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Migrantes Andria: parte il progetto APRI

5 Ottobre 2020 - Andria - Nel corso degli ultimi mesi il sistema di accoglienza italiano a favore dei migranti e rifugiati è stato fortemente modificato a seguito di vari provvedimenti legislativi riducendo soprattutto la tutela dei diritti umani e tagliando i servizi alla persona. Tutto ciò sta provocando un’influenza sfavorevole sui processi di integrazione al punto che molte realtà ecclesiali diocesane hanno deciso di promuovere il progetto “APRI” proposto dalla Caritas nazionale e finanziato dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Al fine di sviluppare nuovi processi di inclusione sociale, per garantire risposte immediate ai bisogni del territorio e assicurando un contesto protetto, che restituisca ai migranti e rifugiati, fiducia e speranza per il futuro. Infatti sabato 3 ottobre 2020 l’Ufficio Migrantes della diocesi di Andria in collaborazione con la Caritas Diocesana e con l’indicazione pastorale del Vescovo Mons. Luigi Mansi, ha dato avvio al progetto sul territorio diocesano, occasione utile per promuovere la “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, istituita, in virtù della legge 45/2016, per ricordare e commemorare tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà. Con il progetto “APRI”, l’acronimo richiama i famosi quattro verbi del Papa riferiti ai migranti (Accogliere, proteggere, promuovere e integrare) e il gesto di aprire loro la porta, l’Ufficio Migrantes di Andria si impegna ad individuare un numero di sei migranti e rifugiati tra i più vulnerabili. La caratteristica del progetto è – si legge in una nota dell’ufficio diocesano Migrantes - la richiesta di affiancamento di una o più famiglie che svolga il ruolo di tutor per ogni migrante o rifugiato favorendo l’inserimento e l’integrazione nella società in cui ora vive (gite fuori porta, pranzi domenicali in famiglia, cinema, teatro, lingua italiana, sport, inserimento lavorativo, ecc..). Attraverso questa modalità di accoglienza si potrebbe dare una risposta nuova al bisogno, ma soprattutto “riaffermare con convinzione un’idea di integrazione differente. In altri termini possiamo dire che è una forma di adozione, che una famiglia dispone nei confronti di un migrante e rifugiato”. Per l’iter burocratico legale e sanitario le famiglie di adozione del migrante o rifugiato saranno supportate dall’Ufficio Migrantes che si avvallerà della collaborazione della Comunità Migrantesliberi, che offrirà nello specifico servizi professionali.

GMMR: le iniziative nella diocesi di Andria

18 Settembre 2020 - Andria - Non si dimentichino gli sfollati interni e “tutti coloro che si sono trovati a vivere e tuttora vivono esperienze di precarietà, di abbandono, di emarginazione e di rifiuto a causa del Covid-19”. È questa l’esortazione racchiusa nel messaggio del Papa per la 106ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà Domenica 27 settembre 2020. Il messaggio di Papa Francesco ha come titolo: “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”. Si stima che nel mondo gli sfollati interni siano oltre 50 milioni. A guerre, conflitti e disastri ambientali, si aggiunge in questo tempo anche la piaga della pandemia. "Il loro - dice il direttore Migrantes della diocesi di Andria -  è spesso un dramma silenzioso e dimenticato". Tra le tante sfide che ci troviamo ad affrontare c’è il dramma degli sfollati interni. "Un’emergenza umanitaria senza precedenti, peggiorata dalla crisi climatica, che sta colpendo senza sosta le persone che già vivono in stato di povertà. Non è tutto, perché, le gravi conseguenze portate dalla pandemia rischiano di trasformare i protagonisti di questo dramma in cittadini invisibili, dimenticati dagli aiuti internazionali e dalle politiche di salvataggio", aggiunge il sacerdote. "Non è questo il tempo della dimenticanza, la crisi che stiamo affrontando non ci faccia dimenticare tante altre emergenze che portano con sé i patimenti di molte persone", ha detto Papa Francesco. “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”: sono i verbi di partenza che accompagnano la celebrazione di questa 106ma giornata mondiale del migrante e del rifugiato. A questi ne vanno aggiunti altri di fondamentale importanza. "Bisogna conoscere per comprendere. Quando si parla di migranti, di sfollati, è necessario ricordare che non si sta parlando di semplici numeri ma di persone, ognuna con la propria storia, la propria dignità, le proprie difficoltà. È altresì importante condividere per crescere", spiega don Acri: "la precarietà globale dovuta alla diffusione del Covid ci ha ricordato che siamo tutti sulla stessa barca e ci ha fatto capire che nessuno può salvarsi da solo. Dobbiamo perciò condividere i nostri timori, le nostre preoccupazioni e le nostre risorse. È l’unica salvezza per crescere insieme". Giornate come queste sono l’occasione per "capire quanto le discriminazioni e l’odio sistematico siano dannosi per sé stessi e per coloro che ci sono intorno. Questo non è il tempo di continuare ad assecondare gli egoismi, ma di preservare il bene comune garantendo l’impegno locale e globale". L’Ufficio Migrantes di Andria , in collaborazione la Comunità MigrantesLiberi, organizzerà diversi eventi e momenti di condivisione e l’intera comunità ecclesiale è invitata a partecipare agli eventi per "facilitare - spiega il direttore Migrantes - la costruzione di ponti e dialogo". Si parte giovedì 24 settembre presso la Casa Accoglienza “S.M. Goretti”, “Ti racconto tante storie” - Té conviviale con gli ospiti delle Case di comunità ed esposizione dei manufatti realizzati dalla nostra sartoria sociale". Il giorno successivo sempre presso la Casa Accoglienza “S.M. Goretti”, "La Téranga a cena"  mentre sabato, presso la Parrocchia Gesù Crocifisso celebrazione Eucaristica presieduta da don Michele Leonetti che ha svolto il suo ministero diaconale presso la Casa Accoglienza.

Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie: domani con 20 seminaristi ad Andria per conoscere e fare esperienza nei luoghi della carità e solidarietà.

26 Agosto 2020 -

Andria - Domani, giovedì 28 Agosto, la Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria ospiterà mons. Leonardo D'Ascenzo, vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie e 20 seminaristi, accompagnati da don Cosimo Delcuratolo, responsabile diocesano della formazione, per vivere una giornata di preghiera e di conoscenza dei luoghi di esercizio della carità della nostra comunità ecclesiale.

I seminaristi e mons. Leonardo D'Ascenzo avranno modo di conoscere i servizi di carità che la Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria, le Case Famiglia e le Case di Accoglienza della Comunità “Migrantesliberi”, presidio da anni dell’esercizio e servizio di Carità donato al prossimo, al povero, al forestiero, all’altro.

I seminaristi, inoltre, vivranno una esperienza di servizio nelle case famiglia e di accoglienza della Comunità “Migrantesliberi”, nata dalla esperienza della stessa Casa Accoglienza, condividendo con gli ospiti il pranzo presso le Case Famiglia e di Accoglienza della Comunità “Migrantesliberi”, presenti nella Città di Andria, dove conosceranno le storie e i tanti volti dell’accoglienza. Sicuramente per i seminaristi sarà un’esperienza che li porterà a diretto contatto con la carne viva dell’umanità sofferente e piagata dall’indifferenza e dall’abbandono.

Un richiamo spirituale forte ai fondamentali della vocazione, infatti per Papa Francesco sono gli anni più favorevoli quelli del seminario per imparare a stare con il Signore Gesù Cristo, "imparare ad ascoltarlo e a contemplare il suo volto". Serve dunque dedicare un adeguato impegno alla formazione spirituale visto che – per il il Papa– “…l’esperienza del silenzio e della preghiera è fondamentale: è lì, nel rimanere alla sua presenza, che il discepolo può conoscere il Maestro, come da Lui è conosciuto – direbbe San Paolo. Ma è essenziale anche l’incontro con Gesù nel volto e nella carne dei poveri. Anche questo è parte integrante della formazione spirituale del seminarista”.

Migrantes Andria: un rifugio ospitale anche per la notte

10 Giugno 2020 - Andria - Durante l’emergenza sanitaria per contenere il contagio l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria ha allestito un rifugio per dare sostegno concreto alle situazioni di maggiore fragilità sociale ed economica. La Casa di Accoglienza “Santa Maria Goretti”, spiega il direttore Migrantes, don Geremia Acri, ha assicurato sinora servizi diurni e non vi sono sul territorio luoghi per un’accoglienza notturna di persone che vivono per strada. Offrire un posto accogliente per la notte è l’ennesima risposta della Chiesa, un segno di attenzione nei confronti di tutte quelle persone che nel momento del bisogno non trovano soluzioni in grado di rispondere a esigenze materiali immediate. Il tempo vacillante di questa stagione ci mette di fronte al bisogno sempre più impellente di aiutare quelli della 'prima volta': quelli che la ripresa del lavoro è dura; quelli che hanno contratto mutui, affitti onerosi per le loro attività commerciali e artigianali che stentano a decollare nuovamente; quelli che il peso delle troppe incognite hanno reso fragili dal punto di vista psicologico; e quelli che hanno bisogno di trovare una nuova strada per sostenere la propria vita e quella dei propri cari. Ora chi è rimasto senza un tetto sa di non essere dimenticato. Grazie ai volontari che prestano il loro servizio presso la Casa di Accoglienza. (Sabina Leonetti -  Avvenire)

Pandemia e stato sociale

13 Maggio 2020 - Andria - Nell’ultimo decennio e soprattutto negli anni più vicini a noi, lo “stato sociale” delle nostre Città è stato ridotto a “modello di sopravvivenza” ed oggi è imploso del tutto. Senza che siano diminuite le povertà tradizionali arginate con forme di assistenzialismo, (bonus alimentare, utenze, fitto casa ecc...) oggi sono emerse nuove povertà che riguardano coppie di giovani senza futuro, piccoli imprenditori, commercianti indebitati e lavoratori a nero, diversi costretti pur di portare il pane in tavola, non tutelati. Dobbiamo arginare la crisi sociale, economica, relazionale, lavorativa provocata dall’emergenza corona virus. Certamente non basterà. Una crisi che potrebbe durare anni. Questa emergenza ci costringerà a modificare la nostra società, ma anche l’attuale sistema economico, che genera precarietà, fragilità e nuove e antiche emarginazioni. È una sfida. Non possiamo permettere che in tanti debbano accontentarsi delle briciole, del pacco viveri o bussare continuamente alla porta della solidarietà e carità. Dobbiamo in primis ridare dignità a tutti, dobbiamo, oltre a sconfiggere il virus, debellare le ingiustizie e gli squilibri. In tanti forse non riusciranno a beneficiare degli sperati aiuti e sostegni: lavoratori con scarse tutele; famiglie numerose; famiglie giovani, con bimbi piccoli; senza fissa dimora; lavoratori stagionali. Aver deciso di tenere aperto il Centro di Ascolto della Casa Accoglienza “S. M. Goretti” della diocesi di Andria ha dato una possibilità di non lasciare isolati chi è solo ed è più fragile in queste ore non del tutto luminose. Infatti con l’inasprirsi della crisi economica e sociale da Covid 19, il Centro di Ascolto ha visto un forte aumento di nuove presenze, quelli della “prima volta”, in situazioni di impoverimento o dalla necessità di far fronte ad emergenze economiche di ogni genere. Un allargamento e una diversificazione della povertà che complicano e preoccupano il presente e il futuro di tanti Comuni Italiani. Tale situazione, non solo può accrescere il divario tra inclusi ed esclusi ma può anche allargare aree di conflitto sociale, generando odio e disprezzo nei confronti dell’altro e delle Istituzioni compresa la Chiesa. Ecco perché oggi lo “stato sociale” delle nostre comunità cittadine deve dare risposte concrete a tutti quei cittadini caduti in povertà. È necessario individuare linee strategiche di indirizzo comunale, come hanno fatto diversi Comuni, attraverso la partecipazione attiva di organizzazioni sociali, imprenditori, enti no profit ecc ... e ripensare una visione cittadina, che tenga insieme salvaguardia di diritti, di legalità, di ambiente, di salute e di impresa. Il coinvolgimento della base sociale sarà vitale per il post emergenza, altrimenti si rischia di nebulizzare risorse, competenze e attività e accentuare per di più il fenomeno delle diseguaglianze economiche e sociali della Polis.   Don Geremia Acri – direttore Migrantes Andria - e i volontari

Don Acri: l’opera meravigliosa del servizio alla carità

7 Maggio 2020 - Andria - La liturgia, l'Eucarestia i sacramenti non possono essere rinchiusi in un luogo perché la liturgia è mistero di passione morte resurrezione è vita e oggi, in questo tempo di preoccupazione e tristezza, è celebrata e vissuta nei tanti ospedali sparsi sul nostro territorio come anche in tutti quei luoghi di carità e solidarietà. Il Corpo di Cristo, custodito nei tabernacoli delle nostre cattedrali delle nostre chiese, oggi più che mai è presente in tanti uomini e donne: tabernacoli viventi, presenza viva di un Dio amante della vita che è in mezzo a noi e con noi e continua a fasciare le nostre ferite con olio di consolazione e vino di speranza. In tutta questa tristezza e apprensione c'è un motivo di bellezza e gioia: i volontari della carità non hanno abbandonato. Continuano l'opera meravigliosa del servizio. Tutti i luoghi della Carità sono diventati luoghi di liturgia, di chiesa viva che, nonostante il fermo delle celebrazioni con la presenza del popolo di Dio, continua a celebrare. Infatti con i volontari e gli ospiti in questi giorni sto riscoprendo una rinnovata bellezza e una nuova modalità di essere prete, con loro e per loro.  In questo luogo della carità si celebra la grande liturgia: le mani alzate per offrire il pane quotidiano, frutto della terra e del lavoro dell’uomo, il pane spezzato sulla tavola della mensa e condiviso, il corpo di Cristo dato per il nostro nutrimento, l’acqua che bagna corpo e piedi, l’unzione che rinfranca e ridona vita, la voce dei volontari, sacramento dell’accoglienza e dell’amore di Cristo che si china per lavarci i piedi. La speranza è virtù che ci conduce a scoprire un senso al vivere, che ci permette di rialzarci, comunque e nonostante tutto e anche quando pare smarrita va cercata, scoperta e alimentata perché germogli. La speranza ci dà la possibilità di accettare il morire di qualcosa e cambiare perché altro sia possibile. “Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Ma questo sia fatto con dolcezza, rispetto e retta coscienza” (dalla prima Lettera di S. Pietro Apostolo 3,15-17).

Don Geremia Acri

Direttore Migrantes Andria

 

Migrantes: 3000 mascherine per i più fragili grazie alla sartoria sociale “La Teranga”

2 Aprile 2020

Roma  - "La comunità andriese ci ha sempre sostenuti, ci ha sempre aiutati, ed è il momento che noi migranti, operatori e volontari della Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” e dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria, facciamo qualcosa per il bene di tutti". Questo mi hanno condiviso, in primis, i giovani migranti e gli altri ospiti, quelli che la società, a volte, li considera esuberi.

Un messaggio forte di solidarietà che parte, in questi giorni concitati e preoccupanti per l’epidemia del coronavirus, dalla sartoria sociale “La Téranga”: progetto sostenuto dall’8xmille della Chiesa Cattolica per il tramite della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana.

Sono state momentaneamente messe da parte tovaglie, teli, asciugamani, runner… e si è deciso che da qui in avanti, finché si potrà, si cuciranno solo mascherine, di cotone, lavabili ogni giorno con sanificanti e igienizzanti.

Le mascherine cucite dalla sartoria sociale “La Teranga” oltre ad essere state distribuite agli ospiti che usufruiscono dei vari servizi che la Casa Accoglienza, (servizi assicurati ora più che mai, dato il momento storico di forte preoccupazione e apprensione), vengono ripartite anche ai cittadini andriesi che fanno fatica a trovare sul territorio le mascherine e a cui «noi stiamo rispondendo prontamente per senso di responsabilità e dovere».

Inoltre le mascherine della sartoria sociale "La Teranga" sono state donate ai medici e volontari di una Associazione della Città di Andria che quotidianamente si recano nelle case dei malati, in particolare dei pazienti oncologici.

La sartoria sociale “La Teranga”, gestita dalla Comunità “Migrantesliberi e che fa riferimento alla Casa di Accoglienza e Ufficio Migrantes, ha poi pensato bene di cucire mascherine che su richiesta del Direttore Generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis,  saranno destinate ai senza fissa dimora sparsi sul territorio nazionale.

Altre mascherine sono state inviate alla Fondazione Migrantes che ha provveduto a distribuirle in zone ad alto rischio contagio, dove vivono persone tra cui bambini senza fissa dimora, in alloggi di fortuna.

La solidarietà in questi giorni di emergenza ed urgenza dettata dal covid-19 non si ferma e talvolta si raddoppia. Con questo gesto che arriva da coloro che, in primis, hanno sperimentato la bellezza del dono, possiamo rendere un servizio, seppur minimo, ad altri che stanno combattendo altre battaglie per la vita.

In tutta questa tristezza e apprensione c'è un motivo di bellezza e gioia: i volontari non hanno abbandonato continuano l'opera meravigliosa del servizio. La casa di accoglienza è diventata luogo di liturgia, chiesa viva che, nonostante il fermo delle celebrazioni con la presenza del popolo di Dio, continua a celebrare.

Nei luoghi della carità si celebra la grande liturgia: le mani alzate per offrire il pane quotidiano, frutto della terra e del lavoro dell’uomo, il pane spezzato sulla tavola della mensa e condiviso, il corpo di Cristo dato per il nostro nutrimento, l’acqua che bagna corpo e piedi, l’unzione che rinfranca e ridona vita, la voce dei volontari, sacramento dell’accoglienza e dell’amore di Cristo che si china per lavarci i piedi.

La liturgia, l'Eucarestia i sacramenti non possono essere rinchiusi in luogo perché la liturgia è mistero di passione morte resurrezione è vita e oggi, in questo tempo di preoccupazione e tristezza, è celebrata e vissuta nei tanti ospedali sparsi sul nostro territorio come anche in tutti quei luoghi di carità e solidarietà.

Il Corpo di Cristo, custodito nei tabernacoli delle nostre cattedrali e delle nostre chiese, oggi più che mai è presente in tanti uomini e donne: tabernacoli viventi, presenza viva di un Dio amante della vita che è in mezzo a noi e con noi e continua a fasciare le nostre ferite con olio di consolazione e vino di speranza.

Geremia Acri - Direttore Migrantes Andria

Migrantes Andria: la sartoria sociale “La Teranga” cuce mascherine

19 Marzo 2020 - Andria -  “La comunità andriese ci ha sempre sostenuti, ci ha sempre aiutati, ed è il momento che noi migranti, operatori e volontari della Casa Accoglienza ‘S. Maria Goretti’ della diocesi di Andria, facciamo qualcosa per il bene di tutti”. Un messaggio forte di solidarietà che parte, in questi giorni concitati e preoccupanti per l’epidemia del coronavirus, dalla sartoria sociale “La Téranga”, gestita dalla Comunità “Migrantesliberi”, progetto sostenuto con i fondi dell’8xmille della Chiesa Cattolica dalla Fondazione Migrantes. Sono state momentaneamente messe da parte tovaglie, teli, asciugamani, runner… e si è deciso che da qui in avanti, finché si potrà, si cuciranno solo mascherine, di cotone, lavabili ogni giorno con sanificanti e igienizzanti, dice il direttore diocesano Migrantes, don Geremia Acri. Le mascherine cucite dalla sartoria sociale “La Teranga” oltre ad essere state distribuite agli ospiti che usufruiscono dei vari servizi che la Casa Accoglienza, (servizi assicurati ora più che mai, dato il momento storico di forte preoccupazione e apprensione), vengono ripartite anche ai cittadini andriesi che fanno fatica a trovare sul territorio le mascherine e a cui “…noi stiamo rispondendo prontamente per senso di responsabilità e dovere”. Le offerte che si ricevono, del lavoro che in questi giorni stiamo svolgendo, sono utilizzate per sostenere i vari servizi che Casa Accoglienza sta garantendo: Mensa della Carità: dal lunedì al sabato dalle ore 17:00 alle ore 18:00; Servizio Docce: dal lunedì al sabato dalle ore 09:00 alle ore 10:30; Servizio Neonati: il martedì dalle 09:30 alle ore 11:00. Per info 0883 592369.  

Migrantes Andria: due iniziative contro la Tratta di persone

5 Febbraio 2020 - Andria - Sabato 8 febbraio si celebrerà la VI Giornata Mondiale contro la tratta di persone. La scelta della data non è casuale: è il giorno in cui ricorre la memoria liturgica di san Bakhita, la schiava nera divenuta santa, ricorda il direttore Migrantes della diocesi di Andria, don Geremia Acri: suora canossiana di origine sudanese, divenuta simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta, esempio di vita la cui storia è un inno alla speranza che consola. Santa Giuseppina Bakhita, nata nel 1868, in Darfur, ha vissuto i primi anni della sua esistenza in schiavitù: tra il 1877 e il 1882 passò da un padrone all'altro, subendo atroci sofferenze.  Portò per tutta la sua vita 144 cicatrici, provocate dopo stata rapita e fatta schiava all’età di appena 9 anni. “Il clima sociale e politico che in Italia e nel mondo stiamo vivendo non è dei migliori: inarrestabile la deriva culturale e valoriale a cui assistiamo inermi. È necessario arruolare le nostre coscienze al rispetto delle diversità e delle debolezze che caratterizzano l’altro. L’altro – scrive in una nota il sacerdote - ha un volto, è una persona in carne ed ossa che non possiamo ignorare, qualunque sia la sua situazione. È un viso che rivela la nostra umanità, tante volte sofferente e trascurata”. Celebrare la memoria delle vittime dei “tanti martiri non basta se poi non si comprende appieno il messaggio e l’insegnamento che queste commemorazioni vogliono diffondere”. In occasione della Giornata di preghiera per le vittime di Tratta ad Andria due iniziative. La prima sabato 8 febbraio alle ore 18:00, presso la chiesa parrocchiale Gesù Crocifisso con una celebrazione dell’Eucarestia in ricordo delle vittime di Tratta mentre domenica 9 febbraio alle ore 19:30, presso l’auditorium Mater Gratiae: Sciara progetti teatro presenta “Malanova” con Ture Magro – spettacolo inserito nella mini rassegna teatrale “Visioni dei conflitti, dei diritti” promossa dalla comunità “Migrantesliberi” e dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria. Cosa è una malanova? È “una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere”. Chi è Malanova? “Una ragazzina. La sua storia ce la racconta un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza sconvolgente. Salvatore attraversa a piedi piazze e i vicoli stretti, ascolta le donne parlare di matrimoni, battesimi e funerali, partecipa alle feste ed ai riti di sempre, e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull'onore”.

Andria: un murales per ricordare le vittime del naufragio a Lampedusa

3 Ottobre 2019 - Andria - Sono stati Daniele Geniale e Roberta Fucci a realizzare sul muro perimetrale della Casa Accoglienza “S. M. Goretti” ad Andria il murales “Si prese cura…”, voluto in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che si celebra oggi. Era il  3 ottobre 2016, quando nei pressi delle coste di Lampedusa persero la vita in un drammatico naufragio 368 persone, altri 20 risultarono disperse, 155 furono i superstiti, di cui 41 bambini. “Per la Casa accoglienza “S. Maria Goretti” e per l’Ufficio Migrantes della diocesi di Andria rappresentare un’opera di street art su quei muri che trasudano di umanità significa lasciare un segno evocativo della parabola del buon samaritano – commenta don Geremia Acri -. Infatti, il titolo dell’opera “Si prese cura…” non è casuale, riprende l’intestazione della lettera pastorale del nostro vescovo Mons. Luigi Mansi”. “La cura nella tradizione cristiana – spiega don Acri – è custodire ed espandere i confini del proprio sé, e la capacità di sentire insieme all’altro, il disagio e la gioia, la sofferenza e la felicità, che implica il riconoscimento della comune umanità a cui tutti apparteniamo. La cura è una postura dell’anima che supera quel senso caritatevole e altruistico della pietà, è un impegno a fare bene per se stessi e per gli altri. La cura è un’attitudine donativo, che si fonda sulla consapevolezza dei propri limiti e sulla nostra condizione di vulnerabilità reciproca con l’Altro. La cura è la leva che apre i nostri cuori perché sottolinea la dimensione affettiva della relazione con le persone e l’ambiente che ci circonda. E oggi è quanto mai urgente ampliare il concetto di cura, e la comunità ecclesiale ha una grande responsabilità, soprattutto quella parte di laici cattolici impegnati nei ruoli pubblici, come la politica e le istituzioni statali”. Il murales sarà inaugurato domani sera, alle 18.30. “Quello che ho fatto – spiega l’artista Daniele Geniale – è stato narrare la parabola per esprimere la mia idea sull’universalità dei valori intrinseci nei testi evangelici. Il mio approccio è stato quello di attualizzare il breve racconto della parabola, usando gli archetipi contemporanei, che sostituiti alle figure del sacerdote e del levita, hanno la stessa funzione di questi ultimi per l’economia del racconto”.