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Morgante (Tv2000): “no privilegi per la Chiesa ma parità di trattamento”

27 Aprile 2020 - Roma - “Nessuna corsia preferenziale, nessun privilegio per la Chiesa. Ma la rivendicazione di una parità di trattamento per una comunità fatta da cittadini dotati di responsabilità. Responsabili quando salgono sull’autobus per andare al lavoro e far ripartire l’economia, responsabili quando si recano in Chiesa per partecipare alla Messa e ricevere la Comunione”. Così il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante, in un editoriale trasmesso all'interno del Tg2000 questa mattina ha commentato il nuovo Dpcm del governo sulla 'Fase 2' che partirà dal 4 maggio illustrato ieri dal premier Conte. “Sono stati numerosi, e giunti da più parti, - ha proseguito Morgante - gli attestati di apprezzamento per l’impegno della Chiesa durante la pandemia da Coronavirus a servizio dei poveri, degli anziani, dei senzatetto, degli emarginati, degli ultimi. Nei centri di ascolto delle Caritas sul territorio le richieste di aiuto sono più che raddoppiate: cibo, vestiti, pc e tablet per gli studenti bisognosi, alloggi. La Cei ha destinato centinaia di milioni di euro per interventi di sostegno sul territorio, a partire dalle strutture sanitarie in seria difficoltà. Si tratta della stessa Chiesa che oggi, dopo aver rispettato da subito rigorosamente e con non pochi sacrifici le prescrizioni delle pubbliche autorità in materia di tutela sanitaria, chiede di poter tornare a celebrare Messa con il Popolo organizzando, in sicurezza, senza imprudenze o superficialità, la vita delle proprie comunità”. “La cosiddetta fase due – ha sottolineato il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante - prevede già la riapertura di fabbriche, uffici, bar, parrucchieri, giardini ma non la celebrazione delle funzioni religiose al di là, ed era ora, dei funerali. L’esercizio del culto, che riguarda i fedeli di tutte le religioni, nel decreto del governo viene regolamentato nello stesso comma che disciplina le sale bingo. E’ bene ricordare l’importanza della libertà religiosa espressamente tutelata dall’articolo 19 della nostra Costituzione a vantaggio di tutti. Ma, al di là dei profili giuridici, rimane la sostanza della questione”.  

Coronavirus: messe e preghiere in diretta su Tv2000

10 Marzo 2020 - Roma - Tv2000 incrementa gli appuntamenti religiosi per accompagnare e rendere un servizio a telespettatori e fedeli in questo momento delicato per l’emergenza Coronavirus. Le messe quotidiane in diretta su Tv2000 diventano tre. Oltre a quella delle 8,30 trasmessa attualmente dalla Cappella del Policlinico Gemelli (dal lunedì al venerdì) e dalla Chiesa del Crocifisso di Cosenza (sabato e domenica), da lunedì 9 marzo, alle ore 7, viene mandata in onda la messa celebrata da Papa Francesco nella cappella di Santa Marta. Da mercoledì 11 marzo alle ore 19, inoltre, ci sarà una messa dal Santuario del Divino Amore celebrata per tutta la prima settimana dal vicario del Papa per la Diocesi di Roma, il card. Angelo De Donatis. Con lo stesso spirito di vicinanza e servizio per telespettatori e fedeli, da lunedì 16 a venerdì 20 marzo, durante il programma ‘Bel tempo si spera’, in onda a partire dalle 7.30, saranno inoltre guidati gli Esercizi spirituali a cura del teologo don Armando Matteo. Confermati agli stessi orari i programmi di preghiera già in onda: l’Angelus alle ore 12; la Coroncina alla Divina Misericordia alle 15; il Rosario da Lourdes alle 18; il Rosario a Maria che scioglie i nodi alle 20. “In questo momento delicato per tutto il Paese – spiega il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante – abbiamo deciso di dare il nostro contribuito ed essere sempre più vicini e uniti ai nostri telespettatori e fedeli. Rafforziamo gli appuntamenti religiosi in diretta del nostro palinsesto convinti che anche questo faccia parte di un buon servizio pubblico ai cittadini”. “Con grande sacrificio la Conferenza Episcopale Italiana – sottolinea il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, Vincenzo Corrado - ha accolto l’indicazione del governo. È un’indicazione molto restrittiva che provoca sofferenza e difficoltà tra vescovi, sacerdoti e fedeli. Siamo però coscienti che questo è il nostro apporto per la tutela della salute pubblica. La fede non si spezza ma in questi momenti di difficoltà si rafforza. Ringraziamo Tv2000 per questo prezioso servizio alla Chiesa e al Paese”.

