Primo Piano

Parlamento Europeo: si parlerà della situazione dei migranti nelle isole greche e in Bosnia

13 Novembre 2019 -
Roma - Con l'avvicinarsi dell'inverno, i deputati europei, durante la sessione di oggi e domani, valuteranno, in un dibattito con Consiglio e Commissione, la situazione degli immigrati  nelle isole greche e in Bosnia. Secondo l'Unhce , nelle isole dell'Egeo vi sono circa 30.000 persone tra migranti e rifugiati. Nonostante il numero notevolmente inferiore di arrivi e gli sforzi delle autorità greche per alleviare la pressione sugli hotspot, campi come quello di Moria (Lesbo) sono permanentemente sovraffollati, si legge in una nota. Molti deputati "temono che le già terribili condizioni dei campi profughi si deterioreranno ulteriormente con il peggioramento del tempo".
Prima di discutere della situazione in Grecia, i deputati chiederanno alla Commissione e al Consiglio cosa intendono fare per la situazione in Bosnia e in particolare nel campo profughi di Bihać, dove migliaia di richiedenti asilo sono "trattenuti in condizioni di sovraffollamento dopo essere stati espulsi o non autorizzati nel territorio UE dalle autorità croate".

Mci Mosca: iniziative nella Giornata mondiale dei Poveri

13 Novembre 2019 - Mosca - Le iniziative della Missione Cattolica Italiana di Mosca, guidata da don Giampiero Caruso,  nei prossimi 15 giorni nel mese di novembre sono collegate tra loro dalla celebrazione della Giornata Mondiale dei poveri che in tutto il mondo cattolico si celebrerà domenica prossima 17 novembre. Un primo appuntamento comunitario è fissato per Sabato 16 novembre dalle 11:00 alle 13:00, presso il centro diurno dei senzatetto Casa “Amici per la strada” gestito a Mosca dalla Comunità di Sant’Egidio. “Prepareremo e condivideremo una buona colazione con gli ospiti presenti nel centro diurno quel giorno”, dice il sacerdote. La seconda iniziativa riguarda una raccolta di viveri e di beni di prima necessità da donare alle suore di Madre Teresa di Calcutta presenti a Mosca come opera di misericordia nei confronti dei “nostri fratelli più bisognosi”. L’appuntamento per la consegna dei pacchi dono con i viveri è fissato per Domenica 1° dicembre 2019 portandoli direttamente nella cappellania nella chiesa di San Luigi dei Francesi di Mosca

 “Migranti di ieri e di oggi: tra presente passato e futuro”: un convegno a Reggio Calabria

13 Novembre 2019 - Reggio Calabria - “Artefici del nostro futuro, sulle orme del Beato Giovanni Battista Scalabrini”. E’ questo il titolo di un progetto  promosso dalla cooperativa sociale Demetra che sarà presentato oggi pomeriggio al Seminario di Reggio Calabria, in occasione del convegno dal titolo “Migranti di ieri e di oggi: tra presente passato e futuro”. Il progetto, finanziato dalla CEI,  vede il coinvolgimento di 20 giovani migranti in percorsi di orientamento, formazione, inserimento lavorativo. Già da diversi anni la cooperativa sociale Demetra, socia del Consorzio Macramè, si occupa della cura e della manutenzione del terreno confiscato sito a Placanica, nel comune di Melito Porto Salvo (RC). Una sfida impegnativa per la cooperativa che non ha mai arrestato il proprio impegno, nonostante le difficoltà,  sposando il modello dell'agricoltura sociale. Oggi, grazie anche al progetto “Artefici del nostro futuro”, sul terreno confiscato di Placanica è sorta una fattoria sociale. Il gruppo di migranti, affiancato dall'equipe della cooperativa ha quotidianamente la possibilità di misurarsi sul campo, formarsi, orientarsi materialmente al lavoro, sperimentando tutta una serie di attività del settore agricolo e zootecnico, scrive il settimanale “L’Avvenire di Calabria”. I ragazzi sono supportati sotto qualsiasi aspetto: dal soddisfacimento dei bisogni primari, come la casa e l'assistenza sanitaria, a percorsi di alfabetizzazione, attività di volontariato, di inclusione e di conoscenza. Un modello, quello portato avanti dalla Demetra, che prevede la presa in carico della persona a trecentosessanta gradi e punta sulla forza delle relazioni e sull'instaurarsi di rapporti di fiducia reciproca. La cooperativa presenterà il progetto anche con la proiezione di un video racconto. Sarà occasione per discutere di buone pratiche di accoglienza, per raccontare i risultati ottenuti sino ad ora e per rinnovare l’impegno nella direzione dell’inclusione sociale e della solidarietà.

