Tag: Italiani nel mondo

Asmara: primo passo delle Farnesina per impedire la chiusura della scuola italiana

29 Giugno 2020 - Roma - Primo incontro ufficiale al Ministero degli Esteri per scongiurare la chiusura della scuola italiana all’Asmara da parte del governo eritreo. La viceministra degli Esteri Marina Sereni ha ricevuto l’Ambasciatore dell’Eritrea Fessahazion Pietros Menghistu e gli ha consegnato copia di una sua lettera indirizzata nei giorni scorsi al ministro degli Esteri eritreo. Sereni ha ribadito la sorpresa e la preoccupazione del Governo Italiano per gli inattesi provvedimenti, sottolineando come la scuola, le cui attività sono regolate da uno specifico Accordo stipulato tra Roma e Asmara nel 2012, sia una componente centrale della cooperazione bilaterale tra i due Paesi. La scuola statale italiana è infatti un’importante istituzione culturale del Paese fondata nel 1903 e frequentata al 95% da studenti di nazionalità eritrea, che in seguito ai provvedimenti governativi non hanno sinora potuto svolgere l’esame di maturità. Vi si forma dal dopoguerra la classe dirigente del piccolo paese del Corno d’Africa. Sereni ha ribadito all’Ambasciatore la richiesta di chiarimenti che consentano di programmare la ripresa delle attività, soprattutto in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico a settembre.    

Benedizione a famiglie migranti

26 Giugno 2020 -

Londra - La messa è finita. La folta comunità della chiesa di Brixton Road dei padri Scalabriniani, al canto finale, si separa in due e lascia passare il nostro piccolo plotone: uomini e bambine in costumi tradizionali portoghesi rosso-fuoco, bandiere dello stesso colore, orchestrina e... il missionario benedicente. Per noi, tutto comincia adesso. E sarà una battaglia campale fino a notte: si parte per la “visita dello Spirito Santo” (in questo modo, la chiamano da secoli) alle famiglie dei nostri migranti portoghesi.

Così, ogni domenica da Pasqua a Pentecoste per la nostra assemblea eucaristica di migranti si ripete questo gesto di invio in missione. Questa, però, non è altro se non l’immensa città di tutte le razze: Londra dei nostri giorni, città multiculturale per eccellenza. Inedito impegno paolino, stressante e confortante allo stesso tempo!

Sorpresa, meraviglia e curiosità ci attendono presso tutti i vicini di casa. Forse, anche un po’ di quello che non manca mai nel nostro sguardo: una punta di invidia. Gli inglesi si domandano, infatti, il perchè di questo arrivo musicale, inaspettato e quasi danzante: meravigliosa invasione mai vista! Incanto ed emozione, invece, nelle famiglie dei nostri emigranti. Lo si nota subito, entrando, quando baciano le bandiere su cui vi è la colomba dello Spirito, asciugandosi gli occhi con queste... La visita dello Spirito Santo in tempo pasquale colma l’attesa di un anno. E ripete all’estero una tradizione vissuta da secoli nella loro terra, Madeira.

Le tre bambine, ognuna con un cesto pieno di petali di rosa, intonano un’antica, dolce cantilena di preghiera: è per la famiglia che accoglie, per un malato, una ragazza da sposare, un bambino appena nato... Il missionario fa la sua calma benedizione tra una nuvola di petali lanciata su tutti i presenti, che in ogni casa tra parenti, vicini e invitati sono già un piccolo popolo. Uno del nostro drappello impugna alto il crocifisso, che tiene in mano tutta la giornata. La chitarra di un altro e la vecchia fisarmonica riprendono voce, mentre Filiberto, pizzicando il suo mandolino, si abbandona a un canto struggente: “Migrante suo, chora Linda…”(sono migrante, piangi Linda)

Sì, è la loro stessa vita che canta, mentre un nodo alla gola ti afferra di emozione e il messaggio tra pareti domestiche si fa nella sua verità ancora più autentico. Perfino, toccante.

La vita dispersa  e tormentata di ogni migrante è presentata oggi come su un piatto d’argento: la musica gonfia la commozione, la parole si fanno universali. Mai abbastanza si capirà la tessitura umana del cammino degli Abramo di oggi, dove speranza, illusioni, audacia, scoraggiamento e nostalgia si intrecciano insieme, a volte drammaticamente. In fondo, è lo Spirito di Dio che spinge questi uomini e queste donne a cercare una vita degna di essere vissuta…  Lo comprendi, qui e ora.