Tv2000: Mosè e migranti protagonisti di “Beati voi – La Genesi”

25 Febbraio 2020 -

Roma - Ultimo appuntamento con ‘Beati Voi - La Genesi’, l’inedito confronto tra i grandi personaggi del primo libro della Bibbia e le sfide di oggi. Dopo Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè, Abramo, Giacobbe, Giuseppe, nella puntata conclusiva del programma protagonista la storia di Mosè e le migrazioni. In onda su Tv2000, domani, mercoledì 26 febbraio ore 21.05. 

Tra gli ospiti Riccardo Vitanza, di origine eritrea fuggito con la famiglia nel 1976 dal Paese in guerra, arrivato da profugo in Italia dove, dopo anni di povertà, comincia a lavorare come copy writer in una piccola agenzia di pubblicità e oggi è titolare di un’agenzia di comunicazione tra le più importanti nel mondo della musica italiana; Sherol Dos Santos, italiana di origine capoverdiana, nata e cresciuta nel quartiere di San Basilio a Roma, si è fatta conoscere dal grande pubblico con l’ultima edizione di X Factor; Andrea Rossi che da 22 anni vive nel GAD di Ferrara (Giardino Arianuova Doro) il quartiere, città-giardino, legato a un senso di bellezza, di armonia, ma che negli ultimi anni è caduto nel degrado a causa una mala gestione dell’immigrazione; Mohamed Ba, attore, scrittore, musicista, educatore, di origini senegalesi che gira per il mondo con i suoi progetti “per costruire relazioni di umanità tra gli uomini”; Nunzio Marcelli che dopo la laurea in Economia torna ad Anversa degli Abruzzi, dando vita a un’azienda agricola e agrituristica, un’incredibile scommessa di rivalutazione di un ambiente montano in via di spopolamento. Nella puntata anche le interviste a Mimmo Cuticchio, il maestro dell’Opera dei Pupi che parla dell’importanza culturale della tradizione come occasione per promuovere la pace e l’incontro tra culture, e Moni Ovadia maestro del teatro sull’“etica dello straniero”.

Ius soli e ius culturae: su Tv2000 le docu-serie “Il nostro Paese” e “Meet Generation”

11 Dicembre 2019 - Roma - Italiani si diventa. È il filo rosso delle docu-serie "Il nostro Paese", in onda su Tv2000 dal 14 dicembre ogni sabato ore 17.30, e ‘Meet Generation, incontri di quotidiana cittadinanza’, dal 17 dicembre dal martedì al venerdì ore 19. ‘Il nostro Paese’ è un viaggio nell’Italia di oggi alla scoperta di ragazze che sono parte integrante di questo Paese, ma che la legge considera stranieri. Il racconto della vera grande ricchezza a lungo termine del Paese. In otto episodi le storie di: Insaf, 22 anni, origini tunisine, vive a Bologna e studia Scienze politiche; Rabia, 22 anni, nata in Pakistan ma arrivata in Italia all'età di un anno; Ihsane, crede nella Costituzione italiana, nata in Marocco vive a Reggio Emilia, studia Legge e fa la mediatrice culturale; Mariya, 30 anni, mediatrice culturale in ambito sanitario, è nata in Bielorussia e vive a Napoli da 14 anni; Anna, ha la cittadinanza in un paese che non ha mai visto, 25 anni, studia Finanza e consulenza alla Partenope a Napoli; Ana Laura che vorrebbe frequentare il collegio europeo a Bruges, 20 anni, nata in Brasile e arrivata in Italia nel 2007, frequenta la facoltà di Relazioni pubbliche a Gorizia; Alessia, 20 anni, nata in Russia, è campionessa ma non può gareggiare; Sabrine, 21 anni, di origini tunisine, nata a Barletta, studia Scienze politiche relazioni internazionali. La serie è scritta e diretta da Matteo Parisini.  L'altra docu-serie, "Meet Generation, incontri di quotidiana cittadinanza",  diretta da Enrico Guidi, raccoglie diciassette storie di incontro di giovani: un ragazzo italiano che diventa importante nel percorso di integrazione di un suo coetaneo di origine straniera. I ritratti doppi sono storie di compagni di scuola, colleghi di lavoro, amici, fidanzati, e mostrano la vita quotidiana di entrambi: i momenti di svago, lavoro, condivisione vissuti insieme. ‘Meet Generation’ si sofferma anche sul cammino verso l’acquisizione della cittadinanza italiana dei protagonisti di origine straniera – nati o cresciuti da genitori che hanno deciso di costruire in Italia il loro futuro – spiegando le eventuali difficoltà da loro vissute, legate alla vigente legge italiana.

