Tag: Rapporto Diritto d’Asilo 2020

Migrantes: un ciclo di incontri sul diritto d’asilo

18 Gennaio 2021 -

Roma – Il prossimo 20 gennaio inizieranno una serie di incontri di approfondimento sul Rapporto Diritto d’Asilo della Fondazione Migrantes. L’obiettivo è quello di affinare gli strumenti conoscitivi per capire cosa succede e sollecitare in modo proattivo e consapevole il necessario cambiamento. Per questo, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Fondazione Migrantes, rete Europasilo e Escapes – Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate propongono questo ciclo di seminari a partire da alcune criticità evidenziate nel Report Migrantes dal titolo “Costretti a fuggire… ancora respinti”. Il primo appuntamento è il 20 gennaio alle ore 18.00 ed è promosso in collaborazione con Focsiv (partner del progetto Volti delle migrazioni) e sarà incentrato sul piano europeo, con un focus sul quadro attuale e sullo scenario che si prospetta, in particolare per i Paesi di confine, tra cui l’Italia, anche alla luce della diffusione del Covid-19. Interverranno Mariacristina Molfetta, Fondazione Migrantes, curatrice rapporto sul Diritto d’asilo 2020; Ulrich Stege, International University College di Torino; Adele Del Guercio, Università di Napoli Orientale; Sara Prestianni, Euromed Rights e Andrea Stocchiero, Focsiv partner del progetto Volti delle migrazioni. Tutti i seminari si svolgeranno dalle 18 alle 19.30, su Zoom e in diretta sulle pagine FB di Escapes. Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate e di Vie di fuga. Osservatorio permanente sui rifugiati

Migrantes: un ciclo di incontri sul diritto d’asilo

12 Gennaio 2021 - Roma - Il prossimo 20 gennaio inizieranno una serie di incontri di approfondimento sul Rapporto Diritto d’Asilo della Fondazione Migrantes. L’obiettivo è quello di affinare gli strumenti conoscitivi per capire cosa succede e sollecitare in modo proattivo e consapevole il necessario cambiamento. Per questo, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Fondazione Migrantes, rete Europasilo e Escapes – Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate propongono questo ciclo di seminari a partire da alcune criticità evidenziate nel Report Migrantes dal titolo “Costretti a fuggire… ancora respinti”. Il primo appuntamento è il 20 gennaio alle ore 18.00 ed è promosso in collaborazione con Focsiv (partner del progetto Volti delle migrazioni) e sarà incentrato sul piano europeo, con un focus sul quadro attuale e sullo scenario che si prospetta, in particolare per i Paesi di confine, tra cui l’Italia, anche alla luce della diffusione del Covid-19. Interverranno Mariacristina Molfetta, Fondazione Migrantes, curatrice rapporto sul Diritto d’asilo 2020; Ulrich Stege, International University College di Torino; Adele Del Guercio, Università di Napoli Orientale; Sara Prestianni, Euromed Rights e Andrea Stocchiero, Focsiv partner del progetto Volti delle migrazioni. Tutti i seminari si svolgeranno dalle 18 alle 19.30, su Zoom e in diretta sulle pagine FB di Escapes. Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate e di Vie di fuga. Osservatorio permanente sui rifugiati.

Mons. Di Tora: rimuovere arbitrarie e ingiuste barriere”

