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Migrantes: anche a Reggio Calabria il progetto “Diffusamente” sull’accoglienza degli Ucraini

14 Novembre 2022 - Reggio Calabria - A Reggio Calabria, il “Comitato per le mamme e i bambini dell’Ucraina”, il “Centro Ascolto G.B. Scalabrini”, il “Centro diocesano Migrantes” e la Parrocchia Sant’Agostino, gestita dai Missionari Scalabriniani, si sono impegnati a rispondere alle necessità delle persone in fuga dall’Ucraina, giunte nel territorio diocesano a causa della guerra, che ormai da mesi sconvolge quella nazione. In particolare, l’unione di alcuni enti, volontari e collaboratori ha permesso di dare urgente accoglienza e opportune indicazioni sia ai profughi Ucraini, sia a chi si è reso disponibile a offrire loro una dignitosa ospitalità. Diverse organizzazioni di volontariato, tra cui parrocchie, associazioni laiche e cattoliche, cooperative sociali, patronati sindacali e singoli cittadini, hanno unito le forze per dare ascolto, vicinanza, accoglienza e accompagnamento soprattutto alle mamme e ai minori Ucraini. Il metodo scelto è stato quello dell’accoglienza diffusa, centrato su progetti familiari personalizzati, che prevedevano non solo la risposta ai bisogni materiali più impellenti, ma anche una presa in carico globale dei nuclei familiari. Grazie alla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana e alla sua collaborazione con l’ACRI (Associazione delle Fondazioni delle casse di risparmio in Italia), questi organismi hanno avuto sostegno anche dal progetto “Diffusamente”, riguardante l’accoglienza nelle parrocchie e nelle famiglie di persone e famiglie ucraine, fuggite dalla guerra nel corso del 2022. Il progetto ha sostenuto l’accoglienza di 1100 persone Ucraine – 589 adulti e 481 minori, 311 famiglie – fuori dai circuiti istituzionali (Prefettura, Protezione civile, Comuni…), in 18 province italiane. L’ACRI ha messo a disposizione la somma di 100.000 euro, integrati da un contributo della Fondazione Migrantes. Il progetto “Diffusamente” sarà presentato al Festival dell’immigrazione a Modena il 23 novembre, in un convegno che vedrà la partecipazione di  Francesco Profumo, Presidente ACRI, di mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Fondazione Migrantes, di don Marco Jaroslav Semehen, Rettore della Basilica di S. Sofia, a Roma, e Direttore Migrantes dell’Esarcato Apostolico degli Ucraini in Italia.  

Una porta sempre aperta

11 Luglio 2022 - Reggio Calabria - Quando vent’anni fa, il 7 luglio 2002, a Reggio Calabria, moriva il sacerdote Domenico Farias, per sua volontà, la casa che gli apparteneva passava alla diocesi, destinandola alla pastorale degli immigrati. Nel corso degli anni, quella casa è stata la dimora delle Suore Missionarie Scalabriniane, che hanno assistito i migranti del Centro Ascolto “Scalabrini”. Poi, a partire da luglio 2019, l’Arcivescovo Morosini l’ha affidata alla parrocchia Santi Filippo e Giacomo in Sant’Agostino, che dal 2009 è servita dai Missionari Scalabriniani. Il parroco la gestisce insieme ad alcune cooperative, che la utilizzano per la realizzazione del progetto “Libero di essere me stesso. Con il Beato G.B. Scalabrini per la promozione umana integrale”. Si tratta di un progetto finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana, con il sostegno della Fondazione “Migrantes”.  È così che, fino ad oggi, “Casa Farias” ha potuto ospitare 13 ragazzi, di età compresa tra 20 e 37 anni, provenienti da Egitto, Senegal, Guinea, Moldavia, Gambia, Nigeria e Camerun. A parte qualche emergenza, che ha richiesto l’accoglienza immediata di migranti vulnerabili, in genere i giovani sono entrati in “Casa Farias” dopo aver accettato di impegnarsi a investire su se stessi, con disponibilità a rispettare le regole di convivenza e di gestione in autonomia della casa. Hanno sottoscritto un “Patto di accoglienza”. Poi sono passati attraverso un periodo di prova di 15 giorni. Terminate le due settimane, se gli esiti sono stati positivi, i migranti hanno potuto restare in “Casa Farias” per un tempo medio di 6 mesi, durante i quali sono stati aiutati a gestire le necessità primarie come la regolarizzazione, l’espletamento di pratiche varie e l’orientamento. In tal modo sono stati accompagnati in un percorso ad autonomia crescente fino ad entrare nel mercato del lavoro. Una delle tante vicende dei ragazzi immigrati, che sono passati in “Casa Farias”, è quella di Adrien (nome fittizio), nato in Senegal nel 1998 e arrivato in Italia nel 2017. Portava con sé due sogni: acquisire la patente di guida e diventare un autotrasportatore; completare la formazione nel settore della sartoria, che aveva iniziato nel suo Paese. Ma non aveva risorse economiche. Però, arrivato a Reggio Calabria, per una serie di coincidenze aveva subito trovato lavoro in casa di una persona anziana. Fin dall’inizio si era fatto apprezzare per lo spirito di dedizione, la sensibilità e la carica di umanità. Poi, però, le condizioni fisiche dell’anziano che assisteva si erano aggravate: al peggioramento della malattia di Alzheimer era subentrato anche il contagio del coronavirus, con tutta una serie di complicazioni. E Adrien si era trovato senza lavoro e senza alloggio. I familiari dell’anziano, che nel frattempo era stato inserito in una struttura ospedaliera, avevano sentito parlare di possibilità di aiuto e di accoglienza nella parrocchia di Sant’Agostino. Per questo avevano contattato il parroco, perorando la causa del giovane. Tenuto conto del desiderio di Adrien di impegnarsi sul serio e di scommettere su se stesso, era stato accolto in “Casa Farias”, il 17 agosto 2021. Passato qualche giorno, Adrien aveva già trovato impiego in un ristorante della città. Grazie alla sua determinazione, confermata dalla sua capacità di integrarsi e di intessere positive relazioni con i coinquilini di “Casa Farias”, in poco tempo Adrien aveva potuto incrementare il grado di autonomia personale, un’ampia dinamica di socialità e, soprattutto, un ottimo livello di professionalità nell’ambiente di lavoro. In effetti, il giovane aveva poi ottenuto la patente di guida ed era stato orientato nelle opportunità offerte dal territorio della città metropolitana. Il 6 febbraio 2022, Adrien aveva trovato un appartamento in affitto, a Reggio Calabria, ed era pronto a lasciare “Casa Farias”, con un contratto stagionale con il ristorante che, di lì a poco, l’avrebbe trasformato in contratto a tempo indeterminato. Ecco una storia di successo, alla quale potremmo aggiungerne tante altre, nel fenomeno pur vasto e complesso dell’immigrazione in Calabria! (p. Gabriele Bentoglio - Direttore Migrantes Reggio Calabria-Bova)      

