Tag: Immigrazione e Rifugiati

Milano:  la mostra Presepi del Mondo al villaggio interculturale

10 Dicembre 2019 - Milano - In occasione del Natale l’Associazione COE promuove la mostra di Presepi del Mondo che sarà allestita all’interno del primo villaggio interculturale itinerante di Milano presso il Parco Trotter da sabato 14 a mercoledì 18 dicembre 2019 ad ingresso gratuito. L’inaugurazione è prevista sabato 14 dicembre alle ore 15.00 con la visita guidata. I Presepi del Mondo è come un vero e proprio giro del pianeta per riscoprire la bellezza del Natale attraverso oltre 60 Natività provenienti da 45 Paesi del mondo. L’esposizione presenta solo una parte della significativa collezione di Presepi dell’Associazione COE costruita nei sessant’anni della sua storia.

Migrantes Rieti: uno sguardo al Mali

27 Novembre 2019 - Rieti - Prosegue l’impegno dell’Ufficio diocesano Migrantes di Rieti, guidato da suor Luisella Maino. La settimana scorsa, la partecipazione della religiosa, assieme al vescovo mons. Domenico Pompili, al convegno organizzato dal Lions Club Antrodoco Velina Gens su “Le implicazioni socio–sanitarie dei fenomeni migratori”. Domenica prossima, nel salone della parrocchia Madonna del Cuore, si terrà invece alle 18 un incontro organizzato da Migrantes, dedicato alla situazione dell’Africa occidentale e, in particolare, dello stato del Mali: terra di traffici illeciti, violenze, attacchi, conflitti inter–etnici, povertà, rifugiati interni e migranti. Porterà la propria testimonianza la giovane reatina Benedetta Tatti, ufficiale dell’Esercito Italiano, attualmente impiegata nella Missione integrata multidimensionale dell’Onu per la stabilizzazione in Mali. Sul piano personale, Benedetta aiuta sul posto una congregazione italiana di suore (che, nella martoriata regione di Mopti, sono a servizio della popolazione locale, specie femminile, con corsi di alfabetizzazione ed economia domestica), oltre ad assistere i rifugiati interni, costretti in estrema difficoltà dal crescere della violenza estremista e intercomunitaria

Parroco Lampedusa: “ancora morti annunciate e indifferenza. Aprire vie legali e sicure”

26 Novembre 2019 - Lampedusa - Ad accogliere i superstiti dell’ultimo naufragio sul molo Favarolo di Lampedusa c’era anche don Carmelo La Magra, il parroco della parrocchia San Gerlando dell’isola. “Siamo stati qualche ora, abbiamo portato acqua e coperte termiche”, racconta al Sir. “Avevano bevuto tantissima acqua salata, tremavano di freddo”. Il parroco è riuscito a parlare con una ragazza tunisina che non trovava più i genitori. E con un uomo libico con un bambino che cercava la moglie. “All’inizio erano pieni di speranza perché vedevano arrivare le motovedette dei soccorsi – ricorda -. Erano convinti che presto sarebbero sbarcati anche i propri cari. Invece non c’erano. E’ subentrata la disperazione”. Non è facile rivivere ogni volta scene del genere. “Per me vuol dire toccare con mano le ferite dei poveri, di persone che avevano un sogno”, confida. “Ma significa anche vedere con i propri occhi gli effetti concreti delle politiche di chiusura dell’Europa: non vuole riconoscere che il cammino dei popoli non si può fermare”. Don Carmelo si rende anche conto che “quando i naufragi sono molto ravvicinati nessuno ne parla, non interessa più nessuno”. Di solito i corpi non vengono sepolti nel piccolo cimitero di Lampedusa per motivi di spazio. Si chiede la disponibilità ad altri comuni dell’agrigentino, dove spesso vengono celebrati anche i funerali. La parrocchia, se possibile, propone un momento di preghiera, chiedendo ai familiari delle vittime se vogliono partecipare. “Anche se c’è meno clamore la gente continua ad arrivare e a morire – sottolinea il parroco di Lampedusa -. Finché non sarà permesso di viaggiare in sicurezza ed entrare in Europa attraverso vie legali. Le persone non dovrebbero essere su un barcone ma su aereo”. “Invece – prosegue – le partenze non si sono mai interrotte. Partono sempre, anche d’inverno. Magari prendono il largo con il tempo bello, poi quando arrivano qui peggiora”. “Sono morti annunciate”, conclude, lanciando l’ennesimo, instancabile appello: “Aprire vie legali e sicure”.

