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Papa Francesco: a Lesbo “incontrerò un’umanità ferita nella carne di tanti migranti in cerca di speranza”

1 Dicembre 2021 - Città del Vaticano - Domani Papa Francesco partirà per un viaggio apostolico a Cipro e poi in Grecia per compiere "una visita alle care popolazioni di quei Paesi ricchi di storia, di spiritualità e di civiltà", ha detto questa mattina al termine dell'udienza generale. "Sarà un viaggio alle sorgenti della fede apostolica e della fraternità tra cristiani di varie confessioni. Avrò - ha quindi aggiunto - anche l’opportunità di avvicinare un’umanità ferita nella carne di tanti migranti in cerca di speranza: mi recherò a Lesvos". Ieri Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo ad una domanda dei giornalisti se c’è una possibilità che il Papa porti in Italia alcuni migranti ha detto: “Se il Papa porterà qualcuno con sé, vedremo: alcune opzioni erano allo studio, ma anche per la complessità di queste operazioni e la normativa, normalmente queste cose si dicono dopo, perlomeno quando sono certe”. E della visita ai rifugiati presso il “Reception and Indentification Centere”, in programma il 5 dicembre, Bruni ha fatto notare che “la situazione a Lesbo sarà diversa rispetto al 2016. Le tematiche saranno più vaste della situazione dei migranti. Semmai si tratterà di ricollocamento di migranti che arrivano da Cipro, perché parliamo di Paesi europei. Resta, naturalmente, il valore simbolico del luogo: chiunque c’era a Lesbo nel 2016, ha potuto toccare con mano il dolore e il senso di attesa, da parte occidentale, di trovare un luogo dove poter finalmente posare il capo”.  

La vergogna e la pietà

1 Dicembre 2021 - Kuznica, villaggio rurale della Podlachia, da settimane è sorvegliato speciale. Dalla polizia di frontiera polacca schierata a bloccare i passaggi illegali del confine da parte dei profughi mediorientali attirati nella vicina Bielorussia di Lukashenko con l’inganno. In cambio dell’assicurazione che sarebbero entrati in Europa, quasi 4.000 migranti in fuga dai martoriati Paesi d’origine hanno raggiunto Minsk con il sogno di approdare, attraverso la Polonia, nella terra promessa. L’Europa democratica, delle libertà e dei diritti. Da giorni, prelevati dai militari bielorussi che li ammassano alla frontiera, si ritrovano schiacciati nel braccio di ferro tra Minsk e Varsavia: respinti indietro dai cannoni d’acqua sparata dalle guardie polacche e risospinti verso il confine dalle intimidazioni con cui il regime bielorusso li tiene sotto scacco servendosene quale arma di pressione sull’Ue, potenzialmente esplosiva di conflitti fomentati sulla pelle degli ultimi. La domanda si ripropone netta: "E’ questo un uomo?". Bambini, donne e uomini intrappolati nella foresta di Bia?owiea  -che si K estende tra le due nazioni - sono all’addiaccio, senza acqua e senza cibo, esposti a rigide temperature, tra le querce e gli abeti del bosco protetto dall’Unesco. Ostaggi di una guerra ibrida tra il regime di Lukashenko che, strumentalizzando la crisi umanitaria, minaccia di bloccare il transito di gas verso l’Europa, e la destra populista polacca, in procinto di edificare il muro anti-migranti. L’indignazione, sacrosanta, espressa dai vertici dell’Europa democratica riecheggia lontana dalla linea di confine. La condanna e lo sconcerto per la violazione dei diritti umani non bastano più. Non bastano sulla frontiera orientale, non bastano lungo la rotta balcanica e quella mediterranea. Non essendo più sostenibile che, alle porte dell’Europa patrimonio di valori non negoziabili, si compia l’ennesima infamia, nell’aria gelida alienata dalle sirene che la polizia polacca non disattiva, a stordire le lunghissime notte dei disperati accampati tra la natura arborea un tempo sacra agli dei. Non potendosi più considerare un’emergenza gli sbarchi e gli arrivi dei richiedenti asilo, è tempo, per un’Unione europea all’altezza dei suoi principi fondativi, di adottare una responsabile politica comunitaria nella gestione dei flussi migratori, sin qui demandati ad azioni intergovernative. Il rispetto della dignità umana lo pretende. Lo hanno compreso e lo mettono in pratica civili cittadini di Kuznica e di altre comunità a ridosso della frontiera polacca, dove la pietà è cosa viva: non confinata in un fuggevole quantunque sincero compatimento, si è fatta  strada dentro l’umida foresta, passando attraverso la "no entry zone" vietata alle organizzazioni umanitarie e ai media. Dove i giornalisti non hanno accesso, nella zona in cui, impedita la documentazione della brutale, scomoda realtà, ha libero campo la manipolazione, volontari e attivisti polacchi si sono inoltrati per portare, ai bisognosi, viveri e assistenza. Gesti di calda umanità che incarnano la fratellanza. Che si aggiungono alle lanterne verdi accese nelle case polacche situate nei pressi dell’area off limits per segnalare, ai pochi richiedenti asilo che oltrepassano il reticolato di filo spinato, che in quelle abitazioni troveranno una prima accoglienza. Di contro ai ricatti ed ai muri eretti dalla paura e dalla discriminazione, bandiere sventolate da nazionalismi che sulla trasformazione dell’altro in nemico si reggono e prosperano. La notte oscura dei tribolati si rischiara se confidente nelle fiaccole di carità, nelle mani che si aprono alle attese di quanti cercano, nei loro simili, esseri umani capaci di esserlo. (Annarita Cecchin - Voce Isontina)  

