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Card. Montenegro: “l’Europa ancora incapace” di affrontare il tema immigrazione

9 Ottobre 2019 - Lampedusa  - “L’Europa sta dimostrando che ancora non è in grado di affrontare questo problema. Oppure, non voglio essere cattivo, forse non vuole essere in grado. Perché affrontare questi problemi vuol dire perdere popolarità e allora noi, pur di restare a galla, preferiamo che gli altri affondino: una Europa che non è capace di accogliere, che da anni discute dicendo che le cose cambieranno. Sì, le cose cambieranno: i numeri dei morti cambia ma le cose restano”. Lo ha detto l’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro ieri appena giunto a Lampedusa, per “un pellegrinaggio nei confronti di questi fratelli che mi appartengono”, prima di recarsi nell’Oasi della fraternità per un momento di raccoglimento e di preghiera di fronte alle 13 bare delle donne vittime del naufragio avvenuto al largo di Lampedusa, nella notte tra domenica e lunedì. (naufragio lampedusa ) Poi i corpi recuperati dovrebbero essere tumulati nei cimiteri dei comuni dell’Agrigentino. “Si ripetono – ha aggiunto il card. Montenegro – gli stessi sentimenti e le stesse emozioni di sempre: meraviglia, perché gli altri si meravigliano perché succedono questi fatti. E indignazione, perché questi fatti succedono. Ed è strano che continuiamo a contare i morti e la storia continua a essere quella che è. Tante parole, ma le parole non riescono ancora a cambiare la vita. Ora sarà una rincorsa sulla responsabilità di chi è colpevole, perché sono morti”. E poi l’arcivescovo ha aggiunto: “Ognuno di noi ha un po’ di colpe”.  

Naufragio a Lampedusa: card. Montenegro benedice le salme

8 Ottobre 2019 - Lampedusa – E’ stato il Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, a  benedire le salme delle donne migranti recuperate dopo il naufragio di domenica notte al largo di Lampedusa. Nella notte solo quattro delle tredici donne vittime del naufragio sono state riconosciute. Tra queste  quello di una ragazzina di 12 anni, la più piccola delle vittime recuperate. A identificarla sarebbe stata una zia con cui viaggiava. Nella sala adibita a camera ardente sono stati portati solo i superstiti che nel naufragio hanno perso un familiare. Intanto, questa mattina, sono riprese le ricerche della ventina di persone che mancano ancora all’appello tra cui 4 bambini. La più piccola avrebbe otto mesi.