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Mons. Lorefice: “no alla spietata massima del ‘prima noi’”

16 Luglio 2019 - Palermo -  “Non possiamo essere donne e uomini del ‘si salvi chi può’, donne e uomini che mancano al loro stesso essere, trascinati dall’indifferenza, dalla preoccupazione per se stessi, secondo la spietata massima: ‘prima noi!’”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, nel suo discorso alla città, pronunciato ieri sera, in piazza Marina, in occasione del festino della patrona, santa Rosalia. “Vogliamo essere dinanzi al diluvio costruttori di arche della salvezza e della custodia, dove entreremo per ultimi, dopo aver fatto spazio a tutti”, ha aggiunto il presule. Mons. Lorefice, citando le parole di Papa Francesco ad Abu Dhabi, ha ripreso l’immagine dell’arca: “Penso stasera a tre arche da mettere su in fretta, per custodire la casa comune, il creato, e per porre i presupposti dell’arcobaleno, della nostra rinascita”. La prima “arca da costruire, la prima realtà del creato da proteggere sono i corpi, i corpi concreti, i corpi di carne”. Poi, le case e le famiglie e, infine, la città. Anzitutto, il riferimento ai “corpi tanto reali quanto invisibili, che si annidano nelle macerie della storia, distrutti da una corrente gelida di annientamento e di indifferenza”. Una situazione che – ha sostenuto l’arcivescovo – genera sgomento. “È lo sgomento che ci afferra al cospetto dei barconi affondati, dei campi di concentramento libici, che continuano la loro sistematica distruzione nazista dell’umano con la nostra colpevole complicità, dei popoli dell’Africa e del Sud del pianeta, martoriati dallo sfruttamento dell’Occidente, ridotti allo stremo e alla morte, lo sgomento davanti a tutti i corpi viventi che finiscono la loro avventura nel non senso, nell’abisso del nulla”. (Sir)  

“Pace senza confine”: a Madrid con oltre 300 leader della religioni l’incontro di preghiera promossa dalla Comunità di Sant’Egidio

16 Luglio 2019 - Roma - Di fronte ad un mondo che è ancora attraversato da troppe guerre e ha assistito, nell’ultimo anno, ad una preoccupante crescita di tensioni e conflitti in diversi Paesi, la Comunità di Sant’Egidio chiama a raccolta uomini e donne di pace per partecipare ad un grande incontro internazionale che si terrà a Madrid dal 15 al 17 settembre 2019. “Pace senza confini”, promosso insieme all’arcidiocesi della capitale spagnola, ha l’obiettivo di dare “risposte concrete di pace e di dialogo non solo di fronte ai focolai di guerre esistenti ma anche ad un clima di conflitto permanente a cui si stanno abituando le nostre società, a partire dalla violenza del linguaggio verbale e dal risorgere di fenomeni di razzismo e xenofobia”. Rinnovando lo “spirito di Assisi” - come fa ogni anno Sant’Egidio assumendo l’eredità della prima grande Preghiera per la Pace, voluta da Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986 – si intende far crescere quella rete di dialogo, capace in passato di operare una “pace preventiva” in tanti angoli del mondo e di dissociare in modo fermo le religioni dalle guerre e da ogni forma di violenza e di terrorismo. Per tre giorni leader cristiani, ebrei, musulmani e delle religioni asiatiche interverranno, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura, in una trentina di tavole rotonde. Tanti gli argomenti al centro dell’attenzione, non solo il dialogo interreligioso e la prevenzione dei conflitti, ma anche la necessità del disarmo, l’emergenza ambientale, il futuro dell’Europa, il fenomeno delle migrazioni, i temi dello sviluppo e della giustizia sociale. Prevista la partecipazione di numerose personalità istituzionali, religiose e del mondo della cultura, per il momento oltre 300, provenienti da tutti i continenti, tra cui l’arcivescovo di Madrid, cardinale Carlos Osoro Sierra, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, l’economista statunitense Jeffrey Sachs, il presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadera, il rabbino capo di Tel Aviv, Israel Meir Lau, il rettore dell’università di Al-Azhar, Mohammad Al-Mahrasawi e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi. In migliaia arriveranno da tutta Europa per assistere all’evento, che sarà di fatto una grande manifestazione per la pace. Il programma prevede l’inaugurazione nel pomeriggio di domenica 15 settembre al Palacio Municipal de Congresos de Madrid, lo svolgimento dei panel per tutta la giornata del 16 e la mattina del 17 (nel centro storico della Capitale) e la cerimonia finale nella Plaza de la Catedral de la Almudena.  

Apostolato del Mare: a Glasgow nel 2020 le celebrazioni del centenario

15 Luglio 2019 - Roma - Si svolgerà dal 29 settembre al 4 ottobre 2020 a Glasgow, in Scozia, il XXV Congresso mondiale dell’Apostolato del mare che coinciderà con la celebrazione del centenario di quest’opera della Chiesa cattolica per il servizio pastorale nei porti e a bordo delle imbarcazioni. Lo ha annunciato il cardinale Turkson Prefetto della Dicastero vaticano per lo Sviluppo Umano ed Integrale in una lettera inviata ieri, 14 luglio, ai presidenti delle Conferenze episcopali, ai vescovi promotori, ai coordinatori regionali, ai direttori nazionali, ai cappellani e ai volontari. Il centenario, la cui preparazione partirà dal prossimo 4 ottobre, sarà un’occasione per fare memoria e rendere grazie a tutte le persone che negli ultimi cento anni hanno servito la gente del mare, per discernere il presente e tracciare il futuro del nostro ministero, al fine di rispondere all’evoluzione dei bisogni dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie. La cerimonia di chiusura si terrà nella cattedrale scozzese di Sant’Andrea a Glasgow. Nella lettera il prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ripercorre il percorso degli ultimi cento anni a partire dalla sera del 4 ottobre 1920 in cui, nell’Istituto cattolico di Cochrane Street a Glasgow, si discusse sulla necessità di rilanciare l’attività pastorale di visita delle navi nelle parrocchie rivierasche: quella sera «iniziava una nuova era per la pastorale dei marittimi della Chiesa cattolica». Da allora in poi i Pontefici hanno benedetto e incoraggiato lo sviluppo di questo apostolato. A partire da Pio XI che approvò le prime costituzioni nell’aprile del 1922 «nella certezza che una così nobile iniziativa, largamente secondata dallo zelo di fervorose anime sacerdotali... vada sempre più dilatandosi nelle zone marittime dei due emisferi». Fino a Papa Francesco che lo scorso anno, nell’Angelus dell’8 luglio, in occasione della Domenica del mare, espresse «un ricordo particolare per coloro che in mare vivono situazioni di lavoro indegno, come pure per quanti si impegnano a liberare i mari dall’inquinamento». Come ricorda il cardinale Turkson, dal gruppo iniziale di persone che si riunirono a Glasgow e di cui conosciamo solo tre nomi (Peter F. Anson, un convertito dall’anglicanesimo, Arthur Gannon e fratel Daniel Shields, SJ), oggi l’apostolato del mare assiste marittimi, pescatori e le loro famiglie in tutto il mondo, con una presenza in 261 porti di 55 Paesi, con oltre 200 cappellani di porto e centinaia di visitatori di navi e di volontari. Un ministero che è cresciuto negli anni e si è adattato alle continue trasformazioni dell’industria marittima, restando comunque fedele alla missione iniziale «di rivelare Cristo a coloro che navigano a bordo delle navi, e che lavorano in acque profonde, allo scopo di condurli ad una maggiore conoscenza di Cristo e della sua Chiesa». (Oss.Romano)

Mons. Cipolla: basta paure e barbarie

15 Luglio 2019 - Padova - «Preghiamo san Benedetto affinché aiuti l’Europa a fare scelte coraggiose di solidarietà, di accoglienza e di inclusione» e perché in ciascuno «cresca il desiderio di comprendere in modo sapiente quanto stiamo vivendo, per imparare a farci carico dei fenomeni mondiali» a partire dai comportamenti quotidiani e «a perseverare nell’opera di comunione e fraternità verso ogni fratello e ogni popolo che ci tende la mano». Contro le barbarie di linguaggio e atteggiamenti verso migranti e soccorritori, che contaminano anche le comunità cristiane, si appella al patrono d’Europa, il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, in una lettera. Un invito rivolto alla Chiesa di Padova affinché recuperi spazi di riflessione, e abbia «il coraggio della verità evangelica, che ci aiuta ad aprire nuove frontiere per gestire la complessità» uscendo dai «confini di sterili paure», nell’intento di «rinnovare lo sviluppo sociale, trasformare gli assetti di ingiustizia e inequità e promuovere un’azione di pace comune». (S.Mel.- Avvenire)

