Tag: Mobilità umana e migrazioni

Un aperitivo a base di culture

11 Aprile 2019 - Padova - Un aperitivo insieme per incrociare mondi e culture più o meno lontane da noi. Nasce così 'Aperitivi dell’altro mondo', iniziativa che ha preso il via questa settimana al Centro universitario di Padova. Un’iniziativa di giovani per altri giovani che trova promotori l’Ufficio missionario diocesano, i Comboniani e Medici con l’Africa-Cuamm. L’appuntamento di martedì aveva come titolo 'Etiopia: riscoprire umanità': a raccontare questo 'altro mondo' sono stati alcuni giovani che frequentano il percorso Gim (Giovani impegno missionario) dei Comboniani, condividendo con altri coetanei l’esperienza vissuta in Etiopia attraverso il cibo gustato, i volti e le storie incontrati, accompagnati dalla musica proposta dal Gruppo Rinascita, formato da richiedenti asilo, accompagnati da padre Lorenzo Snider, missionario Sma. Un modo per stare insieme e insieme allargare gli orizzonti condividendo esperienze, musica, compagnia. Gli 'Aperitivi dell’altro mondo' torneranno mercoledì 8 maggio con un altro gruppo di giovani che hanno vissuto l’esperienza del percorso 'Viaggiare per condividere': tra loro ci sarà chi è stato in Mozambico nelle missioni dei padri Dehoniani e chi ha vissuto l’esperienza del campo di lavoro 'Io ci sto' promosso dagli Scalabriniani in Puglia, realizzato insieme a un gruppo di migranti. (Sara Melchiorri)    

Sud Sudan: leader riuniti in Vaticano

10 Aprile 2019 -

Città del Vaticano - La speranza è che si sia davvero a una svolta per uno dei conflitti che hanno maggiormente insanguinato negli ultimi anni il cuore dell’Africa. Il Sud Sudan, il Paese più giovane del mondo con i suoi sette anni e mezzo di vita, assiste finalmente ad un momento di speranza. Il presidente Salva Kiir e il suo rivale e vicepresidente Riek Machar prenderanno parte infatti da oggi in Vaticano ad un ritiro spirituale assumendosi, secondo il direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, «l’impegno comune per la pace». Papa Francesco ha infatti approvato la proposta presentata dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, di organizzare un ritiro spirituale per le massime autorità civile ed ecclesiastiche del Sud Sudan presso la Domus Santa Marta. L’obiettivo, secondo Gisotti, è di «offrire, da parte della Chiesa, un’occasione proficua per la riflessione e la preghiera, nonché per l’incontro e la riconciliazione, in uno spirito di rispetto e di fiducia, a coloro che in questo momento hanno la missione e la responsabilità di lavorare per un futuro di pace e di prosperità del popolo sud sudanese». Il momento conclusivo del ritiro, nel pomeriggio di domani, vedrà l’intervento di Papa Francesco, che pronuncerà il suo discorso.

Trento: oggi incontro su “Clandestino! Storie e percorsi di genti in movimento”

9 Aprile 2019 - Trento – “Clandestino! Storie e percorsi di genti in movimento”: questo il tema di in incontro-dibattito promosso dalla diocesi di Trento oggi pomeriggio presso l’aula magna del Seminario diocesano di Trento. Interverrà Giacomo Zandonini, giornalista freelance, esperto di migrazioni, traffico di esseri umani, politica e società nel Mediterraneo e nel Sahel, collaboratore di testate nazionali e internazionali. Il confronto è promosso dall’Area testimonianza e impegno sociale della diocesi e in particolare dalla Pastorale Migrantes. “L’obiettivo – si legge in una nota – è quello di ritornare alle storie, ai volti e ai percorsi di quanti oggi fuggono dal proprio Paese. La conoscenza approfondita delle cause di alcuni fenomeni migratori è, infatti, uno degli strumenti migliori per attuare quanto Papa Francesco indicò in occasione della Giornata del migrante e del rifugiato del 2018: ‘Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.

