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Migrantes: in distribuzione numero di gennaio della rivista “Migranti Press”

8 Gennaio 2021 - Roma - Si apre con un editoriale del direttore dell’organismo pastorale della CEI, don Giovanni De Robertis, l’ultimo numero della rivista mensile della Fondazione Migrantes, “Migranti Press”, in distribuzione in questi giorni. 

"La pandemia e la mobilità umana": questo il titolo dell’articolo che si sofferma su mesi appena trascorsi segnati dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia Covid-19 ma anche da tante altre situazioni difficili, che hanno continuato a consumarsi pur rimanendo invisibili. «La pandemia che stiamo vivendo ha limitato i movimenti di tutti, ma soprattutto ha segnato il cammino dei migranti: chi vive in un paese diverso dal proprio da mesi e mesi non può – salvo eccezioni - rivedere i familiari, nemmeno in caso di gravi malattie». La Fondazione Migrantes ha cercato in ogni modo di rimanere vicina e accompagnare alcune fra le categorie più colpite da questa crisi, peraltro già in condizioni economiche precarie a causa della povertà e della mancanza di lavoro. Non solo migranti e rifugiati, ma, colf, Rom, lunaparkisti e circensi.  

Nel numero un approfondimento anche sul Rapporto Asilo della Fondazione Migrantes presentato a dicembre dal titolo "Costretti a fuggire...ancora respinti". E poi un articolo sulla creazione a cardinale di Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana e segretario della Commissione CEI per le Migrazioni, un bilancio della campagna Ce "Liberi di partire, liberi di restare" e anche alcune esperienze di pastorale in questo tempo di coronavirus tra gli italiani che vivono all'estero e tra i Rom in Europa.  E poi un articolo sui "ritrattisti di Maria, cioè i Madonnari. E ancora un inserto con una Scheda sul Tempo di Natale dal titolo "La mia parrocchia: famiglia di famiglie senza frontiere". 

Madonnari: conclusa la V edizione del Concorso “Città di Taurianova”

4 Gennaio 2021 -
Turianova - Si è conclusa con la proclamazione dei vincitori la V edizione del “Concorso Internazionale Madonnari - Città di Taurianova”. Un’edizione speciale e online che però non ha rinunciato alla riflessione con il tema “Fratelli tutti… nessuno si salva da solo”, allo scambio interculturale e all’invasione di bellezza e arte che ha sempre caratterizzato la manifestazione unica nel suo genere in tutta la Calabria, inserita tra i maggiori eventi culturali e artistici dell’intera regione. Il “Concorso Internazionale Madonnari - Città di Taurianova” nella sua formula online ha ottenuto migliaia e migliaia di interazioni e visite da ogni parte del mondo, sia attraverso i social collegati al Concorso e sia attraverso il nuovo sito dedicato (www.madonnaritaurinova.it). Tanti anche i messaggi di riconoscimento e sostegno delle istituzioni, di artisti di tutto il mondo e molto significativo il plauso di Carlo Bottani, Sindaco di Curtatatone, dove dal 1973 l’arte effimera degli artisti di strada è protagonista del Concorso Internazionale dei Madonnari più antico d’Italia, che a nome di tutta l’Amministrazione scrive:  «Condividiamo anche per questo la bellissima iniziativa e ci sentiamo uniti da un “ponte di Amicizia” con la Vostra Associazione e con gli Artisti internazionali che parteciperanno all’evento». Tra i migliori artisti del gessetto provenienti da ogni parte del mondo è riuscito a prevalere, convincendo tutta la giuria tecnica, il trentenne messicano José Luis Rodrigues Aleman vincitore assoluto del Concorso con l’opera “Somos la cura”, che ha raccontato così: «L’opera rappresenta l’umanità, che ha nella propria volontà il prendersi cura con amore del prossimo e dei suoi cari. È una rappresentazione dell’amore che cerca di raggiungere l’insegnamento di Gesù: “Non c’è amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici”. Noi dunque “Somos la cura” (“Siamo la cura”), non solo della pandemia ma di tutti i problemi che abbiamo come società. L’opera si ispira ad immagini della rete, tra cui gli artisti Norman Rockwell, El País e medici che combattono per il Covid, oltre a persone care come mia moglie e mia figlia». Sul secondo gradino del podio sempre dal Messico un ex aequo con Salvador Hernandez Briones e Ivan Israel Garcia Gelindo mentre la milanese Luna Urzì si è aggiudicata il terzo posto.
Il “Concorso Internazionale Madonnari - Città di Taurianova” dopo una selezione dei bozzetti, ha seguito gli artisti Madonnari più creativi all’opera dai loro paesi d’origine, da dove hanno realizzato le opere inedite in Concorso, inviando filmati e foto in ogni fase della realizzazione e permettendo dunque ai visitatori online di ammirare lo spettacolo straordinario dei madonnari capaci di trasmettere con semplici gessetti le loro emozioni.
Il pubblico ha avuto inoltre la possibilità di votare il bozzetto più bello ed in tantissimi hanno espresso la loro preferenza (4.368 i voti validi arrivati da tutto il mondo) premiando il bozzetto del messicano José Luis Rodrigues Aleman che ha ottenuto 831 preferenze unendo per la prima volta nella storia del Concorso pubblico e giuria e portando in Messico il bottino di premi, mentre Walter Scotti di Bergamo, con 785 preferenze si è aggiudicato il secondo posto del Premio Social ed il kit dei Madonnari con gessetti professionali.
Il vescovo della diocesi di Oppido M. - Palmi, mons. Francesco Milito, ha espresso la sua vicinanza visitando online le opere e - come ogni anno - si è soffermato per ammirare ingegno e fede di ogni opera. «Ben volentieri confermo il Patrocinio con l’auspicio che l’evento continui migliorando per l’alto significato e messaggio che contiene. Registro, infatti, - ha continuato  - con vera soddisfazione, che la manifestazione si è ben radicata nella realtà taurianovese, come appuntamento atteso, apprezzato, necessario elemento oltremodo utile per la Città».  

