Tag: Immigrati e rifugiati

Card. Krajewski: “se monasteri e case religiose accogliessero almeno una persona a Lesbo non troveremo nessuno”

4 Dicembre 2019 - Roma  -“Aprite le vostre case, le vostre canoniche, i vostri palazzi. C’è lo spazio. Ci sono le risorse. Se monasteri e case religiose accogliessero almeno una persona o almeno una famiglia, a Lesbo non troveremo nessuno”. L’appello, come riferisce il Sir, è stato rivolto dall’elemosiniere del Papa, card. Konrad Krajewski, dall’aeroporto di Fiumicino dove questa mattina sono arrivati 33 rifugiati di diversa nazionalità (Afghanistan, Camerun e Togo) grazie ai corridoi umanitari da Lesbo e Samos.  

Tribunale civile di Roma accoglie ricorso di Asgi e Amnesty: “i respingimenti sono illegali”

4 Dicembre 2019 - Roma - I respingimenti in mare sono illegali e chi li subisce ha diritto a vedersi risarcire il danno e a presentare domanda di protezione internazionale nel territorio statale. Una sentenza storica con numerose implicazioni è stata emessa il 28 novembre scorso dal Tribunale civile di Roma che ha accertato il diritto di entrare in Italia per presentare domanda di protezione internazionale a 14 cittadini eritrei respinti in Libia il 1° luglio 2009 dalla Marina militare italiana. Il Tribunale ha accolto una azione promossa da Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione) e Amnesty International Italia, relativa ai fatti del 27 giugno 2009 quando un gommone con 89 persone a bordo (quasi tutti eritrei) partito dalla Libia fu intercettato da una nave militare italiana ma i migranti vennero tutti riportati in Libia. Tra il 2009 e il 2010, in seguito all’accordo con la Libia, l’Italia effettuò molti respingimenti, una prassi dichiarata già illegittima dalla Corte europea per i diritti dell’uomo con la sentenza relativa al “caso Hirsi”. La sentenza italiana potrebbe avere una potenziale ricaduta, anche in termini numerici, su quanti ancora sono intercettati in mare e riportati in Libia attraverso la collaborazione con le autorità libiche. (Sir)

