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Migrantes Emilia Romagna: gioia per la canonizzazione di mons. Scalabrini e Artemide Zatti

30 Agosto 2022 -
Bologna - L’annuncio della imminente Canonizzazione di due beati - dato da Papa Francesco al termine del Concistoro di sabato - è motivo di gioia speciale per la Migrantes dell’Emilia Romagna: entrambi i futuri santi - il vescovo Giovanni Battista Scalabrini e il laico salesiano Artemide Zatti - sono infatti legati tanto al nostro territorio, quanto al mondo della migrazione, nei decenni a cavallo tra il 19mo e il 20mo secolo. 
Il beato Scalabrini fu vescovo di Piacenza dal 1876 al 1905, segnalato a Papa Pio IX da San Giovanni Bosco. Nei primi decenni post-unitari - molto complicati nel rapporto tra la Chiesa e il Regno d’Italia - Scalabrini fu infaticabile nelle ripetute visite pastorali al territorio e nella promozione di nuovi metodi di catechesi. Colpito dal numero crescente di italiani che lasciavano il territorio per emigrare oltreoceano, fondò due congregazione religiose, una maschile e una femminile, proprio per l’assistenza spirituale agli emigrati italiani, aiutandoli ad integrarsi nelle società che venivano a crearsi anche con il loro contributo, soprattutto nelle Americhe. Egli stesso compì due visite pastorali tra gli italiani nel Nord America e in Brasile e propose alla Santa Sede la creazione di quello che diventerà il Dicastero che avrà una attenzione speciale alla pastorale dei migranti e degli itineranti.
La storia di Artemide Zatti è invece proprio quella di un giovane, costretto dalla necessità a lasciare a 17 anni il suo paese di Boretto (RE), sulle rive del Po, e a emigrare in Argentina. Frequentando gli ambienti salesiani di Bahìa Blanca, decise di seguire le orme di don Bosco, ma contrasse la TBC prendendosi cura di un prete malato. Ottenuta la guarigione, decise di dedicare tutto se stesso alla cura degli infermi, giungendo ad amministrare da solo un intero ospedale, nel quale egli stesso operava come infermiere, prendendosi cura giorno e notte dei più bisognosi.
La Canonizzazione di Scalabrini e di Zatti ripropone all’attenzione di tutta la Chiesa il tema dell’accompagnamento pastorale dei migranti e riaccende una luce in particolare sul fenomeno sempre più evidente della emigrazione italiana: ad oggi si contano 5,6 milioni di italiani residenti all’estero (erano meno di 5 milioni solo nel 2016). 
Scriveva Scalabrini nel 1899: «L’emigrazione può essere un bene o un male individuale o nazionale, a seconda del modo e delle condizioni in cui si compie, ma è quasi sempre una risorsa umana. È un diritto naturale, inalienabile». (Mons. Juan Andrés Caniato - direttore Ufficio Migrantes Emilia-Romagna)

Migrantes: gioia per la canonizzazione del Vescovo Scalabrini

27 Agosto 2022 -    La Fondazione Migrantes si unisce alla gioia degli Scalabriniani e delle Scalabriniane, delle Diocesi di Como e Piacenza-Bobbio e di tutta la Chiesa Italiana per la canonizzazione di Mons. Giovanni Battista Scalabrini, che sarà a Roma il 9 ottobre. Il Vescovo Scalabrini, oltre che Pastore della propria Chiesa di Piacenza per oltre trent’anni, è stato un Pastore dei migranti nelle Americhe, che raggiungerà in due viaggi. Insieme all’amico Vescovo di Cremona, Mons. Geremia Bonomelli, saranno i primi a considerare l’importanza del camminare della Chiesa con i migranti: Scalabrini realizzando una Congregazione di religiosi per le Americhe e un gruppo di sacerdoti diocesani e Bonomelli per l’Europa e l’Asia minore. In una Conferenza al Convegno dell’Opera dei Congressi di Ferrara, nel 1899 il Vescovo Scalabrini affermava: “Emigrano i semi sulle ali dei venti, emigrano le piante da continente a continente portate dalle correnti delle acque, emigrano gli uccelli e gli animali, e, più di tutti emigra l’uomo, ora in forma collettiva, ora in forma isolata, ma sempre strumento di quella Provvidenza che presiede agli umani destini e li guida, anche attraverso le catastrofi, verso la meta ultima, che è il perfezionamento dell’uomo sulla terra e la gloria di Dio ne’ cieli” (L’emigrazione degli operai italiani, Ferrara, 1899). L’emigrazione è una costante nella storia e nella vita dell’uomo di ieri e di oggi. Il Vescovo Scalabrini vede poi nella dispersione geografica degli individui e dei popoli il lento cammino della storia umana verso l’unità di una sola famiglia: “si va maturando quaggiù un’opera ben più vasta, ben più nobile, ben più sublime: l’unione in Dio per Gesù Cristo di tutti gli uomini di buon volere…” (Discorso al Catholic Club di New York, 15.10.1901. Una sola famiglia umana, un mondo fraterno è il cammino che ci indica oggi il Magistero della Chiesa, in particolare l’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco. Se la Santa Cabrini è stata proclamata la Madre degli emigranti, Scalabrini Santo può essere considerato il Padre degli emigranti: una madre e un padre che accompagnano anche il cammino dei migranti di oggi. (Mons. Gian Carlo Perego - Presidente Fondazione Migrantes)  

