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Don Savina: Testimoni e porta di accoglienza dell’umanità di oggi

5 Luglio 2019 - Roma - “Il Dialogo ecumenico e interreligioso nella cura pastorale dei migranti”: è stato questo il tema affrontato ieri pomeriggio da don Giuliano Savina, Direttore dell’Ufficio Cei per il dialogo ecumenico ed interreligioso, intervenendo al Corso di Formazione “Linee di pastorale migratoria” promosso dalla Fondazione Migrantes e destinato principalmente ai Direttori Migrantes regionali e diocesani, ai collaboratori degli uffici diocesani; ai Cappellani etnici che svolgono il ministero nelle Diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero oltre ai religiosi, religiose, laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni. Al corso partecipano circa 50 operatori provenienti dall’Italia e dall’estero. Per don Savina ogni ufficio “è il volto della Chiesa a servizio” e “voi – ha detto rivolgendosi ai partecipanti – siete i testimoni dell’umanità di oggi, voi siete la porta di accoglienza dell’umanità di oggi”. E – ha aggiunto il direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e del dialogo interreligioso – nell’umanità di oggi c’è tutto”. L’obiettivo è quello di “entrare in dialogo con l’altro e se entro in dialogo, entro in ascolto con l’altro. E se entro in ascolto non sono più quello di prima. Entro, quindi, in un processo deformante che mi cambia”. Quindi, testimoni di una chiesa deformante, di una chiesa in azione di “cui noi siamo protagonisti e soggetti attivi”. I lavori del Corso si concluderanno, questa mattina, con un intervento del direttore generale, don Gianni De Robertis che parlerà, fra le altre cose, della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica 29 settembre sul tema “Non si tratta solo di Migranti”.

Omizzolo: lo sfruttamento lavorativo dei migranti è spesso “conseguenza della nostra indifferenza”

4 Luglio 2019 - Roma - Occorre conoscere il “territorio” per conoscere la realtà che ci circonda. Ne è convinto il sociologo e giornalista Marco Omizzolo che ha iniziato il “suo” lavoro a fianco soprattutto degli indiani che vivono e lavorano nel territorio di Latina da 12 anni conducendo battaglie per la legalità insieme a loro. Il “mio lavoro – ha detto Omizzolo intervenendo al corso di formazione di pastorale migratoria della Fondazione Migrantes – nasce dall’incontro con persone considerate spesso ‘ombre’ che attraversavano le vie della mia città andando a lavorare nelle campagne pontine”. Qui – ha detto – “ho incontrato uomini e donne diventati spesso schiavi sul loro posto di lavoro”. Una esperienza fatta anche lavorando lui stesso come bracciante accanto a queste persone “soggette anche a subire soprusi di ogni genere ed essere sfruttate”. “Accogliere e provare a fare qualcosa per loro a partire dalla ricerca di giustizia e libertà” per sconfiggere un “potere padronale che è spesso conseguenza della nostra indifferenza”. Quindi per leggere il loro quotidiano occorre “conoscerli e far loro conoscere la nostra realtà”. Da qui sono nati a Latina corsi di italiano ma anche corsi di cittadinanza, sulla carta Costituzionale e sulle principali leggi. E poi l’incontro “sul loro posto di lavoro, dove vivono e dove si incontrano frequentemente”.

