Tag: Immigrati e rifugiati

Donne

7 Maggio 2019 - Roma - “Non chiudere gli occhi, non chiudere il cuore e non chiudere la mano a chi bussa alle vostre porte”. L’appello di papa Francesco, lanciato da Sofia, in Bulgaria, in occasione del suo 29° viaggio apostolico, risuona in tutta la sua forza anche nel nostro Paese, dove il tema delle migrazioni continua ad essere oggetto di polemiche e strumentalizzazioni politiche. Nel mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna, abbiamo deciso di puntare l’attenzione sulle donne: a quelle che sono costrette a scappare, che sono vittime di violenze e soprusi, a chi restituisce loro il futuro. Consapevoli, come ricorda il Papa, che “alla scuola di Maria impariamo a stare in cammino per giungere là dove dobbiamo stare: ai piedi e in piedi tra tante vite che hanno perso, o a cui hanno rubato, la speranza”. (don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli, don Gianni De Robertis e don Bruno Bignami)

Salesiani Gran Bretagna: “Valdocco project” per giovani rifugiati e richiedenti asilo

2 Maggio 2019 - Londra - La Pastorale giovanile salesiana dell’Ispettoria della Gran Bretagna sta sviluppando un nuovo progetto per offrire l’opportunità di una vacanza ai giovani rifugiati e richiedenti asilo di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Il “Valdocco Project”, questo il nome del progetto, si ispira al carisma salesiano e prende il nome dal luogo in cui Don Bosco iniziò a dare speranza e gioia ai giovani emarginati. Secondo quanto riferisce l’agenzia salesiana Ans, “il progetto intende dare risposta agli appelli di Papa Francesco alla compassione verso i rifugiati e richiedenti asilo e rispondere anche agli inviti del rettor maggiore alla Famiglia Salesiana in Europa a cercare modalità pratiche per offrire assistenza in merito alla crisi dei rifugiati, prestando particolare attenzione ai minori non accompagnati e ai giovani”. “L’esclusione, l’incertezza e, purtroppo, l’ostilità, – si legge sull’Ans – hanno gravi ripercussioni soprattutto sui giovani rifugiati e richiedenti asilo, che possono rimanere intrappolati nelle nuove società e con limitate possibilità per ricostruirsi una vita. Una vacanza, da parte sua, può offrire un senso di libertà e di normalità, cioè quello che i giovani rifugiati e richiedenti asilo raramente provano”. L’équipe di Pastorale giovanile salesiana della Gran Bretagna si è riunita a novembre per iniziare a pianificare e sviluppare tale progetto, che si prevede avrà luogo effettivamente dal 3 al 10 agosto 2019 a Liverpool. Danny Sweeney, uno dei membri dell’équipe, ha dichiarato: “Per questo programma pilota abbiamo pensato a Liverpool perché è una delle aree del Regno Unito in cui i richiedenti asilo spesso restano dispersi dopo aver presentato inizialmente la loro domanda di accoglienza. Essendo questa una nuova area per la nostra Pastorale giovanile salesiana, quest’esperienza ci permetterà di radicarci in una comunità locale, e anche, speriamo, di incoraggiare il contatto con le famiglie, oltre che con i giovani che parteciperanno”.

Papa Francesco: la Chiesa osserva con “preoccupazione” il riemergere di correnti aggressive verso gli stranieri

