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Papa Francesco: “la guerra è una pazzia!”

9 Febbraio 2022 - Città del Vaticano - "Desidero ringraziare tutte le persone e le comunità che il 26 gennaio scorso si sono unite nella preghiera per la pace in Ucraina". Lo ha detto questa mattina Papa Francesco al termine dell'Udienza Generale del Mercoledì ricordando il popolo Ucraino e l'iniziativa da lui promossa per la pace nel Paese. Il Pontefice invita a continuare  a "supplicare il Dio della pace, perché le tensioni e le minacce di guerra siano superate attraverso un dialogo serio", e affinché a questo scopo possano "contribuire" anche i colloqui nel “Formato Normandia”. "Non dimentichiamo: la guerra è una pazzia!", ha concluso il Papa.

Papa Francesco: pensare ad una seria politica migratoria

7 Febbraio 2022 - Roma - Una ampia conversazione su varie tematiche quella di ieri sera nella trasmissione "Che tempo che fa" tra il conduttore Fabio Fazio e papa Francesco. Non sono mancate le domande sui migranti e il papa non ha fatto mancare le sue risposte.  "Ci sono lager nella Libia", "dobbiamo pensare alla politica migratoria" e l'Europa deve farlo insieme, "l'Unione europea deve mettersi d'accordo" evitando che l'onere ricada solo su alcuni Paesi come "l'Italia e la Spagna", ha detto ricordando le sofferenze dei migranti che attraversano il Mediterraneo, "ormai diventato un cimitero", per sfuggire alle guerre e alla fame. E allora non bisogna girarsi dall'altra parte. Per  Papa Francesco occorre "toccare le miserie e il toccarle ci porta all'eroicità, penso a medici e infermieri che hanno toccato il male durante la pandemia e hanno scelto di stare lì. Il tatto è il senso più pieno". "Toccare - ha spiegato - è farsi carico dell'altro".

Papa Francesco: “non è tempo di indifferenza: o siamo fratelli o crolla tutto”

4 Febbraio 2022 - Città del Vaticano - “Non è tempo di indifferenza: o siamo fratelli o crolla tutto”. Lo dice  papa Francesco nel videomessaggio per la seconda Giornata della fratellanza umana che si celebra oggi. per il Papa questa  "non è un’espressione meramente letteraria di tragedia, no, è la verità! O siamo fratelli o crolla tutto, lo vediamo nelle piccole guerre, in questa terza guerra mondiale a pezzetti, come si distruggono i popoli, come i bambini non hanno da mangiare, come cala l’educazione… È una distruzione. O siamo fratelli o crolla tutto. Non è il tempo della dimenticanza”. “La fratellanza - aggiunge - ci induce ad aprirci al Padre di tutti e a vedere nell’altro un fratello, una sorella, a condividere la vita, a sostenerci a vicenda, ad amare e conoscere gli altri. Viviamo tutti sotto lo stesso cielo”, spiega: “Oggi è il tempo opportuno per camminare insieme. Non lasciare per domani o per un futuro che non sappiamo se ci sarà; oggi è il tempo opportuno per camminare insieme: credenti e tutte le persone di buona volontà, insieme. È un giorno propizio per darsi la mano, per celebrare la nostra unità nella diversità – unità non uniformità, unità nella diversità -, per dire alle comunità e alle società in cui viviamo che è giunto il tempo della fratellanza. Tutti insieme, perché è fondamentale essere solidali l’uno con l’altro”.

Pregare per la pace in Ucraina

26 Gennaio 2022 - Città del Vaticano - "Invito a pregare per la pace in Ucraina, e a farlo spesso nel corso di questa giornata: chiediamo con insistenza al Signore che quella terra possa veder fiorire la fraternità e superare ferite, paure e divisioni". Lo ha detto questa mattina Papa Francesco al termine dell'Udienza generale sottolineando che il popolo ucraino è "un popolo sofferente; ha sofferto la fame, ha sofferto tante crudeltà e merita la pace. Le preghiere e le invocazioni che oggi si levano fino al cielo tocchino le menti e i cuori dei responsabili in terra, perché facciano prevalere il dialogo e il bene di tutti sia anteposto agli interessi di parte. Per favore, mai la guerra". Il Papa ha invitato a pregare bper la pace  con il Padre Nostro: è - ha detto  - "la preghiera dei figli che si rivolgono allo stesso Padre, è la preghiera che ci fa fratelli, è la preghiera dei fratelli che implorano riconciliazione e concordia". (R.I)

Papa Francesco: ascoltare con il cuore la storie dei migranti

24 Gennaio 2022 - Città del Vaticano - "La realtà delle migrazioni forzate è una problematica complessa e nessuno ha la ricetta pronta per risolverla". Lo scrive oggi Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra il prossimo 29 maggio sul tema "Ascoltare con l'orecchio del cuore". Per il Papa per "vincere i pregiudizi sui migranti e sciogliere la durezza dei nostri cuori, bisognerebbe provare ad ascoltare le loro storie. Dare un nome e una storia a ciascuno di loro. Molti bravi giornalisti lo fanno già. E molti altri vorrebbero farlo, se solo potessero. Incoraggiamoli! Ascoltiamo queste storie! Ognuno - scrive il Pontefice - poi sarà libero di sostenere le politiche migratorie che riterrà più adeguate al proprio Paese. Ma avremo davanti agli occhi, in ogni caso, non dei numeri, non dei pericolosi invasori, ma volti e storie di persone concrete, sguardi, attese, sofferenze di uomini e donne da ascoltare". (R.I.)

Papa Francesco: dolore per morti in mare

24 Gennaio 2022 - Città del Vaticano -  "Quanto dolore sentiamo nel vedere i nostri fratelli e sorelle morire sul mare perché non li lasciano sbarcare! E questo, alcuni lo fanno in nome di Dio". Lo ha detto, con sofferenza e sconcerto papa Francesco ieri mattina nell'omelia della Messa celebrata nella Basilica di San Pietro in occasione della III Giornata della Parola di Dio rivolgensosi alla tragedia delle stragi di migranti. Una Parol, quella di Dio,  che "ci mette in crisi. Non ci lascia tranquilli, se a pagare il prezzo di questa tranquillità è un mondo lacerato dall'ingiustizia e dalla fame, e a farne le spese sono sempre i più deboli. Sempre pagano i più deboli". Ieri, durante la liturgia, il Pontefice ha celebrato, per la prima volta, il rito di conferimento del ministero di lettore (a sei laiche e laici da varie parti d'Italia e da Corea, Pakistan e Ghana) e di catechista (a otto laiche e laici dall'Amazzonia peruviana, dal Brasile, Italia, Ghana, Polonia e Spagna) ed ha chiesto di rimettere "la Parola di Dio al centro della pastorale e della vita della Chiesa. Ascoltiamola, preghiamola, mettiamola in pratica", avvertendo che essa "non ci astrae dalla vita, ma ci immette nella vita, nelle situazioni di tutti i giorni, nell'ascolto delle sofferenze dei fratelli, del grido dei poveri, delle violenze e delle ingiustizie che feriscono la società e il pianeta, per non essere cristiani indifferenti, ma operosi, creativi, profetici". (R.Iaria)

Papa Francesco stanzia 100mila euro per migranti bloccati ai confini della Polonia

18 Gennaio 2022 -   Città del Vaticano - Il Papa ha stabilito di inviare un contributo di 100mila euro in favore dei gruppi di migranti bloccati tra Polonia e Bielorussia "per affrontare l'emergenza migratoria al confine fra i due Paesi, dovuta alla situazione di conflitto che si protrae ormai da oltre 10 anni", scrive in una nota il Dicastero per lo Sviluppo umano integrale. (R.I.)

Papa Francesco: raccontare la fraternità che si apre a migranti e rifugiati

17 Gennaio 2022 - Città del Vaticano - "Raccontare la fraternità ecclesiale che si apre ai migranti, agli sfollati e ai rifugiati, per restituire loro la dignità di cui sono stati privati quando hanno dovuto lasciare la loro patria in cerca di un futuro per sé e per i figli". Lo ha detto questa mattina Papa Francesco durante l'udienza con una delegazione di giornalisti della Custodia di Terra Santa nel centenario della rivista "La Terra Santa". Il Pontefice ha incoraggiato i comunicatori a "raccontare la fraternità possibile: quella tra cristiani di Chiese e confessioni purtroppo ancora separate, ma che in Terra Santa sono spesso già vicine all'unità, come io stesso ho avuto occasione di constatare. Raccontare la fraternità possibile tra tutti i figli di Abramo, ebrei, cristiani e musulmani". Per il papa far conoscere la Terra Santa vuol dire trasmettere il 'Quinto Vangelo', cioè "l'ambiente storico e geografico in cui la Parola di Dio si è rivelata e poi si è fatta carne in Gesù di Nazaret, per noi e per la nostra salvezza. Vuol dire anche far conoscere la gente che vi abita oggi, la vita dei cristiani delle varie Chiese e denominazioni, ma anche quella di ebrei e musulmani, per cercare di costruire, in un contesto complesso e difficile com'è quello mediorientale, una società fraterna". "Attraverso i mezzi di comunicazione sociale - ha concluso - voi potete arricchire la fede di tanti, anche di quelli che non hanno la possibilità di fare un pellegrinaggio nei luoghi santi. Lo fate mediante il vostro impegno professionale, svolto ogni giorno con competenza al servizio del Vangelo".  (R.I.)

