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GMMR: il Piemonte e la Valle d’Aosta nel solco dei «santi sociali»

10 Settembre 2020 -

Torino - Non è casuale che la Fondazione Migrantes abbia scelto le diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta come sedi principali per la celebrazione italiana della 106ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, in programma il 27 settembre. Nella Cattedrale di Torino in diretta su Rai 1 alle 11 monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e amministratore apostolico di Susa, presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata, che il Papa nel suo messaggio diffuso il 13 maggio ha intitolato “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire: accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”. "La scelta delle diocesi subalpine da sempre terre d’immigrazione – ha sottolineato ieri Sergio Durando, direttore dell’Ufficio pastorale migranti di Torino e coordinatore Migrantes del Piemonte – ci sprona ad andare avanti nel solco dei santi sociali come don Bosco e Murialdo che accoglievano i contadini e i giovani dalle campagne, dell’emigrazione dal Sud Italia nel Dopoguerra ed ora delle nuove migrazioni dal Sud del mondo e dai Paesi in guerra". Oggi infatti Torino e le diocesi del Piemonte – aggiunge Durando – "con 429.375 stranieri (il 50% nel capoluogo, con età media 30-39 anni) sono la quinta regione d’Italia con provenienze da 172 paesi diversi e 12 comunità etniche molto numerose". "Presenze e bisogni – ha ribadito monsignor Nosiglia – che, grazie alle sollecitazioni di questa Giornata devono attraversare la coscienza e la vita delle nostre comunità per stimolare la ricerca di vie e impegni concreti di accoglienza e solidarietà verso tutti gli immigrati e gli sfollati presenti nel nostro territorio: una realtà importante che nel mondo coinvolge 50 milioni di persone, compresi i nostri connazionali sfollati ad esempio dai recenti terremoti". "Far leva sull’allarmismo e sull’invasione, come già è avvenuto in passato – ha aggiunto Nosiglia – non aiuta ad affrontare seriamente il problema ma suscita solo paura e timore che, collegato al coronavirus, suscita ancora di più rifiuti e scelte drastiche che nulla hanno a che vedere con l’accoglienza delle persone ma ne fanno dei capri espiatori di ben altre situazioni». Dal canto suo monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti, incaricato regionale Migrantes della Conferenza episcopale del Piemonte e della Valle d’Aosta con un passato da fidei donum in Kenya, ribadendo che occorre un cambiamento di mentalità nel considerare gli stranieri "non come capo espiratorio di tutti i nostri problemi ma come risorsa" (in Italia sono 52 mila gli imprenditori immigrati) ha presentato il documento che il coordinamento Migrantes di Piemonte e Valle d’Aosta "terra di santi sociali che hanno saputo rispondere alle sollecitazioni del loro tempo tra cui l’immigrazione" diffonderà in occasione della Giornata. È intitolato “Mi avete ospitato”. "Il motivo per cui la comunità cristiana in primis non può sottrarsi all’accoglienza – ha aggiunto Prastaro – sta nelle parole di Gesù: 'Ero forestiero e mi avete ospitato'". 

In preparazione alla Giornata, la Fondazione Migrantes ha promosso nei giorni scorsi a Villa Lascaris di Pianezza (Torino) il Corso di Alta formazione sulle sfide dell’emigrazione. Ai lavori, presieduti dal direttore generale della Fondazione don Giovanni De Robertis, hanno partecipato 60 tra direttori della Pastorale migranti delle diocesi della Penisola e collaboratori laici. Tra i relatori, l’inviato di Avvenire, Nello Scavo. Fitto il calendario degli appuntamenti piemontesi di qui al 27 settembre: da spettacoli e presentazioni di libri e mostre, ai cineforum, al Meeting tra giovani italiani e immigrati sul messaggio del Papa, sabato 12 settembre dalle 14 alle 18, (in via Cottolengo 24/a). I giovani, su un testo raccolto da Marco Laruffa e musicato da fratel Ettore Moscatelli, hanno anche composto l’inno della Giornata che verrà inviata a papa Francesco. La stessa composizione, il calendario completo della Giornata e il messaggio del Coordinamento Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta si trovano sul sito www.migrantitorino.it. (Marina Lomunno - Avvenire)

Migrantes Piemonte-Valle d’Aosta: costruire una Chiesa e una società che siano capaci di leggere i segni dei tempi