Migrantes Trani-Barletta-Bisceglie: esperienze a margine del Sars-Cov-19 a fianco del circo

4 Gennaio 2021 - Trani - In questi mesi di forzata attenzione verso i piccoli-grandi segnali da ricercare in chi ci sta intorno, che potevano essere avvisaglie di infezione da Sars-Cov-2, non ci siamo accorti di un altro piccolo-grande segnale foriero di infezioni deleterie per l’animo umano: la selezione territoriale. Ne abbiamo avuto tangibili testimonianze nei mesi passati quando, in un caos di aiuti e attenzioni verso coloro che erano stati colpiti in modo diretto e di riflesso dalla pandemia, un “piccolo villaggio” situato alla periferia di una città della Puglia è divenuto invisibile alle autorità locali e nazionali, al punto da chiedersi realmente se tutti noi abbiamo la percezione di quanto ci circonda. Questo “piccolo villaggio” è il Circo Royal, capitato ad inizio pandemia in quel di Trani, piazza inclusa nel calendario annuale e divenuta, per molto tempo, terra amara per le 66 persone del Circo e per gli animali che fanno parte integrante di questa grande famiglia dello spettacolo. Nel caos babelico che ha caratterizzato l’inizio della primavera, l’Ufficio Migrantes diocesano ha raccolto con sollecitudine l’appello che dal Circo proveniva nell’ andare incontro alle necessità alimentari degli animali da spettacolo e del piccolo zoo a seguito, fornendo foraggio e alimenti per le varie specie di animali, nonché un aiuto concreto per gli operatori circensi, di fronte alla totale assenza delle istituzioni territoriali, quasi certamente impreparate alla gestione di una novità così invasiva come la pandemia da Covid-19. Certo, una realtà così numerosa come un Circo può scombussolare qualsiasi piano di intervento sul territorio, ma un minimo di attenzione per questi “invisibili” sarebbe stato auspicabile. L’aiuto dell’Ufficio Migrantes sta continuando ancora oggi mediante assistenza di beni di prima necessità in collaborazione oggi con la Caritas diocesana e con il Banco delle Opere di Carità di Bitonto, presso il quale i nostri amici circensi sono stati inseriti come unità di strada. È notizia di questi giorni che il Comune ha erogato un piccolo aiuto economico agli operatori circensi, inserendoli in un circuito di assistenza per le famiglie di residenti colpite dalla crisi economica dovuta alla pandemia. Un inizio positivo, si spera, per poter lasciarsi alle spalle un anno invero complicato, con la speranza di poter iniziare anzi, riprendere a vivere attraverso quello che ogni circense sogna: fare spettacolo per strapparci un sorriso e un verso di stupore, con quella voglia di rendere il mondo ancora carico di meraviglie. Forse abbiamo finalmente trovato il giusto “vaccino per il cuore”! (Riccardo Garbetta - Direttore Ufficio Migrantes Trani-Barletta-Bisceglie)        

Migrantes Brescia: sostegno al circo dei Fratelli Grioni anche con spettacolo online