Persone, non numeri

13 Maggio 2022 - Reggio Calabria - Le migrazioni costituiscono una delle sfide più complesse nel mondo contemporaneo, tanto da essere oggi ai primi posti nell’agenda internazionale. Si tratta di un fenomeno che cambia volto con estrema rapidità, coinvolgendo in qualche misura tutte le aree del mondo, anche perché i cosiddetti “flussi misti” sono ormai realtà quotidiana, impedendo la distinzione tra migrazioni economiche e migrazioni forzate. Sempre, comunque, parliamo di persone, non di numeri. Su queste premesse è nata l’idea di proporre un seminario di studio, che si terrà a Reggio Calabria sabato 21 maggio, nell’Aula magna del Seminario Pio XI, a partire dalle ore 10,00. Saranno ricordate due figure storiche: il vescovo Giovanni Battista Scalabrini, che venticinque anni fa è stato proclamato Beato e “Padre dei migranti” per la sua intensa attività a favore degli emigranti italiani di fine 1800 e inizi 1900. Poi, a vent’anni dalla morte, sarà riproposta la grande figura del sacerdote reggino Domenico Farias, che ha lasciato tracce indelebili con il suo magistero di scienza e di vita, contemplazione e azione, promozione umana e iniziazione cristiana, dedicando tanta passione alla formazione multiculturale. A presentare questi due personaggi storici saranno, rispettivamente, P. Gabriele Bentoglio, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes, e Augusto Sabatini, del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale. Scalabrini e Farias si possono contare tra i protagonisti della pastorale dell’accoglienza del secolo scorso. Le loro intuizioni, però, sono ancora attuali. E, allora, per tracciare gli orientamenti e l’azione pastorale della Chiesa italiana oggi, nel campo della mobilità umana, interverrà mons. Franco Agnesi, vicario generale e vescovo ausiliare di Milano, membro della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale italiana. Poi sarà la volta di Cristina Ciccone, presidente della Cooperativa sociale “Demetra”, che illustrerà come si sta svolgendo il progetto “Libero di essere me stesso”, quale traduzione concreta dell’impegno accanto ai migranti, oggi, di tante persone di buona volontà nella città metropolitana e nella diocesi reggina-bovese. Infine, sarà l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Fortunato Morrone, a concludere l’incontro. Il ricordo del Beato Scalabrini e di don Domenico Farias mette a fuoco argomenti cruciali, come l’accoglienza, il riconoscimento della dignità umana e la difesa dei diritti inalienabili di ogni persona, il rispetto delle differenze culturali e religiose, l’impegno per il bene comune, spiega p. Bentoglio: "essi continuano a indicare la via da percorrere in un mondo che si proclama rispettoso dei diritti umani, ma che spesso si ferma alle parole. La Chiesa cattolica, insieme a un gran numero di donne e di uomini di buona volontà, può offrire un servizio specifico in questo contesto: poiché essa è per sua natura allo stesso tempo una e universale, esplicitandosi nelle varie Chiese particolari, porta in sé un modello di unità essenziale nel rispetto delle legittime diversità delle culture. Tale modello di unità nella diversità è precisamente ciò che la Chiesa può offrire alla società civile, di cui è parte integrante. Nella giusta collaborazione con le altre istituzioni religiose e civili, le comunità cristiane possono servire i popoli nella costruzione di un’unica famiglia umana".

Ucraina: nasce a Reggio Calabria il Comitato “Per i bambini e le mamme dell’Ucraina”

31 Marzo 2022 - Reggio Calabria - I profughi ucraini che stanno arrivando in queste settimane a Reggio Calabria sono soprattutto gruppi familiari, di cui fanno parte molti minori. Una dottoressa, che assiste le persone alla frontiera in fuga verso i Paesi dell’Unione Europea, tramite una donna ucraina che vive a Reggio, ha segnalato la drammatica situazione di centinaia di bambini accampati nella stazione ferroviaria di Varsavia. In attesa che le istituzioni pubbliche adottino le misure opportune per garantire canali strutturati di accoglienza, grazie alla immediata disponibilità di volontari, associazioni, parrocchie e famiglie, è stato aperto un piccolo corridoio umanitario per dare una prima risposta all’emergenza. Così è nato il Comitato “Per i bambini e le mamme dell’Ucraina”. Vi fanno parte l’Associazione Agape, la Parrocchia San Sebastiano al Crocifisso, la Parrocchia Santi Filippo e Giacomo in Sant’Agostino, la Caritas diocesana, l’Associazione Ulysses, la Cooperativa Demetra, il Banco Alimentare, l’Associazione Medici del Mondo e il Patronato della CGIL. Come emanazione dell’Ufficio Diocesano “Migrantes”, ha aderito all’iniziativa anche il Centro Ascolto “G.B. Scalabrini”, presieduto da p. Gabriele Bentoglio, missionario scalabriniano e direttore dell'Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Calabria - Bova.  Grazie a questa rete di solidarietà, finora otto nuclei familiari, composti da venti donne e dieci bambini, sono stati accolti presso alcune famiglie o in alloggi messi a disposizione dalla generosità di privati cittadini. Il Comitato si impegna a dare vita a progetti familiari personalizzati, che prevedono anzitutto l’individuazione di un volontario-tutor come punto di riferimento della famiglia accolta, sia per le necessità quotidiane che per il raccordo con enti e istituzioni; poi, il reperimento di alloggi, prevedendo la copertura delle spese delle utenze, di eventuali lavori di adattamento e di acquisto di quanto necessario; quindi, l’assistenza per l’inserimento scolastico, le cure sanitarie, il sostegno psicologico, l’accesso alle attività sportive; ancora, l’assistenza legale e il raccordo con i servizi sociali Comunali, la Questura, l’Asp e il Tribunale dei Minori; infine, l’istituzione di corsi di alfabetizzazione per i minori e le mamme, in collaborazione con mediatori linguistici e culturali.