Roma: mostra fotoreporter missionario Alex Zappalà

9 Aprile 2019 - Roma - Le immagini di storie di vita scattate lì dove vivono le storie. Si chiama “Viaggi dentro” ed è la mostra fotografica del fotoreporter missionario Alex Zappalà che si terrà domani, 6 aprile a Roma. L’appuntamento è stato organizzato dall’Assmi, l’Associazione Suore Scalabriniane a servizio per/con i migranti. L’evento, ad ingresso gratuito, si terrà nella sua sede di via Alba 35, a Ponte Lungo, a partire dalle 18.30. “Crediamo come la fotografia contribuisca in maniera chiara a raccontare le storie di tutti noi – spiega Suor Etra Modica, presidente dell’Assmi – Le immagini di Alex Zappalà contribuiscono a proiettarci nei Sud del mondo e nelle diverse esperienze di vita di chi, per le questioni più diverse, è costretto a migrare. Vedere quei volti, quei sorrisi, quelle lacrime, è per tutti noi un grande momento di riflessione. Ciò, prima di tutto perché abbiamo il dovere morale di accogliere e integrare coloro i quali soffrono e ai quali è stata privata una parte importante della loro vita: la libertà di vivere in serenità”.

Formigine: allʼoratorio si studia italiano

9 Aprile 2019 - Formigine - A Formigine, cittadina alle porte di Modena, l’integrazione parte anche dall’oratorio 'Don Bosco'. Qui è attivo un doposcuola, coordinato da Silvana Zambelli della coop sociale intitolata al 'santo dei giovani', che accoglie un centinaio tra ragazzi italiani e stranieri, spesso con problemi legati all’apprendimento, o figli di famiglie con situazioni socioeconomiche difficili. A volte, da cosa nasce cosa. «L’anno scorso è capitato che diverse mamme di ragazzi di origine araba, al momento di iscrivere i figli, facessero fatica persino a comprendere i moduli in italiano – spiega la salesiana suor Sonia Baronti –. Così, due volontarie, che ora sono diventate tre – Francesca Bonini, Giuliana Giuliani e Teresa Giuliani –, hanno attivato un corso di italiano scritto e orale per venire incontro a un’esigenza basilare di integrazione». Il gruppetto delle 'mamme-studentesse', che originariamente contava otto iscritte, ha raggiunto la quindicina di partecipanti, suddivise in tre gruppi che si incontrano ogni mercoledì pomeriggio per un’ora e mezzo. «Il servizio è gratuito e consente di aiutare concretamente queste famiglie a integrarsi – dice la religiosa –. Di solito le mamme hanno tre o quattro figli, anche molto piccoli: così, una volta alla settimana, oltre che oratorio facciamo baby-sitting per i piccolini». Da un bene nasce un altro bene. (Francesco Gherardi – Avvenire)    

