Tag: Italiani nel mondo

Scuola italiana di Madrid: 400 alberi per sensibilizzare gli alunni sull’ambiente

4 Marzo 2021 - Madrid - Domenica 28 febbraio una delegazione di allievi della Scuola Italiana di Madrid, insieme ai volontari della Associazione senza scopo di lucro (R)Forest Project, hanno piantato 400 alberi di pino in un terreno da recuperare, ridenominato “Bosco Italia”, situato nel municipio di Alalpardo, 30 km a nordest di Madrid. Per quattro mesi gli alberi sono stati curati dagli studenti nel patio della scuola, e dopo molte vicissitudini (inclusa la tempesta Filomena, che ha messo in crisi molte zone verdi della Comunidad di Madrid), ora sono in mezzo alla natura, e con loro tutto l’affetto che gli alunni vi hanno dedicato in questo periodo. L’attività fa parte di un progetto in collaborazione tra la Scuola Italiana, l’Ambasciata d’Italia a Madrid e l’Associazione (R)Forest Project. L’obiettivo è lo sviluppo della sensibilità di bambini e adolescenti verso la tutela dell’ambiente, l’importanza di comportamenti responsabili e un ruolo attivo per migliorare lo stato del nostro pianeta. A questo proposito, l’Ambasciatore di Italia in Spagna, Riccardo Guariglia, ha sottolineato l’importanza di trasmettere ai giovani i principi della conservazione e della sostenibilità ambientale, segnalando “quanto la comunità italiana si senta orgogliosa di contribuire, con un piccolo gesto, alla qualità di vita della regione che ci ospita”. Anche il Direttore della Scuola Italiana, Massimo Bonelli, ha messo in luce quanto sia stato importante per i ragazzi il contatto diretto con gli alberi in questi mesi: “Grazie a questa stimolante esperienza, gli studenti della scuola hanno accresciuto la loro consapevolezza sulle questioni ambientali e ora potranno continuare l’esperienza attraverso laboratori creativi incentrati sull’importanza della natura per la nostra vita e della protezione dell'ambiente”. La giornata trascorsa all’aperto ha suscitato grande entusiasmo tra i partecipanti, tanto nei bambini quanto nei genitori e nei docenti presenti. “Tutti si sono sentiti coinvolti in qualcosa di importante, e hanno profuso molta energia nello scavare le buche e nel sistemare con cura gli alberelli nella loro posizione. Ora ci attendiamo che i racconti degli studenti possano trasferire queste emozioni ai loro compagni che non hanno potuto esserci, a cause delle limitazioni imposte dalla situazione sanitaria”, ha detto il docente Fabio Fussi, responsabile del programma. Il progetto non termina con la piantumazione degli alberi: a partire da oggi si mettono in moto una serie di incontri scientifici e laboratori creativi che, attraverso la scrittura, la poesia, la fotografia e l’osservazione dello spazio porteranno gli studenti a riflettere sul ruolo fondamentale degli alberi nello spazio che ci circonda e a raccontarlo con differenti linguaggi espressivi.    

Italiani nel Mondo: domani protagonista l’Emilia-Romagna in un incontro post Festival della Migrazione

3 Marzo 2021 -

Modena - Continua il ciclo di videoconferenze dedicate allo “Speciale Province d’Italia 2020” contenuto nel Rapporto Italiani nel Mondo 2020 (RIM), promosso dalla Fondazione Migrantes, nell’ambito delle iniziative del Festival della Migrazione. Il prossimo appuntamento, il quarto, sarà domani, giovedì 4 marzo, dalle 15 alle 17: alcuni degli autori della quindicesima edizione del RIM si troveranno a dialogare sul tema della mobilità italiana con un focus sull’Emilia Romagna e la provincia di Modena: “vedere, scegliere, agire”. Coordinati da Delfina Licata, curatrice e caporedattrice del RIM, i lavori prevedono saluti introduttivi di don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes, del Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e della Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein. Gli interventi saranno del teologo Brunetto Salvarani, che parlerà di ‘Quando la strada verso un futuro migliore è migrante’; del professor Lorenzo Bertucelli dell’Università di Modena e Reggio Emilia sul tema “La mobilità dell’Emilia-Romagna tra passato e presente” e del prof. Antonio Canovi che approfondirà il capitolo del Rim dedicato alla provincia di Modena. Le conclusioni sono affidate al portavoce del Festival della Migrazione, Edoardo Patriarca. È possibile seguire l’evento sulla home page di www.festivalmigrazione.it oppure sulla pagina Facebook del Festival (https://www.facebook.com/festivalmigrazione) o, ancora, sul canale Youtube (https://www.youtube.com/channel/UCIkQTdGqDl_CurK0NGzezdg ).

MCI Barcellona: la comunità ha celebrato la Santa Messa Quaresimale delle famiglie

3 Marzo 2021 - Barcellona - Una celebrazione per condividere il cammino verso la Santa Pasqua coinvolgendo tutti i bambini del catechismo. Bambini che hanno animato la celebrazione presentando i fioretti che si sono impegnati a mettere in pratica per vivere anche loro la Quaresima come un periodo di rinnovamento. È quanto avvenuto domenica nella chiesa di Sant'Anna durante la celebrazione della Missione Cattolica Italiana, presieduta da don Luigi Usubelli. I fioretti sono stati rappresentati come «fiamme per accendere una grande candela, cuori, fiori e chicchi di pasta. Tanta creatività che le nostre catechiste hanno messo in pista per trasmettere il messaggio quaresimale», spiega il sacerdote. La Missione Cattolica Italiana ringrazia «tutte le famiglie che sono state generosissime nel donare prodotti alimentari per i nostri fratelli di Santa Anna! Un offertorio davvero vissuto avendo nel cuore i nostri fratelli in difficoltà». (R. Iaria)  

Scoprirsi italiani: oggi “speciale Australia” per i viaggi delle radici in Italia

25 Febbraio 2021 -

Roma - Questa mattina, alle ore 9, terzo appuntamento sul “turismo delle radici” dedicato all'Australia, organizzato dall’Osservatorio delle Radici Italiane (ORI) e dell’Associazione AsSud. Il webinar, dal titolo che riprende la ricerca “Scoprirsi italiani: i viaggi delle radici in Italia”, potrà essere seguito sulle pagine Facebook dell’Osservatorio e del Festival delle Spartenze: https://www.facebook.com/ORI-Osservatorio-Permanente-delle-Radici-Italiane-102943638303531https://www.facebook.com/festivalspartenze.

Si parlerà di questa particolare forma di turismo con diversi relatori: Giovanni de Vita del MAECI (Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Francesco Giacobbo (Sen. eletto nella Circoscrizione Estero Africa, Asia, Oceania), Nicola Carè (On. eletto nella Circoscrizione Estero Africa, Asia, Oceania), Mariangela Stagnitti (Presidente del Comites di Brisbane), Laura Di Russo (Responsabile dell’Ufficio Emigrazione della Regione Abruzzo), Joe Delle Donne (Presidente degli Abruzzesi d'Australia), Enzo Badalotti (VicePresidente dei Veronesi nel Mondo), Michele Grigoletti (Presidente del Club Veronesi a Sidney), Joe Caputo (Presidente della Federazione Pugliesi d'Australia) e Martino Prince (Presidente della Federazione dei Calabresi del Sud Australia e neo eletto consultore della Regione Calabria). A coordinare e stimolare il dibattito saranno i componenti dell’Osservatorio: Marina Gabrieli, Riccardo Giumelli, Delfina Licata e Giuseppe Sommario. Il webinar si inserisce in una ricerca su scala globale del turismo delle radici, intrapresa dall’Osservatorio stesso con la collaborazione del MAECI e della DGIT (Direzione generale per gli italiani all’estero). Capire quali sono le aspettative su questo tema, quali iniziative potranno essere intraprese, come costruire la domanda di turismo delle radici sono solo alcuni dei temi di discussione con i relatori.

