Tag: Spettacolo Viaggiante

Migrantes: non dimenticare le famiglie dei circensi e lunaparkisti

7 Aprile 2020 - Roma - La pandemia che stiamo vivendo non ha solo conseguenze sanitarie ma anche economiche per tante realtà fragili che spesso vengono dimenticate e che “non potranno lavorare per diversi mesi ancora”. La denuncia arriva dalla Fondazione Migrantes che cita in particolare il mondo delle giostre e dei circhi che stanno vivendo una grave condizione dal punto di vista economico. Un mondo che “fa fatica a chiedere visto che sono sempre andati avanti con il proprio lavoro”, dice il direttore generale della Migrantes, don Gianni De Robertis. La sospensione delle attività pubbliche a carattere culturale e ricreativo ha significato l’impossibilità per queste categorie di soddisfare i bisogni più elementari delle proprie famiglie. Queste persone sono oggi prive di ogni reddito, e tuttavia continuano a sostenere spese rilevanti. Persone che hanno anche difficoltà a chiedere il contributo “buoni spesa” ai comuni di residenza considerato che questi sono distanti dal luogo dove ora sono fermi i circhi e i lunapark. La Fondazione Migrantes, che da anni segue pastoralmente lo Spettacolo Viaggiante, e la Caritas Italiana si sono fatti prossimi a queste persone rispondendo a diverse richieste di sostegno. La Fondazione Migrantes chiede che le istituzioni “non si dimentichino di queste persone garantendo loro la possibilità di sopravvivere e di continuare a sperare e a conservare il proprio lavoro”. Il Circo e il lunapark costituiscono una parte importante della cultura e tradizione italiana che non possono finire con questa pandemia”, conclude il sacerdote.

Coronavirus: la solidarietà e l’aiuto verso il Circo di Lidia Togni

6 Aprile 2020 -
Roma - Finiti gli spettacoli per il lockdown del Coronavirus, con l’unico introito che hanno basato sui biglietti degli spettacoli, è stato grazie alla Caritas che hanno avuto modo di poter mangiare. Ma agli animali chi ci pensa? A Roma è stato grazie alla curiosità di una volontaria dei City Angels che al Circo Lidia Togni ora a Capannelle è stato possibile aiutare gli animali che partecipano agli eventi in giro per l’Italia. Infatti, mentre le persone sono stati sostenuti da una rete aiutando i 26 lavoratori lì rimasti, gli animali rischiavano di restare a bocca asciutta, nonostante proprio la gestione del circo, per regola non scritta, provvede sempre a far mangiare prima loro e poi uomini e donne. Si tratta di 7 tigri del Bengala, 12 cavalli, 3 dromedari e un cammello, 2 buoi dei watussi (Max e Frix), 2 lama (Priscilla, che a breve metterà al mondo un cucciolo, e Roberto) e una trentina di cani, delle razze più diverse. La ragazza, Roberta, volontaria dei City Angels, stava passando su via Appia quando è rimasta incuriosita dalle gobbe dei dromedari proprio davanti all’ippodromo. E’ arrivata lì e ha chiesto informazioni per cercare di capire se avessero bisogno di qualcosa in questa quarantena. Così, il domatore degli animali, Vinicio Canestrelli, ha raccontato tutta la loro storia. “Ci siamo privati del cibo per darlo agli animali”, ha detto. Lo hanno fatto per un po’, poi loro stessi hanno dovuto chiedere aiuto. Prima alla Caritas, poi, agli stessi volontari della protezione civile e dei City Angels che ora portano la carne e le verdure per gli animali. A cominciare dalla famiglia di tigri: Mike e Kama, di 8 anni, con i figli Indio, Maya e Azteco e le loro zie Taiga e Duna. Agli animali, invece, ci pensano i volontari della protezione civile e dei City Angels che si presentano sul posto con la carne che riescono a trovare con le donazioni che arrivano anche grazie al loro numero di telefono 388.9739999.
Giampiero Valenza