2 Maggio 2019 - Città del Vaticano - “La Chiesa osserva con preoccupazione il riemergere, un po’ dovunque nel mondo, di correnti aggressive verso gli stranieri, specie gli immigrati, come pure quel crescente nazionalismo che tralascia il bene comune”. Papa Francesco lo ha ribadito questa mattina durante l’udienza concessa alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali guidata da Stefano Zamagni. Tema della plenaria che si concluderà domani, è “Nazione, Stato e Stato-Nazione”. Per il pontefice “si rischia di compromettere forme già consolidate di cooperazione internazionale, si insidiano gli scopi delle Organizzazioni internazionali come spazio di dialogo e di incontro per tutti i Paesi su un piano di reciproco rispetto, e si ostacola il conseguimento degli Obiettivi dello sviluppo sostenibile approvati all’unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015”. Per Papa Francesco “il modo in cui una nazione accoglie i migranti rivela la sua visione della dignità umana e del suo rapporto con l’umanità”. Ogni persona umana è “membro dell’umanità e ha la stessa dignità”, aggiungendo che quando una persona o una famiglia “costretta a lasciare la propria terra va accolta con umanità”. Il pontefice ha quindi ricordato che “i nostri obblighi verso i migranti si articolano attorno a quattro verbi delineati anche nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2018, accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Il migrante, ha quindi aggiunto - “non è una minaccia alla cultura, ai costumi e ai valori della nazione che accoglie. Anche lui ha un dovere, quello di integrarsi nella nazione che lo riceve”. “Integrare, ha quindi spiegato, non vuol dire assimilare, ma condividere il genere di vita della sua nuova patria, pur rimanendo sé stesso come persona, portatore di una propria vicenda biografica”. In questo modo, il migrante “potrà presentarsi ed essere riconosciuto come un’opportunità per arricchire il popolo che lo integra”. In quest’ottica “è compito dell’autorità pubblica proteggere i migranti e regolare con la virtù della prudenza i flussi migratori, come pure promuovere l’accoglienza in modo che le popolazioni locali siano formate e incoraggiate a partecipare consapevolmente al processo integrativo dei migranti che vengono accolti”. “Anche la questione migratoria, che è un dato permanente della storia umana, ravviva la riflessione sulla natura dello Stato nazionale”, ha quindi detto papa Francesco, secondo il quale “tutte le nazioni sono frutto dell’integrazione di ondate successive di persone o di gruppi di migranti e tendono ad essere immagini della diversità dell’umanità pur essendo unite da valori, risorse culturali comuni e sani costumi”. “Lo Stato nazionale non può essere considerato come un assoluto, come un’isola rispetto al contesto circostante”: “nell’attuale situazione di globalizzazione non solo dell’economia ma anche degli scambi tecnologici e culturali, lo Stato nazionale non è più in grado di procurare da solo il bene comune alle sue popolazioni. Il bene comune è diventato mondiale e le nazioni devono associarsi per il proprio beneficio. Quando un bene comune sopranazionale è chiaramente identificato, occorre un’apposita autorità legalmente e concordemente costituita capace di agevolare la sua attuazione. Pensiamo alle grandi sfide contemporanee del cambiamento climatico, delle nuove schiavitù e della pace”. “Mentre, secondo il principio di sussidiarietà, alle singole nazioni dev’essere riconosciuta la facoltà di operare per quanto esse possono raggiungere – ha spiegato Francesco – d’altra parte, gruppi di nazioni vicine – come è già il caso – possono rafforzare la propria cooperazione attribuendo l’esercizio di alcune funzioni e servizi ad istituzioni intergovernative che gestiscano i loro interessi comuni”. Di qui l’auspicio che “non si perda in Europa la consapevolezza dei benefici apportati da questo cammino di avvicinamento e concordia tra i popoli intrapreso nel secondo dopoguerra”. (R.Iaria)

Il Mondo in Casa”: a Brera per un “giro del mondo” senza muoverti da Milano

26 Aprile 2019 - Milano - Il 3 maggio alle ore 19.30, a Milano, presso la sede centrale dell’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS) in Piazza del Carmine 2, prenderà nuovamente il via “Il Mondo in Casa. Musica, arte e sapori dal mondo”, un’iniziativa, giunta alla 4a edizione, per incrociare e conoscere meglio il volto multietnico di Milano. “Si sente parlare spesso di multietnicità, di società in cui le migrazioni da sempre hanno ridisegnato attraverso le lingue, le culture, le usanze le forme di una convivenza colorata. Milano – si legge in una nota - ne è un esempio, con i suoi quartieri più caratteristici, dove si può scoprire una città dalle tante anime, dalle sorprendenti sfumature culturali, dai profumi e dai sapori di quasi ogni latitudine del mondo. Milano, però, come tutte le metropoli moderne, pur ospitando oltre 110 associazioni culturali di migranti, vive ancora la sfida di diventare una “città inclusiva” dove le comunità si possano incontrare quotidianamente, generando costantemente una crescita sociale e culturale”. Dal 3 maggio prossimo fino al 27 giugno, con un calendario ricco di incontri e proposte culturali, si viaggerà attraverso musica, arte e sapori nel “mondo che abita a Milano”, conoscendo da vicino quattro diversi paesi e comunità: Repubblica Dominicana, Moldavia, Egitto e Cina. Il progetto “Il Mondo in Casa” opera in questo senso, ponendosi come una buona prassi all’insegna dell’incontro e del dialogo, ingredienti base per offrire occasioni di comunicazione, il “fare rete” tra le varie realtà presenti nel capoluogo lombardo, costruendo legami e ponti sempre più stabili. “L’incontro”, sottolinea P. Claudio Gnesotto, Presidente ASCS, “è il tema “scalabriniano” per tutte le attività del 2019, include i tanti “altri” che gravitano attorno a noi, ma è “essenziale” per la comprensione di noi stessi: l’altro sarà sempre “altro”, però, l’incontro è l’occasione di percepire l’orizzonte comune che si chiama umanità”.