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Migrantes Porto Santa Rufina: “non ospiti ma fratelli”

15 Settembre 2020 - Porto Santa Rufina - Doveva essere un semplice incontro organizzativo per preparare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata il 27 settembre. Ma, l’incontro dei giorni scorsi con i cappellani e i responsabili dei gruppi etnici cattolici di Porto–Santa Rufina è stato un momento di ascolto e dialogo con il vescovo Mons. Gino Reali e tra i partecipanti. Trattandosi di un pomeriggio lavorativo non tutti hanno potuto essere presenti, anche se chi non c’era ha inviato dei messaggi. C’erano sacerdoti e laici rappresentanti la Nigeria, lo SriLanka, la Romania, la Slovacchia e l’America latina, che conta soprattutto peruviani. Un veloce giro di saluti e di presentazione da parte del direttore Migrantes Enzo Crialesi e poi le congratulazioni a Fatima, dello SriLanka, appena laureatasi in neurobiologia, con l’augurio di trovare presto un impiego adeguato. Il vescovo ha condiviso la riflessione generale e quella dell’episcopato laziale, riunitosi da poco nella Conferenza episcopale regionale, precisando che la storia della Chiesa è fatta di presenza concreta nel tessuto della vita quotidiana, soprattutto accanto a chi più è nel bisogno. Ed ha ribadito una sua giustissima “idea fissa”: “se c’è un luogo dove non dovete sentirvi ‘ospiti’ questa è la Chiesa. Anche la famiglia di Gesù è stata una famiglia migrante, è necessario prendersi cura della famiglia, di ogni famiglia e soprattutto adoperarsi per una completa integrazione dei figli”. In questo il presule rileva l’apporto dei migranti, rispetto alla disgregazione della famiglia qui in occidente: “I nostri fratelli immigrati possono darci un esempio ed un aiuto per tenere alti i veri valori dell’unione familiare e dell’incontro fra generazioni. È una delle ricchezze che possono condividerci nella pratica dell’accoglienza, che è sempre un’esperienza di incontro reciproco. Io accolgo te, tu accogli me”. Poi il vescovo ha parlato della differenza che esiste fra fede e religione, di come le manifestazioni legate alla tradizione debbano sempre riscoprire di essere espressione di fede, ma di come anche sia bene partire da esse per seminare la gioia del Vangelo. E da qui ha raccontato del funerale celebrato poche giorni prima a Santa Marinella di padre Emanuele Mwanapenzi, sacerdote congolese vero testimone gioioso del Vangelo, che per una decina di anni è stato ospite della casa di riposo delle Suore benedettine del santo volto per cure che non poteva più ricevere nel suo Paese. È stato amato e ben voluto da tutti, tanto che al suo funerale sono stati presenti ben 40 sacerdoti e il vescovo della sua diocesi di origine, quella di Butembo–Beni (ove prima di ammalarsi era stato impegnato in ruoli di responsabilità, era stato anche vicario generale) ha scritto una bellissima lettera di ringraziamento al vescovo Reali per l’ospitalità e l’aiuto fraterno dato a padre Emanuele. Infine alcuni spunti riguardo alla programmazione della Giornata, che prevede l’eucaristia in Cattedrale alle 18.30 con la presenza dei soli rappresentanti delle comunità etniche cattoliche per il rispetto della misure anti–Covid 19. (Maria Grazia Pennisi – Migrantes diocesi Porto Santa Rufina)  

