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Centro Astalli: “aumenta esclusione sociale”

20 Maggio 2020 -   Roma - “In tutti i nostri servizi si sono fatti sentire gli effetti dell’entrata in vigore dei decreti sicurezza, non tanto sul numero delle persone che abbiamo assistito ma sulla loro vita che è divenuta sempre più precaria. In queste settimane di chiusura caratterizzate dallo slogan ‘Io resto a casa’ è diventato ancora più evidente che nel nostro Paese molte persone questa casa non ce l’hanno e tra questi molti migranti che abbiamo reso irregolari nel tempo, con le nostre politiche di esclusione che, invece di creare sicurezza, creano instabilità sociale”. Lo ha detto oggi padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, durante la presentazione via web del Rapporto annuale 2020 “Un anno di attività in favore di richiedenti asilo e rifugiati”. A seguito della crescente precarietà la struttura dei gesuiti ha registrato nel 2019 l’aumento del 29% di accessi al centro di ascolto. Secondo il Rapporto gli utenti che si sono rivolti al servizio sprovvisti di documenti validi sono notevolmente aumentati (+79%). Agli effetti dei decreti sicurezza si sono aggiunte le complicazioni dovute alle disposizioni della Questura, che non riconosce più come residenza valida l’indirizzo fittizio né per i richiedenti asilo né per i titolari di protezione umanitaria, che si ritrovano così sprovvisti di un requisito fondamentale per convertire il permesso di soggiorno in motivi di lavoro. Circa i due terzi delle persone che si sono rivolte all’ambulatorio nel 2019 non risulta iscritta al Servizio sanitario nazionale. La riduzione dei servizi sociali nei centri accoglienza straordinaria (Cas) ha reso più difficoltosa anche la cura delle vulnerabilità. Nei centri in convenzione con il Siproimi, rispetto all’anno precedente, il numero degli ospiti vulnerabili è salito in proporzione dal 30 al 40%. Nel 2019 si sono rivolti al Centro Astalli 20.000 persone migranti, di cui 11.000 a Roma (sono 7 le associazioni della rete). I volontari sono 617, gli operatori un centinaio. Sono stati distribuiti 56.475 pasti e accolte 835 persone, di cui a Roma 375. I beneficiari dei progetti realizzati sono stati 1.495. Gli studenti incontrati nell’ambito dei progetti “Finestre e Incontri” sono stati 25.679. Padre Ripamonti ha parlato anche del Decreto Rilancio che “aiuta la regolarizzazione per badanti, colf e braccianti: un primo passo in una direzione che restituisce dignità alle persone ma che non ci può bastare”. Il presidente del Centro Astalli ha ringraziato il Governo e ha incoraggiato “i ministri a continuare in questa direzione”. La legge sull’immigrazione, ha ricordato il sacerdote gesuita, “non è al passo con i tempi e quando si chiedono regolarizzazione e diritti emergono vecchie posizioni ideologiche che non rispecchiano quanto viviamo”. A questo proposito ha ricordato che il Centro Astalli è tra i promotori della legge di iniziativa popolare per il riordino della materia immigrazione, presentata nel 2017. “In più occasioni negli anni scorsi abbiamo ribadito la necessità di passare dall’emergenza alla programmazione – ha detto -, di considerare il fenomeno migratorio in termini strutturali e non emergenziali, di essere lungimiranti. L’emergenza sanitaria ha smascherato la direzione verso cui ci siamo incamminati. Il 2020 può diventare uno spartiacque se e solo se ripartiremo in una prospettiva di solidarietà”. P. Ripamonti ha sottolineato le criticità dei decreti sicurezza e lanciato l’allarme per la mancata integrazione: “La vera emergenza non sono gli arrivi ma i troppi che abbandoniamo”. In Italia nel 2019 sono sbarcate infatti poco più di 11mila persone. “Nonostante la pandemia ci abbia dimostrato che i confini non esistono – ha affermato – anche nel 2019 con arroganza abbiamo chiuso i porti costringendo donne, uomini e bambini in centri di detenzione in Libia, alla deriva in barche inadeguate e fuori dai porti, in attesa che si giocasse la partita del più forte, in un’Europa poco solidale, come si è mostrata a tratti anche in queste settimane di pandemia”. Anche i morti nel Mediterraneo (oltre 40 mila dal 2000) “sono paragonabili a quelli che hanno riempito di lacrime i nostri occhi nelle ultime settimane. Quanto dolore vederli andarsene soli. Soli come tanti migranti a cui noi Europa abbiamo reso difficile l’approdo”.

