Tag: Rapporto Diritto d’Asilo

Migrantes Locri-Gerace: “Il Diritto d’Asilo” con i vescovi Savino e Oliva

23 Gennaio 2023 - Locri - Sarà presentato a Roccella Ionica, nella diocesi di Locri-Gerace, il Report 2022 sul Diritto d'asilo redatto dalla Fondazione Migrantes. Dopo i saluti di mons. Franco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace, e di Vittorio Zito, Sindaco di Roccella Ionica, seguiranno - moderati dal direttore regionale Migrantes Pino Fabiano -  interventi di Cristina Molfetta, curatrice, per la Fondazione Migrantes, del Raporto  e alcune testimonianze.  I lavori - che si svolgeranno giovedì 26 gennaioalle ore 16,30 presso l'ex Convento dei Minimi di San Francesco da Paola a Roccella Ionica - saranno comclusi dal vescovo di Cassano Ionio e Vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino.

Mons. Felicolo: abbiamo gli strumenti per riuscire a dare risposte diverse a chi arriva e ha bisogno d’aiuto

13 Dicembre 2022 - Roma - “Ripensiamo al nostro ruolo nel mondo e proviamo davvero a costruire pace". Lo ha detto oggi a Roma mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, concludendo il convegno alla Pontificia Università Gregoriana per presentare il Rapporto 2022 sul diritto d’asilo. “Siamo chiamati ad un impegno personale, privato e pubblico, ad essere costruttori di pace e ricercatori di una vita dignitosa per tutti, di aiuto vero ai Paesi da cui fuggono tante persone, per restituire dignità – ha affermato -. Come italiani proviamo a dare un esempio a livello europeo per costruire reali relazioni di solidarietà con chi arriva via mare e via terra, che sono i più numerosi, nonostante la narrazione errata che se ne fa. Prendiamo il nostro posto ed esterniamo da che parte stiamo, viviamo il presente con la certezza di fare ciò che è giusto”. Il direttore dell'organismo pastorale della Cei ha invitato a "prendere il nostro posto rispetto alle cose. Esteriamo da che parte stiamo. Viviamo il nostro presente con la certezza di fare quello che è giusto". "Probabilmente - ha aggiunto - la nostra voce è flebile rispetto al memorandum con la Libia, troppo debole. Sappiamo tutti che rimandare persone in Libia significa sottoporre le persone a trattamenti disumani, a violenza e torture. Abbiamo gli strumenti economici, sociali e morali per riuscire a dare risposte diverse a chi arriva e ha bisogno d'aiuto". “Rendiamo concreta la presenza di migranti e rifugiati, perché ci indichino loro stessi i punti di forza e debolezza nei percorsi che li riguardano. L’Italia ha bisogno di crescere e cosa c’è di meglio dell’entusiasmo di chi arriva da noi? Giovani uomini e donne innamorati della vita, nuove generazioni in cammino”, ha concluso.  

Card. Zuppi a Rapporto Asilo Migrantes: “uscire da logica sicurezza ed emergenza e dare stabilità”