Vaticano: da oggi conferenza sulla tratta delle persone

Città del Vaticano - La Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha promosso, da oggi e fino all’11 aprile, una conferenza internazionale sulla Tratta di Persone, presso la Fraterna Domus di Sacrofano. Conferenza che si concluderà nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano con un'Udienza privata con Papa Francesco. La Conferenza – spiega una nota della Sezione -  è “un'occasione per discutere concretamente di iniziative tese a mettere in pratica gli Orientamenti pastorali sulla Tratta di Persone (OPTP) elaborati dalla Sezione, approvati dal Santo Padre e presentati alla stampa lo scorso 17 gennaio. L'incontro ha lo scopo di promuovere una comprensione più ampia e approfondita del fenomeno della tratta e contribuire a coordinare azioni volte a sradicarlo”. All’incontro parteciperanno circa 200 persone tra cui Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, coordinatori di progetti e agenti pastorali, rappresentanti di organizzazioni cattoliche e fondazioni ed esperti di tratta provenienti da varie parti del mondo. Per la Commissione Episcopale per le Migrazioni (Cemi) Mons.. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma,  Segretario della CEMi e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio. Obiettivo della conferenza, promossa dalla sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, è quello di “facilitare lo scambio di esperienze, punti di vista e pratiche efficaci nel ministero della Chiesa, affrontando la piaga della tratta”. Le sessioni corrispondono alle sezioni degli OPTP e ognuna si interroga sulla particolare situazione di donne e bambini. Il OPTP servirà a guidare il lavoro della Sezione Migranti e Rifugiati e dei suoi collaboratori su questo complesso fenomeno che “continua a crescere e che preoccupa seriamente tutta la Chiesa e tutta l'umanità”. È possibile seguire le conclusioni della Conferenza e l’Udienza del Santo Padre in streaming sui canali di Vatican Media e Vatican News (http://www.comunicazione.va/content/spc/it/servizi/live.html) a partire dalle 10.00 di giovedì 11 aprile. Inoltre, tra le 13.00 e le 15.00 dello stesso giorno, i partecipanti saranno disponibili per interviste fuori dall'Aula Paolo VI, previo accordo con l'Ufficio stampa della sezione Migranti e rifugiati, scrivendo a media@migrants-refugees.va    

Le parole emigrazione e immigrazione sono, oggi, “sempre più sostituite da migrare e mobilità”

Roma - Le parole emigrazione e immigrazione sono, oggi, “sempre più sostituite da migrare e mobilità per superare quella intrinseca rigidità che comunica una specifica traiettoria, un tempo ben determinato e un progetto migratorio scritto a priori che prevede l’inserimento definitivo nella meta di destinazione prescelta. Mobilità, dunque, come complesso intreccio di percorsi e motivazioni che spingono oggi a muoversi nel mondo certi che, comunque, la partenza porterà ad incontrare e, mai come nel caso del migrare, il coinvolgimento è di persone. Dalle persone si parte e alle persone si arriva quando si riflette sulla mobilità”. Lo ha detto questa mattina Delfina Licata della Fondazione Migrantes,  durante il seminario nazionale “Costruttori di Ponti 5 - La scuola racconta le migrazioni” promosso dall'Istituto Alcide Cervi, il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università di Roma Tre, il Miur, la Fondazione Migrantes e la Rete Scuole Migranti. Per Licata mobilità e migrare sono parole che “vanno abitate” e dalle quali “bisogna farsi abitare” perché “parlare o scrivere di migrazioni non significa solo comunicare concetti, ma trasmettere gioie e dolori, certezze e paure, guardare l’altro negli occhi e allo specchio se stessi, condividere e dialogare”. Oggi sapere quanto sono gli italiani nel mondo è difficile: una stima parla di 60-70 milioni di oriundi, ovvero di discendenti di italiani andati all’estero nelle varie epoche. Oggi i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), sono oltre 5milioni. Per Licatala mobilità in se per se è una ricchezza perché spinge ad andare oltre se stessi facendo incontrare l’altro per sua natura diverso, per cultura, lingua tradizioni. L’incontro con l’altro diverso da me è sempre un potenziale arricchimento”.  Il problema nasce dal fatto che “dall’Italia oggi si è obbligati a partire perché i giovani, i giovani adulti ma anche i cinquantenni rimasti disoccupati non riescono a trovare una occupazione, ma una volta all’estero non hanno la possibilità di tornare, perché le condizioni in Italia restano per loro proibitive”. Un elemento negativo della mobilità di oggi è “la non preparazione”. Gli italiani cioè partono sprovvisti della “fondamentale e necessaria ‘cassetta degli attrezzi’, che è fatta della conoscenza della lingua del posto in cui si va, della legge applicata in quel determinato paese e dell’attenta analisi della necessità e dell’utilità di andare in quel territorio e non in un altro”. Questo porta spesso “tanti giovani a fallire il loro progetto migratorio, per cui incontriamo giovani italiani poco o gravemente depressi, in povertà, o addirittura detenuti perché trovati in stato di irregolarità o per aver trasgredito alla legge locale”. (R.Iaria)  