Papa Francesco: appello per Burkina Faso

13 Novembre 2019 - Città del Vaticano – Papa Francesco, questa mattina, al termine dell’Udienza generale in Piazza San Pietro ha rivolto prima un appello per il Burkina Faso, “da qualche tempo provato da violenze ricorrenti, e dove recentemente un attentato è costato la vita a quasi centro persone”. “Affido al Signore tutte le vittime, i feriti, i numerosi sfollati e quanti soffrono per questi drammi”, ha detto il pontefice facendo appello perché “non manchi la protezione ai più vulnerabili” e incoraggiando le autorità civili e religiose e quanti “sono animati da buona volontà a moltiplicare gli sforzi, nello spirito del Documento di Abu Dhabi sulla Fratellanza Umana, per promuovere il dialogo interreligioso e la concordia”. Poi l’invito a pregare per il suo imminente viaggio apostolico, che dal 19 al 26 novembre lo porterà in Thailandia e Giappone

Rai Italia: a L’Italia con voi con gli italiani che vivono a Seattle

13 Novembre 2019 - Roma - La puntata di oggi de “L’Italia con voi”, programma dedicato agli italiani nel mondo in onda su Rai Italia si apre con la musica della rock band Zen Circus, con Andrea Appino, Karim Qqru, Massimiliano "Ufo" Schiavelli in studio che ripercorrono le tappe della band e ci parlano dei loro progetti. Poi, Monica Marangoni, con il maestro Palatresi, accoglie la giornalista Maria Cuffàro, inviata di guerra, conduttrice e scrittrice.  Si prosegue con Corrado Pesci, figlio di Virna Lisi, icona del nostro cinema nel mondo, che insieme a Alessandro Boschi di “Hollywood Party” – Rai Radio 3, ricordano l’attrice anche attraverso la quinta edizione del “Premio Virna Lisi”, conferito a Elena Sofia Ricci come migliore attrice italiana dell’anno. Poi, con Piero Bassetti, presidente della Fondazione Globus et Locus, collegato dalla sede Rai di Milano, parliamo del rapporto che c’è tra religione, cristianesimo e italicità. Si chiude la puntata con la rubrica “I had a dream”, che ci fa incontrare Aldo Bonomi per conoscere la la prima azienda italiana di produzione di valvole. Per le Storie dal Mondo si va a Seattle, per scoprire come tanti nostri connazionali che vivono e lavorano lì, hanno mantenuto vivo il legame con la cultura e le tradizioni italiane. Poi, in India, per raccontare come l’imprenditoria italiana ha saputo tenere conto della particolare spiritualità di quel paese.  

Festival del Cinema Africano: a Verona fino a domenica

13 Novembre 2019 -

Verona - Fino a domenica Verona ospiterà la 39ª edizione del Festival di Cinema Africano. Il Festival animerà d’Africa la città con 115 eventi: la mattina, con le proiezioni per le scuole, al Teatro Cinema Stimate e in diverse aule magne di istituti cittadini di vario ordine e grado, e la sera con i film in concorso, proiettati per il pubblico in sala al Cinema Teatro Santa Teresa. 

Unhcr: in Italia 732 apolidi e 15mila invisibili senza scuola né medico

13 Novembre 2019 - Roma - In Italia sono 732 gli apolidi riconosciuti ma la stima delle presenze reali, proprio per la difficoltà di individuarli, oscilla tra le 3.000 e le 15 mila persone, provenienti per lo più dalla ex Jugoslavia e arrivate nel nostro Paese quando erano molto giovani oppure nate qui. Ma soprattutto ci vuole tantissimo tempo per ottenere questo status in Italia: è il caso di Dari, 28 anni, che l’ha avuto dopo ben 13 anni di attesa. È quanto emerge dal nuovo report dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Acnur). Si tratta di una condizione, denuncia l’Acnur, che viola i diritti umani e riguarda almeno 3,9 milioni di apolidi noti nel mondo, ma si stima che il numero reale sia molto più elevato, attorno ai 10 milioni, anche perché le statistiche sull’apolidia sono disponibili solo per un terzo degli Stati a livello globale. Sono persone che non hanno accesso ai diritti fondamentali: non possono andare a scuola, essere visitati da un medico, avere un lavoro, aprire un conto in banca, comprare una casa e nemmeno sposarsi. Questo perché l’apolide non viene considerato cittadino da nessuno Stato e, di conseguenza, non viene riconosciuto il diritto fondamentale alla nazionalità, né assicurato il godimento dei diritti ad essa correlati contribuendo così a rendere invisibili individui e intere comunità e a emarginarli dal resto della società. “Le persone apolidi non chiedono altro che gli stessi diritti di cui godono tutti i cittadini” commenta Roland Schilling, Rappresentante Regionale Unhcr per il Sud Europa che raccomanda all’Italia che le procedure di riconoscimento dello status di apolidia “siano più accessibili, efficaci e rapide” e che le persone apolidi possano essere riconosciute cittadini italiani alla nascita visto che “di fatto la legge italiana già prevede questo diritto” ma nella prassi ciò non accade.  

Le comunità sikh oggi in festa

12 Novembre 2019 - Roma - Le comunità Sikh oggi festeggiano un significativo anniversario: il 550° della nascita del loro fondatore, Guru Nanak. E lo fanno con un pellegrinaggio storico: centinaia di migliaia di Sikh si trovano in questi giorni in Pakistan. Anche in Italia alcune iniziativa promosse da questa comunità presente ormai da tanti anni soprattutto provenienti dalla regione Punjab. In alcune città sono previste delle vere e proprie manifestazioni per le vie principali in cui si sentono suonare i loro inni sacri.​  

Campagna “Ero straniero”: per i cittadini irregolari un provvedimento straordinario di emersione

12 Novembre 2019 - Roma -  “Una scelta di legalità e sicurezza: un provvedimento straordinario di emersione per i cittadini stranieri irregolari e costretti al lavoro nero. Sarebbe una soluzione win-win, con effetti positivi per tutti in breve tempo: a livello economico, con nuove entrate per lo Stato, e a livello sociale, in termini di sicurezza e impatto positivo sui territori”. Questa la proposta avanzata oggi dai promotori di “Ero straniero”, che nel 2017 hanno depositato con 90mila firme alla Camera la proposta di legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi-Fini, ora all’esame della Commissione affari costituzionali. “Ci rivolgiamo – affermano i promotori – a governo e Parlamento, impegnati in queste settimane con la manovra, con un semplice calcolo: con un provvedimento di emersione dal nero e regolarizzazione, entrerebbero almeno un miliardo di euro per lo Stato, ogni anno. Considerando l’emersione per 400mila persone e considerando che il reddito medio mensile di un lavoratore in Italia è di 20mila euro lordi l’anno, si avrebbe a regime un’entrata di 2.232 euro all’anno a persona, che per 400mila persone fa 893 milioni di euro di gettito fiscale. A cui vanno aggiunte le entrate ‘una tantum’ per i costi amministrativi ed eventuali contributi forfettari per l’emersione – è il calcolo dei promotori della campagna. E ancora maggiori i benefici se guardiamo ai contributi previdenziali: oltre 3 miliardi”.  