Migrantes: continua il corso di pastorale migratoria

4 Luglio 2019 - Roma – Continua – fino a domani 5 luglio, il Corso di Formazione "Linee di pastorale migratoria" promosso dalla Fondazione Migrantes e destinato principalmente ai Direttori Migrantes regionali e diocesani , ai collaboratori degli uffici diocesani; ai Cappellani etnici che svolgono il ministero nelle Diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero oltre ai religiosi, religiose, laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni. Dopo la giornata di ieri dedicata ai gruppi di studio per i vari settori della mobilità e, nel pomeriggio, lo spazio, presso la Chiesa del Caravita, ad alcune testiminianze oggi si parlerà de “La condizione dei migranti e l’impegno per la giustizia”. A relazionare sarà Marco Omizzolo. Spazio, sempre in mattinata, al “Il diritto di asilo in Europa e in Italia” affidato a Cristina Molfetta. Nel pomeriggio due relazioni dedicate al Rapporto Italiani nel Mondo e al Rapporto Immigrazione. A relazionare saranno Delfina Licata e Simone Varisco. I lavori della giornata si concluderanno con una relazione sul tema “Il Dialogo ecumenico e interreligioso nella cura pastorale dei migranti” affidata a don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio di pastorale ecumenica ed interreligiosa della Cei.

Mons. Di Tora: atto in Libia “disumano”

3 Luglio 2019 - Roma - Mons. Guerino Di Tora, presidente della Commissione episcopale Cei per le Migrazioni e presidente della Fondazione Migrantes condanna il raid in Libia su un centro di detenzione migranti che ha causato oltre 40 morti e 35 feriti, tra cui donne e bambini. “Un atto deplorevole, di disumanità nei confronti di gente che già sta subendo una persecuzione in questi campi di detenzione”, ha detto il presule a Vatican News: “diventa veramente qualcosa che rasenta l’assurdità umana, la follia. Dobbiamo veramente rimetterci in un atteggiamento non solo di attenzione ma di comprensione di fronte a certe problematiche che riguardano l’umanità intera”. Per mons. Di Tora il fenomeno delle migrazioni, “questo fenomeno di gente che deve fuggire da guerre - e non c’è solo la guerra delle armi, c’è anche la guerra della fame, della siccità, della desertificazione, - ci interpella tutti. Dobbiamo tutti poterci sentire corresponsabili. E allora diventa per noi una presa di coscienza umana - umana! - Prima ancora che cristiana. Certo per noi cristiani rappresenta qualche cosa in più: il richiamo che il Signore ci fa di fronte a queste situazioni, di non lasciare l’altro, il nostro prossimo, in realtà disumane, di soccorrerlo, di accoglierlo”.

Migrantes Cosenza-Bisignano: parte il terzo campo “Convivialità delle Differenze”

2 Luglio 2019 - Cosenza - Anche quest’anno l’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano propone, per il terzo anno consecutivo, un week-end di incontro, conoscenza e scambio interculturale per giovani, adulti e famiglie. Si parte il 12 al 14 Luglio sul tema “Convivialità delle Differenze” che si svolgerà a Quaresima di Aprigliano (Lorica - Cs). L’invito – spiega il direttore diocesano Pino Fabiano - è rivolto a giovani ed adulti e famiglie italiane e migranti per “vivere un’esperienza di incontro, conoscenza e scambio interculturale e interreligioso che vedrà, in questo momento di particolare diffidenza e paura, i partecipanti impegnati, durante i tre giorni, a ‘costruire fraternità’ attraverso il gioco, la riflessione comune, la preghiera, i canti, la musica e le danze nel bel panorama della Sila cosentina. Un invito a partecipare rivolto a chi oggi vuole aprirsi all’incontro con l’altro vincendo la paura!”

Migrantes: lunedì 8 la presentazione di “88 Giorni nelle farm australiane”

2 Luglio 2019 - Roma - Sarà presentato al senato, il prossimo 8 luglio, il volume “88 giorni nelle farm australiane. Un moderno rito di passaggio”. Si tratta di una ricerca della Fondazione Migrantes curata da Michele Grigoletti e Giuseppe Casarotto. Ad aprire i lavori, moderati da Isabella Liberatori dell’Agenzia Nove Colonne, il senatore, eletto all’Estero, Francesco Giacobbe e i saluti di don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Seguiranno gli interventi dei curatori della ricerca Grigoletti e Casarotto, di Riccardo Giumelli dell’Università di Verona ed Eleonora Camilli dell’agenzia Redattore Sociale. A concludere Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del MAECI.

