asilo per la prima volta è variata nel 2020 dal 54% in Germania al 6% in Slovacchia, mentre la quota di minori non accompagnati nel numero totale di richiedenti asilo per la prima volta è stato il più alto in Bulgaria (23%) e il più basso in Spagna (0,1%). Nella Repubblica Ceca, in Estonia, Lettonia, Lituania e Ungheria “non sono state registrate domande di minori non accompagnati nel 2020”. Per quanto riguarda il Paese di provenienza dei minori richiedenti asilo per la prima volta nel 2020, più della metà (52%) dei bambini aveva la cittadinanza di un Paese asiatico, il 22% un africano, il 13% americano e il 9% aveva una cittadinanza europea (non Ue). La cittadinanza siriana (25% del numero totale di bambini richiedenti asilo per la prima volta) era la cittadinanza principale dei minori richiedenti asilo per la prima volta nel 2020.

Diocesi Siracusa: messa in lingua inglese in Ortigia

26 Luglio 2021 - Siracusa - Una messa in inglese celebrata ogni domenica nel centro storico di Ortigia. L’iniziativa dell’Ufficio diocesano per la Pastorale del turismo della diocesi di Siracusa si svolge ogni domenica alle ore 19.30 nella chiesa di Santa Maria della Concezione. “La pastorale del turismo ha pensato in questo modo di venire incontro alle esigenze dei tanti turisti in lingua straniera che arrivano a Siracusa e vogliono partecipare ad una celebrazione eucaristica – ha spiegato don Helenio Schettini, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del turismo -. Molto spesso capita che soprattutto in Cattedrale arrivano turisti stranieri non solo per ammirare il monumento ma anche per partecipare alla messa. Finalmente siamo riusciti ad organizzare questo servizio intanto per due mesi. L’iniziativa è prevista per i mesi di luglio ed agosto e fino a questo momento sta avendo un buon riscontro. La diocesi ha deciso di scegliere una chiesa nel centro storico, meta preferita dei turisti. A presiedere la celebrazione sono preti siracusani, ma anche sacerdoti stranieri che prestano servizio in diocesi. Lingua inglese non solo per la liturgia ma anche per l’animazione curata da un gruppo di suore. Un ulteriore servizio che la Diocesi di Siracusa ha voluto offrire ai turisti in questo periodo estivo che potrebbe essere anche prolungato.