Ismu: presentato il Rapporto 2019

3 Dicembre 2019 - Milano - La Fondazione Ismu stima al 1° gennaio 2019 una presenza in Italia di 6 milioni e 222mila stranieri su una popolazione di 60 milioni e 360mila residenti (oltre uno straniero ogni 10 abitanti). Rispetto alla stessa data del 2018, l'incremento degli stranieri presenti è stato dell’1,9%­ (mentre tra il 2017 e il 2018 la variazione era stata del 2,5%), dovuto in gran parte alla crescita della componente irregolare (+5,4%), pari a 562mila unità, che però appare ridimensionata rispetto al 2017 (+8,6%) e al 2016 (+12,9%). Tra i presenti l’84% è regolarmente iscritto in anagrafe, il 6,5% è regolare ma non iscritto in anagrafe, mentre il 9% è privo di un valido titolo di soggiorno. Le persone provenienti da Paesi Terzi sono 4 milioni e 443mila unità (inclusi i non iscritti in anagrafe e gli irregolari). Nel 2018 sono stati rilasciati 242mila nuovi permessi di soggiorno, con una riduzione (dovuta al calo dei permessi rilasciati per motivi di asilo o umanitari) dell’8% rispetto al 2017. Aumentano invece i permessi di soggiorno rilasciati per lavoro, studio, e famiglia. Cresce anche il peso della componente femminile che nel 2018 rappresenta oltre il 45% dei nuovi ingressi, contro il 39% del 2017. Nel 2019 poi abbiamo assistito a un importante rallentamento degli sbarchi che sono stati 10.707 al 28 novembre.  Sono alcuni dati diffusi questa mattina a Milano in occasione del XXV Rapporto sulle migrazioni dell’ Ismu che ripercorre l’andamento dei flussi migratori che negli ultimi 25 anni. Nell'ultimo quarto di secolo – si legge - la presenza dei migranti si è consolidata, stabilizzandosi. Basti pensare che le acquisizioni di cittadinanza dal 1998 al 2018 (incluso) hanno raggiunto un totale di 1.365.812. Il radicamento della popolazione immigrata ha “inciso su diversi aspetti del nostro Paese, dalla scuola al mercato del lavoro”. Il trend degli alunni con cittadinanza non italiana nell'ultimo quarto di secolo ha attraversato tre fasi (di avvio, accelerazione, stasi): dalle 50mila presenze dell'anno scolastico 1995/96 si è arrivati alle 842mila – ormai stabili - del 2017/18. I lavoratori stranieri da presenza invisibile e silenziosa sono passati ad essere una “componente strutturale” del sistema produttivo. Il quadro che emerge da questi ultimi 25 anni porta ad affermare che per la stragrande maggioranza dei migranti residenti in Italia, “l'integrazione procede silenziosamente e in modo sostanzialmente positivo, anche se non si può negare che esistono ostacoli e zone d'ombra”. Sul fronte lavorativo, si segnala che la popolazione straniera in età da lavoro (tra i 15 e i 64 anni) nel 2018 in Italia è giunta a sfiorare i 4 milioni e che gli occupati sono circa 2 milioni 455mila, oltre 32mila in più rispetto all’anno precedente. Gli stranieri rappresentano il 10,2% della popolazione in età attiva, il 10,6% degli occupati, il 14,5% dei disoccupati e l'8,6% degli attivi. Il tasso di disoccupazione – nonostante la lieve contrazione dell'ultimo anno – è più alto tra gli stranieri (14%) che tra gli italiani (10,2%). Si segnala che la concentrazione nei lavori meno qualificati rende gli stranieri particolarmente numerosi tra i working poor: nel 2018 i lavoratori extracomunitari hanno percepito una retribuzione media annua pari a 13.992 euro, inferiore del 35% a quella del complesso dei lavoratori. Gli alunni stranieri nelle scuole italine, secondo l’Ismu, sono 842mila, pari al 9,7% del totale degli iscritti, dall'infanzia alle secondarie di secondo grado. ISMU stima che al 1° gennaio 2019 la presenza complessiva delle seconde generazioni in Italia di età compresa tra gli 0 e i 35 anni (nate in Italia da almeno un genitore straniero o giunte minorenni) è di 2.825.182. Nel corso del convegno di oggi è stato assegnato il riconoscimento Fondazione Cariplo-Fondazione Ismu 2019 alle undici autrici dell’antologia Future, il domani narrato dalle voci di oggi (Effequ, pagg. 224), e alla sua curatrice, Igiaba Scego, scrittrice italosomala di seconda generazione. Nel libro le narratrici afroitaliane raccontano di futuro, generazioni e radici. Hanno ritirato il premio Marie Moïse, Djarah Kan e Addes Tesfamariam, tra le autrici dell'antologia.

Perugia: il card. Bassetti in visita alla comunità cattolica romena di rito greco bizantino

