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Belgio: case salesiane danneggiate e comunità mobilitate per aiutare gli sfollati

20 Luglio 2021 - Liegi - Remouchamps, Verviers, Liegi, Farnières (Vielsalm), Huy: il territorio belga è stato colpito da drammatiche inondazioni, che hanno provocato morti e dispersi nelle province di Liegi e Namur, città dove le opere e le case salesiane sono numerose. A fare la stima dei danni è Ans, l’agenzia di informazione salesiana. A Remouchamps, che si trova proprio accanto al fiume Amblève, l’istituto “St. Joseph – St. Raphael” ha subito gravi danni, soprattutto nel laboratorio di saldatura con un danno stimato in oltre 100.000 euro. Meno colpito il laboratorio di falegnameria, nel quale è entrata soltanto un po’ d’acqua. Anche il palazzetto dello sport, la sala, il refettorio e la cucina sono stati allagati. Anche la scuola Don Bosco di Verviers è rimasta gravemente danneggiata. Tutti i macchinari delle officine, infatti, sono andati persi. È stato dunque lanciato un appello per i volontari, per aiutare a liberare l’area e pulire. Al centro spirituale di Farnières, invece, il maltempo non ha avuto alcun impatto sulla casa. Così, la comunità si è subito mobilitata per preparare pasti per le vittime di queste gravi inondazioni e per ospitare, all’interno dei locali, le famiglie che hanno perso tutto. Anche la casa delle suore salesiane, a Notre-Dame-au-Bois, ha subito danni considerevoli, con la sala giochi e il deposito totalmente allagati. Infine, a Liegi, nessun danno è stato riportato in tutta la casa, che si trova nella parte più alta della città. Giovedì sera, poi, la comunità ha accolto una persona che non ha potuto fare ritorno a casa, a causa dell’innalzamento delle acque. Oggi a Liegi sarà celebrata una messa, alla quale parteciperanno i Salesiani, per commemorare coloro che sono morti nelle inondazioni.

Salesiani e UNHCR uniti per i rifugiati e migranti del Venezuela

10 Marzo 2020 - Lima – L’America Latina è diventata quasi interamente un luogo per i rifugiati. Secondo gli ultimi dati dell’agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR) “i Venezuelani continuano a fuggire dalla violenza, dall'insicurezza e dalle minacce, così come dalla mancanza di cibo, medicine e servizi essenziali… È il più grande esodo della storia recente nella regione”. Chiunque abbia conosciuto il Venezuela di qualche anno fa, e che lo abbia visitato negli ultimi anni, sicuramente non lo riconosce, scrive l’agenzia dei salesiani Ans spiegando che il Venezuela è stato per decenni il Paese più ricco dell’America Latina. Grazie alle sue enormi ricchezze naturali e, in particolare, alle sue esportazioni di petrolio, è stato in testa all’America Latina, tra i grandi Paesi. Tuttavia, il crollo politico, economico e sociale degli ultimi anni ha fatto sprofondare il Paese nelle classifiche regionali e, secondo i dati e le stime del Fondo Monetario Internazionale, è già uno dei Paesi più poveri dell’America Latina in termini di PIL pro capite. Secondo i dati dell’UNHCR, i venezuelani migranti e rifugiati in altri Paesi sono più di 4,5 milioni. La Colombia è il primo Paese per numero di venezuelani accolti, circa 1,3 milioni. Il Perù è il secondo con circa 768.148. Di fronte a questa situazione, i Salesiani di Magdalena del Mar, Lima, hanno aperto una casa per i giovani che arrivano in Perù, dove viene offerto loro vitto e alloggio. In considerazione del gran numero di Venezuelani, il Ministero degli Affari Esteri ha chiesto ai salesiani – spiega l’agenzia - di firmare un accordo e di utilizzare le sale dell’istituto salesiano nel quartiere di Breña, a Lima, per l’allestimento di uffici temporanei di assistenza ai migranti. Si prevede di ricevere una media di 1.000 persone al giorno. Don José Valdivia, Economo Ispettoriale del Perù e responsabile della Casa per i Giovani Venezuelani, ha spiegato che l’accordo di cooperazione è stato fatto attraverso l’UNHCR, un alleato strategico dei salesiani e del Ministero degli Affari Esteri, e ha anche aggiunto che l'80% dei richiedenti asilo in Perù sono Venezuelani. A sostegno di quest’operazione si sono uniti i giovani che appartengono alla Casa Don Bosco per i giovani migranti e rifugiati venezuelani che vivono nel quartiere di Magdalena del Mar, sempre a Lima. Per quattro giorni i giovani venezuelani hanno lavorato, con il supporto di alcuni rappresentanti dell’UNHCR, per allestire nell’opera di Breña gli spazi destinati a diventare gli uffici di assistenza a migranti e rifugiati. L’accordo riflette l’impegno dell’Ispettoria salesiana nella difficile situazione in cui versano migliaia di giovani migranti venezuelani.