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Sviluppo Umano Integrale al tempo del Coronavirus: un dossier di caritas Italiana

22 Maggio 2020 - Roma - Cinque anni fa, il 24 maggio del 2015, papa Francesco firmava la Laudato si’. Questa lettera enciclica, nella tradizione della Dottrina Sociale della Chiesa, fissa un nuovo paradigma per lo sviluppo umano integrale, dove sono riconosciuti i diritti di ogni persona umana nel pianeta che è la nostra casa comune. La ricorrenza, che stiamo ricordando all'interno di una settimana di riflessione, cade quest'anno in piena emergenza da pandemia per la diffusione del COVID-19, fonte di terribili sofferenze, che hanno avuto una ripercussione in misura maggiore soprattutto sulle persone più fragili e vulnerabili. Questa enciclica si è dimostrata capace di grande vitalità, e ci suggerisce degli spunti fondamentali per leggere i ‘segni dei tempi’ e per aiutarci a trovare una dimensione di impegno diretto per il cambiamento. A questi due temi Caritas Italiana dedica il suo 55° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT), dal titolo "Sviluppo umano integrale al tempo del Coronavirus. Ipotesi di futuro a partire dalla Laudato si’". La riflessione parte dall'esperienza vissuta da tutti noi e da una grande parte dell'umanità - alcune storie raccolte nel dossier ci parlano di quanto sta avvenendo in paesi come lo Sri Lanka, Filippine e Nepal; ma le sue implicazioni sono globali. Si tratta di una situazione imprevista, ma non imprevedibile. Da molti anni ormai gli scienziati avevano messo in guardia sulla possibilità di passaggio di agenti infettivi da varie specie animali all’uomo. È una situazione che può ripresentarsi anche in futuro, e la cui probabilità aumenta in ragione della pressione esercitata dal genere umano sull’ambiente. Nella risposta all’emergenza della pandemia, così come in tutta la lunga fase del lockdown e del riavvio delle attività, è critico il ruolo del settore pubblico. È importante riflettere sull’equilibrio tra il controllo della pandemia (spesso attraverso un irrigidimento delle tecniche di controllo), e necessari contrappesi, sia sul piano della trasparenza informativa che sul piano delle iniziative della società civile, che hanno svolto un ruolo di sussidiarietà nella fase più acuta dell’emergenza; ma che devono poter esprimere una lettura della situazione anche in termini più ampi. Molti aspetti della nostra vita sono stati toccati: è dal riconoscere cosa sta cambiando nella nostra vita con riferimento alle modalità di lavoro, all’uso della tecnologia, ai modelli di sviluppo economico, alla politica, la società, allo spazio globale. Scritta ben prima della pandemia, la Laudato si’ dice parole profetiche sul rischio delle crescenti diseguaglianze e conflittualità, sulla necessità di stabilire una nuova alleanza tra umanità e natura, sull’urgenza di riformare profondamente i principi alla base di una economia e una società che sembrano avere l’esclusione e lo scarto come conseguenza necessaria. “Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, – ha sottolineato papa Francesco nel momento straordinario di preghiera del 27 marzo sul sagrato di San Pietro -  non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”. Il Dossier ha dunque - spiega la Caritas Italiana in una nota - l’obiettivo di segnalare alcune piste di riflessione su come la visione delineata dalla Dottrina Sociale, in particolare a partire dalla Laudato si’, ci può aiutare a riprendere il cammino invertendo la rotta e dando un contributo attivo e responsabile per costruire un futuro più giusto e rispettoso della dignità di tutti nel tempo del “dopo Covid-19”.

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: il 27 settembre la presentazione del Rapporto Immigrazione

19 Settembre 2019 - Roma - L’edizione 2019 del Rapporto Immigrazione, redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes,  sarà presentato a Roma venerdì 27 settembre presso la Chiesa di san Francesco Saverio del Caravita (Via del Caravita, 7, ore 10,30). Il volume è ispirato al Messaggio di Papa Francesco per la 105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà due giorni dopo, domenica 29 settembre, con una celebrazione in Piazza San Pietro, presieduta dal Santo Padre. Il tema del messaggio - “Non si tratta solo di migranti” – ha visto la redazione confrontarsi con una sfida importante nell’ideazione dei contenuti e delle modalità attraverso cui declinare questo concetto così universale. Una delle scelte operate con convinzione – spiegano i due organismi della Cei - è stata quella di “aprire lo sguardo”, raccogliendo alcune riflessioni e spunti sul tema offerti da diversi testimoni della scena culturale e politica del nostro Paese: da Liliana Segre a Massimo Cacciari a Mario Morcellini. Il Rapporto – giunto alla XXVIII edizione - offre temi e dati volti a mettere in luce i diversi aspetti di vita di un migrante, ovvero di “una persona che si districa fra difficoltà di tipo burocratico, scolastico, giudiziario, sanitario, economico, sociale, ovvero con i problemi della vita quotidiana che affrontano tutti, ma che, nel suo caso, sono forse più complicati che per molti altri”. Alla presentazione interverranno, dopo il saluto del presidente della Caritas Italiana, il vescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, il cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Simone M. Varisco della Fondazione Migrantes moderati da  Oliviero Forti della Caritas Italiana. I lavori saranno conclusi dal presidente della Fondazione Migrantes, il vescovo mons. Guerino Di Tora.