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Ucraina: le preoccupazioni del Papa per la situazione nel Paese

19 Ottobre 2022 - Città del Vaticano - Papa Franceso è preoccupato per la situazione che si sta vivendo in Ucraina. "Torniamo con il pensiero alla martoriata Ucraina e preghiamo per l’Ucraina", ha detto questa mattina al termine dell'Angelus in piazza san Pietro: "preghiamo per le cose brutte che stanno succedendo lì, le torture, le morti, la distruzione". E rivolgendo oil suo saluto ai pellegrini della Nigeria h detto di pregare per le vittime delle inondazioni: "penso alle violente piogge che hanno colpito in questi giorni il loro Paese, provocando inondazioni, causando tanti morti, numerosi dispersi e ingenti danni. Preghiamo - ha quindi aggiunto - per quanti hanno perso la vita e per tutte le persone provate da così devastante calamità. Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle la nostra solidarietà e il sostegno della Comunità internazionale".  Continuando il ciclo di catechesi sul Discernimento il Pontefice ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Gli elementi del discernimento. Il libro della propria vita”. (Raffaele Iaria)

Papa Francesco: “porto sempre nel cuore il popolo ucraino”

12 Ottobre 2022 -
Città del vaticano - “Porto sempre nel cuore il popolo ucraino, specialmente gli abitanti delle località sulle quali si sono accaniti i bombardamenti”. Lo ha detto il Papa, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana che come di consueto concludono l’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro. “Porto dentro di me il loro dolore – ha proseguito papa Francesco – e per intercessione della Santa Madre di Dio lo presento nella preghiera al Signore. Egli sempre ascolta il grido dei poveri che lo invocano”. “Possa il suo Spirito  trasformare i cuori di quanti hanno in mano le sorti della guerra, perché - ha concluso - cessi la violenza e si possa costruire una convivenza pacifica nella giustizia”.

Migrantes Vittorio Veneto: un incontro sul ruolo della comunità ucraina in Italia

24 Settembre 2022 - Vittorio Veneto - Nella sera di giovedì 22 settembre si è tenuto nella Sala verde della Casa Toniolo di Conegliano l’incontro dal titolo “La guerra in Ucraina e la ‘sua’ mobilità umana”: l’evento, organizzato dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Vittorio Veneto, diretto da don Mirko Dalla Torre - che ha concluso i lavori - e moderato dal professor Lamberto Pillonetto, ha visto come ospite Padre Teodosio Roman Hren, vicario generale dell’Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Presente anche il vescovo, mons. Corrado Pizziolo, che ha introdotto la serata manifestando il proprio ringraziamento. Durante la serata, padre Hren ha spiegato la natura e il ruolo importante dell’Esarcato Apostolico in Italia, in particolare la funzione essenziale nell’organizzazione e nell’accoglienza degli immigrati ucraini giunti dopo lo scoppio della guerra, e ha espresso la gratitudine agli italiani per il sostegno e la solidarietà dimostrata in questi mesi. Egli ha ricordato come sia in atto “un vero e proprio genocidio”, e che la risposta di coraggio dei militari “è un atto di amore cristiano, che risponde al precetto morale di difendere il prossimo dal male”. Mons. Teodosio Roman Hren ha sottolineato che “la Chiesa ha il grande potere di aprire la strada della pace, favorendo il dialogo e la condivisione, ricostruendo i ponti che si sono rotti”, ricordando il continuo lavoro dei sacerdoti nell’ambito della spiritualità, della carità e della diplomazia.  

Ucraina: Migrantes Vittorio Veneto, questa sera a Conegliano incontro con padre Hren sulla guerra e la conseguente migrazione

