Tag: Immigrati e rifugiati

Viminale: da inizio anno sbarcate 340 persone sulle nostre coste

11 Gennaio 2021 - Roma - Sono 340 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni ed  aggiornato  alle 8 di questa mattina. Dei 340 migranti sbarcati in Italia nel 2021, al momento solo per 22 è stata definita la nazionalità, che è tunisina (6%), mentre per gli altri 318 è ancora in corso la procedura di identificazione.  

Migrantes Forlì-Bertinoro: domani Messa dei Popoli con mons. Corazza

9 Gennaio 2021 - Forlì – Mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro, presiederà la S. Messa dei Popoli nel Duomo di Forlì in programma domani alle ore 11,15, alla presenza delle Comunità etniche cattoliche della diocesi accompagnate dai cappellani etnici. L’annuale appuntamento, organizzato dall’ufficio Migrantes, vedrà la partecipazione delle comunità di migranti cattolici rumena (la più numerosa), ucraina, polacca, filippina, africana francofona, africana anglofona, indiana del Kerala ed eritrea che insieme animeranno la S. Messa con canti e preghiere nelle diverse lingue. Al termine della S. Messa il vescovo distribuirà ai rappresentanti delle Comunità, come segno di presenza e ricordo della giornata, una pergamena con una frase di preghiera “Vieni, Spirito Santo! Mostraci la tua bellezza riflessa in tutti i popoli della terra, per scoprire che tutti sono importanti, che sono necessari, che sono volti differenti della stessa umanità amata da Dio”. (Fratelli tutti, Preghiera cristiana ecumenica). A fine 2019 erano 43.175 i cittadini stranieri residenti nella provincia di Forlì-Cesena, per il 60% rappresentati dalle nazionalità (in ordine numerosità) di Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina e per il restante 40% da altre 116 nazionalità. Sempre nel 2019 il saldo fra stranieri immigrati e stranieri emigrati è stato di +1.410. L’Ufficio Migrantes della diocesi di Forlì-Bertinoro, oltre a sostenere l’opera di evangelizzazione dei migranti, intende promuovere – spiega il direttore Migrantes, Walter Neri – nella comunità diocesana “opere di fraterna accoglienza e concreto aiuto, particolarmente sentite in questi tempi difficili, in collaborazione con la Caritas e le parrocchie”. Inoltre vede suoi volontari impegnati in uno “sportello di ascolto informale” in centro città, con il quale offrire “supporto e accompagnamento agli immigrati nella ricerca di affitto, lavoro e nello svolgimento di pratiche burocratiche. Continuiamo – aggiunge Neri – anche in questo tempo a seguire quella luce che promana dal Presepe e che ci indica il cammino che ancora ci separa dalla piena accoglienza e integrazione di tutte le persone migranti nelle nostre comunità”. (R.Iaria)

Migrantes: in distribuzione numero di gennaio della rivista “Migranti Press”

8 Gennaio 2021 - Roma - Si apre con un editoriale del direttore dell’organismo pastorale della CEI, don Giovanni De Robertis, l’ultimo numero della rivista mensile della Fondazione Migrantes, “Migranti Press”, in distribuzione in questi giorni. 

"La pandemia e la mobilità umana": questo il titolo dell’articolo che si sofferma su mesi appena trascorsi segnati dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia Covid-19 ma anche da tante altre situazioni difficili, che hanno continuato a consumarsi pur rimanendo invisibili. «La pandemia che stiamo vivendo ha limitato i movimenti di tutti, ma soprattutto ha segnato il cammino dei migranti: chi vive in un paese diverso dal proprio da mesi e mesi non può – salvo eccezioni - rivedere i familiari, nemmeno in caso di gravi malattie». La Fondazione Migrantes ha cercato in ogni modo di rimanere vicina e accompagnare alcune fra le categorie più colpite da questa crisi, peraltro già in condizioni economiche precarie a causa della povertà e della mancanza di lavoro. Non solo migranti e rifugiati, ma, colf, Rom, lunaparkisti e circensi.  

