Tag: Migrantes Torino

GMRR: un convegno su “Emigrazione di ieri, immigrazione di oggi”

18 Settembre 2020 -  

GMRR: oggi la presenzazione delle iniziative nella regione del Piemonte e Valle d’Aosta

9 Settembre 2020 -
Torino - Saranno presentate questa mattina a Torino le iniziative per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che vedrà, in Italia, al centro la regione ecclesiastica Piemonte e Valle d'Aosta, scelta dalla Commissione Episcopale per le Migrazioni e dalla Fondazione Migrantes.
Alla conferenza stampa parteciperanno l'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, il vescovo di Asti e incaricato regionale Migrantes della Conferenza episcopale di Piemonte/Valle d'Aosta (CEP), mons. Marco Prastaro, e il direttore della Migrantes di Torino, Sergio Durando.
Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata sul tema “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”, sarà presentato da mons. Nosuglia mentre mons. Pastaro presenterà il messaggio del Coordinamento Migrantes di Piemonte e Valle d'Aosta, composto da 17 diocesi, dal titolo "'...mi avete ospitato'. La Migrantes regionale per un modello di società più giusto e inclusivo per tutti".
Oltre alla Santa Messa di domenica 27 settembre in diretta Rai dal Duomo di Torino, Sergio Durando illustrerà il ricco programma di eventi che si terranno nel mese di settembre in tutta la regione, e in particolare nel capoluogo. Inoltre sarà presentato l'Inno ufficiale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2020, composto a Torino da un gruppo di giovani musicisti volontari della Migrantes e un documento del Coordinamento Migrantes regionale.
R.Iaria

GMMR: il Piemonte si prepara a celebrare la giornata a livello nazionale

8 Settembre 2020 -
Torino -  La regione ecclesiastica Piemonte e Valle d'Aosta è stata scelta dalla Commissione Episcopale per le Migrazioni e dalla Fondazione Migrantes per le iniziative centrali della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre.
Domani mattina a Torino una conferenza stampa per presentare le iniziative. Parteciperanno l'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, il vescovo di Asti e incaricato regionale Migrantes della Conferenza episcopale di Piemonte/Valle d'Aosta (CEP), mons. Marco Prastaro, e il direttore della Migrantes di Torino, Sergio Durando.
Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata sul tema “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”, sarà presentato da mons. Nosuglia mentre mons. Pastaro presenterà il messaggio del Coordinamento Migrantes di Piemonte e Valle d'Aosta, composto da 17 diocesi, dal titolo "'...mi avete ospitato'. La Migrantes regionale per un modello di società più giusto e inclusivo per tutti".
Oltre alla Santa Messa di domenica 27 settembre in diretta Rai dal Duomo di Torino, Sergio Durando illustrerà il ricco programma di eventi che si terranno nel mese di settembre in tutta la regione, e in particolare nel capoluogo. Inoltre sarà presentato l'Inno ufficiale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2020, composto a Torino da un gruppo di giovani musicisti volontari della Migrantes.
Raffaele Iaria

GMMR: “Migranti. Quando a partire eravamo noi” apre il calendario delle Giornata a Torino