22 Settembre 2022 - Vittorio Veneto - Si svolgerà questa sera alle 20.30 nella sala verde della Casa Toniolo a Conegliano, l’incontro con padre Teodosio Roman Hren, vicario generale dell’esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Sarà l’occasione per dialogare sulla guerra in Ucraina e sul conseguente fenomeno migratorio, che ha coinvolto non solo i Paesi confinanti ma anche diversi Paesi europei, compresa l’Italia. L’appuntamento è organizzato dall’Ufficio Migrantes della diocesi. Lo scopo primario dell’Ufficio e anche dell’incontro di questa sera – ci dice il direttore Migrantes don Mirko Dalla Torre – è quello di avvicinare gli immigrati cattolici per aiutarli a vivere e praticare la loro fede e favorire l'accoglienza e l'integrazione di tutti gli immigrati che sono presenti nel nostro territorio. Vogliamo continuare ad essere vicini ai gruppi di immigrati cattolici già costituiti, in questo caso agli immigrati ucraini, ma anche offrire delle opportunità di confronto per comprendere il fenomeno migratorio ai nostri giorni. Ci auguriamo che l’incontro possa essere utile anche per questo fine”. La chiesa ucraina di rito bizantino conta nel nostro Paese circa 161 comunità, con 150 mila fedeli e una settantina di sacerdoti. Dallo scoppio della guerra, essa è attivissima a vario livello, soprattutto umanitario e spirituale, per portare soccorso ai profughi ucraini arrivati in Italia. Nella diocesi di Vittorio Veneto  il referente per la comunità ucraina è don Yuriy Khodan, che celebra l’eucaristia secondo il rito bizantino la prima, seconda e terza domenica e il secondo e quarto sabato del mese, alle 14, presso la Cappella della Consolata, a Vittorio Veneto.

Europa in preghiera per la pace

14 Settembre 2022 -

Roma - «Voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne». Queste parole che san Paolo scrisse poco meno di duemila anni fa all’amatissima comunità cristiana di Efeso, grande città ionica oggi un sito archeologico in territorio turco, risuoneranno anche stasera in numerosissime chiese italiane, alla presenza di Gesù eucaristia. Il passo paolino sarà letto, per chi seguirà la traccia suggerita dalla Cei, durante l’adorazione eucaristica per la pace in Ucraina che la Conferenza episcopale italiana ha promosso aderendo all’iniziativa lanciata dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). «In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della santa Croce, ci uniamo con tutte le Chiese d’Europa per implorare da Dio il dono di una pace duratura nel nostro continente – recita la preghiera contenuta nel sussidio preparato dall’Ufficio Liturgico Nazionale – in modo particolare, vogliamo pregare per il popolo ucraino perché sia liberato dal flagello della guerra e dell’odio». I vescovi europei in questi mesi hanno più volte unito la loro voce a quella del Papa perché tacciano le armi e si ponga fine alla guerra in Ucraina. Anche l’iniziativa quaresimale denominata “catena eucaristica”, pensata come segno della vicinanza della Chiesa alle vittime del Covid e alle loro famiglie, quest’anno è diventata l’occasione per pregare per le vittime della guerra e invocare la pace. La Conferenza episcopale romano-cattolica dell’Ucraina ha dichiarato il 2022 Anno della Santa Croce. «Ora più che mai comprendiamo Gesù Cristo nella sua Via Crucis – hanno scritto i presuli del Paese in una lettera pubblica – comprendiamo la sua sofferenza e morte come agnello innocente che è stato crocifisso da persone che si sono messe al servizio del male». Anno della Santa Croce che si concluderà oggi con una solenne liturgia e la Via Crucis nel Santuario della Passione del Signore a Sharhorod, paese di settemila anime nell’oblast Vinnycja, al centro dell’Ucraina.È certamente suggestivo il fatto che nel giorno in cui il mondo cattolico europeo si raccoglie in preghiera, in ginocchio, per chiedere il dono della pace, il Pontefice si trovi al “Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali”, un’iniziativa di dialogo che ha al centro il tema della concordia fra i popoli. E doppiamente suggestivo è il fatto che tutto si svolga in Kazakistan, Paese nel cuore del continente che segnerà il XXI secolo, l’Asia, all’incrocio tra grandi civiltà, russa, cinese, turca. E soprattutto Paese che è stato parte dell’Unione Sovietica, nato dalla sua disintegrazione, con tutte le problematiche che questo ha comportato, e con ancora all’interno una forte minoranza russa.Il sussidio di preghiera della Cei si apre con due immagini tratte dai Lezionari in vigore nella Chiesa italiana e che da sole invitano a meditare su ciò che sta accadendo a solo poche ore di aereo da qui: una composizione di Mimmo Paladino, Gesù muore in croce, una foglia d’oro a forma di croce che ricorda l’oro delle croci e dei campanili ortodossi e greco-cattolici; e un’altra di Filippo Rossi, Verbum Panis, dove un crocifisso stilizzato si trova tra macchie di colore che ricordano sia la terra e il vino, come suo frutto, che la terra irrorata dal sangue. (Andrea Galli - Avvenire)

Cei: il 14 adorazioni eucaristiche in tutta Italia per la pace in Ucraina

12 Settembre 2022 - Roma - Adorazioni eucaristiche in tutta Italia per la pace in Ucraina. A lanciare la giornata di preghiera e spiritualità è la Cei, che aderisce all’iniziativa lanciata dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). La Conferenza episcopale italiana infatti partecipa al gesto comunitario di solidarietà per l’Ucraina con un momento di adorazione eucaristica che si terrà nel pomeriggio del 14 settembre. Nelle parrocchie e nelle diocesi di tutta Italia si invocherà dunque il dono della pace per l’Ucraina, terra martoriata da una guerra che dura ormai da quasi duecento giorni, da quel 24 febbraio in cui le armate russe hanno invaso il Paese. A Milano l’adorazione verrà fatta slittare al 17 settembre, per farla coincidere con il Vespero di inizio del Triduo del Santo Chiodo, presieduto dall’arcivescovo Mario Delpini con il rito della “Nivola”. Per il vicariato di Bologna Centro, l’adorazione si svolgerà il 14 nella chiesa del Santissimo Salvatore, alle 19. Adorazioni analoghe saranno in molte altre diocesi. «In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, ci uniamo con tutte le Chiese d’Europa per implorare da Dio il dono di una pace duratura nel nostro continente. In modo particolare, vogliamo pregare per il popolo ucraino perché sia liberato dal flagello della guerra e dell’odio», sono le parole della preghiera contenuta nel sussidio preparato per l’occasione dall’Ufficio liturgico nazionale e scaricabile online. Nel corso dell’assemblea i fedeli leggeranno anche una preghiera di papa Francesco: «Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica! Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi – esorta papa Francesco – e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino». Il Papa invita ad «ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen». (L.Liv. Avvenire)

Ucraina: Fonte d’Ismaele, accolte 44 persone particolarmente mamme e bambini

6 Settembre 2022 - Roma - Sono 44 le persone ucraine accolte in 6 mesi dal centro Fonte d’Ismaele Principalmente sono nuclei famigliari composti da mamme e bambini. Fin dai primi giorni dell’aggressione russa all’Ucraina, Fonte d’Ismaele si è messa a disposizione per aiutare i profughi, in particolare i bambini, prime vittime di ogni conflitto. La prima accoglienza è stata perlopiù spontanea e ha riguardato parenti e amici di alcune persone ucraine già a Roma e in contatto con i membri dell’equipe dell’associazione o grazie alla collaborazione con le Misericordie. Per accoglierli al meglio, sono stati riorganizzati e ridefiniti gli spazi della struttura, prima adibiti soprattutto ad attività educative e ricreative con i bambini, ed è stata ampliata l’equipe così da garantire un servizio di assistenza h24. La seconda fase dell’accoglienza è stata invece gestita in accordo con la Prefettura di Roma, che ha inviato all’associazione alcune persone precedentemente ospitate negli alberghi della Capitale. Infine, anche la Protezione Civile a partire dal mese di giugno ha iniziato a inviare i profughi, rispettando principalmente la peculiarità di sostegno per nuclei famigliari madre-bambino. Per rendere la permanenza il più piacevole possibile, i volontari di Fonte d’Ismaele, grazie all’ausilio di un interprete di lingua madre, hanno messo in campo un impegno importante, organizzando gite nella città e visite nei parchi, aiutando le persone a reperire vestiario e documenti, a mettersi in contatto con amici e famigliari, valutando l’iscrizione scolastica per i bambini, proponendo laboratori creativi. Sono state anche messe a disposizione le competenze professionali, mediche, pediatriche, psicologiche e neuropsichiatriche. C’è stata, insomma, una presenza continuativa e anche molto affettuosa di tutti gli animatori e di tutti gli operatori presenti in equipe. Inoltre - si legge in una nota - nel corso  dell'ospitalità l’associazione ha ricevuto visite importanti: tra queste quella del card. Paolo Lojudice che con la sua associazione Dorean Dote è partecipe delle attività del Centro Fonte d’Ismaele, del direttore dell'Unicef Italia, Paolo Rozera, che ha portato il testimonial dell'Unicef Ultimo; l'assessora alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma, Barbara Funari e l’assessora alle Politiche Sociali e per l'integrazione socio-sanitaria del Municipio VII, Adriana Rosasco. “Accogliere - dichiara Lucia Ercoli, coordinatrice di Fonte d’Ismaele - non significa soltanto dare uno spazio fisico, ma è misurarsi con l'altro, con la sua diversità e la sua problematicità, con le differenze culturali, con le differenze di sensibilità. È quello che abbiamo cercato di fare fin dal primo giorno, in particolare dedicandoci ai bambini, che a causa del trauma di sradicamento rischiavano e rischiano ancora danni permanenti sia sul piano fisico che sul piano emotivo e psicologico”. “In questi mesi - aggiunge - ci siamo confrontati con tante situazioni diverse, con persone anziane con problematiche di disagio emotivo e psicologico, e con donne che erano fuggite dalla guerra, ma in realtà avevano già tutta una rete di familiari di conoscenti a Roma. Per tutti abbiamo cercato di trovare la situazione ottimale, anche indirizzandoli verso strutture più idonee o aiutandoli a ricongiungersi con le loro reti di sostegno. Naturalmente ad oggi, nonostante il rapporto con le istituzioni, tutto viene sostenuto sul piano economico dalla nostra associazione. E siamo in attesa che le istituzioni riconoscano il dovuto, anche per permettere che l'esperienza prosegua e si sviluppi sempre più in maniera adeguata alle esigenze di queste donne e di questi bambini”.  

