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Ritrovo della comunità dello SrilLanka in onore della Vergine Maria 

14 Giugno 2022 - Porto Santa Rufina - Ogni anno i nostri fratelli che provengono dallo SriLanka ed hanno trovato stabile dimora nella nostra Diocesi si ritrovano per concludere l’anno sociale celebrando solennemente la Vergine Maria, Madre e guida del loro peregrinare per il mondo. Poi in realtà continueranno in molti ad essere presenti all’appuntamento domenicale della Messa in cingalese, ma i più fortunati prenderanno un tempo di vacanza e riposo con le proprie famiglie. Quest’anno, dopo i due anni di pandemia, la festa è stata particolarmente solenne, con ben sei concelebranti, la presenza alla Celebrazione Eucaristica ed al successivo pranzo dell’ambasciatore dello SriLanka con la sua consorte, e due bambine della comunità – Aisha e Rianna, ambedue frequentanti la IV elementare - che hanno ricevuto per la prima volta Gesù Eucaristia. Tutto è stato preparato con grande cura e stile, ad iniziare del lungo viale di accesso imbandierato di festoni bianco-azzurro, i colori dello Sri Lanka, ed ugualmente i fiori e tutti gli addobbi in chiesa. Solo per ornare la base ove poggiava la statua della Madonna per la Processione finale si è aggiunto anche il giallo: bianco ed azzurro = la nostra Patria, bianco e giallo = la nostra Chiesa Cattolica, i colori del Papa. La Celebrazione è stata un tripudio di colori per gli abiti tipici e sgargianti di donne e bambine, anche le più piccole, ed un coro armonico di suoni con canti ovviamente tutti in Cingalese così come tutto lo svolgersi della Messa. Unica eccezione la pergamena con la benedizione di Papa Francesco consegnata ad Aisha e Rianna era in lingua inglese: italiano quindi a scuola e con i compagni di gioco di altre nazionalità, inglese e cingalese in famiglia e con i connazionali, cingalese soprattutto per le Celebrazioni e con le persone più anziane che mal si adattano alla nuova lingua  di dove ora vivono … questo è realmente crescere nell’intercultura e prepararsi ad un prossimo domani sempre più globalizzato restando tuttavia  collegati con le proprie radici! Insieme alla Pergamena è stato donato loro un cordoncino con i due Cuori di Gesù e di Maria: chissà, forse perché le Suore dove si ritrovano ogni domenica sono una delle tante Congregazioni dedicate al Sacro Cuore, ma  a me piace anche vedervi una “coincidenza”: un richiamo di unione alla nostra Chiesa locale la cui Cattedrale è dedicata ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, questa Chiesa locale nella quale Aisha e Rianna sono chiamate a crescere nella fede e divenire seminatrici di speranza e di gioia nel cuore di chiunque incontreranno. (Sr Maria Grazia Pennisi - Ufficio Pastorale Migrantes)