4 Settembre 2020 - Torino - Gli eventi per la prossima Giornata  Mondiale del Migrante e del Rifugiato sono cominciati! Lunedì 31 agosto lo spettacolo-concerto “Migranti. Quando a partire eravamo noi” ha dato avvio al calendario di iniziative per celebrare la 106° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Cinque artisti del Teatro Regio di Torino – Cristiana Cordero, Daniela Valdenassi, Giancarlo Fabbri, Davide Motta Fré e Giulio Laguzzi -, "ci hanno guidati in un viaggio nel tempo e nello spazio, nella storia della musica e del popolo italiano. Per la verità, un viaggio che è soprattutto nell’animo umano: attraverso gli occhi e le orecchie dei circa 30 milioni di italiani emigrati all’estero, infatti, rivivendone le speranze, le delusioni, le sofferenze, le angosce, le ingiustizie subite, le fatiche e il desiderio di una vita migliore, ci hanno fatto riscoprire i sentimenti di tutti i migranti, di ogni tempo, nazione e condizione sociale", spiega l'Ufficio Migrantes di Torino. Si è trattato di uno spettacolo intelligente – come lo ha definito uno spettatore – perché capace di fare vera cultura e di alta qualità, accessibile e fruibile a tutti con semplicità e leggerezza. Ha saputo infatti parlare del tema delle migrazioni in modo molto efficace e coinvolgente, con serietà e ironia, intercettando una cultura popolare diffusa, risvegliando ricordi diretti o di racconti ascoltati, perché l’emigrazione è storia di ogni famiglia. Gli italiani non hanno mai smesso di partire. Anche oggi, secondo i dati più recenti; tanto che il numero degli italiani all’estero e quello degli stranieri residenti in Italia si assestano entrambi intorno ai 5,3 milioni. Un’esperienza collettiva di tale portata, che ha segnato così profondamente l’identità del popolo italiano, non poteva che produrre una ricchissima eredità in ambito di espressioni artistiche, e specialmente musicali: i canti dell’emigrazione italiana, di origine popolare o scritte da autori più o meno famosi, sono in grado ancora oggi di riproporcene il vissuto, comunicando sentimenti, nostalgie e aspirazioni. Ogni brano musicale è stato introdotto da una breve presentazione che lo ha contestualizzato, a volte suscitando un po’ di sorpresa nel pubblico, invitato a ricomprenderlo sotto un’altra luce. "È stato uno spettacolo estremamente emozionante: portandoci indietro di 150 anni agli anni della cosiddetta Grande Emigrazione degli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia, transitando per gli spostamenti connessi alle guerre e le colonizzazioni, passando per la ripresa dell’emigrazione nel secondo dopoguerra e le migrazioni interne degli anni 50-70, fino ai giorni nostri, le voci degli artisti ci hanno condotto sulle banchine delle stazioni e dei porti, sui bastimenti transatlantici, nelle città della Svizzera, tra le vie di New York e Buenos Aires, nelle miniere di carbone di Marcinelle, tra gli alloggi torinesi che non si affittavano ai meridionali, tra le onde del mediterraneo e le sponde agognate dell’Europa".  La parabola percorsa nello spettacolo la si ritrova nell’evoluzione storica della stessa iniziativa della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che, istituita da Pio X nel 1914 come Giornata Nazionale dell’Emigrante, raggiunge quest’anno la sua 106ª edizione. A riflettere il mutare dei flussi migratori che lo spettacolo ha ripercorso è anche la stessa Fondazione Migrantes che ebbe come primo nucleo il Pontificio Collegio per l’Emigrazione Italiana, sorto proprio in concomitanza con la Giornata.  L’opportunità di ricordare “quando a partire eravamo noi” ci chiede di "prendere posizione rispetto al presente e propone cammini per orientare la propria comprensione e le proprie relazioni con coloro che partono oggi e da altri paesi giungono nelle nostre città".

GMMR: l’inno della Giornata

28 Agosto 2020 - Torino - "Popoli tutti migranti nel mondo./ Noi coloriamo la terra di gioia./ Nubi e nebbie disperde l'amore./ Sopra di noi splende il sole di pace./ Non rimaniamo distanti al sicuro, con pregiudizi e paure nel cuore./ Grande è colui che si china a servire, corre il rischio di farsi vicino". Inizia così il testo dell'inno per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato composto dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Torino che ospiterà la prossima giornata a livello nazionale il 27 settembre prossimo. Nella Cattedrale di Torino, in diretta su Rai 1 alle 11, l'arcivescovo della città, mons. Cesare Nosiglia, presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata. Il testo e la musica dell'inno saranno presentati a Torino durante una conferenza stampa sui principali eventi che verranno promossi in vista della GMMR. L'inno è nato dall’idea di mettere in musica le provocazioni sulle quali papa Francesco invita a riflettere e a lavorare nel suo Messaggio per la Giornata. Nelle strofe dell’inno si possono rintracciare tutte le sei coppie di verbi indicate dal papa: conoscere per comprendere, farsi prossimo per servire, ascoltare per riconciliarsi, condividere per crescere, coinvolgere per promuovere, collaborare per costruire.

Raffaele Iaria

 

