Primo Piano

Report “Il diritto d’asilo”: se ne parla al Museo del ‘900 di Mestre

23 Gennaio 2026 - A Mestre (VE), presso il Museo del '900 il 24 gennaio 2026 a partire dalle ore 10.30, la "Casa di Amadou" propone e organizza la presentazione del Report "Il Diritto d'asilo" 2025 della Fondazione Migrantes. Presenterà il Report, la curatrice, Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes. Seguirà un dibattito La "Casa di Amadou" di Mestre/Marghera opera per supportare i migranti e i richiedenti asilo specie, in special modo quelli in transito o fuori dall'accoglienza, in collaborazione con l'Uffio Migrantes. La Fondazione Migrantes nel 2026 sostiene il progetto "Accolti di diritto",  che intende potenziare e valorizzare il ruolo delle reti sociali e territoriali come primo presidio di supporto, rafforzando al contempo le opportunità di integrazione e tutela.   Report 2025 Mestre

“Come parlare di migrazioni?”. A Mondovì con mons. Felicolo il primo incontro del percorso “Le parole per dirlo” 

22 Gennaio 2026 - Il 23 gennaio a Mondovì (CN), mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, animerà il primo incontro della nuova edizione del percorso di formazione "Le parole per dirlo" dell'Ufficio Migrantes della diocesi piemontese. Affronterà il tema “Come parlare di migrazioni?”. Come lo scorso anno, saranno sei appuntamenti con cadenza mensile, a partire da fine gennaio, in orario serale, in presenza – presso i locali della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, in Via Cuneo a Mondovì – e online, in modo da favorire la partecipazione di chi è più lontano. La prenotazione agli incontri è obbligatoria: migrantes.mondovi@libero.it   MOndovì 2026 Felicolo

Padova, allo Spazio Stria un incontro sul Report “Il diritto d’asilo”

22 Gennaio 2026 -
Venerdì 23 gennaio, a partire dalle ore 18:30, è in programma a Padova - presso lo Spazio Stria, in piazza Gasparotto 4 - una presentazione della IX edizione del Report "Il diritto d'asilo", su richiedenti asilo e rifugiati, della Fondazione Migrantes.
Intervengono:
  • Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes).
  • don Gianromano Gnesotto (direttore Ufficio Migrantes Padova).
  • Chiara Marchetti (Ciac).

“In viaggio da te”, a Roma una mostra sul percorso di minorenni e giovani con background migratorio che arrivano in Italia. 

21 Gennaio 2026 - Il 21 gennaio, negli spazi di Villa Altieri a Roma, l’Unicef – in collaborazione con l'assessorato alle Politiche sociali e alla salute di Roma Capitale e con il supporto di Pieux Établissements de la France à Rome – ha presentato “In viaggio da te”, una mostra immersiva e interattiva per riflettere sul percorso di minorenni e giovani con background migratorio che arrivano in Italia e sulle sfide dei processi di accoglienza. Il percorso espositivo si articola in quattro stanze. Le prime tre rappresentano le diverse fasi del “viaggio” verso l’accoglienza: dalle traversate in mare agli hotspot, fino all’accoglienza nei centri e al possibile percorso di affido e di accoglienza familiare. L’ultima stanza invita i visitatori a calarsi in una realtà immersiva, tra voci e immagini che rievocano i temi affrontati lungo il percorso. Il pubblico sarà accompagnato dalla narrazione di quattro “personaggi guida”, le cui storie possono essere seguite stanza dopo stanza. Tra le testimonianze raccolte nella mostra, quella di Remon, oggi attivista per i diritti umani, che racconta il viaggio dall’Egitto e il rapporto con la mamma naturale e la sua mamma affidataria. C’è poi Mamoudou, anche lui oggi attivo al fianco di chi ha affrontato lo stesso percorso. Il ragazzo è partito dalla Guinea Conakry nel periodo post Covid-19 a causa delle difficili condizioni economiche con il sogno di completare gli studi. La sua vita cambia quando, insieme al fratello minore con cui viaggiava, accede a un percorso di accoglienza in famiglia. Infine, la storia di Omar, gambiano, oggi accolto in famiglia e supportato anche da Majo, originaria di El Salvador: anche lei ha affrontato un’esperienza migratoria e ora ha scelto di affiancare chi sta vivendo un percorso simile al suo. La mostra "In viaggio da te” sarà visitabile gratuitamente fino al 30 gennaio negli spazi di Villa Altieri, in Viale Manzoni 47, a Roma, gentilmente concessi dalla Città Metropolitana di Roma capitale, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17 e il venerdì dalle 9 alle 13.   In viaggio con te Unicef 2026

A Bari il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia: la “via italiana del dialogo”