13 Dicembre 2022 -
Roma - “In questo momento, in cui c’è un piano che guarda al futuro e si parla anche di flussi, bisogna dare stabilità a qualcosa che non è emergenza, non può essere solo un tema di sicurezza e va affrontato a livello europeo. In realtà tanti Paesi in Europa accolgono molto più dell’Italia. Non ci accorgiamo che non siamo gli unici e che molti fanno di più e non si lamentano come noi”. Lo ha affermato oggi a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, aprendo la presentazione del Rapporto 2022 sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes. “La Chiesa fa politica? Sì. Difende le persone”, ha detto il presidente della Cei rispondendo alle sollecitazioni in sala: “La Chiesa ricorda le persone e si chiede come mai dopo tanti anni non siamo ancora usciti da una logica di sicurezza. Se vogliamo pensare al futuro abbiamo bisogno della presenza di stranieri in Europa. La Chiesa non fa le leggi. Suggerisce, cerca, insiste e ricorda in tanti modi, liberamente, con grande libertà dalle tante soluzioni cromatiche della politica, il grande colore della vita e del rispetto della persona”. E ancora, più avanti: “Per combattere le vie illegali bisogna garantire le vie legali. Non c’è futuro senza, il futuro è solo assieme”. Raccontando alcune storie, come quella di Nasrim, iraniana che vive e lavora in Italia ma si vede negato il permesso di soggiorno, il presidente della Cei ha evocato le “tante Nasrim che manifestano in questi giorni” – il riferimento è all’Iran -, “facendo attenzione ai diritti di cui godiamo e che per tanti sono invece negati”. A margine dell’incontro il cardinale ha invitato inoltre a fare “ogni sforzo per combattere illegalità e corruzione e garantire a tutti la fiducia nel sistema democratico – ha detto riferendosi allo scandalo delle presunte mazzette del Qatar ad esponenti del Parlamento europeo -, nella difesa dell’Europa dei meccanismi democratici”. nel suo interbento il presidente dei vescovi italiani ha detto che per avere anche noi diritto di "piena cittadinanza bisogna garantirlo a tutti”: “quando i diritti sono enunciati e non garantiti è ancora più amaro, ferisce ancora di più, soprattutto pensando all’Europa dei diritti, che devono essere sempre uguali per tutti”, ha sottolineato, facendo riferimento implicito alle diversità di accoglienza tra profughi ucraini (ai quali è concessa la protezione temporanea) e chi viene da altre rotte e Paesi, come denunciato nel report: “Forse c’è stata qualche applicazione non omogenea, se alcuni più contigui si accolgono in un modo e se vengono da un’altra parte no”. Il cardinale ha invitato a “non abituarsi mai” ai numeri, dietro i quali ci sono le sofferenze delle persone: “Quest’anno sono morte 1.800 persone nel Mediterraneo, 1.295 solo sulla rotta verso Italia e Malta. Purtroppo c’è una contabilità che nella sua tragica evoluzione può non ferire più, come nelle guerre che durano da venti e trent’anni e se ne perde la contabilità”. Poi, accennando ai respingimenti verso la Libia, ha aggiunto: “Dobbiamo ricordarci sempre che noi li mandiamo in luoghi disumani. Qui vale l’invito evangelico di non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te. Nessuno manderebbe se stesso o i propri familiari in quei luoghi infernali dove non esiste nessun diritto”.
  (fonte Sir)

Migrantes: il 13 dicembre la presentazione del “Diritto d’Asilo”

28 Novembre 2022 - Roma - Sarà presentato martedì 13 Dicembre, presso l'Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana, il Rapporto "Il Diritto d'asilo report 2022 - Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati". Alla presentazione interverranno il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, il Presidente della CEMi e della Fondazione Migrantes, l'arcivescovo mons. Gian Carlo Perego, il Rettore della PUG, p. Mark Andrew Lewis,  le curatrici del volume Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti e  alcuni degli autori moderati da Alessandra Ciurlo della Facoltà di Scienze Sociali della PUG. 

Migrantes: venerdì a Milano la presentazione del Diritto d’Asilo

18 Maggio 2022 -
Milano - Sarà presentato Venerdì 20 maggio a Milano, presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca l'edizione 2021 del "Il diritto d'asilo",  della Fondazione Migrantes. Alla presentazione interverranno Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes e curatrice del Rapporto, Paolo Bonetti, professore associato di diritto costituzionale Università Milano-Bicocca, coautore del Rapporto e socio ASGI, Irini Papanicolopulu, professore associato di diritto internazionale Università Milano-Bicocca; Alessia Di Pascale, professore associato di diritto dell'Unione Europea Università di Milano e Gianfranco Schiavone, coautore del Rapporto, presidente di UICS – Consorzio Italiano di Solidarietà – Ufficio Rifugiato Onlus e socio ASGI.

Migrantes: il 18 marzo la presentazione del Rapporto Diritto Asilo a Trieste

11 Marzo 2022 - Trieste - Sarà presentato a Trieste, il prossimo 18 marso, alle ore 17.00 presso il Circolo della Stampa, il "Rapporto sul Diritto d'Asilo 2021" della Fondazione Migrantes. A presentarlo, dopo i saluti introduttivi di Claudio Martellozzo, consigliere del Circolo della Stampa e Emmanuele Natoli, referente Fondazione Migrantes a Trieste, Cristina Molfetta, curatrice del Rapporto e  Gianfranco Schiavone, presidente ICS e coautore del Rapporto. I lavori saranno moderati da Fabiana Martini.

Migrantes Brescia: domani la presentazione del Rapporto Asilo

3 Febbraio 2022 -

Brescia - Domani, seconda giornata internazionale della fratellanza umana, a Brescia, presso il Centro pastorale Paolo VI a Brescia, sarà presentato il Rapporto sul Diritto d’asilo della Fondazione Migrantes. A presentarlo Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes. Seguiranno alcune testimonianze sul tema "L'esperienza della micro-accoglienza diffusa", a cura della Cooperativa Kemay. La moderazione sarà affidata a Luciano Zanardini, direttore de "La voce del popolo".

