Tag: Mobilità umana e migrazioni

Istat: Italia Paese multietnico

4 Luglio 2019 - Roma - La presenza di quasi 50 nazionalità differenti con almeno 10 mila residenti conferma il quadro multietnico del nostro Paese. E’ quanto emerge dal Bilancio Demografico dell’Istat secondo il quale al 31 dicembre 2018 le differenti cittadinanze presenti in Italia sono 196. Le cinque più numerose sono quella romena (1 milione 207 mila), albanese (441 mila), marocchina (423 mila), cinese (300 mila) e ucraina (239 mila), che da sole rappresentano quasi il 50% del totale degli stranieri residenti, confermando la graduatoria del 2017.

Istat: aumentano gli italiani che si trasferiscono all’estero

4 Luglio 2019 - Roma - Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro Paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%). Tra questi – si legge nel Bilancio demografico dell’Istat - è consistente il numero di italiani nati all’estero. Nel 2017 sono circa 33 mila gli emigrati italiani all’estero di origine straniera (28,6% degli espatri, +18% rispetto al 2016) . Si tratta prevalentemente di cittadini di origine straniera che emigrano in un Paese terzo o fanno rientro nel Paese d’origine dopo aver trascorso un periodo in Italia e aver acquisito la cittadinanza italiana. A questi si sommano anche i figli, nati in Italia, dei nuovi cittadini italiani che emigrano con il nucleo familiare. I saldi migratori per l’estero mostrano un bilancio negativo per gli italiani (-70 mila) e positivo per gli stranieri (+245 mila). Ancora stabile il movimento migratorio interno Nel corso del 2018 i trasferimenti di residenza interni hanno coinvolto più di 1 milione e 350 mila persone, in linea con il dato del 2017. Secondo un modello ormai consolidato, gli spostamenti di popolazione avvengono prevalentemente dalle regioni del Mezzogiorno verso quelle del Nord e del Centro. Il tasso migratorio interno oscilla tra il - 5,2 per mille della Calabria e il 3,5 per mille della provincia autonoma di Bolzano. Tutte le regioni del Sud e delle Isole presentano valori negativi, alle quali si aggiungono valori lievemente negativi anche di Marche e Umbria. Le migrazioni interne sono dovute anche ai movimenti degli stranieri residenti nel nostro Paese che, rispetto agli italiani, presentano una maggior propensione alla mobilità, ma seguono una direttrice simile. Anche se rappresentano l’8,7% della popolazione essi contribuiscono al movimento interno per il 18,1%. In calo gli stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana Prosegue la diminuzione del numero di acquisizioni di cittadinanza già osservata a partire dal 2017, dopo il trend di forte crescita degli anni immediatamente precedenti. I cittadini divenuti italiani per acquisizione della cittadinanza nel 2018 sono meno di 113 mila, 22 ogni mille stranieri, il 23% in meno rispetto al 2017. Al 1° gennaio 2018 gli italiani per acquisizione di cittadinanza sono in totale oltre 1 milione e 340 mila nella popolazione residente; nel 56,3% dei casi si tratta di donne. Sommando questa popolazione a quella dei cittadini stranieri si ottiene un contingente di quasi 6,5 milioni di cittadini stranieri o di origine straniera.

Migrantes: continua il corso di pastorale migratoria

4 Luglio 2019 - Roma – Continua – fino a domani 5 luglio, il Corso di Formazione "Linee di pastorale migratoria" promosso dalla Fondazione Migrantes e destinato principalmente ai Direttori Migrantes regionali e diocesani , ai collaboratori degli uffici diocesani; ai Cappellani etnici che svolgono il ministero nelle Diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero oltre ai religiosi, religiose, laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni. Dopo la giornata di ieri dedicata ai gruppi di studio per i vari settori della mobilità e, nel pomeriggio, lo spazio, presso la Chiesa del Caravita, ad alcune testiminianze oggi si parlerà de “La condizione dei migranti e l’impegno per la giustizia”. A relazionare sarà Marco Omizzolo. Spazio, sempre in mattinata, al “Il diritto di asilo in Europa e in Italia” affidato a Cristina Molfetta. Nel pomeriggio due relazioni dedicate al Rapporto Italiani nel Mondo e al Rapporto Immigrazione. A relazionare saranno Delfina Licata e Simone Varisco. I lavori della giornata si concluderanno con una relazione sul tema “Il Dialogo ecumenico e interreligioso nella cura pastorale dei migranti” affidata a don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio di pastorale ecumenica ed interreligiosa della Cei.

Scalabriniani: “la Libia non è un porto e un posto sicuro, per nessuno”

3 Luglio 2019 - Roma - L’evento di questa notte a Tajoura, con la morte di 40 migranti “conferma che la Libia non è un porto e un posto sicuro, per nessuno”. Lo affermano oggi i missionari Scalabriniani, operanti in Europa ed Africa che ribadiscono che a fronte della situazione critica delle migliaia di migranti presenti nei centri detentivi in Libia servono urgenti corridoi umanitari”. Secondo gli scalabriniani “la condanna del ministro degli esteri italiano Moavero, che ha affermato ‘bisogna garantire la sicurezza dei migranti’, arriva tardi e in tutti i sensi. Essa suona per lo meno incoerente dopo gli ultimi ed ennesimi avvenimenti occorsi attorno alle coste di Lampedusa che hanno mostrato un’azione miope e in violazione del diritto internazionale da parte del governo italiano”.

All’origine del nome

3 Luglio 2019 - Roma - Nel commentare il tema della 40ª edizione del Meeting di Rimini (“Nacque il tuo nome da ciò che fissavi”), Mons. Matteo Zuppi sottolinea la necessità di ricucire, a partire da una purificazione delle parole. Tra le ferite che lacerano il tessuto delle nostre comunità c’è, infatti, quella inferta da un linguaggio inaccettabile che, nella ricerca esasperata della contrapposizione, assume l’invettiva e l’insulto. Tale risultato non è il frutto velenoso della comunicazione digitale, quanto di un’involuzione culturale che nella tecnologia, semmai, trova enormi possibilità di sviluppo e propagazione. “Viviamo una stagione di profondo narcisismo, l’idolatria del proprio ego – aggiunge l’Arcivescovo di Bologna –: eppure, più siamo individualisti, più restiamo anonimi. L’esperienza, ciò che siamo, il nostro stesso nome nascono da uno sguardo, da un volto, da un incontro…”. (Don Ivan Maffeis)

Campese: lo studio del magistero sulle migrazioni “necessario ed attuale oggi”

2 Luglio 2019 - Roma - Lo studio, la conoscenza, la comunicazione e la recezione del magistero sulle migrazioni “necessario ed attuale oggi” è allo stesso tempo “così sconosciuto. Un magistero la cui conoscenza, come dice Chiesa e mobilità umana, rientra tra i compiti della pastorale ordinaria: catechesi, predicazione, formazione…”. A dirlo ieri sera Gioacchino Campese, docente del Simi, intervenendo al corso di Pastorale Migratoria promosso dalla Fondazione Migrantes in corso fino a venerdì 5 luglio. Il corso questa mattina continuerà con un exursus storico e sullo Statuto della Fondazione Migrantes affidati a Simone Varisco e al Direttore Generale della Fondazione, don Gianni De Robertis mentre nel pomeriggio sono attese relazioni di Luca Insalaco su “Cittadinanza e integrazione: politiche migratorie in Italia” e di Michele Colucci sulla “Storia dell’immigrazione in Italia”.

Papa: lunedì messa per i migranti in Vaticano

1 Luglio 2019 - Città del Vaticano - In occasione del VI anniversario della visita a Lampedusa, lunedì 8 luglio, papa Francesco celebrerà una Messa per i Migranti, alle ore 11, nella Basilica di San Pietro. Parteciperanno- spiega il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti - alla celebrazione circa 250 persone tra migranti, rifugiati e quanti si sono impegnati per salvare la loro vita. Gisotti spiega che alla celebrazione, presieduta dal Papa all’Altare della Cattedra, prenderanno parte solo le persone invitate dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, a cui “il Santo Padre ha affidato la cura dell’evento”. Papa Francesco – aggiunge il direttore della Sala Stampa – “ desidera che il momento sia il più possibile raccolto, nel ricordo di quanti hanno perso la vita per sfuggire alla guerra e alla miseria e per incoraggiare coloro che, ogni giorno, si prodigano per sostenere, accompagnare e accogliere i migranti e i rifugiati”.(R.I.)

Migrantes e Caritas Bari: non possiamo rimanere indifferenti

1 Luglio 2019 - La Caritas e la Migrantes della Diocesi di Bari-Bitonto invitano a vivere “due semplici segni” in giorni in cui sentiamo più forti le preoccupazioni legati ai nostri fratelli e sorelle immigrati. Tra questi la proposta per oggi, 1 lunedì di “un digiuno che si trasformi in gesto di carità e accoglienza” e un momento di riflessione, silenzio e preghiera dalle 20.30 alle 21.30 sul lungomare di Bari presso Largo Giannella. “Sentendo anche noi quella ‘immensa tristezza’ di cui parlava pochi giorni fa papa Francesco a seguito dell'immagine di quel papà con la figlioletta di due anni riversi morti nel Rio Grande “accogliamo il suggerimento a pregare per questi nostri fratelli chiedendo al buon Dio un sussulto di umanità nelle nostre scelte”, spiegano Caritas e Migrantes: “non possiamo rimanere indifferenti”. L’iniziativa di oggi “non è una manifestazione contro nessuno” ma “piccoli gesti per non rinunciare a farci accoglienti”.

Mons. Moraglia: “illusorio” risolvere la questione proponendo “muri”

1 Luglio 2019 - Venezia – “Ritengo illusorio e non confacente con la realtà pensare di risolvere, oggi, la questione epocale dei migranti costruendo barriere fisiche alla nostra frontiera orientale che, pure, certamente va controllata e ‘regolata’”. E’ quanto afferma in una dichiarazione il Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia sottolineando che la risposta alla tragedia umana di interi popoli “non può essere quella dei ‘muri’, ma quella della politica. Una politica che, una buona volta, voglia affrontare tale vicenda senza pregiudizi ideologici o ingenuo buonismo ma con realismo”. Accogliere chi si trova nello “status” di migrante o rifugiato è “un dovere e un principio fondamentale, riconosciuto dalla nostra Costituzione (art. 10) e dalla Convenzione di Ginevra. Oggi, però – spiega - nessun Paese è in grado di rispondere da solo. Ecco, allora, l’appello veramente pressante - e che dovrebbe trovare tutti coesi - alla politica europea e mondiale perché attivi a livello planetario una sorta di ‘piano Marshall’. La politica europea, in particolare, deve trovare responsabilità, lucidità, volontà e modalità condivise, uscendo da angusti schemi e schieramenti, per regolamentare un fenomeno che tocca in modo universale non solo l’Italia ma l'intero continente europeo”. All’interno di questa “ineludibile” azione politica – continua il Patriarca - l'opera del volontariato è “necessaria per arrivare a dare risposte all’altezza della grande emergenza-migrazioni e parlo di un volontariato autenticamente ispirato da grandi valori e non strumentalizzabile. L’impegno di tutti - a livello personale e sociale - è garantire una integrazione reale, vera, dal volto umano, creando un contesto favorevole e culturalmente ‘attrezzato’. Di fronte a tali questioni ci accomuna il compito urgente - per chi ha responsabilità politiche, culturali, sociali, ecclesiali - di saper affrontare tali situazioni con intelligenza e cuore, senza fuggire i problemi, nel rispetto di tutti, di chi accoglie e di chi è accolto, e garantendo a tutti, nessuno escluso, legalità e sicurezza. Questo dobbiamo perseguire, in Italia e in Europa, sapendo guardare oltre gli interessi particolari, con realismo e lungimiranza, con senso della giustizia, tutelando i diritti e il rispetto dei doveri di tutti”.

Card. Parolin: salvare vite è “stella polare”

1 Luglio 2019 - Matera - “Io credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera, ecco. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario”. Lo ha detto, sabato scorso, il segretario di Stato della Santa Sede, il card. Pietro Parolin, rispondendo ai giornalisti, a Potenza, a conclusione della messa celebrata nell’ultima giornata della Festa del quotidiano “Avvenire”, riferendosi alla vicenda della nave Sea Watch 3 della ong tedesca. Per il porporato oggi occore “sottolineare i segni di speranza”: “L'unica risposta che oggi possiamo dare alle sfide del mondo presente è una testimonianza autentica di vita cristiana, un cristianesimo che vive le fondamenta degli atti di Dio, ma che poi sa tradursi anche in opere a favore della società. La testimonianza è la parola chiave dei cristiani di tutti i tempi”. Dialogando con il direttore di Avvenire Marco Tarquinio sul tema: “La diplomazia della Santa Sede con Papa Francesco” il card. Parolin ha evidenziato che “le finalità della diplomazia della Santa Sede asi sintetizzano nella ricerca e nella promozione della pace, che nella Gaudium et Spes non è solo assenza di conflitto, ma che deriva dall'ordine e della giustizia, somma di beni materiali e spirituali. Altre diplomazie hanno interessi economici o militari. Papa Francesco si inserisce nel solco della Chiesa, invitandoci a non considerare i problemi in astratto, ma nella concretezza, avendo sempre di fronte i volti delle persone: bambini, anziani, emarginati, vittime di violenza”. Durante il colloquio il segretario di Stato della Santa Sede si è soffermato sul tema delle migrazioni sottolineando che è un tema “non facile”. La Chiesa “deve ricordare i principi del Vangelo, i laici devono avere l'autonomia sulle scelte che spettano alla politica. Ma il principio che guida le scelte politiche deve essere guidato dalla solidarietà, rispettose della persona umana e della sua dignità. Ci si divide su questi temi, e le divisioni non portano alle soluzioni migliori, l'invito è ad affrontare insieme queste situazioni. Evitare l'esasperazione dei toni, che non serve a risolvere i problemi, che vanno affrontati in maniera costruttiva. La comunità mondiale ha cercato di dare delle risposte con il Global Compact. La collaborazione è un metodo indispensabile”.