20 Gennaio 2026 - Si terrà a Bari il 23 e 24 gennaio il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia. Dopo tre anni di incontri del Tavolo istituito presso la Segreteria generale della Cei, 100 delegati provenienti da tutto il Paese si ritroveranno per individuare i percorsi che, nel prossimo biennio, le comunità delle diverse confessioni cristiane – cattolica, anglicana, evangeliche, ortodosse, protestanti – sono invitate a percorrere sia al loro interno sia nelle relazioni reciproche sui territori, a servizio del bene comune e della coesione sociale. “In un clima di fraternità – scrive la Cei in un comunicato di presentazione dell’evento -, i responsabili e i delegati delle Chiese Cristiane rifletteranno sulla ‘via italiana del dialogo’, confrontandosi sull’ecumenismo come grammatica di pace, come dono per lo spazio pubblico, come cura della spiritualità e come sapienza delle differenze”. L’appuntamento di Bari prevede delle sessioni aperte a tutti, così da coinvolgere le comunità locali e quanti sono interessati al tema. Il 23 gennaio, alle 18, nella Chiesa Maria Assunta e San Sabino, si terrà l’apertura con i saluti istituzionali e l’introduzione, a cui seguirà alle 21, nella Basilica di San Nicola, un concerto meditazione a cura della Fondazione “Frammenti di luce”. Il 24 gennaio, dalle 8.15 alle 8.45, ciascuna confessione proporrà la preghiera secondo la propria tradizione in un luogo significativo della città (Centro pastorale ortodosso romeno Santissima Trinità; Chiesa Cristiana Evangelica Battista; parrocchia San Ferdinando). Alle 17, nella Cattedrale, è prevista la conclusione del Simposio e alle 18.30 nella Basilica di San Nicola la Celebrazione ecumenica nazionale della Parola. (fonte: SIR)

A Napoli, la libreria Feltrinelli presenta il Report sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes

20 Gennaio 2026 - Mercoledì 21 gennaio, a partire dalle ore 17:30, la libreria Feltrinelli di via dei Greci 70/76, a Napoli, ospita un incontro-dibattito - con il Patrocinio del Centro di Elaborazione culturale Mobilità Migrazioni Internazionali Unior - su "Diritto di Asilo e politiche dell'esclusione" a partire dal Report 2025 sul Diritto di Asilo della Fondazione Migrantes, giunto alla nona edizione. È un lavoro corale, scritto da una redazione che sceglie di lasciarsi interrogare dalle sofferenze e dalle contraddizioni delle persone in fuga. Intervengono:
  • Mariacristina Molfetta (antropologa culturale della Fondazione Migrantes, curatrice del volume).
  • Fabio Amato (docente di Geografia delle migrazioni internazionali Università di Napoli l'Orientale).
  • Adele Del Guercio (docente di Diritto Internazionale Università di Napoli l'Orientale).
  • Laura Marmorale (presidentessa Mediterranea Save Human).
  Report 2025 Napoli

Manifestazione per la remigrazione a Piacenza: “No alle provocazioni, sì al dialogo”

19 Gennaio 2026 - Il 24 gennaio il Comitato Remigrazione e Riconquista, "promotore della legge di iniziativa popolare per attuare la Remigrazione anche in Italia", ha annunciato una mobilitazione nazionale a Piacenza con un corteo che partirà alle 16, con ritrovo in piazzale Milano. L'Ufficio di Pastorale per i migranti diocesi, sollecitato a esprimersi, ha diffuso una nota a firma del direttore dell’Ufficio, p. Mario Toffari, c.s., e del vicedirettore, diac. Giuseppe Chiodaroli, nella quale innanzi tutto ci si interroga su chi siano "i membri del comitato organizzatore" e nella quale poi ricorda la posizione della Chiesa di Piacenza-Bobbio circa la pastorale, "cioè il lavoro religioso, civile e sociale con i migranti".

Scarica il testo integrale della Nota.

logo Migrantes Piacenza-Bobbio Si fa riferimento all'intervento al Consiglio Comunale del vescovo, S.E. mons. Adriano Cevolotto, il 20 gennaio 2025: “C’è un primo dato con cui ho fatto i conti visitando la città: la città è cambiata; le comunità parrocchiali si sono modificate per la presenza consistente di famiglie immigrate. Il volto della nostra città ha assunto caratteristiche radicalmente diverse, perché non siamo più nella fase di qualche decennio fa nella quale arrivavano le persone da altri continenti che si trattava di accogliere. Ora queste persone e queste famiglie hanno qui la loro residenza. Qui il futuro loro e dei loro figli. Parliamo, e lo sappiamo bene, di oltre il 20% di persone immigrate nel comune di Piacenza! Una persona ogni cinque ha un’origine nell’immigrazione. Se fino a qualche tempo fa l’emergenza era di andare incontro a delle povertà, oggi, pur perdurando questa esigenza, possiamo dire che il nostro rapporto con chi è arrivato tra noi si sta modificando. Quasi in una forma di slogan potremmo riassumere: 'non cosa fare per…?', ma 'come costruire una convivenza con…?'. Questa è la sfida. Per tutti”. L’Ufficio di pastorale per i migranti fa sapere che sta lavorando alla comunione tra i piacentini d’origine e i piacentini di adozione "con ogni mezzo a disposizione, sempre attenti a non giustificare mai chi sbaglia gravemente o chi trasgredisce le regole e le leggi del nostro Paese". In questi casi, si scrive nella nota, "non abbiamo bisogno, francamente, di provocazioni sommarie, ma di far funzionare la giustizia". E si chiarisce: "Ci dispiace, ma c’è una netta differenza di significato delle migrazioni tra noi e gli organizzatori della inutile provocazione del 24 gennaio [...]. Per noi le migrazioni non sono ideologie: sono un fatto umano, che contribuisce, se ben governato, all’unione dei popoli e, quindi, alla pace".

