Tag: Immigrati e rifugiati

Oxfam, “in Grecia detenzioni arbitrarie, rivedere normativa che lede i diritti umani”

2 Luglio 2020 -
Roma - “A metà giugno in Grecia erano detenuti circa 229 minori migranti non accompagnati, mentre in tutti gli hotspot sulle isole attualmente si trovano in condizioni disumane e in piena pandemia circa 38mila migranti in spazi costruiti per ospitarne meno di 6.200”. È l’allarme lanciato da Oxfam e dal Greek Council for Refugees in un nuovo rapporto diffuso oggi, che denuncia quanto la riforma greca del sistema di asilo, approvata il 1° gennaio 2020 – e parzialmente modificata a maggio – “stia esponendo migliaia di persone a sfruttamento e abusi”. “Al loro arrivo negli hotspot delle isole, i migranti, molti dei quali in condizione di particolare vulnerabilità, come bambini, donne incinta, disabili, vengono di fatto posti in stato di detenzione senza accesso alle necessarie cure e tutele – è la denuncia dell’ong -. Il sistema rende poi incredibilmente difficile l’esame delle cause che spingono i richiedenti asilo a lasciare i propri Paesi di origine, spesso attraversati da guerre e persecuzioni”. Secondo Oxfam, la riforma delle politiche di accoglienza greche è “uno schiaffo all’impegno umanitario dell’Europa di proteggere chi fugge da guerre e persecuzioni”. “La Grecia ha certamente il diritto di proteggere i suoi confini, ma deve anche rispettare il principio di non-respingimento – afferma Riccardo Sansone, responsabile dell’ufficio umanitario di Oxfam Italia –. Ue e Grecia hanno operato la precisa scelta politica di mettere in pericolo le vite di persone che avrebbero invece dovuto proteggere”. Infine, l’appello: “Chiediamo con forza al Governo greco e alla Commissione europea di rivedere immediatamente l’attuale normativa, in modo che non sia lesiva dei diritti umani, né sia in contrasto con il diritto comunitario”. (Sir)
2 Luglio 2020 - Roma - Sono  7212  le persone migranti sbarcate sulle coste italiane in questo 2020. Il dato è del ministero degli Interni ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. Degli oltre 7.200 migranti arrivati in Italia 1.564 sono di nazionalità tunisina (22%), Gli altri provengono da Bangladesh (1.237, 17%), Costa d’Avorio (777, 11%), Algeria (471, 7%), Sudan (457, 6%).

R.I.

Mediterranea: nessuno si salva da solo, dalla morte in mare così come dalla pandemia

2 Luglio 2020 - Roma - “Siamo stati informati dalle autorità sanitarie che 8 dei 43 tamponi laringofaringei effettuati ieri pomeriggio sulle persone sbarcate ad Augusta dalla Mare Jonio sono risultati positivi al Covid-19”. Lo scrive oggi sul proprio sito Mediterranea Saving Humans sottolineando che la pandemia “non fa purtroppo distinzione e non conosce i confini e si è evidentemente propagata anche nel continente africano ed in Libia in modo massiccio. Questo impone – spigaa la nota pubblicata sul sito - un intervento umanitario di soccorso che preveda l’evacuazione dai campi di prigionia libici dove le condizioni igenico-sanitari disastrose rischiano di trasformare quei luoghi in un focolaio senza precedenti”. Mediterranea ribadisce che “far morire le persone in mare non può essere un metodo di prevenzione e contenimento del virus”. “È un discorso inaccettabile. E anche quando i profughi miracolosamente riescono ad arrivare fino alla terraferma in autonomia la sicurezza sanitaria è comunque meno garantita rispetto a quanto le nostre navi riescono a fare”. Le persone che “abbiamo salvato sono in quarantena e non rappresentano un rischio per la popolazione siciliana”, spiega l’ong ribadisce che “le procedure adottate da Mare Jonio sono le più avanzate per il contenimento del Covid-19, procedure che permettono di identificare i positivi immediatamente senza rischi di propagazione dell’epidemia”. L’equipaggio di Mare Jonio è adesso “all’ancora nel porto di Augusta, già in quarantena”. “L’equipaggio si atterrà scrupolosamente a tutte le misure che le autorità sanitarie riterranno opportune”.

