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Loreto : il pellegrinaggio dei migranti delle Marche

8 Ottobre 2019 - Loreto - Aziz, musulmano, venuto da Amandola, teneva la bandiera arancione di cinque metri che apriva il corteo con un orgoglio e una fierezza che trasparivano dagli occhi. Vi era scritto “Pellegrinaggio dei migranti delle Marche. Anche noi da Maria” Passava, così, per il corso principale di Loreto, nel pomeriggio di domenica 6 ottobre, un folto gruppo variopinto di polacchi, di nigeriani, di ucraini, di romeni, di latinoamericani, e di indiani da Jesi, Macerata, Fano, Senigallia, Ancona…  A Porta Romana, la sorpresa di un incoraggiante benvenuto del sindaco Paolo Niccoletti : “Sentitevi a casa nella città della casa di Maria ! Siate a vostro agio nella nostra terra”. Calorose e tonificanti anche le parole di accoglienza dell’arcivescovo mons. Fabio Dal Cin.  Ma l’accoglienza più bella e straordinaria è stata una basilica stracolma di fedeli, perfino negli angoli più riposti delle navate, all’eucarestia delle ore 17.00. Un’assemblea attentissima e ammirata per i loro canti, i loro tamburi, le letture nella loro lingua, le bandiere di ogni colore, la loro fede , il loro coraggio di vivere. Un applauso finale ai migranti delle Marche ha salutato, in fondo, tutto questo. Senza dire del messaggio toccante del vescovo mons. Giuseppe Orlandoni, che ricordava con commozione al cuore di ognuno dei presenti le parole stesse del Signore nel vangelo di Matteo : “Non abbiate paura! Sono io che avete accolto, in ogni straniero accolto”. All’uscita, un enorme pane benedetto di vari chili, portato dalle donne nigeriane, veniva preso d’assalto, come a Milano quella volta di manzoniana memoria.  Era il pane della fraternità. Ad ognuno veniva distribuita anche l’immagine della Vergine di Loreto, con le parole più belle di Papa Francesco nell’isola di Lesbo : “Come un'unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa. Là dove ogni lacrima sarà asciugata, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio”. Un momento conviviale e gastronomico chiudeva la serata, sulle note di fisarmonica dei migliori allievi, quasi tutti undicenni, giovanissimi talenti della scuola Soprani di Castelfidardo. Splendido omaggio all’Italia di domani. Plurale e multicolore. Come un’inedita sinfonia. (Renato Zilio - Migrantes Marche)

Loreto: domenica il pellegrinaggio dei migranti “marchigiani”

3 Ottobre 2019 - Loreto - Un pellegrinaggio di un popolo variopinto di indiani, ucraini, latino-americani, nigeriani e romeni vestiti a festa con costumi e bandiere, denominato "Pellegrinaggio marchigiano dei migranti. Anche noi da Maria". Questa la scritta, a grandi caratteri, su un lunghissimo drappo arancione, che aprirà il corteo, domenica 6 ottobre (nel pomeriggio) con più di 300 pellegrini previsti a Loreto. È il loro incontro annuale con il santuario mariano, provenendo da tutte le Marche. Non mancherà il saluto di benvenuto del sindaco, Paolo Niccoletti e dell' arcivescovo Mons. Fabio Dal Cin. Portano con orgoglio la loro fede. Ma anche la loro identità, la loro originalità di uomini e donne venuti da altri orizzonti, per vivere nelle nostre Marche e farle vivere con il loro lavoro e dinamismo. Il vescovo emerito di Senigallia, Mons. Giuseppe Orlandoni, accompagna ogni anno questo pellegrinaggio multicolore. Segno concreto di una Chiesa, cioè di un popolo di Dio in cammino verso la nuova “terra promessa”. Sì, la fratellanza tra uomini, culture e lingue differenti. Commovente, come sempre, il loro passaggio nella santa Casa. Per ricordare, poi, nella celebrazione, tra canti e letture nelle diverse lingue, quanto Maria incoraggia il loro camminare, il loro “andare avanti”. La vita di un migrante è sempre una lotta e una danza, allo stesso tempo. Qualcosa di duro, ma anche di grande, che apre la mente e il cuore. Una processione di bambini accompagnati dai genitori, alla fine, riceverà una benedizione speciale dal Vescovo: piccoli volti, dai tratti somatici di ogni continente, l'Italia di domani. Un momento fraterno, festivo e conviviale, tra cibi orientali, latinoamericani e africani concluderà nei locali della Prelatura la giornata. Quasi un simbolo - a tavola - della società integrata che si vuole costruire insieme. Sotto lo sguardo di Maria. (p. Renato Zilio - Migrantes Marche)