Tradizioni Popolari: oggi l’inaugurazione della IV edizione della Scuola estiva

15 Luglio 2019 - Roma – Sarà inaugurata oggi la quarta edizione della Scuola estiva di storia delle tradizioni popolari dedicata quest'anno a “Cantastorie nel Capo di Leuca. Viaggiando tra Mediterraneo, Balcani, Africa”.  La Scuola, istituita dall'associazione Liquilab, è promossa da Liquilab con Comune di Tricase, Mibac - Istituto centrale per la demoetnoantropologia, Regione Puglia – Assessorato all'Industria turistica e culturale, con il patrocinio di Provincia di Lecce e dell'Università del Salento ed è realizzata in collaborazione con una folta rosa di associazioni e fondazioni internazionali.  Dopo l'anteprima di ieri, con la giornata di oggi si entra nel vivo dei progetti in corso a cura dell'associazione Liquililab, in bilico tra storia e contemporaneo.  L'appuntamento è a Tricase (Lecce) in Piazzetta Dell’Abate presso l'ex Convento dei Domenicani. La manifestazione unisce l'approfondimento nell'ambito della ricerca demoetnoantropologica con la proposta performativa, attraverso un fitto calendario di seminari, workshop, spettacoli e una residenza antropologica e artistica. Gli eventi serali sono gratuiti e aperti a tutti, mentre è possibile partecipare ai workshop e alla residenza artistica iscrivendosi gratuitamente (infoliquilab@gmail.com - +39 348 3467609).  

Festival del Circo di Latina: ad ottobre la XX edizione

15 Luglio 2019 - Latina - L’International Circus Festival of Italy celebrerà ad Ottobre i suoi primi venti anni con una edizione che si annuncia “straordinaria”, dicono i promotori. L’evento si svolgerà dal 17 al 21 Ottobre a Latina con spettacoli di grande Circo e numerosi eventi collaterali che “consegneranno alla Storia dello Spettacolo dal vivo una delle più imponenti celebrazioni del Circo, della sua antica tradizione e della sua straordinaria capacità di accomunare sotto la stessa Tenda, artisti, operatori di settore, ed appassionati, differenti per provenienza, cultura, religione…”, si legge in una nota del Festival annunciando anche il sodalizio con il Cirque Du Soleil, conosciuto ed apprezzato in per la sua capacità di introdurre motivi di innovazione nel Circo tradizionale pervenendo così ad allestimenti di spettacolo dal vivo di “straordinaria bellezza ed efficacia”.

Parolin: “Le chiusure aumentano i problemi”

15 Luglio 2019 - Roma - «Stiamo attenti perché se ci chiudiamo non risolveremo neanche i nostri problemi ma li aumenteremo». Sono le parole del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine della consacrazione della cappella dell’ospedale di Chioggia. Nel suo intervento il porporato ha voluto richiamare ai rischi della «chiusura», spiegando che non è certo costruendo muri e barriere che ci si apre al futuro. «Non è per egoismo che ci apriamo - ha aggiunto Parolin - ma è una conseguenza immediata quella di creare ancora più difficoltà se c’è chiusura nei confronti degli altri, di chi sta peggio di noi». Affermazioni che riassumono la dottrina cristiana e che sono intrise di realismo. Il timore, infatti, è che alimentando le paure, si operino scelte improntate al rifiuto dell’altro, generando tensioni e conflitti. «Le scelte politiche – ha suggerito il Segretario di Stato – vanno fatte dai responsabili della politica però queste scelte devono rifarsi ai valori alla base di ogni convivenza civile». E guardando proprio alla nuova cappella dell’ospedale, il cardinale Pietro Parolin ha detto che «ci aiuteranno, in questa ricerca di nuova linfa, le vetrate che riassumono i modi e le forme in cui si esprime la Misericordia della Chiesa».

Claustrali: “noi, sorelle, preoccupate e in preghiera per questo Paese e i migranti senza voce”

