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Il mondo al crocevia si lasci guidare dai rifugiati

16 Giugno 2022 - Roma - Si avvicina il 20 giugno, l’anniversario dell’approvazione nel 1951 della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati e, proprio per questo, la giornata che la comunità internazionale ha scelto di dedicare a chi è costretto a migrare dal timore di subire persecuzioni nel proprio Paese d’origine. Le iniziative per celebrarla sono già cominciate ovunque. A Roma, il Centro Astalli ha avviato una riflessione sugli interrogativi e sulle opportunità che queste persone mettono di fronte all’Europa, e l’ha coronata con il dialogo che si è tenuto martedì 14 giugno presso la Pontificia Università Gregoriana. Il messaggio era già nel titolo: “con i rifugiati” – accanto a loro, lì dove il papa, scegliendo il tema per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato celebrata dalla Chiesa il prossimo 25 settembre, ha significativamente collocato il futuro – “ai crocevia della Storia”. In un momento in cui ci sentiamo tutti in bilico su un confine, sull’orlo di crisi – quella climatica, energetica, alimentare e naturalmente quella bellica – che paiono ad un passo dal diventare irrecuperabili. I confini sono i luoghi in cui queste sfide si materializzano: ciò avviene in modo teatrale alla frontiera ucraina, scenario di già oltre cento giorni di una sanguinosissima guerra territoriale, ma avviene a ben vedere lungo ogni confine che divide le nazioni tra di loro e al loro interno. È sui confini che si fanno visibili le profondissime disuguaglianze di risorse, di opportunità, di prospettive di futuro. Per questo, quest’anno in modo speciale, è importante volgere lo sguardo a chi sull’attraversamento del confine ha costruito la propria intera esperienza di vita, a chi ha reso questi crocevia della Storia dei crocevia di esistenza individuale. Ai rifugiati, nell’anno in cui i dieci milioni di ucraini si sono aggiunti ai profughi di altre origini, segnando il massimo storico di cento milioni. Il Centro Astalli restituisce loro voce e la fa risuonare nell’Aula Magna della Gregoriana: voci da Mali, Bielorussia, Congo, Iraq, che raccontano di vite interrotte dall’irruzione della violenza o dalla vendetta di un potere autoritario, sradicate e costrette altrove, alla povertà, allo sfruttamento. Il loro personale crocevia, dicono, è stato l’arrivo in Italia, l’incontro con persone disposte ad aiutarle, l’abbraccio di un sistema che, per quanto imperfetto, le ha fatte sentire per la prima volta rispettate e al sicuro. Le democrazie, ha spiegato la politologa Nadia Urbinati, risolvono la propria contraddizione intrinseca, tra la necessaria limitazione territoriale e l’aspirazione universalistica alla tutela della dignità di ciascuno, proprio aprendo i confini e mettendosi in contatto tra loro: a questo l’Europa ha educato i propri cittadini, ad una concezione del confine che non è barriera ma luogo di incontro. Ma allora perché di recente ha praticato l’opposto? Perché ha prima inaugurato politiche escludenti e poi, pur di non vedere i propri confini trasformarsi in muri, ha cercato di allontanarli da sé, esternalizzando la gestione della migrazione in Turchia e in Libia? Il corso di formazione organizzato dal Centro Astalli in preparazione alla Giornata del rifugiato è stato dedicato all’“Europa ferita”: anch’essa oggi ad un crocevia, tra il volto nuovo mostrato alle famiglie in fuga dall’Ucraina e il pronto riemergere di tendenze che devono tristemente chiamarsi razziste, in quei criteri  per l’applicazione della protezione temporanea che distinguono, come ha ricordato il Direttore di Avvenire Marco Tarquinio, i cittadini ucraini dai profughi della stessa guerra ma di origine straniera. Questa ambiguità non è più accettabile. Al crocevia in cui ci troviamo occorre fare una scelta e aprire gli occhi sulle ingiustizie e sulle odiose disparità. Andare a vedere le regioni della povertà: le periferie delle città e del mondo, come ha proposto mons. Paul Gallagher, Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, o i fronti di guerra. Come ha fatto lui in Ucraina, messaggero della solidarietà della Santa Sede, ma anche promotore del dialogo e garante di un contatto da mantenere vivo, per evitare di distrarsi e di stancarsi. Ne ha riportato la sensazione che l’inverno che ci aspetta non lo dimenticheremo mai. Come prepararci, come rimediare? È ancora possibile evitarlo? Una bella proposta sta nel messaggio lanciato dal Centro Astalli: facciamoci guidare da chi ha già svoltato il crocevia della propria vita, da chi ha vissuto la guerra – generale o personale – e ha maturato un profondissimo, radicale desiderio di pace. “Costruiamo il nostro futuro con i rifugiati”: insieme a loro, seguendoli, varchiamo il confine dal lato giusto, entriamo nel mondo che loro sognavano quando sono partiti, nella dimensione di libertà, diritti e dignità per tutti che chiede anche il Papa, che è l’aspirazione di ogni democrazia e la condizione indefettibile per la pace. (Livia Cefaloni)  

Nei crocevia della storia: ieri il Colloquio sulle Migrazioni del Centro Astalli

15 Giugno 2022 -  Roma – “Credo che i rifugiati siano storicamente uno dei fenomeni più comuni e costanti delle vicende umane. Basta scorrere le prime pagine della Bibbia per rendersene conto. Quindi non è qualcosa di straordinario. Straordinarie sono invece le cause che lo provocano e le risposte che si danno per gestirlo”. Lo ha detto ieri pomeriggio il Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, monsignor Paul Richard Gallagher, intervenuto al Colloquio sulle Migrazioni promosso dal Centro Astalli sul tema “Con i rifugiati ai crocevia della storia” in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra il prossimo 20 giugno. All’incontro, moderato dal direttore di Avvenire. Marco Tarquinio, è intervenuta anche la politologa Nadia Urbinati. Ad introdurre i lavori il presidente del Centro Astalli, p. Camillo Ripamonti, che ha sottolineato “come milioni di persone in fuga, a cavallo di confini, ci dicono che proprio lì siamo di fronte a snodi centrali per il futuro”.  Per mons. Gallegher “abbiamo un bisogno urgente di trovare vie legali per evitare abusi e sfruttamento ma anche di porre le basi per politiche che non costringano più le popolazioni a lasciare la loro terra e anzi favoriscano la permanenza e la possibilità, non imposta, di restare.

Centro Astalli: domani Colloquio sulle Migrazioni

13 Giugno 2022 - Roma - “Con i rifugiati ai crocevia della Storia”: questo il tema del Colloquio sulle migrazioni, promosso dal Centro Astalli, che si svolgerà domani, martedì 14 giugno, all’Università Gregoriana a Roma, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra il 20 giugno. All’incontro interverranno la politologa Nadia Urbinati e mons. Richard Paul Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato della Santa Sede moderati da Marco Tarquinio, Direttore del quotidiano “Avvenire”. P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, sottolinea la particolare rilevanza che ha in questo momento celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato per tenere alta l’attenzione sul tema dei migranti e sulle loro storie sempre più trascurate da politiche e narrazioni emergenziali. “I rifugiati, vengono ridotti sempre più a flussi migratori, statistiche, numeri senza nome e senza volto, al fine di allontanarli dalla sensibilità e dall’incontro con i cittadini europei. Siamo convinti che l’unico futuro possibile è un futuro comune. Oggi accompagnare i rifugiati ed essere con loro ai crocevia della Storia è il modo più pieno di vivere la nostra cittadinanza”.

Centro Astalli: Sassoli, “tenace dedizione nella costruzione di un’Europa solidale

11 Gennaio 2022 - Roma - Il Centro Astalli esprime “profondo cordoglio” per la prematura scomparsa di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo. “Siamo addolorati per la perdita di un amico da sempre impegnato a difendere i diritti dei migranti forzati in Europa – dichiara p. Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, Servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia  la sua tenace dedizione nella costruzione di un’Europa solidale, democratica, costruttrice di pace, di dialogo, di ponti è stata quotidiana e certosina. La sua determinazione nel battersi per un’Unione europea capace di salvare, accogliere, proteggere uomini e donne in fuga da guerre, persecuzioni, ingiustizie sono stati sprone e baluardo in questi anni difficili di battaglie per i diritti umani per tante realtà della società civile organizzata e tutti quei cittadini che vogliono un’Europa senza muri”.

Papa Francesco al Centro Astalli: “governi incapaci di gestire la mobilità umana, no a muri e ritorno in luoghi non sicuri”

16 Novembre 2021 - Roma - “La storia in questi ultimi decenni ha dato segni di un ritorno al passato: i conflitti si riaccendono in diverse parti del mondo, nazionalismi e populismi si riaffacciano a diverse latitudini, la costruzione di muri e il ritorno dei migranti in luoghi non sicuri appaiono come l’unica soluzione di cui i governi siano capaci per gestire la mobilità umana”. Lo scrive Papa Francesco nel saluto introduttivo alla mostra fotografica “Volti al futuro” organizzata dal Centro Astalli nella chiesa di Sant’Andrea al Quirinale a Roma, in occasione del 40° anniversario della nascita dello stesso Servizio fondato da P. Pedro Arrupe.  La mostra, inaugurata oggi fino al 28 novembre, rappresenta venti ritratti di rifugiati accolti al Centro Astalli e realizzati da Francesco Malavolta.  Il Papa si rivolge nella lettera direttamente ai rifugiati che in questi ultimi 40 anni sono arrivati in Italia, ricordando che il numero 40 “nella Bibbia, è un numero significativo che ha molti rimandi” come “il popolo di Israele che per 40 anni cammina nel deserto, prima di entrare nella terra della promessa”. E anche gli ultimi 40 anni “della storia dell’umanità non sono stati un progredire lineare: il numero delle persone costrette a fuggire dalla propria terra è in continua crescita”. “Molti di voi – dice il Papa – sono dovuti scappare da condizioni di vita assimilabili a quelle della schiavitù, dove alla base c’è una concezione della persona umana deprivata della propria dignità e trattata come un oggetto. Conoscete quanto può essere terribile e spregevole la guerra, sapete cosa significhi vivere senza libertà e diritti, assistete inermi mentre la vostra terra inaridisce, la vostra terra inaridisce, la vostra acqua si inquina e non avete altra possibilità se non quella di mettervi in cammino verso un luogo sicuro in cui realizzare sogni, aspirazioni, in cui mettere a frutto talenti e capacità”. Eppure allo stesso tempo, prosegue, “voi cari rifugiati siete segno e volto di speranza. C’è in voi l’anelito a una vita piena e felice che vi sostiene nell’affrontare con coraggio circostanze concrete e difficoltà che a molti possono sembrare insormontabili”. Una speranza che “ci fa guardare con fiducia al futuro sognando di poter vivere insieme come popolo libero perché solidale, che sa riscoprire la dimensione comunitaria della libertà, come popolo unito, non uniforme, variegato nella ricchezza delle differenti culture”.  

Centro Astalli: i rifugiati incontrano il Presidente della Repubblica

12 Novembre 2021 -  Roma - Una giovane rifugiata nigeriana e una coppia di coniugi afgani accompagnati da P. Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli e da una delegazione del Centro hanno incontrato ieri il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in occasione del 40° anniversario di attività che ricorre il prossimo 14 novembre, nel giorno della nascita del fondatore p. Pedro Arrupe. I tre rifugiati, che sono sostenuti dal Centro Astalli nel loro percorso di integrazione in Italia, hanno avuto modo di raccontare al Capo dello Stato la loro storia personale, i motivi della fuga dai loro Paesi di origine e il percorso di inclusione in Italia. Joy, in particolare, ha raccontato al Presidente la condizione di violenza e persecuzione cui sono sottoposte in Nigeria le persone albine come lei. Ma soprattutto ha voluto condividere la gioia della laurea arrivata il mese scorso e l’amicizia che la lega al Centro Astalli, che l’ha accompagnata ogni giorno del suo percorso a Trento, dove ha vissuto dal suo arrivo dalla Libia a Lampedusa. Jawad e Nazifa hanno riferito al Presidente la grande preoccupazione per le loro famiglie di origine, bloccate a Kabul. Fratelli, sorelle e nipoti cui non riescono a far arrivare viveri e beni di prima necessità, ormai irreperibili in Afghanistan. I familiari non escono di casa dal giorno dell’attentato all’aeroporto di Kabul, perché sono di etnia hazara e hanno lavorato per anni con la cooperazione allo sviluppo italiana. “I rifugiati che hanno lasciato il loro Paese per mettersi in salvo da guerre e persecuzioni  - ha detto p. Ripamonti - e che hanno fatto il loro percorso di accoglienza e integrazione in Italia sono stati ricevuti dal Capo dello Stato al Quirinale. Un momento bello e ricco di significati. Noi ne vogliamo sottolineare in particolare uno: il Presidente, accogliendoci, ha mostrato il volto di un’Italia solidale e aperta. I rifugiati sono parte delle nostre comunità, contribuiscono alla nostra crescita umana e culturale e rappresentano il volto del futuro”. Durante l’incontro il religioso gesuita ha voluto condividere con il Presidente la preoccupazione per i migranti alle frontiere d’Europa: “Al confine polacco si sta consumando l’ennesima tragedia in cui le vittime sono uomini e donne vulnerabili e in cerca di salvezza. Molti di loro sono afgani e scappano dal regime talebano”.

La scrittura non va in esilio: la festa per le scuole del centro Astalli

25 Ottobre 2021 -
Roma - Centinaia di studenti delle scuole superiori di oltre 15 città italiane saranno protagonisti de “La scrittura non va in esilio”, la grande festa della scuola all’Auditorium del Massimo a Roma che verrà trasmessa in diretta sul sito di Rai Scuola, Media Partner della manifestazione, mercoledì 27 ottobre a partire dalle ore 10:30. Sarà l’occasione per premiare gli studenti vincitori dei concorsi letterari “La scrittura non va in esilio” per le scuole superiori e “Scriviamo a colori” per le scuole medie. Tutti i racconti vincitori sono raccolti in una pubblicazione a cura del Centro Astalli. Interverranno all’evento Marino Sinibaldi (presidente Centro per il Libro e la Lettura), Flavia Cristiano (presidente Ibby Italia), Valerio Cataldi (presidente Carta di Roma), l’attrice Donatella Finocchiaro, gli scrittori Fabio Geda e Giorgio Brizio, e Maria Benedicta Chigbolu (atleta olimpica Tokyo 2020 nella staffetta 4 x 400). A premiare i vincitori, oltre a loro, ci saranno P. Camillo Ripamonti (presidente Centro Astalli) e Mauro Biani, che ha illustrato il racconto primo classificato “Strade di cicatrici” di Alice Formica, del Liceo Scientifico Statale “Vittorio Veneto” di Milano, che è diventato una graphic novel, pubblicata dal Centro Astalli. Presenta l’evento Giovanni Anversa (giornalista Rai). Ad arricchire la mattinata gli interventi musicali di Tahnee Rodriguez. L’evento sarà anche l’occasione per riconoscere il titolo di Student Ambassadors del programma europeo CHANGE a tutti gli studenti che hanno preso parte al progetto del JRS Europa negli ultimi due anni e per consegnare l’attestazione di “Scuola amica dei rifugiati” agli istituti che hanno promosso tra gli studenti la realizzazione di iniziative di sensibilizzazione e di cittadinanza attiva con l’obiettivo di creare una società più giusta, più aperta e più accogliente. Accompagnare, servire, difendere i diritti dei rifugiati e degli altri migranti forzati è la mission del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS).
 
 
 

Afghanistan: Centro Astalli, l’Europa chiude le porte alla disperazione

1 Settembre 2021 - Roma - Il Consiglio Affari Interni dell’UE dedicato alla crisi in Afghanistan si conclude come “l’ennesima occasione mancata di dare priorità a dignità e diritti, di scegliere la via della solidarietà nei confronti di chi scappa da guerra e persecuzione”. E’ il commento del Centro Astalli che con p. Camillo Ripamonti, sottolinea che “in un tragico gioco degli specchi cui siamo costretti ad assistere da anni, l’Europa si continua a definire in pericolo, sotto attacco e in situazione di perenne emergenza, ritenendo di dover proteggere se stessa da uomini e donne disperati in fuga da guerre e crisi umanitarie“. Il Centro Astalli spinto dagli esiti “deludenti” del meeting europeo di ieri non cessa di chiedere “la fine di accordi di esternalizzazione, proposti anche per gestire la crisi afgana: il fallimento degli ultimi anni, il costo in termini di vite umane e la condizione di ricattabilità in cui ci si va a porre li rendono da ogni punto di vista inadeguati e deprecabili”, “l’apertura di vie di ingresso legali per i richiedenti protezione internazionale dall’Afghanistan e dalle aree di crisi del Mediterraneo”; “programmi di accoglienza e integrazione per quote significative di rifugiati da gestire con meccanismi di corresponsabilità e ripartizione tra tutti gli Stati UE”; “un cambio radicale in politica estera che consenta di mettere al centro la pace e la sicurezza da perseguire con tutti gli strumenti della diplomazia e del dialogo”.

Centro Astalli: solidarietà ai rifugiati afgani che vivono in Italia

17 Agosto 2021 - Roma - Il Centro Astalli esprime solidarietà ai rifugiati afgani che vivono in Italia.  “In queste settimane caotiche e in queste ultime ore convulse siamo vicini a tanti giovani rifugiati che negli anni abbiamo accolto e accompagnato. Riteniamo necessario condividere la loro preoccupazione che cresce mentre guardano attoniti e inermi all’Afghanistan e ci chiedono come fare a mettere al sicuro i loro cari”. Lo si legge in una nota del Centro Astalli a commento della situazione che si sta vivendo in Afghanistan. Il presidente del Centro dei gesuiti, p. Camillo Ripamonti, rivolge un appello alla comunità internazionale, a istituzioni europee e nazionali: “si abbia come priorità la sicurezza e la protezione dei civili. Si predispongano modalità agili e sicure di accesso in Europa per chi sta cercando di lasciare l’Afghanistan. Lo dobbiamo – conclude - a un popolo che da decenni vive nel terrore e in guerra, in un Paese in cui siamo stati direttamente coinvolti e per cui abbiamo evidenti responsabilità”.

Centro Astalli: ascoltare la voce dei sopravvissuti alle tragedia del mare

14 Luglio 2021 - Roma - Sono almeno 3 le vittime dell’ultimo naufragio di un’imbarcazione di migranti a largo di Lampedusa. Questo nuovo lutto del mare avviene alla vigilia della votazione al Parlamento italiano del rinnovo del sostegno alla Libia per il contenimento dei flussi migratori. Il Centro Astalli condanna tali accordi di “esternalizzazione delle frontiere che costringono migliaia di persone a violenze, torture e morte”. Al riguardo – si legge in una nota - sono “molte le evidenze raccolte e le denunce da parte di diverse agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni internazionali presenti in Libia”. Da qui la richiesta al Parlamento italiano di non votare a favore del rinnovo del finanziamento alla cosiddetta Guardia Costiera libica: “riteniamo invece urgente l’attivazione di un’operazione di ricerca e soccorso in mare con regole di ingaggio volte espressamente al salvataggio dei naufraghi e all’approdo in un porto sicuro che non può essere la Libia”. La via da seguire per il Centro dei Gesuiti è “l’apertura strutturale di canali umanitari per chi scappa da guerre e persecuzioni e visti legali per quote stabili e adeguate di migranti di cui si faccia carico l’UE con una distribuzione equa e razionale tra tutti gli Stati membri”. Per p. Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli "c'è una parte significativa della società civile che non si rassegna a questa situazione e vuole essere ascoltata da chi la rappresenta. Essa chiede un cambio di visione e di politiche che rimettano al centro dignità e diritti dei migranti che cercano di giungere in Europa. A chi si trova in questo momento a dover decidere chiediamo di ascoltare la voce dei sopravvissuti alla Libia che sono riusciti ad arrivare in Italia. Sono storie di violenze indicibili. Sono vite ferite dall’odio e segnate dalla mancanza della volontà politica di porre fine a questa pagina nera della nostra storia".