30 Dicembre 2020 -

Brescia -  Un’ora di circo online. La proposta arriva da Calcinato e precisamente dal Circo Grioni che in questi mesi sta cercando il modo di reggere all’urto della pandemia. Quest’anno, per evidenti motivi, non è possibile assistere agli spettacoli dal vivo, ma sul divano di casa si potranno trascorrere 60 minuti tra divertimento e stupore per la bravura degli artisti. Non mancheranno le più belle attrazioni: giocolieri, lanciatori di coltelli, maghi illusionisti e la sfilata degli animali della fattoria…

Giorni, anzi anni, di allenamento per esprimere questa forma d’arte viaggiante che è stata codificata alla fine del Settecento. In questo caso parliamo di un’impresa familiare che coinvolge 18 professionisti (attualmente sono 13 perché in cinque hanno raggiunto le loro famiglie) e poggia sulle spalle del direttore artistico Marco Grioni, 39 anni.  Figlio di Roberto, un docente di biologia e agente per il settore circense, Marco è sposato con quattro bambini. Il Circo fratelli Grioni ha tra i suoi protagonisti proprio i più piccoli del nucleo familiare: Matteo, 11 anni, clown e acrobata; Luca, 13, recordman nazionale di equilibrista su rullo oscillante (a gennaio lo vedremo anche a Italia’s got talent); Ylenia, 8 anni, più giovane equilibrista sul globo (la palla gigante) e, infine, Giada, quattro anni, truccata da clown. Matteo e Luca si sono formati all’Accademia del circo della famiglia Togni. L’idea dello streaming permetterà, si spera, di coprire almeno le spese per il riscaldamento. Difficile resistere quando lo Stato si dimentica di te. “Non è arrivato un centesimo – confida Marco –. Tranne qualche privato e la Caritas che ogni mercoledì ci consegna le derrate alimentari, non abbiamo ricevuto nulla. I costi da sostenere sono molteplici, 30 volte superiori a quelli, per intendersi, di un cinema. Poi abbiamo gli animali (cammelli, lama, pony, caprette…) da mantenere”. Gli animali diventano spesso anche fattoria didattica a cielo aperto lungo la provincia. Si ritrovano per la prima volta senza pubblico. Nella provincia bresciana, riferisce il settimanale della diocesi "La Voce del Popolo",  era in programma un fitto tour che, partendo da Calcinato, doveva toccare le città di Montichiari e Botticino prima di concludere a Concesio. Dal 26 ottobre il tendone giallo e rosso di via XX Settembre è montato (il divieto è arrivato all’ultimo minuto la sera del 25). Se fiocca, come è successo nei giorni scorsi, serve anche il riscaldamento per evitare il crollo sotto il peso della neve. L'ufficio Migrantes diocesano li sta aiutando - dice il direttore don Roberto Ferranti - a far conoscere i tre spettacoli in streaming che andranno in onda oggi,  30 dicembre 1 e 3 gennaio alle 16.30. Per prenotare il biglietto, si può contattare il numero 351539476 o consultare la pagina Facebook CIRCO GRIONI. Il costo è di 10 euro a dispositivo . Si può pagare con PayPal o con l’Iban, mentre per gli abitanti di Calcinato è aperta la biglietteria. Nella causale bisogna indicare la data prescelta e l’email: viene generato il contatto e un’ora prima della diretta viene spedito il link. Non ci sono, quindi, applicazioni da scaricare. Anche l’Ufficio Migrantes  ha rilanciato sui propri canali social l’iniziativa. Ci sono posti di lavoro da salvaguardare, una cultura da tramandare e attrazioni da ammirare, dice don Ferranti.

