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L’italiano spiegato alla scuola migranti in un docufilm

16 Gennaio 2020 - Milano - La scuola, nella sua urgenza e nelle sue contraddizioni, continua a essere il tema del racconto di cineasti di tutto il mondo. E con Marco Polo - Un anno tra i banchi di scuola arriva nei cinema il documentario di Duccio Chiarini, che narra, dopo novanta ore di riprese e un anno scolastico intero trascorso tra i banchi, le infinite possibilità che la formazione e l’educazione creano. Presentato in anteprima alla scorsa edizione di “Alice nella città” (la sezione indipendente della Festa di Roma), Marco Polo - Un anno tra i banchi di scuola si ispira al nome dell’omonimo istituto tecnico fiorentino ed è una scuola particolare, esemplare: nel pomeriggio professori e studenti si impegnano a insegnare la lingua italiana ai migranti grazie al modello della Penny Wirton (la scuola gratuita ideata dallo scrittore Eraldo Affinati insieme all’insegnante Anna Luce Lenzi). «Da tempo volevo realizzare un documentario di pura osservazione – spiega Duccio Chiarini – seguendo l’esempio del cineasta americano Frederick Wiseman. Volevo trovare un luogo che mettesse al centro della narrazione scene vere di vita vissuta, senza la mediazione filmica della voce fuori campo o delle interviste. Quando ho intercettato l’istituto Marco Polo, che avevo conosciuto per un progetto iniziale che è non stato più sviluppato, ho iniziato a lavorare in maniera “neutra”: prima ho voluto incontrare tutti gli insegnanti per spiegare il progetto filmico e, di conseguenza, capire, dialogando con loro, come essere rispettoso del lavoro e degli spazi. Poi, senza telecamera, ho trascorso un mese alla ricerca delle classi che avrebbero potuto creare spunti adatti a far emergere i contrasti, l’energia e la spontaneità dei ragazzi». Girare un film in una scuola non è un’operazione semplice. La sfida principale è creare una fiducia tale da rendere trasparente la presenza del regista e degli operatori nelle classi, nei corridoi e negli uffici scolastici: «La provocazione della naturalezza – continua Chiarini – è quotidiana, anche quando non utilizziamo le videocamere: indossiamo maschere, recitiamo ruoli per dimostrare chissà cosa. Affiancando gli adolescenti nella mia precedente esperienza cinematografica ho scoperto come la spontaneità nell’essere sé stessi li ha abituati alla presenza della macchina da presa. Nel film ci sono scene a contenuto emozionale più elevato rispetto ad altre, ma molto naturali, mai finzionali, anche quando ho ripreso il rimprovero del preside ad una ragazza contro la sua assenza ingiustificata». Nel film si alternano le lezioni in classe più varie, dallo studio del cinese allo studio della storia e prevale, spesso, l’importanza che i professori di storia e educazione civica conferiscono allo studio dell’Europa unita o della politica del passato. Ma non mancano anche i momenti di tensione quando una professoressa accusa un ragazzo di non aver compreso lo studio dell’economia e di aver “forse” sbagliato indirizzo scolastico: «È stata un’occasione importante – spiega il regista – che mi ha riportato indietro negli anni quando i professori manifestavano, rispetto a oggi, una durezza maggiore. Mi sembrava di vivere un momento alla Jane Austen, in cui lo stesso ragazzo accusato dall’insegnante cambia le carte in tavola e conduce l’adulto in un dialogo dell’assurdo. Quando la macchina da presa era spenta ho cercato di non commentare alcunché con i protagonisti e di evitare, durante le riprese, l’incrocio degli sguardi con gli stessi alunni e professori. Ci sono stati solo due momenti in cui ho spento la telecamera. La prima volta è accaduta nel giorno in cui si sarebbe votato, a livello europeo, sul diritto d’autore: sono intervenuto dopo aver ascoltato delle imprecisioni sulla censura della libertà di YouTube. E l’ultima volta quando, durante un’interrogazione sul primo governo del dopoguerra, un ragazzo si è rivolto a me perché rispondessi alla domanda». Mentre si intrecciano, come un naturale fluido, i momenti delle lezioni in e fuori dalla classe emerge come la personalità dell’insegnante sia sottoposta a una continua sfida educativa: «Ho ripreso la lezione – spiega il regista – che uno psicologo rivolge ai professori: il suo era un discorso affascinante, teorico sui ragazzi e sui buoni propositi in classe. Durante questo anno di riprese ho ammirato molto gli insegnanti che devono avere molte diverse competenze e mantenere, allo stesso tempo, uno stile stratificato, ovvero pedagogico, umano, culturale e privato. E aggiungerei pubblico, che è il filtro narrativo che ho utilizzato nel girare questo documentario: nella scuola infatti si impara la relazione pubblica, la stessa che, da studente, non percepivo perché provavo la sensazione che la scuola fosse un edificio chiuso rispetto al mondo reale. Diventando più grande ho compreso come la scuola possa diventare una finestra sulla realtà. E questo avviene presso il Marco Polo. La scuola per immigrati, ad esempio, si dedica all'immigrazione non dal punto di vista teorico ma pratico. Affronta perciò un problema che è la quintessenza del nostro secolo: insegnare la nostra lingua aiuta studenti e professori a diventare utili anche socialmente a chi, come i migranti, arriva nel nostro Paese senza conoscere una parola italiana». (Emanuela Genovese – Avvenire)