Bruni: “vedremo se il Papa porterà con sé alcuni migranti” dal suo viaggio a Cipro e Grecia

30 Novembre 2021 - Roma - “Se il Papa porterà qualcuno con sé, vedremo: alcune opzioni erano allo studio, ma anche per la complessità di queste operazioni e la normativa, normalmente queste cose si dicono dopo, perlomeno quando sono certe”. Così Matteo Bruni, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha risposto ad una domanda dei giornalisti in merito ad una eventuale presenza di migranti a bordo dell’aereo papale, come era accaduto al ritorno dalla sua prima visita a Lesbo nel 2016. Nel briefing di oggi in sala Stampa Vaticana sul viaggio apostolico di Papa Francesco a Cipro e in Grecia, dal 2 al 6 dicembre, a proposito della visita ai rifugiati presso il “Reception and Indentification Centere”, in programma il 5 dicembre, Bruni ha fatto notare che “la situazione a Lesbo sarà diversa rispetto al 2016. Le tematiche saranno più vaste della situazione dei migranti. Semmai si tratterà di ricollocamento di migranti che arrivano da Cipro, perché parliamo di Paesi europei. Resta, naturalmente, il valore simbolico del luogo: chiunque c’era a Lesbo nel 2016, ha potuto toccare con mano il dolore e il senso di attesa, da parte occidentale, di trovare un luogo dove poter finalmente posare il capo”.

Corridoi umanitari: giunti a fiumicino da Lesbo 46 profughi

30 Novembre 2021 - Roma - Questa mattina sono arrivate a Fiumicino, con i corridoi umanitari, 46 persone dall’isola di Lesbo e dalla Grecia, appartenenti a diverse nazionalità, tra cui Afghanistan, Camerun, Congo, Iraq, Siria, Somalia e Sud Sudan. Si tratta di richiedenti asilo e rifugiati in condizione di particolare vulnerabilità, che hanno trascorso molti mesi, a volte anni, nei campi profughi della Grecia dopo aver affrontato viaggi molto difficili attraverso l’Africa, l’Asia o il Medio Oriente, subendo maltrattamenti, sfruttamento e violenza. I nuclei familiari e i singoli - tra cui 3 minori non accompagnati, il più giovane un ragazzo siriano di appena 12 anni - saranno accolti in diverse regioni (Lazio, Campania, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) e avviati verso l’integrazione: per i minori attraverso l’immediata iscrizione a scuola e per gli adulti, con l’apprendimento della lingua italiana e, una volta ottenuto lo status di rifugiato, l’inserimento nel mondo lavorativo. Includendo le famiglie di rifugiati siriani che papa Francesco ha portato a Roma di ritorno dal suo viaggio a Lesbo il 16 aprile 2016, sono 215 i rifugiati provenienti dalla Grecia che, accolti e integrati in Italia grazie al modello dei corridoi umanitari, possono guardare con fiducia e serenità il loro futuro.    

Mons. Perego: parola del Papa “profondamente segnate dalla sofferenza per il dramma dei migranti”

29 Novembre 2021 - Roma - Le parole di Papa Francesco all'Angelus di ieri mattina, domenica 28 novembre - erano “profondamente segnate dalla sofferenza per il dramma dei migranti ai confini tra Polonia e Bielorussia e dei migranti che sono morti attraversando La Manica o che continuano a morire nel Mediterraneo”. Lo dice oggi a www.migrantesonline.it, il Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego sottolineando che si tratta di “una sofferenza, quella del Papa, che invita all'impegno e alla responsabilità di tutti: di ciascuno di noi, di ogni Stato e istituzione. Una 'casa comune', quale deve essere per noi l'Europa, non può – conclude mons. Perego - vedere crescere muri, ma nuove opportunità di protezione, nuove strade di libertà e di sicurezza per chi cerca pace e giustizia”. (R. Iaria)  

Migrantes Porto Santa Rufina: una messa con la comunità latino americana

26 Novembre 2021 - Porto Santa Rufina - Nella V Giornata Mondiale dei Poveri, lo scorso 14 novembre, nella parrocchia di San Giovanni Battista a Cesano è stata celebrata la Messa con la comunità latinoamericana. A presiedere la funzione il coordinatore nazionale delle comunità latinoamericane in Italia, don Luis Fernando Lopez Gallego. Con lui sull’altare il parroco padre José Manuel Torres Origel e il diacono Enzo Crialesi, direttore dell’Ufficio Migrantes di Porto-Santa Rufina. Alla celebrazione era presente l’ambasciatore dell'Honduras presso la Santa Sede, Carlos Antonio Cordero. La liturgia è stata animata dal coro femminile del Perù, con i canti della tradizione nazionale dei tanti fedeli che rappresentavano sei nazioni latinoamericane (Messico, Honduras, Argentina, Colombia, Perù, Bolivia). Nell'omelia don Luis Fernando ha invitato la comunità a ritrovare le radici cattoliche specialmente con le Celebrazioni Eucaristiche domenicali e con le feste tradizionali nazionali. Il sacerdote ha richiamato anche le parole di Papa Francesco per questa Giornata: «non voltatevi davanti alle sofferenze, prestate la vostra voce a chi soffre ed è più fragile, noi cristiani dobbiamo essere testimoni di compassione e presenze attente nell'indifferenza diffusa». Prima della benedizione finale don José a invitato tutti a diffondere questa celebrazione che si tiene la seconda domenica del mese in lingua spagnola nella chiesa nel borgo di Cesano, per diventare una comunità che intende integrarsi, portando la bellezza delle tradizioni nella cultura cattolica italiana. Al termine l'ambasciatore Cordero ha salutato con gioia le persone presenti e il direttore Migrantes ha portato i saluti del vescovo, mons. Ruzza, amministratore apostolico di Porto-Santa Rufina.  