Migrantes: giovedì webinar su “Italiano all’estero, lingua di comunione”

23 Febbraio 2021 - Roma – “Italiano all'estero, lingua di comunione”. Questo il tema di un convegno, online, che si svolgerà giovedì 25 febbraio, promosso dalla Migrantes in collaborazione con la Missione Cattolica Italiana di Genk e alle Acli del Limburgo e di Genk. «Si tratta – spiega il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis - per noi di un momento di riflessione e di ascolto» e «un momento formativo in preparazione del convegno delle Missione Cattoliche Italiane previsto pe il prossimo mese di novembre. All’incontro, moderato da Delfina Licata, interverranno Fernando Marzo, Presidente Commissione Lingua e Cultura del CGIE; don Giovanni De Robertis, direttore generale della Migrantes; Massimo Vedovelli, dell’Università per Stranieri di Siena; Caterina Ferrini dell’Università telematica degli Studi IUL e don Gregorio Aiello, responsabile della Missione Cattolica Italiana di Genk.    

Canada: è morto p. Nardone per anni a fianco degli italiani

23 Febbraio 2021 - Toronto - La Famiglia Francescana, la Chiesa canadese e la comunità italiana del Canada piangono p. Amedeo Nardone, per anni a fianco degli italiani. È morto a Toronto all’età di 78 anni. Era nato a Cassino ed era stato ordinato sacerdote nel 1968 a Lanciano in provincia di Chieti. Padre Amedeo apparteneva all’Ordine dei frati Minori. Era arrivato in Canada nel 1977. A Toronto aveva iniziato a prestare servizio nel quartiere di Eglinton presso la Chiesa dell’Immacolata Concezione. Dal 2002 era parroco della chiesa di S. Jane Francis a Nort York della città metropolitana di Toronto. La notizia è stata subito riportata dal Corriere Canadese, il quotidiano in lingua italiana. Padre Roberto Campagna, Minister Provincial dell’Immacolata Concezione lo ha definito come “il classico esempio di francescano e dei parroci di un’altra generazione”. Dalla testata si apprende che padre Amedeo si era fatto conoscere subito per quella sua passione e per l’altruismo, era un punto di riferimento per la comunità parrocchiale. Era sempre a disposizione, sapeva tenere coesa la comunità parrocchiale, anche con pellegrinaggi. «Sapeva arrivare alle corde del cuore, sapeva farsi apprezzare per il servizio intelligente in seno alla comunità». Un vero apostolo del Vangelo, un ministro della Parola, attento al rito dei Sacramenti. Dice di lui Joe Volpe, l’editore della testata: “Padre Amedeo ha svolto un grande e importante servizio alla comunità tutta, era ben voluto, più che un parroco era un amico di tutti, era amato per la sua umiltà, per la sua disponibilità”. A testimoniarlo anche i tanti parrocchiani che lo ricordano con grande affetto. Padre Amedeo era stato dal 1996 al 2006 presidente della Italian Pastoral Commission. Ma era anche un grande sostenitore delle scuole cattoliche che da queste parti erano state fondate dai francescani. Nel campo della comunicazione per il Corriere Canadese era responsabile dell’inserto settimanale ‘Chiesa 2000’, pagine dedicate all’informazione pastorale e alla catechetica per le quali curava personalmente gli articoli. A tutta la comunità canadese che lo ha conosciuto e amato, alla famiglia francescana e ai familiari il profondo e commosso ricordo da parte della Fondazione Migrantes.

Attentato Congo: Kaaj Tshikalandad, l’attentato di ieri mi ha lasciato sbigottita ed inerme

23 Febbraio 2021 - Firenze - Kaaj Tshikalandad è una ragazza nata in Italia da genitori congolesi che hanno studiato a Firenze, accolti dal Centro Internazionale “Giorgio La Pira”. Ma Kaaj è anche cresciuta in Congo e tornata in Italia per gli studi universitari. Ora vive a Firenze. Racconta a www.migrantesonline.it parlando dell’attentato nel suo Paese che ha causato la morte all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, al carabiniere italiano Vittorio Iacovacci e al loro autista congolese, Mustafa Milambo.  «Mi dispiace – dice per quello che è successo ieri, per l’attentato all’Ambasciatore Luca Attanasio e alle persone che si trovavano con lui». «La mia relazione tra il Congo e l’Italia è una relazione di casa verso casa. Il Congo è il mio paese di origine dove ho fatto i miei studi superiori, ma l’Italia è il Paese che mi ha visto nascere e crescere per gran parte della mia età adolescenziale». L’attentato di ieri l’ha lasciata sbigottita, inerme: «E’ fondamentale l’importanza della cooperazione italiana che ha avuto per il mio percorso di formazione e anche la dualità identitaria che c'è in una persona come me - afferma - che nasce tra due mondi che potrebbero essere quasi in disaccordo ma in realtà si trovano a vivere insieme”. In Congo Kaaj viveva nella capitale a Kinshasa, per far capire quanto gli italiani siano stati importanti fa un riferimento storico citando la costruzione in Congo delle due più grandi dighe idroelettriche realizzate con la cooperazione italiana. “La vicenda del pluriomicida successo ieri - continua - ci ricorda anche il monito del Premio Nobel della Pace 2018, il ginecologo congolese Denis Mukwege che ha una clinica proprio a Goma, luogo di guerra. Le milizie usano lo stupro come arma di guerra, lui si rivolgeva alla società internazionale affermando che non si può far finta di non vederlo». «Così  - dice - il defunto ambasciatore era lì in missione per il programma alimentare mondiale per poter aiutare la popolazione dal punto di vista alimentare e il dottor Denis aiutava dal punto di vista medico». Concludendo afferma «in questo contesto un po’ pigro dal punto di vista internazionale sicuramente la cooperazione italiana e grazie anche all'Ambasciatore Attanasio ha avuto un passo in più, mettendo in atto una politica meno burocratica e più concreta».  (NDB)

Cgie: l’attentato in Congo “un momento di profondo dolore”

23 Febbraio 2021 - Roma - «Non ci sono lacrime per colmare i sentimenti, né per spiegare la barbarie con la quale nella Repubblica Democratica del Congo due giovani vite sono state spezzate nello splendore della loro gioventù. Il nostro sta diventando il paese delle lacrime, dei singhiozzi malcelati che non riusciamo più a trattenere per le tante, molte vittime sacrificate sull’altare della pace, impegnate in giro per il mondo nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite”. Lo scrive oggi il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero dopo l’uccisione, ieri, dell’ambasciatore in Congo, Luca Attanasio, ucciso insieme al carabiniere italiano Vittorio Iacovacci e al loro autista congolese, Mustafa Milambo. Il Consiglio Generale degli Italiani fa sue le parole espresse dal Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che ha «accolto con sgomento la notizia del vile attacco»: “La Repubblica italiana è in lutto per questi due servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali”, ha detto Mattarella. Il Cgie «si unisce al lutto delle famiglie di Luca e Vittorio ed esprime loro le più sentite condoglianze. Per alcuni di noi, che abbiamo condiviso parte del percorso professionale del giovane Ambasciatore d’Italia, è un momento di profondo dolore e di quel tempo serbiamo un ricordo indelebile».