Immigrazione: il Ministro Lamorgese incontra il Direttore OIM Antonio Vitorino

15 Gennaio 2020 - Roma - Il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha incontrato ieri pomeriggio al Viminale il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni, Antonio Vitorino. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sullo stato della collaborazione tra Interno ed OIM e condividere nuove iniziative. Vi è stato uno scambio di opinioni sulla situazione libica e sui suoi effetti in tema di flussi migratori, si legge in una nota pubblicata sul sito del Ministero. La titolare del Viminale ha espresso “vivo apprezzamento per i consolidati ed ottimi rapporti tra Interno ed OIM, che, da sempre, è un partner di riferimento per una gestione ordinaria e sostenibile del fenomeno migratorio. Oggi più che mai – ha proseguito Lamorgese – l’OIM riveste un ruolo fondamentale nel più generale e complesso scenario mediterraneo. Mi riferisco, in particolare, a due direttrici di intervento in Libia: la salvaguardia dei diritti umani, all’interno e all’esterno dei centri per i migranti, e lo sviluppo delle regioni libiche maggiormente interessate dai flussi migratori”. «Rilevante - ha concluso la responsabile dell’Interno - è il ruolo di supporto svolto dall’OIM per il ricollocamento in altri Stati Membri UE, a seguito della Dichiarazione di Malta, dei richiedenti asilo sbarcati in Italia».

Brescia: a teatro uno spettacolo che racconta l’immigrazione

10 Gennaio 2020 - Brescia - È in programma domenica 12 gennaio alle 21 presso il teatro Der Mast, in via Carducci a Brescia, l’8° appuntamento della stagione “Contaminazioni Teatrali”, promosso dall’associazione ContaminAzioni. In scena lo spettacolo “Ingannati”, monologo di Nicola Pannelli tratto da “Uomini sotto il sole” di Ghassan Kanafani, che affronta l’attualissimo tema dell’immigrazione. Lo spettacolo, infatti, racconta la storia – si legge sul settimanale diocesano di Brescia “La Voce del Popolo” - di tre emigranti palestinesi clandestini che, chiusi dentro un’autocisterna, cercano di attraversare il deserto per raggiungere il Kuwait e con esso una nuova vita. Un testo per chi vuole conoscere quell’umanità e comprenderne a fondo le ragioni, per chi vuole sentir battere il cuore pulsante, poetico e tragico del popolo palestinese. Lo spettacolo sarà preceduto, alle 19.30, da un momento artistico a sorpresa nel foyer del teatro. Al termine della rappresentazione il pubblico potrà incontrare l’interprete.

