Tag: Italiani nel mondo

Si parla di Migrazioni al festival John Fante

20 Agosto 2019 - Torricella Peligna - Si svolgerà dal 22 al 25 agosto a Torricella Peligna in Abruzzo la XIV edizione del John Fante Festival “Il dio di mio padre”, diretto da Giovanna Di Lello. La manifestazione, fin dalla prima edizione, è organizzata dal Comune di Torricella Peligna per ricordare e omaggiare lo scrittore americano John Fante (1909-1983), il cui padre Nicola era un muratore originario proprio di questo piccolo paese abruzzese. Tra gli ospiti presenti in questa edizione, che affronta il tema delle migrazioni e celebra l’anniversario degli 80 anni dalla pubblicazione del romanzo “Chiedi alla polvere” di John Fante e i 110 anni dalla sua nascita: i figli dello scrittore Jim e Victoria Fante, Sandro Veronesi, che riceverà il premio alla carriera, Yvan Attal, che dialogherà con Fabio Ferzetti, Gad Lerner, Elena Stancanelli, Luca Briasco, Eleonora Molisani, Simona Baldelli, Maura Chiulli.

Casellati: a Marcinelle “tragedia dell’emigrazione che l’Italia non potrà mai dimenticare”

8 Agosto 2019 - Roma – “Il disastro di Marcinelle è stata una delle più tremende sciagure sul lavoro della storia dei popoli. Una disgrazia che portò via la vita di 262 persone, tra cui 156 nostri connazionali emigrati in Belgio con la speranza di potersi costruire una vita migliore. Un dramma dell'emigrazione che il nostro Paese non potrà mai dimenticare”. Lo ha detto il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ricordando la tragedia di Marcinelle dell'8 agosto 1956, causata da un incendio divampato nelle miniere di carbone Bois du Cazier. “Una memoria che va coltivata e tramandata a chi verrà dopo di noi, per non far cadere nell'oblio i sacrifici patiti da quelle generazioni che si sono sacrificate per costruire un mondo migliore” ha concluso.

Mattarella: la tragedia di Marcinelle è “parte della memoria collettiva dell’Italia e dei Paesi che ne furono colpiti”

8 Agosto 2019 - Roma – “Nel giorno in cui si commemora il sacrificio del lavoro italiano nel mondo desidero riaffermare la più partecipe vicinanza ai familiari delle vittime di Marcinelle e degli altri tragici eventi che hanno coinvolto i nostri connazionali all’estero, morti o feriti sul lavoro, prestato in condizioni difficili, per un futuro migliore per le proprie famiglie”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 63° anniversario della tragedia di Marcinelle evidenziando che la tragedia di Marcinelle, in particolare, “è parte della memoria collettiva dell’Italia e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio di duecentosessantadue lavoratori, di cui centotrentasei connazionali, ci esorta a promuovere, oggi come in passato, migliori opportunità di lavoro e massime garanzie di sicurezza per tutti i lavoratori, in Italia, in Europa e nel mondo. La tutela di tutti i lavoratori e la incessante promozione dei loro diritti “costituiscono principi di civiltà irrinunciabili per ogni Paese e sono un obiettivo fondamentale nel processo di consolidamento della comune casa europea e dell’intera comunità internazionale”. (R.I.)

Moavero Milanesi: italiani nel mondo concreto ponte fra i vostri Stati di residenza e l’Italia