Fonte d’Ismaele: giornate al mare per i profughi ucraini

25 Agosto 2022 -

Roma - Le donne e i bambini provenienti dall’Ucraina e attualmente ospiti presso il Centro Fonte d’Ismaele trascorreranno alcuni di questi giorni di fine estate al mare, grazie a un accordo tra l’associazione, Atac e il Dopolavoro dell'Azienda. Oggi il primo appuntamento presso lo stabilimento balneare di Ostia del Dopolavoro, poi l’esperienza verrà ripetuta martedì 30 agosto, giovedì 1 settembre e da martedì 6 fino a venerdì 9 settembre.

 

“Fin dallo scoppio di questa atroce guerra, ormai sei mesi fa, - spiega Lucia Ercoli, coordinatrice di Fonte d’Ismaele - ci siamo attivati per un’accoglienza di tipo familiare per le persone costrette a fuggire dall’Ucraina. Per un po’ abbiamo sperato che prevalesse la logica del buon senso e la guerra potesse terminare presto, ma non è andata così e le persone che sono arrivate qui in Italia sono sempre più smarrite e disperate”.

 

“Per questo - prosegue - ringraziamo sentitamente il Dopolavoro Atac Cotral,  con il quale abbiamo già condiviso questa esperienza a luglio, che mettendo nuovamente a disposizione il proprio stabilimento balneare permette alle donne e ai bambini che ospitiamo di trascorrere qualche giorno di spensieratezza, nonostante il loro pensiero sia sempre ai figli, ai mariti e ai padri che sono rimasti in Ucraina a combattere e alle preoccupazioni per un futuro tutto da decifrare”. 

 

“In particolare, - conclude - queste giornate speriamo possano essere importanti per i più piccoli, vittime innocenti della pazzia della guerra come le ha definite anche Papa Francesco, coloro i quali rischiano di subire i danni maggiori, sia sul piano fisico che sul piano emotivo e psicologico”.

 

Papa Francesco: il pensiero e la preghiera per i bambini e i rifugiati ucraini

24 Agosto 2022 - Città del Vaticano - Papa Francesco alla fine dell'udienza generale di questa mattina ha pregato per l'Ucraina, per i "tanti innocenti che stanno pagando la pazzia, la pazzia di tutte le parti, perché la guerra è una pazzia".  "Penso - ha aggiunto - ai bambini: tanti morti, poi tanti rifugiati, qui ce ne sono tanti. Tanti feriti. Tanti bambini ucraini e bambini russi sono diventati orfani: l'orfanità non ha nazionalità, hanno perso il papà e la mamma, sia russi sia ucraini". (R.I.)