Migrantes Trieste: domenica 12 la Festa dei Popoli

9 Gennaio 2020 -

Trieste - Domenica 12 gennaio la diocesi di Trieste  celebrerà la Festa dei popoli. E’ stato un desiderio del Vescovo, Mons.  Giampaolo Crepaldi in continuità con la tradizione degli scorsi anni, di vivere lo stesso questo appuntamento a metà gennaio anche se il Papa Francesco ha spostato la Giornata del Migrante all’ultima domenica di settembre. 

Ci troveremo quindi domenica 12 gennaio alle ore 12 a celebrare l’Eucarestia nella Parrocchia di Santa Caterina da Siena (Via dei Mille, 18) presieduta dal presule. Si è scelto di fare la messa dei popoli in una messa di orario della parrocchia, perché sia valorizzata non solo dai gruppi etnici e linguistici, ma anche della partecipazione e dalla presenza della comunità italiana e slovena. 

A seguire, presso il salone attiguo alla chiesa, vi sarà un momento di pranzo condiviso e l’occasione di un incontro di approfondimento e scambio culturale fra le diverse comunità etniche presenti a Trieste. La giornata terminerà con un concerto di musica barocca alle ore 18 presso la Basilica di Muggia vecchia.  Si tratta di un’iniziativa che ha lo scopo di riunire per un momento di preghiera e di condivisione le ormai tante presenze straniere della nostra città. L’occasione del Santo Natale appena celebrato ce ne dà l’opportunità, essendo questa una festa molto sentita in ogni parte del mondo. (don Francesco Bigatti - Direttore Migrantes Trieste)

Torino: Festa dei Popoli il 5 gennaio al Santo Volto

20 Dicembre 2019 - Torino - La tradizionale “Festa dei Popoli” a Torino non verrà celebrata come di consueto il giorno dell’Epifania, ma verrà anticipata a domenica 5 gennaio, presso la chiesa del Santo Volto. Ne  da notizia il settimanale diocesano “La Voce e il Tempo della diocesi nel numero in uscita questa settimana. Alle 11 del 5 gennaio  l’arcivescovo  del capoluogo piemontese, Mons. Cesare Nosiglia, presiederà la celebrazione eucaristica, a cui seguiranno il pranzo condiviso e uno spettacolo in cui ogni comunità condividerà la propria ricchezza culturale.  

L’immigrazione è percepita (e l’emergenza non c’è)