15 Luglio 2019 - Milano - Pubblichiamo una lettera aperta di alcune suore ospitata ieri dal quotidiano “Avvenire”   «Egregio signor presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Egregio signor presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, siamo sorelle di alcuni monasteri di clarisse e carmelitane scalze, accomunate dall’unico desiderio di esprimere preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione. Non ci è stato possibile contattare tutte le fraternità monastiche esistenti sul territorio nazionale, ma sappiamo di essere in comunione con quante di loro condividono le stesse nostre preoccupazioni e il nostro stesso desiderio di una società più umana. Con questa lettera aperta vorremmo dare voce ai nostri fratelli e sorelle migranti che scappano da guerre, persecuzioni e carestie, affrontano viaggi interminabili e disumani, subiscono umiliazioni e violenze di ogni genere che ormai più nessuno può smentire. I racconti di sopravvissuti e soccorritori, infatti, così come le statistiche di istituzioni internazionali quali l’Acnur/Unhcr o l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e i reportage giornalistici che approfondiscono il fenomeno migratorio, ci mostrano una realtà sempre più drammatica. Facciamo nostro l’appello contenuto nel Documento sulla fratellanza umana firmato da papa Francesco e dall’imam di al-Azhar Ahmed al-Tayyeb chiedendo «ai leader del mondo, agli artefici della politica internazionale e dell’economia mondiale, di impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace». E tutto questo in particolar modo «in nome degli orfani, delle vedove, dei rifugiati e degli esiliati dalle loro dimore e dai loro Paesi; di tutte le vittime delle guerre, delle persecuzioni e delle ingiustizie; dei deboli, di quanti vivono nella paura, dei prigionieri di guerra e dei torturati in qualsiasi parte del mondo, senza distinzione alcuna». Anche noi, quindi, osiamo supplicarvi: tutelate la vita dei migranti! Tramite voi chiediamo che le istituzioni governative si facciano garanti della loro dignità, contribuiscano a percorsi di integrazione e li tutelino dall’insorgere del razzismo e da una mentalità che li considera solo un ostacolo al benessere nazionale. Accanto alle tante problematiche e difficoltà ci sono innumerevoli esempi di migranti che costruiscono relazioni di amicizia, si inseriscono validamente nel mondo del lavoro e dell’università, creano imprese, si impegnano nei sindacati e nel volontariato. Queste ricchezze non vanno svalutate e tante potenzialità andrebbero riconosciute e promosse. La nostra semplice vita di sorelle testimonia che stare insieme è impegnativo e talvolta faticoso, ma possibile e costruttivo. Solo la paziente arte dell’accoglienza reciproca può mantenerci umani e realizzarci come persone. Siamo anche profondamente convinte che non sia ingenuo credere che una solidarietà efficace, e indubbiamente ben organizzata, possa arricchire la nostra storia e, a lungo termine, anche la nostra situazione economica e sociale. È ingenuo piuttosto il contrario: credere che una civiltà che chiude le proprie porte sia destinata ad un futuro lungo e felice, una società tra l’altro che chiude i porti ai migranti, ma, come ha sottolineato papa Francesco, «apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti». Ciò che ci sembra mancare oggi in molte scelte politiche è una lettura sapiente di un passato fatto di popoli che sono migrati e una lungimiranza capace di intuire per il domani le conseguenze delle scelte di oggi. Molti monasteri italiani, appartenenti ai vari ordini, si stanno interrogando su come contribuire concretamente all’accoglienza dei rifugiati, affiancando le istituzioni diocesane. Alcuni già stanno offrendo spazi e aiuti. E, al tempo stesso, tutte noi cerchiamo di essere in ascolto della nostra gente per capirne le sofferenze e le paure. Desideriamo metterci accanto a tutti i poveri del nostro Paese e, ora più che mai, a quanti giungono in Italia e si vedono rifiutare ciò che è diritto di ogni uomo e ogni donna sulla terra: pace e dignità. Molte di noi hanno anche avuto modo di conoscere da vicino le loro tragedie. Desideriamo sostenere coloro che dedicano tempo, energie e cuore alla difesa dei profughi e alla lotta a ogni forma di razzismo, anche semplicemente dichiarando la propria opinione. Ringraziamo quanti, a motivo di ciò, vengono derisi, ostacolati e accusati. Vale ancora l’art. 21 della nostra Costituzione che sancisce per tutti «il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Desideriamo dissociarci da ogni forma di utilizzo della fede cristiana che non si traduca in carità e servizio. Infine, in comunione con il magistero di fraternità e di solidarietà di papa Francesco, desideriamo obbedire alla nostra coscienza di donne, figlie di Dio e sorelle di ogni persona su questa terra, esprimendo pubblicamente la nostra voce. Vi ringraziamo per l’attenzione con cui avete letto il nostro appello. Ringraziamo lei, presidente Mattarella, per i suoi inviti continui alla pace e per la sua fiducia nel dialogo che permette, come ha detto in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, «di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale». Ringraziamo lei, presidente Conte, per il suo non facile ruolo di mediatore e garante istituzionale all’interno del Governo. Vi ringraziamo sinceramente per quello che già fate a favore di una convivenza pacifica e di una società più accogliente. E assicuriamo la nostra preghiera per voi, per quanti operano nelle istituzioni, per il nostro Paese e per l’Europa, perché insieme collaboriamo a promuovere il vero bene per tutti».   Le sorelle: Clarisse di Lovere (Bg), Carmelitane scalze di Sassuolo (Mo), Clarisse di Milano, Clarisse di Fanano (Mo); Carmelitane scalze di Crotone, Clarisse di Grottaglie ( Ta), Carmelitane scalze di Parma, Clarisse di Padova, Carmelitane scalze di Cividino (Bg), Clarisse di Montagnana (Pd), Carmelitane scalze di Venezia, Clarisse di Mantova, Carmelitane scalze di Savona, Clarisse di Urbania (Pu), Clarisse urbaniste di Montalto (Ap), Clarisse di Imperia Porto Maurizio (Im), Clarisse urbaniste di Montone (Pg), Clarisse cappuccine di Fiera di Primiero ( Tn), Clarisse di S. Severino Marche (Mc), Clarisse urbaniste di S. Benedetto del Tronto (Ap), Clarisse di Vicoforte (Cn), Clarisse di Bra (Cn), Clarisse di Sant’Agata Feltria (Rn), Clarisse di Roasio ( Vc), Clarisse di Verona, Clarisse di S. Lucia di Serino (Av), Clarisse urbaniste di Altamura (Ba), Clarisse di Otranto (Le), Clarisse di Carpi (Mo), Clarisse di Leivi (Ge), Clarisse di Alcamo ( Tp) – Monastero Sacro Cuore, Clarisse di Alcamo ( Tp) – Monastero santa Chiara, Clarisse di Bologna, Clarisse di Boves (Cn), Clarisse di Sassoferrato (An), Clarisse di Termini Imerese (Pa), Carmelitane scalze di Monte S. Quirico (Lu), Clarisse di Chieti, Carmelitane scalze di Arezzo, Clarisse di Pollenza (Mc), Clarisse cappuccine di Napoli, Clarisse urbaniste di Osimo (An), Clarisse cappuccine di Mercatello sul Metauro (Pu), Clarisse di Castelbuono (Pa), Clarisse di Porto Viro (Ro), Clarisse cappuccine di Brescia, Clarisse di Bergamo, Carmelitane scalze di Bologna, Clarisse di Rimini, Clarisse di Manduria ( Ta), Clarisse di Urbino (Pu), Clarisse di Bienno (BS), Clarisse di Scigliano (Cs), Clarisse di Sarzana (Sp), Carmelitane scalze di Piacenza, Clarisse di Caltanissetta, Clarisse di Ferrara, Clarisse di Iglesias (Ci), Carmelitane scalze di Legnano (MI), Clarisse di San Marino (Repubblica di San Marino), Carmelitane scalze di Nuoro, Clarisse cappuccine di Città di Castello (Pg)      

