Tag: Minori stranieri non accompagnati

Stati Uniti: 8.800 minori non accompagnati espulsi lungo il confine con il Messico

15 Settembre 2020 - New York -  Circa 8.800 minori non accompagnati sono stati espulsi dagli Stati Uniti lungo il confine con il Messico a seguito dell’ordinanza di emergenza, emessa in marzo dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive. La norma stabilisce che le persone giunte al confine senza validi documenti di viaggio devono essere trasferite nel Paese di origine o espulse il più rapidamente possibile poiché costituiscono un pericolo per la salute pubblica. Questo nuovo regolamento ha cancellato di fatto tutte le procedure giuridiche legate al diritto di asilo e di protezione internazionale per i migranti e i richiedenti asilo. Venerdì scorso, il vice-responsabile della polizia di frontiera, Raul Ortiz, ha riportato le cifre sui bambini in risposta a un’ordinanza del giudice distrettuale di Los Angeles, Dolly Gee, che riteneva la lunga detenzione dei bambini negli hotel, una violazione delle norme di tutela dei minori. Prima della pandemia, chiunque giungesse dal confine meridionale veniva ospitato in centri di accoglienza. Il rischio di assembramento e di diffusione dei contagi ha fatto propendere per gli hotel, ma secondo il giudice non ci sono garanzie adeguate per la protezione dei piccoli, e per questo ha intimato che entro martedì gli hotel andassero svuotati per altri tipi di alloggio. La risposta dell’amministrazione è stata l’espulsione immediata. Ancora 2.200 minori e 600 famiglie saranno trattenute negli Usa fino a che non si possano organizzare voli di rimpatrio sicuri. Dall’entrata in vigore della norma sulla tutela della salute pubblica ai confini, lo scorso marzo, oltre 159mila persone sono state espulse.​  

Scalabriniane: un migrante su tre è un bimbo, segno della forte crisi internazionale

3 Marzo 2020 -

Roma - Un terzo dei migranti bloccati in Grecia è un bambino. “E’ il segno di come la crisi internazionale si fa forte, e di come spesso le famiglie fanno partire ciò che hanno di più prezioso, i loro figli, perché per i grandi non c’è speranza”, commenta oggi sr. Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane: “è un dato che deve far riflettere e che deve mettere i governi, tra cui anche quello greco, davanti all’evidenza che si tratta di persone che hanno bisogno di aiuto”. Delle 40mila persone che hanno chiesto aiuto sulle isole dell’Egeo, circa 4 su 10 sono bimbi, sottolinea Save the Children:. “spero che le nazioni europee non dimentichino, in questo momento di crisi dettata da una epidemia che riguarda molte nazioni del mondo, il ruolo che devono necessariamente avere a tutela dei migranti – ha aggiunto – Storicamente la Grecia è stata un luogo di confronto tra l’Est e l’Ovest, tra una sponda e l’altra del Mediterraneo e come diceva Platone, speriamo che ogni culla della civiltà sia gentile perché ogni persona che si incontra sta già combattendo una dura battaglia”. La religiosa augura che “si interrompano gli scontri al confine con la Turchia”. (R.I.)

Barletta: lʼincontro si fa con “Taruha”

18 Febbraio 2020 - Barletta - Un progetto di successo va ripetuto. Così accade per “Taruha”, con cui la Comunità Oasi 2 San Francesco, che gestisce in collaborazione col Comune di Barletta il Siproimi (Sistema di protezione per immigrati e minori stranieri non accompagnati), vuole sensibilizzare sul tema dell’accoglienza dei migranti e dell’inclusione sociale. In lingua hausa, una delle più diffuse in Africa, il termine “Taruha” significa “incontro, ritrovo”. Ed è proprio l’incontro diretto tra gli stranieri ospiti del Siproimi e i cittadini barlettani il fil rouge che collegherà idealmente il ciclo di appuntamenti iniziato nel liceo classico statale Casardi. “Pensiamo che l’incontro fisico tra persone – dichiara Valeria Sallustio, responsabile Siproimi Barletta –, pur appartenenti a culture molto diverse fra loro, faciliti l’avvicinamento e il dialogo, molto più di discorsi teorici. L’esperienza in questo campo ci ha insegnato che la percezione del calore umano fa davvero la differenza, soprattutto per i giovani. L’obiettivo è abbattere i pregiudizi e gli stereotipi da cui siamo circondati. E non c’è modo migliore, per farlo, che parlarsi guardandosi negli occhi”. Grazie all’utilizzo di contenuti multimediali, al centro dunque integrazione e inclusione, ma anche come funziona il Sistema protezione in Italia, con l’intento di sfatare falsi miti. (Sabina Leonetti - Avvenire)  