Papa Francesco: eroi padri e madri famiglie profughi e migranti

14 Gennaio 2022 - Città del Vaticano – “Sento molto vicino il dramma di quelle famiglie, di quei padri e di quelle madri che stanno vivendo una particolare difficoltà, aggravata soprattutto a causa della pandemia. Credo che non sia una sofferenza facile da affrontare quella di non riuscire a dare il pane ai propri figli, e di sentirsi addosso la responsabilità della vita degli altri. In questo senso la mia preghiera, la mia vicinanza ma anche tutto il sostegno della Chiesa è per queste persone, per questi ultimi”. Lo dice papa Francesco in una intervista ai media vaticani a cura di Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano e Alessandro Gisotti, vice-direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione, sull'essere genitori al tempo del Covid e sulla testimonianza di San Giuseppe, esempio di forza e tenerezza per i padri di oggi.  “Penso anche – ha aggiunto il Pontefice - a tanti padri, a tante madri, a tante famiglie che scappano dalle guerre, che sono respinte ai confini dell’Europa e non solo, e che vivono situazioni di dolore, di ingiustizia e che nessuno prende sul serio o ignora volutamente. Vorrei dire a questi padri, a queste madri, che per me sono degli eroi perché trovo in loro il coraggio di chi rischia la propria vita per amore dei propri figli, per amore della propria famiglia”. Anche Maria e Giuseppe – ha quindi aggiunto papa Francesco - hanno “sperimentato questo esilio, questa prova, dovendo scappare in un paese straniero a causa della violenza e del potere di Erode. Questa loro sofferenza li rende vicini proprio a questi fratelli che oggi soffrono le medesime prove. Questi padri si rivolgano con fiducia a san Giuseppe sapendo che come padre egli stesso ha sperimentato la stessa esperienza, la stessa ingiustizia. E a tutti loro e alle loro famiglie vorrei dire di non sentirsi soli! Il Papa si ricorda di loro sempre e per quanto possibile continuerà a dare loro voce e a non dimenticarli”. (R.Iaria)  

Papa Francesco: “Ue trovi coesione interna nella gestione delle migrazioni”

10 Gennaio 2022 -
Città del Vaticano - Papa Francesco, ricevendo questa mattina, il Corpo Diplomatico accreditato in Vaticano ha sottolineato che è di "fondamentale importanza che l’Unione Europea trovi la sua coesione interna nella gestione delle migrazioni, come l’ha saputa trovare per far fronte alle conseguenze della pandemia” ed ha chiesto  di “dare vita a un sistema coerente e comprensivo di gestione delle politiche migratorie e di asilo, in modo che siano condivise le responsabilità nel ricevere i migranti, rivedere le domande di asilo, ridistribuire e integrare quanti possono essere accolti”. “La capacità di negoziare e trovare soluzione condivise è uno dei punti di forza dell’Unione Europea e costituisce un valido modello per affrontare in prospettiva le sfide globali che ci attendono”, ha detto sottolineando  che “le migrazioni non riguardano solo l’Europa, anche se essa è particolarmente interessata da flussi provenienti sia dall’Africa sia dall’Asia”. “In questi anni abbiamo assistito, tra l’altro, all’esodo dei profughi siriani, a cui si sono aggiunti nei mesi scorsi quanti sono fuggiti dall’Afghanistan. Non dobbiamo neppure dimenticare gli esodi massicci che interessano il continente americano e che premono sul confine fra Messico e Stati Uniti d’America. Molti di quei migranti sono haitiani in fuga dalle tragedie che hanno colpito il loro Paese in questi anni. La questione migratoria, come anche la pandemia e il cambiamento climatico, mostrano chiaramente che nessuno si può salvare da sé, ossia che le grandi sfide del nostro tempo sono tutte globali”. (R.I.)