Migrantes: dal 31 agosto a Pienezza il Corso di alta formazione

24 Agosto 2020 - Roma - Si svolgerà a Pianezza (Torino), dal 31 agosto al 4 settembre,  la prima edizione del Corso di alta formazione organizzata dalla Fondazione Migrantes  in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute). Si tratta di un novità, creata dopo che molti direttori diocesani Migrantes avevano manifestato la volontà di occasioni per continuare ad incontrarsi e a formarsi. Il corso – “Fondazione Migrantes Oggi. Come,Dove, Perché?” si aprirà il 31 agosto con una introduzione del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis e di Cristina Molfetta dell’Ufficio ricerche. Seguirà Ferruccio Pastore che si soffermerà sul tema “La mobilità umana e le migrazioni oggi”; Giaocchino Camoese su “Migrazioni: elementi per discernere un segno dei tempi”. Tra le relazioni della settimana quella di Nello Scavo, giornalista di Avvenire, p. Aldo Skoda del SIMI, del Vicario generale della diocesi di Milano, il vescovo mons. Franco Agnesi, Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino. Sono anche previste alcune meditazioni affidate a sr. Paola Barbierato mentre presiederanno le diverse liturgie – che concluderanno le giornate – mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo; mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e Incaricato Migrantes della Conferenza Episcopale Piemonte e Valle d’Aosta e l’arcivescovo di Torino e presidente della Conferenza Episcopale Piemonte e Valle d’Aosta, mons. Cesare Nosiglia. Secondo le previsioni il Corso si terrà ogni anno nella regione italiana scelta per la celebrazione solenne della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in modo anche da valorizzare le buone pratiche presenti negli uffici territoriali, spiega la Migrantes. Quest’anno la regione ecclesiastica scelta per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è Piemonte-Valle d’Aosta. Il 27 settembre la celebrazione eucaristica principale si terrà a Torino, presieduta dall’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia e sarà trasmessa, alle ore 11, da Rai Uno.

R.Iaria

Migrantes Torino: la GMMR con i giovani

30 Luglio 2020 - Torino – “Tutti noi abbiamo un sogno, perché non provare a condividerlo e a realizzarlo insieme?”. Marco, educatore, parteciperà all’incontro di giovani per i giovani “Grow up together - Per convivere da cittadini del mondo”, promosso dall’Ufficio pastorale Migranti (Migrantes) della Diocesi di Torino in occasione della 106ª Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato. Quest’anno la Fondazione Migrantes ha scelto le diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta come sede principale in Italia per la Giornata fissata di domenica 27 settembre. Nella Cattedrale di Torino, in diretta su Rai 1 alle 11, mons. Cesare Nosiglia presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata, sui temi del messaggio di Papa Francesco “Costretti a fuggire come Gesù Cristo”. “Sabato 12 settembre, dalle 14 alle 18, nei giardini del Distretto sociale Opera Barolo, in via Cottolengo a Torino, sono attesi 300 giovani di diverse provenienze”, precisano i promotori di “Grow up together” (in inglese “Cresciamo insieme”) “molti fanno riferimento all’Ufficio Pastorale Migranti e alle diverse Cappellanie etniche presenti in diocesi. Sono giovani volontari che operano a sostegno delle persone più fragili raccogliendo cibo nei mercati, distribuendo pacchi viveri o impegnati nelle attività dell’Ufficio”. “Abbiamo sentito l’urgenza di rendere concrete le parole del Papa - prosegue Giada, tra gli organizzatori - che nel suo messaggio sottolinea la necessità di stimolare il cambiamento di mentalità nell’accoglienza dei migranti”. Per partecipare alla Giornata occorre scrivere a: prenotazioni@upmtorino.it. (M.LOM. -. La Voce e il Tempo”

GMMR: a Torino ospiterà la Giornata nazionale

27 Luglio 2020 - Torino - Non a caso la Fondazione Migrantes ha scelto le diocesi del Piemonte e della Valle d’Aosta come sede principale per la celebrazione in Italia della 106ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata domenica 27 settembre prossimo. Nella Cattedrale di Torino, in diretta su Rai 1 alle 11, Mons. Cesare Nosiglia presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata, sui temi del messaggio del Papa “Costretti a fuggire come Gesù Cristo” che papa Francesco ha scritto il 13 maggio scorso (il testo integrale https://migrantesonline.it/2020/05/15/come-gesu-cristo-costretti-a-fuggire-accogliere-proteggere-promuovere-e-integrare-gli-sfollati-interni-il-messaggio-di-papa-francesco-per-la-gmm2020/). L’anno scorso la celebrazione della giornata si era tenuta il 29 settembre con la concelebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro. «Siamo onorati della scelta della CEI nei confronti della Chiesa piemontese: l’impegno delle nostre diocesi per i migranti e i rifugiati ha una lunga tradizione, a partire dai santi sociali che accoglievano i contadini dalle campagne, all’emigrazione dal Sud Italia nel Dopoguerra ed ora con le nuove migrazioni dal Sud del mondo e dai Paesi in guerra come la Siria», ricorda Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes. «Uno sforzo che continua: dalla vicenda dell’ex Moi che ha avuto risonanza nazionale dove l’impegno della diocesi di Torino a mettere in rete tutte le istituzioni per non creare conflitti nello sgombero delle palazzine occupate e trovare soluzioni di accoglienza per le famiglie di migranti, mettendo insieme tutte le forse in campo; alla diocesi di Saluzzo in prima linea  nel sostegno alla manodopera straniera sfruttata nella filiera della raccolta della frutta; alla diocesi di Susa in campo nell’accoglienza dei clandestini che rischiano la vita per varcare il confine francese fino all’impegno di tutte le diocesi nel difficile periodo dell’emergenza covid che ha messo in ginocchio le fasce più deboli delle popolazione tra cui gli immigrati». La Giornata, sottolinea Sergio Durando, non è solo la celebrazione della Messa in diretta Rai, «ma per le nostre diocesi, che stanno mettendo a punto le settimane che precedono la Giornata, è un’occasione per riflettere, pregare e valorizzare il tema della mobilità umana e dell’accoglienza che ci coinvolge tutti, sia come comunità cristiana che come cittadini italiani, popolo con una storia di emigrazione che prosegue anche ai nostri giorni. La Giornata ci richiama tutti a un cambio di mentalità e a considerare che il migrante non è solo un problema, ma una risorsa. La mobilità non riguarda solo chi sbarca a Lampedusa: il migrante è uno di noi perché la mobilità è parte della storia dell’umanità, riguarda i nostri nonni e i nostri figli: migrante, come ricorda il Papa, è stato Gesù Cristo. Del resto, come ha richiamato più volte il Papa, figlio di emigranti piemontesi in Argentina, la Giornata dei Migranti è stata istituita in Italia nel 1914 in Italia, sotto il Pontificato di Pio X, e dietro sollecitazione anche di vescovi come Scalabrini e Bonomelli, allo scoppio della Prima guerra mondiale e di fronte al dramma di tanti profughi e rifugiati, soprattutto italiani che, emigranti «gittati» («gettati» come diceva Mons. Bonomelli) all’estero, perdevano ogni cosa ed erano costretti a rientrare in Italia. In  preparazione alla Giornata, la Fondazione Migrantes promuove un Corso di Alta formazione sui temi delle sfide dell’emigrazione rivolto ai Direttori della Pastorale Migrantes della diocesi e ai collaboratori. I lavori, 50 i partecipanti attesi, si terranno a Villa Lascaris a Pianezza da lunedì 31 agosto a venerdì 4 settembre. La giornata di giovedì 3 in particolare sarà incentrata sull’incontro con le realtà dell’accoglienza torinese (tra cui il Sermig) e sarà conclusa con la Messa presieduta da Mons. Nosiglia. (Marina Lomunno – La Voce e il Tempo)  

Morire di Speranza: questa sera veglia a Novara

8 Luglio 2020 - Novara – Si terrà questa sera a Novara la preghiera “Morire di speranza”, riflessione in memoria di quanti hanno perso la vita nei viaggi verso l’Europa e il Nord del mondo. Un gesto, spiegano i promotori (a livello novarese la Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la Caritas diocesana), “per mettere al centro dell’attenzione di tutti, simbolicamente, coloro che la pandemia ha messo in ombra: uomini, donne, bambini, che continuano a morire nel mar Mediterraneo e in tante aree del mondo, alla ricerca di una vita migliore”. L’appuntamento è per le 21, per la prima volta in piazza Duomo e all’aperto, proprio nel cuore del capoluogo novarese. La serata viene organizzata per la Giornata Mondiale del Rifugiato e, a livello nazionale, vede l’adesione anche di Centro Astalli, Fondazione Migrantes, Fondazione Chiese Evangeliche in Italia, Acli, Scalabrini Migration International Network (Simn), Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi (Acse). A presiedere la preghiera, sarà don Giorgio Borroni, direttore della Caritas diocesana. Nei giorni scorsi un momento dii preghiera anche a Torino presso chiesa dei Ss. Martiri presieduto dall’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia. Nel corso della veglia – a cura di Comunità di Sant’Egidio, Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Scalabrini Migration International Network (Simn), Acli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione comboniana servizio emigranti e profughi (Acse) – sono stati saranno letti i nomi di quanti hanno perso la vita nei viaggi di speranza intrapresi verso l’Europa. Come ricorda una nota pubblicata sul sito della diocesi di Torino  “nel mondo, è la drammatica denuncia dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, oggi ci sono circa 80 milioni di persone in fuga dalle loro case e dai loro Paesi – l’1% della popolazione mondiale – molti di questi sono sfollati interni a cui Papa Francesco ha dedicato il messaggio per la 106ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che la Chiesa celebra il prossimo 27 settembre”.

“Molto oltre la paura”: la lettera di mons. Nosiglia che si sofferma anche su immigrati e nomadi in lockdown

23 Giugno 2020 - Torino - “Molto oltre la paura” è il titolo della lettera che mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e amministratore apostolico di Susa, ha indirizzato ai fedeli in occasione della festa patronale di San Giovanni Battista che si celebra domanoi . “La lettera tiene conto anzitutto della condizione di paura che ha alimentato e alimenta tutt’ora il cuore di tante persone”, spiega il presule che sottolinea il forte tessuto della solidarietà che “va annoverato tra le scoperte positive nella stagione del contagio. La forza e l’ampiezza del volontariato solidale è esploso in forme impensabili e inattese in ogni ambito del nostro vissuto”.  In una nota diffusa dalla diocesi si evidenzia come in questo tempo sono aumentati i servizi di distribuzione del cibo con aumento delle richieste anche da parte di persone che usualmente non facevano riferimento a noi. Gli incrementi vanno dal 40 al 110%, a macchia di leopardo su tutto il territorio cittadino. Grazie alle donazioni di generi alimentari e all’intensa collaborazione con il Banco Alimentare e altre associazioni similari, ogni settimana Caritas Diocesana e Ufficio Migrantes hanno potuto distribuire oltre 300 borse viveri a richiedenti asilo non inseriti nel circuito ordinario delle parrocchie (specie quelli ospitati nelle strutture della Chiesa Cattolica) e aumentare di almeno un terzo la disponibilità di cibo alle parrocchie maggiormente richieste di aiuti. “Forte l’impegno per rifornire di cibo anche i giostrai rimasti fermi nel periodo del carnevale”, si sottolinea. La popolazione straniera ha “sofferto molto”: sono stati interrotti tirocini lavorativi e borse lavoro, quindi percorsi avviati di inserimento lavorativo. Assistenti familiari e colf si sono ritrovate spesso a casa senza ammortizzatori sociali e chi lavorava in nero è rimasto senza alcun tipo di entrata economica. Con la chiusura delle scuole i bambini sono stati costretti a vivere in casa, anche quando le condizioni abitative non erano adeguate. L’istruzione a distanza poi ha creato diverse disparità tra gli studenti italiani e gli studenti stranieri e non sempre le istituzioni scolastiche sono state capaci di raggiungere i loro alunni”, si legge ancira nella nota di mons. Nosiglia che si sofferma anche sulle condizioni “già critiche” dei campi Rom che nel periodo di lock down “si sono aggravate, come del resto quelle dei giostrai spesso dovutisi fermare in località lontane dalla loro sede perché in viaggio. A rendere la situazione particolarmente difficile è proprio stata l’impossibilità di uscire e di chiedere aiuto. Le persone e le famiglie si sono ritrovate sole”. Lo straniero – si legge nella nota - ha “la capacità di adattarsi alle situazioni nuove, chiedendo, bussando alle porte, facendo rete all’interno delle sue comunità di riferimento. La chiusura totale ha tolto per un periodo piuttosto prolungato questa possibilità facendo mancare i loro punti di riferimento”. Anche alcuni uffici di carità hanno dovuto chiudere al pubblico, ma una rete fitta di persone, associazioni, enti si sono attivati in modi differenti. “Abbiamo colto tanta umanità e generosità tra medici, infermieri, volontari, credenti impegnati, presbiteri, religiose/i, genitori fantasiosi che hanno cercato ogni giorno di rendere meno pesante la vita dei loro bambini. E ancora, abbiamo visto nascere forme di solidarietà nuove tra vicini, attivare aiuti economici per rispondere alle carenze delle strutture sanitarie, comparire cassette con messaggi che recitavano ‘chi non può prenda, chi può metta’, distribuire sostegni alimentari e raccolte di farmaci”. Il lavoro più difficile in questi giorni è stato “rintracciare il bisogno, andare a intercettare le persone e la richiesta d’aiuto soprattutto da parte di chi non è abituato a farlo. Dobbiamo ringraziare chi ha continuato a esserci, magari in modi diversi, e chi proprio in questa occasione ha saputo reagire e ha imparato ad ascoltare il grido silente di aiuto che in una città deserta poteva essere ascoltato da un orecchio attento”. Ne capoluogo continua il lavoro di accompagnamento delle persone uscite dalle palazzine dell’Ex-Moi e le attività per il superamento dei campi Rom, pur nelle difficoltà dettate dalla pandemia. E in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra il 27 settembre, per tutto il mese l’Ufficio Migrantes di Torino promoverà una serie di iniziative, spettacoli e incontri  che coinvolgeranno le parrocchie, tutte le realtà di volontariato, i migranti e rifugiati e l’intera città.