Reggio Calabria: nasce un nuovo sportello per l’integrazione

3 Marzo 2022 - Reggio Calabria - Lunedì 7 marzo, presso la sede del Centro Provinciale Istruzione Adulti “Stretto Tirreno-Ionio” di via Frangipane, a Reggio Calabria, aprirà un nuovo sportello per migranti, mentre un distaccamento funzionerà a Locri, in costa ionica. Questo servizio fornirà supporto ai migranti nelle procedure giuridico-amministrative, sostegno psicologico e assistenza ai servizi scolastici. L’iniziativa fa parte del Progetto FAMI 1597, finalizzato alla realizzazione di “azioni e strumenti di governo per la qualificazione del sistema scolastico in contesti multiculturali”. Come emanazione dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Calabria-Bova, il Centro Ascolto “Scalabrini”, gestito dai missionari Scalabriniani della parrocchia S. Agostino, nel centro storico di Reggio Calabria, ha aderito al programma, curato dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero dell’Istruzione, finanziato dal Ministero dell’Interno, co-finanziato dall’Unione Europea, che vede come capofila e realizzatore il CPIA, con il Dirigente scolastico Gaetano Marciano. Il nuovo sportello nasce da una rete di collaborazione alla quale, oltre alla Prefettura e all’Ufficio scolastico regionale della Calabria, aderiscono vari enti e associazioni di Reggio Calabria, come l’I.I.S. Boccioni-Fermi, l’I.P.S.I.A. Siderno, gli Istituti Comprensivi Catanoso-De Gasperi, Giovanni XXIII e Alvaro-Gebbione. C’è, poi, il Movimento Cooperazione Internazionale (Mo.C.I.) e l’associazione di volontariato Abakhi, per la tutela e la promozione dei diritti delle persone deboli, promuovendo l’inclusione sociale. Si tratta, quindi, di un’opportunità offerta a immigrati non comunitari per favorire una maggiore e migliore integrazione sul territorio italiano. In concreto, il nuovo sportello mira a valorizzare e consolidare esperienze di integrazione scolastica, offrendo servizi qualificati agli studenti e alle loro famiglie. In tal modo, sarà possibile contribuire alla qualificazione del sistema scolastico in contesti multiculturali, offrendo strumenti utili al rafforzamento dell’integrazione scolastica degli alunni con background migratorio. Nella metodologia d’azione, si prevede anzitutto la pubblicazione di strumenti divulgativi, sia per il personale scolastico che per le famiglie dei migranti, per informarli sulle attività specifiche dello sportello. Poi, la raccolta di buone pratiche in tema di integrazione. Infine, la realizzazione di interventi di formazione o aggiornamento professionale in tema di integrazione. Lo sportello sarà attivo da martedì 8 marzo a sabato 21 maggio con i seguenti orari: Martedì dalle 17:00 alle 19:00; Giovedì dalle 17:00 alle 19:00; Venerdì dalle 9:30 alle 11:30; Sabato dalle 9:00 alle 11:00. (p. Gabriele Bentoglio)

Reggio Calabria: oggi la presentazione di “Emigrazione e immigrazione in Calabria” di mons. Denisi