13 Dicembre 2021 -

Migrantes: “Fratelli tutti” migranti

Roma - Una lettura del fenomeno delle migrazioni alla luce della recente enciclica di Francesco Fratelli tutti, per mettere in evidenza gli aspetti qualificanti del pensiero del Papa argentino, da sempre attento alle questioni sociali e al grido dei poveri. Attraverso una lettura sintetica del documento e l’analisi dei numeri che si riferiscono in maniera esplicita al tema delle migrazioni, il contributo pone l’accento sulla continuità dell’insegnamento di Francesco con la tradizione della Chiesa, nella quale si inserisce pienamente, e al tempo stesso sugli aspetti originali che rappresentano il suo personale contributo alla riflessione ecclesiale. E' quanto fa il rapporto sul Diritto d'Asilo della Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma.

Nei giorni in cui viene chiuso questo rapporto (Report 2021 “Il Diritto d’Asilo”)  la tentazione di farsi prendere da un forte sconforto e senso di impotenza è davvero alta. La vecchia Europa - spiega il Report - "sembra sempre più chiusa in se stessa e pochi sono gli spiragli di speranza, sia che si guardi ai singoli Stati, sia che si considerino le politiche dell’Unione. Entrare in Europa sarà sempre più difficile, costoso pericoloso. Il tema della solidarietà rimane quasi solo una questione di principio, sia a livello globale, sia europeo che italiano. Non è però possibile arrendersi supinamente a questo scenario. Si può reagire, a partire dal livello 'locale' italiano, guardando ai pochi ma significativi aspetti positivi che si affacciano timidamente alla ribalta e che hanno bisogno di fiducia e tenacia per poter prosperare: l’introduzione della nuova protezione speciale, le vie sperimentali per l’accesso legale e sicuro nel nostro Paese di minori attraverso i visti per studio, e il protagonismo dei rifugiati che iniziano a prendere pubblicamente parola nel dibattito pubblico e scientifico". Possono forse sembrare piccoli lumi in un panorama fosco e disperante, ma dimostrano anche che il cambiamento è sempre possibile e che va costruito giorno per giorno, mettendo insieme risorse e volontà plurali e trasversali.

14 Dicembre 2021 -

Migrantes: Rapporto Asilo 2021, Guardando all’Italia

Roma - Perché il modello dell’accoglienza emancipante, integrata e diffusa non è ancora diventato il sistema di riferimento di una politica nazionale in materia di asilo? A vent’anni dalla nascita del Programma nazionale asilo (PNA), nel 2001, quanto accaduto tra 2020 e 2021 offre nuovi spunti per analizzare le contraddizioni aperte da un cammino parziale e frammentato. Il recente riordino della filiera dell’accoglienza operato dal DL 130/20, il permanere di una differenziazione dei livelli di accoglienza tra richiedenti e titolari di protezione internazionale nel SAI, l’abbandono istituzionale con la conseguente auto-organizzazione dei progetti d’accoglienza durante la pandemia di COVID-19 e, infine, la dinamica seguita alla crisi afghana hanno messo in evidenza alcuni processi generali che si sono innestati su nodi irrisolti: l’istituzionalizzazione dell’emergenza, la burocratizzazione, la privatizzazione, la ghettizzazione e la gerarchizzazione. Questi processi, e le tensioni che essi producono, colpiscono il sistema stressando le relazioni tra i diversi attori e mutando pratiche e riferimenti culturali. Minacciando così seriamente quella dimensione di dialogo e di partecipazione fra le persone accolte, gli operatori, le comunità e la società civile che costituisce l’identità e il metodo dell’accoglienza diffusa e integrata. E' quanto si legge oggi nel Report "Il Diritto d'Asilo" della Fondazione Migrantes.

La protezione speciale dopo il decreto-legge 130/2020: un’innovazione importante

Nel sistema italiano del diritto degli stranieri il permesso di soggiorno per protezione speciale è stato ampliato dalla riforma attuata con il decreto-legge n. 130/2020. Si tratta di uno strumento permanente destinato a tutelare ­‒ in modo flessibile e commisurato alle specificità di ogni situazione ‒ i diritti fondamentali, l’integrazione sociale e la regolarizzazione della condizione di soggiorno irregolare di tanti stranieri che non sono comunque allontanabili dal territorio italiano. È una forma di protezione duratura di cui sono titolari stranieri che si trovano o arrivano nel nostro Paese, anche in situazione di soggiorno irregolare, e che non abbiano tutti i requisiti per ottenere il riconoscimento della protezione internazionale o che non possono ottenere il rilascio di altri titoli di soggiorno, ma la cui condizione giuridica merita protezione per effetto di precisi obblighi internazionali o costituzionali.