8 Agosto 2019 - Marcinelle - “Cari Amici italiani, ovunque siate nel mondo, dovete essere consapevoli del contributo prezioso che, con il vostro lavoro operoso, fornite al lusinghiero capitale di immagine e reputazione della Patria. Rappresentate un essenziale architrave, un’infrastruttura di collegamento, che è nostro dovere potenziare e valorizzare. Siete un concreto ponte fra i vostri Stati di residenza e l’Italia”. E’ quanto scrive in un messaggio il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi nel 63° anniversario della tragedia della miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, dove perirono 262 minatori, l’8 agosto del 1956. Giornata che in Italia è dedicata al Sacrificio del Lavoro italiano nel mondo. Il pensiero del titolare della Farnesina è andato in particolare, “con commozione, a tutti coloro che sono caduti mentre lavoravano, durante l’adempimento di un nobile dovere e l’esercizio di un diritto basilare di ogni persona”. Il disastro di 63 anni fa, che causò la morte a 136 minatori italiani, “resta impresso nella memoria collettiva di noi italiani. Un dramma terribile, con vittime di undici nazionalità diverse, di cui nove di paesi europei”. La ricorrenza di oggi “solenne e importante” rende omaggio ai tanti italiani, lavoratrici e lavoratori, che hanno onorato e onorano la nostra Patria, ovunque nel mondo, con il valore della loro opera e del loro ingegno, animati da dedizione e desiderio di affermarsi nei paesi in cui si trovano”. Poiché l’Unione Europea – scrive ancora Moavero Milanesi - si trova alla vigilia dell’apertura di un nuovo ciclo di legislatura, “penso sia davvero importante che le Istituzioni UE indichino, rapidamente, le iniziative che intendono portare avanti” sul tema della sicurezza sul lavoro. In particolare, bisogna: “procedere verso sistemi di assicurazione europei per gli infortuni e le morti sul lavoro e pervenire a una maggiore armonia nelle pronunce giurisdizionali nazionali in materia; garantire il reale livellamento delle ingiustificabili disuguaglianze di trattamento, salariale e previdenziale, fra chi lavora in paesi UE differenti, allineandosi alle migliori regole e prassi vigenti; offrire a tutti una protezione sociale adeguata e moderna; tutelare i più vulnerabili e affermare la parità sostanziale tra donne e uomini, anche nella retribuzione; strutturare un sistema europeo di incisivo supporto a chi non ha un lavoro o desidera una formazione in vista di una riconversione professionale, finanziato dal bilancio dell’Unione; continuare a promuovere un mercato del lavoro europeo equo, dinamico e inclusivo”. Temi rilevanti e su ognuno l’Italia “non può non dare il suo contributo propositivo alla riflessione e all’azione comune nelle sedi UE. Lo stiamo facendo da tempo, forti della nostra solida esperienza legislativa, operativa e culturale, corroborata dagli stimoli delle comunità italiane all’estero, una fonte preziosa di ispirazione e un esempio vincente di affermazione sociale ed economica. Trovo che questo sia un modo tangibile per guardare avanti e stringerci al simbolo di Marcinelle in maniera fattiva e forte. Lo dobbiamo a chi morì nella miniera 63 anni fa, al lacerante dolore dei famigliari, alle tante vittime sul lavoro. Lo dobbiamo alla Costituzione della Repubblica, che la battezza ‘fondata sul lavoro’”. Il minsotro degli Estri ricorda, quindi, gli italiani che, soprattutto fra il XIX° e il XX° secolo, lasciarono le terre natie per cercare lontano “un futuro degno, per offrire di meglio ai propri figli. Sovente sono partiti affrontando l’ignoto con vaghe promesse, avventurandosi in viaggi incerti e pericolosi, e trovando condizioni impervie una volta arrivati a destinazione. Come altri europei, siamo stati, fino ai primi anni sessanta del novecento – in fondo, appena ieri – una nazione di emigrazione strutturale nel mondo. Lo testimoniano innumerevoli racconti, libri, film e canzoni. Un flusso immane dall’Italia che, seppure con numeri ben più contenuti, prosegue tuttora, ma con tratti diversi. Da un lato, riguarda abbastanza spesso persone qualificate, al punto che si parla di ‘fuga dei cervelli’; per loro, non di rado, l’esperienza estera consente di integrare il bagaglio professionale e di studi: poi, alcuni rientrano, mentre altri si stabiliscono fuori con una scelta definitiva o quasi. Dall’altro lato, oggi, all’interno dell’Unione Europea, vige il diritto alla libera circolazione e la libertà di risiedere in qualsiasi Stato membro; la stessa cittadinanza UE, che si affianca a quella nazionale, ci fa sentire meno stranieri, laddove un tempo eravamo tali, e il diritto UE ci protegge da ogni tipo di discriminazione. Un’evoluzione indubbia, dei cui frutti non beneficiavano ancora i nostri compatrioti che lavoravano e morirono a Marcinelle”. (Raffaele Iaria)  

Mons. Mazzocato: “i friulani emigrati hanno esportato i loro valori cristiani”

30 Luglio 2019 - Udine -  Si è conclusa domenica a Tolmezzo la XVI Convention dei friulani nel mondo promossa dall’associazione Friuli nel Mondo, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Tolmezzo. Al centro della convention il tema  “L’ingegno dei carnici, patrimonio del Friuli e del mondo”. A presiedere la liturgia eucaristica nel Duomo della città l’arcivescovo di Udine, Mons. Andrea Bruno Mazzocato che nell’omelia ha evidenziato che uno dei patrimoni che gli emigranti friulani hanno portato con sé ovunque andavano è stata “la loro fede cristiana. In questa fede – ha spiegato - sono stati sostenuti da molti sacerdoti che, inviati dai vescovi di Udine, si sono fatti a loro volta emigranti per accompagnare i loro fedeli in terre lontane”. Pensando a questi emigranti che “nel loro bagaglio portavano la fede e le preghiere ricevute fin da piccoli in famiglia e in parrocchia”, Mons. Mazzocato ha evidenziato che “grazie a questa fede sono diventati una benedizione anche per i paesi nei quali si sono stabiliti”. Dove sono emigrati i friulani certamente hanno portato “il loro ingegno, la loro industriosità, la capacità di lavorare e di soffrire. Ma hanno anche – ha aggiunto il presule - ricostruito le loro tradizioni cristiane; a volte hanno eretto chiese attorno alle quali hanno tessuto rapporti di fraternità e solidarietà”. Non solo beni materiali, quindi ma anche - ha quindi detto Mons. Mazzocato - i loro valori cristiani che sono stati una benedizione per tutti”.    

MAECI: pubblicato l’annuario statistico 2019

26 Luglio 2019 - Roma - 5.822.159 italiani iscritti in anagrafe consolare, 1.856.967 visti di ingresso in Italia rilasciati, 370.963 passaporti emessi dalla rete consolare, 49.655 interventi di tutela e assistenza a favore di connazionali all’estero, 67.720 iscritti ai corsi di lingua italiana presso gli Istituti Italiani di Cultura. Sono questi alcuni dei dati contenuti nell’ Annuario Statistico  2019 del Ministero degli Affari Esteri e delle Cooperazione Internazionale diffuso in questi giorni. All’azione condotta dal Ministero degli Esteri a favore dell’internazionalizzazione del sistema economico italiano, si accompagna l’attenzione per i connazionali all’estero (quasi 6 milioni, con un aumento del 4% sul 2017) che ha generato – scrive il segretario generale del Ministero, Elisabetta Belloni – “una crescita, sia dei servizi amministrativi erogati (con incrementi che oscillano tra il +3% e il +13% a seconda dei settori), sia del numero di interventi di tutela e assistenza consolare (48.528 in totale, con un aumento del 12% rispetto al 2017), particolarmente delicati in alcune aree del mondo (la crisi del Venezuela ne è un esempio). Il nesso fra cultura, economia e politica acquista per noi – aggiunge -  una valenza particolare per il ruolo di potenza culturale che ci viene riconosciuto”. Nel corso del 2018 la rete ha organizzato e programmato quasi 9.000 eventi (+10% rispetto all’anno precedente) in diversi settori di attività tra i quali la lingua italiana, l’arte contemporanea, l’alta cucina e il design. Tutti segnali “molto incoraggianti che dimostrano l’interesse verso il nostro Paese e lo stile italiano in genere, un interesse testimoniato anche dal crescente numero di visti emessi (poco meno di 1.900.000 nel 2018, l’80% dei quali per turismo)”. Secondo l’annuario la comunità più numerosa è quella in Argentina (977.417 Italiani), cui segue quella in Germania, in Svizzera, in Brasile e in Francia. Gli incrementi più alti rispetto all’anno precedente si sono registrati in Brasile (+ 9,4%), Spagna (+ 9%) e Regno Unito (+ 8,1%). Nel testo anche il dato relativo ai detenuti italiani all’estero che è in diminuzione nel 2018  anche se “c’è da segnalare la persistente difficoltà incontrata nella rilevazione a causa delle norme in materia di privacy che in alcuni Paesi sono molto stringenti e rendono complessa l’acquisizione delle notizie sulla fase processuale/grado di giudizio”. (R.I.)