Nel numero un approfondimento anche sul Rapporto Asilo della Fondazione Migrantes presentato a dicembre dal titolo "Costretti a fuggire...ancora respinti". E poi un articolo sulla creazione a cardinale di Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Toscana e segretario della Commissione CEI per le Migrazioni, un bilancio della campagna Ce "Liberi di partire, liberi di restare" e anche alcune esperienze di pastorale in questo tempo di coronavirus tra gli italiani che vivono all'estero e tra i Rom in Europa.  E poi un articolo sui "ritrattisti di Maria, cioè i Madonnari. E ancora un inserto con una Scheda sul Tempo di Natale dal titolo "La mia parrocchia: famiglia di famiglie senza frontiere". 

Migrantes Torino: ieri la Festa dei Popoli con mons. Nosiglia

7 Gennaio 2021 -

Torino - Ieri mattina il Duomo di Torino ha accolto una rappresentanza delle Cappellanie etniche della diocesi nella celebrazione della Messa dell'Epifania. Come ogni anno la Migrantes di Torino organizza la Festa dei Popoli che solitamente ha inizio con la celebrazione eucaristica e prosegue nel pomeriggio con le esibizioni delle comunità tra musica, danza e teatro. Quest'anno, vista l'emergenza sanitaria, la giornata dedicata ai popoli è stata celebrata con la sola funzione religiosa presieduta dall'Arcivescovo e co-celebrata da alcuni dei sacerdoti a capo delle singole cappellanie. Erano presenti le comunità filippina, romena, latino-americana, anglofona, francofona, lusofona, brasiliana, peruviana, srilankese, ucraina, ecumenica. Ad animare la celebrazione il coro multietnico e le preghiere dei fedeli nelle diverse lingue. L'arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia nell'omelia ha ringraziato le comunità etniche ricordando il grande legame di fratellanza che ci unisce e la Migrantes per la testimonianza di unità e fede che dà nel suo lavoro quotidiano accanto alle sorelle e ai fratelli migranti. «Sul territorio colgo 'segni di speranza'», a partire dalle famiglie, dalle aziende, dalle nostre comunità che si «aprono» all'altro. Mons. Nosiglia ha richiamato le parole dell'enciclica "Fratelli tutti" e la frase di Papa Francesco "Siamo tutti sulla stessa barca", a proposito del difficile periodo che la pandemia ci costringe a vivere e della necessità di sentirsi parte di un'unica umanità.  

«Siamo più poveri, ma più solidali - ha affermato Sergio Durando, direttore della Migrantes di Torino -. L'anno appena trascorso è stato difficile, ma ci siamo scoperti capaci di trovare nuove forme per restare accanto a chi ha bisogno"». Durando, al termine della celebrazione, ha lanciato una provocazione affermando che l'accoglienza non basta più. È giunto il momento di valorizzare le ricchezze culturali dei nostri fratelli, di andare oltre allo stereotipo che vede il migrante, in quanto tale, appartenere alla categoria degli 'svantaggiati'. Siamo chiamati a un altro compito: quello di rendere cittadini i migranti!».

Viminale: da inizio anno sbarcate 270 persone sulle nostre coste

7 Gennaio 2021 - Roma - Sono 270 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall’inizio dell’anno. Il dato è del Ministero dell’Interno ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. Dei 270 migranti sbarcati al momento solo per 5 è stata definita la nazionalità, che è tunisina (38%), mentre per gli altri 265 è ancora in corso la procedura di identificazione, fa sapere il Viminale.  

