Tag: Cinesi in Italia

I “piccoli” aiuti cinesi all’Italia: una lettera ad “Avvenire” di don Cui, già coordinatore comunità cattolica cinese in Italia

21 Maggio 2020 -

Milano - Caro direttore, alla vigilia del capodanno cinese improvvisamente mi è giunta la notizia che un nuovo coronavirus stava provocando l’insorgere di un’epidemia. Senza aver ancora ricevuto disposizioni da parte di alcuno, ho immediatamente deciso di avvisare tutti i membri della mia famiglia e la mia cerchia di amici sui diversi social di interrompere i contatti interpersonali. Pochi giorni dopo le notizie hanno cominciato a susseguirsi in modo travolgente, una dopo l’altra, e ci hanno fatto comprendere la spaventosa gravità della diffusione del virus a Wuhan. Ma, come dice un nostro proverbio, «se in un luogo ci sono difficoltà, l’aiuto arriva da 8 direzioni», così sia gruppi e associazioni in Cina sia i cinesi in diaspora da tutto il mondo, alcuni Stati amici e persino il Vaticano, centro del cattolicesimo, hanno acquistato e inviato mascherine e indumenti protettivi per fornire assistenza di emergenza all’area più colpita di Wuhan.

Da parte mia, ho inviato un messaggio urgente a tutta la mia cerchia di amici e ai miei contatti tramite internet e solo con questo piccolo gruppo di persone ho raccolto in un giorno 12.633 yuan, che attraverso la diocesi di Baoding ho trasmesso alla Jinde Charities Foundation dello Hebei e donato all’area colpita di Wuhan: questo era tutto quello che potevamo fare con le nostre minime forze. L’Italia è per me come una seconda patria. Ho immediatamente preso contatto diretto con le tante comunità religiose che conosco in Italia e anche con persone singole, cercando di promuovere attivamente tra di loro le stesse efficaci misure adottate dal governo cinese. Purtroppo però era già tardi. Anche alcuni preti italiani che conosco erano già stati infettati e qualcuno è addirittura morto. Poi è arrivata la brutta notizia: anche in una comunità religiosa con cui ero molto familiare in Italia era stato riscontrato che alcuni membri avevano contratto il virus.

Non potendo occuparmi di così tante situazioni di emergenza, ho pensato di concentrarmi inizialmente ad aiutare questa comunità religiosa del Nord Italia, per procurare le mascherine protettive che erano loro urgentemente necessarie. Non si faceva in tempo a spedirle dalla Cina, così ho pensato di cercare l’aiuto di qualche amico imprenditore in Italia. Non appena ho scritto alla mia cerchia di contatti italiani, immediatamente ho cominciato a ricevere tante risposte e una donna cattolica cinese che vive a Roma mi disse che aveva lì più di 100 mascherine della migliore qualità. Ho poi chiesto ad alcune piccole imprese e a singole persone di spedire le mascherine suddivise in piccolo pacchi. Contemporaneamente avevo saputo che la Jinde Charities dello Hebei, attraverso la Croce Rossa italiana, stava preparando una grande quantità di forniture di soccorso per l’Italia e il Vaticano, e che le avrebbe spedite con voli charter, praticamente gli unici rimasti. Così ho cominciato a promuovere attivamente e incoraggiare i fedeli cattolici a fare donazioni alla Jinde Charities e in tanti hanno donato direttamente attraverso internet, spinti da spirito di solidarietà e carità cristiana.

Successivamente, una grande quantità di materiale spedito dal governo cinese, dalla Croce Rossa e dalla Jinde Charities è arrivato in Italia e molto di questo è stato portato in Vaticano e distribuito a diverse comunità religiose.Dopo aver ricevuto assistenza dalla Cina, anche il Vaticano ha ringraziato il governo e i diversi gruppi ecclesiali cinesi per il loro sostegno. Molte comunità religiose hanno inviato lettere di ringraziamento. Questa tipo di cooperazione internazionale di emergenza, sebbene sia avvenuta ora per la prima volta, ha accresciuto nell’avversità e nella sofferenza la nostra amicizia con l’Italia. Io sono solo uno tra i tanti che ha preso parte a quest’opera e ho fatto tutto il poco che mi era possibile fare, con le mie deboli forze.

don Pietro Cui Xingang

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: le preghiere e gli aiuti dagli “amici” cinesi

3 Aprile 2020 - Reggio Emilia - Un legame profondo ci unisce ai fratelli della Cina e particolarmente ai cristiani cinesi, un legame reso più intenso dalla loro presenza qui tra noi. La fede e la carità del popolo cristiano della Cina si stanno ancor più manifestando in tutta la loro ampiezza e profondità in questi giorni, in cui siamo tutti provati a causa della epidemia. Dopo avere pregato per tutto il popolo cinese e in particolare per gli ammalati e per i più bisognosi e dopo avere donato con grande generosità per offrire loro aiuto e sollievo, il cuore dei cristiani cinesi si rivolge ora con preoccupazione, carità e speranza a tutti i popoli colpiti. In questi giorni numerosi fedeli, associazioni e diocesi cinesi, in comunione con i loro connazionali residenti in Italia, pregano per le nostre comunità colpite, per gli ammalati, per i più poveri, per chi piange la morte di un amico o di un parente. Con l’aiuto e il coordinamento del nostro cappellano cinese don Pietro Sun e di altri fedeli e religiosi cinesi presenti in Italia, le comunità cinesi stanno manifestando la loro amicizia – veramente fedeli all’insegnamento di padre Matteo Ricci – inviando in dono grandi quantità di materiale sanitario, come mascherine e camici, alla nostra diocesi – e anche a molte altre –, particolarmente per l’aiuto dei più poveri tra noi. In particolare, desideriamo ricordare Qinzhen Chen, mamma della nostra cara amica Giovanna Jiang, che da Fuzhou ci dona 700 mascherine. La Associazione Cinese di Reggio Emilia, dona 500 mascherine. Caihui Huang, da Guangdong Cina, dona 500 mascherine. La comunità sant’Egidio in Cina, dona 1600 mascherine. La chiesa cattolica di Wenzhou in Cina, dona numerose mascherine e altri indumenti protettivi. La Signora Debora Zhang e i suoi genitori, da Shanghai, dona 50.000 mascherine e altri indumenti protettivi. E molti altri. La Signora Debora Zhang ha desiderato inviarci una lettera per accompagnare con le parole il gesto del donare. Ricordiamo nella preghiera i nostri fratelli cinesi, in questo momento e sempre. (Francesco Braghiroli – Migrantes Reggio Emilia-Guastalla)