Morire di speranza: il 20 giugno preghiera interreligiosa a Roma

18 Giugno 2019 - Roma - In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno, associazioni impegnate nella difesa dei migranti e rifugiati si ritroveranno nella basilica di Santa Maria in Trastevere per un momento di preghiera – “Morire di Speranza” - in memoria delle vittime dei viaggi verso l’Europa. Tra le associazioni promotrici la Fondazione Migrantes.

Colori e cibi diversi: cena a Carrara promossa da Casa Betania

4 Giugno 2019 - Massa Carrara - Due tavolate lunghissime con le tovaglie di tutti i colori e cibi tipici, della cultura musulmana ed anche di quella italiana. Abiti di ogni foggia, nello stile africano, in quello arabo in quello europeo, indossati da uomini, donne, bambini ed occhi con la stessa luce, facce con lo stesso sorriso: quello della condivisione, della solidarietà, dell’amicizia. Il sorriso della pace. E’ questo quello che si sentiva domenica sera alla cena di Ramadan allestita dall’associazione Casa Betania coordinata da Migrantes e Caritas, in via del Plebisicito a Carrara e aperta a tutta la comunità musulmana presente sul territorio provinciale ma anche a tutti i cittadini, di qualsiasi orientamento religioso, che volevano partecipare. Un clima gioioso, come solo il superamento della paura del diverso sa creare, ha accomunato i moltissimi partecipanti che hanno riempito i trecento posti a sedere previsti dall’organizzazione. Il rito dell’Iftar, la rottura giornaliera del digiuno durante il Ramadan che avviene al tramonto del sole, si è svolto in una delle vie più antiche di Carrara, preceduto dalla preghiera del tramonto recitata dai fedeli sui tappeti appositamente portati per l’occasione, in mezzo agli amici cattolici, cristiani ortodossi, metodisti e valdesi; poi, tutti insieme, gli uni vicino agli altri, si sono seduti ai tavoli ed hanno potuto gustare le moltissime specialità preparate il cui profumo ha invaso tutta la strada. Grandissima soddisfazione per Zakia Bensalah coordinatrice del progetto che ha ammesso: “ E’ un sogno che si realizza. Da tempo desideravo riuscire a fare un evento così” e anche per tutti i membri di Casa Betania che hanno curato l’organizzazione risultata perfetta sotto ogni punto di vista, compresa la pulizia finale e la restituzione della strada in condizioni di assoluta pulizia”. Presenti all’evento l’assessore al sociale Anna Galleni e la consigliera Barbara Bertocchi che si sono complimentate per il successo dell’iniziativa. Moltissimi commenti sui social hanno salutato l’evento con la frase: “ La Carrara che ci piace”.(Trasconi Vinicia)

Attentati Sri Lanka: domani preghiera a Siracusa e Vicenza

27 Aprile 2019 - Roma - Italiani e singalesi in preghiera per la pace dopo la strage di Pasqua in diverse città italiane come è già avvenuto nei giorni scorsi. La comunità srilankese di Vicenza, in collaborazione con l’Ufficio Migrantes della diocesi propone un momento di preghiera per le vittime degli attentati avvenuti nel giorno di Pasqua a Colombo, in Srilanka. La commemorazione avrà luogo domani, domenica 28 aprile in piazza del Duomo a Vicenza alle ore 16. Oltre alla comunità cattolica srilankese del Centro Pastorale della diocesi, saranno presenti i fedeli dell’Unità pastorale di Laghetto, di cui fa parte il Centro pastorale stesso; parteciperanno inoltre i cittadini srilankesi buddisti che vivono nel  territorio. Sono invitati tutti coloro che vorranno unirsi in questo ricordo in segno di solidarietà al popolo srilankese. È prevista anche la partecipazione del vescovo mons. Beniamino Pizziol che, al termine della celebrazione delle cresime in Cattedrale (verso le 17), incontrerà in piazza la comunità srilankese e consegnerà loro un suo messaggio; saranno presenti il cappellano cattolico della comunità srilankese, don Dinanja Silva, e il monaco buddista di Verona, Rukmale Anurudhdha. “I Srilankesi presenti in Diocesi di Vicenza sono circa un migliaio, si caratterizzano per la loro religiosità molto forte, che non mancano di trasmettere ai loro figli - sottolinea P. Michele de Salvia, Direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano – Inoltre, in varie occasioni a Vicenza, hanno condiviso momenti celebrativi della loro fede e delle tradizioni nazionali insieme tra cattolici e buddisti, segno che la religione non è motivo di divisione tra di loro”. “Questa celebrazione è per noi un invito alla pace - ha affermato Roshan Wanna, rappresentante della comunità cattolica srilankese – noi non siamo contro i musulmani e vogliamo che il nostro popolo continui a vivere nella pace che abbiamo raggiunto dieci anni fa dopo circa 30 anni di conflitto. Vogliamo pregare per le vittime e perché si continui a vivere in armonia con tutti”. Sempre domani, alle 17, l' arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, presiederà la Messa nel Santuario della Madonna delle Lacrime a cui parteciperanno i cingalesi.  Una celebrazione eucaristica per "non restare indifferenti e pregare insieme alla comunità cingalese siracusana", si legge in una nota.  In cripta sarà presente la comunità cingalese, della quale fanno parte tanti ragazzi nati e cresciuti a Siracusa e residenti alla Borgata Santa Lucia, ma anche in Ortigia. Decine di famiglie che “non si sanno dare una spiegazione di quanto accaduto". L’arcivescovo mons. Pappalardo ha invitato tutti a partecipare a questo momento di comunione per le tante persone vittime di "una violenza alla quale bisogna rispondere con la pace”. (R.Iaria)  

Migrantes: concluso il Convegno nazionale “Tessitori di Comunità”

27 Aprile 2019 - Seveso – Si è concluso ieri pomeriggio a Seveso, presso il Centro pastorale ambrosiano “San “Pietro il Convegno nazionale della Fondazione Migrantes sul tema “Tessitori di comunità. Colori diversi per una unica tenda”. Tra i momenti del convegno l’apertura con il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Stefano Russo, il confronto con i documenti del Sinodo Minore della diocesi di Milano sul tema “Chiesa dalle Genti”, i lavori in 11 gruppi con altrettanti temi, la visita, giovedì pomeriggio, in diverse parrocchie della diocesi dopo una celebrazione nella basilica di Santo Stefano Maggiore, nel centro di Milano presieduta da mons. Guerino Ditora, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei per le Migrazioni E ieri una celebrazione, a Seveso presieduta dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini che ha anche partecipato alla fase finale del convegno rispondendo alle domande di circa 150 persone (direttori diocesani e regionali Migrantes, operatori pastorali, missionari con gli italiani all’estero e cappellani degli stranieri in Italia. Una Chiesa “che è sempre in cammino”, ha detto in conclusione mons. Di Tora sottolineando come il Sinodo “Chiesa dalle genti” di Milano è stato un passo importante anche per altre diocesi. La speranza è “di riuscire a costruire e una società nuova in cui non esistono differenze”. Sullo stesso tema don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, che ha rimarcato “il compito di mostrare il potere dei segni promuovendo una nuova cultura del dialogo, dell’ascolto e dell’incontro per costruire tessuti di comunità”. Parlare oggi di accoglienza ed integrazione – ha spiegato don De Robertis – rappresenta “una sfida per il futuro dell' Italia e dell’Europa. Occorre ripartire anzitutto dall’incontro delle persone, dallo sguardo su ciascuno come portatore di una ricchezza perché c'è una grande differenza quando si ragiona per generalizzazioni e quando invece ci si mette di fronte al volto dell' altro, alla storia dell' altro”. (Raffaele Iaria)