4 Dicembre 2020 -

Roma - “Non vogliamo vedere l’Unione europea e l’Italia come una sorta di fortezza che si deve proteggere da chi è stato più sfortunato ed è nato in un Paese diverso, ma vogliamo che questo continente e questo Paese siano abitati da persone che testimonino concretamente, con politiche e pratiche, i valori fondamentali”. Lo ha detto ieri mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes, durante la presentazione on line del report 2020 sul diritto d’asilo. “In questi mesi in cui tutti abbiamo dovuto rinunciare a persone care, spostamenti ed abitudini consolidate – ha osservato – stiamo anche avendo la possibilità preziosa di recuperare quel senso di precarietà e vulnerabilità che ci potrebbe rendere più facile capire cosa vuol dire perdere il proprio mondo dall’oggi al domani, perdere la capacità di fare piani e non essere più certi di quasi nulla”. È la stessa sensazione che vivono le persone in fuga, in cerca di protezione internazionale, di cui si parla nel report. Mons. Di Tora si è detto “rattristato” “dell’indifferenza che sembriamo dimostrare nei confronti di chi è in difficoltà” a causa delle “norme e leggi che i nostri Paesi portano avanti”. “Mi piace sperare – ha auspicato – che forti della nuova empatia ed umanità guadagnata durante questa pandemia sapremo essere, più e meglio di prima, persone capaci di aiutare chi è in fuga”. Ha invitato perciò a “rimuovere alcune delle arbitrarie ed ingiuste barriere che abbiamo posto”: “Bisogna dare a chi è in fuga canali legali di ingresso: stanno già rischiando la vita, non la devono rischiare una seconda volta per riuscire a mettersi in salvo. Dobbiamo ripartire da un nuovo spirito e da una nuova mentalità. Bisogna rimettere in gioco davvero la solidarietà, ma non quella che porta ad unire i Paesi più fortunati per stabilire regole per tenere fuori o riportare indietro chi è in difficoltà, come purtroppo ancora sembra si stia facendo nell’Unione europea – basti guardare a tal proposito l’ultimo patto su asilo e immigrazione – ma quella reale che sa tendere una mano e si dimostra capace di aiutare chi è in fuga”. (P.C.)

 

Mons. Russo: oggi le persone in cerca di protezione sono più sole

4 Dicembre 2020 - Roma - "Sul tema delle migrazioni e dei rifugiati, la Chiesa italiana continua a tenere alta l’attenzione convinta dell’importanza di non cedere ai toni sensazionalistici ma mettendo a fuoco le questioni dotandosi di strumenti adeguati e ascoltando le diverse voci". Lo ha detto ieri il Segretario generale della CEI, Mons. Stefano Russo, intervenendo alla presentazione del Report 2020 Diritto d'Asilo della Fonazione Migrantes.  Per anni - ha aggiunto - "specialmente in Italia, ma anche nell’Ue, l’informazione riguardo i richiedenti asilo e i rifugiati è stata caratterizzata da sensazionalismo e le politiche hanno dato risposte soprattutto emergenziali. Eppure la realtà è diversa: nel 2015 quando arrivarono nell’Unione europea poco più di un milione e mezzo di richieste di protezione di persone in fuga soprattutto dal conflitto siriano, un continente come il nostro avrebbe potuto accogliere molto di più. Quando nel 2016 si è raggiunto il picco degli sbarchi con 180mila persone, avremmo avuto come Paese tutti gli strumenti per dare una risposta dignitosa. Inutile nasconderlo: le persone in cerca di protezione sono state lasciate più sole".  

Minori e protezione in Italia

3 Dicembre 2020 - Roma - Sono 2.329 I nuovi minori stranieri non accompagnati (MSNA) segnalati in territorio italiano nel primo semestre 2020 (erano stati 6.251 in tutto il 2019). Sono arrivati soprattutto da Bangladesh, Egitto, Albania, Afghanistan e Tunisia. La principale regione d’arrivo è la Sicilia (33% del totale), ma seguono due regioni “privilegiate” per gli arrivi via terra sulla “rotta balcanica”: Friuli-Venezia Giulia (17%) e Lombardia (13%). Il dato nel Report 2020 sul Diritto d'Asilo della Fondazione Migrantes presentato questa mattina. I MSNA che si sono allontanati dall’accoglienza, sempre nel primo semestre 2020, sono 706, sono soprattutto afghani, tunisini, egiziani, ivoriani e marocchini. Uno su cinque erano bambini o ragazzi di 7-15 anni. 5.016 i MSNA in accoglienza in Italia al 30 giugno 2020. Fra loro, 533 si trovano in strutture di prima accoglienza. Sono 4.199 invece i minori ospiti in strutture di seconda accoglienza (progetti SPRAR-SIPROIMI; strutture di seconda accoglienza FAMI; strutture di secondo livello accreditate/autorizzate da Comuni o Regioni). Infine, 284 minori sono accolti presso privati. Sono 856 i pareri emessi nel 1° semestre 2020 dalla Direzione generale Immigrazione e politiche di integrazione presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ai fini della conversione del permesso di soggiorno per minore età in un permesso per motivi di studio, accesso al lavoro, lavoro subordinato o autonomo per i MSNA che diventano maggiorenni. Secondo dati provvisori gennaio-luglio 2020, sono 2.222 i minori richiedenti asilo nel nostro Paese. In tutto il 2019 erano stati 6.632; nello stesso anno ne sono stati esaminati 1.588: hanno ottenuto un riconoscimento (status di rifugiato, protezione sussidiaria o “speciale”) 4 su 10. Nel primo semestre 2020 sono stati registrati 156 MSNA richiedenti asilo. In tutto il 2019 erano stati 659.

