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Migrantes Genova: “voler bene al nostro territorio parte dal non fare sentire più nessuno straniero”

11 Settembre 2020 - Genova – “Dopo il responsabile ripensamento della Prefettura di Genova affinché l'accoglienza dei richiedenti asilo potesse essere una vera opportunità, anziché la gestione di un problema, la Chiesa genovese presenterà un progetto che parte dalle intuizioni di Papa Francesco”. Così Mons. Giacomo Martino, direttore dell'Ufficio Migrantes della diocesi di Genova, in merito alla situazione legata all'accoglienza dei richiedenti asilo. “L'odierna situazione dei richiedenti asilo presenta una criticità dovuta alla visione semplicemente alloggiativa e assistenziale aggravatasi dall'ultimo decreto governativo sulla sicurezza", afferma il sacerdote genovese in un editoriale pubblicato dal settimanale cattolico di Genova, "Il Cittadino". A causa delle attuali normative, “molte persone, uomini, donne e figli, usciti alla fine del percorso di emergenza delle nostre realtà non hanno più potuto accedere, come prima, ai percorsi integrativi dello Sprar (ora Siproimi), che aiutavano un inserimento abitativo e lavorativo quanti avevano avuto il permesso”. La situazione, dice il sacerdote, è diventata via via sempre più difficile perché “la stragrande maggioranza di quanti erano ospitati nelle nostre case genovesi, non avendo ricevuto i documenti perché è stato cancellato il permesso per 'motivi umanitari', sono diventati dei senzatetto che vagano per le strade, anche in questo momento di rischio di contagio, senza trovare un letto per dormire, senza documenti per lavorare e quindi, spesso, nelle mani di chi li sfrutta illegalmente per dare loro il minimo per la sopravvivenza. Senza documenti, però, non si può affittare una casa, avere un contratto di lavoro, pagare le tasse e davvero non si potrà mai integrarsi vivendo sempre come una minoranza sfruttata, legata al disagio economico e al colore della pelle e al Paese di provenienza". A tutto questo, vuol provare a rispondere la Chiesa genovese con un progetto "che parte dalla persona e dalla relazione di amicizia, con tante idee e cose concrete, con suggerimenti e innovazioni, ma senza mai prescindere dalle persone" perché "volere bene al nostro territorio, alla nostra città, al nostro quartiere parte proprio dal non fare sentire più nessuno straniero".

Migrantes Genova: “la nostra Chiesa accoglie”

26 Agosto 2020 - Genova - “La Chiesa che è in Genova, comunque, accoglie!”. Lo spiega l’arcivescovo di Genova, mons. Marco Tasca in occasione del nuovo Bando di Gara della Prefettura di Genova, per rinnovare le attuali accoglienze dei richiedenti asilo. La diocesi di Genova “parte inequivocabilmente dal Vangelo”. Papa Francesco nel messaggio della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre scrive: “Quasi ogni giorno la televisione e i giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, alla ricerca di una vita dignitosa. Si tratta di una sfida pastorale alla quale siamo chiamati a rispondere con i quattro verbi che ho indicato: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. L’accoglienza “non è, dunque, quella del mero affittacamere, ma è un’esperienza che parte dal cuore di chi ha compreso che è necessario condividere”, spiega il direttore Migrantes di Genova, mons. Giacomo Martino aggiungendo che il Decreto Sicurezza del 14 giugno 2019, oggi in parte già bocciato e ancora in revisione alla Corte Costituzionale, aveva negato, tra le varie restrizioni, anche il permesso di soggiorno per motivi umanitari con conseguenze disastrose sui progetti di integrazione per i richiedenti asilo. I più sono, quindi, finiti nelle strade senza documenti. “Il Comune di Genova, avendo compreso che i fenomeni se non sono gestiti diventano davvero dei problemi – spiega mons. Martino - aveva fatto, coerentemente, richiesta di aumentare i numeri di accoglienza dello Sprar (ora Siproimi). Questo progetto di accoglienza con i Comuni supera quello dei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) e ha ottenuto ottimi risultati di integrazione lavorativa e sociale sul nostro territorio. La richiesta del Comune al Ministero era, poi, caduta nel nulla”. Quelo che rammarica, secodo il direttore Migrantes di Genova è che “nonostante la circolare del Ministero degli Interni del 4 febbraio del 2020 ravvisasse tutta una serie di problematiche che, dal Decreto Sicurezza, hanno reso le accoglienze più difficili e i territori più insicuri, molte Prefetture non abbiano recepito i molteplici correttivi insistentemente suggeriti dal Ministero stesso. Oggi, l’attuale Bando di Gara a Genova appare uno strumento meramente assistenziale e limitatamente abitativo. Le altre realtà di accoglienza in città non assicurano di offrire i posti necessari”. La Circolare Ministeriale offriva “molte indicazioni” su correttivi da applicare al bando, prima e dopo, inclusa, in ultimo, anche l’opportunità di “valutare la revoca del bando in autotutela onde procedere a rimodularlo nel senso sopra indicato e, quindi, a pubblicarlo nuovamente”. Papa Francesco dice che “la pandemia ci ha ricordato come siamo tutti sulla stessa barca. Ritrovarci ad avere preoccupazioni e timori comuni ci ha dimostrato ancora una volta che nessuno si salva da solo”, quasi a sottolineare – aggiunge il sacerdote - che “il rischio del contagio da parte dei migranti si risolve semplicemente controllando, isolando e curando chi sta male. Come per tutti!”. “La Chiesa genovese accoglie. Parteciperà conscia – concòlude il direttore Migrantes - delle gravi restrizioni concesse pur in questo periodo di grave emergenza impegnando anche le sue risorse per la Carità”. È una risposta consapevole e generosa in linea con l’ultimo Angelus del 23 agosto in cui il Papa “ci incoraggia” rammentandoci che: “Il Signore ci chiederà conto di tutti i migranti caduti nei viaggi della speranza. Sono stati vittime della cultura dello scarto”.

