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Riscoprire l’ascolto per riavviare il dialogo

18 Novembre 2021 - Roma - Non sappiamo più dialogare. In una società iperconnessa e “instagrammata”, che fa abbondante uso di immagini e parole a corredo di esse, si sta perdendo quella capacità di costruire il tessuto connettivo tra l’“io” e il “tu”. Questa è comunicazione che passa dalla quotidianità, che non richiede mediazione, che restituisce la vitalità dell’incontro. Nell’esortazione Amoris laetitia Papa Francesco dedica alcuni paragrafi a questo tema (nn. 136-141), offrendo alcuni suggerimenti concreti: “Darsi tempo, tempo di qualità, che consiste nell’ascoltare con pazienza e attenzione, finché l’altro abbia espresso tutto quello che aveva bisogno di esprimere. (…) Ampiezza mentale, per non rinchiudersi con ossessione su poche idee, e flessibilità per poter modificare o completare le proprie opinioni”. Essere in dialogo con qualcuno non è un semplice gesto esteriore, ma è soprattutto predisposizione interiore alimentata dal silenzio e dall’ascolto. Dare spazio agli altri è rinunciare, in qualche modo, a un pezzetto di sé. La ricchezza e la bellezza sono nel mosaico che si compone. (Vincenzo Corrado)  

Voltati, ma nella direzione giusta

4 Novembre 2021 - L’evoluzione tecnologica riserva sempre sorprese con un forte impatto sociale, culturale, politico e anche linguistico. Non sarà infatti sfuggito il termine metaverso, da qualche giorno tornato alla ribalta. Derivato dal greco μετά (= con, dopo, oltre) e dal latino versus (participio passato di vertĕre = volgere), letteralmente significa “volto in altra direzione”. Il vocabolo è stato coniato da Neal Stephenson, nel romanzo cyberpunk Snow crash (1992), per indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati. Insomma, una sorta di Second Life, ora riproposta come 2.0, in quanto integrazione tra uomo, realtà virtuale e aumentata e internet. Al di là dei tecnicismi, non deve sfuggire l’impegno alla conoscenza di ciò che avviene. Non sono semplici passaggi o evoluzioni, ma indicano anche un indirizzo preciso di comprensione della realtà. E se quell’oltre sganciasse o contrapponesse a ciò che circonda? Come comunicatori siamo chiamati, più di altri, a volgere lo sguardo nella giusta direzione perché il futuro passa sempre da un orizzonte di senso. (Vincenzo Corrado)  

La comunicazione di domani si fa con lo sguardo dei piccoli

9 Giugno 2021 - Roma - “La informo che ho passato un brutto anno con questo coronavirus, ma mi sono rianimato la fantasia con Popotus”. La pagina di lettere dei piccoli lettori della classe 4B del Collegio San Luigi Bologna, pubblicate su Avvenire di martedì 8 giugno, danno senso pieno all’importanza dell’informazione. Soprattutto in situazioni difficili e con lettori trascurati, i bambini. Leggere l’«attualità a misura di bambino» non è operazione scontata o secondaria. Anzi, tutt’altro! Guardare il mondo con gli occhi dei piccoli può aiutare a focalizzare meglio i nodi problematici, rivedendo priorità e gerarchie, rafforzando l'attenzione all'uso delle parole. Con un dato di fatto: si parla di futuro e di prospettive. Un bell’impegno da vivere nel mondo della comunicazione. Ne guadagnerebbe la qualità. (Vincenzo Corrado)