Migrantes: 72.500, secondo dati provvisori, gli attraversamenti “irregolari” di migranti e rifugiati registrati alle frontiere esterne dell’Unione Europea fra gennaio e settembre 202

3 Dicembre 2020 - Roma - Sono circa 72.500, secondo dati provvisori, gli attraversamenti “irregolari” di migranti e rifugiati registrati alle frontiere esterne dell’Unione Europea fra gennaio e settembre 2020: il 21% in meno rispetto allo stesso periodo 2019. Fra le “rotte” d’ingresso principali sono in aumento solo quella del Mediterraneo centrale e quella dei Balcani occidentali, sia pure con cifre incomparabilmente inferiori rispetto al 2015 dell’“emergenza migranti” europea. Peraltro, negli ultimi mesi nell’Atlantico si sono moltiplicati gli arrivi nelle Canarie, territorio spagnolo, circostanza che nei primi giorni di novembre ha portato il totale 2020 degli arrivi via mare nel Paese iberico a 30 mila, contro i 24 mila del periodo gennaio-novembre 2019. Le rotte migratorie mediterranee e interne all’Europa, sempre fra gennaio e settembre hanno contato 672 morti/dispersi in mare e (un dato spesso dimenticato) 76 in percorsi via terra. Per entrambe le cifre si tratta di stime minime, in difetto. I dati sono contenuti nel Report 2020 del Rapporto Asilo della Fondazione Migrantes presentato questa mattina. Secondo i dati sono circa 53.700 gli arrivi di rifugiati e migranti in Europa lungo le rotte del Mediterraneo registrati nel 2020 (periodo gennaio-settembre, dato che comprende gli arrivi via terra a Ceuta e Melilla ma non i 2.300 arrivi via terra in Grecia). Prosegue il trend di drastica diminuzione dopo l’“emergenza migranti” europea del 2015: 1.024.000 arrivi in tutto il ’15, 370.000 nel ’16, 180.000 nel ’17, 126.000 nel ’18 e 115.000 nel ’19. Tuttavia rispetto al 2019 rimane pressoché costante l’incidenza di morti e dispersi in rapporto ai “tentativi di traversata”: quasi un morto/disperso ogni 100 tentativi. Ma l’incidenza di vite umane perdute cresce ancora se la si confronta con i rifugiati e migranti che riescono ad arrivare sulle coste europee: 1,3 morti/dispersi ogni 100 arrivi. Nel 2020, sulle richieste d’asilo nell’Unione Europea (196.620 mila quelle presentate per la prima volta fra gennaio e giugno, - 31% rispetto allo stesso periodo 2019) hanno pesato  le restrizioni e i lockdown per la pandemia di Covid-19 in primavera. Al contrario, sia gennaio che febbraio avevano registrato un numero di richiedenti superiore a quello del dicembre 2019. Nel 2019 l’UE  a 27 Paesi (Eurostat, che ha elaborato questi dati nel 2020, considera già fuori dell’Unione il Regno Unito) ha registrato 612.685 richiedenti asilo per la prima volta (+ 12% rispetto al 2018; 676.250 i richiedenti totali). Per numero assoluto l’Italia è quinta dopo Germania, Francia, Spagna e Grecia. Ma le posizioni nazionali variano di molto se si considerano i richiedenti asilo in rapporto agli abitanti: qui il primato è di Cipro (14.495 per milione), seguita da Malta (8.108), Grecia (6.985) e Lussemburgo (3.585). L’Italia, con 580 richiedenti per milione di abitanti, si colloca ben al di sotto della media europea di 1.371 per milione. I principali Paesi d’origine delle persone che nel 2019 sono riuscite a chiedere asilo nell’UE sono la Siria (circa 74.000), l’Afghanistan (53.000), il Venezuela (45.000), la Colombia (32.000) e l’Iraq (27.000). L’ultimo anno ha a visto in forte aumento i richiedenti asilo venezuelani e colombiani rispetto al biennio precedente. Nel 2019 l’UE ha garantito protezione a 295.785 persone (riconoscimento dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria o di quella umanitaria). Ma le percentuali di riconoscimento di uno dei tre benefici sul totale dei richiedenti esaminati sono rimaste molto basse: il 38% in sede di “prima istanza” e il 31% in “istanza finale” su ricorso (dati significativi, quelli dell’“istanza finale”, ma spesso trascurati; l’Italia fra l’altro non è ancora in grado di quantificare in modo attendibile e ufficiale questo indicatore). Il tasso di riconoscimento italiano in prima istanza è ancora al di sotto della media europea: appena 20% sul totale degli esaminati. Sono circa 26.300 i trasferimenti di richiedenti asilo effettuati a norma del regolamento UE “Dublino III” nel 2019 fra i vari Paesi membri/associati (- 7% rispetto al 2018): 8.423 sono stati effettuati dalla sola Germania e ben 5.979 sono stati effettuati veso la sola Italia. Nel Report 2020 una scheda è dedicata al tema “Regolamento Dublino III: i numeri e l’inefficienza. Sempre nel 2019, sono 26.855 i rifugiati accolti in reinsediamento nell’UE da precari Paesi di primo asilo: in questa “classifica” prevalgono come Paesi ospitanti il Regno Unito (5.610 rifugiati reinsediati), la Francia (5.600), la Svezia (4.955), la Germania (4.890) e l’Olanda (1.875). Secondo questi dati Eurostat, l’Italia è a quota 1.355.

Migrantes: le persone in fuga nel mondo aumentano, ma quelle che trovano protezione in Europa e in Italia sono sempre meno

3 Dicembre 2020 -

Roma - Che cosa costringe un numero sempre più elevato di persone nel mondo a lasciare le proprie case e i propri Paesi d’origine? Quali sono le rotte che le persone in fuga percorrono per cercare protezione nei confini dell’Unione Europea e in Italia?

Sono le prime questioni a cui il Report 2020 sul Diritto d’Asilo della Fondazione Migrantes, presentato oggi, intende rispondere, dati aggiornati e fatti alla mano. Per essere poi costretto a richiamare l’attenzione su una constatazione preoccupante: una domanda globale di protezione in crescita per guerre, crisi, violazioni dei diritti, disuguaglianze economiche, mancato accesso al cibo o all’acqua, land grabbing, desertificazione, disastri ambientali e attacchi terroristici trova sempre meno risposte nell’Unione Europea e in Italia, così come continuano ad essere troppo poche le persone che riescono ad attraversare questi confini attraverso canali legali sicuri. Mentre la pandemia di Covid-19 che ha colpito e sta continuando a colpire tutto il mondo non ha portato, per ora, una maggiore solidarietà, ma perlopiù inasprimenti nella chiusura delle frontiere.

Anche nel nuovo progetto di “Patto europeo per la migrazione e l’asilo”, uno dei pochi obiettivi condivisi (al di là delle dichiarazioni di principio) non è tanto proteggere le persone costrette a fuggire o agire sulle cause che le obbligano alla partenza, ma farne entrare nel continente (e nel nostro Paese) il minor numero possibile. 