Ascoli Piceno: aiuto al circo nel segno della reciprocità

24 Dicembre 2020 - Ascoli Piceno - Le parrocchie dei Ss. Simone e Giuda e di S. Rita ad Ascoli Piceno in questo periodo natalizio si sono attivate per aiutare le persone del Circo Orfei Madagascar che, ormai da oltre un mese e mezzo, è bloccato nel territorio che è situato tra Monticelli e Brecciarolo. Si tratta di 70 persone (19 nuclei familiari) tra cui 12 bambini in età scolare o prescolare. Non appena la Caritas diocesana ha segnalato la situazione di difficoltà è partita una raccolta di alimenti presso gli esercizi commerciali del quartiere e direttamente in parrocchia. C’è stata una risposta di grandissima generosità e in una ventina giorni, sono stati raccolti generi alimentari e prodotti per l’igiene. Una raccolta che sta continuando. D’accordo con il Consiglio Pastorale parrocchiale, la Caritas parrocchiale e la Conferenza S. Vincenzo della parrocchia si è deciso di offrire il pranzo di Natale ai componenti del Circo e a famiglie bisognose della Comunità lanciando un crowdfunding sulla piattaforma GoFundMe con una tombola solidale. Immediata la risposta molto generosa non solo sul web ma anche attraverso donazioni dirette in parrocchia per cui domenica scorsa sono state fatte le prime quattro estrazioni (ovviamente in streaming sul canale You Tube Parrocchia Monticelli) e nei prossimi giorni, man mano che ci saranno ulteriori offerte, ce ne saranno delle altre. Il pranzo di Natale sarà per 110 persone. Sarebbe stato bello (e all’inizio si era pensato così) se fossero state le singole famiglie a preparare il pasto  ma poi ci si è resi conto che non sarebbe stato prudente da un punto di vista sanitario causa l’emergenza Covid19 per cui ci si è avvalsi della collaborazione di due ristoranti del territorio che faranno un catering il giorno di Natale consegnando i pasti nell’area dove staziona il Circo insieme a 3-4 giovani rappresentanti della Comunità e il Vescovo di Ascoli Mons. Domenico Pompili mentre le famiglie della parrocchia andranno a ritirarlo nei locali parrocchiali. Veramente una grande provvidenza e una grande generosità che fa affermare: “Gesù sta nascendo veramente in una comunità che lo accoglie stringendosi intorno ai fratelli e sorelle meno fortunati”. Un’altra esigenza che si è manifestata è la necessità di avere del gasolio per il riscaldamento delle case viaggianti e degli animali. Attraverso una donazione è stato possibile rifornire una buona quantità di gasolio che permetterà il riscaldamento per i prossimi 15-20 giorni. Comunque la carità cristiana non è mai a senso unico ma apre alla logica della reciprocità per cui gli amici del circo offriranno le loro capacità artistiche (ci sono artisti di primissimo livello sul piano internazionale) proponendo due spettacoli rivolti in particolare ai bambini il giorno di Santo Stefano, 26 dicembre e il giorno dell’Epifania, 6 gennaio, alle ore 16. Gli spettacoli, presentati da Stefania Mistichelli e Marco Regnicoli, sono resi possibili grazie alla generosità dello staff del Palafolli che metterà a disposizione il loro teatro: ovviamente saranno in forma ridotta. Probabilmente solo giocolieri, contorsionisti, equilibristi ecc. senza animali o altre cose più impegnative ma adatto ai bambini. Siccome i piccoli spettatori non potranno recarsi al circo per assistervi, saranno trasmessi in diretta in diretta sul canale YouTube Parrocchia Monticelli. Non mancheranno inserti, girati nei giorni precedenti con riprese degli animali del Circo e numeri di trapezisti e domatori con immagini di repertorio. Questa attività si affianca a quanto sta facendo la Caritas diocesana e tutta la comunità civile e in particolare il Comune di Ascoli Piceno che, attraverso l’assessorato ai servizi sociali, si è occupato di coinvolgere: la Coldiretti che sta rifornendo paglia e fieno per gli animali; il mattatoio, che ha fornito gli avanzi di macellazione per i carnivori; infine EcoInnova che va regolarmente a ritirare gratuitamente i rifiuti. In sintesi è’ tutta la comunità ascolana che si è fatta carico di questi fratelli e sorelle in difficoltà!