Festa dei Popoli: ieri celebrazioni in tante diocesi italiane

7 Gennaio 2021 - Roma - Celebrazioni Eucaristiche e momenti all’insegna dell’essenzialità ieri in tante diocesi italiane per la Festa dei Popoli. Occasioni che annualmente – quest’anno in modo molto limitato a causa della pandemia - richiamano non solo gli stranieri presenti ma anche molti fedeli italiani. Anche ieri da Nord a Sud ci si è ritrovati per pregare insieme. In questi giorni su www.migransonline.it abbiamo dato alcuni appuntamenti. In questo pezzo oggi raccontiamo qualche celebrazione come a Vicenza dove il vescovo, mons. Beniamino Pizziol, ha celebrato in Cattedrale evidenziando che si è trattato di «una celebrazione meno solenne ma non meno intensa, perché i nostri cuori sono uniti». Alla celebrazione, promossa dall’ufficio diocesano Migrantes, un centinaio di migranti residenti in città a causa della pandemia che hanno animato la liturgia con canti e preghiere nelle varie lingue con una particolare attenzione agli ammalati di Covid e agli operatori sanitari, alle famiglie, al Papa, ai giovani. «Voi – ha detto il presule - arricchite la Chiesa con la vostra presenza, la vostra cultura e le vostre tradizioni». Con il vescovo hanno celebrato p. Domenico Colossi, direttore dell’ufficio Migrantes e i cappellani che seguono le singole comunità cattoliche di nazionalità straniera, circa 15 di fede cattolica che risiedono nel territorio diocesano. «Voi fratelli immigrati portate il dono della vostra fede, che è cresciuta con voi e che ora si manifesta in questa città che vi accoglie, conservando la vostra fede con generosità ed evitando che i vari Erodi possano metterla in discussione o scalfirla», ha detto il card. Crescenzio Sepe, amministratore apostolico della diocesi di Napoli, nella celebrazione in cattedrale.  Alla celebrazione, organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes, diretto da don Pasquale Langella, erano presenti alcuni gruppi etnici che vivono a Napoli. Nella tradizione della festa della Befana, poi, ai figli degli immigrati, sono stati donati giocattoli offerti dal Movimento Cristiano Lavoratori e dall’Ordine di Malta. Festa dei Popoli anche nella cattedrale di Torino su iniziava dell’ufficio Migrantes diocesano diretto da Sergio Durando e che ha visto, pur con tutte le limitazioni dovute alle normative vigenti, la presenza di diverse comunità etniche. «La Chiesa ha sempre visto il pellegrinaggio dei Magi sotto il segno di quell’anelito di tutta l’umanità verso Cristo Signore perché ogni uomo è stato creato per Cristo e il desiderio più forte, che ha in sé stesso, è trovarlo e riconoscerlo come suo Creatore e Signore» ha detto l’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia, nell’omelia della liturgia. Il presule, che anche amministratore apostolico di Susa, ha celebrato anche qui una liturgia per le comunità migranti. A Rimini celebrazione con il vescovo, mons. Francesco Lambioasi in varie lingue mentre la festa è stata rinviata a domenica 26 settembre, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Alla celebrazione hanno partecipato sacerdoti stranieri che prestano servizio in diocesi per sottolineare «l’universalità del Vangelo e della Chiesa dove ognuno si deve sentire accolto, desiderato e amato», ha detto il direttore Migrantes, Cesare Giorgetti. Per mons. Lambiasi la festa dell’Epifania è «manifestazione di Cristo ai pagani, è la festa della fede, offerta a tutto il mondo». (Raffaele Iaria)      