La “Gente del viaggio” al tempo del coronavirus

3 Aprile 2020 - Vittorio Veneto - L’epidemia causata dal Corona-Virus e le misure prese dalle autorità nazionali e locali allo scopo di contenere la diffusione del contagio hanno avuto conseguenze molto pesanti sulla vita di ognuno di noi. Per alcune categorie, però, queste conseguenze sono state veramente devastanti, implicando l’impossibilità assoluta di lavorare, e di conseguenza, in molti casi, la perdita di ogni tipo di reddito. Questo è successo anche alle persone che operano nello Spettacolo Viaggiante, cioè nei circhi e nei Luna Park. Infatti, la sospensione di tutte le attività culturale e ricreativa svolte in un luogo pubblico ha imposto uno stop totale anche alle esibizioni dei circhi e delle giostre. I circensi e i lunaparchisti attualmente non possono in alcun modo lavorare, e di conseguenza hanno perso completamente il reddito che ricavavano dalla loro attività; e tuttavia devono continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione dei “mestieri” – come li chiamano loro - se vogliono sperare di poter riprendere il lavoro in un futuro che, peraltro, al momento non è prevedibile. Tra le spese che non possono assolutamente essere differite vi è certamente il mantenimento in buona salute degli animali che vivono nei circhi. Molti ritengono che una sospensione dell’attività per alcune settimane (tutti speriamo che il periodo di stop non debba protrarsi per diversi mesi, ma non possiamo essere sicuri di nulla) non dovrebbe avere gravi conseguenze, purché i titolari abbiano avuto la saggezza di accantonare risorse sufficienti per poter far fronte a una crisi come questa. In realtà, però, mettere da parte somme sufficienti non è sempre possibile; e in particolare, visto l’andamento degli ultimi decenni, non è stato assolutamente possibile a chi lavora nei circhi e nei Luna Park, visto che questo settore è da parecchio tempo in crisi a causa della concorrenza di altri generi di spettacolo, che risultano più accattivanti per il pubblico del nostro tempo. Il risultato finale è che, quando alla situazione ordinaria si è sovrapposta la crisi che stiamo vivendo, molte famiglie di circensi e lunaparchisti si sono viste ridotte letteralmente alla fame. Lo posso dire con cognizione di causa perché ricevo ogni giorno decine di telefonate con richieste di sostegno per l’acquisto dei generi più indispensabili da parte di queste persone e delle loro famiglie che spesso, a differenza di quelle di tanti altri nostri connazionali, sono ancora caratterizzate dalle presenza di numerosi bambini. Il problema principale nasce perché, quando è il momento di ricevere aiuto, queste persone risultano, ancora e sempre, svantaggiate, non solo perché lo stile di vita mobile - che anche oggi caratterizza l’esistenza di molti fra loro - li rende pur sempre oggetto di pregiudizi, a volte anche odiosi, ma anche, più semplicemente, perché, muovendosi continuamente, non appartengono in maniera piena a nessuna comunità, né civile né religiosa, e quindi ognuno tende a pensare che di loro si debba occupare qualcun altro. Purtroppo conosco moltissime situazioni di questo genere. Oggi tante famiglie di lavoratori dello Spettacolo viaggiante non sono nemmeno sicure di riuscire a sopravvivere nelle prossime settimane. E c’è di più: la situazione attuale rischia di farli entrare in un circolo vizioso da cui sarà difficile poi uscire: la miseria e i rifiuti che si vedono opporre ogni giorno finiranno per estraniarli sempre più dalle altre persone. E questo aumenterà ancora la diffidenza e l’ostilità nei loro confronti. Dobbiamo fare il possibile per aiutarli, altrimenti rischiamo che, anche senza che nessuno lo voglia, venga innalzato un muro fra noi e loro. Don Mirko Dalla Torre Commissione Spettacolo Viaggiante Fondazione Migrantes

Circo Takimiri a “casa” di tutti

3 Aprile 2020 - Roma - Il circo entra nelle case in tempo di Coronavirus. E’ l’esperienza che sta facendo il Circo Takimiri che ha 60 anni di vita. Il circo, infatti, porta periodicamente il suo spettacolo sui canali social con lo slogan #noicidivertiamoanchedacasa. “In questo momento così difficile – spiega la famiflia Takimiri - è dovere di tutti restare a casa ed anche noi obbligati a non eseguire i nostri spettacoli o insegnare nella Scuola d'arte circense ai nostri allievi abbiamo pensato già dalla prima settimana in cui hanno bloccati di organizzare una trasmissione gratuita per tutte le famiglie in diretta dal nostro Circo sul nostro canale Facebook e  Takimiri eventi spettacoli per far passare un momento di svago e divertimento a tutte le famiglie”. È – aggiungono – “il nostro unico modo di renderci utili, la nostra vita è lo spettacolo dal vivo e non potremmo vivere senza, così abbiamo organizzato all'inizio 3 interventi a settimana poi essendosi allungato il bisogno di restare a casa ora ci sarà uno spettacolo ogni martedì sempre alle 19.30”. Il Circo Takimiri ha compiuto più di 60 anni ed è ancora in attività grazie all'affetto che il pubblico ha sempre dimostrato alla “nostra famiglia ed al mondo dello spettacolo decidendo di entrare nel nostro tendone per vedere i nostri show, così oggi saremo noi ad entrare nelle loro case per regalare emozioni e speriamo tanto divertimento soprattutto ai bambini. Vi chiediamo solo di condividere e sostenerci il più possibile così da darci la forza di continuare”.

R.Iaria

 

La vita al Parcolido di Ostia al tempo del corinavirus

30 Marzo 2020 - Roma – Dà una nota di malinconia vedere i cancelli chiusi del “parcolido” sia dalla parte dei bambini con la sala compleanni e tante giostrine e giochi dove lavora Dezia, figlia di Gino Pugliè, sia quella dei grandi dove abbiamo il nostro stand… Anche il “Paradiso dei bambini” di fronte a noi, di Masci, sempre pieno di bimbi è vuoto e chiuso . E così al porto di Ostia, a Torvaianica, a Napoli, a Milano…in tanti quartieri di Roma e in tutta l’Italia, la Spagna, la Francia ecc. Quanti amici condividono le loro preoccupazioni telefonandoci! Anche del circo. Quanti si trovano in posti lontani dalla loro residenza ed hanno tantissimi problemi, cominciando dal cibo…! Don Mirko Dalla Torre, Monica e Flaviano Ravelli della Migrantes, e gli altri nelle varie regioni, Maurizio Crisanti dell’Anesv ed Antonio Buccioni dell’Ente Nazionale Circhi, Gino Pugliè della Confesercenti e tanti della Caritas sono sulla breccia…e cercano di dare una mano. Qualche eco arriva anche a noi e cerchiamo di fare da tramite soprattutto con la Croce rossa e con le varie Caritas. Dal momento che non possiamo uscire ci teniamo in stretto contatto telefonico con tantissimi amici.Ci danno notizie, ci inviano con whatsApp messaggi, video, notizie, foto; ci confidano le loro paure e le loro speranze, ci raccontano la loro emozione davanti al papa in una piazza san Pietro vuota, sotto la pioggia, in preghiera, collegato col mondo intero, venerdì scorso. La nostra è una piccola comunità di una decina di famiglie. Piccole casette di legno, carovane…è un piccolo mondo che vibra con tutta l’Italia. Molti hanno parenti in Romagna, in Veneto, in Toscana, in Umbria, nelle Puglie, in Sardegna… Ma anche in Francia e in Inghilterra. La sofferenza di essere lontani è grande. Qui ci diamo una mano. I nostri amici non vogliono che usciamo, perché vista la nostra età siamo più a rischio. Alessia e Fabrizio si presentano in carovana col foglietto e la penna per scrivere ciò di cui abbiamo bisogno e fanno la spesa anche per noi. Il piccolo Oscar pittura un po’ tutto e per aiutarlo a non mettere pittura dovunque prestiamo pennarelli, disegni, cartoncino, pezzi di legno…A volte Emma, la cugina più grande o Asia, giocano con lui e fanno qualcosa insieme… E i grandi lodano i…suoi capolavori. Ogni tanto vediamo la piccola Elisa, nata meno di un mese fa, sorella di Emma, nipotine di Ginetto e Giannina.. E’ la gioia della vita. Epifania e Lionella hanno cucito a macchina per tutti noi del Parcolido le mascherine necessarie per uscire. Anna Amelia ha stampato i fogli per le autocertificazioni e tanti disegni per Oscar…. Massimo e Valerio finiscono i lavori della loro carovana e nello stesso tempo migliorano il lunapark. Noi cerchiamo di mettere più ordine nello stand e anche le carovane. Un po’ tutti cucinano cose buone e le offrono alle altre famiglie con tanto amore. Geneviève ricorda a tutti i vari appuntamenti di preghiera col papa a cui tutti qui vogliono bene. Preghiamo al mattino con il papa, poi diciamo le lodi, e facciamo la comunione. Preghiamo per chi è sulla breccia, chi cerca di salvare le vite mettendo a rischio la propria, come medici, infermieri, volontari, lavoratori dei settori indispensabili che continuano ogni giorno accettando i rischi. E supplichiamo il Signore perché si fermi la pandemia e possiamo ricominciare il lavoro, la vita insieme con un amore rinnovato, con più solidarietà e rispetto per le persone e la natura. Ora è il tempo della speranza e della solidarietà. La speranza e la fiducia sono da rinnovare ogni giorno.   Le Piccole Sorelle Anna Amelia e Geneviève Joseph

Ritorna in Italia il Circo Zavatta grazie a Migrantes e Enc

28 Marzo 2020 - Roma - Attraccherà nel porto di Brindisi  questa mattina la nave che sta riportando in Italia dalla Grecia il Circo Zavatta al completo. Lo riferisce a www.migrantesonline.it don Mirko Dalla Torre della Commissione Migrantes per lo Spettacolo Viaggiante. Le famiglie del circo, per un totale di circa trenta persone fra cui diversi bambini, hanno potuto imbarcarsi nella notte grazie all’impegno congiunto dell’ambasciata italiana ad Atene, dell’Ente Nazionale Circhi e della Fondazione Migrantes, che ha messo in campo ogni sua risorsa per trovare uno sbocco ad una situazione apparentemente priva di vie d’uscita. Il Circo Zavatta, durante la sua ultima tournée in Grecia, era stato confinato in un campeggio a seguito delle misure straordinarie prese dal governo ellenico per far fronte all’epidemia di Coronavirus. Le famiglie del circo erano impossibilitate a procurarsi le cose più urgenti, con la prospettiva di rimanere a lungo in questo stato di penoso isolamento, oppure di dover rientrare in Italia senza le loro attrezzature che – ricordiamo – sono strumenti di lavoro, con i quali i circensi si guadagnano il necessario per sé e i loro figli. La famiglia Zavatta si è allora rivolta all’Ente Nazionale Circhi, ma ha anche interessato la Fondazione Migrantes, che è a fianco delle famiglie dello Spettacolo Viaggiante in tutte le circostanze della loro vita, racconta don Dalla Torre: "potendo contare anche sulla disponibilità del personale consolare italiano e di alcuni altri esponenti delle istituzioni, si è giunti, dopo qualche giorno di colloqui e trattative con le autorità di Atene, a individuare una soluzione percorribile e accettabile per tutti". Il circo con tutte le attrezzature è stato trasferito in un porto vicino e, verso la mezzanotte di ieri, venerdì 27 marzo, si è finalmente imbarcato per rientrare in Patria. La Fondazione Migrantes ringrazia di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla soluzione di questo difficile caso, ed auspica che questo metodo di lavoro congiunto e concorde diventi un modello per affrontare in futuro altre situazioni di questo tipo. (Raffaele Iaria)

Migrantes Reggio Calabria-Bova: gli aiuti al circo Orfei-Martini

27 Marzo 2020 -

Reggio Calabria - Con i mezzi della Protezione Civile  della Città Metropolitana di reggio Calabria, alla presenza dei Carabinieri, con il parroco don Nucera Danilo, sono  state consegnati al Circo Orfei / Martini, in sosta sulla S.S. 106 nei pressi di Saline, gli ulteriori rifornimenti di generi alimentari e beni di prima necessità. Sotto la pioggia battente, l'operazione è avvenuta con tutte le precauzioni sanitarie che il caso richiede.

Nonostante tutto c'è stato il tempo di scambiare un fraterno saluto a tutte le famiglie circensi tramite il Direttore del circo  Martini.  Rinnovando la disponibilità nostra con il parroco, don Danilo Nucera - informano i referenti Migrantes per lo spettacolo viaggiante della diocesi di Reggio Calabria-Bova, Angelica e Mario Casile - a "rivederci, non soltanto in questa situazione di emergenza sanitaria, ma poterci riunire sotto lo chapitou ad ascoltare la Parola di Dio e  pregare per i vivi e per i morti". Gli altri componenti del Circo, riunitosi a capannello hanno ringraziato e acconsentito alla proposta. I referenti Migrantes, insieme  don Nucera, hanno distribuito, oltre ai viveri, sussidi di preghiera da utilizzare nelle famiglie. Appena sarà possibile, il parroco ha dato la disponibilità  di celebrare una messa di ringraziamento sotto lo chapitou.

Un'altra buona notizia che è giunta in queste ultime ore: l'unico ragazzo in età scolare, grazie all'impegno dell'assessore Lucia Nucera e al Dirigente Scolastico della scuola primaria di Montebello, può continuare il suo percorso scolastico telematicamente in vista della valutazione finale. Alla luce della pandemia di questo tempo, la Caritas Italiana  e la Fondazione Migrantes Nazionale hanno sollecitato, tramite lettera, la collaborazione nelle singole diocesi. Questo input è stato "accolto e messo in atto con entusiasmo e generosità. Tanto da promuovere iniziative nel trapanese e nel triveneto, dove stanno sostando altri circhi e lunapark di cui siamo venuti a conoscenza", dicono i referenti Migrantes . La diocessi di Reggio Calabria-Bova, attraverso la Caritas diocesana ed il settore Migrantes "Circhi e lunapark", è stata presente  in questa "missione" consapevole che la collaborazione della Croce Rossa, del Banco Alimentare che hanno messo a disposizione i viveri di concerto con la Protezione Civile della Città Metropolitana e le Forze dell'Ordine, hanno "mostrato il vero volto dell'animo dei reggini e dei calabresi. Il cammino quaresimale di questo 'tempo'  si concretizza così, non soltanto nell'intimo di se stessi, nella conversione e nel pentimento ma nell'attegiamento di condivisione cristiana", spiegano Angelixa e Mario Casile.

Coronavirus: “noi giostrai ridotti alla fame”

27 Marzo 2020 - Milano - Sono quindicimila in tutta Italia. Più o meno come i dipendenti dell’Ilva di Taranto ai tempi d’oro. Ma, anche se vivono in un ambiente meno a rischio per l’inquinamento, hanno molto tutele in meno. Molte meno, Anzi, praticamente nessuna. Se lavorano riescono a tirare avanti. In caso contrario sono in difficoltà, tanto più gravi quanto più lungo si preannuncia il periodo di inattività. «E per noi giostrai questo era il periodo della ripresa dopo la pausa invernale. Da fine ottobre - racconta Catia Savina, di Modena, famiglia di giostrai sinti italiani - la maggior parte di noi è ferma. Sabato scorso sarebbe stata in programma la prima fiera primaverile, che naturalmente è saltata, come tutte le altre in programma fino a giugno”. Una sosta che per i piccoli giostrai rischia di tradursi in un dramma senza via d’uscita. “Lavoriamo da marzo a ottobre girando per le fiere delle varie regioni italiane. Noi per esempio – riprende Catia – con una quindicina di altre famiglie di giostrai, ci siano fermati per l’inverno nel piazzale di una grande fabbrica dismessa a Forlimpopoli. Proprio qui l'altra settimana sarebbe dovuta partita la prima fiera primaverile. Poi l’emergenza sanitaria ha bloccato tutto. Abbiamo saputo che anche le altre fiere da qui a giugno sono state rinviate. Siamo disperati”. Oltre ai mancati introiti infatti, i giostrai devono sostenere le spese ordinarie di tutte le altre famiglie: vitto, bollette, riscaldamento e tanto altro. “E poi ci sono le spese per la licenza, i collaudi delle attrezzature e tutte le altre tasse. Ormai in fiere e lunapark si possono installare le giostre soltanto se tutto è in regola, giustamente. Ci sono anche rigidi parametri di sicurezza da rispettare”. La famiglia Cavina per esempio, mamma, papà e due figli di 24 e 30 anni, lavora con i tappeti elastici, quelli in cui i bambini vengono imbragati e collegati a piccoli paranchi elettrici che sollevano in modo alternato i piccoli. Tutto deve evidentemente funzionare alla perfezione, Con tutti i controlli del caso. “Eravamo pronti per ripartire. Adesso non sappiano cosa succederà e come faremo per tirare avanti”. A sostenere le buone ragioni dei giostrai è arrivata l’associazione Kathané, impegnata a tutelare le famiglie di rom e sinti italiane con iniziative di sensibilizzazione contro razzismo e pregiudizi. “Abbiamo chiesto al ministero dello spettacolo interventi urgenti di sostegno per il settore dello spettacolo viaggiante, circensi e giostrai a fronte dell’emergenza sanitaria. Per loro è una questione di sopravvivenza”, spiega Dijana Pavlovic, portavoce di Kathanè. “Circensi e giostrai sono un mondo che comprende 15mila persone. Per loro in questi ultimi anni le difficoltà sono aumentate. Sono aumentate per esempio le pratiche burocratiche a causa della legislazione che ha spostato dal centro ai Comuni le procedure di concessione degli spazi. Quindi – prosegue Pavlovic - sono aumentati i costi di gestione. Per sostenere e rilanciare questi antichi mestieri sarebbe necessario rivedere le normative”. Ora l’emergenza coronavirus rischia di essere il colpo di grazia “Abbiamo chiesto al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ai presidenti delle regioni, alle amministrazioni locali la stessa attenzione riservata a tutti gli altri lavoratori dello spettacolo- ma devono ascoltarci subito, altrimenti tutta questa gente sarà alla fame”.(Luciano Moia – Avvenire)  

Circhi e Luna Park a Franceschini: “Servono 10 milioni per superare l’emergenza”

26 Marzo 2020 - Roma - Dieci milioni di euro per il sostegno alle attività di spettacolo viaggiante, per sopravvivere all’emergenza sanitaria causa epidemia del Coronavirus Covid-19. Questa la richiesta formulata da Ente Nazionale Circhi e ANESV (Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante) al ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, che in questi giorni sta elaborando il provvedimento che prevede uno stanziamento di 130 milioni di euro a favore delle attività di spettacolo, chiuse da settimane per l’emergenza Coronavirus. Il settore dello spettacolo viaggiante, composto da esercenti del circo e del luna park, è composto da circa 5000 imprese, in genere di carattere familiare, messe in ginocchio dalla sospensione dell’attività. “Sono stati soppressi i grandi luna park di Carnevale e della Pasqua e le date delle tournée circensi – raccontano Maurizio Crisanti, segretario nazionale ANESV-AGIS, e Antonio Buccioni, presidente ENC-AGIS – con danni rilevanti per imprese che continuano a sostenere i costi della occupazione di suolo pubblico ed energia elettrica. Si tratta di circa 20.000 cittadini privi in questo momento di altre forme di reddito, impossibilitati a svolgere la “funzione sociale” riconosciuta a queste forme di spettacolo popolare dalla legge n. 337/1968. Per sopravvivere a quest’emergenza sono necessari 10 milioni di euro di aiuti a imprese, lavoratori e, soprattutto, famiglie dello spettacolo viaggiante”. Al problema del sostegno alle famiglie si aggiunge, per le imprese del circo, la necessità di provvedere in ogni caso al benessere degli animali, con i costi conseguenti all’alimentazione, gestione e cure veterinarie. Il settore dello spettacolo viaggiante è infatti sostenuto complessivamente dal MIBACT, attraverso il Fondo Unico Spettacolo per una minima percentuale, dell’1,56 per cento. La logica del FUS e la sua ripartizione sono assolutamente inapplicabili per suddividere il Fondo Emergenza Spettacolo, cinema e audiovisivo introdotto dal decreto Cura Italia. Tale stanziamento è finalizzato infatti a sostenere non le attività di spettacolo – attualmente non operative – bensì le singole imprese, a prescindere dagli specifici settori, costrette a settimane di forzata chiusura.  

Frosinone: iniziative per non fare sentire nessuno solo

26 Marzo 2020 - Frosinone - In questo momento di grave emergenza sanitaria una compagnia circense presente in diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino si trova bloccata dalle restrizioni governative con la conseguente impossibilità di poter lavorare e di spostarsi.  La Caritas diocesana è intervenuta con l'obiettivo di non fare sentire nessuno solo e abbandonato offrendo sostegno per le necessità primarie che l'intera compagnia circense ha. È stata attivata una rete di commercianti particolarmente sensibili che hanno risposto prontamente ai bisogni. Ovviamente il responsabile della compagnia con grande dignità confida nel poter tornare presto a lavorare e a poter continuare a far sorridere non solo i propri cari e i membri della compagnia, ma anche i tanti bambini e adulti che ora più che mai hanno bisogno e desiderano godersi uno spettacolo emozionante che solo al circo si può gustare. Nella diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino inoltre sono seguiti da tempo 5 nuclei di famiglie rom per le quali sono stati fatti interventi di sostegno per regolarizzare i documenti, progetti di scolarizzazione con importanti risultati raggiunti, soprattutto sono stati messi in campo progetti di integrazione. Purtroppo l'emergenza sanitaria ha richiesto la sospensione di alcuni progetti quali percorsi formativi altamente professionalizzanti, tirocini lavorativi ma nonostante ciò il sostegno quotidiano per le necessità primarie e la vicinanza umana non sta mancando con l'obiettivo di poter tornare presto a camminare insieme. (Gloria Lauretti)