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…E non riuscimmo a riveder le stelle

11 Giugno 2019 - Roma - “Non è ignota ai migranti l’esperienza del dover cercare la vita altrove, dove si pensa che ci possa essere ancora un futuro, una speranza, sapendo i rischi a cui si va incontro. Rischia invece di rimanere vaga e lontana, per chi non ne fa diretta esperienza, l’asprezza di perdere tutti i propri riferimenti, insieme alle persone care e magari a tanti innocenti”. Lo scrive il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nella prefazione al volume “…E non riuscimmo a riveder le stelle” di Salvatore Martino edito da Tau e inserito nella collana Testimonianze e Esperienze delle Migrazioni della Fondazione Migrantes. Per il cardinale le notizie dei drammi, che “non cessano, producono a volte nella nostra cultura un senso di assuefazione e quasi di inflazione, con relativa perdita di valore. Analogamente, interrogandosi a posteriori sulle possibili concause del numero impensabile di vittime dell’Olocausto, George Steiner lo collegava all’inerzia prodotta dal fatto che le cifre elevate avessero perso, nei bollettini dell’epoca, ogni significato”. Il volumetto raccoglie 18 poesie che raccontano il dramma che oggi vivono migliaia di uomini e donne alla ricerca di un futuro diverso per loro e le loro famiglie e che vuole “sensibilizzare al tema della mobilità” che richiede “sicuramente il parlare ai cuori e nulla può, come le poesie, riuscire a porsi alla stessa altezza del sentimento umano”, scrive il direttore generale della Fondazione Migrantes, Don Giovanni de Robertis: il tema dell’arrivo di tanti uomini e donne via mare che sfuggono alla guerra si dipana attraverso fotogrammi, pennellate donate da parole semplici, dirette, oserei definirle nude”. E alle parole si accompagnano immagini che il fotografo Romano Siciliani ha messo al “servizio delle poesie, testi e immagini che per un lettore di fede possono trasformarsi in preghiere”. La lettura politica delle migrazioni, nonostante il tema sia di estrema attualità e segno dei tempi, “sembra essere guidata – scrive De Robertis – con sempre più miopia: si respingono le persone in fuga da crisi e da conflitti che arrivano via mare permettendo di fatto, attraverso le leggi approvate, un ingresso solo irregolare in Italia”. (R.Iaria)