Papa Francesco: Mons. Scalabrini sarà proclamato Santo il prossimo 9 ottobre

27 Agosto 2022 - Città del Vaticano - Sarà proclamato Santo il prossimo 9 ottobre mons. Giovanni Battista Scalabrini, Vescovo di Piacenza. Nato a Fino Mornasco (Como, Italia) l’8 luglio 1839 ed entrato in seminario nel 1857, ricevette l’ordinazione sacerdotale il 30 maggio 1863. Dopo aver svolto gli incarichi di rettore e docente nel seminario minore di Como, nel 1870 venne nominato parroco di San Bartolomeo nella stessa città. All’età di 36 anni, il 12 dicembre 1875, riceve la nomina di vescovo di Piacenza, e il 30 gennaio 1876, venne consacrato a Roma, nella cappella di Propaganda Fide. Per 29 anni svolse un intenso apostolato nella diocesi piacentina: compì cinque visite pastorali, indisse e celebrò tre sinodi diocesani, incrementò e rinnovò la formazione e gli studi nei tre seminari della sua diocesi, esercitò con gran frutto il ministero della parola e l’insegnamento del catechismo, curò in modo particolare la liturgia e il canto liturgico, promosse il culto eucaristico e la devozione mariana. Rientrano tra le sue preoccupazioni l’apostolato della buona stampa con la fondazione di un giornale diocesano, l’assistenza ai poveri e agli anziani, senza trascurare categorie socialmente svantaggiate, come le sordomute e le mondariso. Impressionato, già nel periodo in cui era parroco di San Bartolomeo a Como, delle drammatiche condizioni delle prime migrazioni di massa verso le Americhe, soprattutto Stati Uniti e Brasile, il Beato s’impegnò a renderne consapevoli le autorità ecclesiastiche e statali e a sensibilizzare l’opinione pubblica. Proprio per assistere e proteggere i migranti fondò nel 1887 la Congregazione dei Missionari di San Carlo Borromeo. Sempre a favore dei migranti svolse un’intensa attività con conferenze e pubblicazioni e, nel 1905, dalla Congregazione delle Missionarie di San Carlo Borromeo. Sempre a favore dei migranti svolse un’intensa attività con conferenze e pubblicazioni e, nel 1901, vide accolte alcune sue proposte nella nuova legge sull’emigrazione approvata dallo Stato italiano. Negli ultimi anni della sua vita visitò personalmente gli emigrati e i suoi missionari negli Stati Uniti e in Brasile. Tornato in Italia, stremato di forze, si spense a Piacenza (Italia) il 1° giugno 1905. Fu proclamato Beato da San Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro, il 9 novembre 1997.

