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Migrantes: anche a Brescia il progetto “Diffusamente” per migranti ucraini

9 Novembre 2022 - Brescia - La Fondazione Migrantes, in collaborazione con ACRI (l’Associazione delle Fondazioni delle casse di risparmio in Italia), ha realizzato il progetto “Diffusamente” riguardante l’accoglienza nelle parrocchie e nelle famiglie di persone e famiglie ucraine fuggite dalla guerra nel corso del 2022. ACRI ha messo a disposizione la somma di 100.000 euro, integrati da un contributo della fondazione Migrantes. Nella Diocesi di Brescia l’accoglienza è stata seguita dai processi di Caritas diocesana. L’Ufficio Migrantes, attraverso la Parrocchia “san Giovanni Battista” della Stocchetta (sede delle Cappellanie Etniche), ha accolto in forma autonoma alcune famiglie legate alla comunità cattolica ucraina di rito orientale. A questa Parrocchia e al Centro Migranti è andato il contributo stanziato di euro 3.000 per l’accoglienza. Il fondo è stato trasmesso attraverso l’Ufficio per i Migranti della diocesi a seguito della comunicazione della Segreteria della Fondazione Migrantes.

GMMR, Migrantes Brescia: inaugurata ieri la mostra “Corpi Migranti” e le iniziative di domenica

23 Settembre 2022 - Brescia - Ieri pomeriggio presso il MoCa di via Moretto, a Bresia, l’inaugurazione della mostra fotografica di Max Hirzel “Corpi migranti”. L’esposizione, promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi, dal Centro Migranti e dalla cooperativa Kemay, è in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale e con il Comune di Brescia e si inserisce alla vigilia della 108ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che viene celebrata domenica 25 settembre.
La
mostra sarà aperta da oggi al 15 ottobre. L’accesso è libero e gratuito dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. I gruppi e le classi scolastiche possono prenotare la visita
guidata,
scrivendo a migranti@diocesi.brescia.it . Il Reportage fotografico di lunga durata, Corpi migranti documenta un lato del fenomeno migratorio poco raccontato, permettendo di guardare al fenomeno da una prospettiva inusuale. Un lavoro nato da queste parole che un giovane camerunese in transito a Bamako disse a Max Hirzel,
l’autore:
“Nel deserto vidi una tomba, era di una ragazza di Douala, e mi chiesi se suo papà e sua mamma, i suoi fratelli e sorelle sapessero che la loro bimba è là”.
Era
il 2015 quando lautore cominciò a documentare la gestione dei corpi dei migranti deceduti nel tentativo di raggiungere lItalia. Il mio lavoro racconta Hirzel è testimoniare, documentare la realtà. Ma come contribuire a una narrazione collettiva di senso? Me lo chiedo costantemente, soprattutto su un soggetto così politicizzato. Così è nato questo lavoro, cercando quella zona d'ombra che sta oltre il racconto mediatico abituale a cui siamo un po' assuefatti. Ho pensato potesse essere dopo l'annuncio dell'ennesimo naufragio, per questo ho iniziato dai cimiteri, volevo sapere dove fossero sepolti questi corpi, e come. Poi ho solo seguito le tracce”.
La
solitudine di un corpo, il lavoro di identificazione, la relazione con le famiglie di origine, un lutto collettivo spesso impossibile; il lungo percorso di indagine sarebbe terminato, alcuni anni dopo, in un villaggio del Saloum, in Senegal. “Incontrando una sepoltura dopo laltra, è stata unesigenza naturale e professionale continua
cercare
di sapere tutto il possibile di quelle salme, senza nome anche solo i dati autoptici riportano dai numeri alla dimensione individuale, quindi il tema dell'identità e del lavoro di identificazione si è imposto come centrale. Ho intuito che tutto questo contesto, il destino dei corpi e ciò che vi ruota attorno, fosse in qualche modo emblematico di tutto il fenomeno, rappresentava perfettamente la realtà che definisco anomalia”.
Per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato a livello diocesano sono state curate tre celebrazioni eucaristice: domenica 25 settembre alle 10 con la presenza della comunità filippina e latinoamericana nella chiesa dei Santi Faustino e Giovita; alle 10.30 nella parrocchia di Sant’Alessandro la S. Messa è presieduta dal Vicario Generale, mons. Gaetano Fontana ed è animata dalle comunità srylankese, ucraina e africana di lingua francese; alle 11 nella parrocchia della Stocchetta con le comunità africane di lingua inglese e con la comunità polacca.