Migranti: quando il ritorno può essere un’opportunità

7 Gennaio 2021 - Milano - Mentre i riflettori dei media restano invariabilmente puntati sui nuovi arrivi di migranti, poco si racconta dei molti che hanno deciso di tornare nel Paese di origine, complice la crisi occupazionale ed economica generata da mister Covid. Tra questi c’è anche chi riesce a farlo in maniera strutturata utilizzando il Progetto di ritorno volontario assistito, una misura prevista dal ministero dell’Interno con cui si offre l’opportunità di rientrare attraverso un progetto individuale che comprende il counseling, l’assistenza logistica e finanziaria per il viaggio e l’accompagnamento al reinserimento sociale ed economico in patria. «Non si deve leggere il ritorno a casa semplicemente come un fallimento dell’esperienza migratoria – spiega Elisabetta Tuccinardi, responsabile del progetto per il CIR, il Consiglio Italiano per i Rifugiati –. In molti casi è l’occasione per investire il capitale umano acquisito in Italia in termini di conoscenze e competenze, e diventa un passaggio intermedio che prelude a una ripartenza in termini umani e professionali». Possono candidarsi a usufruire del progetto i migranti irregolari, i titolari del diritto di soggiorno (tranne quelli che provengono da Stati per i quali non si richiede il visto d’ingresso in Italia), di protezione internazionale o di protezione temporanea e anche coloro che si sono visti rifiutare la richiesta di protezione o quanti sono in attesa di una risposta. Il percorso del ritorno volontario è complesso, molti sono i passaggi e le istituzioni che devono analizzare la pratica, e spesso le tempistiche non coincidono con le attese di chi si è candidato e che ha fretta di tornare. In questo periodo, in particolare, il blocco dei voli, lo slittamento di tante partenze, la necessità di garantire il tampone molecolare che dia risultato in 48 ore – il tempo richiesto dalle compagnie aeree per accettare il migrante a bordo – hanno fatto diventare tutto più complicato. Per ogni persona che viene autorizzata al rientro assistito è previsto uno stanziamento di 4.500 euro che comprende le spese di viaggio, quelle per il rilascio del lasciapassare da parte dello Stato di origine quando il migrante non è in possesso del passaporto (caso piuttosto frequente), una somma di 400 euro in contanti che viene consegnata il giorno della partenza e 2.000 euro come contributo per la fase di reintegrazione, erogati in beni e servizi e il costo del personale necessario per supportare l’intero processo in Italia e nel Paese d’origine. All’arrivo in patria il migrante viene seguito da un ente locale che lavora in partnership con quello operante in Italia e lo accompagna in un percorso che prevede inserimento abitativo, lavorativo e formazione professionale. Sono 450 le persone che attualmente stanno usufruendo del programma di rientro assistito del Cir. Nigeria, Bangladesh, Ghana, Pakistan e Senegal i principali Paesi di ritorno. Ahmed, che oggi ha 37 anni, ha lasciato il Pakistan nel 2009. Sognava un lavoro stabile e la possibilità di sostenere la famiglia, ma la realtà è stata molto diversa: ha fatto i conti con il degrado abitativo, ha dovuto accettare lavori irregolari e sottopagati, il tutto in una situazione di precarietà giuridica e con la nostalgia del suo Paese che continuava ad aumentare. Quando ha saputo dell’esistenza del Progetto di ritorno volontario si è candidato, e con l’assistenza del Cir è riuscito a tornare in Pakistan dove grazie al contributo per la reintegrazione ha comprato un trattore avviando un’attività come agricoltore. Kubra ha lasciato la Nigeria a 19 anni, faceva la parrucchiera e sognava l’Europa come tante sue coetanee, ma anche lei ha dovuto abbandonare il sogno e fare i conti con una realtà dura. Dopo tre anni di tentativi andati a vuoto ha deciso di tornare a casa e di riprendere il suo lavoro. Ha aderito al progetto di ritorno volontario del Cir e grazie all’aiuto di un ente partner locale ha aperto un laboratorio di parrucchiera dove lavorano con lei altre due donne. (Giorgio Paolucci – Avvenire)   ​    

Migrantes Asti: ieri la Giornata dei Popoli con mons. Prastaro

6 Gennaio 2021 -

Asti - Nella solennità dell’Epifania la chiesa diocesana di Asti ha festeggiato ieri la Giornata dei Popoli all’interno di una Celebrazione Eucaristica promossa dalla Pastorale Giovanile e dall’Ufficio Migrantes. E stato il primo incontro dell’anno per tutti i giovani della diocesi con un’apertura universale in occasione di una giornata dedicata alla fratellanza di tutti i popoli. L’appuntamento ieri pomeriggio in Cattedrale dove  il vescovo, mons. Marco Prastaro - vescovo delegato per la Migrantes della Conferenza Episcopale del Piemonte e Vale d'Aosta - ha celebrato una messa animata dai giovani e delle comunità etniche del territorio per un momento di profonda fraternità attorno alla mensa dell’unico Padre.

Don Rodrigo e Daniela Iavarone, responsabili della Pastorale Giovanile e di Migrantes, sottolineano come “sia importante che le comunità continuino a invitare i giovani all’unico incontro che è possibile in presenza: la Celebrazione Eucaristica, il cuore della nostra vita cristiana”. “Un incontro ancora possibile in presenza è la partecipazione alla Messa. Sarebbe un bel segnale per i giovani – aggiungono – quello di darsi appuntamento in Cattedrale per vivere, in comunione con il Vescovo, insieme, distanti ma vicini, questo momento di intensa spiritualità aperto a tutti popoli”.

Migrantes Napoli: oggi Festa dei Popoli con card. Sepe

6 Gennaio 2021 - Napoli  Questa mattina il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, in Cattedrale, presiederà la solenne Celebrazione Eucaristica nella ricorrenza della Festa dell'Epifania che è anche Festa dei Popoli. Alla celebrazione, organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes, diretto da don Pasquale Langella, interverranno alcuni gruppi etnici che vivono a Napoli.

Nella tradizione della festa della Befana, poi, ai figli degli immigrati, verranno donati giocattoli offerti dal Movimento Cristiano Lavoratori e dall’Ordine di Malta.

 

Migrantes Palermo: domani Festa dei Popoli con mons. Lorefice

5 Gennaio 2021 - Palermo – Saranno 14 le lingue che verranno usate per la celebrazione dell’Epifania che l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, presiederà in Cattedrale. Il 2020 è stato un anno molto difficile per la pandemia dovuta al covid-19, ma nonostante tutto abbiamo celebrato il Santo Natale ed ora, all’inizio del nuovo anno celebriamo l’Epifania, sottolinea l’Ufficio Migrantes di Palermo: “nessuna difficoltà impedisce a Dio di farsi vicino a ciascuno di noi e di attirare a sé ogni persona”. Dai dati ufficiali gli stranieri residenti a Palermo, al 31 dicembre 2019 erano 25.075 pari al 3,8% della popolazione residente. Circa un terzo sono cristiani: Cattolici, ortodossi e di diverse denominazioni evangeliche e protestanti. Ancora oggi migliaia di esseri umani sono costretti a fuggire dalla loro patria, dai Paesi asiatici, africani e dell’America latina a causa di piccole e grandi guerre, a causa delle discriminazioni economiche e degli effetti devastanti del clima. Nel 2019 è stato registrato un numero record di 79,5 milioni di rifugiati, pari all’1% della popolazione mondiale, 10 milioni in più rispetto all’anno precedente. Tutti come Gesù Cristo, costretti a fuggire per vivere una vita migliore, sottolinea Migrantes Palermo: “interessarci dei migranti è interessarci di noi stessi perché viviamo tutti sulla medesima terra e siamo parte della medesima “famiglia umana”. La presenza dei migranti e dei rifugiati è “un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità senza contrapporre i migranti agli italiani. Non è in gioco solo la causa dei migranti; non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. Anche attraverso i migranti il Signore ci invita a riscoprire e riappropriarci della nostra vita cristiana ed a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio. E’ quanto avviene nel cammino delle comunità cristiane: ghanesi, filippini, nigeriani, tamil, cingalesi, mauriziani, polacchi, etc. che in questo contesto sociale difficilissimo sono testimoni dei valori evangelici”. Il 6 gennaio 2020 dalle ore 10,00 nella Cattedrale di Palermo, tutti i popoli sono invitati a manifestare la volontà di voler vivere in armonia nel medesimo territorio, accogliendo la Pace portata da Gesù. Alle ore 11,00 la celebrazione presieduta da mons. Corrado Lorefice, che “ancora una volta presenterà Gesù come il Dio-con-noi, come Colui che è sorgente di pace”.