2 Dicembre 2019 - Perugia -     L’Avvento, la Festa nazionale della Romania e il primo anniversario della costituzione della comunità cattolica di rito greco o bizantino dell’Umbria, sono stati i motivi per i quali il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve -  ha fatto visita, nella mattinata di ieri a questa comunità di fedeli (in tutta la regione conta più di 500 famiglie), che si ritrova settimanalmente nella chiesa della Valle, situata tra i centri abitati di Ferro di Cavallo e Olmo del capoluogo umbro, messa a sua disposizione dalla diocesi nell’autunno scorso. Il cardinale Bassetti è stato accolto dal parroco padre Lucian Gheoge Cordis e dal decano di Toscana e Umbria padre Valer Sician, parroco della comunità greca romena di Firenze, e a rappresentare il Clero diocesano don Marco Briziarelli, parroco solidale della vicina Unità pastorale di San Sisto-Lacugnano-Sant’Andrea delle Fratte. Il porporato ha salutato i numerosi presenti soffermandosi sui “tantissimi riti nella nostra Chiesa, che sono un segno della sua ricchezza nel rispetto delle sue tradizioni e delle sue diversità”, ha evidenziato Bassetti: Il ‘denominatore” è unico: “noi siamo della Chiesa cattolica e sentiamo tutti la gioia di appartenere a questa Chiesa nell’obbedienza e nella comunione con il Santo Padre Francesco. La diversità dei riti liturgici con cui noi tutti esprimiamo la nostra lode a Dio viene da Lui ricambiata con il suo dono della salvezza. Dice il Papa: La Chiesa non è un cristallo con una sola facciata; la Chiesa è un poliedro che comunica e trasmette la Luce e il messaggio di salvezza attraverso tante sfaccettature che sono delle ricchezze”. “L’Avvento – ha proseguito il cardinale – ci esorta a riflettere sul mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio e questo0 diventa motivo di speranza anche se abbiamo tanti motivi di preoccupazione che ci accomunano. Basti pensare a chi non ha lavoro, ha chi ha problemi di salute, a chi è lontano dal Paese d’origine, come voi, e anche questa è una sofferenza provata dagli stessi italiani migranti nel mondo, perché l’immigrazione è un fenomeno umano che riguarda tutti i popoli. Vorrei aiutarvi come Chiesa a farvi sentire pienamente inseriti nella nostra comunità e soprattutto nella Chiesa cattolica che è la vostra madre. Vivete con intensità l’Avvento andando incontro al Signore con fede, speranza, gioia e con tanto amore”. Il card. Bassetti si è soffermato anche sul secondo e sul terzo motivo della sua visita: la Festa nazionale della Romania e il primo anniversario della costituzione della comunità cattolica romena con sede nella chiesa della Valle di Perugia. “Anche la Nazione, come la Chiesa – ha evidenziato –, ci è madre e io mi auguro che per nessun popolo della terra una nazione sia matrigna”. Poi, nel ricordare il primo anniversario di questa comunità di fedeli, ha annunciato un suo dono. “A completamento dell’arredo liturgico di questa chiesa – ha detto Bassetti – io vi donerò l’iconostasi, perché voglio che la liturgia la compiate nel rispetto di tutte quelle che sono le norme liturgiche del vostro rito. Questo dono è anche un segno della vicinanza e dell’affetto della Chiesa perugino-pievese che vi è madre come la vostra Chiesa di Romania”. (R.L.)  

Migrantes Calabria: il 6 dicembre la presentazione del Report “Diritto d’Asilo”

2 Dicembre 2019 - Cosenza - Si svolgeranno venerdì 6 Dicembre due incontri di Presentazione del Rapporto "Diritto d'Asilo - report 2019" della Fondazione Migrantes. Il primo, dalle 11.00 alle 13.00, si svolgerà presso l'Università della Calabria a Rende con l'introduzione di Donatella Loprieno e di Giorgio Marcello, docenti Università della Calabria; le relazioni di Maria Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes e di Marina Galati,  referente progetto INCIPIT. Sono previsti inoltre gli interventi di Maria Francesca D'Agostino e Anna Elia - docenti Unical e degli studenti Unical.  Modererà l’incontro Pino Fabiano, direttore dell'Ufficio Migrantes della Calabria. Il secondo incontro, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, sarà ospitato presso la Basilica Cattedrale di Cassano allo Ionio e vedrà i saluti di Leonardo Cirigliano, Direttore Migrantes di Cassano allo Ionio  e di Don Gianni Di Luca , vicario Caritas diocesano e gli interventi di Maria Cristina Molfetta e di Marina Galati. A seguire testimonianze e esperienze di integrazione sociale e lavorativa in Calabria. Concluderà i lavori – moderato fda Pino fabiano - Mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio  