Lasalliani: un progetto per aiutare i bambini rifugiati

4 Febbraio 2020 - Beirut - Evitare che un’intera generazione di ragazzi si perda nell’attesa di poter tornare nei paesi natii o di potersi stabilire definitivamente in un nuovo paese: è l’ambizione del progetto «Fratelli», promosso in Libano congiuntamente dai Fratelli delle scuole cristiane e dai Fratelli maristi delle scuole, e diventato un punto di riferimento sicuro per tante famiglie e un luogo di incontro per molti ragazzi. Il progetto ha preso il via nel 2016 con l’obiettivo di accogliere bambini rifugiati provenienti dalla Siria e dall’Iraq e bambini libanesi vulnerabili. Sono due i centri socio-educativi che ospitano i ragazzi, uno a Beirut e l’altro a Rmeileh, nella periferia della città di Saida. I centri, attualmente, assistono più di 600 bambini e giovani al giorno, dai tre ai quindici anni, che normalmente partecipano dal lunedì al sabato ai diversi programmi educativi organizzati. Il progetto «Fratelli», spiegano i lasalliani, fornisce istruzione a coloro che altrimenti non avrebbero accesso all’educazione formale, aiuta i rifugiati che frequentano il secondo turno pomeridiano istituito dal governo specialmente per loro, e prepara coloro che hanno i requisiti per l’ammissione nelle scuole pubbliche, attraverso un test d’ingresso. La scuola, seppure non ufficialmente riconosciuta dal governo libanese, è strutturata come se lo fosse: inizia alle 8.30 del mattino e va avanti fino a pomeriggio inoltrato tra lezioni di alfabetizzazione, matematica e inglese a cura degli educatori, senza dimenticare momenti di animazione e supporto psicologico garantiti da volontari locali e studenti delle scuole mariste e lasalliane di Beirut. L’insegnamento, spiegano i religiosi, è ispirato ai valori di pace, giustizia, fraternità e speranza che animano le due congregazioni, e coinvolge persone di ogni religione. «Tutta l’opera educativa e sociale che si fa qui — spiega un’educatrice del programma — contribuisce ad alleggerire i compiti delle istituzioni locali. Si selezionano i bambini pronti per iscriversi alla scuola pubblica e si dà supporto scolastico agli altri, ma soprattutto si lavora per normalizzare situazioni di stress, si mette a disposizione un luogo sicuro dove divertirsi e socializzare. Si offrono inoltre stimoli sani a bambini e ragazzi che altrimenti starebbero per strada senza nulla da fare: una situazione ad alto rischio dal punto di vista sociale». Gli effetti positivi di quest’opera su un paese messo a dura prova dalla presenza di un milione e mezzo di profughi sono evidenti per molti libanesi, e questo spiega il perché questo progetto riceve una buona accoglienza sia a Rmeileh che a Beirut. E non solo da parte della comunità locale: i programmi educativi e sociali di «Fratelli» sono in linea con le indicazioni delle autorità ministeriali competenti e dell’Unicef, anche se privi di riconoscimento formale, per il momento. Infine, un progetto educativo efficace deve anche offrire supporto alle famiglie e opportunità di formazione alternative alla scuola; ecco il motivo che ha spinto il progetto «Fratelli» a proporre corsi di informatica e di taglio e cucito per gli adulti. Giovani e madri di famiglia grazie a questa iniziativa hanno acquisito competenze utili per dare sostegno economico alla famiglia, trovando inoltre un luogo dove socializzare, sia tra di loro che con i propri insegnanti.  

Se lo straniero è una ricchezza

23 Agosto 2019 - Roma - Fuggono da un deserto ma si ritrovano a vivere in un altro deserto. Con il rischio di essere per sempre stranieri. Incontrare uno sguardo, può provocare un cambiamento. È la storia del ragazzino eritreo che il padre ha affidato a Maria Muscherà, dell’associazione Famiglie per l’Accoglienza e preside di una scuola di Messina. Nel Paese di origine non c’era la possibilità di curare la malattia infettiva che aveva colpito il ragazzino. Coinvolgendo assessori comunali, Caritas e centro di accoglienza, Muscherà ha iniziato a organizzare dei corsi. «Attraverso il progetto“nessuno è straniero ascuola” – ha detto Muscherà – ho voluto presentare lo straniero come ricchezza in quanto portatore di esperienza e cultura diversa». C’è stato un effetto domino: alcuni insegnanti hanno cominciato ad ospitare nelle loro case i giovani. E C. ha smesso di tagliarsi. Lo faceva per sfogare la rabbia nei confronti della famiglia che lo aveva abbandonato. Niccolò Ceccolini, cappellano dell’Istituto penale minorile Casal del Marmo di Roma, lo ha sorpreso: «Tu per me non ti tagli più perché io ti voglio bene». Nessuno gli aveva mai detto prima: «Ti voglio bene».