Attanasio “andava ovunque per prendersi cura degli italiani: la testimonianza di un ex studente internazionale

23 Febbraio 2021 - Roma - Luca Attanasio, ambasciatore d’Italia in Congo «era una persona perbene; era una grande persona. Nel ruolo di diplomatico era molto riservato e molto prudente. La sua presenza in Congo, ha fatto acquistare all’Italia una diffusa importanza». È testimonianza dell’avvocato Joseph Nzimbala, ex studente internazionale accolto dal Centro Studenti Internazionale di Firenze raccolta dal direttore Maurizio Certini per www.migrantesonline.it. Attanasio – dice l’ex studente - «come persona era sempre vicino alla gente. Era molto sensibile alla sofferenza dei poveri, al dolore di coloro che sono gli ultimi. L’ho visto tante volte togliersi la giacca e andare ad aiutare i bambini di strada. Parlava loro con gentilezza, con pazienza, dava loro il cibo. Con la moglie Zakia, sosteneva molto i bambini. Ho visto Luca pagare di tasca propria le rate scolastiche ai figli di chi non aveva possibilità». Nzimbala ricorda che l’ambasciatore – ucciso ieri insieme al carabiniere italiano Vittorio Iacovacci e al loro autista congolese, Mustafa Milambo, «è venuto due volte a trovarci nella foresta, per visitare le scuole che con progetti e aiuti di amici italiani siamo riusciti a costruire. Anche lui aiutava queste scuole. Ed era molto, molto attento alle fatiche delle donne che vanno a cercare l’acqua lontano dal villaggio, e alle sofferenze dei bambini costretti a bere acqua sporca». Come ambasciatore «faceva di tutto per rappresentare al meglio l’Italia, e andava ovunque per prendersi cura degli italiani. L’ho visto a più di 700 chilometri dalla capitale. Sempre attento a non rischiare e a non far rischiare altri inutilmente, era venuto nel Bas Congo per l’inaugurazione di una piattaforma, costruita con un appalto vinto da una società italiana. Era lì per incoraggiare i lavoratori italiani, per non farli sentire soli. Era lì per dire che l’Italia era presente e che sosteneva i suoi imprenditori. Era lì per dire a tutto il Congo che l’Italia era attenta al Paese, interessata allo sviluppo economico della Regione, che desiderava collaborare con il proprio lavoro e con la propria tecnologia».  E vedendo che l’ambasciatore italiano era così presente nel sostenere i suoi concittadini, «la gente, in prevalenza contadini, ha rispetto e ama questi italiani». Luca Attanasio era «un vero diplomatico e una grande persona che sapeva promuovere gli interessi dell’Italia e degli italiani, amando i congolesi come suoi familiari”, aggiunge l’ex studente internazionale: «è andato a morire, insieme al caro Vittorio Iacovacci, vittima di un attacco veramente ignobile, triste, disumano, da parte di un gruppo armato di ribelli. Era andato in quella zona del Kivu portando alla gente ancora una volta il nome dell’Italia. Luca è morto assassinato, è morto sacrificato, è morto come un martire per il bene dell’Italia e dei congolesi. Ecco, un ambasciatore che in ufficio sapeva indossare bene la sua giacca, e che sapeva anche mettere le scarpe giuste per scendere nel campo e sporcarsi per conoscere da vicino le cose, condividere, sostenere, aiutare tutti». La testimonianza integrale nel prossimo numero di “Migranti Press”, (R. Iaria)  

CEI: “la violenza non è la cura”

23 Febbraio 2021 - Roma - “Esprimiamo profondo cordoglio per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, del carabiniere Vittorio Iacovacci e del loro autista, uccisi in un attacco che ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della città di Goma”. Lo scrive la CEI in un post sui social dopo l’attentato di ieri. “Nel deprecare quanto avvenuto”, evidenzia la Conferenza Episcopale Italiana  che ricorda le parole di Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2017: “La violenza non è la cura per il nostro mondo frantumato”. “Ci stringiamo alle famiglie delle vittime, cui assicuriamo il ricordo nella preghiera. A loro porgiamo sentite condoglianze e grande solidarietà”, conclude la nota dell’episcopato italiano. (R. Iaria)