Regolarizzazione: sono oltre 80 mila le domande pervenute al 30 giugno

1 Luglio 2020 - Roma - In costante crescita l'andamento giornaliero delle istanze: è quanto risulta dal secondo Report, diffuso oggi dal Viminale  sulla procedura di emersione dei rapporti di lavoro avviata lo scorso 1º giugno. Ogni giorno, dal 1º giugno, sono state presentate dai datori di lavoro al portale del ministero dell'Interno oltre 2.650 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell'ambito della procedura di emersione per i settori dell'agricoltura, del lavoro domestico e di assistenza alla persona. Alle ore 20 di ieri, martedì 30 giugno, a più di  4 settimane dall'apertura della procedura, le domande pervenute sono, complessivamente, 80.366: di cui 69.721  già perfezionate e 10.645 in corso di lavorazione. L'andamento giornaliero delle domande per la procedura di regolarizzazione, che proseguirà fino al prossimo 15 agosto, è in costante crescita: il giorno di apertura, il 1º giugno, le domande perfezionate erano 870; venerdì 30 giugno è di 2.324 la media giornaliera consolidata delle domande perfezionate . Per quanto riguarda i diversi settori interessati, il lavoro domestico e di assistenza alla persona rappresenta l'88% delle domande già perfezionate (61.411) e il 76% di quelle in lavorazione (8.116). Nella distribuzione delle domande per regioni, la Lombardia si conferma al primo posto per le richieste presentate per il lavoro domestico e di assistenza alla persona e la Campania per quello agricolo. Nella distribuzione delle domande per Paese di provenienza del lavoratore, ai primi posti risultano il Marocco, l'Ucraina e il Bangladesh per il lavoro domestico e di assistenza alla persona; l'Albania, il Marocco e l’India per l'agricoltura e l'allevamento. Su 61.411 datori di lavoro che hanno perfezionato la domanda di regolarizzazione per il settore domestico, 45.730 sono italiani (il 75% del totale). Per il settore agricolo, su 8.310 datori di lavoro 7.451 sono italiani (90%). Dal 1º al 29 giugno, sono state 3.231 le richieste di permesso di soggiorno temporaneo presentate agli sportelli postali da cittadini stranieri che riguarda i titolari di permessi di soggiorno scaduti dal 31 ottobre 2019, spiega il Report. È possibile presentare le domande di regolarizzazione fino al prossimo 15 agosto esclusivamente per via telematica al seguente indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/

Il ruolo della Sicilia nell’accoglienza dei Msna

1 Luglio 2020 - Palermo - Pur a fronte di una sensibile diminuzione delle presenze rispetto all’anno precedente, nel 2019 la Sicilia si è confermata la regione più coinvolta nell’accoglienza dei MSNA (Minori stranieri non accompagnati), con 1.164 minori presenti, a fronte dei 6.054 minori soli registrati in Italia al 31 dicembre 2019 (il 19% del totale). Dai dati della Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione si evince che, nella classifica dell’accoglienza, l’Isola è seguita da Lombardia (13%) e da Friuli Venezia Giulia (11%). La Sicilia è anche la prima regione in fatto di strutture destinate all’accoglienza dei minori, con 225 centri attivi, pari al 21% delle strutture censite nel SIM (il Sistema informativo nazionale dei Msna, istituito presso il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali) presenti in tutto il territorio nazionale. Si tratta, in prevalenza, di ragazzi di sesso maschile e di età compresa tra i 16 e i 17 anni, i quali rappresentano oltre i 2/3 dei Msna accolti. In Sicilia hanno trovato riparo in prevalenza i minori provenienti dal Bangladesh e da alcuni paesi africani, come Costa d’Avorio, Guinea, Eritrea, Mali, Gambia, Senegal, Nigeria, Somalia e Tunisia. Come sono arrivati in Sicilia? Per evidenti ragioni geografiche, il canale di arrivo rimane quello via mare. Un dato in controtendenza rispetto a quello nazionale, dove la quota di minori arrivati in seguito a “eventi di sbarco” è minoritaria, con appena il 24% del totale dei giovani rintracciati sul suolo nazionale. Il territorio siciliano, invece, è stato il primo approdo in Italia per l’87% dei minori arrivati solcando il mare. Puglia e Calabria seguono distanziate, rispettivamente con il 6% e il 5% dei Msna arrivati con un’imbarcazione. È elevato tra gli arrivi il numero di ragazzi in possesso della cittadinanza tunisina. Ragazzi, questi, che spesso hanno fatto perdere le proprie tracce dopo essere stati inseriti nel sistema di accoglienza, magari per proseguire il loro viaggio in altri paesi europei, vera meta del loro progetto migratorio. Colpisce, nel quadro statistico del 2019, il dato relativo alla richiesta e al rilascio di pareri per la conversione del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età. Nonostante la Sicilia sia, come detto, la regione con il maggiore numero di Msna transitati dal proprio territorio e accolti nelle proprie strutture, il numero dei pareri emessi ai sensi dell’art. 32, comma 1-bis, del D. Lgs. n. 286/1998 è alquanto esiguo, specie se paragonati ad altre regioni del Centro-Nord. In questa graduatoria l’Isola occupa così l’undicesimo posto tra le regioni italiane, con appena 41 pareri emessi, pari al 2% del totale registrato. Il dato conferma che la Sicilia è terra di approdo e di transito, ma raramente regione nella quale mettere radici. Forse perché la regione offre ancora scarse opportunità di integrazione, lasciando poco spazio a progetti per un insediamento duraturo. Sarà per questo, forse, che la Sicilia è la anche regione con la più alta incidenza di allontanamenti di Msna: ben il 37% delle segnalazioni (2.676) fatte dalle autorità competenti alla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali.  

Luca Insalaco

Migranti: 84 mila in accoglienza in Italia

1 Luglio 2020 - Roma - Al 16 giugno risultano attive 10 strutture di prima accoglienza e 4963 Cas (strutture di accoglienza straordinaria) con una complessiva presenza di 62.613 mila persone. A questi si aggiungono i 22.299 rifugiati e minori non accompagnati accolti nel sistema Siproimi. In totale, dunque, sono oltre 84mila le persone accolte attualmente in Italia. Sono i dati resi noti dalla ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, in audizione in Comitato Schengen. Una situazione che registra una “diminuzione rispetto al medesimo periodo del 2019 con -33% di strutture e -26% di presenze” spiega la ministra, chiamata a rispondere sulla gestione dell’emergenza coronavirus all’interno del sistema di accoglienza in Italia. “Durante tutto periodo emergenziale i prefetti sono stati sensibilizzati sia per i nuovi arrivi che per chi era già accolto - spiega Lamorgese -. Sono state adottate apposite disposizioni, emesse circolari e un’ordinanza della protezione civile per la quarantena sulle navi. Per tutti i migranti accolti già da febbraio abbiamo adottato la misura della quarantena di 14 giorni per tutti coloro che arrivavano, misura assicurata non solo per gli arrivi via mare ma anche per quelli terrestri dai Balcani. Solo al termine del periodo di isolamento, laddove non risultavano casi di positività, sono stati trasferiti nelle strutture. Abbiamo chiesto di garantire anche le giuste informazioni ai migranti, facendo riferimento ai materiali informativi di Oim e Unhcr. E’ stata garantita l’igiene personale in ambienti congrui. Abbiamo, inoltre disposto il divieto di spostamenti e assembramenti anche durante pasti”. In tutto, spiega la ministra dal 31 gennaio si sono registrati 166 eventi di sbarco, di cui 140 autonomi per un numero di migranti giunti fino a giugno pari a 5.456. Lamorgese ha ribadito la “specificità delle frontiere marittime” per l'Italia.  “In questi anni abbiamo maturato esperienza nel fenomeno migratorio senza ricevere l’auspicato sostegno da tutti gli stati, ora bisogna lavorare per un meccanismo europeo comune. Bisogna definire nuove regole ispirate al principio della solidarietà tra Paesi, che preveda un meccanismo di ricollocamento obbligatorio tra tutti i 27 Stati. Non c'è Europa se non c'e' solidarietà” ha sottolineato.(Eleonora Camilli – Redattore Sociale)  

Viminale: da inizio anno sbarcate 6.812 persone sulle coste italiane

30 Giugno 2020 - Roma - Sono 6812 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane nei primi sei mesi del 2020. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni  e aggiornato alle 8 di questa mattina.   1.004 sono stati i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati parlano di 84.445 persone su tutto il territorio nazionale di cui 258 negli hot spot in Sicilia, 61.888 nei centri di accoglienza e 22.299 nei centri Siproimi. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (14%, in totale 11.628 persone), seguita da Emilia Romagna (10%), Lazio e Piemonte (9%), Campania, Veneto, Toscana e Sicilia (7%).