Restiamo umani: oggi presidio a Montecitorio

15 Luglio 2019 - Roma - Padre Alex Zanotelli aderirà alla mobilitazione organizzata dalla rete “Restiamo umani” contro il decreto sicurezza bis, in programma oggi, 15 luglio, davanti a Montecitorio. “Siamo passati dall’apartheid politica a quella economica: l’1% della popolazione mondiale ha tanto quanto il 99%. È questa una delle ragioni fondamentali per le migrazioni, insieme alle guerre e ai cambiamenti climatici. Per questo denuncio il cinismo con cui il governo giallo-verde respinge i “naufraghi dello sviluppo” – scrive padre Zanotelli in un comunicato –. È l’etica ad essere colpita a morte perché questo decreto dichiara reato salvare vite umane in mare”.

“Migranti e Religioni”: un convegno CEI a Roma

12 Luglio 2019 - Roma – “Migranti e religioni”: questo il tema di un convegno di studi promosso dall’Ufficio Nazionale per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana, insieme ai rappresentanti delle Chiese cristiane che sono in Italia - Amministrazione delle Parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia, Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, Chiesa Apostolica Armena d’Italia, Chiesa d’Inghilterra, Diocesi Copto Ortodossa di San Giorgio Roma, Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. “Vorremmo – si legge in una nota - fare un discorso positivo sull’immigrazione, evitando fake-news e dibattiti solo negativi, evidenziando il valore degli immigrati che sono nel nostro paese ed anche il contributo che le religioni, nelle loro diverse espressioni, danno per rendere possibile la convivenza nella diversità”. Al convegno, dal 18 al 23 novembre, interverranno studiosi e esponenti delle diverse confessioni cristiane.