“Taglio basso”. Come l’informazione racconta i poveri e gli esclusi

19 Gennaio 2026 - Quanto spazio viene dato alla povertà nei telegiornali, nei talk show e nei social media? In che modo viene raccontata? Con quali parole, immagini e cornici narrative? E quali stereotipi rischiano di essere rafforzati? A queste domande prova a rispondere Taglio basso. Come la povertà fa notizia, il nuovo rapporto promosso da Caritas Italiana e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, presentato a Roma, presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, lunedì 19 gennaio 2026 La ricerca analizza la copertura mediatica delle diverse forme di povertà e di esclusione sociale nei principali telegiornali di prima serata, in un ampio campione di talk show televisivi e nei contenuti social di alcuni giornalisti e influencer, nel periodo compreso tra settembre 2024 e giugno 2025. Ne emerge un quadro articolato che mette in luce una presenza spesso episodica e marginale del tema, una prevalenza di letture riduttive e unidimensionali, un uso limitato di dati e fonti qualificate, e una frequente associazione della povertà a cornici emergenziali, securitarie o stereotipate. Il tema delle povertà non è neutro: nel 18% dei casi si rileva un’associazione con stereotipi o pregiudizi. La principale associazione negativa riguarda illegalità e criminalità (13,6%), spesso veicolata da servizi che raccontano crimini violenti o episodi di degrado urbano in cui le persone senzatetto o indigenti sono protagoniste, sia come vittime sia come autori. Una quota significativa delle notizie (10,5%) associa la povertà al background migratorio, consolidando un binomio immigrazione-criminalità che può influenzare la percezione di insicurezza tra il pubblico. Gli immigrati, infatti, emergono in narrazioni prevalentemente cronachistiche e incentrate su eventi violenti, in cui condizioni di povertà e marginalità sociale sono collegate a comportamenti antisociali o illegali, come per esempio nei servizi dedicati alle proteste di piazza Corvetto a Milano, dopo la morte di Ramy Elgaml durante un inseguimento da parte dei carabinieri. [caption id="attachment_70386" align="aligncenter" width="1024"]Presentazione "Taglio baso" (foto: Caritas Italiana)[/caption]

Sanremo, la Cresima dei figli dei fieranti e lunaparkisti

19 Gennaio 2026 - Giovedì 15 gennaio, nella Parrocchia Santa Maria degli Angeli a Sanremo, è stata celebrata la Santa Messa per le Cresime dei ragazzi e ragazze figli delle famiglie dei fieranti che nel periodo natalizio hanno impiantato le loro attrazioni del Luna Park. Gli otto cresimati hanno seguito la loro preparazione durante lo scorso anno on line, attraverso la piattaforma Zoom, poiché le loro famiglie si trovavano in differenti città del Nord Italia e con frequenti spostamenti. Il catechismo, in otto incontri da febbraio a giugno, è stato seguito dal diacono incaricato, Lorenzo, che ha coordinato gli incontri con i ragazzi e infine con il loro arrivo a Sanremo si è conclusa la preparazione al Sacramento. Importante rilevare la collaborazione e il sostegno che i genitori e le madri dei cresimandi che hanno sostenuto e seguito i loro figli e figlie accompagnandoli nelle varie tappe. Nella stessa celebrazione si sono uniti anche due bambini e una bambina delle famiglie dei fieranti, che hanno ricevuto la Prima Comunione. La partecipazione numerosa della Comunità dei Viaggianti ospiti ogni anno della nostra città ha fatto da cornice di festa al sacro rito. (fonte: Ufficio Migrantes diocesi di Ventimiglia-Sanremo)

“Superfici narrative”. A Salerno, Italia e Georgia si incontrano con l’arte

15 Gennaio 2026 - “Superfici narrative – pittura e identità culturale in dialogo” è la mostra d’arte promossa a Salerno dall’Associazione "Italia e Georgia" che invita il pubblico a un’esperienza espositiva dedicata alla scoperta della ricchezza dell’arte georgiana attraverso la pittura contemporanea. La mostra vede la collaborazione dell’Ufficio diocesano Migrantes e dell’associazione "2ndhand solidale odv" ed è allestita negli spazi della Casa del Volontariato, resa disponibile dal Csv Sodalis, in via F. Patella. Il taglio del nastro è previsto giovedì 15 gennaio alle ore 16 e sarà possibile continuare a visitare le opere e interagire con le autrici anche venerdì 16 gennaio, dalle ore 10 alle ore 20. Saranno infatti esposte le opere di Ana Epremidze e Natalia Kavelashvili, due artiste georgiane che oggi vivono in Italia e che, pur attraversando nuovi contesti culturali, non hanno mai abbandonato la loro passione artistica. La pittura resta per entrambe una radice viva, un legame profondo con la patria d’origine, con la sua storia, i suoi simboli e la sua memoria collettiva. La mostra celebra valori di bellezza, dialogo interculturale e continuità creativa, offrendo allo spettatore l’occasione di lasciarsi toccare da un’arte capace di superare confini geografici e pregiudizi, e di farsi linguaggio universale. “Superfici narrative” è un invito ad ascoltare, attraverso l’espressione artistica, la voce di un popolo che continua a raccontarsi. Superfici narrative Salerno 2026

A Mondovì (CN) anche nel 2026 cerchiamo “Le parole per dirlo”

15 Gennaio 2026 - Abbiamo bisogno delle “parole per dirlo”, per parlare del fenomeno migratorio, per fermarci a riflettere e a comprendere. L’Ufficio Migrantes della diocesi di Mondovì (CN) riparte con un nuovo percorso di formazione sul tema della mobilità umana. Come lo scorso anno, saranno sei appuntamenti con cadenza mensile, a partire da fine gennaio, in orario serale, in presenza - presso i locali della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, in Via Cuneo a Mondovì - e online, in modo da favorire la partecipazione di chi è più lontano. La Fondazione Migrantes pubblica ogni anno ben tre rapporti (Rapporto Immigrazione, con la collaborazione di Caritas Italiana, Rapporto Italiani nel Mondo e Report Il Diritto d’Asilo): un vero e proprio tesoro che viene consegnato a chi è interessato per conoscere la realtà della migrazione in tutte le sue sfaccettature. Perché di migrazione se ne parla, anche troppo: ma sono le narrazioni ideologiche che hanno la meglio. Da una parte si fomenta la paura e il senso di insicurezza, parlando di invasione, di sostituzione etnica, di terrorismo, di violenza e criminalità. Dall’altra rischiamo di cadere in un “pietismo” che vede solo e sempre l’aspetto di fragilità e l’impegno caritativo. Il primo incontro in programma, il 23 gennaio, sarà con mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, con il quale sarà proprio affrontato il tema "Come parlare di migrazioni?". A seguire, il 27 febbraio, la dott.ssa Mariacristina Molfetta, curatrice del Report "Il diritto d'asilo" che presenterà la situazione dei rifugiati e le loro "speranze recluse". (fonte: Ufficio Migrantes Mondovì)

La prenotazione agli incontri è obbligatoria: migrantes.mondovi@libero.it

  Le parole per dirlo MOndovì 2026

Bergamo, “Il diritto all’accoglienza. Dalla narrazione della solidarietà al rafforzamento del welfare”

15 Gennaio 2026 - Qual è oggi il significato concreto del diritto all’accoglienza? In che modo le politiche di asilo, il diritto europeo e nazionale e i sistemi di welfare territoriale si intrecciano con le pratiche quotidiane dell’accoglienza? Venerdì 16 gennaio 2026 presso l'Auditorium "Piazza della Libertà" di Bergamo, a partire dalle ore 9, è in programma il convegno “Il diritto all’accoglienza. Dalla narrazione della solidarietà al rafforzamento del welfare” che intende offrire uno spazio di riflessione e confronto su questi temi, a partire da un’analisi giuridica, sociale e culturale, mettendo in dialogo istituzioni, ricercatori, professionisti e cittadinanza. Nella tavola rotonda sul "diritto all'accoglienza" interviene anche Mariacristina Molfetta, antropologa, curatrice del Report "Il diritto d'asilo" della Fondazione Migrantes, sul tema "Il diritto d'asilo messo all'angolo?". Il convegno si rivolge a operatori sociali, amministratori, professionisti, studenti e a tutte le persone interessate ad approfondire il tema dell’accoglienza come elemento strutturale delle politiche di welfare e di coesione sociale.

Iscrizione obbligatoria (vedi QR code nella locandina) Per informazioni: sipromi.territorio@solcittaperta.it

  Report 2025 Bergamo

Vita e morte sulle rotte delle migrazioni. Le storie di Sultan e Yonas

14 Gennaio 2026 - 14 Gennaio 2026 - Doveva iniziare oggi il processo penale sulla strage di Cutro: la prima udienza è stata rinviata al 30 gennaio, per "un errore nell'attribuzione del collegio penale", come riportano alcuni media. Restano i fatti. La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 un caicco partito dalla Turchia si schianta a pochi metri dalla riva di Steccato di Cutro. Muoiono 94 persone, più un numero imprecisato di dispersi. La città di Crotone si stringe intorno ai familiari delle vittime. Diventano, per diversi giorni, una comunità. Mentre la giustizia fa il suo corso, cosa rimane a 3 anni da quella ferita? Giuseppe Ciulla e Arianna Martini hanno ricostruito quella notte e ricordato le persone che potevano essere salvate in Sultan, l'ottava puntata del podcast "Il Filo d'Arianna". Ma la vicenda di Cutro, già in sé enorme e tragica, apre una finestra ulteriore su una questione che, purtroppo, si pone dopo stragi analoghe: la gestione delle morti lungo le rotte migratorie. Essa appare un “orrore senza nome”. La definisce così un saggio di Giovanni Papotti  contenuto nel Report “Il diritto d’asilo 2025”, presentato nello scorso mese di dicembre dalla Fondazione Migrantes, in cui l'autore racconta la storia “esemplare” del giovane Yonas, morto a Ventimiglia, che evidenzia le falle normative e operative nei processi di identificazione delle persone decedute o scomparse. Emerge una intricata rete legale e burocratica che nega ai familiari il diritto alla verità e a una degna sepoltura. “Il sistema di diritto – sono parole della sorella di una migrante scomparsa nel corso del viaggio nel Mediterraneo riportate nel saggio – non risponde alle esigenze della realtà: non è un fallimento umanitario, è un fallimento legale”. Il dolore dei familiari e le conseguenze culturali e legali legate all’incertezza sulla sorte dei propri cari nel caso di migranti dispersi sono un tema ancora oggetto di studio e dibattito. Esso pone numerosi interrogativi legali e morali, ma si muove nel solco di un principio di umanità: quello di garantire che il tempo non cancelli la memoria di questi giovani uomini e donne morte o disperse nell’inseguire il sogno di un futuro migliore.

👉 Leggi il saggio di Giovanni Papotti.