CIAI: a Palermo la presentazione di una “cartella sociale” per i Msna che facilita l’inclusione

16 Luglio 2019 - Palermo - Sarà presentata per la prima volta in Italia, a Palermo,  una “cartella sociale” che contiene i dati e le informazioni su ogni singolo minore straniero non accompagnato (Msna) presente nel circuito dell’accoglienza: i suoi percorsi di apprendimento, le procedure amministrative, i desideri e i progetti. Si tratta di una delle azioni più innovative del progetto Ragazzi Harraga coordinato dal CIAI (Centro Italiano di Aiuti all’Infanzia) in partenariato con altre realtà, tra cui il Comune di Palermo, l’Associazione Santa Chiara, la cooperativa Libera…mente. Ancora prima che venisse approvata la Legge 47/2017, “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”, il CIAI insieme alle organizzazioni del partenariato del Progetto si è interrogato – si legge in una nota -  sulla necessità di un’azione combinata per migliorare il dialogo tra le istituzioni, gli enti, le associazioni e i tutori e le tutrici che insieme collaborano da anni alla costruzione di processi di inclusione per minori migranti non accompagnati nel capoluogo siciliano. Un’azione che ha portato alla prima cartella sociale del territorio italiano e che sarà presentata domani insieme a un primo bilancio sul suo funzionamento e sugli elementi che emergono dai dati raccolti. Sarà anche un’occasione di confronto più generale sullo stato del sistema di accoglienza in Italia, a fronte dei recenti cambiamenti politico-normativi, e di elaborazione condivisa di proposte per il futuro. La presentazione durante il convegno “Minori migranti soli: storie, problematiche ed evoluzione della loro condizione attraverso i percorsi della cartella sociale Harraga”.  (R.Iaria)  

Minori stranieri non accompagnati: a Milano “Work in progress: transizioni per la cittadinanza”

30 Maggio 2019 - Milano - “Work in progress: transizioni per la cittadinanza” è un progetto dedicato ai minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni che vivono a Milano, per aiutarli a superare quelle fragilità e incertezze che possono incontrare con l’avvicinamento della maggiore età e quindi con la fine del periodo di accoglienza in comunità. L’obiettivo è quello di perfezionare il percorso di emancipazione e integrazione dei giovani migranti nella società civile, nei tre ambiti fondamentali per la costruzione dell’autonomia: lavoro, casa, inclusione sociale. Per quel che riguarda il lavoro, si vogliono creare interventi individuali di crescita personale e professionale, che trasmettano competenze e permettano l’accesso al mercato del lavoro. Rispetto alla casa, si mira a incrementare una positiva transizione dall’accoglienza in struttura ad ambiti abitativi autonomi, anche nel mercato privato. L’idea guida che attraversa il progetto è quella di un maggior coinvolgimento della società civile. Per questo si cercherà di ampliare le iniziative, sia rivolte ai beneficiari che ai loro pari, che possano essere una palestra per la costruzione di relazioni sociali durature. Domani, 31 maggio dalle 15 sarà dato il via ufficiale alle attività di “Work in Progress”, con un open day che si svolgerà presso il centro di Play More! in via della Moscova 26, a Milano. Il progetto è realizzato da una rete formata da 13 partner attivi sulla città di Milano e sul territorio metropolitano (Ceas – Centro ambrosiano di solidarietà onlus – capofila, Comune di Milano, Fondazione Casa della carità “A. Abriani”, Comunità Progetto cooperativa sociale, Cooperativa Fuoriluoghi onlus, Cooperativa La Cordata, Tuttinsieme cooperativa sociale, Play More!, Fondazione Franco Verga-Coi, Fondazione Giovanni e Irene Cova, Save the Children Italia, Associazione Amici del Fai, Mestieri Lombardia), che vantano una lunga esperienza di collaborazione nell’intervento a favore dei minori stranieri non accompagnati, e si inserisce nell’ambito di “Never Alone, per un domani possibile” (bando 2018), un’iniziativa che sostiene 16 progetti sul territorio nazionale, per favorire l’autonomia e l’inclusione dei giovani migranti. Le azioni previste dal progetto sono realizzate in collaborazione con: Università Milano Bicocca, Associazione Architettura delle Convivenze, Cooperativa New Ideas for Welfare, Associazione Imagine Factory. (Sir)

Minori stranieri soli: un seminario a Torino su tutori volontari e affidatari

23 Maggio 2019 - Torino - Il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino e le associazioni Agevolando e Anfaa lunedì 27 maggio dalle 15 alle 18 presso la Sala lauree blu del Campus Einaudi di Torino organizzano il seminario “Tutore volontario di minori stranieri non accompagnati e affidatario familiare: analogie e differenze”. Al convegno interverranno Joelle Long dell’Università di Torino, Carlo Infuso, tutore volontario, Alessia Rossato, affidataria, Daniela Caputi e Laura Pasquali del Comune di Torino, Frida Tonizzo di Anfaa e Rita Turino, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.