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Migrantes Anagni – Alatri: domenica la prima festa dei Popoli

7 Giugno 2019 - Anagni - Domenica 9 giugno 2019 si terrà, presso i locali del Comune di Anagni e gli spazi esterni al Palazzo comunale, la prima Festa dei Popoli organizzata dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Anagni-Alatri. Obiettivo dell’iniziativa è celebrare “la ricchezza di culture che abitano il nostro territorio, favorire la conoscenza reciproca e lo scambio di esperienze”. Questa festa si propone – si legge in una nota - come occasione di “riconoscimento dell’alterità, da intendersi non come problema ma come risorsa da scoprire e valorizzare. L’iniziativa darà voce alle tante comunità e persone impegnate nei processi di costruzione di società solidali, dinamiche e rispettose dell’altro. La manifestazione avrà inizio alle ore 16.00 con i saluti del Vescovo Mons. Lorenzo Loppa e della responsabile dell’Ufficio Migrantes Sabrina Atturo, la quale presenterà brevemente l’Ufficio e le sue attività. A seguire, si alterneranno le testimonianza di coloro che vivono o hanno vissuto, in maniera diretta o indiretta, l’esperienza della migrazione, dell’incontro con l’altro e dell’interculturalità. Parallelamente al convegno, presso la Sala delle Trifore, si svolgerà un’attività di animazione per bambini, con laboratorio creativo e lettura di storie dal mondo. Al termine del convegno, organizzato in maniera interattiva, vi sarà una preghiera interreligiosa di ringraziamento. La festa continuerà poi negli spazi esterni del Comune, sotto il portico e nella antistante piazza Giovanni Paolo II. Qui vi sarà l’esposizione di prodotti tipici dal mondo, laboratori creativi e musica dal vivo. L’iniziativa, patrocinata del Comune di Anagni, è pensata e realizzata dall’Ufficio Migrantes, istituito dal Vescovo Lorenzo Loppa lo scorso 30 giugno scorso.

Molfetta: domenica la prima edizione della festa dei Popoli

7 Giugno 2019 - Molfetta - Domenica 9 Giugno dalle ore 17 alle ore 23 si terrà la prima edizione della Festa dei Popoli a Molfetta presso Banchina Seminario (nei pressi del Duomo). La Festa, anticipata da un torneo di calcetto con giovani di diverse nazionalità che si è svolto domenica 26 maggio nei campetti della parrocchia Santa Famiglia, è organizzata da una rete di realtà di impegno civile, laicale ed ecclesiale, che lavora insieme da qualche mese su una proposta avanzata dal Centro Missionario Diocesano, e ha il patrocinio del Comune di Molfetta. Nel pomeriggio del 9 giugno a partire dalle ore 17.00 sarà possibile visionare una mostra fotografica e partecipare ad attività di scambio linguistico (tandem) e a giochi da tavolo e di società. Saranno inoltre visitabili l’angolo del commercio equo e solidale e lo stand delle nazioni, con oggetti e abiti dai diversi continenti. In serata, a partire dalle 20, ci sarà all'interno del Duomo l’interpretazione di alcuni testi di Fabrizio De Andrè a cura di giovani da vari Paesi del mondo e, dopo, musiche e danze dal mondo con Fabulanova ensemble e il concerto della Municipale Balcanica che chiuderà la serata. Le manifestazioni legate alla Festa dei Popoli si concluderanno effettivamente sabato 15 giugno con la Tavolata Senza Muri che si terrà dalle ore 12 alle ore 16 nella Villa Comunale di Molfetta (piazza Garibaldi). L’appuntamento è promosso a livello nazionale in diversi luoghi e città da Focsiv e Masci e la rete che organizza la Festa ha scelto di aderirvi, grazie al contributo del Masci – Comunità Don Tonino Bello Molfetta 2 che ne fa parte, per prolungare l’incontro tra le persone delle varie comunità locali dopo il momento centrale del 9 giugno.  

Vescovi Lazio : “nelle nostre comunità non abbia alcun diritto la cultura dello scarto e del rifiuto”

7 Giugno 2019 - Roma - “Vorremmo invitarvi ad una rinnovata presa di coscienza: ogni povero – da qualunque paese, cultura, etnia provenga – è un figlio di Dio. I bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani da soccorrere non possono essere distinti in virtù di un "prima" o di un "dopo" sulla base dell'appartenenza nazionale. E’ quanto scrivono i vescovi del Lazio in una lettera che sarà letta domenica in occasione della solennità di Pentecoste per offrire alcune riflessioni sul tema migratorio. “Purtroppo – scrivono i presuli - nei mesi trascorsi le tensioni sociali all'interno dei nostri territori, legate alla crescita preoccupante della povertà e delle diseguaglianze, hanno raggiunto livelli preoccupanti. Desideriamo essere accanto a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà: giovani, anziani, famiglie, diversamente abili, disagiati psichici, disoccupati e lavoratori precari, vittime delle tante dipendenze dei nostri tempi.  Sappiamo bene che in tutte queste dimensioni di sofferenza non c'è alcuna differenza: italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo. È proprio a costoro che va l'attenzione del cuore dei credenti e – vogliate crederlo – dell'opzione di fondo delle nostre preoccupazioni pastorali”. Da “certe affermazioni che appaiono essere ‘di moda’ – proseguono - potrebbero nascere germi di intolleranza e di razzismo che, in quanto discepoli del Risorto, dobbiamo poter respingere con forza. Chi è straniero è come noi, è un altro ‘noi’: l'altro è un dono. È questa la bellezza del Vangelo consegnatoci da Gesù: non permettiamo che nessuno possa scalfire questa granitica certezza”. Da qui l’invito  a proseguire “il nostro cammino di comunità credenti, sia con la preghiera che con atteggiamenti di servizio nella testimonianza di una virtù che ha sempre caratterizzato il nostro Paese: l'accoglienza verso l'altro, soprattutto quando si trovi nel bisogno. Proviamo a vivere così la sfida dell'integrazione che l'ineluttabile fenomeno migratorio pone dinanzi al nostro cuore: non lasciamo che ci sovrasti una ‘paura che fa impazzire’ come ha detto Papa Francesco, una paura che non coglie la realtà; riconosciamo che il male che attenta alla nostra sicurezza proviene di fatto da ogni parte e va combattuto attraverso la collaborazione di tutte le forze buone della società, sia italiane che straniere”. Le diocesi laziali quotidianamente danno “il proprio contributo per alleviare le situazioni dei poveri che bussano alla nostra porta, accogliendo il loro disagio. Tanto è stato fatto e tanto ancora desideriamo fare, affinché l'accoglienza sia davvero la risposta ad una situazione complessa e non una soluzione di comodo (o peggio interessata). Desideriamo che tutte le nostre comunità – con spirito di discernimento – possano promuovere una cultura dell'accoglienza e dell'integrazione, respingendo accenti e toni che negano i diritti fondamentali dell'uomo, riconosciuti dagli accordi internazionali e – soprattutto – originati dalla Parola evangelica.  Non intendiamo certo nascondere la presenza di molte problematiche legate al tema dell'accoglienza dei migranti, così come sappiamo di alcune istituzioni che pensavamo si occupassero di accoglienza, e che invece non hanno dato la testimonianza che ci si poteva aspettare. Desideriamo, tuttavia, ricordare che quando le norme diventano più rigide e restrittive e il riconoscimento dei diritti della persona è reso più complesso, aumentano esponenzialmente le situazioni difficili, la presenza dei clandestini, le persone allo sbando e si configura il rischio dell'aumento di situazioni illegali e di insicurezza sociale”. I vescovi laziali concludono  con un appello affinché “nelle nostre comunità non abbia alcun diritto la cultura dello scarto e del rifiuto, ma si affermi una cultura ‘nuova’ fatta di incontro, di ricerca solidale del bene comune, di custodia dei beni della terra, di lotta condivisa alla povertà”. (Raffaele Iaria)  

Forlì-Bertinoro: domenica la Festa delle genti

7 Giugno 2019 - Forlì – “L’incontro fra culture e popoli diversi, facendo festa, insieme!”. Questo il tema della settima edizione della Festa delle Genti (promossa dalla diocesi di Forlì-Bertinoro – vicariato Forlì ovest, dal centro di ascolto Caritas Romiti – San Varano, in collaborazione con Caritas diocesana e Servizio diocesano Migrantes) che si svolgerà domenica 9 giugno, dalle 15 alle 19, presso l’area parrocchiale dei Romiti. La festa inizierà con una sfilata con i propri costumi tradizionali. Verranno allestiti dei tavoli a buffet con cibi locali e cibi etnici, con la possibilità di portare il piatto tipico del proprio Paese per condividerlo. In programma musica, canti e balli. E per più piccoli, spazio truccabimbi, zucchero filato e la ruota della fortuna con premi.  

Migrantes Piemonte: domenica il pellegrinaggio dei popoli al Santuario Regina Pacis

7 Giugno 2019 - Torino - Domenica 9 giugno si terrà presso il Santuario Regina Pacis a Fontanelle di Boves (Cn) la sesta edizione del Pellegrinaggio dei popoli, un’iniziativa promossa e organizzata dal Coordinamento regionale Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta, che quest’anno avrà come tema la Pace. La giornata vedrà la partecipazione delle diverse comunità etniche cristiane che vivono sul territorio regionale. Nella mattinata sono previsti tre diversi percorsi di Via Crucis, a cui seguirà il pranzo condiviso e un momento di festa con canti e danze dal mondo. L’iniziativa terminerà con la Santa Messa celebrata dal Vescovo di Asti Mons. Marco Prastaro, vescovo delegato regionale Migrantes.

Don Bignami: le comunità cristiane “facciano passi per incontrare i rifugiati

5 Giugno 2019 - Roma - “Ogni occasione per riflettere sulla dignità della persona umana è la benvenuta. Ce ne fossero! La Giornata del 20 giugno potrebbe diventare un momento prezioso di riflessione, di preghiera, di sensibilizzazione, ma soprattutto di incontro”. Lo afferma oggi don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, in una intervista pubblicata sul sito della Campagna “Liberi di Partire, Liberi di restare”, parlando della Giornata Onu per i rifugiati promossa dall’Onu e che si celebra il 20 giugno. Per il sacerdote sarebbe auspicabile che le comunità cristiane “facciano passi per incontrare i rifugiati, per ascoltare le loro storie, per valorizzare la loro presenza. Tra l’altro, molti sono cristiani e potrebbero rigenerare dal di dentro le nostre comunità. Un po’ come si è evidenziato nella bella iniziativa del Sinodo Minore promosso dalla diocesi di Milano”. Parlando poi del Mediterraneo don Bignami sottolinea che  il Mediterraneo è “da sempre un territorio di confine, luogo di traffici, commerci e spostamenti. Niente di nuovo, sotto il sole. Nuova è invece l’ideologia che ne ha fatto un mare di morte, cimitero per centinaia di esseri umani… Quello che più rattrista è che oggi sembrano messe in discussioni le leggi fondamentali del vivere umano, come ad esempio i salvataggi in mare. È parte del vissuto marinaio, un’applicazione della legge morale naturale… eppure appare contestata. Ha ragione lo slogan: ‘Restiamo umani’!”.

Carrara: laboratori sui temi dell’integrazione

4 Giugno 2019 - Carrara - Rappresentazioni teatrali di fine anno dei laboratori teatrali scolastici, svolti nell’ambito del Progetto Scuola a Carrara su iniziativa dell’Associazione “Betania” in collaborazione con gli uffici diocesani di Caritas e Migrantes. Anche quest’anno, infatti, in convenzione con il Comune di Carrara e singoli Plessi scolastici del territorio carrarese, l’Associazione ha svolto attività di mediazione linguistica e interculturale: nell’ambito di quest’ultima al termine dell’anno scolastico rappresentazioni su quanto svolto durante l’anno in termini di valorizzazione delle differenze, cultura della pace, confronto fra identità culturali diverse, abbattimento dei muri costruiti con i pregiudizi e costruzione di ponti di dialogo fra persone, bambini in particolare, che vivono nello stesso territorio e spesso vi sono anche nati anche se da genitori di etnie differenti. Quest’anno i bambini delle classi III e V della scuola Primaria “Eugenio Chiesa” del Comprensorio “Gino Menconi” di Avenza, porteranno in scena presso la Sala/teatro Michelangelo di Carrara Fiere due opere correlate all’attività svolta. Questa sera “Pinocchio” alle ore 21 e “Il Cassettone”, il 6 Giugno sempre alla stessa ora. I laboratori sono stati coordinati da Ivonne Tonarelli.

Colori e cibi diversi: cena a Carrara promossa da Casa Betania

4 Giugno 2019 - Massa Carrara - Due tavolate lunghissime con le tovaglie di tutti i colori e cibi tipici, della cultura musulmana ed anche di quella italiana. Abiti di ogni foggia, nello stile africano, in quello arabo in quello europeo, indossati da uomini, donne, bambini ed occhi con la stessa luce, facce con lo stesso sorriso: quello della condivisione, della solidarietà, dell’amicizia. Il sorriso della pace. E’ questo quello che si sentiva domenica sera alla cena di Ramadan allestita dall’associazione Casa Betania coordinata da Migrantes e Caritas, in via del Plebisicito a Carrara e aperta a tutta la comunità musulmana presente sul territorio provinciale ma anche a tutti i cittadini, di qualsiasi orientamento religioso, che volevano partecipare. Un clima gioioso, come solo il superamento della paura del diverso sa creare, ha accomunato i moltissimi partecipanti che hanno riempito i trecento posti a sedere previsti dall’organizzazione. Il rito dell’Iftar, la rottura giornaliera del digiuno durante il Ramadan che avviene al tramonto del sole, si è svolto in una delle vie più antiche di Carrara, preceduto dalla preghiera del tramonto recitata dai fedeli sui tappeti appositamente portati per l’occasione, in mezzo agli amici cattolici, cristiani ortodossi, metodisti e valdesi; poi, tutti insieme, gli uni vicino agli altri, si sono seduti ai tavoli ed hanno potuto gustare le moltissime specialità preparate il cui profumo ha invaso tutta la strada. Grandissima soddisfazione per Zakia Bensalah coordinatrice del progetto che ha ammesso: “ E’ un sogno che si realizza. Da tempo desideravo riuscire a fare un evento così” e anche per tutti i membri di Casa Betania che hanno curato l’organizzazione risultata perfetta sotto ogni punto di vista, compresa la pulizia finale e la restituzione della strada in condizioni di assoluta pulizia”. Presenti all’evento l’assessore al sociale Anna Galleni e la consigliera Barbara Bertocchi che si sono complimentate per il successo dell’iniziativa. Moltissimi commenti sui social hanno salutato l’evento con la frase: “ La Carrara che ci piace”.(Trasconi Vinicia)

Morti in mare: l’Ue finisce davanti all’Aja

4 Giugno 2019 - Roma - Migliaia di migranti annegati nel Mediterraneo per una politica europea che nel migliore dei casi è stata superficiale e nel peggiore dolosa: l’Ue finisce sul banco degli accusati per “crimini contro l’umanità” con la denuncia di un gruppo di avvocati presentata al tribunale penale internazionale de L’Aja che ipotizza la creazione consapevole della “rotta migratoria più mortale del mondo”. E chiama in causa l’intera Unione e in particolare i Paesi che hanno svolto un ruolo di primo piano nella gestione della crisi di profughi e richiedenti asilo: Italia, Germania e Francia. Un documento di 242 pagine che passa al setaccio scelte, decisioni, dichiarazioni pubbliche di funzionari e politici ma anche documenti interni delle istituzioni comunitarie che – secondo i legali – dimostrano la responsabilità criminale europea. (Avvenire)

Ancora accoglienza (e sbarchi)

4 Giugno 2019 - Roma - Il loro viaggio della speranza è finito. Genova, Taranto, Cagliari, Cosenza, Lampedusa. Località che nelle ultime ore hanno accolto i migranti che scappano dalle coste libiche o da quelle della Turchia. Lo sbarco del pattugliatore Cigala Fulgiosi, che aveva recuperato in mare a 90 miglia da Tripoli cento profughi, tra cui 23 bambini e 17 donne, si è concluso nel migliore dei modi grazie alla disponibilità all’accoglienza della Conferenza episcopale italiana e di sei Paesi dell’Ue. È stato infatti formalizzato ieri pomeriggio il protocollo d’intesa tra il Viminale e la Cei con cui si procede, attraverso la rete di Caritas italiana, a dare la migliore accoglienza a buona parte delle persone sbarcate domenica sulla banchina di Calata Bettolo, ora accolte in strutture del Lazio. Undici minori non accompagnati e le sei donne incinte sono invece rimaste a Genova per le cure necessarie, mentre gli altri presto varcheranno il confine italiano per essere redistribuiti nei sei Paesi che finora hanno accolto l’appello dell’Italia alla solidarietà. Il Portogallo, ad esempio, è pronto ad ospitare dieci dei migranti sbarcati, l’Irlanda e la Romania cinque ciascuno; altri migranti verranno accolti anche da Francia, Germania e Lussemburgo con cui sono ancora in corso trattative. Ma ieri, complice il ritorno del mare calmo, sulle nostre coste ci sono stati altri quattro sbarchi in cui sono arrivate circa 140 persone. Il trend degli arrivi nel 2019 in realtà indica un netto calo (dell’87%) rispetto allo stesso periodo del 2018: 1.764 contro 13.775. Ma la bella stagione spinge i disperati a mettersi in mare su gommoni e barchini di fortuna per raggiungere l’Italia. In Sardegna, nel Sulcis, su due diverse imbarcazioni sono infatti arrivati ieri 21 algerini. Il primo approdo, a Porto Pino nel territorio di Sant’Anna Arresi, con 16 persone che i carabinieri hanno fermato mentre si stavano allontanando dalla spiaggia. Dopo le visite mediche e le operazioni di identificazione sono stati trasferiti nel centro d’accoglienza dell’isola. Così come anche gli altri cinque algerini soccorsi in mattinata, a bordo di un’imbarcazione di fortuna, da una motovedetta dei carabinieri nell’area di Sant’Antioco. È scattata invece la corsa alla solidarietà di cittadini e volontari per accogliere i 73 uomini di nazionalità pachistana, tra cui 19 minori, che sono approdati la sera di domenica sulla spiaggia di Torre Colimena, località marittima di Avetrana, nel Tarantino. Non appena saputo dello sbarco, il Comune ha aperto lo stadio come luogo di primo ricovero, mentre cittadini e associazioni hanno offerto cibo, acqua, indumenti e scarpe. I migranti hanno raccontato ai soccorritori che il loro viaggio è cominciato a Bodrum, in Turchia, nove giorni prima a bordo di un natante a vela di 14 metri, condotto da due scafisti di 38 e 48 anni, che le forze dell’ordine sono riuscite ad arrestare non lontano dalla zona dell’approdo. Un viaggio della disperazione, quello dei 73 pachistani, ammassati in una stiva che poteva contenere al massimo dieci persone per cui hanno pagato 5.600 euro a testa. Per tutti loro adesso si sono aperte le porte dei centri di prima accoglienza della regione. Di più difficile quantificazione, invece, lo sbarco avvenuto ieri sulla spiaggia di Calopezzati, Comune calabrese della fascia ionica cosentina. Non c’è infatti un dato ufficiale sul numero delle persone che si trovavano a bordo della barca a vela quando si è arenata nello specchio d’acqua antistante la spiaggia del centro costiero. Finora sono state rintracciate 41 persone tra cui donne e bambini, tutti iraniani e iracheni, che dal porto di Corigliano-Rossano dove hanno avuto le prime cure sono stati trasferiti nel centro d’accoglienza. Ma dalle prime informazioni raccolte ci sarebbero ancora alcune persone che avrebbero fatto perdere le proprie tracce, tuttora ricercate dalle forze dell’ordine. E ieri sera, ancora, un altro sbarco di 19 persone a Lampedusa. (Alessia Guerrieri – Avvenire)