Migrantes Porto Santa Rufina: ripartono le celebrazioni etniche

12 Giugno 2020 - Porto Santa Rufina - Questa fase di ripartenza della pastorale Migrantes nella diocesi di Porto Santa Rufina  è stata un po' travagliata: la pastorale etnica che prevedeva in ogni Comunità, celebrazioni Eucaristiche, Catechesi per l’iniziazione Cristiana, processioni, Matrimoni, Pellegrinaggi ai Santuari, feste folcloristiche e altro, si è dovuta adattare alle disposizioni previste dai decreti, dalle disposizioni della Cei e dalle diocesi, interrompendo tutte le attività pastorali. Ora la Pastorale è ripartita con solo le celebrazioni eucaristiche con tante difficoltà adattandosi alle disposizioni non solo Diocesane ma anche di quelle Parrocchiali che per prima cosa hanno pensato alle celebrazioni dei Cattolici Italiani, per sopperire alla diminuzione del numero dei posti nelle Chiese, per il distanziamento dovuto nelle disposizioni, hanno aumentato il numero delle loro celebrazioni, qualche volta a discapito delle celebrazioni dei Migranti. Infatti la Comunità Cattolica Romena di Ladispoli che celebrava alla Parrocchia di San Giovanni, ha dovuto spostare la celebrazione delle 9,30, dividendola in due Parrocchie al Sacro Cuore di Gesù (grazie alla solidarietà del Parroco) alle ore 10 e quella di San Giovanni Battista spostata alle 13, Cesano di Roma è rimasta alle 16. La Comunità Cattolica Albanese di Casalotti e dintorni ancora non riparte nella Pastorale. La Comunità Cattolica Polacca di Ladispoli ha dovuto spostare la celebrazione delle 12 da Ladispoli alle 10 alla Cappella insieme ai Frati Minori di Padre Kolbe a Santa Severa, mentre quella di Passo Scuro è rimasta alle 9,30. La Comunità cattolica Polacca San Giovanni Paolo II° via Cassia La Giustiniana, non ha risentito di nessuna restrizione essendo autonoma: la Santa Messa domenica ore 7,30, giorni feriali 7,15; la sera ore 20,45 preghiera del Rosario e Santa Messa, il venerdì Via Crucis. La Comunità Polacca di Pian Del Sole (Ponte Galeria) è slittata alle 11,30. Per permettere la messa in italiano. La Comunità Cattolica Nigeriana di Ladispoli e Cesano, non hanno risentito dei cambiamenti, grazie al parroco. La santa Messa a Ladispoli alle ore 12,00 e a cesano alle ore 13,00. La Comunità Cattolica Slovacca Cattolica nel Collegio Slovacco Giustiniana, non ha risentito restrizioni essendo autonoma. La Santa Messa ore 7,00 tutti i giorni, la domenica anche in italiano ore 10,30 e il giovedì sera alle ore 20 Adorazione, Rosario e Via Crucis. La Comunità Cattolica Filippina di La Storta, ha dovuto spostare la Santa Messa delle ore 11,00 dalla Chiesa di San Giovanni Calabria a La Storta alla Parrocchia di San Pietro e Paolo all’Olgiata alle 15, grazie alla disponibilità del giovane Parroco. La Comunità Cattolica Srilankese ha dovuto spostare la Santa messa delle ore 11,00 dalla Cappella delle Suore di Nostra Signora del Sacro Cuore in Via Cassia 1826 nella Parrocchia Beata Maria Vergine Immacolata della Giustiniana. La Comunità Caldea Cattolica non ha risentito di nessuna restrizione alla ripartenza essendo autonoma. Ho partecipato ai convegni online della Fondazione Migrantes  facendo presente, insieme ai tanti direttori, delle difficoltà che avevamo tutti. Spero che le tante indicazioni che sono state date siano utili. Ora la nostra preoccupazione è non solo come ripartire con la pastorale dei Migranti, ma anche come celebrare la festa della giornata mondiale dei Migranti e Rifugiati che si svolgerà il 27 settembre. Eravamo tutti abituati a una grandissima festa insieme Italiani e Stranieri con i loro canti le loro Tradizioni religiose e culturali; dopo la celebrazione presieduta dal vescovo si svolgeva una grande agape fraterna condivisa con tutti i presenti. Al più presto ci incontreremo con tutti i Responsabili Sacerdoti e Laici per pensare insieme il da farsi. Speriamo che, sia nei prossimi incontri Nazionali Migrantes per i nuovi direttori e collaboratori che si svolgeranno a luglio e i primi di settembre, che da quelli Regionali vengano fuori delle buone idee pastorali. (Enzo Crialesi - Direttore Migrantes Porto Santa Rufina)

Migrantes Porto Santa Rufina: la ripresa delle celebrazioni delle comunità cattoliche straniere

21 Maggio 2020 - Porto Santa Rufina - In tutto questo tempo di chiusura delle celebrazioni eucaristiche, e di tutte le attività Pastorali, le comunità Migranti Cattoliche della Diocesi di Porto-Santa Rufina si sono adeguate alle nuove necessità e hanno organizzato le celebrazioni eucaristiche in lingua via web, giornalmente. Ora con la fase due di riapertura da domenica 24 maggio, per le condizioni previste dalle norme coronavirus si sono dovute rivedere alcuni orari per poter celebrare in condizioni di sicurezza. La comunità nigeriana riprende la celebrazione sia a Cesano che Ladispoli quasi con lo stesso orario ore 13 a Cesano alle 17,30 a Ladispoli. La comunità Romena ha diviso la celebrazione a Ladispoli; nella Parrocchia del Sacro Cuore alle ore 10 e nella Parrocchia di San Giovanni Battista alle 13; mentre a Cesano ha dovuto anticiparla alle ore 16. La Comunità Polacca di Ladispoli dobbiamo trovare un’altra Chiesa perché nella Chiesa di Santa Chiara non ci sono le condizioni; domenica 24 maggio celebreranno a Santa Severa dai Padri Polacchi e per la prossima stiamo cercando nella Parrocchia di San Francesco a Cerenova (Cerveteri). La Comunità Polacca di Pia del Sole (Ponte Galeria) inizierà di nuovo la celebrazione spostando la messa alle 11,30 per la sanificazione della Chiesa dopo la celebrazione della Comunità italiana delle 10. La Comunità Filippina non può più celebrare nella Chiesa di San Giovanni Calabria per mancanza di spazio e di una doppia uscita: stiamo concordando con il parroco della Parrocchia Santi Pietro e Paolo all’Olgiata per riuscire a celebrare alle ore 12,30 la domenica. Questo è un tempo di riflessione non solo per le comunità cattoliche italiane ma anche di quelle migranti. La fede di tutti, dopo questo stop, è più matura nel ripartire con la consapevolezza di quello che è mancato a tutti: la celebrazione Eucaristica, il rapporto con i fratelli di fede e le feste fatte con tutta la Comunità nella gioia. In questo tempo di stop è cresciuta la fraternità e la condivisione tra la Comunità Diocesana, le Parrocchie e le famiglie in difficoltà, sia italiane che migranti grazie alle iniziative messe in campo a diversi uffici diocesani e la Croce Rossa Italiana che hanno lavorato insieme con i volontari, per la distribuzione di generi alimentari, al pagamento di bollette e alla consegna dei buoni spesa a tutte le famiglie in difficoltà, per la mancanza del lavoro dovuto al blocco totale degli spostamenti. (Enzo Crialesi – Dir. Migrantes Porto-Santa Rufina)