28 Febbraio 2022 -
Reggio Calabria - "Emigrazione e immigrazione in Calabria – Storia, cultura, dimensioni del fenomeno" è il titolo di uno dei tre nuovi volumi di mons. Antonino Denisi che sarano presentati oggi a Reggio Calabria su iniziativa della diocesi di Reggio Calabria - Bova, della Deputazione di storia patria per la Calabria e dell'Archivio diocesano. L’incontro sarà aperto dalla presentazione del professor Giuseppe Caridi, presidente della Deputazione di storia patria per la Calabria. Interverranno, inoltre, Maria Pia Mazzitelli, direttrice dell’Archivio storico diocesano, padre Gabriele Bentoglio, direttore dell’Ufficio Migrantes e Caterina Borrello, docente dell’Istituto superiore di Scienze religiose. Don Pietro Sergi, vicario episcopale per la Pastorale della cultura modererà l’incontro a concludere il quale sarà l’intervento dell’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria - Bova, mons. Fortunato Morrone.
 "L’arcidiocesi di Reggio Calabria – Vescovi clero e parrocchie", "Emigrazione e immigrazione in Calabria – Storia, cultura, dimensioni del fenomeno" e "Santità religiosità e pietà popolare nella Chiesa reggina" (Reggio Calabria, Laruffa Editore, 2021) raccolgono gli scritti che il sacerdote, per anni impegnato nella pastorale Migrantes, nell’arco di tanti anni ha prodotto come storico della Chiesa reggina e studioso delle migrazioni dal sud Italia e con particolare attenzione e minuzia da e per la Calabria. La collana Colligite Fragmenta, della quale fanno parte i tre libri, non è altro che la cospicua raccolta di oltre cento studi effettuata nel corso degli anni dal sacerdote-giornalista reggino, decano del Capitolo metropolitano. Mons. Denisi ha messo insieme, scritti e relazioni pubblicati, a distanza di decenni, su saggi o su riviste e giornali ed ora raccolti in questa corposa pubblicazione, composta da tre volumi. Autore di numerose pubblicazioni, il novantunenne sacerdote reggino ha ricoperto nel corso dei suoi quasi settant’anni di sacerdozio diversi incarichi. È stato non solo parroco, ma anche segretario particolare del vescovo mons. Aurelio Sorrentino, prima a Potenza e poi a Reggio Calabria. È stato, inoltre, titolare della cattedra di teologia morale presso l’Istituto superiore di Scienze religiose di Reggio Calabria. Ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità a servizio della Chiesa reggina. È stato anche direttore Migrantes. "Gente come lui è una testimonianza di quella tradizione senza cui non c’è futuro", scrive nella prefazione alla trilogia Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. I volumi, ha avuto modo di dire lo stesso Denisi, sono dedicati alla Chiesa, "sposa bella che ho amato e servito con amore filiale per la lunghezza dei giorni che l’eterno mi ha donato, ai migranti calabresi e a quelli di tutte le patrie" e alla «nobile Chiesa reggina, ai suoi pastori e al Popolo santo di Dio che ho cercato di servire con la parresia della mente e del cuore, perché risplenda nei secoli la gloria della sua santità".

Migrantes Reggio Calabria-Bova: la festa dei Popoli con mons. Morrone

13 Gennaio 2022 - Reggio Calabria - A Reggio Calabria, la solennità dell’Epifania di quest’anno ho offerto l’occasione alle comunità etniche di ritrovarsi, in cattedrale, attorno al nuovo arcivescovo, mons. Fortunato Morrone. Nonostante la recrudescenza della pandemia, la gioia di vivere la comunione delle diversità è stata la motivazione di fondo per celebrare l’“Epifania di Gesù, incontro dei Popoli”, come recitava la locandina che invitava all’evento. Con il vescovo e un buon numero di sacerdoti della diocesi, in duomo c’erano gruppi di Filippini, Ucraini, Rumeni, Georgiani e Polacchi, con rappresentanti del Congo, del Senegal, dello Sri Lanka, del Kenya e della Tanzania. È stata anche un’opportunità per commemorare un grande vescovo, Giovanni Battista Scalabrini, che 25 anni fa papa Giovanni Paolo II ha proclamato Beato, definendolo “Padre dei migranti”. Il direttore dell’Ufficio diocesano “Migrantes”, p. Gabriele Bentoglio, ha presentato le comunità etniche all’Arcivescovo citando l’omelia dell’Epifania del 2016 pronunciata da papa Francesco e spiegando che: “oggi, in questa cattedrale, noi facciamo di nuovo esperienza della realtà di cui ha parlato il Santo Padre: Gesù si manifesta ancora come potenza che unisce, che distrugge i muri che dividono e ci aiuta a guardare agli elementi che arricchiscono le nostre diversità etniche, linguistiche, culturali e persino religiose”. L’arcivescovo, da parte sua, ha ripreso e approfondito il tema dell’unità, che si colora e arricchisce con i molteplici elementi che formano il patrimonio di ogni singola persona e di ogni comunità. Al termine della celebrazione, per indirizzare un saluto all’arcivescovo, hanno preso la parola un rappresentante della comunità Filippina, uno della Chiesa Rumena Ortodossa e uno della comunità Islamica. Il Beato Scalabrini era "presente" alla celebrazione, non solo nel poster che campeggiava sul presbiterio della cattedrale, ma soprattutto quando sono di nuovo risuonate le parole che egli aveva rivolto alla sua diocesi di Piacenza nell’omelia della notte di Natale del 1887, quando disse: “Venite, o popoli della terra, cantate ai piedi di Gesù bambino il cantico della gioia, l’inno della gloria. (…) Ascoltiamo gli Angeli, che ci annunciano ancora nella sua nascita un mistero di pace (…): pace sulla terra alle nazioni, ai popoli, pace all’oriente, dove ancora c’è guerra; pace all’occidente, che spaventosamente si getta nell’abisso; pace ai genitori, ai figli, (…) pace agli uomini tutti di buona volontà”.  