9 Settembre 2020 - Torino - Le Migrantes del Piemonte e Valle D’Aosta sono “impegnate a costruire una Chiesa e una società che siano capaci di leggere i segni dei tempi e di posizionarsi sulla soglia, attenti ai cambiamenti e pronti ad aprire la loro porta”. Lo scrive in una nota il Coordinamento regionale degli uffici Migrantes delle diocesi delle due regioni che si si appresta a vivere, nelle sue diciassette diocesi, la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato con un intenso programma di iniziative che culminerà con la celebrazione a livello nazionale della Giornata il 27 settembre nel Duomo di Torino, con la S. Messa che sarà trasmessa in diretta su RAI 1, alle ore 11 presieduta dal presidente della Conferenza Episcopale regionale. Mons. Cesare Nosiglia. La scelta di celebrare a livello nazionale la 106° Giornata dedicata al Migrante e Rifugiato proprio nelle diocesi piemontesi e della Valle d’Aosta è motivo di “gioia e riconoscenza al Signore”, si legge nel testo – presentato questa mattina - dove si ricorda che il Piemonte è riconosciuto come “terra dei Santi sociali”, figure che in periodi diversi hanno avuto “la grande capacità di leggere i segni dei tempi e di essere solleciti nel rispondere alle emergenze e ai bisogni del territorio. La loro storia e il loro carisma è presente tutt’oggi e ci sollecitano a esprimere alcune preoccupazioni, raccomandazioni e richieste che riguardano i nostri fratelli e sorelle arrivati da lontano”. Il Piemonte, pur non essendo una regione interessata dagli sbarchi, rappresenta però un territorio di passaggio perché al confine con la Francia (attraverso la Valle di Susa e non solo) e un luogo di grande concentrazione stagionale di manodopera straniera per la raccolta della frutta (saluzzese). Torino e le grandi città, poi, evidenziano “la scarsa capacità delle politiche di includere tutti coloro, giovani nativi o immigrati, che in questi anni hanno sostenuto la crescita economica, ma che hanno al contempo maggiormente patito le difficoltà indotte dalla crisi e, negli ultimi mesi, dalla pandemia. Per i migranti, in particolare, la pandemia – scrivono gli uffici diocesani Migrantes -  ha rappresentato il passaggio dalla sovraesposizione mediatica e politica alla scomparsa dalla cronaca, per poi ritornare, con la ripresa degli sbarchi in Italia, a occupare la scena dipinti come ‘untori’ o ‘balordi’”. Il coordinamento Migrantes ritiene che “tra speranze e difficoltà il nostro futuro non possa prescindere dal pensare a un modello di società più giusto e inclusivo per tutti”. La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato l’occasione per evidenziare ancora una volta quanto “sia necessario continuare a fare perché i migranti, forzati e non, siano riconosciuti come portatori di doni e talenti oltre che di diritti e dignità. Noi credenti – scrivono – non possiamo che partire dalle parole di Gesù nel Vangelo di Matteo (25,35) ‘…Ero forestiero mi avete ospitato’”. Per questo roicordano “il grido dei 50 milioni di sfollati interni sparsi nel mondo” ricordati da papa Francesco nel messaggio per la Giornata:  “non possiamo dimenticare che anche in Italia ci sono degli sfollati che ancora attendono che le promesse di cura diventino fatti concreti; pensiamo, ad esempio, alle persone sfollate e ancora in abitazioni precarie nelle zone terremotate”. Le diocesi piemontesi e valdostane richiamano l’attenzione sugli “invisibili e i precari, perché escano da condizioni che li espongono a ricatti, sfruttamento ed emarginazione sociale” ed auspicano “una nuova politica sociale e del lavoro, che abbia una rinnovata visione sulla libera circolazione delle persone nei nostri territori e sulla presenza di stranieri” e che “finalmente si superi il binomio permesso di soggiorno-lavoro. L’Italia nel 2020 ha nuovamente risposto con lo strumento della sanatoria alla necessità di regolarizzazione di migranti irregolari sul territorio, spinta dal bisogno occupazionale di alcuni settori produttivi. Il messaggio che passa ai cittadini segue ancora la stessa narrazione di sempre: riconosciamo i migranti solo quando ne abbiamo estrema necessità, sicuramente non spinti da un sentimento di giustizia sociale”. Le Migrantes diocesane chiedono “il superamento dei Decreti sicurezza ancora in vigore” ed evidenziano l’urgenza del “riconoscimento della cittadinanza almeno a chi è nato o è arrivato da giovane in Italia, vi risiede stabilmente e ha completato un ciclo di studi nel nostro Paese”.

Raffaele Iaria

 

GMRR: oggi la presenzazione delle iniziative nella regione del Piemonte e Valle d’Aosta

9 Settembre 2020 -
Torino - Saranno presentate questa mattina a Torino le iniziative per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che vedrà, in Italia, al centro la regione ecclesiastica Piemonte e Valle d'Aosta, scelta dalla Commissione Episcopale per le Migrazioni e dalla Fondazione Migrantes.
Alla conferenza stampa parteciperanno l'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, il vescovo di Asti e incaricato regionale Migrantes della Conferenza episcopale di Piemonte/Valle d'Aosta (CEP), mons. Marco Prastaro, e il direttore della Migrantes di Torino, Sergio Durando.
Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata sul tema “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”, sarà presentato da mons. Nosuglia mentre mons. Pastaro presenterà il messaggio del Coordinamento Migrantes di Piemonte e Valle d'Aosta, composto da 17 diocesi, dal titolo "'...mi avete ospitato'. La Migrantes regionale per un modello di società più giusto e inclusivo per tutti".
Oltre alla Santa Messa di domenica 27 settembre in diretta Rai dal Duomo di Torino, Sergio Durando illustrerà il ricco programma di eventi che si terranno nel mese di settembre in tutta la regione, e in particolare nel capoluogo. Inoltre sarà presentato l'Inno ufficiale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2020, composto a Torino da un gruppo di giovani musicisti volontari della Migrantes e un documento del Coordinamento Migrantes regionale.
R.Iaria