L’integrazione nel doposcuola

26 Novembre 2019 - Frosinone – A scuola di integrazione. Anzi: a doposcuola. Succede a Sgurgola, 3.000 abitanti in provincia di Frosinone e in diocesi di Anagni-Alatri, dove alcuni volontari della parrocchia hanno deciso di adoperarsi per un doposcuola assai particolare, rivolto cioè ai bambini figli di stranieri presenti in paese, in particolare appartenenti ad una folta comunità nigeriana. Si tratta di alunni sia delle elementari che delle medie, aiutati dai volontari a fare i compiti, a ripassare le lezioni, a conoscere sempre di più e meglio la lingua italiana, anche attraverso alcuni "espedienti didattici" molto simpatici, come ad esempio usare anche qualche ritornello rap. In effetti, al doposcuola di Sgurgola i compiti vengono alternati al gioco, al divertimento. Tutto nasce da un’esperienza simile già fatta durante la scorsa estate, quando gli stessi volontari della parrocchia avevano deciso di coinvolgere i bambini stranieri (otto in tutto e sempre nigeriani), prima attraverso una migliore conoscenza dell’italiano, e quindi parlando spesso anche in inglese, e poi con un po’ di compiti per le vacanze. Un’integrazione così ben riuscita che al pomeriggio si presentava pure qualche papà di questi bambini, desideroso di approfondire l’italiano anche attraverso i compiti dei figli e la disponibilità dei volontari. (Igor Traboni – Avvenire)

Sinodo Vescovi: Amazzonia terra di migrazioni

8 Ottobre 2019 - Città del Vaticano - Il Sinodo dei vescovi per la regione Pan-Amazzonica che si è aperto domenica con una celebrazione presieduta da Papa Francesco nella Basilica di San Pietro, sul tema “Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale”, questa mattina ha toccato anche il tema delle migrazioni. Nel dibattito della seconda giornata, presieduto da Papa Francesco, alcuni interventi hanno evidenziato le Migrazioni sia quelle dei popoli indigeni verso le grandi città, sia quelle delle popolazioni che attraversano l’Amazzonia per raggiungere altri Paesi di destinazione. Da qui deriva l’importanza di una pastorale specifica della Chiesa: la regione amazzonica come zona di flussi migratori, infatti, è una realtà emergente - si è notato in Aula - un nuovo fronte missionario che va affrontato in senso inter-ecclesiale, trovando anche una maggiore collaborazione tra le Chiese locali ed altri organismi impegnati nel settore. Si è ricordato inoltre che dramma delle migrazioni colpisce anche la gioventù dell’Amazzonia, “costretta a lasciare i Paesi originari perché sempre più minacciata da disoccupazione, violenze, tratta degli esseri umani, narcotraffico, prostituzione e sfruttamento”. È necessario, allora, che la Chiesa riconosca, valorizzi, sostenga e rafforzi la partecipazione della gioventù dell’Amazzonia negli spazi ecclesiali, sociali e politici, poiché i giovani sono “profeti di speranza”.

P. Ripamonti: “nel Mediterraneo ora una risposta corale da parte degli Stati europei”

27 Agosto 2019 - Roma - “Alziamo lo sguardo per porre fine all’ecatombe. L’urgenza umanitaria del Mediterraneo richiede ora risposta corale da parte degli Stati europei che hanno il dovere di salvare vite umane”. Lo dichiara padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, esprimendo cordoglio per le vittime del naufragio davanti alle coste libiche in cui avrebbero perso la vita 40 persone. “Sempre più ripiegati su noi stessi, anestetizzati al dolore altrui, lasciamo morire in mare persino dei bambini – aggiunge il gesuita -. In queste ore così complicate per il futuro dell’Italia, vogliamo ribadire che la politica trova senso e significato nella promozione e nella tutela di ogni essere umano. È guardare oltre l’esclusivo interesse di pochi per perseguire un’idea di bene comune che garantisce pace e sviluppo per tutti, mettendo al centro gli ultimi e i perseguitati della terra”.