Card. Bassetti: “ogni morto in mare é una offesa al genere umano”

Roma - Ogni morto in mare o nel deserto o perché subisce violenza nei centri di detenzione è “una offesa al genere umano”. E’ quanto ha detto questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenendo alla presentazione del Rapporto annuale del Centro Astalli. Per il porporato i migranti “vanno soccorsi e salvati, non respinti o bloccati in Paesi terzi non sicuri. Sono diminuiti gli sbarchi ma chi si prende la responsabilità dei morti in mare? Può essere una condanna a morte rimandarli indietro nei centri di detenzione in Libia”. Il cardinale ha citato anche alcune cifre sull’aumento dei morti: “Erano 35 ogni 1000 persone che partivano nel 2018. Sono diventati 100 ogni 1000”. Il presidente della Cei ha quindi auspicato le istituzioni si impegnino a fare la loro parte. E a proposito della politica che crea nemici ha detto di “temere chi cerca di uccidere la nostra anima e l’anima dell’altro creando la mentalità del nemico”.

Concluso a Roma la conferenza sulla mobilità umana in Europa

Roma - Provenivano da diversi Paesi dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia i partecipanti alla conferenza internazionale “Contested humanities: a dialogue on ecumenical spaces of hospitality in Europe” promossa dallo Scalabrini international migration institute (Simi) e dall’Università di Oslo per indagare sul coinvolgimento della Chiesa cattolica e il mondo delle Chiese riformate nel contesto dell’accoglienza della mobilità umana in Europa. L’evento, ospitato a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana e il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha fornito l’occasione, spiega una nota dei Missionari Scalabriniani, “per confrontarsi sulle crescenti politiche identitarie e restrittive in Europa che hanno generato, in maniera esponenziale di recente, una tensione tra due polarità: chi sostiene, da un lato, di dover proteggere i propri confini e difendere le proprie identità per rendere più sicuro il proprio sistema di welfare e una certa stabilità politica e, dall’altro, la realtà formata da pratiche e posizioni che presentano tendenze opposte ad ogni costrizione o visione securitaria”. “In questa seconda categoria – prosegue la nota – si situano le buone prassi, presentate anche in questi giorni, di alleanze concrete tra Chiese, Ong, le varie organizzazioni che difendono i diritti umani e gli innumerevoli piccoli progetti portati avanti da singole individualità”. La conferenza ha analizzato e dialogato, nello stile laboratoriale che l’ha contraddistinta, su questa identità “altra” che si opporrebbe, quasi minacciando, a detta di alcuni, una umanità “europea”. “Dagli interventi – spiegano gli Scalabriniani – è emerso che non esiste una radicale differenza tra un approccio sul tema Nord e Sud in Europa. Vi è piuttosto lo sforzo comune di integrare approcci sicuramente diversi, dovuti anche a situazioni socio-politiche distinte e pressioni emergenziali non paragonabili, e camminare insieme offrendo una testimonianza di unità nelle differenze, ad intra tra le Chiese, e ad extra sul tema specifico e variegato della mobilità umana”. (Sir)    

Migrantes Roma: sabato la conclusione del corso di formazione missionaria e migratoria

Roma – Si svolgerà sabato prossimo, 6 aprile, a Roma, presso il Vicariato, il nuovo appuntamento di formazione missionaria/migrantes promosso dagli uffici Migrantes e della Cooperazione missionaria della diocesi di Roma. Ambrogio Bongiovanni (docente di pedagogia del dialogo interreligioso) e Shahrzad Houshmand (docente di studi islamici) tratteranno il tema: “La diversità religiosa come fattore della migrazione. La sfida dell’evangelizzazione e una sua rilettura alla luce del rispetto delle diversità”. A moderare l’incontro Stefania Falasca, giornalista del quotidiano Avvenire.