A Taurianova non si ferma l’arte dei madonnari

9 Dicembre 2020 - Taurianova -  Avrà una formula diversa, ma sempre suggestiva e di grande impatto emotivo la quinta edizione del “Concorso Internazionale dei Madonnari - Città di Taurianova”, manifestazione ideata dall’“Associazione Amici del Palco” e anche quest’anno diretta dal maestro madonnaro Gennaro Troia (fondatore della Scuola Napoletana dei Madonnari), tesa a valorizzare un’antica forma d’arte la cui origine risale al XVI secolo. Il “Concorso Internazionale dei Madonnari - Città di Taurianova” che negli anni passati ha accolto fino a 50 artisti provenienti da tutto il mondo per un evento unico nel suo genere in tutta la Calabria, inserito tra le maggiori manifestazioni culturali e artistiche dell’intera regione, che con splendidi dipinti di gessetto ha sempre abbellito e colorato la città per diversi giorni, quest’anno si trasforma in un’esposizione virtuale ed itinerante che collegherà i Madonnari di tutto il mondo con la Città di Taurianova e che dopo una selezione di bozzetti vedrà i Madonnari più creativi all’opera dai loro paesi d’origine da dove realizzeranno le opere inedite in Concorso. In palio premi in denaro, kit dei Madonnari con gessetti professionali e tanto altro. "Con già quattro anni di storia abbiamo fatto di tutto per portare avanti il Concorso che quest’anno più che mai diventerà un segno di speranza e di colori - ha affermato  Giacomo Carioti, presidente dell’“Associazione Amici del Palco” – Ovviamente abbiamo dovuto pensare una formula completamente rinnovata, ma l’arte dei madonnari è un’arte capace di trasformare l’asfalto anche di strade non perfette in tele pregiate per veri capolavori e perciò certamente anche in questo periodo delicato, saprà trasformare e donare bellezza". Non cambia anche quest’anno la collaborazione con diverse scuole del territorio e con l’unico Concorso dei Madonnari in Italia non legato ad altri eventi (feste patronali, fiere) che quest’anno avrà come tema “Fratelli tutti… nessuno si salva da solo”. La manifestazione è supportata dal patrocinio del Comune di Taurianova, dal Consiglio Regionale della Calabria, dalla Regione Calabria, dalla diocesi di Oppido Mamertina – Palmi, dalla Consulta delle Associazioni di Taurianova, dalla partnership artistica/didattica dell’Istituto d’Istruzione Superiore “V. Gerace”, Liceo Artistico di Cittanova, dell’Istituto d’Istruzione Superiore “N. Pizi”, Liceo Artistico di Palmi, della Scuola Napoletana dei Madonnari, dalla collaborazione delle  Associazioni “Mammalucco” e “Fraternamente” ed è possibile grazie alle tante aziende del territorio che hanno anche quest’anno voluto sostenere l’evento con la loro sponsorizzazione nonostante il periodo difficile per tutti i commercianti. ​    

Migrantes Massa Carrara-Pontremoli: il sostegno allo spettacolo viaggiante in tempo di pandemia

4 Dicembre 2020 - Massa Carrara - Essere operatori pastorali tra circensi e lunaparkisti significa rispondere alla gioia di essere stati scelti da Dio per annunciare il Vangelo in un contesto lavorativo particolare, definito da Papa Bergoglio come la forma più antica di intrattenimento, il cui merito è quello di diffondere la cultura dell’incontro e la socialità nel divertimento. Naturalmentela pastorale esercitata fra la gente dello Spettacolo Viaggiante ha delle peculiarità, che la distinguono da quella svolta abitualmente nelle nostre Chiese particolari. È lo stesso Codice di Diritto Canonico (CJC can. 568) a definirla “speciale”, in quanto esce dagli schemi della quotidianità! Essa, infatti, si rivolge a persone che, spostandosi continuamente da una località all’altra, non possono frequentare le nostre parrocchie: basti pensare che gran parte del loro lavoro si svolge la domenica, giorno in cui i cristiani partecipano alla celebrazione Eucaristica. Quindi, il primo compito degli operatori pastorali è quello di mettere in pratica gli elementi fondamentali, che caratterizzano la pastorale dello spettacolo viaggiante: “accoglienza”, “conoscenza”, “condivisione”. Accogliere significa abbracciare l’altro, il diverso da noi. Conoscere vuol dire entrare nel suo vissuto, evitando ogni pregiudizio culturale. La condivisione è una scelta di vita coraggiosa, che richiede impegno e compassione, nel senso etimologico del termine [patire con] ed è il comportamento che devono tenere gli operatori pastorali, i quali sono chiamati ad agire senza alcun interesse o tornaconto personale, al solo scopo di produrre un beneficio in coloro che lo ricevono. Condivisione! Un moto dell’animo particolarmente utile durante la diffusione dell'infezione da SARS-CoV-2, che ha particolarmente colpito circensi e i lunaparkistiIl settore dello “Spettacolo Viaggiante” è composto da 5.000 imprese e coinvolge circa 20.000 lavoratori. Durante la prima fase della pandemia sono stati soppressi luna-park e tournée circensi, con danni rilevanti per le imprese, che hanno continuato a sostenere i costi della occupazione di suolo pubblico e dell’energia elettrica, a mantenere in vita gli animali, a provvedere alle famiglie dei lavoratori prive di altra fonte di reddito. Come dimostrano i dati attuali, nella seconda fase pandemica, la diffusione del Covid-19 non si è arrestata. Le istituzioni locali stanno annullando i tradizionali luna-park autunnali e gli spettacoli circensi. Così, la categoria è di nuovo in ginocchio e non sa come affrontare l’Inverno. Una situazione allarmante, di fronte alla quale la Fondazione Migrantes ha ulteriormente potenziato la rete con le Caritas diocesane per la fornitura di pasti e generi alimentari. In alcune località abbiamo contattato i servizi sociali per ottenere sostegni economici e accelerare il rilascio dei permessi di sosta per le carovane. Riguardo all’aspetto pastorale, cerchiamo di garantire il nostro sostegno attraverso i Social Media e i cellulari: la “Gente del Viaggio” ci dà sue notizie, ci invia messaggi, fotografie, video e notizie; ci confida le loro paure e le loro speranze. Noi cerchiamo di alimentare la loro fede, organizzando incontri di preghiera attraverso i mezzi di comunicazione. Personalmente, ho molto a cuore il diritto allo studio dei figli dei circensi e dei lunaparkisti e lavoro da tempo per garantire loro una continuità didatticaPer gli istituti superiori il problema non sussiste, perché in tutto il Paese si farà didattica a distanza. Nelle regioni di fascia rossa  come la Toscana è prevista la didattica a distanza anche per le classi di seconda e terza media. Nelle scuole primarie e in prima media la didattica continuerà ad essere in presenza: così, la situazione dei figli dei circensi e dei lunaparkisti, già problematica in condizioni normali, rischia di aggravarsi ulteriormente, perché nelle scuole delle città in cui sostano le carovane, le classi sono già state formate e vengono respinte le iscrizioni dei nostri bambini. Affinché questi alunni non restino indietro con i programmi, proseguono le lezioni a distanza, grazie alla didattica online promossa da alcuni operatori Migrantes. (Ivonne Tonarelli - Migrantes Massa Carrara-Pontremoli)