Migrantes Porto-Santa Rufina: messa multilingue nella Pentecoste

7 Giugno 2022 - Roma - Il parroco di San Giovanni Battista di Cesano di Roma, Padre José Manuel Torres Origel, ha invitato tutti i migranti cattolici che vivono sul territorio parrocchiale a partecipare alla Messa della Pentecoste 2022 nella Chiesa di San Sebastiano. Il 6 gennaio di quest’anno si era già celebrata una Messa in 4 lingue (italiana, inglese, romena e spagnola) con motivo dell’Epifania o manifestazione di Dio a tutti i popoli. Mentre a Pentecoste la Messa è stata celebrata in 5 lingue (si è aggiunta quella francese), nelle letture e nei gioiosi e suggestivi canti multilingue che hanno animato la Celebrazione, sembrava di essere veramente nella Pentecoste apostolica. Si è invocato lo Spirito Santo per avere la luce della fede e la forza dell’amore di Cristo e per crescere nell’unità, nella diversità e nello spirito missionario, che faceva di tutti noi un corpo solo e una Comunità veramente Cattolica. Si è pregato per l’Italia, Paese che ha accolto con amore tanti dei nostri migranti, per i diversi Paesi di origine e in particolare per la fine delle guerre in Ucraina e nelle altre parti del mondo. Sono stati presenti alla concelebrazione: il cappellano dei nigeriani e coordinatore delle comunità africane in lingua inglese, Don Mattew Eze, un suo collaboratore, Don Nedu Edwin Lyca, il cappellano dei romeni, Don Isidor Mirt, il coordinatore delle comunità latinoamericane in Italia, il colombiano Don Luis Fernando López Gallego, della Diocesi di Albano, il diacono Enzo Crialesi, direttore dell’Ufficio Migrantes   della Diocesi di Porto Santa Rufina. Per preparare la Concelebrazione si è fornato un gruppo pastorale in cui è uscita anche l’idea e l’iniziativa di organizzare un coro unico per la prossima Messa multilingue, prevista per settembre, che preparerà i canti e la celebrazione stessa. Nella Parrocchia di Cesano ogni domenica, a parte le Messe in italiano, vengono celebrate: una Messa per la comunità cattolica nigeriana in inglese, una per quella romena e una per la comunità romena di rito greco-cattolico. La seconda domenica del mese, su al Borgo, si celebra anche una Messa in lingua spagnola. Il processo di integrazione nella parrocchia, un po’ come dappertutto, è molto complesso e richiede molto amore, pazienza, tenacia, creatività e atteggiamento missionario; ma soprattutto tanta vita eucaristica e tanta preghiera. Ogni comunità coltiva le proprie radici e le proprie identità culturali che messe insieme nelle celebrazioni diventano motivo di crescita nella comunione e nella integrazione. Dopo la pandemia vogliamo promuovere una nuova pastorale che ascolta le diversità, che accoglie i fratelli con amore e amicizia. IN CRISTO SIAMO UN CORPO SOLO, come Lui è uno con il Padre; non è facile creare una comunità armonica, che supera i pregiudizi e le barriere culturali, ma con l’aiuto dello Spirito Santo, fra qualche anno ci riusciremo. Ci attende un lungo cammino Pastorale fatto di incontri, di dialoghi, di confronti, di condivisioni…di evangelizzazione, di catechesi amministrando i sacramenti con percorsi unitari in comunione con tutte le comunità etniche compresa quella italiana, per tirar fuori il meglio di ogni popolo, in vista di una migliore società e una Chiesa Cattolica, fatta di tante persone, con culture diverse, ma che mettono a disposizione i loro carismi, doni, ministeri e ricchezze culturali, per diventare un corpo solo in Cristo a lode di Dio Padre. (José Manuel Torres Origel, S. di G. e diacono Enzo Crialesi)

Migrantes Porto Santa Rufina: Pasqua nella Chiesa greco-cattolica

3 Maggio 2022 - Roma - Come per tutti i cristiani che seguono il calendario giuliano, le comunità greco-cattoliche presenti a Porto-Santa Rufina hanno celebrato la Pasqua domenica scorsa con la veglia nel sabato precedente. In diocesi le comunità greco-cattoliche romene e ucraine si sono incontrate a Cesano e a Ladispoli. Nella chiesa di San Sebastiano (parrocchia di San Giovanni Battista), padre Valentin Marcu ha celebrato la Messa per i fedeli romeni assieme a don Isidor Mirt, responsabile della pastorale dei fedeli cattolici romeni di rito latino. L’animazione della liturgia è stata invece affidata al cantore, studente teologo, Ion Manu, del Pontificio Collegio Pio Romeno di Roma. Un centinaio di ucraini invece hanno partecipato per la prima volta alla liturgia pasquale nell’auditorium della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ladispoli. Durante la funzione religiosa, secondo il rito greco-cattolico, padre Yevhen Andrukhiv ha benedetto i cibi per la Pasqua, portati dalla Comunità. Le famiglie fuggite dalla guerra in Ucraina, che al momento vivono nel litorale diocesano, si ritroveranno per la Messa domenicale nella parrocchia ladispolana. Padre Marcu e padre Andrukhiv hanno espresso la loro gratitudine al vescovo, mons.  Gianrico Ruzza e ai rispettivi parroci, padre José Torres Origel e Mons. Giovanni Righetti del Sacro Cuore per l’accoglienza delle comunità romena e ucraina nelle loro parrocchie. A Cesano la comunità romena celebra la Messa ogni domenica alle 19.15, a Ladispoli invece la celebrazione della comunità ucraina è fissata sempre di domenica alle 11. Inoltre dal 22 aprile dalle ore 18,30 nella Parrocchia del sacro Cuore di Gesù si terranno corsi di lingua italiana per gli Ucraini. (Diacono Enzo Crialesi, direttore Ufficio Migrantes Porto Santa Rufina).