“La bestemmia di un aiuto mancato”. Arte e contemporaneità. Intervista a Marcello Silvestri

14 Gennaio 2026 - Stiamo vivendo un inferno, con sempre meno consapevolezza. Difficile costringere la mente a rifletterci, mentre la legna sussurra nel camino e il sole si inabissa fra gli alberi e il mare, oltre la finestra. Eppure c’è dolore, all’esterno e non solo. «Se la lettura del Vangelo, della Bibbia, non ti graffia dentro, non è autentica». Inizia così il pomeriggio con Marcello Silvestri, artista, pittore e scultore italiano di respiro internazionale, che ha viaggiato insieme alle sue opere a Roma, Parigi, Bruxelles, New York, Osaka. È stato uno degli artisti che hanno impreziosito la Bottega d’Arte aperta da Fondazione Migrantes sulla Terrazza del Pincio a Roma, in occasione dell’Earth Day 2025. [caption id="attachment_70064" align="aligncenter" width="300"]Marcello Silvestri Marcello Silvestri[/caption] Impegnato nel sociale, ha interpretato la Bibbia mescolandola ad appelli ecologici, denunce della violenza bellica, meditazioni su migrazioni e rifugiati. «Come nell’Apocalisse, l’immagine della porta chiusa. Il testo dice: “Sto alla porta e busso”. Quindi c’è qualcuno che sta dietro quella porta, che vuole entrare… Ricorda la parabola dell’amico importuno. Questo Cristo che è dietro la porta e bussa, se non lo avvertiamo come una persona che ci dà fastidio, che ci fa alzare, per poi scoprire che invece è una persona che vuole stare con te, vuole mangiare insieme, non possiamo comprendere il Vangelo. Non è un racconto del passato. Ha una contemporaneità». È una contemporaneità che passa anche attraverso le immagini? Io leggo, in Isaia 64, che “tutti siamo avvizziti come foglie”, che “le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento”. Nessuno cerca il bene. È una fotografia che Isaia fa della contemporaneità di chi legge quel testo. Pensiamo, allora, a questa parola nella nostra contemporaneità: nei migranti e nei profughi che non vengono accolti, come se ci fosse una scritta davanti a tutte le coste d’Italia e d’Europa: “Vietato l’ingresso agli stranieri”. Isaia ha un altro mondo nella testa, per questo dice così – “avvizziti come foglie” – usa questa immagine, ma poi aggiunge: “Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci dà forma, tutti noi siamo opera delle tue mani”. Prima ci vengono messe davanti le foglie calpestate e bagnate dalla pioggia, oggi le immaginiamo calpestate dalle scarpe, dalle gomme delle macchine e dei motorini, marce. Allora, dobbiamo abbinare il testo di Isaia con quello della Genesi, perché nel creare l’uomo Dio ammucchia il fango. Se entriamo dentro queste parole febbrili, vediamo il fango raccolto, ammucchiato, con la grazia che un vasaio usa per costruire un vaso. Un testo così vecchio diventa contemporaneo quando io vedo il vasaio che costruisce: c’è il fango delle foglie morte, c’è il gesto liturgico del vasaio che plasma, e questo modo di accarezzare il vaso sono le mani di Dio che ci accarezzano per costruire la nostra persona. Questa è la contemporaneità del testo sacro. [caption id="attachment_70063" align="aligncenter" width="300"]Marcello Silvestri, "Tombe in mare con cartiglio" Marcello Silvestri, "Tombe in mare con cartiglio"[/caption] E la contemporaneità dell’arte? In un’opera che ho realizzato in tema di migrazioni (Naufragio, 2016, ndr), ci sono degli occhi che ci guardano, fra le onde. È la vergogna dei cosiddetti governi emancipati, questi occhi che chiedono aiuto, chiedono pietà. Si rifà al naufragio di san Paolo, ma il suo naufragio diventa la contemporaneità del nostro oggi. Oppure, in un’altra opera (Tombe in Mare, 2015, ndr) rappresento lapidi di differenti forme e misure, come sono differenti le fedi e il credo delle persone che l’acqua ha inghiottito. E poi, in basso, un cartiglio, l’ultimo grido soffocato dall’onda che emette chi chiede aiuto e non riesce a terminare la parola. Un simbolo inventato, che non è nessuna lingua ma che potrebbe essere ciascuna. Una locuzione di aiuto, inaudito e inascoltato. Cose che nessuno vuole udire e vedere. I giornali ne parlano, i politici fanno omaggi, ma rimane la bestemmia di un aiuto mancato. Allora ci vuole un’arte che dica queste cose, che vada oltre le edulcorate parole di pietà. Dirlo come? Sono tanti anni che traduco il testo biblico a colori. Ho dilatato la lettera, perché la lettera non si vede. Quando io parlo voi non vedete niente, ascoltate, invece la lettera scritta la vedi. Ma san Paolo vuole che la fede sia trasmessa attraverso la predicazione, “la stoltezza della predicazione”, e la predicazione può essere verbale o cromatica. Allora io dilato la verbalità della parola, la faccio diventare cromatica e parlo alle persone. C’è un problema, però: è una predicazione non fatta di regole e dogmi ma, per così dire, di affetto e adattamento a chi ho davanti. Il mio pubblico è stato sempre quello del terzo stato. Ho vissuto per anni alla Repubblica dei Ragazzi, dove si raccoglievano giovani senza famiglia. Ho fatto per un decennio catechesi nel carcere di Civitavecchia e a ragazzi con problemi di tossicodipendenza. A queste persone non puoi presentare subito la dottrina, perché a loro non interessa. Devi presentarti con il Vangelo che è amore al prossimo. Pensiamo a un bambino di 8 anni che vede la madre fatta a pezzi dal suo sfruttatore; oppure a un ragazzo che fa migliaia di chilometri per trovare un posto dove poter respirare e vivere: arriva in Italia, da solo, dopo aver visto gli altri annegare, è subito reclutato dalla malavita, spaccia droga e finisce in carcere. Non sappiamo da dove viene, cosa gli serve, cosa gli è successo, cosa vorrebbe fare: sappiamo solo che merita la galera. Il Vangelo è libertà, è bellezza, è un grazie per la vita. [caption id="attachment_70062" align="aligncenter" width="300"]Marcello Silvestri, "Naufragio" Marcello Silvestri, "Naufragio"[/caption] Spetta anche all’arte mostrarlo? Per far capire il Vangelo serve una catechesi visiva, oltre che di parole. Prendiamo l’immagine della vite, che è Cristo, e dei tralci. Ci sembra un’immagine bella, ma se si guarda come è fatto il tronco della vite, si vede che è nodoso, con lacerazioni e spacchi: sono le torsioni dell’anima che vive Gesù prima di essere crocifisso. Nella mia rappresentazione della vite, siamo alla transavanguardia, sia come tecnica che come proposta artistica. La drammaticità di questo discorso lo dice l’opera, questa icona contemporanea che mostra la realtà, queste nervature, questi dolori, come anche la speranza del frutto. Fra l’altro, il Vangelo raccontato con questo tipo di immagini semi-astratte è accettato anche dai protestanti. Ancora, prendiamo la Lettera agli Ebrei. Dice: “Avete assaporato la bella parola di Dio”, per-ché in greco kalòs kai agathòs, il bello e il buono, si identificano. Quindi, la bellezza e la bontà della parola di Dio coincidono. C’è un estetismo, un’architettura, che può mostrare il senso del testo originale del “gustare” qualcosa che è “bello”. Ci vogliono persone che raccontino con il colore, con la materia, la contemporaneità dei testi che si leggono. Però anche la contemporaneità cambia, e quindi il modo di raccontarla. Sì. Prendi il tema dell’ecologia: l’ho affrontato ripetutamente, anni fa con i dipinti figurativi del Cantico delle Creature di san Francesco; nel 2025 con la mostra “Sacra. Ecologia Dentro”, che, ispirata dalla Laudato si’, mostra la terra, l’aria, l’acqua, il fuoco, i quattro elementi della vita, in stile astratto, arte povera. Il Cantico come lo avevo rappresentato negli anni ’90 non possiamo più proporlo oggi: dovremmo invece proporre il Miserere mei, Deus, perché abbiamo lasciato che altri distruggessero la terra, diventata proprietà di miliardari e sfruttatori. [caption id="attachment_70061" align="aligncenter" width="207"]Marcello Silvestri, "La battaglia" Marcello Silvestri, "La battaglia"[/caption] In questo senso, quale via traccia l’arte? C’è bisogno di rivalutare l’umanità di Cristo. Dio si è incarnato. Non si è fatto solo “ebreo”, solo “bianco”, solo “nero”. Si è fatto carne, si è fatto umanità. Dobbiamo saper leggere l’unica umanità vera, la sua, perché noi siamo tutti disumani: l’unica umanità è quella di Cristo. Per questo, vanno sottolineate le opere che ha fatto Cristo, perché noi nell’arte lo vediamo sempre rappresentato in bronzo, in gesso, in legno, in plastica. Ma quella è carne e ossa, è vissuto, è verità, è persona, è incarnato. E va visto, letto e vissuto come umanità. Quando mangia le spighe, quando perdona, quando guarisce, sono le stesse opere che dovremmo fare noi nel nostro lavoro: compiere quelle opere lì, amare il prossimo attraverso il nostro lavoro. Viviamo una generazione corrotta, non c’è più l’umanità, non esiste. Ecco il compito nostro: dire e fare, con tutti i limiti creaturali, che questo è il Vangelo e che questo è il senso umano di esistere. (Simone Varisco | "Migranti Press" 11-12 2025)

“Non siamo cervelli in fuga”. La complessità della mobilità italiana. Il numero 11-12/2025 di “Migranti Press”

13 Gennaio 2026 - L’ultimo numero del 2025 di Migranti Press, il mensile della Fondazione Migrantes, propone in copertina e approfondisce il tema-guida del Rapporto Italiani nel Mondo 2025: non siamo un Paese di “cervelli in fuga”. L’Italia si racconta come il Paese della grande fuga dei giovani altamente qualificati, ma parlare di “cervelli” è offensivo per chi parte come per chi resta. E l’immagine tragica della “fuga” offusca la dimensione della “scelta”. In evidenza, i due editoriali e l’intervista all’artista Marcello Silvestri. Nell’editoriale del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, che abbiamo già anticipato su migrantesonline.it, troviamo ciò di cui è opportuno dire grazie per il 2025 accanto alle sfide per il 2026, una in particolare… Nell’altro editoriale, Paolo Lambruschi accende un piccolo spot su degli emigrati italiani che non ti aspetti. Mentre con Marcello Silvestri affrontiamo il possibile ruolo dell’arte nel vivere la contemporaneità, con una riflessione particolare su ciò che riguarda la mobilità umana. E ancora, oltre all’ultima puntata della rubrica “Paesi sicuri?” – che ci ha accompagnato per tutto il 2025 – dedicata all’Algeria, due racconti di donne che nel mondo “salvano e si salvano” di Antonella Mariani, la questione del disagio abitativo delle comunità immigrate in Italia, vista da una città come Salerno, la strada fatta insieme a rom, sinti e caminanti, dall’Incontro nazionale degli operatori pastorali di settore a Napoli fino al Giubileo con Leone XIV a Roma.   Infine, le nostre rubriche (Norme e giurisprudenza, Brevi e Segnalazioni – Libri, Cinema, Arte, etc).
In sommario
Foto di copertina: © Song_about_summer - Adobe Stock
Editoriale I “grazie” per il 2025. E la sfida per il 2026 mons. Pierpaolo Felicolo
L’altro editoriale “Italbangla” a Londra. Gli emigrati italiani che non ti aspetti Paolo Lambruschi Primo Piano Oltre la fuga e la retorica dei “cervelli”. Il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 Delfina Licata L’Italia secondo il RIM. Intervista a Paolo Pagliaro Simone Sereni Immigrati e rifugiati
  • Protagoniste. Donne nel mondo che salvano e si salvano Antonella Mariani
  • La lunga strada verso un “abitare sicuro” Antonio Bonifacio

Il problema abitativo tra le comunità immigrate. Una ricerca specifica dal Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes 2025 Simone Varisco

Paesi sicuri?
Algeria a cura di Mirtha Sozzi e Giovanni Godio
Rom, Sinti e Caminanti
“La speranza è itinerante”. Tra Napoli e Roma con rom, sinti e caminanti Eraldo Cacchione e Simone Strozzi
Leggi e giurisprudenza a cura di Alessandro Pertici Ufficio nazionale per i problemi giuridici della Cei
Brevi Segnalazioni
[caption id="attachment_70038" align="aligncenter" width="724"]Migranti Press 11-12 2025 Copertina (foto: © Song_about_summer - Adobe Stock)[/caption]

Brescia ospita una presentazione del Rapporto italiani nel mondo della Fondazione Migrantes

13 Gennaio 2026 -

Giovedì 15 gennaio 2026, alle ore 18, presso la Sala Libretti del Giornale di Brescia in Via Solferino 22 a Brescia, si terrà la presentazione del RIM – Rapporto Italiani nel Mondo 2025, il report annuale della Fondazione Migrantes dedicato alle migrazioni degli italiani all’estero, che è arrivato alla sua XX edizione.

L’incontro sarà moderato da Gabriele Bazzoli, presidente della Fondazione San Francesco di Sales. A presentare il Rapporto, per conto della Fondazione Migrantes, sarà Delfina Licata, curatrice del volume. Accanto all’analisi dei dati e delle dinamiche migratorie, la serata darà spazio anche alle testimonianze di due giovani, Rachele Momi e Leonardo Rossi, che vivono e hanno vissuto l’esperienza dell’emigrazione all’estero, offrendo uno sguardo diretto e concreto sulle sfide e le opportunità della mobilità contemporanea.

La presentazione del rapporto potrà essere seguita anche attraverso la diretta streaming accedendo alla home page www.giornaledibrescia.it

Per partecipare alla presentazione del Rapporto è necessario compilare online il seguente modulo: https://forms.gle/8TQk3PWACtREETJk6

Per informazioni: tel. 0303722350 - migranti@diocesi.brescia.it

(fonte: Diocesi di Brescia)

RIM 2025 Brescia

“Come funziona davvero il traffico di migranti”. Un Rapporto del Mixed Migration Centre

12 Gennaio 2026 - Il Mixed Migration Centre (Mmc) di Ginevra ha presentato nel mese di dicembre 2025 il Rapporto “How smuggling really works: drivers, operations and impacts”, che mette in luce il ruolo dei trafficanti nelle rotte migratorie e la percezione che ne hanno i migranti. Il documento raccoglie le testimonianze di oltre 80.000 interviste con persone in movimento lungo le principali rotte migratorie in tutto il mondo e più di 450 interviste con trafficanti in Africa. Il limitato accesso a vie di migrazione regolari continua ad alimentare la domanda di movimenti irregolari, consentendo al traffico di migranti di prosperare. In assenza di alternative sicure e legali, i trafficanti intervengono per soddisfare il persistente bisogno di mobilità (e informazioni) determinato da conflitti, persecuzioni, instabilità economica, domanda di manodopera e legami familiari. I governi cercano di interrompere "il modello di business” dei trafficanti con l'applicazione di norme specifiche e con il controllo sempre più stretto delle frontiere, ma misure hanno in gran parte spinto le persone verso rotte più pericolose e rafforzato le reti di traffico. Le principali evidenze che emergono dal Rapporto:
  • La mancanza di percorsi migratori legali, come già anticipato, e le sollecitazioni che arrivano dalle reti personali sono fattori determinanti nella decisione di ricorrere ai trafficanti.
  • Risultano rari i casi di coercizione da parte dei trafficanti e comunque raramente essi influenzano la decisione di migrare; anche se, una volta presa la decisione, hanno un ruolo determinante nella scelta dei percorsi e forniscono informazioni sul viaggio.
  • I trafficanti sono motivati principalmente dal guadagno economico, anche se alcuni segnalano il desiderio di aiutare le persone in movimento; la maggior parte di loro entra in questo business tramite la rete di relazioni sociali.
  • Il traffico di migranti è una fonte di reddito importante o principale per molti, spesso superiore ad altre opportunità di guadagno locali.