Rifugiati: oggi la presentazione del Rapporto 2020 del Centro Astalli

20 Maggio 2020 -

Roma - Mentre esce il rapporto annuale del Centro Astalli, presentato questa mattina - il mondo è attraversato da una gravissima crisi sanitaria che mette in discussione stili di vita, relazioni e visione del futuro. Il rapporto descrive un anno, il 2019, al fianco di oltre 20mila rifugiati e richiedenti asilo, con dati sui servizi offerti e su nazionalità e status. E mostra come le politiche migratorie, “restrittive, di chiusura - se non addirittura discriminatorie” - che hanno caratterizzato l’ultimo anno, acuiscono precarietà di vita, esclusione e irregolarità. Il quadro che ne emerge dice quanto oggi sia alto il prezzo da pagare in termini di sicurezza sociale per non aver investito in protezione, accoglienza e integrazione dei migranti, denuncia il Centro Astalli.

Il Rapporto si presenta come uno strumento per capire quali sono le principali nazionalità dei rifugiati che giungono in Italia per chiedere asilo; quali le difficoltà che incontrano nel percorso per il riconoscimento della protezione e per l’accesso all’accoglienza o a percorsi di integrazione e descrive il Centro Astalli come una realtà che, grazie agli oltre 500 volontari che operano nelle sue 7 sedi territoriali (Roma, Catania, Palermo, Vicenza, Trento, Padova, Napoli), si adegua e si adatta ai mutamenti sociali e legislativi di un Paese che fa fatica a dare “la dovuta assistenza a chi, in fuga da guerre e persecuzioni, cerca di giungere in Italia”.

Ad arricchire la pubblicazione di quest’anno un inserto “Rifugiati: ai confini dell’umanità” con le foto di Francesco Malavolta. Un racconto fatto di immagini di migranti lungo le rotte del Mediterraneo: salvataggi in mare, fatica, viaggi in cerca di salvezza di uomini e donne che ci portano in dono il coraggio e la speranza in un futuro insieme. Le foto sono commentate da Alessandro Bergonzoni, Melania Mazzucco, Luciano Manicardi.

Centro Astalli: “i diritti e la dignità delle persone non sono stagionali”

12 Maggio 2020 - Roma - “I diritti non sono stagionali, non c’è un tempo in cui sono maturi, non c’è un tempo di saldi dei diritti”. Lo afferma padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, a proposito del dibattito in corso sulla regolarizzazione di circa 600.000 migranti che lavorano senza diritti in Italia. “Un tema cruciale per la vita di tante persone – prosegue – rischia di diventare un insopportabile gioco di potere e di consensi”. “Come sempre – osserva al Sir – trattiamo la questione nella sua parzialità: come gestire l’attuale periodo di raccolta di frutta e verdura, per quanto tempo concedere il permesso di soggiorno, solo per il tempo strettamente necessario al bisogno di manodopera? Dimentichiamo che abbiamo a che fare con persone con la loro dignità, che non è stagionale”. Padre Ripamonti cita le parole di Papa Francesco al termine dell’udienza generale del 6 maggio: “È vero che c’è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l’appello di questi lavoratori [i braccianti agricoli] e di tutti i lavoratori sfruttati e invito a fare della crisi l’occasione per rimettere al centro la dignità della persona e la dignità del lavoro”.

Centro Astalli: “sI portino in salvo i migranti che ora sono in mare”

11 Aprile 2020 -
Roma - Il Centro Astalli esprime “seria preoccupazione per la sorte di decine di bambini, uomini, donne ora in mare”. “Sono persone stremate, disperate che non hanno scelto di salire su una barca. Non è un viaggio il loro. È aggrapparsi all’unica possibilità di sopravvivere, pagata a caro prezzo” si legge in una nota diffusa oggi. “Il coronavirus non può essere pretesto dei governi per autodenunciarsi ‘porto non sicuro’ – denuncia il Centro Astalli – in mare ci sono esseri umani che non sono mai stati al sicuro in vita loro, sono persone in fuga dalla guerra, dalla povertà, dai centri di detenzione libici”. Il Centro Astalli chiede che l’Europa “non volti le spalle ai migranti” e si prevedano “adeguate misure di quarantena in modo da non esporre nessuno al pericolo di contagio; si soccorrano le persone che necessitano di cure urgenti, bambini e donne incinte; si attui un piano di solidarietà tra gli stati Ue”. In questo modo, per il Centro, “si tratterebbe di accogliere pochi migranti per Paese, non incidendo in alcun modo sulla sicurezza interna. Portiamo in salvo i migranti. L’epidemia che ci troviamo a fronteggiare ci insegna più di tutto che nessuno si salva da solo. Domani i cristiani celebrano la Pasqua, la resurrezione di Cristo che sconfigge la morte. Salviamo i migranti, sconfiggiamo la loro morte, salvando le loro vite”.

Centro Astalli su nave affondata al largo della Turchia: “chiudere accordo con Ankara e aprire canali legali d’ingresso”

5 Gennaio 2020 - Roma - “Chiediamo che lo scellerato accordo tra Ue e Turchia per il blocco di migranti sia eliminato e lasci il posto a canali legali d’ingresso che garantiscano sicurezza e dignità a persone in fuga”. Lo si legge in un tweet del Centro Astalli all’indomani del naufragio di una piccola imbarcazione al largo della costa occidentale della Turchia con 15 migranti a bordo. Al momento proseguono le ricerche, ma almeno una decina di profughi, fra cui donne e bambini, sarebbero annegati.

Centro Astalli: “salvare vite umane torni ad essere priorità”

7 Ottobre 2019 - Roma - Il Centro Astalli esprime “profondo cordoglio e dolore” per le vittime dell’ultimo naufragio avvenuto davanti alle coste di Lampedusa.  Almeno 9 i morti, oltre 20 i dispersi, tra loro 8 sono bambini. Solo pochi giorni fa “ricordavamo le vittime di una delle più grandi tragedie del mare. Oggi ancora una volta piangiamo la morte di innocenti”, sottolinea il Centro Astalli in una nota evidenziando che “l’urgenza umanitaria che si consuma ogni giorno nel Mediterraneo - di fatto derubricata a effetto collaterale di politiche di contenimento dei flussi - necessita di azioni che tutelino ogni donna, uomo, bambino migrante. Salvare vite umane torni ad essere priorità. Assicurare il diritto d’asilo oggi vuol dire: permettere a migranti forzati di arrivare in Europa senza rischiare la morte affidandosi a trafficanti e criminali attraverso vie legali di accesso; garantire operazioni di soccorso in mare per coloro che rischiano la vita in un naufragio; tornare ad applicare le convenzioni internazionali ratificate, e nei rapporti di politica estera anteporre sempre il rispetto dei diritti umani a qualunque altra valutazione”. Per il presidente del Centro Astalli, p. Camillo Ripamonti “il sangue di questi innocenti grida, non possiamo più rimanere indifferenti, perché la nostra indifferenza ormai si è fatta complice”. Da qui l’auspicio che “il Governo italiano e quello europeo mettano mano con urgenza al tema dei salvataggi in mare ridefinendo i termini di nuove missioni”.

Centro Astalli: fare memoria “è atto dovuto”

3 Ottobre 2019 - Roma - "Fare memoria è atto dovuto". A sei anni dal terribile naufragio, avvenuto nella notte del 3 ottobre davanti alle coste di Lampedusa in cui persero la vita 368 migranti, "fare memoria e mantenere vivo il ricordo di quel tragico giorno e dei tanti altri che ne sono seguiti è atto dovuto", ricorda oggi il Centro Astalli sottolineando che da allora oltre 18mila persone sono morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa per chiedere asilo. "Un numero impressionante di bambini, donne e uomini, relegati troppo spesso all’oblio della nostra indifferenza", si legge in una nota diffusa pochi minuti fa:  neanche più un morto nel Mediterraneo: fu questo l’appello rivolto alle istituzioni nazionali ed europee. Oggi, come sei anni fa," torniamo a chiedere di fermare l’ecatombe di migranti in mare. Sia priorità mettere in atto vie legali per garantire accesso alla protezione e sconfiggere così il traffico di esseri umani. Sia priorità il salvataggio in mare delle persone, come previsto da convenzioni internazionali e diritti umani, troppo spesso calpestati con norme demagogiche contro la solidarietà. Siano priorità politiche strutturali e di lungo periodo che permettano di preparare i territori ad un’accoglienza diffusa di richiedenti asilo e rifugiati. Sia priorità - conclude il Centro Astalli - contro ogni semplificazione, affrontare il tema della migrazione nelle sue diverse componenti con responsabilità e lucidità, non strumentalizzandolo o banalizzandolo, eliminando i discorsi di odio, razzismo e xenofobia". (R.I.)

P. Ripamonti: “nel Mediterraneo ora una risposta corale da parte degli Stati europei”

27 Agosto 2019 - Roma - “Alziamo lo sguardo per porre fine all’ecatombe. L’urgenza umanitaria del Mediterraneo richiede ora risposta corale da parte degli Stati europei che hanno il dovere di salvare vite umane”. Lo dichiara padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, esprimendo cordoglio per le vittime del naufragio davanti alle coste libiche in cui avrebbero perso la vita 40 persone. “Sempre più ripiegati su noi stessi, anestetizzati al dolore altrui, lasciamo morire in mare persino dei bambini – aggiunge il gesuita -. In queste ore così complicate per il futuro dell’Italia, vogliamo ribadire che la politica trova senso e significato nella promozione e nella tutela di ogni essere umano. È guardare oltre l’esclusivo interesse di pochi per perseguire un’idea di bene comune che garantisce pace e sviluppo per tutti, mettendo al centro gli ultimi e i perseguitati della terra”.  

Centro Astalli: dolore per il bombardamento che ha colpito un centro migranti in Libia

3 Luglio 2019 - Roma - Con “profondo dolore” il Centro Astalli apprende del bombardamento che ha colpito durante la notte il centro di detenzione per migranti di Tajoura, sobborgo nella zona est di Tripoli. 40 persone sono morte e 80 risultano ferite, ma il bilancio delle vittime è destinato a salire. Si tratta per lo più di migranti subsahariani. “Orrore si aggiunge alla tragedia quotidiana che le persone, già provate dalla fuga dai loro paesi di origine a causa di guerre, persecuzioni, violenza generalizzata, sono costrette a vivere nei centri di detenzione dove vengono sottoposte a torture di ogni genere”, si legge in una nota del Centro dei gesuiti che evidenzia come la Libia “non è un paese sicuro, è un paese dove da tempo si combatte una guerra civile, dove manca stabilità politica e militare e dove vengono perpetrate sistematiche violazioni dei diritti umani soprattutto a danno dei migranti”. “Volevamo la prova che la Libia non fosse un porto sicuro ora l’abbiamo, una prova pagata a prezzo di decine di vite umane in un centro di detenzione che non doveva essere lì, nel quale non dovevano esserci migranti, ma anche questa tragedia non servirà a smuoverci dalla nostra colpevole indifferenza!”, dichiara padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli: “a fianco alle vittime del conflitto che si sta consumando in Libia dobbiamo contare anche queste. Concediamoci un tempo per piangerle, forse siamo ancora in tempo per tornare indietro dalle nostre ottuse ed egoistiche logiche da fortezza Europa”.

Centro Astalli: oggi “colloquio sulle migrazioni” alla Gregoriana

17 Giugno 2019 - Roma - In occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale del Rifugiato 2019 il Centro Astalli organizza, in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana, il colloquio sulle migrazioni “Rifugiati: ai confini dell’umanità”. Appuntamento questa sera alle ore 17.30 presso l’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana. Intervengono Luciano Manicardi, Priore della Comunità di Bose, e Massimo Cacciari, filosofo. Introduce e modera l’incontro Marco Damilano, direttore de L’Espresso. Saluti iniziali di P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli.