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Migrantes Roma: torna la Festa dei Popoli

23 Maggio 2022 -
Roma - All’inizio era un momento di incontro conviviale tra i religiosi stranieri della Capitale, nella parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina. Poi è cresciuta tanto da arrivare a piazza San Giovanni in Laterano, con il giardino davanti alla basilica pieno di stand e bandiere. Il prossimo fine settimana, dopo due anni di sospensione a causa della pandemia, torna la Festa dei Popoli e cambia di nuovo volto, trasformandosi in un evento diffuso in tutta la città, dislocato nelle diverse prefetture in cui è suddiviso il territorio diocesano. Ma il cuore e gli obiettivi di questa manifestazione, organizzata dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, rimangono gli stessi: «Favorire la conoscenza tra i fedeli sul territorio e l’incontro tra sacerdoti e cappellani», come sottolinea il vescovo Benoni Ambarus, delegato diocesano per la Carità e per i Migranti. Lo ribadisce anche il direttore dell’Ufficio Migrantes, monsignor Pierpaolo Felicolo: «Riprendiamo dopo due anni e ribadiamo il concetto che sta dietro a questa Festa, cioè promuovere la preghiera e l’incontro rispettando la ricchezza della diversità. Fedeli al messaggio di Papa Francesco di quest’anno, vogliamo costruire il futuro con i migranti e con i rifugiati, nei luoghi dove vivono, insieme».
Sabato 28 e domenica 29 maggio, dunque, in tantissime parrocchie romane verranno celebrate Messe con le comunità etniche, con canti e preghiere in diverse lingue, a cui spesso seguiranno momenti di condivisione, con musica e degustazione di piatti tipici. Il cardinale vicario Angelo De Donatis celebrerà a Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido sabato alle 19, mentre il vescovo Ambarus sarà lo stesso giorno a Santa Emerenziana alle 18.30 e domenica 29 al Santissimo Redentore alle 11.30. Nella parrocchia dei Santi XII Apostoli la celebrazione per la Festa dei Popoli sarà presieduta dal vescovo Daniele Libanori, il 29 alle 18.30; il vescovo Guerino Di Tora celebrerà a Sant’Atanasio sabato alle 18.30; mentre il vescovo Dario Gervasi a Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia, sempre il 28 alle 18.30. Ancora, sabato alle 18, nel Santuario della Madonna del Divino Amore presiederà la Messa il cardinale Enrico Feroci; a Sant’Antonio da Padova, il 28 alle 18.30, ci sarà invece il vicario generale dei Padri Rogazionisti, padre José Maria Ezpeleta.
«A Roma, su quasi seicentomila stranieri, circa la metà sono cristiani – riprende monsignor Ambarus, originario della Romania –. È una città cosmopolita, e prenderne consapevolezza come Chiesa di Roma significa rafforzare la nostra vocazione universale». Questo è il senso del tema scelto per la Festa dei Popoli 2022, “Uniti nella stessa fede”. «La struttura del contesto sociale ed ecclesiale in cui viviamo, particolarmente accentuata nella nostra città – riflette don Pietro Guerini, vicedirettore dell’Ufficio Migrantes diocesano –, è profondamente multiculturale in ragione della compresenza di etnie, di tradizioni e forme culturali differenti. Vivere l’unità, in nome della fede comune, è compito specifico della Chiesa all’interno di questo contesto». Celebrare la Messa con le comunità etniche in tante parrocchie diocesane vuole dire «vivere un momento prezioso, fondato sull’ascolto reciproco e comunitario – aggiunge –, per rendere grazie e lodare il Signore per la varietà delle persone e delle culture che arricchiscono la nostra Chiesa, con spirito marcatamente sinodale».
A Roma sono circa 120 le comunità etniche con i centri pastorali sparsi sul territorio diocesano, con una quarantina di preti responsabili a cui si associano preti studenti per celebrazioni sul territorio e per aiuto concreto nella catechesi e nell’accompagnamento spirituale. I più numerosi sono i filippini, che contano circa 43mila fedeli e sono presenti in più di 60 comunità nella diocesi; seguono i latinoamericani, con 12 centri nazionali. Ci sono poi comunità meno numerose ma molto attive e vivaci, come quella Ucraina, che negli ultimi mesi si è data da fare per l’accoglienza dei profughi e per mandare aiuti a chi è rimasto nel Paese.

Ucraina: le iniziative a Santa Sofia con il supporto di Migrantes

7 Aprile 2022 - Roma - Cinquanta Tir – ultimo questo fine settimana - carichi di aiuti umanitari sono partiti per l’Ucraina dalla Basilica di Santa Sofia di Roma, uno dei due luoghi di preghiera degli ucraini nella Capitale e da oltre un mese centro di solidarietà e di raccolta per dare aiuto a chi fugge dalla guerra. Insieme agli aiuti, ci dice il rettore, don Marco Yaroslav Semehen, che è anche il direttore Migrantes dell’Esarcato dei greco cattolici ucraini in Italia,  da ieri sono iniziati corsi intensivi di italiano affidati ad insegnanti coordinati da Felicia d'Alessandro di Atena, Formazione e Sviluppo. «Saranno – spiega  il sacerdote – per il momento circa 150 persone, soprattutto donne» mentre i loro bambini «li stiamo aiutando ad inserirsi nelle scuole romane». I corsi sono supportati dalla Fondazione Migrantes e dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma: “una iniziativa - spiega il direttore Migrantes di Roma, mons. Pierpaolo Felicolo - che stiamo sostenendo come aiuto concreto a queste donne arrivate in Italia da sole, con loro i bambini senza i mariti rimasti in Ucraina e che hanno bisogno di imparare subito la lingua per vivere al meglio la loro situazione, che rimane precaria, nel nostro Paese”. I corsi, infatti – come racconta don Semehen – nascono, dopo le prime settimane di raccolta di aiuti alimentari, medicine, kit igienici ed altro da far arrivare in Ucraina, su richiesta delle stesse donne ucraine che vogliono imparare l’italiano. In tutto ciò non è mai mancata – evidenzia il sacerdote ucraino – la solidarietà degli italiani e dei romani. Anche il presidente della Repubblica Mattarella, lo scorso 6 marzo, ha voluto partecipare alla liturgia della comunità ucraina a Santa Sofia. «Abbiamo sentito concretamente la vicinanza dell’Italia che  non ha mancato di esprimere solidarietà in tanti modi», aggiunge il sacerdote che ringrazia anche papa Francesco per il sostegno alla popolazione ucraina e per i «continui appelli alla pace e la disponibilità a recarsi, come pellegrino, a Kiev». Una vicinanza «molto concreta» con la visita dell’elemosiniere che «a nome del Santo Padre ha portato anche viveri e medicinali che noi abbiamo inviato in Ucraina». Il lavoro qui non si ferma: ogni giorno – racconta don Semeneh – «siamo ‘invasi’ da gesti di solidarietà e di vicinanza» mentre continua la collaborazione con il Comune, la Protezione Civile e con la Asl per avviare – spiega – “un centro dove effettuare tamponi anti-Covid, garantire visite mediche urgenti, soprattutto pediatriche per i bambini e distribuire tessere sanitarie temporanee. In Italia la solidarietà si è fatta anche molto vicina attraverso le 150 comunità cattoliche ucraine nel nostro Paese, assistite da oltre 60 sacerdoti, in collaborazione con la Fondazione Migrantes e gli uffici diocesani Migrantes. Oltre un centinaio i camion partiti per l'Ucraina e in tante comunità sono iniziati corsi di lingua italiana. Una guerra questa che «viviamo da dentro e non alla finestra, mediata da persone che lavorano nelle nostre case, frequentano le nostre chiese, vivono nelle nostre città»» dice la Fondazione Migrantes evidenziando anche le tante iniziative di accoglienza messe in campo nelle diocesi italiane. (Raffaele Iaria)

Ucraina: oggi preghiera a Roma con il card. De Donatisnella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini

25 Febbraio 2022 -
Roma - La comunità diocesana di Roma si stringe ai fratelli ucraini in un momento di preghiera: oggi, venerdì 25 febbraio, alle ore 19, nella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini si terrà la celebrazione dei vespri. Interverranno il cardinale vicario Angelo De Donatis; il vescovo Dionisio Lachovicz, esarca apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia; il vescovo ausiliare di Roma, mons. Benoni Ambarus; il parroco dei Santi Sergio e Bacco, don Taras Ostafiiv. Parteciperanno anche mons, Pierpaolo Felicolo e don Pietro Guerini dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma.
"Come ci ha invitato a fare il nostro vescovo Papa Francesco, vogliamo intensificare la nostra preghiera per la pace", dice il card. De Donatis: "vogliamo pregare insieme ai nostri fratelli e sorelle della comunità cristiana ucraina di Roma e in questo modo far sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno a tutta la popolazione ucraina, così duramente provata da questi giorni di guerra".
"La comunità ucraina di Roma è formata soprattutto da donne, ma ci sono anche tante famiglie", spiega mons. Felicolo, direttore della Migrantes di Roma: "è una comunità laboriosa, attiva nell’accompagnare gli anziani, nel lavoro domestico, e tutti sono qui con la prospettiva di poter aiutare i parenti rimasti in Ucraina. È visibile e palpabile la preoccupazione, perché tutti hanno familiari e amici che stanno combattendo o rifugiati nelle stazioni della metropolitana. C’è un grande desiderio di pace e sia nella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco che nella basilica di Santa Sofia le persone si recano incessantemente per pregare". Lo conferma il parroco don Ostafiiv: "La cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini è aperta dalle 6.30 del mattino fino alla sera tardi e tanti vengono anche durante le pause del lavoro per dire una preghiera. Tutti sono in stretto contatto con i propri familiari che stanno vivendo questa terribile situazione di guerra".

Tratta: un incontro di Migrantes, Missio e Caritas

14 Febbraio 2022 - Roma -  “Tratta, la forza della cura. Donne, economia, tratta di persone”. Questo il tema di un incontro che si svolgerà a Roma alla presenza di sr. Gabriella Bottani della rete danti tratta “Talitha Kum”, che sarà affiancata dal sociologo Stefano Volpicelli. L’incontro fa parte del ciclo di formazione organizzato e proposto da Caritas Diocesana, Centro Missionario Diocesano e Ufficio Migrantes di Roma. Questi incontri – spiega il direttore Migrantes di Roma, mons. Pierpaolo Felicolo - fanno parte del cammino di formazione essenziale per il servizio che volgiamo a favore dei migranti.  

Migrantes Roma: ieri sera la preghiera per la pace a Santa Sofia

27 Gennaio 2022 - Roma - «Stasera siamo qui per compiere un piccolo segno di vicinanza al popolo ucraino ma anche per innalzare un grido a Dio rispetto alla possibilità della guerra, in Ucraina e in tutti gli altri Paesi del mondo». Lo ha detto ieri sera mons. Benoni Ambarus, delegato Caritas e Migrantes e vescovo ausiliare della diocesi di Roma che ieri sera ha partecipato alla preghiera del Vespro per la pace in Ucraina nella Basilica di santa Sofia a Roma, promossa dall'Ufficio Migrantes diocesano.  Tutti i giorni «la follia della guerra» rischia infatti di colpire tante persone in ogni parte del mondo, ha spiegato il presule, notando poi come «quando c’è la guerra, c’è un solo vincitore: il male».  La preghiera del Vespro è stata - come ha detto don Marco Yaroslav Semehen, rettore della Basilica dove si riuniscono in preghiera gli ucraini che vivono nella Capitale - una risposta all’appello di Papa Francesco di una giornata di preghiera per la Pace in Ucraina. La preghiera«vuole essere - ha detto mons. Ambarus - un piccolo gesto, fatto insieme come Chiesa» perché «non vogliamo la guerra mai, in nessuna situazione e per nessun motivo. Noi non possiamo cedere al male perché il Vangelo è una notizia di pace e noi scegliamo di essere uomini e donne di pace, a partire da tutte le situazioni quotidiane che viviamo», perché «i cristiani devono essere operatori di pace anche quando sembra che tutto questo sia e richieda un sacrificio». Alla preghiera ha partecipato anche il direttore Migrantes della diocesi di Roma, monsignor Pierpaolo Felicoloe i cappellani e i referenti delle diverse comunità etniche. Al rito del Grande Vespro è seguito poi un momento di adorazione eucaristica.

Migrates Roma: domani veglia di preghiera a santa Sofia per la pace in Ucraina

25 Gennaio 2022 - Roma - Domani, su iniziativa di Papa Francesco, si celebrerà una giornata di preghiera per l'Ucraina. A Roma l'iniziativa è a cura dell'Ufficio Migrantes della diocesi che ha promosso la preghiera dei Vespri nella chiesa di Santa Sofia (via Boccea, 478) alle ore 18 con la partecipazione del vescovo ausiliare di Roma e delegato Migrantes, mons.  Benoni Ambarus; il direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano mons. Pierpaolo Felicolo e il rettore della basilica di Santa Sofia don Marco Jaroslav Semehen. La  veglia vedrà la partecipazione dei cappellani e dei referenti delle diverse comunità etniche; seguirà un momento di adorazione eucaristica. La comunità greco-cattolica ucraina a Roma si ritrova abitualmente in due luoghi di culto principali: la sede della missione con cura d’anime dei Santi Sergio e Bacco e la basilica minore di Santa Sofia. "Abbiamo scelto quest’ultima perché più grande",  spiega mons. Ambarus: "si tratta di una comunità formata soprattutto da donne, che lavorano come badanti, che hanno le loro famiglie, i mariti e i figli in Ucraina, e sono tutti terrorizzati da quello che sta accadendo ai loro confini, senza considerare la situazione di guerra del Donbass che va avanti già da diversi anni. Compiamo così un gesto di vicinanza spirituale alla comunità ucraina presente a Roma, come segno di vicinanza a tutto il popolo ucraino. Il nostro grido a Dio e a tutti è per la pace. Ogni guerra è una sconfitta per tutti". Il vescovo lancia anche un invito a tutte le comunità cristiane di Roma, affinché "durante le diverse celebrazioni di mercoledì 26 facciano una preghiera per l’Ucraina". "Desideriamo essere vicini al popolo. A Roma - aggiunge mons. Felicolo - la presenza della comunità ucraina si sente, è viva e vivace, tocchiamo con mano la loro ansia e la loro preoccupazione per questa situazione che dura da tempo. Questa sollecitazione di Papa ci invita ancora una volta a riunirci in preghiera". (R.I.)

Migrantes Roma: celebrazione sotto il tendone del Rony Roller

20 Dicembre 2021 - Roma - Una celebrazione eucaristica sotto il tendone  del circo Rony Roller a Roma. A presiederla il direttore Migrante della diocesi di Roma e direttore regionale del laio, mons. Pierpaolo Felicolo. A concelebrare don Marco Yaroslav Sehemen, coordinatore nazionale degli Ucraini in Italia. Rony Roller ha anche voluto offrire, in questi giorni, uno spettacolo ad un gruppo di diversamente abili della Casa di Pulcinella nata a Roma nel quartiere di San Lorenzo con lo scopo di dare una risposta alla solitudine ed alla “invisibilità” delle persone con disabilità del quartiere.  (R.I.)

Diocesi Roma: le comunità immigrate nel cammino sinodale

22 Novembre 2021 - Roma - “La città interculturale nella prospettiva del cammino sinodale” è il tema dell’incontro promosso dalla Caritas, dall’Ufficio Migrantes e dal Centro per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma che si svolgerà il 27 novembre alle ore 10 nella chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio a Roma (via Terni, 92). L’incontro vedrà gli interventi di Caterina Boca, dell’Ufficio Rifugiati di Caritas Italiana, padre Gioacchino Campese, missionario Scalabriniano docente della Pontificia Università Urbaniana. Modera padre Gabriele Beltrami, responsabile dell’Ufficio Comunicazione dei padri Scalabriniani.

Papa Francesco: non chiudiamo le porte ai migranti e alle loro speranze

26 Settembre 2021 - Città  del Vaticano - Nel dopo Angelus di questa mattina Papa Francesco ha ricordato che oggi la Chiesa celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. "E’ necessario camminare insieme, senza pregiudizi, senza paure, ponendosi accanto a chi è più vulnerabile, migranti, rifugiati, sfollati, vittime della tratta e abbandonati", ha etto il Pontefice aggiungendo che "siamo chiamati a costruire un mondo sempre più inclusivo che non escluda nessuno". Papa Francesco ha quindi salutato "quanti nelle varie parti del mondo stanno celebrando questa giornata", i fedeli riuniti a Loreto per l’iniziativa nazionale promossa dalla Commissione Cei per le Migrazioni e dalla Fondazione Migrantes. E ancora un saluto ed un ringraziamento  alle diverse comunità  etniche presenti  in piazza con le loro bandiere". E poi un saluto ai rappresentanti del progetto ’Apri’ di Caritas Italiana, alla  Migrantes della diocesi di Roma e al Centro Astalli: "Grazie a tutti per il vostro impegno generoso". E poi, a conclusione, l'invito ai fedeli presenti in piazza a recarsi presso il monumento, all’interno del colonnato del Bernini, dedicato ai migranti e inaugurato dal Papa qualche anno fa. "Prima di lasciare la piazza - ha detto papa Francesco -  vi invito a avvicinarsi a quel monumento" e a soffermarsi alla barca con i migranti e "sullo sguardo di quelle persone" e "cogliere in quello sguardo la speranza che oggi ha ogni migrante di ricominciare a vivere. Andate a vedere quel monumento. Non chiudiamo le porte alla loro speranza".

“Migrantes”: a fianco degli ucraini a Roma nell’insegnamento della lingua e cultura italiana

15 Giugno 2021 - Roma - Da diversi anni la Fondazione Migrantes aiuta gli stranieri appena arrivati ad apprendere gratuitamente le basi della lingua italiana. A tal fine, la Fondazione ha creato uno speciale Progetto di formazione lingua e cultura italiana per l'integrazione, che viene attuato in diverse parrocchie cattoliche a Roma, che visitano le comunità nazionali. Non fa eccezione la comunità ucraina, che ha la possibilità di acquisire gratuitamente la conoscenza della lingua e della cultura italiana grazie al fatto che la sede dei cardinali greco-cattolici ucraini si trova a Roma - Basilica minore di Santa Sofia. Quest'anno si sono formati due gruppi di ucraini: uno per principianti e l’altro focalizzato sul miglioramento delle competenze linguistiche esistenti dell'italiano. "Sentiamo il bisogno di aiutare chi viene in Italia. Ci sono molte ragioni per cui le persone lasciano la loro patria, quindi per rendere la loro vita un po' più facile, offriamo questi corsi a varie comunità cattoliche a Roma. Conduciamo formazione in un giorno non lavorativo per i migranti, di solito dopo o prima della Liturgia”, ha affermato mons.  Pierpaolo Felicolo, direttore Migrantes della diocesi di Roma: "tra gli studenti del corso ci sono anche persone che vivono nel paese da molto tempo, ma vogliono conoscere la lingua a un livello molto più alto. A causa delle restrizioni dovute alla pandemia quest'anno la formazione si è svolta online. "Era importante per noi non fermarci, ma continuare gli studi. Abbiamo in programma di realizzare in futuro questo progetto di una sorta di scuola di lingue per aiutare i migranti. Penso che sia estremamente necessario per loro, perché possono parlare una lingua straniera gratuitamente e rapidamente ", ha spiegato. Secondo Felicia D'Alessandro, responsabile del Progetto formazione lingua e Cultura italiana per l'integrazione, la formazione per gli ucraini è iniziata cinque anni fa. Un progetto simile è frequentato da comunità cinesi, filippine, rumene e indù nelle loro parrocchie a Roma. "Non abbiamo potuto tenere lezioni in classe quest'anno, quindi le abbiamo spostate online. Naturalmente, i giovani apprendono lo studio online molto più velocemente. Ecco perché abbiamo implementato una doppia lente di lezioni: l'apprendimento della lingua e l'apprendimento delle competenze informatiche per coloro che non sanno come farlo ", ha detto. Secondo D'Alessandro il progetto coinvolge almeno trenta insegnanti che insegnano l'italiano non solo ai migranti, ma anche a diverse istituzioni religiose e collegi. A causa del lavoro, gli ucraini chiedono di tenere lezioni una volta alla settimana e siamo sempre attenti alle circostanze in cui vivono i nostri studenti. Dopo le vacanze estive, a settembre, inizieremo a formare nuovi gruppi di studenti, spero in aula", ha aggiunto. Dell'efficacia di questo progetto linguistico e culturale è convinto p. Marco Semegen, presidente della Società religiosa “Santa Sofia”: “Sebbene il corso sembri poco appariscente e tranquillo, i suoi frutti sono grandi". Quest’anno due gruppi di ucraini hanno studiato online, spiega sottolineando la responsabilità di ogni studente del corso, perché nonostante sia gratuito, "comporta molto lavoro di volontariato" . Al termine della formazione, i partecipanti al progetto hanno sostenuto un test per il livello di conoscenza della lingua italiana. “Grazie a Dio e al Patriarch Josif Slipyj, abbiamo questa casa della Società religiosa “Santa Sofia”, dove possiamo dare la possibilità agli ucraini che non conoscono l'italiano di studiarla. Una persona che vive all'estero deve conoscere la lingua per poter prima comprendere i suoi diritti, le sue responsabilità e potersi tutelare” ha concluso p. Marco. (Ruslana Tkachenko)