SCARICA IL RAPPORTO INTEGRALE

  Rapporto MMC 2025  

Genova, Festival euromediterraneo “Pontos”: un talk dedicato a “Il viaggio delle donne: una storia di emancipazione”

12 Gennaio 2026 - Nell'ambito della terza edizione del Festival euromediterraneo Pontos (13-16 gennaio 2026), mercoledì 14 gennaio dalle ore 14.30 la sala conferenze del Museo nazionale dell'emigrazione italiana (Mei) a Genova, ospiterà un talk dal titolo "Il viaggio delle donne: una storia di emancipazione" con Roberta Leverone, Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Anna Maria Saiano. Il viaggio, per le donne, non è mai stato solo uno spostamento, ma un gesto di libertà e trasformazione. Dalle viaggiatrici del passato alle esperienze contemporanee, muoversi ha significato sfidare ruoli imposti, confini sociali e immaginari patriarcali. In questo intervento il viaggio femminile viene raccontato come atto politico e culturale, capace di ridefinire identità, conquistare spazio e costruire nuove narrazioni. Nel contesto mediterraneo, crocevia di storie e attraversamenti, il viaggio diventa così uno strumento di emancipazione, di riappropriazione della propria voce e di apertura a possibilità plurali e inclusive.

🔗 Scarica il programma completo del festival Pontos.

  Pontos 2026

A Verona i “Martedì del mondo”: mobilità umana, giovani e diritti

12 Gennaio 2026 - Nigrizia, Cestim, Centro Missionario Diocesano di Verona, Comboniane, Progetto Mondo, CUM, Centro Pastorale Immigrati di Verona organizzano "I Martedì del Mondo", una rassegna di incontri, aperta su tematiche di attualità riguardanti gli argomenti più importanti per impatto sulla vita delle persone. Il 13 gennaio 2026 alle ore 18.00 presso la Sala Africa dei Missionari Comboniani (Vicolo Pozzo 1, Verona) è in programma un "Martedì del Mondo" dal tema: "Nonostante le porte chiuse... Le migrazioni nel futuro dell'Europa". Si parlerà di mobilità umana in entrata, di giovani e del nuovo giro di vite dei ministri degli Interni europei sugli ingressi in Europa, in particolare per i richiedenti asilo. Don Giuseppe Mirandola ne parlerà in studio con Simone Varisco, curatore del Rapporto Immigrazione 2025 per la Fondazione Migrantes, e con Enrico Varali, giurista. Contributo video di Gianfranco Schiavone, studioso di migrazioni. L'incontro è in presenza con ingresso libero, in streaming sul canale YouTube dei Martedì del Mondo sulla pagina Facebook dedicata. Martedì del mondo Verona 2026

Caritas italiana sull’escalation militare in Siria: almeno 140mila sfollati. La presenza della Chiesa accanto alla gente

9 Gennaio 2026 - Nel "quadro drammatico" delle crisi internazionali, esposto anche da Leone XIV nell'Udienza concessa al Corpo diplomatico presso la Santa Sede, la situazione in Siria torna ad aggravarsi. A un mese dall’anniversario della Liberazione, quando in molte città e piazze si è celebrato il primo anno dalla caduta del regime del clan Assad, si è riaccesa la tensione ad Aleppo tra le SDF (forze armate a maggioranza curda) e l’esercito siriano. Lo denuncia un comunicato pubblicato l'8 gennaio 2026 dalla Caritas Italiana, che ricostruisce il contesto della nuova recrudescenza del conflitto che nasce nelle pieghe delle questioni aperte sui territori controllati dai curdi. Secondo le stime diffuse dall’Ufficio del Governatore di Aleppo, almeno 140.000 persone hanno abbandonato i quartieri teatro degli scontri. Alcuni sfollati hanno trovato rifugio presso parenti o conoscenti in altre zone della città, altri si sono diretti verso Afrin, mentre una parte è ospitata in centri predisposti dalla Protezione Civile Siriana. Anche alcune Chiese cristiane di Aleppo hanno aperto le porte agli sfollati, mettendo a disposizione gli spazi disponibili. Nel corso dell’offensiva vengono segnalati attacchi anche a ospedali, al dormitorio universitario e a circa 30 strutture governative. Secondo il vice ministro dell’Informazione Obada Kojan, il bilancio provvisorio è di 10 morti e 88 feriti, ma si teme che il numero possa aumentare. Da alcuni giorni sono sospese le lezioni nelle scuole e nelle università e risultano chiusi tutti gli uffici pubblici. Al momento non si registrano interruzioni significative dei servizi essenziali come acqua, elettricità e connessione internet. «In una situazione già estremamente fragile per il Paese - racconta da Aleppo Davide Chiarot, operatore di Caritas Italiana - questa nuova escalation pesa come un macigno sui sogni di pace e di ricostruzione della popolazione. Come Caritas Italiana ci stiamo attivando, in coordinamento con le realtà della Chiesa locale, per rispondere alle prime necessità più urgenti: coperte, materassi, pannolini e latte in polvere per i bambini, prodotti per l’igiene e cibo. È già stato acquistato un primo stock di pannolini per bambini e la distribuzione è attualmente in corso. La speranza è che si giunga quanto prima a un accordo per evitare che il conflitto si estenda ad altre zone del Paese e che gli sfollati possano rientrare nelle proprie case. Nei prossimi giorni valuteremo come rafforzare ulteriormente l’assistenza, in base all’evoluzione del conflitto».