Veneti nel Mondo: a Belluno la Consulta e il Meeting dei giovani

25 Luglio 2019 - Belluno – Sarà la città di Belluno ad ospitare, da oggi al 28 luglio, la Consulta e il Meeting dei veneti nel mondo. Si tratta dell’appuntamento più importante dell’anno per gli emigrati veneti, in cui verranno affrontate le problematiche e le opportunità dell’emigrazione veneta. Un’emigrazione che ha una storia secolare e che continua ad essere presente. Quattro giornate intense, che si svolgeranno nella sede della Provincia di Belluno, e che si concluderanno domenica 28 luglio, in Cansiglio, con la “Giornata dei Veneti nel mondo”. Nella giornata di oggi,  25 luglio, i lavori in mattinata, a Palazzo Piloni, prevedono  il saluto dell’assessore regionale al sociale e alla sanità, con delega ai flussi migratori, Manuela Lanzarin. Lo stesso assessore è presidente della Consulta e sarà supportata dal vice presidente Luciano Alban, presidente della Caves. Il lavori continueranno per l’intera giornata di venerdì 26 luglio, per concludersi sabato 27 a Cibiana di Cadore, con una visita al paese dei murales. “La Consulta e il Meeting sono l’espressione dei nostri Veneti nel Mondo - spiega il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona - e mi auguro che da questi incontri possano nascere delle critiche costruttive affinché il nostro associazionismo possa essere sempre più supportato dalla Regione Veneto”.    

Friulani nel mondo: a Tolmezzo l’incontro annuale

25 Luglio 2019 - Udine – Sarà Tolmezzo a ospitare, sabato e domenica prossima, la XVI Convention dei friulani nel mondo promossa dall’associazione Friuli nel Mondo, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Tolmezzo. Al centro della convention il tema  “L'ingegno dei carnici, patrimonio del Friuli e del mondo”. A dare il benvenuto il sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo. Dopo l’introduzione di Adriano Luci, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, alcuni dati sui friulani nel mondo e gli interventi, fra gli altri, di: Angelo Floramo su “Carnia, terra femmina e controcorrente. Il ruolo fondamentale delle donne nella definizione dell’oikos”; Gian Paolo Gortani su “L’ingegno carnico nell’industria”; Catherine Tamussin  “La bulzuto bielo pal mont…l’ingegno delle lingue”; Iginio Piutti “I Carnici Callido et sagaci ingenio’ di Q. Ermacora”. A moderare Giacomina Pellizzari del Messaggero Veneto . Domenica, 28 luglio, l’annuale incontro dei friulani nel mondo che partirà in mattinata con il raduno in piazza XX Settembre e l’intitolazione del parcheggio di via Divisione Garibaldi all' “Emigrante Carnico”. Alle 11 la messa nel Duomo di Tolmezzo presieduta da Mons. Andrea Bruno Mazzoccato, arcivescovo Udine.  Alle ore 12 i saluti delle Autorità in piazza XX Settembre.

Da oggi a Roma la conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo

24 Luglio 2019 - Roma – Ha preso il via questa mattina a Roma la XIII Conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici d’Italia nel mondo sul tema “La politica estera italiana verso l’orizzonte 2030 tra continuità e cambiamento”. Questa mattina l’avvio con “Diplomazia per l’Italia - Sicurezza e crescita in Europa e nel mondo”, una serie di panel che hanno spaziato dagli scenari geopolitici in cui l’Italia è protagonista alle sfide per lo sviluppo sostenibile e a quelle della globalizzazione, con l’intervento di vari ambasciatori. Nel pomeriggio di oggi interventi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e del segretario generale della Farnesina, Belloni. Venerdì mattina per la sessione conclusiva l’intervento del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte.