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Migrantes Sicilia: un convegno sul tema delle migrazioni

11 Ottobre 2019 - Enna - “La Chiesa che è in Italia si sente interpellata dal mondo delle migrazioni”. E’ quanto ha detto il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana salutando, lo scorso 29 settembre, Papa Francesco al termine della celebrazione eucaristica in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e ringraziandolo per “questa celebrazione che ha unito intorno all’altare uomini e donne di ogni luogo e di ogni razza. Milioni di donne, uomini giovani e anziani ogni anno lasciano la propria terra in cerca di una vita migliore, di un luogo di pace o di progresso dove poter trovare rifugio e dignità. “La mensa condivisa è compassione, amore, gioia. In questa eucaristia abbiamo condiviso il sacramento che ci fa figli e ci rende fratelli. Grazie, Santo Padre – ha concluso il presidente della CEI – per il suo esempio e la forza della sua parola. La Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia. Preghiamo ogni giorno per lei e la sosteniamo con il nostro affetto. Pregano per lei i poveri da noi accolti, la cui voce sale al Cielo con maggior vigore”. “La compassione, l’amore e la gioia sono i sentimenti che interpellano le Chiese di Sicilia in questo primo incontro di formazione – che si svolgerà ad Enna oggi e domani (11-12 ottobre), nella consapevolezza che siamo tutti fratelli e figli di Dio, pur nella diversità. Non si tratta di buonismo ad ogni costo ma di sentimenti che derivano da prossimità, vicinanza e conoscenza reale, al di là dei racconti che spesso vengono veicolati da chi invece parla e vive per “sentito dire”. E’ il tentativo di realizzare il Vangelo della carità e della gioia nella concretezza della vita”, spiega in una nota il direttore regionale Migrantes, Mario Affronti: “siamo consapevoli della grande distanza tra la rappresentazione delle migrazioni e la realtà, con la sua evidenza statistica. Si stenta a capire, anche tra i cristiani, che le parole d’ordine del fenomeno non sono “crisi migratoria e panico morale” ma “strutturalità e necessarietà”. Abbiamo bisogno di ritrovare la vera dimensione profetica e di segno dei tempi delle migrazioni oggi in Italia e nella nostra isola, laddove prevale la paura e laddove le migrazioni sono vissute come un problema piuttosto che come un’opportunità. Abbiamo bisogno di essere aiutati a saper leggere la realtà del nostro mondo alla luce della parole di Gesù, via, verità e vita”. Alla due giorni interverranno Simone Varisco, della Fondazione Migrantes che presenterà il recente Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes sul tema “Non si tratta solo di migranti”, giunto alla XXVIII edizione; Carlo Stasolla dell’Associazione “21 Luglio” che si soffermerà sulla pastorale con i rom e i sinti; Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes che si soffermerà sul diritto di Asilo in Europa e in Italia e Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio Migrantes di Messina-Lipari- Santa Lucia del Mela, che tratterà il tema “Le Chiese di Sicilia e le migrazioni: per un tentativo di percorso comune”.  

Siracusa: protocollo di intesa per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri

11 Ottobre 2019 - Siracusa - Sarà firmato questa mattina, alle 11.30, nella sede del Centro interculturale di aiuto e orientamento (Ciao), a Siracusa, il protocollo di intesa tra il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) e il centro Ciao per la realizzazione di corsi di alfabetizzazione della lingua italiana per stranieri, di attestazione della conoscenza della lingua italiana A2, e per il raggiungimento del diploma di scuola secondaria I grado (ex licenza media). A sottoscrivere l’intesa saranno la dirigente scolastico del Cpia, Simonetta Arnone, e fratel Claudio Begni della Comunità Marista. Il protocollo, informa l’agenzia Sir,  prevede di avviare un sistema integrato che consenta di preparare i giovani e gli adulti a migliorare le loro conoscenze, le loro capacità e le loro competenze “in una prospettiva personale civica, sociale ed occupazionale”. Ma anche consentire l’istruzione dei giovani e degli adulti, e in generale delle persone socialmente ed economicamente svantaggiate, compreso i migranti; e ancora promuovere un progetto educativo globale di territorio finalizzato alla crescita allo sviluppo della personalità dei giovani e degli adulti.  

Bologna: da domani la “Bologna dei Popoli”

11 Ottobre 2019 - Bologna - Una festa lunga due settimane quella della “Bologna di Popoli”, organizzata dai Centri missionari francescano e diocesano e dalle realtà ecclesiali ed associative Amici dei Popoli, Servi di Maria, Ufficio Migrantes Bologna e Unione Sportiva Acli Bologna, con lo scopo di favorire l'incontro fra bolognesi e comunità di stranieri che vivono in città. Si comincia, domani, sabato 12 ottobre, al Villaggio del Fanciullo con la Messa celebrata dall'arcivescovo di Bologna, il card. Matteo Zuppi, alle 15. Dalle 14 alle 20, nello stesso luogo, saranno presenti stand etnici con esposizione di prodotti di artigianato e degustazione di cibi tipici, oltre ad esibizioni di musica, balli e cori e ad un torneo di calcetto interculturale. Il pomeriggio di sport e di festa è aperto alla cittadinanza e prevede la partecipazione delle diverse realtà sociali presenti al Villaggio del Fanciullo, tra cui l' ente di formazione professionale Oficina I.S., i cui studenti si occuperanno dell'accoglienza ai visitatori. “Ciò che desideriamo è dare l' occasione alle persone, che appartengono a mondi differenti, di conoscersi personalmente per far nascere vera amicizia”, dice p. Guido Ravaglia, coordinatore dell'evento, giunto alla seconda edizione. Il coinvolgimento delle varie comunità etniche “è diretto ed attivo: ognuno porta alla festa un po' di sé, della propria cultura e tradizioni”. Le diverse rappresentanze di cittadini stranieri, dunque, “non sono semplici fruitrici di un' iniziativa a loro rivolta, ma ne condividono i valori e l' organizzazione”. Si prosegue dal 16 al 30 ottobre con la mostra interattiva 'Gli altri siamo noi', promossa dagli Amici dei Popoli presso l' Antoniano, che consiste in un percorso interattivo dedicato principalmente agli adolescenti, con lo scopo di offrire loro strumenti per comprendere i meccanismi che portano alla costruzione di stereotipi e pregiudizi, aiutandoli a riflettere sul loro modo di leggere la realtà. Tra le varie iniziative in programma, il dialogo, domenica 20, in piazza del Nettuno, tra il card. Zuppi, il presidente del Tribunale dei minori, Giuseppe Spadaro, e le Associazioni DoMani, PrendiParte e Next Generation. Al termine, alle 17.30, concerto dei Nuju e festa in piazza con la città fino alle 19.

Cinema: al festival “ PerSo” detenuti e migranti in giuria

10 Ottobre 2019 -

Perugia - «Ricorderemo il mondo attraverso il cinema». Il grande regista italiano Bernardo Bertolucci aveva un’idea ben precisa dell’importanza dell’arte cinematografica e probabilmente i grandi eventi, momenti storici ed epoche sono tutte scandite da pellicole che hanno fatto più o meno la storia. Il cinema è universale, in ogni luogo può arrivare al cuore delle persone, di ogni sesso, colore e vita sociale. Perugia, nel cuore verde d’Italia, in questi giorni si è trasformata, per il suo quinto anno consecutivo, nella capitale del documentario.

Dal 5 al 13 ottobre “PerSo Perugia Social Film Festival 2019” propone nove giorni di cinema del reale, concorsi e workshop con oltre quaranta film da tutto il mondo per mostrare i migliori documentari nazionali e internazionali.

“Differente. Non indifferente”, questo il claim che riassume lo spirito del PerSo, festival che si è ritagliato, nel giro di pochi anni, un posto importante nel panorama dei concorsi internazionali e che cerca ogni anno di dimostrarsi sempre più vicino anche a realtà non sempre integrate. Uniche infatti sono le giurie composte dai detenuti della Casa circondariale di Perugia-Capanne, così come la giuria dei richiedenti asilo (trasformata quest’anno nella categoria migranti), oltre a quella degli studenti di cinema dell’Università degli studi di Perugia e quella del pubblico. La volontà è quella di affiancare due diversi modi di osservare e valutare la realtà, realizzando un avvicinamento tra mondi marginalizzati e la cosiddetta “società culturale” in cui viviamo.

Trieste: la campagna nazionale “Io accolgo” parteciperà con una propria imbarcazione alla Barcolana

10 Ottobre 2019 - Trieste - La campagna nazionale “Io accolgo”, assieme al progetto “Buon vento” realizzato con il contributo della presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio per lo Sport, parteciperà con una propria imbarcazione alla 51ª edizione della Barcolana. Da oggi, 10 ottobre, al 13 ottobre la barca a vela del progetto porterà a bordo, per delle escursioni nel golfo di Trieste, i rifugiati ospiti delle strutture di accoglienza, e un gruppo degli stessi parteciperà anche alla regata. Inoltre, alle 11 di oggi, a bordo della barca a vela del progetto “Buon Vento” ormeggiata al Molo Audace si terrà la conferenza stampa promossa dalla Campagna nazionale, nel corso della quale verranno presentate le iniziative per i prossimi mesi. In particolare, verrà lanciata la campagna di raccolta firme, che si terrà in tutta Italia, per l’abrogazione dei decreti sicurezza e la cessazione degli accordi con la Libia.

Insostenibile fardello di dolore

9 Ottobre 2019 - Lampedusa - A Lampedusa tutta la costernazione di chi ha il coraggio di guardare i superstiti negli occhi e sente il peso di un insostenibile fardello di dolore per figli, coniugi, fratelli e amici, scomparsi tra i flutti di un mare molto agitato. Gli aerei della missione europea di controllo delle frontiere seguivano la barca da ore, ma nessuno è stato autorizzato a intervenire prima che le condizioni meteo peggiorassero. L’Europa sta naufragando assieme alle persone che condanna a restare prigioniere dell’inferno libico o a morire in mare. La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per omissione di soccorso. La parrocchia ha messo a disposizione delle autorità il salone delle opere parrocchiali “Casa della Fraternità” per accogliere le 13 salme recuperate, mentre gli altri dispersi, tra i quali almeno 8 bambini, sono in fondo al mare. Una cerimonia verrà celebrata oggi pomeriggio, prima che le salme vengano portate via nave in altri città della Sicilia. Ai superstiti rimarrà per sempre una enorme ferita aperta nell’anima, per una tragedia, l’ennesima, che si doveva evitare. E noi continueremo a raccogliere impotenti i racconti dei corpi e delle anime disperse. (Germano Garatto – Operatore Migrantes Lampedusa)  

Naufragio a Lampedusa: Centro studi La Pira, “ennesima tragedia, non possiamo voltarci dall’altra parte”

9 Ottobre 2019 - Lampedusa - “A Lampedusa si è consumata un’ennesima tragedia. Il siciliano La Pira ci inviterebbe a guardare a questo genocidio, a questa povera gente, che cerca protezione e un posto sicuro, ma soprattutto la nostra speranza. Perché se ci voltiamo dall’altra parte, siamo dei disperati”. Lo dichiara Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi “Giorgio La Pira” di Cassano all’Jonio, in riferimento al naufragio che si è verificato davanti alle coste di Lampedusa. “Disperiamo della nostra umanità, disperiamo della nostra voglia di vivere, del nostro desiderio di comunione. Disperiamo della parola di Dio”, aggiunge. Nella nota diffusa, ripresa dal Sir -  il rappresentate del Centro studi evidenzia ancora che “oggi, in un mondo globalizzato e più complicato bisogna costruire la ‘civiltà dell’amore’”. “Senza questa tensione etica, e senza porci la medesima domanda di La Pira, rischiamo, però, di non fare nulla o di edificare ‘sulla sabbia’. Non ce lo possiamo permettere. La nostra coscienza, che risponde prima al Signore ce lo impone”.  

Parroco Lampedusa: “identificate 4 delle 13 donne migranti morte”

9 Ottobre 2019 - Lampedusa - “Sono state identificate le salme di 4 delle 13 donne recuperate dopo il naufragio. Alcune grazie ai familiari. Una donna, invece, perché aveva con sé il suo passaporto e quello del suo bimbo che è ancora disperso in mare”. Lo riferisce al Sir il parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra, che celebrerà questa sera, alle 18, i funerali delle 13 donne nella Casa della Fraternità “su richiesta dei familiari e desiderati da noi”, dal momento che “ci è stato detto che sono quasi tutte cristiane”. “Non ci saranno invitati speciali, è invitata a partecipare tutta la comunità in forma privata. Così vogliamo pregare e ricordare i morti”. Il sacerdote conferma che le salme saranno sepolte nei cimiteri dei Comuni agrigentini che daranno disponibilità ad accoglierle. “Non essendo sepolte in un solo posto, ma ripartite nei vari cimiteri, non riusciamo ad avere contezza della vastità della tragedia”, riflette don La Magra. Intanto, le ricerche dei dispersi continuano con elicotteri per le condizioni proibitive del mare. “Più passa il tempo e più è difficile trovare le altre vittime di questa tragedia – afferma il sacerdote -. Vogliamo pregare non solo per i morti ma anche per i dispersi e dare conforto ai sopravvissuti provati dalla morte dei loro cari. La comunità è chiamata a riflettere su cosa significa professare valori cristiani. Non basta piangere, bisogna agire. Bisogna riconoscere che le persone muoiono perché non ci sono vie legali per arrivare qui e per avere riconosciuti i loro diritti”.

Lampedusa: stasera i funerali delle vittime del naufragio

9 Ottobre 2019 - Lampedusa – Si svolgerà oggi presso la “Casa della Fraternità” di Lampedusa, su richiesta dei sopravvissuti e desiderio della comunità, saranno celebrati i funerali delle vittime dell'ultimo naufragio presieduti dal parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra. “Dare dignità ai morti. Togliergli il filo spinato della frontiera. Inserirli nella memoria collettiva. Perché l'umanità – dice Francesco Piobbichi uno degli operatori a Lampedusa -   racconta storie, e se le storie vengono tramandate allora anche le responsabilità emergono. Noi dobbiamo caricarci il peso del racconto, perché loro non possono più farlo. Non è semplice, ne indolore, ma ci permetterà un domani di piantare sul muro della memoria la risposta che in molti non potranno pronunciare quando i figli dei figli chiederanno perché avete permesso che questo accadesse.  

Loreto : il pellegrinaggio dei migranti delle Marche

8 Ottobre 2019 - Loreto - Aziz, musulmano, venuto da Amandola, teneva la bandiera arancione di cinque metri che apriva il corteo con un orgoglio e una fierezza che trasparivano dagli occhi. Vi era scritto “Pellegrinaggio dei migranti delle Marche. Anche noi da Maria” Passava, così, per il corso principale di Loreto, nel pomeriggio di domenica 6 ottobre, un folto gruppo variopinto di polacchi, di nigeriani, di ucraini, di romeni, di latinoamericani, e di indiani da Jesi, Macerata, Fano, Senigallia, Ancona…  A Porta Romana, la sorpresa di un incoraggiante benvenuto del sindaco Paolo Niccoletti : “Sentitevi a casa nella città della casa di Maria ! Siate a vostro agio nella nostra terra”. Calorose e tonificanti anche le parole di accoglienza dell’arcivescovo mons. Fabio Dal Cin.  Ma l’accoglienza più bella e straordinaria è stata una basilica stracolma di fedeli, perfino negli angoli più riposti delle navate, all’eucarestia delle ore 17.00. Un’assemblea attentissima e ammirata per i loro canti, i loro tamburi, le letture nella loro lingua, le bandiere di ogni colore, la loro fede , il loro coraggio di vivere. Un applauso finale ai migranti delle Marche ha salutato, in fondo, tutto questo. Senza dire del messaggio toccante del vescovo mons. Giuseppe Orlandoni, che ricordava con commozione al cuore di ognuno dei presenti le parole stesse del Signore nel vangelo di Matteo : “Non abbiate paura! Sono io che avete accolto, in ogni straniero accolto”. All’uscita, un enorme pane benedetto di vari chili, portato dalle donne nigeriane, veniva preso d’assalto, come a Milano quella volta di manzoniana memoria.  Era il pane della fraternità. Ad ognuno veniva distribuita anche l’immagine della Vergine di Loreto, con le parole più belle di Papa Francesco nell’isola di Lesbo : “Come un'unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa. Là dove ogni lacrima sarà asciugata, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio”. Un momento conviviale e gastronomico chiudeva la serata, sulle note di fisarmonica dei migliori allievi, quasi tutti undicenni, giovanissimi talenti della scuola Soprani di Castelfidardo. Splendido omaggio all’Italia di domani. Plurale e multicolore. Come un’inedita sinfonia. (Renato Zilio - Migrantes Marche)