Papa Francesco alla comunità congolese: “la Chiesa è la casa di Dio: sentitevi sempre a casa”

1 Dicembre 2019 - Città del Vaticano – Nella prima domenica di Avvento, che segna l’inizio del nuovo anno liturgico, Papa  Francesco ha voluto celebrare una liturgia, nella Basilica di San Pietro in occasione del 25° anniversario della  nascita della Cappellania Cattolica congolese di Roma. “Siete venuti da lontano. Avete lasciato le vostre case, avete lasciato affetti e cose care”, ha detto loro il Papa nel corso dell’omelia: “giunti qui, avete trovato accoglienza insieme a difficoltà e imprevisti. Ma per Dio siete sempre invitati graditi. Per Lui non siamo mai estranei, ma figli attesi. E la Chiesa è la casa di Dio: qui, dunque, sentitevi sempre a casa”, l’invio del pontefice che riflette sulla tendenza delle società occidentali a chiudersi al prossimo, a ricercare solo il benessere per sé. "Il consumismo è un virus che intacca  la fede alla radice, perche’ ti fa credere che la vita dipenda solo  da quello che hai, e così ti dimentichi di Dio che ti viene incontro  e di chi ti sta accanto. Il Signore viene, ma segui piuttosto gli  appetiti che ti  vengono". Il Papa continua spiegando che la dove il “consumismo impera: quanta violenza, anche solo verbale, quanta rabbia  e voglia di cercare un nemico a tutti i costi. Così, mentre il mondo  è pieno di armi che provocano morti, non ci accorgiamo che continuiamo ad armare il cuore di rabbia". A salutare il papa sr. Rita Mboshu Kongo che ha voluto sottolineare come il Congo “è affetto dal cancro della guerra e dell’insicurezza, le cui vittime sono  i poveri e innocenti, particolarmente le donne e i bambini". La religiosa parla di "un genocidio che non si conosce, ma che denunciamo con  forza e che si svolge in totale silenzio a livello globale. Non è giusto, è offensivo nei nostri confronti. E’  assurdo per qualsiasi amico della vita e della pace. Vi chiediamo di  continuare a pregare per il nostro Paese, considerando l’efficacia della sua parola, e di sfidare tutte quelle grandi nazioni i cui leader sono senza cuore e che, per interessi economici e politici  egoistici, continuano a fare del Congo una giungla dove tutti possono  entrare e usarla, come fossero padroni”. (R.Iaria)    

Modena: conclusa la quarta edizione del Festival della Migrazione

1 Dicembre 2019 - Modena - Con una tavola rotonda sulla Chiesa che incontra si è concluso ieri a Modena la quarta edizione del Festival della Migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes  e dall'associazione Porta Aperta. Una giornata, quella conclkusiva, iniziata con un incontro alla Città dei Ragazzi dove vengono giovani italiani e stranieri e con il Pranzo dei Popoli che ha visto circa 300 persone partecipare al Pranzo dei Popoli con portate da ogni parte del mondo e musica con un gruppo formato da italiani e stranieri. Il festival della Migrazione - ha detto il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora - è un invito a incontrare le diversità vincendo la paura: "La Chiesa che incontra è l'espressione più vera del proprio essere ecclesia, cioè aggregazione, assemblea. Diventa espressione di un processo umano che, attraverso un primo momento di reciproca conoscenza dello straniero, porta all'integrazione. La Chiesa vuole esprimere attraverso il Vangelo questa realtà. È il Signore stesso che ce lo chiede: 'Ero straniero e mi avete accolto, ero carcerato e mi avete visitato'. Questo è lo specifico del cristiano". La Chiesa è "al servizio della verità", spiega l'arcivescovo di Modena-Nonantola, mons.  Erio Castellucci: "i cristiani devono quindi contrastare con ogni mezzo le menzogne sui migranti fatte circolare per creare paura o divisione e riscuotere con le strumentalizzazioni facili consensi". Durate la serata, moderata dal giornalista di Avvenire Paolo Lambruschi, è stato più volte ribadito che oggi occorre passare dall'accoglienza d'emergenza a quella strutturata. Ad esempio nelle parrocchie e nelle comunità l'accoglienza diffusa ha favorito l'incontro e il confronto con le singole persone. All'incontro anche il giovane sacerdote, don Mattia Ferrari che ha vissuto una esperienza sulla nave "Mediterranea" impegnata a salvare  migranti in mare. I profughi scampati alla morte "ci hanno fatto un dono. Quello di aiutarci a non perdere l'umanità".

Congolesi a Roma: una comunità viva nel “cuore” di Roma

1 Dicembre 2019 - Roma – C’è fermento nella comunità congolese di Roma per la messa di oggi con Papa Francesco nella Basilica di San Pietro. L’occasione è il 25mo anniversario della fondazione della comunità a Roma. Nella capitale è infatti la comunità congolese è presente dal 1994 e si riunisce nella Chiesa della Natività di Gesù al centro di Roma. “Non siamo solo fedeli che si incontrano e partecipano alla messa con canti e danze ma anche persone che, insieme, si dedicano al prossimo sofferente, ai poveri, a tutti coloro che ci chiedono aiuto, con diverse iniziative e attività solidali, in pieno spirito missionario” dice il cappellano don Silvestro Adesengie. “La nostra comunità - osserva il sacerdote a “L’Osservatore Romano” - è formata da immigrati il cui arrivo tuttora prosegue. Due terzi di loro sono sacerdoti, religiosi e religiose, appartenenti a diverse congregazioni, parecchi giunti per motivi di studio. Un altro terzo è composto da laici cattolici, studenti, impiegati e rifugiati politici ma anche da famiglie e membri delle diverse confessioni religiose e del corpo diplomatico. Tutti in cerca di una vita migliore e di una pace che nel loro paese spesso è venuta a mancare”. Ogni domenica una celebrazione nella chiesa seguita ed animata e alla quale partecipano anche fedeli provenienti da altri paesi, africani e di altri continenti: “le nostre sono celebrazioni particolari che permettono ai nostri connazionali di innalzare la lode a Dio come facevano i loro antenati, con la gioia di servirlo stando insieme. Questo si trasmette e attira tante persone”. Ad invitare il Papa suor Rita Mboshu Kongo delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice, teologa congolese e docente all'Università Urbaniana. Nel giugno scorso, durante un'udienza privata con alcune rappresentanti del movimento "Mamme cattoliche congolesi", la religiosa, riferisce oggi “Roma Sette” aveva espresso il desiderio di ospitare il Papa nella chiesa della Natività a piazza Pasquino: “ho detto al Papa che avremmo voluto un momento di preghiera insieme. Mi ha risposto che sarebbe venuto a trovarci volentieri. Dopo pochi giorni ho ricevuto una telefonata dal Vaticano per concordare una data per la liturgia. Impossibile esprimere a parole quello che ho provato. È stata una grande emozione. La nostra chiesa, però, è piccola e abbiamo deciso insieme di celebrare nella basilica di San Pietro e di fissare la data per il 1° dicembre”. Una data importante: si fa memoria oggi della beata suor Maria Clementina Anuarite Nengapeta, prima beata religiosa congolese. Con questa celebrazione, spiega il direttore Migrantes mons. Pierpaolo Felicolo Papa Francesco “dimostra in mille modi diversi la sua costante attenzione per il mondo dell'immigrazione in generale e per le singole comunità etniche. È sempre vicino agli uomini e alle donne che con sofferenza sono costretti a lasciare il proprio Paese di origine per i più svariati motivi”.

Congolesi a Roma: domani celebrazione in rito zairese presieduta da Papa Francesco

30 Novembre 2019 - Città del Vaticano – Domani Papa Francesco, come annunciato da www.migrantesonline.it, celebrerà una liturgia eucaristica in occasione del 25º anniversario della nascita della Cappellania cattolica congolese di Roma. La celebrazione sarà nel rito zairese e si svolgerà nella Basilica di San Pietro. Approvato dalla Congregazione per il Culto Divino il 30 aprile 1988, sotto il titolo di “Messale romano per le diocesi dello Zaire” (ex nome della Repubblica democratica del Congo), il rito zairese o congolese è un adattamento del rito romano ordinario, spiega oggi la Sala Stampa della Santa Sede. Auspicato dai vescovi congolesi fin dal 1969, è il frutto di un lungo processo di inculturazione della liturgia, incoraggiato da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Concretamente, “si trattava di aprire la liturgia ai valori culturali del popolo zairese”. I testi e i riti tengono conto della tradizione stilistica orale africana. Si insiste sulla partecipazione attiva dell’assemblea, uomini e donne, partecipazione che si esprime anche con movimenti ritmici e levando le braccia al cielo. Durante il Gloria i ministri danzano intorno all’altare. Molto spazio viene dato ai canti, spesso accompagnati da tamburi e altri strumenti tradizionali. I lettori vengono benedetti e inviati dal celebrante prima di dirigersi verso l’ambone. La Comunità Cattolica Congolese, che ha sede nella chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo degli Agonizzanti, a piazza Pasquino, è stata fondata nel 1994 per volere del card. Frédéric Etsou, Arcivescovo di Kinshasa. (R.Iaria)

La Chiesa che incontra: dibattito a Modena chiude il Festival della Migrazione

30 Novembre 2019 - Modena - Saranno il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni, il vescovo mons. Guerino Di Tora, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego e mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola, a chiudere, questa sera – nella parrocchia Madonna Pellegrina a Modena alle 21,00 - la quarta edizione del Festival della Migrazione promosso, fra gli altri, dall’Associazione Porta Aperta e Fondazione Migrantes. Al centro del dibattito – che vedrà gli interventi anche di don Mattia Ferrari e della superiora provinciale delle suore scalabriniane, Milva Caro, moderati dal giornalista di Avvenire Paolo Lambruschi –la “Chiesa che incontra”. Numeri, volti, proposte” è stato il tema che ha fatto da filo conduttore a questa edizione che ha visto incontri, seminari, spettacoli, mostre, film, presentazione di libri. Tra gli ospiti lo scrittore Tahar Ben Jelloun, il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, i giornalisti Brahim Maarad della redazione esteri dell’Agi e Valentina Furlanetto di Radio 24, oltre a diversi esperti, imprenditori stranieri, etc. Ad aprire il festival un videomessaggio del Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che ha sottolineato come “iniziative come il Festival della Migrazione, che affrontano temi cardine dei nostri tempi, mostrano che la percezione dell’opinione pubblica rispetto al fenomeno migratorio non sono solo dettati dalla paura e dall’odio, ma che c’è anche una comunità solidale, che è vicina alle tragedie di chi è costretto ad abbandonare tutto e a cercare riparo altrove”. Iniziative che “aiutano a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi che interpellano il nostro quotidiano, perché non si possono dimenticare quanti hanno perso la vita cercando di raggiungere le nostre coste”. Sassoli si è detto convinto che occorre “adottare un approccio coordinato, fondato sulla solidarietà e sulla responsabilità, dobbiamo essere coscienti che il fenomeno della migrazione è un problema complesso e comprendere che la diversità è fonte di arricchimento, un’opportunità di crescita per ognuno di noi”. “La sfida delle migrazioni oggi non riguarda tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un paese dove le diversità, la presenza di persone di paesi, culture e religioni diverse, sappiano comporsi in una realtà più ricca”, ha detto don De Robertis. Oggi alle 12.30, alla polisportiva Modena Est, altro appuntamento sarà la seconda edizione del “Pranzo dei popoli”. Otto portate, ognuna tipica di un diverso Paese del mondo, e oltre 300 coperti per un momento di convivialità e di festa. (Raffaele Iaria)