Raffaele Iaria

“Morire di Speranza”: veglie di preghiera a Genova e Trieste

22 Giugno 2020 - Roma - Sono tante le diocesi dove in questi giorni vengono ricordati coloro che sono morti nei viaggi verso l’Europa. Questa sera a Genova sarà il card. Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze  Episcopali d’Europa a presiedere, nella Basilica della Santissima Annunziata, una veglia di preghiera dal titolo “Morire di Speranza”. A promuoverla la  Comunità di Sant’Egidio di Genova, l’Ufficio Migrantes diocesano, la Fondazione Auxilium e il Ceis. Alla preghiera, trasmessa in streaming sul canale YouTube della Comunità di Sant’Egidio Liguria, parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare. Veglia di preghiera, sempre questa sera, anche a Trieste  presso la chiesa di San Giuseppe. A Presiederla don Francesco Bigatti, presidente della Commissione diocesana Migrantes.

R.Iaria

 

Migrantes Genova: Messa con il card. Bagnasco per la GMMR

29 Settembre 2019 - Genova - Santa Messa in Cattedrale San Lorenzo a Genova oggi pomeriggio alle 16,20 presieduta dal cardinale  Angelo Bagnasco in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra oggi.  Il tema del messaggio di Papa Francesco per quest'anno è: "non si tratta solo di migranti" . Il Papa, alla luce del Vangelo , ci ricorda che si tratta anzitutto delle nostre paure, della nostra capacità di accogliere, nel nostro saper trovare e aiutare l'ultimo nella nostra vita, dell'imparare a servire gli ultimi, del non fare differenza tra persone per il loro stato sociale o economico. “È vero non si tratta solo di migranti Ma in questi giorni e si sono l'emblema degli ultimi e dei poveri della terra”, sottolinea una novità dell’Ufficio Migrantes di Genova presieduto da mons. Giacomo Martino: “il Papa ci indica come negli ultimi e verso gli ultimi noi siamo capaci di dare il meglio di noi stessi. Sono gli ultimi che ci danno la chiave di interpretazione della nostra vita e ci fanno capire che le fortune che abbiamo vanno condivise con l'intera umanità sofferente”. Alla celebrazione parteciperanno tutti i residenti di Genova rappresentanti dei popoli della terra con i loro vestiti tradizionali e le bandiere delle loro Nazioni per “esaltare la bellezza della diversità che non è differenza”. Inoltre saranno presenti le massime autorità della città.