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Migrantes Campania: è “necessario” e “non più rinviabile” il processo di integrazione, unica strada che porta alla pacifica  convivenza

27 Giugno 2020 - Napoli - Oggi la comunità di Mondragone "sperimenta la difficoltà della convivenza tra persone di diversa etnia ma soprattutto tra persone in difficoltà". Lo scrivono, oggi, in una nota, il vescovo delegato Migrantes della Campania, mons. Antonio De Luca e il direttore regionale Antonio Bonifacio. Nella nota, pervenuta a www.migrantesonline.it,  la Migrante campana esprime "vicinanza alla comunità di Mondragone e sostegno alla diocesi di Sessa Aurunca, da sempre impegnata nel dialogo e nell’impegno sociale", ed auspicano che  questo "particolare momento di tensione sia lo sprono e lo spunto per iniziare quel percorso, necessario e non più rinviabile,  di integrazione, unica strada che porta alla pacifica  convivenza e partecipazione responsabile, senza distinzioni di etnia, provenienza, cultura, nell’interesse comune di vivere in maniera sana il proprio territorio, contrastando i 'portatori di odio e contrapposizione' che nell’attuale situazione alimentano interessi ingiusti e malsani". Nella nota mons. De Luca e Antonio Bonifacio sottolineano che quanto sta accadendo in queste ore a Mondragone, "ci spinge a riflettere sulle parole pronunciate da Papa Francesco in Piazza San Pietro il 27 marzo 2020: 'Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”'.  La pandemia ha colpito tutti i territori, "alcuni già complessi e martoriati da sfruttamento, caporalato, inquinamento ambientale, assenza di servizi e mancata integrazione".

R.Iaria

Mons. De Luca: “conoscere e aiutare a conoscere realmente il fenomeno delle migrazioni”

29 Gennaio 2020 -

Napoli - “Conoscere e aiutare a conoscere realmente il fenomeno delle migrazioni. Non aiutano l’oceano delle fake news (notizie false) e dell’hate speech (discorsi d’odio), una strategia da slogan diffamatori e fuorvianti”. Lo scrive il vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Campana, mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro in un articolo che presenta l’incontro di oggi a Salerno  per la presentazione del XXVIII Rapporto immigrazione 2018-2019 redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Il Rapporto è “uno strumento di conoscenza e si pone nel solco di una collaudata logica di un corretto processo informativo, eticamente rispettoso, e scientificamente pensato, al quale fare riferimento per attingere contenuti e dati”. Anche la presentazione del Rapporto sul territorio nazionale, in collaborazione con i centri scolatici, accademici, culturali e pastorali, è il “tentativo di entrare in rete nella problematica migratoria, con la prospettiva interdisciplinare che tocca l’ambito culturale, sociale, economico e culturale. Si parla - scrive il vescovo - di “invasione, di islamizzazione, di lavoro sottratto agli italiani, di diffusa delinquenza, finanche di emergenza contagio sanitario. Programmazioni radiofoniche e televisive, il mondo dei social, scontri verbali e litigi tra quanti sono sedotti da una informazione biecamente manipolata. Le persone migranti - spiega mons. De Luca - sono la causa di tutti i mali! Il clima sociale ne risente in rapporto alla serena convivenza ma anche il civile dibattito che potrebbe invece determinare aperture umane e culturali improcrastinabili, si inaridisce nelle secche astratte ed infeconde delle ideologie. I temi dei respingimenti, della chiusura dei porti, dei blocchi navali, aizzano un insano amor patrio che invece ha i connotati razzisti dettati da una mancata conoscenza del problema ed un’alterata percezione della realtà. Prima noi e poi loro, aiutiamoli a casa loro, è il grido di chi vuole gestire le persone migranti facendo credere ad una emergenza e ad un bisogno di sicurezza. Spiagge sicure, coste protette, fronte navale, sono componenti che distraggono dalla complessità del problema e non alimenta le giuste prospettive”.

Al di là dell’integrazione “c’è solo lo scontro, il conflitto e la guerra. Non sono le navi bloccate nel mare che scoraggiano le partenze ma sono le politiche di sviluppo, di solidarietà e di crescita che aiutano un popolo. Una legislazione che prevede la chiusura dei confini, che non è invece attenta alla migrazione regolata, selezionata e accompagnata sta alimentando un traffico irregolare e illecito dalle proporzioni economiche incontrollabile ed enormemente vantaggioso e persino più conveniente del traffico di stupefacenti. In tal senso - spiega il presule delegato MIgrantes della Campania - i corridoi umanitari sono una geniale idea italiana, preso a modello, speriamo anche da altri paesi d’Europa. Tuttavia forse abbiamo fatto molta accoglienza e poca integrazione”. Serve “una visione, ed è ciò che oggi manca alla politica, all’ economia, allo sviluppo, siamo troppo chiusi nella gestione di un presente contingente, stentiamo a valicare le paludose e miopi circostanze di un’immanenza che ci inchioda sulle ovvietà e ci esaurisce nei luoghi comuni. La visione richiesta dalle problematiche legate alle migrazioni non può che consistere in una lotta per la fratellanza universale, aperta alla multiculturalità, alla mobilità e all’accoglienza”. (R.I.)