Tag: Immigrazione

Agia: oltre 8mila i Minori Stranieri Non Accompagnati

19 Giugno 2019 - Roma - In Italia almeno un minorenne su dieci ha entrambi i genitori di origini immigrate. A tutela dei loro diritti l’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha formulato di recente, all’esito di uno studio avviato nel 2018, una serie di raccomandazioni, chiedendo, tra l’altro, che il personale che entra in contatto con bambini e ragazzi di nuova generazione sia sensibilizzato sulle loro specificità culturali, in particolare a scuola. Richiesta la presenza di mediatori linguistici e culturali ai colloqui dei genitori con gli insegnanti. Sono alcune delle richieste avanzate dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, nella Relazione al Parlamento, presentata oggi a Montecitorio, a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del presidente della Camera, Roberto Fico. Al 30 aprile 2019 erano 8.131 i minori stranieri non accompagnati (Msna) presenti in Italia per i quali l’Agia chiede “una distribuzione uniforme sul territorio nazionale (e non concentrata nelle regioni di arrivo); una permanenza non superiore a 30 giorni nei centri di prima accoglienza; l’adozione di prassi uniformi nel rilascio dei permessi di soggiorno”. E ancora: l’emanazione dei decreti attuativi della legge 47 del 2017 sui minori stranieri non accompagnati e quello per regolamentare le procedure di colloquio nonché l’adozione del protocollo per uniformare le modalità di accertamento dell’età dei ragazzi.

Consiglio d’Europa: accoglienza migranti, troppi muri, pochi diritti

19 Giugno 2019 - Strasburgo -  Trentacinque raccomandazioni sul salvataggio dei migranti in mare, sono arrivate dal Consiglio d’Europa, per “aiutare tutti gli Stati membri” a trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e rispetto dei diritti. “L’approccio alla migrazione nel Mar Mediterraneo si è concentrata troppo sull’impedire ai rifugiati e ai migranti di raggiungere le coste europee e troppo poco sugli aspetti umanitari e sui diritti umani. Questo sta avendo conseguenze drammatiche”, ha dichiarato Dunja Mijatović, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, presentando la pubblicazione delle Raccomandazioni. “Un certo numero di Stati ha adottato leggi, politiche e pratiche contrarie agli obblighi giuridici che garantiscono efficaci operazioni di ricerca e soccorso, sbarchi rapidi e sicuri delle persone soccorse”, ha affermato il Commissario: pur riconoscendo il diritto degli Stati di “controllare i propri confini e garantire la sicurezza”, Mijatović ricorda “il dovere di proteggere efficacemente i diritti sanciti dalla giurisprudenza marittima, relativa ai diritti umani e ai rifugiati”. E sulla vicenda della Sea-Watch3, bloccata da sei giorni al largo delle coste di Lampedusa con 43 persone a bordo, tra cui 6 donne e 3 minori, Mijatović ha chiesto che alla nave “sia indicato tempestivamente un porto sicuro che possa essere raggiunto rapidamente”. “I migranti salvati in mare non dovrebbero mai essere sbarcati in Libia – ha sottolineato –, perché i fatti dimostrano che non è un Paese sicuro”.  

Migrantes: non facciamoci contagiare dal “virus” dell’indifferenza

19 Giugno 2019 - Roma - Il 20 giugno prossimo si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’Onu con l’obbiettivo di far conoscere le condizioni di milioni di rifugiati e richiedenti asilo, costretti a fuggire dalle loro terre per fame, miseria, guerra, calamità naturali o diversi altri drammi. Come ha ricordato domenica 16 giugno u.s. papa Francesco, si tratta di una ricorrenza che invita tutti “alla solidarietà con gli uomini, le donne e i bambini in fuga da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti fondamentali”. “Una solidarietà che oggi si fa più necessaria con la nave Sea Watch 3 ferma a poche miglia da Lampedusa con a bordo 53 persone salvate in mare da una ong tedesca. Solo alcuni hanno avuto l’autorizzazione a sbarcare a Lampedusa, perché bisognosi di cure mediche”, si legge in una nota della Fondazione: “oggi si fa più urgente, come più volte richiesta in questi anni, l’esigenza di proteggere i profughi e salvaguardare la vita e la dignità dei migranti anche attraverso l’utilizzo di vie legali per chi fugge da situazioni drammatiche. “Quello che noi stiamo vivendo è veramente triste e preoccupante. Nessuno può dire ‘a me non interessa: si tratta di uomini, donne e bambini, che hanno subìto vessazioni, torture o violenze, e rifiutarli non è segno di civiltà né di solidarietà”. “Restiamo umani” e “non facciamoci contagiare”  dal “virus” dell’ “indifferenza, della noncuranza o del menefreghismo”.    

Ue: al via le Giornate europee dello sviluppo

18 Giugno 2019 - Bruxelles - Al via oggi a Bruxelles le Giornate europee dello sviluppo (Edd), forum globale sulla cooperazione allo sviluppo che vede coinvolti, riferisce il Sir, oltre 8.000 partecipanti da 140 Paesi: rappresentano 1.200 organizzazioni del mondo dello sviluppo, ma ci saranno anche capi di Stato o di governo, esperti, influencer e giovani leader. “Affrontare le disuguaglianze: costruire un mondo che non dimentica nessuno” è il titolo generale della tredicesima edizione dell’Edd che intende mettere in relazione l’impegno dell’Unione europea nell’affrontare le disuguaglianze con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. “In questi tempi turbolenti, l’Ue è una forza positiva in questo mondo e un partner affidabile per tutti”, ha dichiarato il presidente della Commissione Jean-Claude Junker, sottolineando che l’Ue è “il maggior donatore allo sviluppo: non si tratta di beneficenza, ma di investimenti”, per la “crescita, l’occupazione e la costruzione di un futuro migliore per i giovani di tutto il mondo”. Sarà proprio Juncker ad aprire ufficialmente le Giornate, mentre diversi commissari saranno coinvolti negli eventi in programma oggi e domani. Tre sono le direttrici principali attorno a cui ruoteranno i confronti: il rapporto tra disuguaglianze e sviluppo sostenibile; le cause strutturali delle disuguaglianze; migliorare la collaborazione con politiche più efficaci nell’affrontare le disuguaglianze (https://eudevdays.eu).

Lavoro: con il progetto “See me in” l’imprenditoria degli immigrati diventa più competitiva

17 Giugno 2019 - Roma - Le imprese già avviate da cittadini immigrati regolarmente stabiliti in Italia sono una componente strutturale importante del tessuto imprenditoriale italiano. Lo dimostrano i dati: 32 nuove imprese gestite da stranieri aperte ogni giorno in Lombardia, dove si concentrano il 20,3% delle attività imprenditoriali di questo tipo. In Italia si contano 600mila imprese, il 9,9% del totale alla fine del 2018. Di queste l’80% sono micro-imprese individuali. A questa vitalità spesso non corrisponde un’adeguata competitività per problemi linguistici e culturali e così il loro potenziale innovativo rimane spesso inespresso, limitandone lo sviluppo. Per colmare il divario è stato avviato il progetto “See me in”, finanziato con i fondi del programma europeo Interreg Central Europe, che fornisce alle imprese di immigrati (secondo la definizione dell’Unione europea “persona nata fuori dalla Ue che attualmente risiede legalmente in un Paese Ue) mezzi e strumenti per diventare più competitive sul mercato. Il progetto è coordinato dalla Fondazione Politecnico di Milano e comprende 10 partner provenienti da cinque diversi Paesi europei (Italia, Croazia, Slovenia, Ungheria e Germania), tra i quali, per l’Italia, il Comune di Milano e il Gruppo cooperativo Cgm. “Da tempo, in Italia, l’imprenditoria degli immigrati costituisce una quota significativa dell’offerta imprenditoriale e una componente rilevante del tessuto produttivo di particolari settori e dell’offerta di servizi delle nostre città – sottolinea Eugenio Gatti, direttore generale di Fondazione Politecnico di Milano -. Una loro maggiore integrazione nel tessuto produttivo può quindi contribuire a innalzare la competitività e la capacità di crescita dell’intera economia italiana”. Il progetto “See me in” è iniziato nell’aprile del 2019 e durerà tre anni. È finanziato per 1,7 milioni di euro dal programma Interreg Central Europe 2014-2020.

Tar Palermo: Paul Yaw non sarà espulso

14 Giugno 2019 - Palermo - La terza sezione del Tribunale amministrativo di Palermo, con ordinanza collegiale depositata il 13.06.2019, confermando il decreto cautelare del 14 maggio 2019, ha accolto la richiesta di sospensione del provvedimento di archiviazione della domanda di permesso di soggiorno emesso in danno di Paul Yaw Aning. Il Tar ha evidenziato la sussistenza del danno grave e irreparabile sospendendo così il diniego di permesso di soggiorno. L’avvocato Giorgio Bisagna, difensore di Paul, apprezzando il significativo pronunciamento del Tar, che ha raccolto in pieno le prospettate esigenze umanitarie, auspica adesso che la Questura di Palermo ottemperi alla decisione dell’autorità giudiziaria rilasciando un permesso di soggiorno a Yaw. “La Missione di Speranza e Carità ringrazia le autorità giudiziarie che sono preposte a tutelare i diritti umani, patrimonio di tutti gli uomini e donne, senza differenza di razza, religione, cultura e ceto sociale. La Missione continuerà il servizio a favore degli ultimi, per i tanti Paul che vivono emarginati ed esclusi, anche perché vittime di una burocrazia sfiancante che penalizza e condanna la dignità delle persone”, ha commentato fratel Biagio Conte. “La speranza e carità che si è mostrata in questo caso, da parte di Istituzioni, gruppi, movimenti e associazioni, ci ha indotto ad una riflessione comune su un forte e trasversale intervento legislativo a tutela dei diritti umani dei migranti, soprattutto dei tanti Paul, che vivono onestamente e integrati, introducendo meccanismi di regolarizzazione permanente, in presenza di idonei requisiti”, ha aggiunto Conte, rivolgendo, poi, “un sentito ringraziamento al nostro vescovo Corrado, alla nostra comunità diocesana, ai rappresentanti delle varie confessioni religiose che ci hanno sostenuto e a tutta la cittadinanza e oltre, che ha manifestato, come di consueto, un grande cuore. Un grazie anche alle autorità, in testa il sindaco che ha personalmente e fattivamente espresso la sua vicinanza e solidarietà, al prefetto e al questore che speriamo di incontrare a breve personalmente”. (Sir)

Ancona: domenica il Meeting dei Popoli

14 Giugno 2019 - Ancona - Si svolgerà domenica su iniziativa della diocesi di Ancona- Osimo il Meeting dei Popoli – la convivialità delle differenze la cui finalità è permettere l’incontro ed il dialogo tra le diverse etnie presenti nel territorio. Il Meeting avrà luogo nell’area del Parco Belvedere di Posatora dalle ore 16,30 a tarda sera. A iniziare il Meeting “giochi dal mondo per bambini” ovvero attività ludiche curate e realizzate con il contributo delle famiglie italiane e straniere. A seguire alle ore 18,30 è prevista nell’area dell’Anfiteatro una “tavola rotonda” con la partecipazione di alcuni esperti, locali e nazionali, del dialogo interculturale e dell’arcivescovo, Mons. Angelo Spina. Dalle 19,30 è previsto lo spettacolo “Convivialità Show”, condotto dal giornalista Maurizio Socci, che vedrà l’alternarsi delle varie nazionalità che interverranno esprimendosi in poesie, musiche, racconti e danze tipiche dei vari paesi e delle differenti culture. Lo scorso anno, l' arcivescovo volle celebrare la 'Pentecoste dei popoli" nella cattedrale di san Ciriaco alla quale parteciparono molte persone delle diverse etnie presenti nella città di Ancona. “L' incontro e la festa – spiega Mons. Spina - creano solidarietà e fanno superare qualsiasi distanza. È la via della pace che, nel ricordo di San Francesco, uomo di pace, strumento di pace, la nostra Chiesa, con gli Uffici pastorali, in collaborazione con il Comune di Ancona, desidera far volare alta per una città viva".  

Lavoro: con il progetto “See me in” l’imprenditoria degli immigrati diventa più competitiva

14 Giugno 2019 - Roma - Le imprese già avviate da cittadini immigrati regolarmente stabiliti in Italia sono una componente strutturale importante del tessuto imprenditoriale italiano. Lo dimostrano i dati: 32 nuove imprese gestite da stranieri aperte ogni giorno in Lombardia, dove si concentrano il 20,3% delle attività imprenditoriali di questo tipo. In Italia si contano 600mila imprese, il 9,9% del totale alla fine del 2018. Di queste l’80% sono micro-imprese individuali. A questa vitalità spesso non corrisponde un’adeguata competitività per problemi linguistici e culturali e così il loro potenziale innovativo rimane spesso inespresso, limitandone lo sviluppo. Per colmare il divario è stato avviato il progetto “See me in”, finanziato con i fondi del programma europeo Interreg Central Europe, che fornisce alle imprese di immigrati (secondo la definizione dell’Unione europea “persona nata fuori dalla Ue che attualmente risiede legalmente in un Paese Ue) mezzi e strumenti per diventare più competitive sul mercato. Il progetto è coordinato dalla Fondazione Politecnico di Milano e comprende 10 partner provenienti da cinque diversi Paesi europei (Italia, Croazia, Slovenia, Ungheria e Germania), tra i quali, per l’Italia, il Comune di Milano e il Gruppo cooperativo Cgm. “Da tempo, in Italia, l’imprenditoria degli immigrati costituisce una quota significativa dell’offerta imprenditoriale e una componente rilevante del tessuto produttivo di particolari settori e dell’offerta di servizi delle nostre città – sottolinea Eugenio Gatti, direttore generale di Fondazione Politecnico di Milano -. Una loro maggiore integrazione nel tessuto produttivo può quindi contribuire a innalzare la competitività e la capacità di crescita dell’intera economia italiana”.  Il progetto “See me in” è iniziato nell’aprile del 2019 e durerà tre anni. È finanziato per 1,7 milioni di euro dal programma Interreg Central Europe 2014-2020.  

Io Accolgo: presentata ieri una nuova campagna

14 Giugno 2019 - Roma - Ma davvero l'Italia è diventata xenofoba, egoista, ringhiosa? In realtà esiste un Paese diverso, accogliente e solidale, che si rimbocca le maniche e non perde tempo a sbraitare sui social. Famiglie, associazioni, parrocchie, insegnanti, movimenti, enti locali, sindacati: una rete capillare, che ogni giorno produce coesione sociale, ma di cui si parla troppo poco. È proprio per dare voce e visibilità alle tante esperienze di solidarietà che 46 organizzazioni lanciano la campagna #IoAccolgo. Il via ieri mattina sulla scalinata di Piazza di Spagna, per un flash mob che ha usato le leggere coperte termiche dorate che i soccorritori distribuiscono ai migranti salvati dal mare: a indossarle oltre 200 persone che hanno trasformato la scalinata in una cascata d'oro. Mentre nella 'barcaccia', la fontana barocca di Piazza di Spagna, galleggiavano barchette costruite ripiegando pezzi delle stesse coperte. Del comitato promotore fanno parte ong grandi e piccole, realtà ecclesiali e associazioni laiche, tra cui Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cgil, Cir, Cnca, Sant'Egidio, Fcei, Focsiv, Finanza Etica, Migrantes, Forum Terzo settore, Gruppo Abele, Intersos, Legambiente, MSF, Oxfam, Save the children. Obiettivo di #IoAccolgo dunque è “far emergere la parte dell' Italia che valorizza la Costituzione, il principio dell' accoglienza e il dovere della solidarietà”, dichiara il responsabile immigrazione Arci Filippo Miraglia. Alla presentazione intervengono testimonial particolari. Come Leen Shahda, 28 anni, siriana, fuggita da Damasco grazie ai corridoi umanitari: “Sono arrivata tre anni fa, la guerra ha distrutto il mio futuro di ragazza. All' inizio ho trovato difficoltà con la lingua, la cultura, il cibo. Ma ce l'ho fatta. E mi piace anche la cucina italiana, anche troppo. Ho studiato all' università come mediatrice interculturale, ora l' Italia è il mio Paese”. Ibrahim, arrivato come minore non accompagnato dalla Sierra Leone, è stato accolto da una famiglia della rete Refugees Welcome Italia: “Nel centro di accoglienza a Crotone mi sentivo solo anche se eravamo in 500. Ora ho un posto che posso chiamare casa, ho una famiglia”. Berry, anche lui minorenne, ha fatto le medie in Italia, studia da mediatore, ma a ottobre si vedrà togliere il permesso di protezione umanitaria, diventerà irregolare e sarà espulso dal sistema di accoglienza pubblico come risultato della legge 132, il cosiddetto decreto sicurezza: “Vorrei solo un' opportunità per avere una mia vita e aiutare gli altri”. “Pensiamo che quest'Italia sia ancora oggi una maggioranza, ma una rappresentazione distorta fa sì che non sia visibile”, commenta Miraglia. Un' Italia lontana dai riflettori “che quotidianamente agisce per mitigare i danni di una legislazione, di politiche e comportamenti istituzionali che condannano i migranti a morire in mare, chiudono i porti, cancellano esperienze di accoglienza come gli Sprar”, sottolineano i promotori. Le organizzazioni di #IoAccolgo chiedono all' Unione europea un programma efficace di ricerca e salvataggio in mare, l' accoglienza delle persone bisognose di protezione, un' equa distribuzione dei richiedenti asilo tra i diversi Stati dell' UE. Adesioni possibili sottoscrivendo il manifesto sul sito www.ioaccolgo.it e rilanciarla sui social tramite l' hasthtag #IoAccolgo. (Luca Liverani – Avvenire)    

Venezuela: è di sei vittime il bilancio provvisorio del naufragio di una barca di profughi diretta a Curaçao

13 Giugno 2019 - Roma - Secondo fonti giornalistiche venezuelane sarebbero stati trovati senza vita i corpi di 6 migranti venezuelani (di cui uno identificato), che facevano parte di un gruppo di 32 profughi, salpati venerdì scorso dalle coste dello Stato venezuelano del Falcón con l’obiettivo di raggiungere l’isola di Curaçao (Antille Olandesi) e dispersi nel Mar dei Caraibi. Cinque naufraghi sarebbero invece stati tratti in salvo nell’isola. Si tratta, scrive il Sir,  del secondo naufragio in poche settimane sulla rotta tra le coste venezuelane e Curaçao: poche settimane fa si sono infatti registrati trenta dispersi. Altri e più frequenti casi si sono verificati sull’altra rotta, quella tra le coste nordorientali e l’isola di Trinidad, in Trinidad y Tobago. Secondo i più recenti dati forniti dall’UNHCR, sono 26mila attualmente i venezuelani che si trovano a Curaçao, 16mila ad Aruba, l’altra isola delle Antille Olandesi vicina alle coste del Paese sudamericano, e 40mila a Trinidad y Tobago.