Sarà Santo mons. Giovanni Battista Scalabrini

23 Maggio 2022 - Città del Vaticano - Papa Francesco ha approvato i voti favorevoli della Sessione ordinaria dei cardinali e vescovi per la canonizzazione del beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza e fondatore della Congregazione dei Missionari di San Carlo e della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, nato a Fino Mornasco (Italia) l’8 luglio 1839 e morto il 1° giugno 1895 a Piacenza (Italia), e ha deciso di convocare un Concistoro, che riguarderà anche la canonizzazione del Beato Artemide Zatti, medico salesiano, emigrato in Argentina con i genitori, che dedicò la sua vita a curare la gente della Patagonia.  Sarà una festa per la famiglia dei missionari scalabriniani che proprio quest'anno stanno celebrando l'anno scalabriniano per i 25 anni della beatificazione del vescovo piacentino. I missionari e le missionarie sono oggi diverse centinaia e particolarmente estesa è la rete di servizi in diversi Paesi del mondo. Il Concistoro annunciato dal Papa, per il quale non c'è una data, riguarderà anche la canonizzazione di Artemide Zatti. Anche per lui si tratta di storia dei migranti. “Nel ringraziare il Santo Padre per questo dono e nel gioire che il nostro Fondatore sia riconosciuto come modello da imitare, ci sentiamo ancor più responsabilizzati nel tener vivo il carisma che egli ci ha trasmesso e nel dedicarci al servizio della fraternità, dove le persone non siano cacciate dalla violenza e dalla guerra, non siano scartate perché ridondanti al sistema, ma apprezzate e valorizzate nella loro unicità e diversità”, scrivono padre Leonir Chiarello, superiore generale dei Missionari di San Carlo (Scalabriniani), suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie di San Carlo (Scalabriniane), e Regina Widmann, responsabile generale delle Missionarie secolari scalabriniane, in una lettera in cui danno “con grande gioia” a tutti i loro missionari sparsi nel mondo la notizia. Nella lettera, i responsabili degli scalabriniani invitano ogni comunità “a comunicare ai migranti che in Scalabrini hanno un padre e un patrono a cui rivolgersi nelle difficoltà perché impetri la protezione di Dio che volge il suo sguardo di predilezione sui piccoli e gli emarginati”. “Conosciamo quanto i migranti, i rifugiati, i marittimi e tutte le persone coinvolte nella mobilità umana stiano a cuore al Santo Padre. Molte volte egli ha additato alla Chiesa e alla società il dovere di accoglierli, proteggerli, promuovere le loro condizioni di vita e valorizzare il loro contributo alla convivenza comune. Nel proclamare Giovanni Battista Scalabrini santo, Papa Francesco vuole additare alla Chiesa il modello di un vescovo che non solo si è dato completamente al bene del suo popolo, ma ha allargato il suo cuore alle sorelle e ai fratelli che la vita aveva portato lontano da casa”.  

Migrantes Messina: tre incontri per ricordare la figura di mons. Scalabrini

11 Maggio 2022 - Messina - In occasione dell’Anno Scalabriniano, a 25 anni dalla beatificazione del vescovo Giovanni Battista Scalabrini la diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, attraverso l'Ufficio Migrantes, dedicherà tre appuntamenti di preghiera e approfondimento alla figura del vescovo di Piacenza che il 9 novembre 1997, festa della dedicazione della Basilica Lateranense, veniva proclamato Beato, fissandone la memoria liturgica al primo giugno, data della sua morte. L’Anno Scalabriniano, che si è aperto ufficialmente il 7 novembre 2021, si concluderà mercoledì 9 novembre 2022. Un tempo speciale, fortemente voluto dai tre Istituti della Famiglia scalabriniana, per far conoscere la figura del Beato vescovo Scalabrini che, come disse San Giovanni Paolo II in occasione della beatificazione, “seppe tradurre la contemplazione di Dio e del suo mistero in una azione apostolica e missionaria, facendosi tutto a tutti per annunciare il Vangelo”. La Comunità delle Suore Missionarie Scalabriniane di Messina, in collaborazione con l’Ufficio diocesano Migrantes e le Cappellanie cattoliche filippina e srilankese, ha messo in programma un percorso che si concluderà il prossimo 16 ottobre in cattedrale con una celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo mons. Giovanni Accolla. Il primo appuntamento è previsto giovedì 19 maggio 2022, alle ore 18.30, presso la Chiesa SS. Annunziata dei Catalani (via Garibaldi, 111 – Messina). Un seminario dal titolo “La figura del Beato Scalabrini e le migrazioni che ci interpellano”. Dopo i saluti di mons. Accolla, riflessioni di sr. Angela Maria Guzzo della Comunità delle Suore Missionarie Scalabriniane di Messina; mons. Franco Maria Giuseppe Agnesi, Vescovo ausiliare di Milano e membro della Commissione CEI per le Migrazioni e p. Gabriele Ferdinando Bentoglio , direttore del Centro diocesano Migrantes della diocesi di Reggio Calabria-Bova.  A moderare l’incontro sr. Stella Johnjoseph.

Giornata internazionale della donna: Scalabriniane, migranti e rifugiate risorse per le comunità

8 Marzo 2022 -
Roma - Ottanta donne hanno sognato un futuro migliore e hanno ottenuto la possibilità di realizzarlo. Tante sono le migranti, rifugiate e vittime di tratta in condizioni di semiautonomia che sono state ospiti in questi anni di Chaire Gynai, un progetto realizzato a Roma dalle Suore Missionarie Scalabriniane in coordinamento con diverse istituzioni ecclesiali, civili e Congregazioni religiose. Dal 2018 le Suore Scalabriniane hanno dato vita a una rete che permette alle persone di poter avere un programma personalizzato di integrazione. «I progetti sono tutti differenti, calati sulla singola donna – spiega Raffaella Bencivenga, psicologa che coordina il percorso educativo insieme a Sr. Maria del Rosario Bolaños, direttrice di Chaire Gynai – Fondamentale è l’accompagnamento e l’orientamento delle donne. Molte di loro, in questo modo, hanno ottenuto contratti a tempo indeterminato, sono diventate libere professioniste, hanno rafforzato la loro identità e la loro famiglia». «In questo momento in cui il mondo è sconquassato da drammi globali, l’esperienza di Chaire Gynai dimostra che le donne migranti e rifugiate sono una grande risorsa per la comunità, perché con il loro coraggio intraprendono percorsi per la ricostruzione della loro vita e dei loro figli», commenta Sr Janete Ferreira, Animatrice Generale dell’Apostolato delle Scalabriniane.

Ucraina, Scalabriniane: ora accogliere, essere solidali e pregare per la pace

3 Marzo 2022 - Roma - "Se non si dovesse raggiungere una tregua nei 27 Paesi dell’Unione europea sono attesi circa 7 milioni di rifugiati. Un numero considerevole, visto che secondo l’Unhcr in tutto il pianeta sono in fuga 8 milioni di persone”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane: “In Ucraina sono poco meno di 300mila le persone che hanno passato il confine con la Polonia, altri 200 mila sono già in Ungheria, Moldavia, Romania e Slovacchia. L’Europa è, ancora una volta, colpita al cuore. Il mondo è con il fiato sospeso. Ciò che possiamo fare è continuare ad accogliere, essere solidali e pregare. Secondo l’Onu è la peggiore crisi umanitaria che ha colpito l’Europa negli ultimi decenni ed è l’ennesima dimostrazione che l’intero pianeta deve mobilitarsi per la pace – prosegue – Una piattaforma solidale e di aiuti è la base per contenere gli enormi danni che ne stanno derivando. Facciamo nostri gli appelli di Papa Francesco per porre fine a queste ostilità. Aderiamo convintamente alla Giornata di preghiera e digiuno di oggi e ricordiamo le parole del Pontefice ‘chi fa la guerra dimentica l’umanità’. Succede in Ucraina come in tantissime altre parti del mondo. È ora di pregare, essere uniti, offrirci gesti di solidarietà, educarci a gesti di pace nelle nostre realtà, aiutare la pace a risplendere nel pianeta”. --

Scalabriniane: nasce una Fondazione per sostenere migranti e rifugiati nel mondo

29 Dicembre 2021 -
Roma - Incidere sulle politiche internazionali a sostegno dei migranti e dei rifugiati. È questo l’obiettivo che ha spinto la Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane a dare vita alla Fondazione Scalabriniana, un’organizzazione che opera in un’ottica solidale e lì dove ci sono le maggiori emergenze mondiali. “In questi anni 272 milioni di persone hanno abbandonato le loro case per persecuzioni, e conflitti, problemi economici, ambientali – spiega suor Janete Ferreira, animatrice generale dell’apostolato della Congregazione - Tutti i giorni migliaia di persone attraversano le frontiere delle proprie nazioni d’origine per proteggere la loro vita o semplicemente per trovare qualcosa da mangiare. In Nord America il ‘sogno americano’ provoca ondate di famiglie che tentano di entrare negli Usa da Messico e Centro America. In Sud America la crisi economica del Venezuela ha provocato un flusso di migranti senza precedenti, specialmente per Colombia, Ecuador e Perù: si stimano circa 5 milioni di persone che hanno lasciato lo Stato. L’Unione europea è al centro delle richieste di aiuto di molti migranti che attraversano forse quella che è tra le vie più pericolose al mondo, quella del Mediterraneo”. “Abbiamo deciso di creare questa Fondazione fedeli al nostro carisma, per dare risposta ai migranti che soffrono nel pianeta – aggiunge – Vogliamo contribuire al loro sviluppo, per generare alleanza e reti di cooperazioni a livello nazionale e internazionale, lavorando per i diritti e per la costruzione di pace, giustizia, solidarietà, interculturalità”.

Nella Casa del progetto Chaire Gynai la presentazione del libro “Donne Autrici di un’altra storia”

15 Ottobre 2021 -
Roma - Nel post-pandemia come sarà il futuro? Trenta donne, religiose e laiche, inviano un messaggio di speranza nel libro “Donne Autrici di un’altra storia” (Tau Editrice), curato da Anna Moccia, direttrice di Terra e Missione e dalla canonista Claudia Giampietro. Il volume sarà presentato, domani,  16 ottobre, a Roma nella Casa del progetto Chaire Gynai, che accoglie donne rifugiate. “Il messaggio di speranza si rivolge soprattutto alle donne vittime di tratta che abbiamo voluto sostenere devolvendo loro, interamente, i proventi delle vendite del libro – racconta Anna Moccia –. Dalle storie del racconto emerge un invito a formare una rete perché ognuna può aiutare l’altra a fiorire. Il mondo missionario sostiene profondamente chi migra e le testimonianze ricevute confermano come l’impegno quotidiano in tutto il mondo voglia garantire un futuro fatto di cammini comuni e dialogo, temi al centro del progetto di Terra e Missione”. L'iniziativa “Chaire Gynai”, espressione greca che significa “Benvenuta donna”, è stata fortemente voluta e sostenuta da Papa Francesco, che ha voluto affidare questo progetto alle Suore Missionarie Scalabriniane, congregazione da sempre attenta ai temi sociali ed in particolare al dramma dei migranti. “Con piacere accogliamo questo volume che mette al centro le donne del mondo – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane – I migranti guardano il mondo con uno sguardo proiettato al futuro. Le loro sofferenze sono la diretta conseguenza di istituzioni impoverite dall’egoismo. Ma dobbiamo necessariamente ricordare che loro hanno gli occhi di chi crede in un mondo diverso”. La superiora generale delle missionarie Scalabriniane parteciperà all’appuntamento romano insieme alle due curatrici del volume. La voce di Antonella Mattei accompagnerà alcune letture tratte dal libro. Un'occasione di incontro, divertimento e convivialità, accompagnata da un aperitivo etnico e dalla mostra di artigianato solidale prodotto dalle donne migranti.
 

Scalabrinane: il Papa “ci invita a camminare per un noi sempre più grande”

26 Settembre 2021 - Roma - “Attraverso il 107° Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Papa Francesco invita i cristiani a camminare verso un noi sempre più grande, inclusivo e solidale, dove ogni io si riconosce come parte di noi, membri dell'unica famiglia umana, abitanti dell'unica casa comune e membri dell'unica Chiesa di Cristo, edificata sulla pluralità dei suoi membri”.A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane in riferimento alla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato il cui messaggio di Papa Francesco, quest’anno, ha come tema “Verso un noi sempre più grande”. “’E’ necessario camminare alla ricerca della collettività, del “noi”, abbracciando la diversità delle persone che compongono il mondo. Il Papa nel suo messaggio sottolinea che tutti siamo fratelli. ‘Noi’ vuol dire avere una vita a colori, vuol dire parlare di casa e beni comuni, vuol dire condivisione di culture, di esperienze, di fede, di storie – ha aggiunto suor Neusa – La crisi afghana quest’anno ci fa concentrare l’attenzione su un Paese che da più di 40 anni non conosce la parola pace. Ma ci sono tanti angoli del mondo dove si soffre e dove abbiamo il dovere di agire e fare qualcosa. L’impegno di ognuno di noi, più o meno grande, può fare la differenza. Comprendere le lezioni della storia può voler dire anche sapere che il mondo è uno e che ne siamo custodi. Prendercene cura significa anche tendere la mano a chi ha bisogno”.