Migrantes Salerno-Campagna-Acerno: il bilancio della Festa dei Popoli

30 Giugno 2020 -
Salerno - Fin da settembre ci siamo messi all'opera per vivere il cammino di incontri, riflessioni, scambi che ci portano alla Festa dei Popoli. Da marzo non ci siamo più incontrati in presenza ma "a distanza". Pensavamo di dover abbandonare quest'anno il sogno di testimoniare la bellezza di "stare insieme" e del sognare un momento di condivisione. La passione, la determinazione, l'unione che viviamo da 12 anni ci ha portato ad immaginare un modo nuovo di condividere questa edizione della Festa dei Popoli che si è svolta domenica.
La fantasia, la creatività, la gratuità, la tenacia di ciascuno ha dato vita alla dodicesima edizione special edition live Domenica pomeriggio abbiamo vissuto in "Piazza virtuale" con la "gioia" e la "bellezza" dell’essere "uniti" sebbene la distanza fisica. Abbiamo ascoltato le storie in tempo di covid, conosciuto ciò che sta accadendo nel mondo e condiviso le motivazioni che ci fanno stare insieme. Abbiamo ascoltato le testimonianze di altre realtà che, come noi, credono nell'InterAzione! Abbiamo testimoniato la volontà di una società multietnica che vuole vivere l’incontro, la conoscenza, l’accoglienza e lo stare insieme, superando le distanze spaziali. Dieci comunità partecipanti, sette collegamenti in esterna con ospiti, tre postazioni di regia e controllo, oltre 1000 visualizzazioni... numeri che solo parzialmente raccontano cosa abbiamo vissuto.  Continuiamo con entusiasmo e convinzione il nostro cammino di interAzione. Grazie alle comunità straniere che hanno preparato con passione, impegno questo momento del loro raccontarsi.  Grazie ai tutti volontari che, con passione, impegno e gratuità, fin dalla mattina hanno allestito il punto piazza dei Popoli, fatto le riprese in esterna Grazie ai presentatori Antonella, Manuela.  Grazie alla Arcidiocesi di Salerno – Campagna – Acerno,  al Cmd Salerno, alla Caritas Salerno, ai Missionari Saveriani Salerno, al Laicato Saveriano che credono in questo percorso di interAzione.  Grazie Radio Antenna Migrante.  Grazie a tutti coloro che hanno partecipato ed a tutti coloro che nei diversi modi e forme hanno consentito a tutti noi di vivere un bel pomeriggio di festa, di gioia, di profumo di armonia e pace trai popoli. (Antonio Bonifacio - Migrantes Salerno-Campagna-Acerno)

Scalabriniane: i migranti insegnano a ravvivare la vita

29 Giugno 2020 - Roma - L'impegno a sostegno delle migrazioni è una “grande luce” che permette di perseguire nuove sfide e strategie per il dialogo e il confronto tra i popoli. L'occasione per fare il punto delle migrazioni e per declinare così l’impegno del carisma scalabriniano su scala internazionale è stato un incontro, svolto in webinar, che ha portato proprio le Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane, a fare il punto con le proprie diverse comunità del mondo. Un impegno che le vede coinvolte in 27 Paesi e nei luoghi di frontiera più caldi, dove le emergenze si susseguono giorno dopo giorno. “E’ importante fare rete e coltivare nuove strategie per la migrazione – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane – Così siamo più forti e viviamo le sfide che abbiamo davanti. L’impegno che abbiamo è per noi una ‘grande luce’”. Nel mondo, nel solo 2019, sono stati 80 milioni i rifugiati costretti a migrare. “Abbiamo grandi sfide che passano attraverso la creazione dei corridoi umanitari a tutela dei diritti umani, l’interruzione delle politiche di costruzione dei muri, l’impegno nella lotta alla tratta, essere una maglia attiva delle reti di accoglienza umanitaria a donne e bambini in situazione di vulnerabilità”, spiega Suor Neusa che aggiunge come “i migranti oggi provocano un cambiamento e per noi sono un'opportunità per confermare il carisma scalabriniano”. A parlare nel corso dell'incontro internazionale, poi, tre esperienze simili ma allo stesso tempo diverse e che sono svolte dalle Scalabriniane in alcune aree di crisi del mondo. La prima è quella di suor Janete Aparecida Ferreira, che ha preso parte al servizio itinerante di Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti d'America. “Vogliamo rispondere agli appelli dei migranti e tentare di difendere i loro progetti e di proteggere la loro vita. Siamo in un luogo di frontiera con gli Usa, dove milioni di persone passano per avere un futuro migliore”. Suor Rosa Maria Zanchin, invece, con i suoi 43 anni di vita consacrata alle spalle, si trova a Messina. “Sono in una terra di emigrazione e di immigrazione - sottolinea - Qui oggi ci sono due difficoltà, una delle quali è quella di non sapere la lingua del migrante che arriva. La seconda, è invece la difficoltà del migrante di far capire la sua storia e il suo trauma. I migranti sono creativi, non si danno per vinti, insegnano a ravvivare la vita”. Suor Eleia Scariot, invece, cura a Roma il progetto Chaire Gynai, case di accoglienza per donne rifugiate con bimbi e in situazione di vulnerabilità. “Lavoriamo con ogni donna, dal momento in cui entra in casa, con un progetto personale che nasce a partire dal sogno che loro hanno, con progetti accompagnati e controllati”, spiega. Ed è proprio questo il percorso dell’assistenza ai migranti promosso dalle Scalabriniane: la cura di ognuno, senza trattare le persone come numeri ma coscienti che dietro di loro c’è una storia sempre diversa.

Aversa: ieri la Giornata del Rifugiato

26 Giugno 2020 - Aversa -  La diocesi di Aversa ieri ha voluto celebrare la Giornata del Rifugiato, un momento di approfondimento e preghiera che ha rappresentato una tappa di preparazione alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato in programma il prossimo 27 settembre. L’evento, intitolato “Houn Houn Hin Hin: Aprimi - Accogliere, Proteggere, Integrare”, si è tenuto presso la presso la Chiesa Madonna del Rosario in Gricignano di Aversa e si è aperto con il Workshop “Conoscere per riconoscerti”. Il direttore dell’Ufficio Diocesano Migrantes, don Evaristo Rutino, precisa lo scopo dell’iniziativa: “Alla riflessione sulla drammatica condizione in cui si trovano i tanti rifugiati che da anni vivono - e che continuano ad arrivare in cerca di aiuto - nel nostro territorio, deve seguire un impegno concreto affinché vengano riconosciuti i loro diritti e si possano finalmente realizzare le loro speranze: riuscire finalmente ad avere un posto che si chiama casa, intesa come lavoro, scuola, famiglia. In una parola, dignità”. Oltre a don Rutino, nel corso del workshop sono intervenuti don Carmine Schiavone, direttore della Caritas Diocesana di Aversa; don Antonio Fabozzi, parroco della Madonna del Rosario; Roger Adjicoudé, Responsabile Area Immigrazione della Caritas Diocesana; Mara Vitiello, Presidente SolidArci; Massimo Viggiano, Siproimi Gricignano. Dopo il confronto è stata la volta delle testimonianze dei migranti e rifugiati del territorio, seguite dalla Preghiera Interreligiosa che ha visto la presenza del vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, e dei rappresentanti delle varie religioni (cattolica, musulmana, greco-cattolica, evangelica). A chiudere la giornata, la Celebrazione Eucaristica e il momento conviviale conclusivo. Don Evaristo osserva in chiusura come non sia l’affacciarsi sul mercato del lavoro a rendere visibile l’uomo ma, piuttosto, “ il riconoscimento e la tutela dei suoi diritti fondamentali in quanto persona. Per questo motivo c’è bisogno di un concreto e ragionato piano di politiche di inclusione e solidarietà. La nostra chiesa diocesana è da sempre impegnata a favorire sul nostro territorio la cultura dell’accoglienza. In tal senso, costante e sempre viva è l’attenzione dei nostri uffici per l’Ecumenismo e della Caritas, da don Carmine a Roger, fino ai tanti volontari che offrono la loro disponibilità con lodevole spirito di servizio.”   --