Il contributo approfondisce le quattro ipotesi di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale e la sua interpretazione come strumento di regolarizzazione permanente, descrivendone anche le procedure di rilascio e la condizione giuridica di chi ne è titolare.

Una riflessione a viva voce. La dignità come fondamento dei diritti umani dei rifugiati: retorica o tutela efficace?

Dopo quella di Yagoub Kibeida una riflessione elaborata dall’autrice, Indira Meza, sulla base di riflessioni condivise nell’ambito dell’UNIRE. «Abbiamo volti, non siamo numeri. Abbiamo capacità di resilienza e il potenziale per agire positivamente sul territorio con il nostro capitale umano. Ma le politiche emergenziali vanno superate. Ci sentiamo di proporre i seguenti punti di attenzione: l’efficacia dei meccanismi che garantiscono i diritti umani dei rifugiati; l’importanza dell’interculturalità e dell’integrazione come effettiva tutela dei diritti; la promozione di una cultura del rispetto dei diritti dei rifugiati; una maggiore partecipazione attiva dei rifugiati nella società; programmi mirati che favoriscano l’occupazione e le pari opportunità; centri di formazione per rifugiati che promuovano l’innovazione sociale e l’imprenditorialitàfermare la normalizzazione della violenza sui rifugiati in situazione di vulnerabilità economica e sociale; educazione alla pacecolmare le disuguaglianze».

«Preservare la dignità di un rifugiato ‒ scrive ancora Meza ‒ è rispettare l’umanità, guardare alle generazioni future». Ma anche «salvare il pianeta».

Migrantes: Pagella in tasca, i “canali di studio” per minori rifugiati

14 Dicembre 2021 -

 

Roma - Il 15 ottobre 2021 sono arrivati in Italia i primi cinque minori non accompagnati accolti dal progetto “Pagella in tasca. Canali di studio per minori rifugiati”. Si tratta di un progetto pilota, promosso da InterSOS con un’ampia rete di partner, che mira a sperimentare un nuovo canale di ingresso regolare e sicuro per dare ai minori rifugiati l’opportunità di venire in Italia a studiare senza dover rischiare la vita nel deserto o su un barcone nel Mediterraneo. Saranno coinvolti in totale 35 minori di 16-17 anni, fuggiti dalle violenze in Darfur e rifugiatisi prima in Libia e poi in Niger. Il progetto è particolarmente innovativo 1) perché offre un “canale sicuro” a una categoria di persone (appunto i minori non accompagnati) di solito esclusa dai canali umanitari, 2) perché si basa sul rilascio di un permesso di studio non universitario per 15-17enni finora mai adoperato p er ragazzi rifugiati, e 3) perché si fonda sulla community sponsorship, attraverso il coinvolgimento di famiglie affidatarie, tutori volontari, organizzazioni del privato sociale e Comuni.

La fame di aria: l’inverno della primavera araba nel C.P.R. di Torino

Quello degli stranieri rinchiusi nei Centri di permanenza per i rimpatri italiani è - spiega oggi il Rapporto sul Diritto d'Asilo della Fondazione Migrantes -un microcosmo rimosso dall’attenzione pubblica. Requisizione dei telefoni personali, ostacoli alla comunicazione con l’esterno, divieto di estrarre copia delle cartelle cliniche, facoltà di sospensione dei colloqui senza alcun preavviso, mentre perfino le celle di isolamento sono altrettanti tasselli di un quadro vessatorio e punitivo, a cui fanno eco i quotidiani gesti di autolesionismo. Schiacciati dalla macchina del trattenimento, molti cittadini tunisini – circa metà della popolazione dei C.P.R. – denunciano il fallimento della “rivoluzione dei gelsomini” e la delusione per la nuova oppressione incontrata in Italia. L’attribuzione alla Tunisia della qualifica di “Paese di origine sicuro” e l’accordo siglato tra i due governi nell’estate del 2020 hanno irrigidito le procedure di identificazione e rimpatrio, costringendo i migranti ad azioni ancora più estreme.