In ogni casa che si visita è una boccata potente di ossigeno di fede, del senso delle origini e del comune destino. “Sono nato per nascere!” scriveva Pablo Neruda. Sì, a una vita di dignità. Come per incanto, ognuno coglie in questi momenti il senso del suo stesso avventuroso cammino... fatto insieme con Dio. Ed è allora che viene scoperta una lunga tavolata: come per miracolo vi appare ogni ben di dio, con specialità tradizionali e dolci fatti in casa. È l’inizio della festa! Ma per noi c’è appena il tempo di prendere al volo qualcosa e via, cantando... altre case di migranti ci aspettano in questa metropoli. E le emozioni ricominciano...

Fattasi notte, infine, il nostro drappello di uomini e di bambini si trascina fino alla nostra chiesa, per un ultimo momento di preghiera e di ricordo. Sì, in una galoppata simile tra appartamenti, casette e condomini di una Londra smisurata solo i volti ora vi resteranno impressi. Volti di migranti. Con i loro occhi aperti sul mondo di domani, forse più solidale e più fraterno. Grazie anche a loro.

Renato Zilio

Eritrea: appello per salvare la scuola italiana

23 Giugno 2020 - Roma - "La chiusura della Scuola statale italiana ad Asmara è un pericolo da scongiurare a ogni costo; per decenni questo istituto ha preparato geometri, ingegneri, la classe dirigente del Paese": è l'appello che arriva, all'agenzia Dire, da p. Vitale Vitali, 45 anni di missioni nel Corno d'Africa, su una revoca della licenza comunicata dal governo eritreo. "Quella della Scuola è un'esperienza fondamentale" sottolinea il religioso appartenente alla Congregazione dei Pavoniani, una congregazione che opera in Eritrea dal 1969 e resta oggi custode nella capitale di una biblioteca di riferimento, con decine di migliaia testi di antropologia, linguistica, storia e memoria giornalistica. "Con le sue elementari, le medie e le superiori, l'istituto ha preparato, emancipato e sostenuto generazioni di eritrei, compresi futuri dirigenti e figli di ministri" sottolinea padre Vitali: "bisogna fare grande attenzione e intervenire subito anche perché ad Asmara a volte si fanno annunci per valutare le reazioni che producono". Difficile per ora capire le ragioni dietro la comunicazione di revoca. La decisione si affiancherebbe al ritiro di Asmara da un accordo tecnico bilaterale che prevede l'istituzione di un organismo di gestione congiunta, composto da rappresentanti italiani ed eritrei. La revoca della licenza, un permesso necessario perchè la Scuola possa continuare l'attività educativa e culturale avviata nel 1935, in periodo coloniale, ha suscitato l'allarme anche di insegnanti e formatori. Secondo l'associazione professionale e sindacale Anief, la decisione colpisce "una tessera fondamentale delle relazioni diplomatico-culturali" tra Italia ed Eritrea.  

Italiani nel Mondo: gli emiliano romagnoli raccontano la pandemia

19 Giugno 2020 - Bologna - La Consulta Regionale degli Emiliano Ronagnoli nel Mondo inaugura una nuova rubrica dedicata alle testimonianze dei corregionali  nel mondo durante l'emergenza Covid-19. I materiali raccolti daranno vita ad una mostra fotografica e documentale sul museo virtuale MIGRER, che racconterà l'emergenza sanitaria globale attraverso i contributi delle varie  comunità all'estero. Nel mondo - spiega la Consulta - la pandemia si è mossa con tempi e modalità diverse e i paesi hanno messo in campo strumenti e misure molto differenti: ecco perché "vogliamo avviare un dialogo con le comunità di emiliano-romagnoli nel mondo finalizzato, a sapere come stanno vivendo questo difficile momento storico e conoscere la situazione attuale nei Paesi in cui risiedono i nostri corregionali". Il tutto verrà fatto attraverso  testimonianze, interviste e fotografie che saranno raccolte nella nuova rubrica “Speciale Covid-19: parola agli emiliano-romagnoli nel mondo”.