Cesano: messa dell’Epifania con i magi di diversi Paesi

7 Gennaio 2022 - Porto Santa Rufina - Ieri  nella Parrocchia di Cesano di Roma si è celebrata la Solennità dell'Epifania nella Messa delle 11,30 con letture e canti in italiano, inglese, romeno e spagnolo. Alla celebrazione i rappresentanti di queste comunità straniere presenti nella parrocchia da molti anni. I Re Magi erano: un romeno (Melchiorre), un messicano (Gaspare,  che era Padre Humberto) e un nigeriano  (Baldassarre). Il Parroco, Padre José Manuel Torres, nell'omelia ha spiegato il senso del loro viaggio; sono venuti dall'Oriente a Betlemme ad adorare il Bambino Gesù; ha sottolineato inoltre la cattolicità e la missionarietà della Chiesa e il bisogno dell'integrazione, coltivando le proprie radici, per arricchire la forza dell'evangelizzazione delle famiglie e della comunità. ( Enzo Crialesi - Direttore Ufficio Migrantes Porto-Santa Rufina)

Migrantes Porto Santa Rufina: nell’incontro costruire il “noi”

30 Settembre 2021 - Porto Santa Rufina - Un incontro di colori. Quelli degli abiti di terre distanti. O di suoni e di voci di musiche antiche. Oppure quelli della preghiera nelle lingue native. Filippini, srilankesi, romeni, slovacchi, nigeriani, latinoamericani, italiani hanno animato con le loro tradizioni la 107ma Giornata del migrante e del rifugiato, celebrata nella diocesi di Porto-Santa Rufina nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Per la prima volta dopo l'inizio della pandemia i migranti hanno condiviso i volti delle loro culture nell’esibizione che ha preceduto la Messa. Una consuetudine rinnovata di anno in anno. A introdurre la kermesse il diacono Enzo Crialesi, responsabile dell'Ufficio Migrantes diocesano, che ha ringraziato dell'accoglienza il parroco don Paolo Ferrari. Come finestre sul mondo i gruppi etnici si sono alternati nel salone della parrocchia offrendo con orgoglio la singolarità della loro identità storica. Un mosaico di ricchezza confluito nel delineare il volto dell'unica identità, l'umanità: il "noi" ribadito da papa Francesco nel suo messaggio: «Oggi la Chiesa è chiamata a uscire per le strade delle periferie esistenziali per curare chi è ferito e cercare chi è smarrito, senza pregiudizi o paure, senza proselitismo, ma pronta ad allargare la sua tenda per accogliere tutti». Riprendendo queste parole nella lettera alla diocesi il vescovo Ruzza ha sottolineato che «Il fenomeno migratorio caratterizza gli anni del nostro tempo in modo ineludibile e per i credenti l’accoglienza è un compito, una missione, un dovere evangelico». Parole chiare lette da suor Maria Grazia Pennisi, collaboratrice della Migrantes diocesana, all'inizio della Messa presieduta dal vicario generale don Alberto Mazzola e concelebrata dal parroco e dai sacerdoti responsabili dei migranti. «Profeta è colui che parla a nome di Dio», nell'omelia il vicario generale ha commentato il racconto evangelico di Marco in cui i discepoli vorrebbero impedire a un estraneo di scacciare i demoni nel nome di Gesù, ma il Maestro critica la posizione degli apostoli. «Non dobbiamo chiuderci ma essere aperti allo Spirito Santo – ha continuato il sacerdote – perché egli agisce come vuole, con chi vuole e quando vuole». La tentazione dell'uomo è quella di controllare e giudicare l'azione di Dio, invece il compito del cristiano è di rimanere in ascolto e parlare e agire di conseguenza. Comprendere la libertà dello Spirito Santo e la sua multiforme presenza là dove egli soffia significa accogliere l’incontra tra differenza e comunione. «Questo è l'invito di papa Francesco ad accrescere la nostra cattolicità. I membri della Chiesa devono impegnarsi ad essere sempre più cattolici, ovvero inseriti in quell'universalità che ci permette di incontrare le nostre sorelle e i nostri fratelli per costruire un "noi" che sia sempre più grande», ha concluso il vicario generale.  (Simone Ciampanella)

