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Parlamento Europeo: si parlerà della situazione dei migranti nelle isole greche e in Bosnia

13 Novembre 2019 -
Roma - Con l'avvicinarsi dell'inverno, i deputati europei, durante la sessione di oggi e domani, valuteranno, in un dibattito con Consiglio e Commissione, la situazione degli immigrati  nelle isole greche e in Bosnia. Secondo l'Unhce , nelle isole dell'Egeo vi sono circa 30.000 persone tra migranti e rifugiati. Nonostante il numero notevolmente inferiore di arrivi e gli sforzi delle autorità greche per alleviare la pressione sugli hotspot, campi come quello di Moria (Lesbo) sono permanentemente sovraffollati, si legge in una nota. Molti deputati "temono che le già terribili condizioni dei campi profughi si deterioreranno ulteriormente con il peggioramento del tempo".
Prima di discutere della situazione in Grecia, i deputati chiederanno alla Commissione e al Consiglio cosa intendono fare per la situazione in Bosnia e in particolare nel campo profughi di Bihać, dove migliaia di richiedenti asilo sono "trattenuti in condizioni di sovraffollamento dopo essere stati espulsi o non autorizzati nel territorio UE dalle autorità croate".

Sassoli: “Ogni settimana storie umiliano valori europei”

9 Agosto 2019 - Roma - “Tutte le settimane ci sono storie che umiliano i valori europei. Abbiamo bisogno dell’Europa perché l’Europa può mettere in campo gli strumenti necessari per gestire situazioni d’emergenza ma allo stesso tempo mettere in scena una politica per l’immigrazione”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Conferenza episcopale italiana. “Tutto viene lasciato agli Stati nazionali – ha aggiunto Sassoli - e loro giocano spesso con strumentalità sulla pelle della povera gente. Ecco perché ho scritto a Juncker. Abbiamo bisogno anche in questo caso che la Commissione europea supplisca a quelle che sono delle mancanze da parte degli Stati nazionali e a un deficit di politica europea perché l’immigrazione continua ad essere politica nazionale. Abbiamo bisogno di questo trasferimento di poteri. Ecco perché mi sono battuto fin dal primo giorno della mia elezione perché venga riconosciuta la legittimità della richiesta del Parlamento europeo di riformare il Regolamento di Dublino”. “Gli Stati membri – ha proseguito Sassoli ai microfoni di InBlu Radio - giocano con il fenomeno migratorio rispetto agli umori delle proprie opinioni pubbliche questo mette tutti in una grave difficoltà. Non bisogna mai dimenticare che di mezzo c'è sempre la povera gente. Come si fa a rimanere insensibili. Ho scritto a Juncker: non possiamo perdere nel cuore e nell'anima”. “Non partiamo da zero – ha concluso Sassoli alla radio dei vescovi italiani - l’Ue è una delle più grandi conquiste dell’età moderna. Non siamo un incidente della storia però abbiamo bisogno di politiche all’altezza dei compiti che l’Ue ha di fronte. Abbiamo bisogno sempre più di renderci conto che l’Ue è uno strumento per regolare anche un mondo globale che è senza regole e l’immigrazione è uno di questi aspetti”.