Il neo cardinale Lojudice vicino al mondo dello spettacolo viaggiante

27 Novembre 2020 - Roma - Nel Concistoro di domani 28 novembrepapa Francesco creerà 13 nuovi cardinali. Fra loro vi è l'arcivescovo  Augusto Paolo Lojudice, alla guida della diocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino dal 2019, dopo essere stato per 4 anni vescovo ausiliare nella Capitale. Negli anni trascorsi a Roma monsignor Lojudice si è contraddistinto per la sua attività a favore di Rom e Sinti, che lo ha portato a collaborare strettamente con la Fondazione Migrantes; un’attività, questa, che non si è limitata all’impegno per l’evangelizzazione, ma ha portato il vescovo  anche alla formulazione di proposte concrete per favorire lo sviluppo delle potenzialità di queste persone sotto ogni aspetto. Monsignor Lojudice è stato presidente della commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale regionale del Lazio, ed è tuttora segretario dell’analoga commissione della CEI. Nella Conferenza episcopale toscana è oggi vescovo delegato per la Migrantes. Il nuovo cardinale è anche particolarmente vicino al mondo del Circo. Già nel gennaio del 2019 quando l’allora vescovo ausiliare Lojudice, assieme a don Giovanni De Robertis della Migrantes, partecipò alla cerimonia durante la quale il cardinale Peter Turkson ritirò il premio speciale assegnato a papa Francesco, definito in quell’occasione “il più grande amico del Circo”. Un’impressione ancora maggiore ha però lasciato la sua recentissima (17 novembre) visita al Circo di Vienna, oggi purtroppo fermo ad Isola d’Arbia presso Siena, che si trovava in gravi difficoltà soprattutto nel trovare il modo di nutrire i propri animali. Grazie all’impegno di tanti è stato possibile, nella città del Palio, reperire le balle di fieno necessarie per sfamare belve e altri animali del Circo. Anche l’arcivescovo Lojudice ha voluto far sentire la sua vicinanza ai Circensi, e ha visitato personalmente il circo avvicinandosi anche ai gabbioni degli animali e informandosi delle loro condizioni con gli addestratori, che hanno molto apprezzato la sincerità e la semplicità del suo approccio.