Migrantes Porto Santa Rufina: nell’integrazione il volto dell’unità del cristianesimo

13 Settembre 2021 -

Roma - Lunedì scorso gli animatori delle comunità etniche cattoliche di Porto Santa Rufina assieme al responsabile Migrantes Enzo Crialesi e all’ufficio hanno incontrato il vescovo Giarrico Ruzza, amministratore apostolico della diocesi. È stato un pomeriggio vissuto in un clima fraterno e cordiale, di famiglia, durante il quale ciascuno ha esposto la vita concreta della sua gente, gioie e difficoltà, traguardi e desideri sempre evanescenti. Il presule ha apprezzato con gratitudine il servizio continuo durante gli anni, che conduce alcuni sacerdoti a prendersi cura dei propri connazionali macinando quasi ogni domenica chilometri e chilometri e correndo da una parte all’altra del territorio diocesano. Il vescovo ha sottolineato l’importanza di una buona integrazione fra italiani e diocesani provenienti da altri Paesi, di quanto ogni cultura sia una ricchezza del patrimonio diocesano, di come sia importante che in alcuni momenti dell’anno le comunità etniche si ritrovino a festa con gli italiani un’unica eucaristia, tutti insieme poiché tutti componenti dell’unica Chiesa locale. La meta prefissa, a piccoli passi secondo le capacità di ogni comunità, è quella di giungere col tempo ad almeno una celebrazione al mese, condivisa con la ricchezza di canti, usi e costumi di tutti coloro che si ritrovano a parteciparvi. Il pastore ha anche ricordato di quanto i bambini possano essere veicolo di integrazione vera e stabile attraverso il loro inserimento nelle attività parrocchiali, e di conseguenza di quanto sia importante che essi frequentino la catechesi nella parrocchia di zona, in collaborazione ed al di là delle iniziative della propria comunità etnica, che comunque non devono trascurare per non recidere le radici del Paese di origine dei propri genitori e non spezzare i rapporti con quella parte di famiglia allargata rimasta in patria. È stato infine presentato il programma dell’anno pastorale 2021-2022, nel quale il presule ha apprezzato la proposta di un incontro delle due diocesi di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia per una celebrazione comunitaria in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. (sr. M. Grazia Pennisi, Migrantes Porto Santa Rufina)

GMMR: oggi messa nela diocesi di Porto Santa Rufina con il vescovo Reali

27 Settembre 2020 - Porto Santa Rufina - Nostante le restrizioni anti– Covid 19 la diocesi di Porto Santa Rufina ha voluto garantire la preghiera per la Giornata mondiale delle migrazioni, che si celebra oggi e ha come tema “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire”. Alle 18.30 il vescovo Gino Reali presiederà la Messa nella Cattedrale della Storta a cui parteciperà una rappresentanza delle comunità etniche. Un’occasione per celebrare assieme il Giubileo del IX centenario di unificazione delle due diocesi di Porto e di Santa Rufina e Seconda. Tra l’altro, il motto a guida dell’anno giubilare “ex duabus una – da due una” invita a edificare la comunità ecclesiale nella ricchezza di origini e tradizioni differenti. Per questo è importante che ciascuno – bianco o nero o asiatico, locale o nuovo arrivato, di passaggio o intenzionato a rimanere tra noi per un lungo tempo – faccia tesoro delle parole di papa Francesco e le metta in pratica. Nel suo messaggio per questa Giornata egli ci scrive che bisogna innanzitutto conoscere per comprendere l’altro. Quando si parla di migranti troppo spesso, infatti, ci si ferma ai numeri. Ma, si tratta di persone, non di numeri. Se si incontrano, se si conoscono le loro storie, si riesce a comprendere. E si scopre, per esempio, che quella precarietà che tutti hanno sperimentato con sofferenza a causa della pandemia è un elemento costante della loro vita. Poi papa Francesco continua con tutta una serie di verbi accoppiati due a due per far capire quanto non servano tanto le parole ma atteggiamenti concreti, vissuti nello scorrere delle nostre giornate. Ci ricorda che è necessario farsi prossimi per servire. Avvicinarsi al prossimo spesso significa essere disposti a correre dei rischi, come ci hanno insegnato tanti medici e infermieri negli ultimi mesi. Se ci si vuole veramente riconciliare ci si deve ascoltare. Dio stesso agisce così, inviando il suo Figlio nel mondo, per ascoltare il gemito dell’umanità con orecchi umani. Senza condivisione e coinvolgimento non si può crescere insieme, e per costruire realmente è necessario promuovere e collaborare. Tutto un programma di vita. La pandemia ci ha ricordato come siamo tutti sulla stessa barca: nessuno si salva da solo. Dobbiamo impegnarci a crescere insieme, condividendo quello che abbiamo: "Non è questo il tempo degli egoismi, perché la sfida che stiamo affrontando ci accomuna tutti e non fa differenza di persone", ha detto il papa  lo scorso 12 aprile per la Pasqua. Siamo all’inizio del nuovo anno pastorale: impegniamoci a vivere i suggerimenti di papa Francesco e respireremo fraternità e gioia anche nel chiuso di un appartamento a causa del Covid. (Maria Grazia Pennisi - Migrantes Porto Santa Rufina)

Migrantes Porto Santa Rufina: “non ospiti ma fratelli”

15 Settembre 2020 - Porto Santa Rufina - Doveva essere un semplice incontro organizzativo per preparare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata il 27 settembre. Ma, l’incontro dei giorni scorsi con i cappellani e i responsabili dei gruppi etnici cattolici di Porto–Santa Rufina è stato un momento di ascolto e dialogo con il vescovo Mons. Gino Reali e tra i partecipanti. Trattandosi di un pomeriggio lavorativo non tutti hanno potuto essere presenti, anche se chi non c’era ha inviato dei messaggi. C’erano sacerdoti e laici rappresentanti la Nigeria, lo SriLanka, la Romania, la Slovacchia e l’America latina, che conta soprattutto peruviani. Un veloce giro di saluti e di presentazione da parte del direttore Migrantes Enzo Crialesi e poi le congratulazioni a Fatima, dello SriLanka, appena laureatasi in neurobiologia, con l’augurio di trovare presto un impiego adeguato. Il vescovo ha condiviso la riflessione generale e quella dell’episcopato laziale, riunitosi da poco nella Conferenza episcopale regionale, precisando che la storia della Chiesa è fatta di presenza concreta nel tessuto della vita quotidiana, soprattutto accanto a chi più è nel bisogno. Ed ha ribadito una sua giustissima “idea fissa”: “se c’è un luogo dove non dovete sentirvi ‘ospiti’ questa è la Chiesa. Anche la famiglia di Gesù è stata una famiglia migrante, è necessario prendersi cura della famiglia, di ogni famiglia e soprattutto adoperarsi per una completa integrazione dei figli”. In questo il presule rileva l’apporto dei migranti, rispetto alla disgregazione della famiglia qui in occidente: “I nostri fratelli immigrati possono darci un esempio ed un aiuto per tenere alti i veri valori dell’unione familiare e dell’incontro fra generazioni. È una delle ricchezze che possono condividerci nella pratica dell’accoglienza, che è sempre un’esperienza di incontro reciproco. Io accolgo te, tu accogli me”. Poi il vescovo ha parlato della differenza che esiste fra fede e religione, di come le manifestazioni legate alla tradizione debbano sempre riscoprire di essere espressione di fede, ma di come anche sia bene partire da esse per seminare la gioia del Vangelo. E da qui ha raccontato del funerale celebrato poche giorni prima a Santa Marinella di padre Emanuele Mwanapenzi, sacerdote congolese vero testimone gioioso del Vangelo, che per una decina di anni è stato ospite della casa di riposo delle Suore benedettine del santo volto per cure che non poteva più ricevere nel suo Paese. È stato amato e ben voluto da tutti, tanto che al suo funerale sono stati presenti ben 40 sacerdoti e il vescovo della sua diocesi di origine, quella di Butembo–Beni (ove prima di ammalarsi era stato impegnato in ruoli di responsabilità, era stato anche vicario generale) ha scritto una bellissima lettera di ringraziamento al vescovo Reali per l’ospitalità e l’aiuto fraterno dato a padre Emanuele. Infine alcuni spunti riguardo alla programmazione della Giornata, che prevede l’eucaristia in Cattedrale alle 18.30 con la presenza dei soli rappresentanti delle comunità etniche cattoliche per il rispetto della misure anti–Covid 19. (Maria Grazia Pennisi – Migrantes diocesi Porto Santa Rufina)  

Migrantes Porto Santa Rufina: ripartono le celebrazioni etniche

12 Giugno 2020 - Porto Santa Rufina - Questa fase di ripartenza della pastorale Migrantes nella diocesi di Porto Santa Rufina  è stata un po' travagliata: la pastorale etnica che prevedeva in ogni Comunità, celebrazioni Eucaristiche, Catechesi per l’iniziazione Cristiana, processioni, Matrimoni, Pellegrinaggi ai Santuari, feste folcloristiche e altro, si è dovuta adattare alle disposizioni previste dai decreti, dalle disposizioni della Cei e dalle diocesi, interrompendo tutte le attività pastorali. Ora la Pastorale è ripartita con solo le celebrazioni eucaristiche con tante difficoltà adattandosi alle disposizioni non solo Diocesane ma anche di quelle Parrocchiali che per prima cosa hanno pensato alle celebrazioni dei Cattolici Italiani, per sopperire alla diminuzione del numero dei posti nelle Chiese, per il distanziamento dovuto nelle disposizioni, hanno aumentato il numero delle loro celebrazioni, qualche volta a discapito delle celebrazioni dei Migranti. Infatti la Comunità Cattolica Romena di Ladispoli che celebrava alla Parrocchia di San Giovanni, ha dovuto spostare la celebrazione delle 9,30, dividendola in due Parrocchie al Sacro Cuore di Gesù (grazie alla solidarietà del Parroco) alle ore 10 e quella di San Giovanni Battista spostata alle 13, Cesano di Roma è rimasta alle 16. La Comunità Cattolica Albanese di Casalotti e dintorni ancora non riparte nella Pastorale. La Comunità Cattolica Polacca di Ladispoli ha dovuto spostare la celebrazione delle 12 da Ladispoli alle 10 alla Cappella insieme ai Frati Minori di Padre Kolbe a Santa Severa, mentre quella di Passo Scuro è rimasta alle 9,30. La Comunità cattolica Polacca San Giovanni Paolo II° via Cassia La Giustiniana, non ha risentito di nessuna restrizione essendo autonoma: la Santa Messa domenica ore 7,30, giorni feriali 7,15; la sera ore 20,45 preghiera del Rosario e Santa Messa, il venerdì Via Crucis. La Comunità Polacca di Pian Del Sole (Ponte Galeria) è slittata alle 11,30. Per permettere la messa in italiano. La Comunità Cattolica Nigeriana di Ladispoli e Cesano, non hanno risentito dei cambiamenti, grazie al parroco. La santa Messa a Ladispoli alle ore 12,00 e a cesano alle ore 13,00. La Comunità Cattolica Slovacca Cattolica nel Collegio Slovacco Giustiniana, non ha risentito restrizioni essendo autonoma. La Santa Messa ore 7,00 tutti i giorni, la domenica anche in italiano ore 10,30 e il giovedì sera alle ore 20 Adorazione, Rosario e Via Crucis. La Comunità Cattolica Filippina di La Storta, ha dovuto spostare la Santa Messa delle ore 11,00 dalla Chiesa di San Giovanni Calabria a La Storta alla Parrocchia di San Pietro e Paolo all’Olgiata alle 15, grazie alla disponibilità del giovane Parroco. La Comunità Cattolica Srilankese ha dovuto spostare la Santa messa delle ore 11,00 dalla Cappella delle Suore di Nostra Signora del Sacro Cuore in Via Cassia 1826 nella Parrocchia Beata Maria Vergine Immacolata della Giustiniana. La Comunità Caldea Cattolica non ha risentito di nessuna restrizione alla ripartenza essendo autonoma. Ho partecipato ai convegni online della Fondazione Migrantes  facendo presente, insieme ai tanti direttori, delle difficoltà che avevamo tutti. Spero che le tante indicazioni che sono state date siano utili. Ora la nostra preoccupazione è non solo come ripartire con la pastorale dei Migranti, ma anche come celebrare la festa della giornata mondiale dei Migranti e Rifugiati che si svolgerà il 27 settembre. Eravamo tutti abituati a una grandissima festa insieme Italiani e Stranieri con i loro canti le loro Tradizioni religiose e culturali; dopo la celebrazione presieduta dal vescovo si svolgeva una grande agape fraterna condivisa con tutti i presenti. Al più presto ci incontreremo con tutti i Responsabili Sacerdoti e Laici per pensare insieme il da farsi. Speriamo che, sia nei prossimi incontri Nazionali Migrantes per i nuovi direttori e collaboratori che si svolgeranno a luglio e i primi di settembre, che da quelli Regionali vengano fuori delle buone idee pastorali. (Enzo Crialesi - Direttore Migrantes Porto Santa Rufina)

