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Migrantes Campania: costruire il futuro con i migranti e i rifugiati

8 Agosto 2022 - Napoli - Il giorno 01 agosto 2022 al porto di Salerno è attraccata la nave Ocean Wiking che portava in salvo 387 migranti soccorsi nel mar Mediterraneo e provenienti da diversi paesi : Mali, Costa d’Avorio, Nigeria, Eritrea, Egitto, Bangladesh, Gambia, ecc.., terre tormentate da violenza e miseria che, è sotto i nostri occhi, aumentano più che diminuire, complici le crisi internazionali legate anche alla guerra in Ucraina e che ci chiedono di essere pronti a rendere disponibili porti sicuri per poi procedere ad una immediata e attenta gestione degli arrivi sul nostro territorio. La procedura di sbarco e di prima accoglienza ha visto impegnate le diverse istituzioni, l’associazionismo e diverse Caritas diocesane per il ristoro ed i beni di prima necessità. Si è messa in moto una grande macchina di accoglienza che ha permesso di collocare i numerosi fratelli e sorelle migranti in diversi centri di accoglienza nella nostra regione. Dall’incontro con i fratelli arrivati, dai loro sguardi, dalle loro storie emerge fin da subito la necessità di impegnarci con costanza ed attenzione : all’ACCOGLIENZA, intesa come ferma volontà di incontro, di ascolto, di conoscenza, di superamento delle paure reciproche all’ACCOMPAGNAMENTO nella quotidianità della vita in un paese nuovo, diverso per tradizioni, cultura, storia dal loro paese di origine e di partenza all’INTEGRAZIONE nei percorsi di inserimento umano, sociale, scolastico, lavorativo. attraverso la PROMOZIONE del valore della PERSONA ed alla centralità del SOGNO che ha visto questi nostri fratelli partire dalle loro terre di origine nella ricerca di una vita migliore, lontana da guerre, da carestie, da crisi ambientali o difficoltà di vita e nella speranza di aiutare nella terra natia i propri cari. Fare nostra la loro domanda di pace e di speranza aiuterà anche noi a costruire un futuro migliore per tutti. Accanto alle risposte, concrete e corrette, ai bisogni primari a carico dei diversi interlocutori, l’impegno costante che ci vedrà impegnati sarà il “camminare accanto” anche per la CURA di tutti gli aspetti della loro vita, come ad esempio nel curare i legami con affetti lasciati, nel curare la spiritualità e la fede professata Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione. (Papa Francesco – Messaggio per la GMMR 2022) Il Vescovo delegato Migrantes - Mons. Giuseppe Mazzafaro Il coordinatore Migrantes Campania - Antonio Bonifacio

Migrantes Campania: è “necessario” e “non più rinviabile” il processo di integrazione, unica strada che porta alla pacifica  convivenza

27 Giugno 2020 - Napoli - Oggi la comunità di Mondragone "sperimenta la difficoltà della convivenza tra persone di diversa etnia ma soprattutto tra persone in difficoltà". Lo scrivono, oggi, in una nota, il vescovo delegato Migrantes della Campania, mons. Antonio De Luca e il direttore regionale Antonio Bonifacio. Nella nota, pervenuta a www.migrantesonline.it,  la Migrante campana esprime "vicinanza alla comunità di Mondragone e sostegno alla diocesi di Sessa Aurunca, da sempre impegnata nel dialogo e nell’impegno sociale", ed auspicano che  questo "particolare momento di tensione sia lo sprono e lo spunto per iniziare quel percorso, necessario e non più rinviabile,  di integrazione, unica strada che porta alla pacifica  convivenza e partecipazione responsabile, senza distinzioni di etnia, provenienza, cultura, nell’interesse comune di vivere in maniera sana il proprio territorio, contrastando i 'portatori di odio e contrapposizione' che nell’attuale situazione alimentano interessi ingiusti e malsani". Nella nota mons. De Luca e Antonio Bonifacio sottolineano che quanto sta accadendo in queste ore a Mondragone, "ci spinge a riflettere sulle parole pronunciate da Papa Francesco in Piazza San Pietro il 27 marzo 2020: 'Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”'.  La pandemia ha colpito tutti i territori, "alcuni già complessi e martoriati da sfruttamento, caporalato, inquinamento ambientale, assenza di servizi e mancata integrazione".

R.Iaria

Mons. De Luca: “conoscere e aiutare a conoscere realmente il fenomeno delle migrazioni”

29 Gennaio 2020 -

Napoli - “Conoscere e aiutare a conoscere realmente il fenomeno delle migrazioni. Non aiutano l’oceano delle fake news (notizie false) e dell’hate speech (discorsi d’odio), una strategia da slogan diffamatori e fuorvianti”. Lo scrive il vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Campana, mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro in un articolo che presenta l’incontro di oggi a Salerno  per la presentazione del XXVIII Rapporto immigrazione 2018-2019 redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Il Rapporto è “uno strumento di conoscenza e si pone nel solco di una collaudata logica di un corretto processo informativo, eticamente rispettoso, e scientificamente pensato, al quale fare riferimento per attingere contenuti e dati”. Anche la presentazione del Rapporto sul territorio nazionale, in collaborazione con i centri scolatici, accademici, culturali e pastorali, è il “tentativo di entrare in rete nella problematica migratoria, con la prospettiva interdisciplinare che tocca l’ambito culturale, sociale, economico e culturale. Si parla - scrive il vescovo - di “invasione, di islamizzazione, di lavoro sottratto agli italiani, di diffusa delinquenza, finanche di emergenza contagio sanitario. Programmazioni radiofoniche e televisive, il mondo dei social, scontri verbali e litigi tra quanti sono sedotti da una informazione biecamente manipolata. Le persone migranti - spiega mons. De Luca - sono la causa di tutti i mali! Il clima sociale ne risente in rapporto alla serena convivenza ma anche il civile dibattito che potrebbe invece determinare aperture umane e culturali improcrastinabili, si inaridisce nelle secche astratte ed infeconde delle ideologie. I temi dei respingimenti, della chiusura dei porti, dei blocchi navali, aizzano un insano amor patrio che invece ha i connotati razzisti dettati da una mancata conoscenza del problema ed un’alterata percezione della realtà. Prima noi e poi loro, aiutiamoli a casa loro, è il grido di chi vuole gestire le persone migranti facendo credere ad una emergenza e ad un bisogno di sicurezza. Spiagge sicure, coste protette, fronte navale, sono componenti che distraggono dalla complessità del problema e non alimenta le giuste prospettive”.

Al di là dell’integrazione “c’è solo lo scontro, il conflitto e la guerra. Non sono le navi bloccate nel mare che scoraggiano le partenze ma sono le politiche di sviluppo, di solidarietà e di crescita che aiutano un popolo. Una legislazione che prevede la chiusura dei confini, che non è invece attenta alla migrazione regolata, selezionata e accompagnata sta alimentando un traffico irregolare e illecito dalle proporzioni economiche incontrollabile ed enormemente vantaggioso e persino più conveniente del traffico di stupefacenti. In tal senso - spiega il presule delegato MIgrantes della Campania - i corridoi umanitari sono una geniale idea italiana, preso a modello, speriamo anche da altri paesi d’Europa. Tuttavia forse abbiamo fatto molta accoglienza e poca integrazione”. Serve “una visione, ed è ciò che oggi manca alla politica, all’ economia, allo sviluppo, siamo troppo chiusi nella gestione di un presente contingente, stentiamo a valicare le paludose e miopi circostanze di un’immanenza che ci inchioda sulle ovvietà e ci esaurisce nei luoghi comuni. La visione richiesta dalle problematiche legate alle migrazioni non può che consistere in una lotta per la fratellanza universale, aperta alla multiculturalità, alla mobilità e all’accoglienza”. (R.I.)