Covid 19: testimonianze di alcuni operatori dello Spettacolo Viaggiante

25 Novembre 2020 - Roma - Tutta l’Italia combatte con il “nemico invisibile” come è stato anche definito il virus Covid 19 che da marzo ha sconvolto l’esistenza dell’intero pianeta. Le decisioni di contenimento dell’epidemia inevitabilmente hanno portato ad una quasi paralisi di alcuni settori lavorativi. Tra questi il mondo dello Spettacolo Viaggiante è stato colpito duramente. Storie a riguardo da marzo in poi ne abbiamo sentite e lette sia su www.migrantesonline.it che sul mensile MigrantiPress. Quando è stato proclamato il lockdown intere famiglie e operatori di circensi e giostrai sono rimaste bloccate lontane dai luoghi di residenze o ferme nei propri domicili senza poter seguire il calendario delle tournée che normalmente si basa sulle feste e sagre padronali dislocate su tutto il territorio italiano. La Fondazione Migrantes è stata molto vicina a queste persone cercando di far fronte alle richieste di aiuto. Purtroppo la situazione economica di gran parte di questi operatori del mondo dello spettacolo viaggiante è stata minata e gran poca cosa si è riusciti a fare quando le autorità hanno concesso di riprendere le attività. Oggi purtroppo si è quasi al punto di partenza con l’epidemia che ha ripreso il sopravvento su quasi tutto il territorio nazionale e il terrore di ritrovarsi in pieno inverno senza avere i mezzi a disposizione per vivere è una sensazione che si fa sempre più realtà tra gli operatori del settore. Come scrive Linda che da febbraio è in sosta obbligata a Ferrara con altre 25 famiglie. Racconta “All'inizio presi dal panico abbiamo sentito Monica, operatore pastorale della Fondazione Migrantes, che ha subito messo al corrente del nostro disagio l’arcivescovo Perego. Ci hanno contattato dalla Caritas e siamo andati a prendere dei generi alimentari. Il protrarsi purtroppo di questa pandemia e il rifiuto continuo di installare le nostre attrazioni nei paesi in occasione di sagre e fiere ci ha portato a chiedere lavoro nei campi per la raccolta della frutta. Poi qualche sindaco ci ha permesso di aprire il luna park”.  Ad ottobre iniziano i dinieghi, quindi ci si trova ancora “tutti qui fermi e si sono aggiunte altre famiglie. Fortunatamente – continua -  la Caritas ci aiuta ancora e ogni 15 giorni ci fornisce gli alimenti. Qualcuno di noi ha trovato lavoro e qualche ragazzo fa consegne a domicilio per ditte alimentari”. Amaramente conclude “Si preannuncia ancora un inverno lungo e triste, ma confidiamo nella provvidenza e ringraziamo la Chiesa che nonostante i suoi problemi ci sostiene sempre”. Altra testimonianza arriva da Arcangelo del circo Busnelli. Scrive “A febbraio mi trovavo a Rovigo nei pressi del centro commerciale, quando è iniziato il lockdown.. Ci siamo trovati in grosse difficoltà, senza cibo per gli animali e per noi. Abbiamo contattato Monica e Flaviano, operatori pastorali della Migrantes, conosciuti in passato, per aver accompagnato i nostri ragazzi nella catechesi e ai sacramenti. Si sono attivati subito e sono arrivati i primi aiuti alimentari. Poi si è messa in moto una macchina della solidarietà. Ci ha chiamato don Silvio della parrocchia di Grignano dove risiede la Casa di Abraham che ospita persone senza tetto. Ci siamo trasferiti con le nostre carovane, hanno provveduto subito ad allacciare luce e acqua, siamo rimasti fino a giugno”. Per ricambiare dell’ospitalità il circo Busnelli, in collaborazione con un gruppo "Le Betty blonde" negli ultimi giorni di permanenza hanno messo su uno spettacolo per raccogliere fondi da donare alla Casa di Abraham come segno di riconoscenza. “Siamo ripartiti – continua Arcangelo - per iniziare il nostro adorato lavoro e durante l'estate siamo riusciti ad esibirci più volte. In ottobre in piena attività a Verona ci comunicano di chiudere, smontare le attrezzature e lasciare il suolo occupato, non sapevamo dove andare, ma ecco una telefonata di Susanna Carlesso, responsabile della casa di Abraham che ci dice: vi aspettiamo a braccia aperte, senza esitare siamo tornati”. “Non finiremo mai di ringraziare queste persone – scrive -  che per ben due volte ci hanno aperto il cancello di casa e non solo.... La provvidenza quando meno te lo aspetti riesce sempre a sorprenderti”. Una storia simile è quella di Francesca Bardini “moglie e mamma di un bambino di dieci mesi e di una bambina che nascerà a gennaio”. Sia la sua famiglia che quella del marito appartengono da generazioni al mondo dello Spettacolo Viaggiante. Scrive: “a causa di questa emergenza epidemiologica siamo rimasti senza lavoro da marzo da quando il Governo ha annullato tutte le Sagre, le Fiere, le manifestazioni e i Luna Park in generale. Purtroppo questa situazione sembra non risolversi nel breve periodo. Anzi potrebbe prolungarsi per gran parte dell’anno avvenire e questo vede noi, così come migliaia di altre famiglie del viaggio, in una situazione di necessità”. “Nei mesi scorsi - continua nel suo racconto - ci siamo rimboccati le maniche e chi ha avuto la fortuna di trovare qualche lavoretto stagionale l’ha svolto. Per quanto riguarda la mia famiglia stiamo sostando a casa dei miei suoceri a Verona. Da Marzo ad oggi ci è stato possibile installare le nostre giostre solamente nel Luna Park estivo di Lignano Sabbiadoro. Dopodiché mio marito è riuscito a trovare lavoro con un contratto di tre mesi. Tale contratto ha quasi raggiunto la scadenza e il nostro preoccupante pensiero è che non venga rinnovato”. Anche lei scrive: “ci siamo rivolti a Monica e Flaviano, che ci hanno indicato le vie da percorrere, è quindi intervenuta la Caritas che come ha potuto ci ha numerose volte aiutato con beni di prima necessità che regolarmente ci fornisce ogni quindici venti giorni circa. Dobbiamo ringraziare questi aiuti che ci sono stati forniti e sperare che la situazione si risolva al più presto”. Invece Antonio e Pasquale Formisano, proprietari del circo Wegliams, sono rimasti bloccati da 8 mesi a Giugliano (Napoli). “A marzo - raccontano - quando tutto è iniziato siamo stati contattati da Monica Bergamini operatore pastorale Fondazione Migrantes che prontamente con l'aiuto di don Giovanni De Robertis, Direttore generale, hanno contattato la Caritas e il parroco del luogo, che ci hanno consegnato dei generi alimentari, per noi è stato un grande sollievo ma non sufficiente per tutti i bisogni come i pagamenti delle utenze, o i medicinali”. Per far fronte a qualche spesa, Christella figlia di uno dei due fratelli, che frequenta la scuola di design con il progetto Migrantes di Valeria Ravelli presso il liceo artistico Bruno Munari di Castelmassa (Rovigo), “con lo studio e un po' di fantasia e utilizzando jeans vecchi ha creato borse particolari”. Attraverso questa iniziativa – racconta il padre – “siamo riusciti a guadagnare qualcosa extra che ci ha aiutato economicamente, ci auguriamo che tutto questo finisca in fretta per poter tornare a svolgere la nostra splendida attività. Non finiremo mai di ringraziare la Fondazione Migrantes per la vicinanza in un momento difficile della nostra vita lavorativa”. (N.D.B.)  