GMMR: le iniziative nella diocesi di Brescia

16 Settembre 2022 - Brescia - “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”: questo è il titolo della Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato che si festeggerà il prossimo 25 settembre. A Brescia, quest’anno, la formula sarà rinnovata. Non più una celebrazione in Cattedrale, ma tre appuntamenti frutto della comunione tra i rappresentanti delle comunità parrocchiali e di quelle etniche: la messa presieduta dal Vicario generale, mons. Gaetano Fontana, nella parrocchia di S. Alessandro alle 10.30, vedrà la partecipazione dei gruppi srylankese, ucraino e africano di lingua francese; quella delle 10 nella parrocchia di S. Faustino sarà insieme alla comunità filippina e latinoamericana; infine, nella parrocchia di S. Giovanni Battista Stocchetta, alle 11, ci saranno quelle africane di lingua inglese e polacca. “Il titolo, che deriva dalle parole del Papa – spiega Giuseppe Ungari, vice direttore dell’Ufficio per i migranti (Migrantes) –, calza a pennello con il modello che stiamo provando ad attuare. L’idea del ‘con’ è l’asse portante del nostro orizzonte pastorale, cioè fare qualcosa ‘insieme a’ e non ‘per’ i migranti. Non vogliamo vederli solo come destinatari di alcuni bisogni. Vogliamo distinguere il tema dell’emergenza, che pure c’è e di cui si occupa Caritas, da quello della condivisione nella crescita all’interno nelle comunità parrocchiali. Il tentativo, quindi, è che questa giornata e tutte le altre iniziative in programma possano portare alla compartecipazione. Ecco il motivo, per esempio, delle tre celebrazioni progettate insieme alle diverse comunità etniche che quotidianamente vivono in quelle zone”. (E. Garatti)

Migrantes Brescia: domani la presentazione del Rapporto Asilo

3 Febbraio 2022 -

Brescia - Domani, seconda giornata internazionale della fratellanza umana, a Brescia, presso il Centro pastorale Paolo VI a Brescia, sarà presentato il Rapporto sul Diritto d’asilo della Fondazione Migrantes. A presentarlo Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes. Seguiranno alcune testimonianze sul tema "L'esperienza della micro-accoglienza diffusa", a cura della Cooperativa Kemay. La moderazione sarà affidata a Luciano Zanardini, direttore de "La voce del popolo".

Brescia: don Zani cappellano della Missione per i fedeli migranti

27 Gennaio 2022 - Brescia - La parrocchia di San Giovanni Battista (Stocchetta) ha accolto il nuovo parroco, don Andrea Zani. Il nuovo pastore, che succede a padre Mario Toffari, ha fatto il suo ingresso sabato 22 gennaio. Don Andrea, classe 1978, è stato ordinato sacerdote nel 2003 ed è originario di Lumezzane Pieve. Dal 2003 al 2008 è stato curato nella parrocchia di Nave, mentre, dal 2008 al 2021 ha svolto il suo servizio presso la Diocesi di Torino. Il Vescovo di Brescia l’ha nominato cappellano della Missione con cura d’anime per i fedeli migranti della Diocesi. “Sono qui per voi e con voi: sono felice di iniziare a camminare con voi, consapevole che mi introduco su un sentiero già ben tracciato. Sono al vostro servizio, per annunciare il Vangelo e per aiutarvi a tenere gli occhi fissi su Gesù. Camminiamo insieme, prendendoci cura gli uni degli altri, per essere segno e strumento di comunione, riflesso visibile della Misericordia del Padre. Siamo chiamati a sognare insieme; non dobbiamo avere paura di sognare e di farlo come un’unica comunità, come compagni dello stesso viaggio” ha detto don Andrea nella sua prima omelia. “Piangere non è un peccato: si può piangere per un grande dolore o piangere per una grande gioia; si può anche piangere nell’ascoltare la Parola di Dio, così come il popolo d’Israele, che, ascoltando quanto Dio aveva fatto per loro, comprese che Lui non li aveva dimenticati. Piansero gli israeliti, perché capirono di essere amati immeritatamente. Anche noi siamo amati immeritatamente. Anche noi siamo prigionieri: ogni volta che ci facciamo sopraffare dalle nostre paure, dai nostri pregiudizi, dai nostri egocentrismi. Siamo inoltre ciechi, di fronte alle bellezze della vita, quando non abbiamo speranza… Il Signore è venuto anche per noi e cammina accanto a noi” ha concluso. “In questi primi 18 anni di sacerdozio ho imparato che da soli non si va da nessuna parte e che, se si vuole costruire una comunità, bisogna imparare a collaborare con i laici, valorizzando i loro talenti. Ho imparato l’importanza di vivere la fraternità sacerdotale, evitando quanto più possibile l’autoreferenzialità”, ha detto don Andrea parlando di sé. “Tra le mie esperienze più significative, sia a Nave che a Torino e Rivoli, ci sono i momenti di cammino fisico compiuto insieme a molte persone diverse e in diverse occasioni: il pellegrinaggio a Santiago de Compostela, quello sulla via Francigena… Camminare insieme è un tesoro prezioso. Due le attenzioni pastorali: vivere l’accoglienza verso i fratelli migranti e far sì che si sentano a casa, tra loro e all’interno delle comunità parrocchiali ma anche la cura, che spero sarà reciproca, verso i miei parrocchiani e con i tre sacerdoti che abiteranno con me, così da far crescere la comunione fra di noi. ‘Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici’ si legge nel Vangelo di Giovanni; e questa certezza è diventata da anni la regola della mia vita”. (Laura di Palma – LVP)