Acli: “Commissione parlamentare italiani all’estero deve rispondere a nuove esigenze”

17 Giugno 2020 -
Roma - “Oggi cambiano i contesti economici e sociali e cambiano anche i bisogni dei nostri expat che non cercano solo un luogo dove poter realizzare i propri diritti sociali, ma dei veri e propri luoghi di integrazione dove trovare risposta rispetto al tema della casa e del lavoro – ha dichiarato il Presidente nazionale delle Acli e della Federazione Acli Internazionali, Roberto Rossini, commentando l’audizione delle Acli presso la Commissione Esteri sull’istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero – ed è a questi nuovi  bisogni che il nostro sistema paese, insieme alle reti associative e di servizio, deve trovare delle risposte”. “Il dibattito sulla commissione è anche un’ottima occasione per riflettere sui sistemi di rappresentanza degli italiani all’estero. – ha dichiarato durante l’audizione il Vicepresidente Federazione Acli Internazionali, Matteo Bracciali – Comites, CGIE e rappresentanza parlamentare devono integrarsi, ognuno per le proprie competenze, in modo da garantire risorse e risposte efficaci e tempestive alle nostre comunità all’estero perché è da questo fattore e dagli investimenti nell’informazione che rafforza la partecipazione alla vita sociale e politica degli expat. Il taglio dei parlamentari all’estero proposto nella riforma costituzionale – ha concluso Bracciali –  va nella direzione opposta rispetto a questo assunto e la riteniamo una scelta profondamente sbagliata ed ingiusta”.

Vescovi Basilicata: il fenomeno emigratorio tra i temi dell’incontro a Potenza

11 Giugno 2020 - Potenza - I vescovi della Conferenza Episcopale della Basilicata si sono riuniti, sotto la presidenza dell’arcivescovo Salvatore Ligorio, a Potenza lo scorso 8 giugno e si sono confrontati sul crollo demografico e sul fenomeno emigratorio della regione anche “come grave problema pastorale, è stato oggetto di confronto, insieme alla riflessione sull’attività e presenza della Chiesa nella particolare e attuale situazione socio-culturale e politico-economica della Regione”. Tra i temi all’ordine del giorno la situazione del Seminario Maggiore e l’Anno Propedeutico dei giovani in discernimento vocazionale, specialmente in relazione alla formazione e spiritualità in questi mesi di restrizione di vita comunitaria a causa dell’epidemia. Inoltre hanno discusso di un progetto regionale di riforma dell’attività catechetica. I presuli hanno quindi ribadito l’attenzione alle giovani generazioni, anche per le attività oratoriali ed estive, in regime di precauzione sanitaria. R.I.

Mci Francoforte: don Laslau nuovo missionario

11 Giugno 2020 - Francoforte - Per raggiunti limiti di età, don Silvestro Gorczyca il 30 giugno prossimo lascerà la responsabilità della Missione Cattolica Italiana di Francoforte, che guidava dal 2014, dopo aver operato per sette anni (2007-2014) alla Mci di Amburgo. Gli succederà don Matteo Laslau, al momento missionario nella Mci di Winterthur in Svizzera) e coordinatore dei missionari italiani nella diocesi di Chur. Guiderà la Mci di Francoforte dal prossimo 1 settembre 2020. Don Matteo è oriundo rumeno, cittadino italiano, incardinato nella diocesi di Ravenna-Cervia. Don Silvestro saluterà la comunità italiana di Francoforte domenica 28 giugno. “Un vivo grazie a don Silvestro e tanti cari auguri per il suo futuro nuovo impegno pastorale” e “benvenuto al nuovo missionario”, dice il delegato nazionale delle Missioni cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli.

Italiani nel Regno Unito: il rischio di essere trattati come cittadini di serie B

9 Giugno 2020 - Londra - Vivere nel Regno Unito ma non sentirsi nell’“Europa unita”. Sperimentare la percezione di essere “stranieri” e “schedati” per poter restare e lavorare… “Sono brutte sensazioni, le sentiamo addosso”, racconta al Sir Daniela Vicini, 44 anni, originaria di Pavia, che dal 2017 abita con il marito e le due figlie (Sofia 15 anni, Anastasia 10) nel Cheshire, una contea nel nord-ovest del Paese, a una quarantina di chilometri da Manchester. Una famiglia italiana “atipica”, avendo vissuto prima in Cile, poi negli Stati Uniti, per esigenze di lavoro di Maurizio Miccolis, ingegnere, attualmente impegnato nella costruzione di un radio-telescopio gigante (https://www.skatelescope.org/). “Quando è emersa questa opportunità di lavoro per mio marito, siamo venuti con gioia nel Regno Unito, benché sapessimo del Brexit. Le informazioni diffuse dal governo sembravano rassicuranti per chi fosse qui a lavorare. Invece ora abbiamo avuto brutte sorprese”. Daniela, laurea in Giurisprudenza, ex impiegata presso le Acli, oggi – dice – è “mamma a tempo pieno”, anche se non esclude di cercarsi un lavoro prossimamente. Di recente ha registrato un video che lamenta le difficoltà insorte col Brexit per i cittadini europei, i quali devono registrarsi per non diventare “immigrati illegali”. Infatti se non si ha la cittadinanza britannica occorre richiedere entro il 30 giugno 2021, essendo arrivati nel Paese entro il 31 dicembre 2020, il permesso di residenza provvisoria o residenza permanente: si tratta del Pre-Settled Status e del Settled Status (questo il sito ufficiale del governo per inoltrare la domanda: https://www.gov.uk/settled-status-eu-citizens-families/applying-for-settled-status). Ma l’accesso a tali documenti – che si ottengono mediante una richiesta on line, fornendo tutti i necessari dati anagrafici – può risultare complicato per qualcuno, ad esempio per i più anziani. La questione potrebbe inoltre riguardare i minori, perché “non tutti i genitori sono consapevoli che la applicazione è personale e non famigliare”. Daniela si dedica dunque, come volontaria, ad aiutare chi ne avesse bisogno per compilare la domanda on line (https://settled.org.uk/it/). “Il vero problema rispetto alla mia sensibilità come persona è l’essere privata dei diritti pieni di cittadinanza e realmente degradata a residente di serie B. Non solo l’applicazione non è automatica (come invece era stato promesso nel 2016 prima del referendum), ma a fronte della cessione di tutti i nostri dati di contatto e personali (numero di passaporto, indirizzo, telefono, mail… da aggiornare ogni volta che ne cambiamo uno) non viene rilasciato alcun documento comprovante lo status. Solo un codice da verificare via web: fino al prossimo crash del sistema”. Non ci sono soltanto ostacoli burocratici. Nel Paese – peraltro pesantemente segnato dal coronavirus – talvolta emergono forme non sempre velate di ostilità verso i cittadini di altri Paesi. “Il clima che si respira a Londra, Manchester, Liverpool è certamente molto più multiculturale e aperto di quello che si può trovare nelle campagne del Cheshire. Peraltro noi apparteniamo alla categoria degli immigrati ‘giusti’: europei, che lavorano e abitano in un bel quartiere. Ma non è così per tutti. Ciononostante frasi del tipo ‘tuo padre è venuto a rubarci il lavoro’ sono capitate a scuola ad entrambe le figlie”. Aggiunge: “è di questi giorni la notizia che per richiedere la cittadinanza inglese non basterà neanche più il Settled Status, perché oltre ai 5 anni di residenza bisognerà provare di aver pagato l’assicurazione sanitaria (in parole povere aver sempre avuto un contratto di lavoro stabile). Quindi una mamma a tempo pieno come me potrebbe non ottenere mai la cittadinanza”. A tutto ciò si è aggiunto il Covid che “ha peggiorato la situazione in quanto chi avesse già ottenuto il Pre-Settled Status, ma si fosse assentato dal suolo britannico per più di 6 mesi su 12”, come hanno fatto diversi stranieri, “perderebbe lo status ottenuto. Molti nostri connazionali sono rientrati a casa in Italia ed è necessario ricordare loro questa scadenza”. Da qui l’impegno a dare una mano “a chi non si rendesse conto del rischio di perdere quello che invece considera come un diritto acquisito”. Avete nostalgia dell’Italia? Daniela sorride. La vita che, assieme al marito, ha scelto per la sua famiglia mette in conto di restare all’estero, almeno per qualche anno ancora: le figlie infatti hanno finora frequentato scuole in lingua inglese e il rientro nel Belpaese potrebbe essere in tal senso un po’ problematico. Poi aggiunge: “qui onestamente noi ci troviamo bene. Non ci manca nulla. Occorre però superare questo scoglio generato dal Brexit”. Ed è proprio di queste ore la notizia che i negoziati per il divorzio tra l’isola e l’Ue sono in una fase di stallo. “Questo ci preoccupa. Ma soprattutto dovrebbe preoccupare gli inglesi. Credo proprio – ma magari è solo la sensazione superficiale – che il Regno Unito subirà contraccolpi da questa scelta. Noi con un’ora di volo possiamo tornare in Italia o in Europa, ma ci si domanda quale sarà il futuro per gli inglesi”.   Gianni Borsa