19 Dicembre 2019 - Milano - Su cento persone residenti nel nostro Paese, nove sono di origine straniera (l’8,5% secondo le ultime rilevazioni dell’Istat), ma gli italiani pensano che la quota di stranieri che vivono nel nostro Paese arrivi al 31%. Non siamo gli unici a soffrire di una percezione 'distorta' del fenomeno migratorio: anche in Grecia e Ungheria la maggior parte delle persone sovrastima la presenza di migranti e rifugiati nel proprio Paese. In Ungheria, ad esempio, i cittadini pensano che i migranti siano il 20% della popolazione a fronte di un dato reale del 2%. In Grecia il 'percepito' è del 35% a fronte di un dato reale del 9%, mentre in Austria il rapporto è tra il 16% dei dati reali contro una percezione del 35%. La stessa discrepanza si riscontra quando ci si concentra sui cittadini musulmani: in Austria sono solo il 7% della popolazione, ma la percezione è del 26%. Mentre in Italia si pensa che i musulmani siano il 22% della popolazione a fronte di un dato reale del 5%. I dati sono contenuti nel sondaggio 'Ciak Migr-Action: percezione, stereotipi e divario di conoscenza tra i cittadini europei sulla migrazione' realizzato dall’istituto di ricerca Ipsos per 'WeWorld Onlus' e presentata ieri a Milano, in occasione della Giornata internazionale dei migranti. Dati che ci restituiscono l’immagine di un’Europa convinta che nel Vecchio Continente si stia consumando un’emergenza migratoria di dimensioni epiche. Ma i numeri ci raccontano di un fenomeno molto più contenuto rispetto a quanto percepito dall’opinione pubblica. “La campagna mediatica di attacco a chi si occupa di accoglienza ha distorto le percezioni sulle migrazioni, creando un’emergenza dove non c’è e fondendo in un’unica preoccupazione i temi di accoglienza e di inclusione” spiega Marco Chiesara, presidente di 'WeWorld'. A domanda diretta, la maggior parte degli italiani (57%) risponde che l’immigrazione ha avuto un impatto negativo sul Paese. Un dato in linea con quello greco (64%) e ungherese (56%), mentre gli austriaci si dividono tra chi esprime un giudizio negativo (49%), chi ha un approccio neutrale (29%) e chi ne dà un giudizio positivo (20%). Un dato – si legge nella ricerca – che può essere spiegato dal forte scollamento tra la realtà del fenomeno e la rappresentazione che ne viene fatta a livello pubblico. Eppure in nessuno dei casi presi in esame, i cittadini hanno messo l’immigrazione al primo posto tra le principali sfide per il Paese. In Austria si piazza al terzo posto (preceduto da aumento dei prezzi e ambiente). In Italia il 50% degli intervistati punta il dito contro la disoccupazione, il 38% la situazione economica, il 34% la tassazione e solo il 28% indica nei migranti il problema principale per il Paese. Per il 33% degli italiani la maggior parte dei crimini in Italia è commessa da immigrati e per il 40% è troppo pericoloso accogliere migranti perché rappresentano una grave minaccia terroristica. (Ilaria Sesana – Avvenire)  

Migrantes Albenga: la scuola di italiano per stranieri in visita al Comune

12 Dicembre 2019 - Albenga – Gli studenti della scuola di italiano per stranieri promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Albenga-Imperia hanno incontrato i  vertici istituzionali del comune di Albenga: il sindaco Riccardo Tomatis, l'Assessore alle politiche sociali Simona Vespo e il Presidente del Consiglio Comunale Diego Distilo. Obiettivo quello di conoscere, insieme ai loro insegnanti, l’ Amministrazione Comunale per dare il via a un percorso che, attraverso gli incontri, il confronto e la condivisione possa portare a risultati positivi per tutti. I giovani immigrati hanno raccontato la loro esperienza, il loro percorso, le loro aspettative: “Abbiamo tutti storie difficili. Io stesso ho perso molti amici per strada, ma non tornerei indietro. Oggi desidero solo studiare, integrarmi, poter avere un lavoro e magari una casa”, dice uno di loro: “Non sono disabile, sono forte, posso lavorare - spiega mostrando le sue braccia -. A volte siamo in difficoltà soprattutto perché non c'è fiducia ed allora se non hai un amico che possa garantire che sei una brava persona nessuno vuole offrirti un lavoro o darti un appartamento in affitto. Per questo chiediamo il Vostro sostegno”. “Non perdetevi nel cammino guardate avanti, la luce in fondo al tunnel c'è e dobbiamo seguirla tutti insieme”, ha detto loro il presidente del Consiglio Comunale: i suoi genitori sono di origine meridionale come meridionale è l'Assessore Vespo: "quello di oggi è stato solo il primo di una serie di incontri che vogliamo fare e durante i quali vogliamo stilare un programma di azioni concrete che possano aiutarvi nel percorso dell'integrazione". " Sono entrato in questa sala pensando di dirvi qualche parola, ma, appena ho varcato la soglia sono stato pervaso dal clima positivo che in poco tempo mi avete trasmesso”, ha detto loro il sindaco: “siete riusciti a darmi più voi in pochi istanti, con sguardi e parole di quanto potrò mai fare io con le mie parole che, però, dopo avervi ascoltati penso possano essere ancor più significative. Quello che voglio dirvi è che spero possiate fare il percorso giusto verso l'integrazione anche se oggi stiamo vivendo in un mondo dove si pensa più a costruire muri che ponti. I muri non fermano solo le persone, ma bloccano anche le idee e le culture”. L'incontro si è chiuso tra la musica con un impegno concreto: quello di rivedersi al più presto per capire come dare il via ad un progetto condiviso che possa aiutare concretamente nel percorso dell'integrazione.  

Migrantes Concordia-Pordenone: domenica Natale nel Mondo

6 Dicembre 2019 - Pordenone – Un concerto “Natale nel mondo” si terrà domenica 8 dicembre, nella chiesa di Praturlone su iniziativa dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Concordia-Pordenone: è un’occasione d’incontro e di condivisione tra le diverse comunità cattoliche presenti sul territorio, che propongono i loro canti tradizionali di Natale. Parteciperanno le comunità filippina, ghanese, italiana, nigeriana, rumena e ucraina: è un appuntamento che le diverse comunità condividono da sette anni per prepararsi insieme alla celebrazione del Natale.

ISTAT: attori istituzionali e dati sulla presenza degli stranieri in Italia

6 Dicembre 2019 - Roma - Al 31 dicembre 2018 sono 5.255.503 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe e rappresentano l’8,7% del totale della popolazione residente. Nel 2018 sono diminuiti gli ingressi di cittadini non comunitari rispetto all’anno precedente: -7,9%. A diminuire sono stati soprattutto i permessi per richiesta di asilo: -41,9%. Al 1° gennaio 2018 risiedono nel nostro Paese oltre un milione 340 mila persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana; di questi circa un milione e 97 mila (81,6%) erano precedentemente stranieri non comunitari. La propensione agli spostamenti interni degli stranieri è più del doppio di quella dei cittadini italiani. Di dati, fonti e temi dell’immigrazione si parlerà martedì 10 dicembre, alle 9.30, nell’ambito del convegno scientifico “L’immigrazione in Italia: i dati e gli attori istituzionali”, presso l’Aula Magna dell’Istat, via Cesare Balbo 14. La complessità del fenomeno migratorio e la sua natura multidimensionale pongono sfide continue a chi, come l’Istat, è impegnato da oltre 30 anni nella misurazione della presenza immigrata nel nostro Paese, in stretta collaborazione con i Ministeri e le altre amministrazioni competenti. In una fase come quella attuale, caratterizzata sia dal radicamento dei flussi migratori del passato, sia dal fronteggiamento di nuove e diverse tipologie di migrazioni, emerge – si legge in una nota dell’Istat  -  ancora più forte l’esigenza di disporre nel nostro Paese di un sistema informativo sistematico ed integrato in grado di monitorare efficacemente il fenomeno migratorio in tutti i suoi molteplici aspetti economici e sociali. A tal fine l’Istat, il Ministero del Lavoro e l’Università di Tor Vergata, con l’Italian Centre for International Development, organizzano un convegno che riunisce i principali attori istituzionali coinvolti nel monitoraggio della presenza straniera nel nostro Paese, con lo scopo di identificare i gap informativi e stabilire una strategia comune, sfruttando e potenziando ulteriormente la rete istituzionale già esistente. La sessione pomeridiana ha come focus la presentazione dei principali risultati dell'Accordo tra Istat e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I lavori realizzati nel corso dei due anni di durata dell'Accordo sono introdotti da una relazione che contestualizza la situazione italiana nel più ampio quadro europeo. Tra gli interventi: Gian Carlo Blangiardo, Presidente Istat, Tatiana Esposito, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Carla Di Quattro, Ministero dell’Interno, Gianna Barbieri, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Furio Camillo Rosati, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", Livia Ortensi, Fondazione ISMU, Annamaria Palmieri, Assessore all’Istruzione e alla Scuola Comune di Napoli, Salvatore Strozza, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Oliviero Forti, Caritas, Delfina Licata della Fondazione Migrantes, Giuseppe Folloni, Università di Trento, Corrado Bonifazi, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali – CNR, Andrea De Bonis, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR.