Tag: Migrantes Caltanissetta

Migrantes: una piazza dedicata a mons. Garsia a Caltanissetta

26 Giugno 2020 - Caltanissetta - Una piazza dedicata al vescovo Alfredo M. Garsia, per anni Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei per le Migrazioni. Sarà inaugurata lunedì, 29 giugno, Festa dei SS. Pietro e Paolo a Caltanissetta dal vescovo mons. Mario Russotto e dal sindaco della città, Roberto Gambino. L’area scelta è quella del cosiddetto Ponte Bloy a Caltanissetta che sarà denominato “Piazza Mons. Alfredo M. Garsia, VII Vescovo di Caltanissetta”. Il presule, infatti, ha guidato la diocesi dal 1974 al 2003 la diocesi siciliana e l’organismo pastorale della Cei dal 1995 al 2003. Sulla stessa area la sera del 9 maggio 1993, provenendo da Agrigento atterrò l'elicottero con papa Giovanni Paolo II, in Visita Apostolica a Caltanissetta, invitato da mons. Garsia che accolse il pontefice. Nello stesso luogo sostano circhi e giostre, realtà socio-pastorali di cui mons. Garsia si è preso cura per moltissimi anni.

R.Iaria

Migrantes Caltanissetta: casa in parrocchia per chi cerca asilo

23 Giugno 2020 - Caltanissetta - Casa Santa Barbara: nell’ex villaggio degli zolfatai di Caltanissetta è nato un progetto di accoglienza per giovani migranti richiedenti asilo, a cura di Migrantes, Caritas diocesana, parrocchia e suore dell’Uisg che operano in questa zona. Avviato in pieno lockdown, il progetto offre un segno di speranza mettendo in pratica quel "nessuno si salva da solo" pronunciato da papa Francesco nel deserto di piazza San Pietro la sera del 27 marzo. Una giovane coppia di sposi nigeriani e una bimba di sei mesi con un sorriso che conquista il cuore, sei giovani africani di Paesi non sempre amici tra loro (Nigeria, Mali e Camerun) che parlano lingue diverse e professano differenti religioni, hanno trovato accanto alla parrocchia Santa Barbara una casa in cui vivere dignitosamente, seguendo percorsi di formazione e lavoro per vivere l’integrazione, circondati dall’affetto solidale della comunità guidata da don Marco Paternò, giovane sacerdote che ha coinvolto intorno a loro tutto il villaggio. Due famiglie-tutor nissene accompagnano le persone immigrate promuovendo la loro autostima per recuperare lo sradicamento di chi ha dovuto abbandonare in un altro continente famiglia e affetti per tentare un futuro possibile a migliaia di chilometri. Mantenendo aperto il cuore tutto può succedere.(Fiorella Falci - Avvenire)

Circo Orfei: iniziano gli spettacoli. Il ringraziamento a Migrantes e alle associazioni che li hanno sostenuti in questo tempo di pandemia

18 Giugno 2020 - Caltanissetta – Spettacoli gratuiti per quanti si sono prodigati per aiutare e stare vicino al circo Orfei, fermo a causa delle normative dovute all’epidemia da Covid19 a Caltanissetta: Da stasera inizieranno – fino al 22 giugno - gli spettacoli del circo e coloro che ogni giorno chiedevano ai circensi se avevano bisogno di qualcosa e si prodigavano per aiutarli avranno un posto riservato e gratuito. Tra queste gli operatori Migrantes, Caritas, Protezione Civile, Cri, Coldiretti e tante persone della parrocchia dedicata a San Luca guidati dal parroco, don Alfonso Cammarata, assistente spirituale dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Caltanissetta diretto da Donatella d’Anna. “Finalmente ricominciamo a lavorare. E' stata - dice il responsabile del circo Marcello Marchetti - per tutti noi una esperienza terribile, che fortunatamente è stata attenuata dall'assistenza che ci è stata assicurata da quasi tutti i nisseni e da alcune associazioni”.

R.I.

Migrantes Caltanissetta: messa e pranzo con gli artisti del Circo

15 Giugno 2020 - Caltanissetta - “Il Signore ha posto la sua tenda in mezzo a noi, e noi siamo entrati e abbiamo condiviso il cibo come fratelli. In questo giorno in cui celebriamo la festa del corpus domini ci auguriamo che Gesù entrando nei nostri cuori trovi la stessa accoglienza che i nostri amici del circo hanno riservato a noi”. Così si legge in un post della Migrantes di Caltanissetta che ieri ha promosso una liturgia eucaristica con i circensi del Circo Sandra Orfei,  fermo da qualche mese nella città siciliana a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria. Dopo la celebrazione il pranzo sotto il tendone del circo che da 18 giugno inizierà i suoi spettacolo proprio dalla città siciliana con due spettacoli al giorno fino al 22 giugno: alle ore 19.00 e alle ore 21.15 nel rispetto delle misure anti-Covid19 come obbligo della mascherina, la distanza interpersonale, igienizzanti e distanza dei posti assegnati. “Varcare la soglia dello chapiteau e sedersi a tavola con la famiglia del circo – dice la direttrice dell’Ufficio Migrantes, Donatella d’Anna - è una esperienza indimenticabile. Sono felice e onorata. Grazie veramente di cuore a tutti gli amici del circo Sandra Orfei”. Nei giorni scorsi la direzione del circo ha voluto ringraziare coloro chi in questo periodo sono stati loro vicini. Tra questi l’ufficio Migrantes della diocesi di Caltanissetta guidato da Donatella d’Anna, il vescovo Mons. Mario Russotto e p. Alfonso Cammarata, assistente spirituale Migrantes.

Raffaele Iaria

Migrantes Casa S. Barbara: il cuore aperto al mondo nel tempo della pandemia

9 Giugno 2020 - Caltanissetta - Casa S. Barbara: è il luogo in cui si sta realizzando un progetto di accoglienza dei giovani migranti, rifugiati e richiedenti asilo, a cura dell’Ufficio Diocesano Migrantes, della Caritas Diocesana, della parrocchia S. Barbara e dell’UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) che opera a Caltanissetta dedicandosi all’integrazione dei migranti. Sei giovani, provenienti da tre diversi paesi dell’Africa (Nigeria, Mali e Camerun) che parlano lingue diverse e professano diverse religioni (un musulmano e cinque cattolici in questa fase), un nucleo familiare di due giovani nigeriani con una bimba di sei mesi, hanno trovato accanto alla parrocchia S. Barbara una casa in cui vivere dignitosamente, seguendo percorsi di formazione e di inserimento lavorativo per conquistare autonomia e vivere responsabilmente l’integrazione. Oltre ai volontari della Migrantes (coordinati da Donatella D’Anna) e all’appoggio della Caritas (guidata da Giuseppe Paruzzo), la parrocchia, storica presenza nel Villaggio S. Barbara costruito nel dopoguerra per ospitare i minatori dello zolfo alla periferia di Caltanissetta, oggi retta dal generoso giovane parroco Don Marco Paternò, segue con sollecitudine il percorso dei giovani rifugiati, curando la costruzione di rapporti virtuosi con la comunità parrocchiale. “Sono state coinvolte anche famiglie-tutor, che seguono i giovani come genitori, accompagnandoli nell’integrazione senza sostituirsi ad essi” dichiara Donatella D’Anna, direttrice dell’Ufficio Migrantes, promuovendo la loro autonomia con un rinforzo affettuoso di autostima che recuperi lo sradicamento di chi ha dovuto abbandonare in un altro continente famiglia ed affetti per tentare un futuro possibile a migliaia di chilometri lontano. La comunità ha cominciato a funzionare a Casa S. Barbara il 5 marzo, mentre partiva il lockdown per la pandemia, un segno di apertura nell’obbligo della chiusura, che anche in questa periferia della società sta tessendo i legami della solidarietà, mettendo in pratica quel “nessuno si salva da solo” pronunciato da Papa Francesco.    

Caltanissetta: una casa per migranti attiva da pochi giorni

21 Marzo 2020 - Caltanissetta - Casa Santa Barbara è un piccolo miracolo di accoglienza, che la Provvidenza ha da sempre sostenuto e ne sono oggi ancora più convinta. Un progetto nato da un bellissimo lavoro di squadra fra Migrantes, Caritas, UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) e la Parrocchia Santa Barbara di Caltanissetta. Eravamo alla ricerca di una sistemazione per uno studente del Mali, appena uscito dal centro di accoglienza. Si pensava ad una stanza in una canonica, in modo che il ragazzo non fosse solo e ci fosse una presa in carico da parte di una comunità parrocchiale, ma non trovavamo questo tipo di disponibilità. Contemporaneamente, un giovane parroco di un quartiere periferico di Caltanissetta, don Marco Paternò, ci fa sapere che vuole mettere a disposizione un grande appartamento accanto alla sua parrocchia, l’immobile era fino a qualche anno fa una casa per religiose e quindi è dotato di 5 stanze, tutte con bagno in camera. “Bellissimo, penso, ma non è quello che ci serve”, e così ci si interrogava in equipe su quale potesse essere la soluzione migliore sia per lo studente, ma anche per approfittare di questo grande gesto di generosità da parte di don Marco. Di lì a pochi giorni arriva una nuova richiesta: una giovane coppia della Nigeria ha appena avuto una bimba e la loro casa è così fatiscente che non può assolutamente accogliere la piccola neonata. Subito si è pensato a creare una sorta di casa condivisa, solo che eravamo un po’ titubanti all’idea di mettere insieme persone di diverse nazionalità e religioni. Poi, però ci siamo detti che questa era veramente una sfida di integrazione nell’integrazione e così abbiamo proposto ai ragazzi questa avventura, che hanno accettato subito con entusiasmo. Si sono poi aggiunti anche un altro ragazzo della Nigeria e uno del Camerun. In attesa di entrare nella nuova casa, abbiamo predisposto per ciascuno di loro degli alloggi temporanei, alcuni un po’ improvvisati. Ci stavamo adoperando per l’allestimento e le pulizie dell’appartamento, quando ci arriva la notizia che la famiglia della Nigeria doveva lasciare in 24 ore il luogo dove era sistemata provvisoriamente. Da quel momento è stata tutta una corsa, per i volontari, il parroco e i membri dell’equipe, tutti mobilitati per consegnare la casa in 24 ore, perfettamente pulita e funzionante, con tanto di spesa fatta. Tutto è stato fatto con amore e attenzione, ma con tempi strettissimi. Era il 5 marzo quando i ragazzi sono entrati ufficialmente nella casa. Come si sa in quei giorni la situazione in Italia è cambiata in modo repentino e anche i ragazzi si sono dovuti adeguare alle nuove disposizioni governative. Purtroppo, tranne il parroco, che ogni giorno verifica che tutto sia ok per gli ospiti della casa, noi seguiamo i ragazzi a distanza, solo saltuariamente e se strettamente necessario portiamo un po’ di spesa. Questo, da una parte mi rattrista molto, perché veramente non vedevamo l’ora di iniziare tante attività correlate a questa esperienza di convivenza. D’altro canto, però sono molto grata al Signore, anche per le corse fatte, evidentemente Lui sapeva bene cosa stava per accadere. Come sarebbe stato questo periodo di isolamento per questi ragazzi in case fatiscenti, in un dormitorio o girando di casa in casa? Ora vivono in un appartamento bello, pulito e luminoso, ci sono tante persone che in un modo o in un altro si prendono cura di loro. Inizieranno in questi giorni delle lezioni di italiano on line, li coinvolgeremo nella realizzazione di video tutorial di ricette etniche…..insomma con un po’ di fantasia daremo vita a nuove forme di accoglienza, seppur virtuali, in attesa di poter riprendere il cammino là dove si è interrotto. Donatella D’Anna Direttore Migrantes Caltanissetta        

Migrantes Caltanissetta: l’impegno e la solidarietà verso i circensi bloccati in città

19 Marzo 2020 - Caltanissetta – Sono diversi i circhi e i luna park che a causa dell’epidemia di Covid-19, stanno vivendo momento di difficoltà. Oltre alla sospensione degli spettacoli tanti quelli bloccati in varie città italiane impossibilitati a muoversi. A Caltanissetta sosta il circo “Sandra Orfei”. “Tramite don Marco Paternò, assistente spirituale della Caritas diocesana abbiamo ricevuto la segnalazione di questa situazione”, spiegano la direttrice e l’assistente spirituale della Migrantes diocesana di Caltanissetta, Donatella D’Anna e don. Alfonso Cammarata: “una situazione economica molto preoccupante, in seguito alla sospensione degli spettacoli, in ottemperanza alle direttive del decreto ministeriale e del dipartimento di salute pubblica. Situazione che si è poi nei giorni successivi ancor più complicata a causa del blocco di tutti gli spostamenti da un comune ad un altro, che ha costretto questo piccolo ‘paese viaggiante’ a rimanere a Caltanissetta”. Padre Alfonso Cammarata, assistente spirituale della Migrantes diocesana e parroco della Parrocchia San Luca, sul cui territorio è situato il circo, in coordinamento con la Caritas Diocesana, ha messo in moto la macchina della solidarietà, provvedendo a non fare mancare l’essenziale: alimenti, buoni spesa, pane, frutta. Alcune famiglie della parrocchia di San Luca hanno preparato dei pasti pronti. Inoltre si è sensibilizzato il Comune al fine di eliminare o ridurre il pagamento del suolo pubblico in un momento così drammatico per tutti e permettere alle famiglie del circo di accedere all’acqua potabile pubblica per le loro necessità igienico-sanitarie, ma anche per il benessere degli animali. “Il Comune dicono i rappresentanti Migrantes - si è mostrato particolarmente sensibile alla situazione. Sono intervenuti in questa meravigliosa gara di solidarietà anche la Croce Rossa ed altre associazioni di volontariato locali”. “Come Ufficio Migrantes - spiegano D’Anna e p. Cammarata - continuiamo a stare loro vicini e a porre attenzione alle loro necessità. Stiamo pensando anche ad un intervento specifico per i bambini piccoli, fornendo alle famiglie del circo pannolini ed alimenti per l’infanzia, in collaborazione con il progetto “Mamme in Rete” che ha sede sempre nella parrocchia di San Luca. Questa situazione di emergenza ha forse un po’ infranto il nostro sogno, il tanto atteso incontro con il mondo fatato del circo, ci ha messo di fronte alla realtà di fratelli e sorelle che spendono la loro vita per farci sorridere e divertire, ma che in una situazione come questa veramente sono messi alla prova. Siamo felici di essere stati pronti e solleciti e continueremo a farlo, sono persone squisite è stata una gioia incontrarli e la loro gratitudine ci ha riempito il cuore”.   (R.Iaria)