La forza che ci alimenta

6 Giugno 2020 - Annecy - Oggi il Vangelo è molto breve. Breve non vuol dire che non è importante, anzi! Il testo fondamentale, su cui si muove la liturgia di oggi, è il versetto: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Dio ha tanto amato il mondo, in senso positivo, l'universo, tutte le creature, tutti gli esseri viventi. Noi siamo frutto di questo amore. E con questo vogliamo affermare che credere in Dio significa ritenere che c'è una Vita grande, che c'è una Verità immensa, che c'è un Bene sommo e che una forza positiva ci alimenta. Il nostro futuro è possibile, perché Dio può entrare nella nostra vita. C'è una Realtà profonda che ci sostiene e che rende sensata tutta la nostra esistenza. Come cristiani aggiungiamo che Dio è Trinità. Questa formula è diventata dottrinale, ma non è una formula calata dal cielo, perché usiamo termini umani. Ed ha richiesto secoli per essere formulata, perché nasceva da una esperienza (la sua formulazione è del IV secolo dopo Cristo). E questa esperienza ci porta ad evidenziare il carattere relazionale della nostra esistenza; noi siamo rapporto, per cui diciamo Dio in modo relazionale: Padre, Figlio, Spirito sono termini relazionali. Ci siamo ben resi conto in questi giorni di pandemia come noi siamo costituiti dalle relazioni; non solo con gli altri, ma anche con gli animali, con le piante, con la realtà che ci attornia. In questo senso noi possiamo diventare noi stessi vivendo i rapporti e alimentando le relazioni. Anche nel nostro modo di pensare e di dire Dio. Cosa voglia dire questo riguardo a Dio non lo possiamo capire, lo possiamo solo percepire nelle nostre piccole realtà create. I termini che noi utilizziamo per parlare di Dio sono termini umani: padre, figlio, dono, principio, parola, spirito; e sono tutti termini relazionali, che indicano cioè un rapporto. E qui percepiamo che l'espressione di fede in Dio mette in luce anche una caratteristica della nostra condizione: noi siamo relazione. Il che vuol dire che, se Dio è, per vivere intensamente noi non possiamo evitare il rapporto con Lui. Vivere la relazione con Dio non è accidentale per noi, ma costitutivo. E il viverla consapevolmente ci rende, da un punto di vista umano, compiuti. Chi vive la fede in Dio deve essere consapevole che il suo cammino è verso una compiutezza umana che deve diffondere. Dio ha tanto amato il mondo......il mondo intero, uomini, donne, terra, animali, piante.... E se Lui lo ha amato, anche noi vogliamo amarlo, custodirlo e coltivarlo, con tutta la sua ricchezza e bellezza, e lavorare perché la Vita fiorisca in tutte le sue forme e racconti Dio, Padre, Figlio, Spirito Santo che cammina con noi in questa nostra storia che scopriamo fragile, e ci abbraccia nel Mistero dell'Amore. (d. Pasquale Avena - Mci Annecy)    

Italiani all’estero: parte l’Osservatorio delle Radici Italiane

1 Giugno 2020 -

Roma - Da anni attiva sul tema dell’emigrazione, della mobilità e delle ricadute che queste hanno sul territorio l’Associazione AsSud ha istituito il Centro Studi e Ricerche sul tema “Osservatorio permanente delle Radici Italiane” (ORI), in modo da coordinare e dare maggiore impulso alle varie azioni che in questi anni l’Associazione ha promosso, sostenuto, diretto, in collaborazione con Istituzioni, Università, Case Editrici, Scuole, e tutti gli attori territoriali e le comunità locali. L’Osservatorio svolge le funzioni di monitorare in modo permanente tutto ciò che attiene alle radici, all’identità ai valori italiani, tanto sul piano teorico che empirico, sia per il passato che per il presente, dentro e fuori i confini nazionali. Tra le iniziative di questo periodo una ricerca dal titolo “Scoprirsi Italiani: i viaggi delle radici in Italia”.