Argentina: colletta nazionale di aiuto a migranti e rifugiati

26 Novembre 2021 - Buenos Aires - Seguendo il motto indicato da Papa Francesco per la Giornata mondiale del Migrante 2021, "Verso un ‘noi’ sempre più grande”, si terrà sabato 27 e domenica 28 novembre, in tutte le parrocchie, cappelle, centri missionari e scuole cattoliche dell’Argentina, la Colletta nazionale di aiuto ai Migranti e ai Rifugiati. È organizzata dalla CEMI (Commissione Episcopale dei Migranti e degli Itineranti), dipendente dalla Conferenza Episcopale Argentina. In una nota, ripresa dall’agenzia Fides per questa circostanza, si ricorda che “la pandemia ci ha fatto vivere una delle crisi più dolorose degli ultimi tempi. Tra coloro che hanno sofferto di più per le sue conseguenze ci sono i migranti. Senza un tetto sicuro, senza la sicurezza di un piatto di cibo, con pochissime opportunità di ottenere un lavoro decente. La CEMI lavora da tempo per poter dare una risposta concreta ai loro bisogni”. Dal 1951 infatti la CEMI ha la missione di promuovere e garantire, alla luce della parola di Dio e del Magistero della Chiesa, la dignità e i diritti umani delle persone in situazione di mobilità umana, offrendo loro opportunità concrete di inserimento e di partecipazione nel tessuto sociale argentino. Attraverso la colletta nazionale, circa 5.000 persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo potranno essere assistite e accompagnate dalla CEMI e dalle Delegazioni pastorali disseminate in tutto il paese. “La storia del cristianesimo ci insegna che dalle comunità primitive alla nuova evangelizzazione di oggi, il dialogo e l'interculturalità continuano ad essere occasione di crescita nella nostra Chiesa – scrive Padre Flavio Lauria, direttore della rivista del CEMI “Migracion” nell’ultimo numero -. Il dialogo, l'incontro, l'ospitalità diventano poi percorsi per una rinnovata proposta evangelica. I flussi migratori contemporanei costituiscono una vera frontiera missionaria, un'opportunità privilegiata di annunciare Cristo e il Vangelo. Dobbiamo testimoniare concretamente la fede cristiana attraverso la carità e nel profondo rispetto delle altre credenze religiose. Da questo impegno può nascere un futuro migliore, un futuro, come ci dice Francesco, ‘a colori’, costruito in armonia tra molti popoli differenti, attraverso relazioni interculturali che creano una piena armonia tra tutti i popoli”. Tra i sussidi messia disposizione delle comunità per incentivare la colletta, ci sono il messaggio di Papa Francesco, il manifesto, un video da diffondere nei social media.

Viminale: da inizio anno sbarcate 61.476 persone migranti

24 Novembre 2021 - Roma - Sono 61.476 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 15.005 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (7.352, 12%), Bangladesh (7.257, 12%), Iran (3.665, 6%), Costa d’Avorio (3.469, 6%), Iraq (2.481, 4%), Guinea (2.216, 4%), Marocco (2.117, 3%), Eritrea (2.081, 3%), Siria (1.779, 3%) a cui si aggiungono 14.054 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

San Vincenzo Terni: un laboratorio di lingua ed informatica per stranieri per integrare e conoscersi

24 Novembre 2021 - Terni - U.N.I.R.E. (Unire Nazioni Insegnando Relazionandosi Emancipandosi) è il progetto della San Vincenzo de’ Paoli di Terni che ha preso il via a fine ottobre e si concluderà a giugno 2022. Un laboratorio di svago e apprendimento in lingua italiana, inglese e francese per adulti, per acquisire la conoscenza dei sistemi digitali al fine di rapportarsi con la Pubblica Amministrazione, per accedere ai vari servizi online e usufruire delle agevolazioni, per le prenotazioni, per proporre candidature di lavoro, per essere in grado di sostenere i figli nella didattica a distanza e a tenere le relazioni con la scuola utilizzando le piattaforme on line. Le lezioni si tengono tutti i mercoledì nei locali della parrocchia di San Gabriele, della parrocchia Sant’Antonio e dell’Emporio Bimbi, e coinvolgono circa 50 persone. Si vuole dare la possibilità alle mamme che frequentano l’Emporio e alle varie conferenze di poter accedere ai servizi ed iniziative che sono state messe in campo dallo Stato, Regione, Provincia e Comune ed Associazioni Caritative nel periodo Covid per alleviare i disagi creatisi per la perdita di lavoro ed altro. Al percorso di apprendimento partecipano, insieme alle mamme assistite dall’Associazione, i vincenziani e i rispettivi figli per un interscambio di esperienze, conoscenze e cultura. La parte nozionistica del progetto sarà integrata da una parte più ludica volta ad esternare ansie e problemi accumulati nel periodo di pandemia e si esprimerà nella produzione di piccole piece teatrali, danza e musica da inserire in uno spettacolo finale come risultato dell’impegno svolto. L’obiettivo è quello di combattere l’analfabetismo digitale aggravato dalla complessità delle procedure e dall’accelerazione della digitalizzazione dei servizi a causa del Covid, nel formare persone che possano a loro volta aiutare ed essere punti di riferimento per altri connazionali che trovano difficoltà nel disbrigo delle varie pratiche e bandi esistenti. Inoltre si vuole approfondire la conoscenza delle varie culture e di farle interagire tra loro, con l’inserimento di giovani per facilitare lo scambio generazionale e, permettendo loro di dimostrare le proprie conoscenze, aumentare la propria autostima. Ulteriore obiettivo è quello di dare maggiore consapevolezza riguardo le norme igieniche e comportamentali da seguire per il contrasto del Covid 19. Il progetto prevede una serie di lezioni in presenza sulle basi dell’uso dei computer per poter accedere a determinati servizi online della Pubblica Amministrazione, per la compilazione di modelli dei bandi, dei certificati, per la compilazione del curriculum e le domande di lavoro, per la partecipazione alle piattaforme per interagire con le scuole e le varie esigenze imposte dalla digitalizzazione dei servizi. I computer utilizzati nel progetto saranno dati in comodato gratuito a quelle persone che ne sono sprovviste per perfezionare quanto appreso ed insegnarlo agli altri. Nel corso degli incontri ci sono momenti dedicati alla conversazione in lingua italiana, inglese e francese, con l’aiuto di tutor madrelingua, per facilitare la conoscenza reciproca, l’integrazione e la conoscenza delle lingue. E’ in programma anche un incontro mensile con un medico che risponderà alle domande delle mamme e spiegherà i principi fondamentali dell’igiene personale e dei comportamenti da seguire per il rispetto dell’altrui incolumità; un incontro mensile con lo psicologo che risponderà ai dubbi delle mamme e darà indicazioni generali su come affrontare le difficoltà della vita senza perdere l’autostima e la serenità personale. A conclusione del progetto è prevista la preparazione e realizzazione di un saggio finale che permetterà di completare l’integrazione del gruppo e di esprimere le proprie emozioni attraverso il canto, la danza e la recitazione. La preparazione sarà affidata a persone professionalmente competenti che nel periodo della pandemia hanno particolarmente sofferto per la perdita del loro lavoro legato al settore dello spettacolo.  

 

Viminale: da inizio anno sbarcate 61.353 persone migranti sulle coste italiane

23 Novembre 2021 - Roma - Sono 61.353 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 14.961 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (7.352, 12%), Bangladesh (7.257, 12%), Iran (3.665, 6%), Costa d’Avorio (3.469, 6%), Iraq (2.494, 4%), Guinea (2.216, 4%), Marocco (2.117, 3%), Eritrea (2.081, 3%), Siria (1.778, 3%) a cui si aggiungono 13.963 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Fino ad oggi sono stati 8.764 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a ieri, 22 novembre. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2020 sono stati 4.687, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.