Migrantes Brescia: il 16 dicembre la presentazione del Rapporto Italiani nel mondo

13 Dicembre 2021 - Brescia – Su iniziativa della Migrantes di Brescia sarà presentato, Giovedì 16 dicembre alle ore 18, il “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes. A presentarlo la curatrice Delfina Licata mentre durante la serata porteranno una testimonianza le Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth della comunità di Peterborough (Inghilterra). Modererà l’incontro Giuseppe Ungari, vicedirettore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Brescia. L’evento sarà trasmesso sul Canale YouTube e sulla pagina Facebook del settimanale diocesano “La Voce del Popolo”.

L’accoglienza, uno stile da vivere ogni giorno

23 Agosto 2021 - Brescia - Devo ammettere che in questi giorni sono un po' confuso mentre guardo quello che sta succedendo nel mondo. Mi impressiona la natura che ha fatto tremare Haiti, già duramente provato dalla sua situazione socio-politica; mi ha impressionato il precipitare della situazione in Afghanistan, una situazione che è riuscita a rendere tutti, a cavallo del Ferragosto, esperti di politica internazionale; mi ha impressionato vedere il volto bello, soprattutto dei giovani, impegnati a Kabul nel mondo della cooperazione internazionale, mondo spesso dimenticato perché “lo fanno per lavoro”; mi ha impressionato e anche confuso il desiderio di accoglienza che stiamo manifestando verso questi fratelli e sorelle afghani che stanno arrivando sul nostro territorio. Mi auguro che sia davvero una conversione sincera; nell’estate del 2018 una nave della marina militare italiana, la Diciotti, con 177 migranti a bordo, venne tenuta in mare per 5 giorni, nell’estate 2019 la nave militare Gregoretti con 131 migranti a bordo veniva lasciata in mare per diversi giorni perché accogliere era diventato quasi reato. Cito solo questi due casi perché riguardano navi militari, così come sono militari gli aerei che stanno arrivando dall’Afghanistan. Mi chiedo cosa ha fatto scattare in noi un maggior desiderio di accoglienza. Forse se ci fossimo documentati meglio sulla provenienza di coloro che bussavano alle nostre porte, e che erano sulla Diciotti e sulla Gregoretti, saremmo stati meno egoisti nel rispondere. Avremmo capito che dietro a quei numeri ci sono delle storie di vita e di fatica. In questo caldo tempo estivo voglio augurarmi che la vicenda dell’Afghanistan ci aiuti ad accorgerci maggiormente che il fenomeno della mobilità umana è dettato da storie di vita reali caratterizzate dalla sofferenza, dall’ingiustizia e dalla mancanza di libertà. Non ci si muove per comodità ma per poter vivere realmente; cosi come oggi, quasi tutti, anche i Comuni che non avevano progetti di accoglienza, dicono “che è un dovere morale accogliere”, mi auguro che non dimentichiamo che questa scelta è vera: l’accoglienza fa vivere chi la esercita e fa vivere chi la riceve. Nella disgrazia, sento di essere grato al popolo afghano che ci costringe a guardare finalmente in faccia chi accogliamo, rendendoci conto che abbiamo una parte di colpa di questa loro situazione. Era ora che ce ne rendessimo conto; si tratta adesso di non vivere così solo per qualche giorno, ma di allargare questo stile a tutti i fratelli e le sorelle che per motivi diversi hanno bisogno di essere accolti. (don Roberto Ferranti - Direttore Uffici Area Pastorale per la Mondialità - Diocesi di Brescia)  

Migrantes Brescia: accogliere vuole dire formare

22 Luglio 2021 - Brescia - 34 richiedenti asilo nell’arco di tre anni hanno ricevuto una formazione in ambito zootecnico, agronomico e di meccanica agraria Una modalità intelligente per accogliere, formare, inserire e offrire un’opportunità in più ai richiedenti protezione internazionali o titolari di protezione. Grazie al progetto di “Farm training” (co-finanziato dalla campagna “Liberi di partire e liberi di restare” della Cei), complessivamente 34 persone, accompagnate dall’Associazione Centro Migranti – Ufficio Migrantes della diocesi di Brescia - , nell’arco di tre anni hanno potuto ricevere una formazione in ambito zootecnico, agronomico e di meccanica agraria. Hanno avuto la possibilità, attraverso corsi teorico-pratici e l’attivazione di tirocini extracurricolari, di acquisire delle competenze specifiche spendibili sul mercato del lavoro. Un segno importante. “La campagna ‘Liberi di partire, liberi di restare’ è un segno della Chiesa italiana, perché cresca la consapevolezza delle storie dei migranti, si sperimenti – afferma don Roberto Ferranti, presidente dell’Associazione Centro Migranti – un percorso di accoglienza, tutela, promozione e integrazione dei migranti che arrivano Brescia tra noi, non si dimentichi il diritto di ogni persona a vivere nella propria terra. È una campagna di denuncia dei morti, di violenze, della tratta di persone indifese che una storia nuova di accompagnamento dei migranti può scongiurare. È una campagna che vuole promuovere uno sviluppo umano integrale, per ‘tutti gli uomini e tutto l’uomo’, a livello familiare e comunitario, che intende considerare la ricchezza e le potenzialità dello scambio interculturale, in relazione alle dinamiche demografiche, sociali, economiche in atto, anche nel nostro Paese. È una campagna che costituisce un ‘segno dei tempi’, un “‘Liberi di partire, liberi di restare’ è un segno della Chiesa, perché cresca la consapevolezza delle storie dei migranti”, luogo di testimonianza di libertà, solidarietà, giustizia, democrazia. Di pace. Insieme”. Valorizzazione del tessuto agricolo. A Brescia questo percorso si è concentrato sulla valorizzazione “del nostro contesto, ricco di esperienze di accoglienza che hanno generato nuova vita nei giovani migranti giunti nella nostra terra; si è cercato di valorizzare anche il contesto lavorativo agricolo dove questi giovani, acquisite le competenze specifiche necessarie, avrebbero potuto costruire il loro futuro lavorativo”. Nonostante le difficoltà dettate dalla pandemia, grazie alla sinergia dei diversi enti coinvolti, è possibile vedere concretamente i risultati ottenuti. I risultati del 2021. Il corso “Farma training” per l’anno 2021 si è svolto da marzo a giugno. Il gruppo classe iniziale, formato da cinque richiedenti protezione internazionale (4 provenienti dalla cooperativa Kemaye 1 dall’Asilo Notturno R. Pampuri), ha affrontato le materie di zootecnica, agronomia e lingua italiana, oltre ed un modulo specifico sulla sicurezza sul lavoro, per un totale di 240 ore in classe, più le ore di laboratorio di orticoltura. Il corso si è svolto inizialmente a distanza, ma a partire dal mese di maggio le lezioni si sono tenute sia in aula che presso il laboratorio di orticoltura L’Ortoc’è, in modo da affiancare alla teoria anche l’effettiva sperimentazione sul campo. “L’ortoc’è” è un progetto (lo raccontiamo a pagina 28) di Caritas in collaborazione con la cooperativa Kemay e l’Ufficio per l’impegno sociale. I partecipanti più costanti e meritevoli hanno cominciato un tirocinio extracurricolare di inserimento lavorativo della durata di 3 mesi. (La Voce del Popolo)    

Migrantes Brescia: uno spettacolo online del Circo Grioni

1 Aprile 2021 -

Brescia - La famiglia Grioni vive l’esperienza di un lavoro che coinvolge tutta la famiglia: mamma, papà e quattro figli (13, 11, 8 e 5 anni) sono il cuore di questa comunità che vive, come in molte famiglie, grazie alla collaborazione dei nonni e che si allarga a collaboratori (una decina) provenienti da varie esperienze e uniti nell’avventura degli spettacoli viaggianti.

L’entusiasmo e la fatica connotano tanto l’attività professionale quanto quella personale. Essere circense è una dimensione che pervade la propria esistenza ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, una famiglia che vive spostandosi da un paese all’altro per esibirsi non è una bolla che rimane impermeabile ai luoghi che raggiunge ma è una comunità viaggiante che entra in un’altra comunità, la incontra, la anima e può addirittura aiutarla a riscoprirsi tale. In un’epoca moderna in cui le piazze sono disertate un po’ per colpa del virus e un po’ perché meno riconosciute come il cuore del paese e della città, il tendone del circo diventa una piazza capace di coniugare la nostalgia delle cose semplici a un sentimento tutt’altro che malinconico. C’è allegria, c’è apprezzamento per l’esibizione che lascia intravedere il lavoro propedeutico, c’è simpatia, solidarietà e incoraggiamento anche quando il numero non riesce perfettamente e l’artista ci riprova, perché si coglie l’autenticità. Il virtuale ci è stato di grande aiuto ma il reale con il “bello della diretta” ha un sapore insostituibile. E la famiglia Grioni è felice di essere un’occasione di incontro, di vitalità, di animazione che abbia il sapore della semplicità, dell’entusiasmo gioioso dei bambini, della poesia e della magia proprie del circo.

Da sempre la Pastorale Migrantes nella diocesi di Brescia, ha una attenzione particolare alle persone che vivono l’itineranza come i circensi; così anche il nostro ufficio si è affiancato alla quotidianità della famiglia Grioni condividendo la sua passione e la fatica di questo tempo. Il desiderio è di promuovere un’esperienza culturale di prossimità, capace di raggiungere i paesi e le città, animarne i centri, frequentarne le periferie, portare la casa del circo vicino a quella delle famiglie del pubblico, avvicinandosi agli spettatori e, al contempo, chiedendo loro di muoversi un po’, di uscire dalle abitazioni, di spegnere la televisione e i vari passatempi tecnologici e individuali. La storia del circo, con il suo stile di altri tempi, è la storia di una famiglia giovane con i più piccoli protagonisti: dietro ai numeri divertenti e di grande abilità ci sono bambini e adolescenti che si formano in scuole circensi e, soprattutto, ci sono il loro impegno, la grande forza di volontà, l’abnegazione. Parole che non sono in contrasto né con la pista del circo né con la giovane età dei protagonisti. Vedere lo spettacolo è un piacere, intravedere la preparazione è un motivo di riflessione sull’impegno che i ragazzi sono capaci di mettere quando vengono coinvolti in sfide belle! Lo spettacolo sarà trasmesso in diretta tv il giorno di Pasquetta, lunedì 5 aprile alle 20.30, su Super Tv (Canale 92 in Lombardia) oppure in streaming su www.bresciasat.it . Sarà possibile sostenere il Circo Grioni mediante il versamento di un libero contributo sul conto corrente IT68V0760113200001008288183 (intestato a Roberto Grioni).

don Roberto Ferranti - Migrantes Brescia

Migrantes Brescia: domani a presentazione del Rapporto “Il Diritto d’Asilo”

11 Febbraio 2021 - Brescia - Domani, venerdì 12 febbraio alle ore 18, gli uffici Migrantes  e Caritas della diocesi di Brescia, in collaborazione con l’Associazione Centro Migranti, Cooperativa Kemay e la campagna #IOACCOLGO, propongono la presentazione del Rapporto 2020 della Fondazione Migrantes dal titolo “Il diritto d’asilo. Report 2020. Costretti a fuggire… ancora respinti”. L’incontro è trasmesso in diretta sul canale YouTube de "La Voce del Popolo". Alla presentazione intervengono Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes e Stefano Savoldi della Caritas diocesana di Brescia. Le conclusioni sono affidate a  don Roberto Ferranti.