Migrantes: presentato oggi il rapporto Diritto d’Asilo 2020

3 Dicembre 2020 - Roma - È ormai il quarto anno consecutivo che la Fondazione Migrantes dedica un rapporto al mondo dei richiedenti asilo, dei rifugiati e delle migrazioni forzate. Il Report è stato presentato questa mattina on line. Fra 2019 e 2020 si sono visti tutti gli effetti di politiche poco solidali verso questi movimenti di persone, sia nell’Unione Europea che nel nostro Paese, mentre quest’anno la pandemia di Covid-19 ha indotto a serrare ancora di più le frontiere e ha frapposto, se possibile, ostacoli e difficoltà ancora maggiori a chi si trovava comunque nella situazione di dover lasciare la propria casa e la propria terra, sottolinea il report. E a giugno, quando sono stati resi pubblici i nuovi dati dell’UNHCR su sfollati e rifugiati nel mondo, si è avuta la conferma di quello che molti temevano, cioè che il loro numero non è mai stato così alto dopo la Seconda guerra mondiale: quasi 80 milioni di persone in situazione di “sradicamento forzato”, fra cui quasi 46 milioni di sfollati interni, mentre i rimanenti, rifugiati e richiedenti asilo, continuavano a trovarsi soprattutto nei Paesi vicini alle stesse zone di conflitto o di forti tensioni da cui erano fuggiti. Quest’anno Papa Francesco ha dedicato il suo Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (GMMR) agli sfollati interni, adottando già nel titolo un’immagine forte e severa, Come Gesù Cristo costretti a fuggire. E all’interno del testo ha richiamato l’attenzione su sei coppie di «verbi-azione»: conoscere per comprendere, coinvolgere per promuovere, collaborare per costruire, farsi prossimo per servire, riconciliarsi per ascoltare, crescere per condividere. Sono queste le sollecitazioni che hanno accompagnato la redazione del Report su Il diritto d’asilo per l’edizione 2020. Il volume, come negli anni scorsi, è curato da un’équipe di autori che, oltre ad essere studiosi di questi temi, accompagnano da anni, direttamente e concretamente, richiedenti asilo e rifugiati nei loro percorsi nel nostro Paese, e si articola in 12 contributi scanditi in cinque parti: “Con lo sguardo rivolto all’Europa”, “Tra l’Europa e l’Italia”, “Guardando all’Italia”, “Approfondimento: la rotta balcanica” e, novità preziosa di quest’anno, un “Approfondimento teologico” sul principio di destinazione universale dei beni per un approccio integrale alle migrazioni. Infine, come l’anno scorso, le prime quattro parti sono accompagnate da altrettante selezioni di dati statistici sulle migrazioni forzate e il diritto d’asilo nel mondo, in Europa, in Italia e lungo la rotta balcanica. A corredo della prima parte, fra l’altro, un focus di tabelle, grafici, schede e cartine è dedicato agli sfollati interni. Ancora una volta, l’augurio è che Il diritto d’asilo - Report 2020 possa aiutarci tutti a costruire un sapere più fondato rispetto a chi è in fuga e arriva a chiedere protezione nel nostro continente e nel nostro Paese. E che possa aiutarci a restare “umani”, a essere concretamente vicini a chi è più in difficoltà. ​    

Migrantes: domani il Report 2020 sul Diritto d’Asilo

2 Dicembre 2020 - Roma - Fuori e dentro l’accoglienza dopo i decreti sicurezza. L’Italia e l’accoglienza alla prova del COVID-19. E la rotta balcanica con le sue violenze nel cuore d’Europa. Se ne discuterà giovedì 3 dicembre nella giornata di presentazione del nuovo Report 2020 sul diritto d’asilo, fresco di stampa. Con il titolo "Il diritto d’asilo. Report 2020. Costretti a fuggire… ancora respinti" (Tau Editrice 2020, pp. 400, euro 20,00), il rapporto promosso dalla Fondazione Migrantes è ormai giunto alla quarta edizione e oggi è l’unico in Italia dedicato specificamente al mondo dei richiedenti asilo, dei rifugiati e delle migrazioni forzate. Con una forte centratura sull’Europa e sul nostro Paese, offre 12 saggi e contributi che affrontano questi argomenti da prospettive inedite e multidisciplinari, oltre ad aggiornamenti statistici di base e mirati. La giornata del 3 dicembre si svolgerà interamente online in due sessioni aperte a tutti. Dalle 11.00 alle 12.00, sui canali della CEI su Youtube (https://www.youtube.com/channel/UC7JuChYmxhljc49dE3JG6Zw) e Facebook (https://www.facebook.com/ conferenzaepiscopaleitaliana) si terrà la presentazione vera e propria del rapporto. Interverranno mons. Stefano Russo, Segretario generale della CEI, mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes, Syed Hasnain, presidente dell’UNIRE (Unione nazionale italiana rifugiati ed esuli) e le due curatrici Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti. Dalle 16.00 alle 18.00 si svolgerà invece un webinar su alcuni dei temi trattati nel report 2020, con gli interventi degli autori di alcuni contributi, (Magda Bolzoni, Elena Rozzi, Gianfranco Schiavone, Maurizio Veglio e don Giuseppe Laterza, suddivisi in tre sezioni: “Italia“, “Rotta balcanica” ed “Etica“. I lavori pomeridiani potranno essere seguiti in diretta sulla piattaforma Zoom (https://zoom.us/j/91770171607), ma anche sul profilo Facebook di Vie di Fuga (https://www.facebook.com/osservatorio.rifugiati).