La forza della collaborazione: un’alleanza per salvare un circo

25 Novembre 2020 - Roma - La seconda ondata del contagio da Covid-19, che stiamo vivendo in queste settimane, ha nuovamente creato grandi difficoltà ai circhi italiani (e non solo) già duramente provati dal primo lockdown. Gli chapiteaux che finalmente dovevano tornare a donare gioia ai grandi e soprattutto ai bambini sono rimasti ancora una volta vuoti e diverse famiglie che stavano piantando il loro circo in tanti centri della Penisola si sono trovate nuovamente bloccate, senza prospettive e spesso senza nemmeno che le norme vigenti permettessero esplicitamente loro di restare nel luogo dove si trovano. Un caso che può illustrare bene questo genere di situazione, e che si è felicemente risolto grazie alla collaborazione fra la Parrocchia locale, la Fondazione Migrantes (settore Fieranti e Circensi)) e l’amministrazione comunale cittadina, è quello del circo Harryson della famiglia Giannuzzi, che lavora sotto i tendoni da oltre un secolo. La loro storia è oggi portata avanti dai tre fratelli Giannuzzi, dei quali il maggiore, Gianni, oltre ad esibirsi in pista come clown Scarabocchio, è anche poeta e pittore. Il circo Harryson è stato fermato dal lockdown “leggero” che stiamo vivendo in Veneto, e precisamente a San Martino di Lupari, una cittadina in provincia di Padova e diocesi di Treviso. Persa nuovamente ogni possibilità di esibirsi, i Giannuzzi hanno cercato di ottenere la possibilità di fermarsi in paese fino a tempi migliori, e sono ricorsi all’arciprete monsignor Livio Buso, il quale ha subito interessato la Migrantes regionale e quindi, assieme ai rappresentanti di quest’ultima, il sindaco Corrado Bortot, che ha subita assicurato la più ampia collaborazione e disponibilità. Si sono quindi trovate le modalità per permettere ai Giannuzzi di restare nel luogo ove si trovano, e per cercare di assicurare loro un’esistenza dignitosa fino alla fine di questo momento critico. Ora gli adulti del Circo stanno lavorando alla progettazione di nuovi numeri per la prossima tournee, mentre i ragazzi della nuova generazione continuano ad esibirsi in maniera informale in strada, senza ovviamente creare assembramento di pubblico. Anche questo serve a mantenere la speranza. (M.D.T.)