Migrantes Porto Santa Rufina: la ripresa delle celebrazioni delle comunità cattoliche straniere

21 Maggio 2020 - Porto Santa Rufina - In tutto questo tempo di chiusura delle celebrazioni eucaristiche, e di tutte le attività Pastorali, le comunità Migranti Cattoliche della Diocesi di Porto-Santa Rufina si sono adeguate alle nuove necessità e hanno organizzato le celebrazioni eucaristiche in lingua via web, giornalmente. Ora con la fase due di riapertura da domenica 24 maggio, per le condizioni previste dalle norme coronavirus si sono dovute rivedere alcuni orari per poter celebrare in condizioni di sicurezza. La comunità nigeriana riprende la celebrazione sia a Cesano che Ladispoli quasi con lo stesso orario ore 13 a Cesano alle 17,30 a Ladispoli. La comunità Romena ha diviso la celebrazione a Ladispoli; nella Parrocchia del Sacro Cuore alle ore 10 e nella Parrocchia di San Giovanni Battista alle 13; mentre a Cesano ha dovuto anticiparla alle ore 16. La Comunità Polacca di Ladispoli dobbiamo trovare un’altra Chiesa perché nella Chiesa di Santa Chiara non ci sono le condizioni; domenica 24 maggio celebreranno a Santa Severa dai Padri Polacchi e per la prossima stiamo cercando nella Parrocchia di San Francesco a Cerenova (Cerveteri). La Comunità Polacca di Pia del Sole (Ponte Galeria) inizierà di nuovo la celebrazione spostando la messa alle 11,30 per la sanificazione della Chiesa dopo la celebrazione della Comunità italiana delle 10. La Comunità Filippina non può più celebrare nella Chiesa di San Giovanni Calabria per mancanza di spazio e di una doppia uscita: stiamo concordando con il parroco della Parrocchia Santi Pietro e Paolo all’Olgiata per riuscire a celebrare alle ore 12,30 la domenica. Questo è un tempo di riflessione non solo per le comunità cattoliche italiane ma anche di quelle migranti. La fede di tutti, dopo questo stop, è più matura nel ripartire con la consapevolezza di quello che è mancato a tutti: la celebrazione Eucaristica, il rapporto con i fratelli di fede e le feste fatte con tutta la Comunità nella gioia. In questo tempo di stop è cresciuta la fraternità e la condivisione tra la Comunità Diocesana, le Parrocchie e le famiglie in difficoltà, sia italiane che migranti grazie alle iniziative messe in campo a diversi uffici diocesani e la Croce Rossa Italiana che hanno lavorato insieme con i volontari, per la distribuzione di generi alimentari, al pagamento di bollette e alla consegna dei buoni spesa a tutte le famiglie in difficoltà, per la mancanza del lavoro dovuto al blocco totale degli spostamenti. (Enzo Crialesi – Dir. Migrantes Porto-Santa Rufina)