“Corridoi di vita”: domenica docufilm su Tv2000

27 Settembre 2019 - Roma - Tv2000, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, trasmette domenica 29 settembre ore 23 il docufilm "Corridoi di vita". Un progetto umanitario finanziato dalla Conferenza episcopale italiana che in due anni ha fatto arrivare in Italia - in modo legale e sicuro - cinquecento persone provenienti dai campi profughi dell'Etiopia. È un racconto giornalistico prodotto da Tv2000, che inizia a Lampedusa dove il 3 ottobre del 2013 circa 400 giovani eritrei persero la vita a causa di un naufragio. Proprio per evitare tragedie simili, il 12 gennaio 2017 la Chiesa italiana ha siglato un protocollo d'intesa con il Ministero dell'Interno per "favorire l’arrivo in Italia in modo legale e sicuro di 500 migranti che si trovano in condizione di comprovata vulnerabilità". Il docufilm sarà proiettato in anteprima a Roma venerdì 27 settembre durante la presentazione del Rapporto Immigrazione 2018-2019 dal tema ‘Non si tratta solo di migranti’ redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes alla presenza tra gli altri del presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Gualtiero Bassetti. Le telecamere di Tv2000 con l’inviato Vito D’Ettore hanno seguito per due anni le storie di tre rifugiati eritrei: dal campo profughi nel deserto dell'Etiopia fino all'accoglienza nelle diocesi italiane. E poi, l'integrazione: un cammino pieno di speranza e di solidarietà ma talvolta difficile e mai scontato. Persone, non solo migranti come più volte ha ripetuto Papa Francesco. La prima storia raccontata è quella di Abresh, un rifugiato eritreo cieco dall'età di 5 anni a causa di un'esplosione di una mina. È fuggito a piedi dall'Eritrea a causa della sua fede cristiana. Il regime di Asmara, infatti, è ateo e non prevede una piena libertà di religione. Negli ultimi mesi il regime ha requisito centinaia di scuole e ospedali di ispirazione cattolica. Abresh è arrivato in Italia il 27 giugno scorso grazie ai corridoi umanitari della Chiesa italiana. Adesso studia all' Università per stranieri di Perugia. È un ragazzo amato da tutti e nonostante per lui sia doloroso ha raccontato la sua storia di in più di un'occasione. È stato anche alla Camera dei deputati dove è intervenuto durante un convegno dedicato ai corridoi umanitari. La seconda storia è quella di Nebiat. È fuggita dall'Eritrea, come fanno tanti giovani suoi connazionali, a causa del servizio militare obbligatorio e illimitato. Molti osservatori internazionali lo hanno definito come una vera e propria schiavitù di Stato. Oggi ha trovato lavoro ad Assisi presso un albergo. La terza storia ha come protagonista Tesfalem che in Eritrea faceva il veterinario. È fuggito perché considerato non allineato al regime di Asmara. È rimasto nel campo profughi in Etiopia per nove anni e oggi è stato accolto nella diocesi di Terni Narni Amelia. Il suo sogno di vedere i suoi cinque figli studiare, finalmente è diventato realtà.  

GMMR: diversità culturale… ricchezza per la società

23 Settembre 2019 -

Roma - Una società matura fa della diversità culturale un punto di forza, una risorsa da sfruttare in tutte le sue sfaccettature, una sorgente da cui abbeverarsi. Comprendere e accettare il diverso apre la mente e l’orizzonte verso il futuro. Si può essere cittadini del mondo anche rimanendo all’interno delle proprie mura domestiche. Non si deve essere dei viaggiatori seriali per conoscere le tante culture. La globalizzazione oggi porta nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre strade usanze e conoscenze diverse. La diversità è una risorsa da sfruttare positivamente per allargare gli orizzonti culturali. Purtroppo nel linguaggio mediatico non sempre la parola ‘diverso’ assume questa accezione. Anzi, non di rado, diventa un demone da distruggere, un problema da fronteggiare, una paura da sopire. E la sintesi di tutto questo diventa la discriminazione e il rifiuto di chi non si conosce. L’immigrazione ha vissuto l’esplosione dei numeri, dei flussi, degli arrivi; anche questa una rivoluzione sociale e che ha trasformato un fenomeno limitato in un esodo di proporzioni bibliche. E l’incrocio tra media e immigrazione si presenta cruciale nella definizione dei tempi che stiamo vivendo. Non è certo una grande rivelazione affermare che, per chi opera nei media, l’immigrazione è un tema impellente, stringente, urticante e, naturalmente, molto delicato.

È un tema sensibile proprio perché da molto tempo le notizie collegate ai migranti sono uscite dal mero campo della cronaca per entrare nell’ambito politico con tutto ciò che comporta nelle scelte che i governi in questi anni hanno voluto-dovuto fare. E dobbiamo necessariamente constatare che la forte connotazione politica assunta dall’informazione sull’immigrazione non facilita chi svolge il mestiere di comunicatore: un giornalista preferirebbe parlare di vittime di naufragi o di problemi dell’integrazione avendo presenti principalmente gli aspetti umani, sociali e cronachistici, mentre è praticamente impossibile, adesso, non tenere presente della contrapposizione ideologica esplosa in Italia e in Europa ma anche in tantissimi confini del mondo come quello tra Messico e Stati Uniti. Un lembo del pianeta in cui ha risuonato il rumore delle ruspe mentre ergono un muro. Il piano del dibattito politico ha assunto toni e temi grotteschi sovrastando il grido di dolore di tante famiglie perbene in cerca di un legittimo futuro migliore. 

Oggi la comunicazione si esprime prevalentemente per titoli, per slogan, per aforismi, e questo moltiplica la radicalizzazione delle opposte visioni, impoverendo un dibattito già in partenza forzato negli scarni schemi di ‘pro e contro’ l’immigrazione oppure nel contrasto irrimediabile fra chi sostiene che l’immigrazione è un arricchimento sociale, economico e culturale e chi sostiene che essa porti principalmente problemi di criminalità e di affollamento sul mercato del lavoro. Nel tema scelto da Papa Francesco per la 105esima edizione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra il 29 settembre ‘Non si tratta solo di migranti’ si comprende come il fenomeno dell’immigrazione abbracci realtà molto diverse tra loro ma accomunate da un unico desiderio: vivere una vita più dignitosa. E questa dignità non può essere, come si dice in gergo giornalistico, ‘in esclusiva’ per alcuni ma deve essere comune per tutti gli esseri umani. Purtroppo la trattazione mediatica delle notizie riguardanti l’immigrazione è divenuta oggi altamente problematica. Nonostante ciò, in questa gran confusione che ormai si è creata, ritengo irrinunciabile sia la prosecuzione di una copertura giornalistica vasta e articolata sia il mantenimento di una serenità e neutralità connaturate all’attività giornalistica. Per questo forme d’informazione che mirano alla pancia, all’emotività spicciola, al clamore dovrebbero essere deontologicamente e umanamente respinte con forza. Queste modalità di spettacolarizzazione sono piuttosto diffuse e costituiscono tentazioni da cui occorrerebbe rifuggire con la massima determinazione. Lo sguardo dei bambini sbarcati sulle nostre coste dopo giorni di navigazione senza cibo e acqua, la sofferenza delle madri che portano in grembo la speranza di un futuro migliore per i propri figli, la disperazione degli uomini in cerca di un lavoro per mantenere la famiglia sono immagini indelebili che non si possono cancellare e trasformare in una campagna politica. Certamente tra le migliaia di migranti ci sarà qualcuno che coscientemente intende delinquere ma la maggioranza di questa gente spesso tende la mano all’Italia e all’Europa. Per questo noi operatori della comunicazione, soprattutto televisiva, abbiamo l’obbligo di mostrare la realtà senza filtri ideologici, dando voce agli ultimi, agli indifesi senza categorie o stereotipi. Solo così, contrastando la ”globalizzazione dell’indifferenza”, il diverso diventa vicino. Solo così la diversità culturale diventa ricchezza per la società (Vincenzo Morgante -direttore di Tv2000)