Migrantes Reggio Calabria-Bova: gli aiuti al circo Orfei-Martini

27 Marzo 2020 -

Reggio Calabria - Con i mezzi della Protezione Civile  della Città Metropolitana di reggio Calabria, alla presenza dei Carabinieri, con il parroco don Nucera Danilo, sono  state consegnati al Circo Orfei / Martini, in sosta sulla S.S. 106 nei pressi di Saline, gli ulteriori rifornimenti di generi alimentari e beni di prima necessità. Sotto la pioggia battente, l'operazione è avvenuta con tutte le precauzioni sanitarie che il caso richiede.

Nonostante tutto c'è stato il tempo di scambiare un fraterno saluto a tutte le famiglie circensi tramite il Direttore del circo  Martini.  Rinnovando la disponibilità nostra con il parroco, don Danilo Nucera - informano i referenti Migrantes per lo spettacolo viaggiante della diocesi di Reggio Calabria-Bova, Angelica e Mario Casile - a "rivederci, non soltanto in questa situazione di emergenza sanitaria, ma poterci riunire sotto lo chapitou ad ascoltare la Parola di Dio e  pregare per i vivi e per i morti". Gli altri componenti del Circo, riunitosi a capannello hanno ringraziato e acconsentito alla proposta. I referenti Migrantes, insieme  don Nucera, hanno distribuito, oltre ai viveri, sussidi di preghiera da utilizzare nelle famiglie. Appena sarà possibile, il parroco ha dato la disponibilità  di celebrare una messa di ringraziamento sotto lo chapitou.

Un'altra buona notizia che è giunta in queste ultime ore: l'unico ragazzo in età scolare, grazie all'impegno dell'assessore Lucia Nucera e al Dirigente Scolastico della scuola primaria di Montebello, può continuare il suo percorso scolastico telematicamente in vista della valutazione finale. Alla luce della pandemia di questo tempo, la Caritas Italiana  e la Fondazione Migrantes Nazionale hanno sollecitato, tramite lettera, la collaborazione nelle singole diocesi. Questo input è stato "accolto e messo in atto con entusiasmo e generosità. Tanto da promuovere iniziative nel trapanese e nel triveneto, dove stanno sostando altri circhi e lunapark di cui siamo venuti a conoscenza", dicono i referenti Migrantes . La diocessi di Reggio Calabria-Bova, attraverso la Caritas diocesana ed il settore Migrantes "Circhi e lunapark", è stata presente  in questa "missione" consapevole che la collaborazione della Croce Rossa, del Banco Alimentare che hanno messo a disposizione i viveri di concerto con la Protezione Civile della Città Metropolitana e le Forze dell'Ordine, hanno "mostrato il vero volto dell'animo dei reggini e dei calabresi. Il cammino quaresimale di questo 'tempo'  si concretizza così, non soltanto nell'intimo di se stessi, nella conversione e nel pentimento ma nell'attegiamento di condivisione cristiana", spiegano Angelixa e Mario Casile.