Papa Francesco: il diavolo distrugge l’uomo perché Dio si è fatto come noi

12 Novembre 2019 - Città del Vaticano - Il diavolo esiste e per la sua invidia per il Figlio di Dio che si è fatto uomo, semina l’odio nel mondo, che provoca morte. Papa Francesco lo ribadisce, come riferisce Vatican News, nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta, che dedica al brano del Libro della Sapienza (Sap 2,23-3,9) proposto dalla liturgia nella Prima lettura. Il Papa analizza il primo versetto, nel quale il profeta ricorda che “Dio ci ha creati a immagine sua, siamo figlio di Dio”, ma subito dopo aggiunge “ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo”. Papa Francesco spiega che “l’invidia di quell’angelo superbo che non ha voluto accettare l’incarnazione” lo portò “a distruggere l’umanità”. E così nel nostro cuore entra qualcosa: “la gelosia, l’invidia, la concorrenza” elenca il Pontefice, mentre invece “potremmo vivere come fratelli, tutti, in pace”. Così inizia “la lotta e la voglia di distruggere”. Papa Francesco riprende i suoi “dialoghi” con i fedeli: “Ma, padre -  io non distruggo nessuno”. “No? E le chiacchiere che tu fai? Quando tu sparli di un altro? Lo distruggi”. E cita l’apostolo Giacomo: “La lingua è un’arma feroce, uccide”. “Il chiacchiericcio uccide, la calunnia uccide”. “Ma, padre, io sono stato battezzato, sono cristiano praticante, come posso diventare un assassino?”. Perché, ricorda ancora il Papa “dentro di noi abbiamo la guerra”, fin dall’inizio. “Caino e Abele erano fratelli – sottolinea –  ma la gelosia, l’invidia di uno distrusse l’altro”. E’ la realtà, basta guardare un telegiornale: “le guerre, le distruzioni, gente che per le guerre muore anche di malattie". Il Pontefice ricorda la Germania e l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, ma anche i nazisti e “le torture contro tutti coloro che non erano di ‘pura razza’”. E altri orrori delle guerre: “Dietro questo c’è qualcuno che ci muove a fare queste cose. E’ quello che noi diciamo la tentazione. Quando noi andiamo a confessarci, diciamo al padre: ‘Padre, io ho avuto questa tentazione, quest’altra, quell’altra...’. Qualcuno che ti tocca il cuore per farti andare sulla strada sbagliata. Qualcuno che semina la distruzione nel nostro cuore, che semina l’odio. E oggi dobbiamo dirlo chiaramente, ci sono tanti seminatori di odio nel mondo, che distruggono”. “Tante volte - commenta ancora Papa Francesco - mi viene da pensare che le notizie sono un racconto di odio per distruggere: attentati, guerre”.  E’ vero che “tanti bambini muoiono di fame, di malattie” perché non hanno acqua, istruzione, educazione sanitaria. “Ma perché i soldi che servirebbero per questo – denuncia - vanno per fabbricare le armi e le armi sono per distruggere”. Questo è quello che succede nel mondo, ma anche “nella mia anima, nella tua, nella tua”. Per il “seme di invidia del diavolo, dell’odio”. “E di cosa ha invidia il diavolo? – si chiede il Papa – Della nostra natura umana”: “E voi sapete perché? Perché il Figlio di Dio si è fatto uno di noi. Questo non può tollerarlo, non riesce a tollerarlo”. E allora distrugge. “Questa –  spiega il Papa –  è la radice dell’invidia del diavolo, è la radice dei nostri mali, delle nostre tentazioni, è la radice delle guerre, della fame, di tutte le calamità nel mondo”. Distruggere e seminare odio, prosegue il pontefice, “non è una cosa abituale, anche nella vita politica”, ma “alcuni lo fanno”. Perché un politico ha spesso “la tentazione di sporcare l’altro, di distruggere l’altro”, sia con bugie, sia con verità e non fa così un confronto politico sano e pulito “per il bene del Paese”. Preferisce l’insulto, per “distruggere l’altro”. “Io sono bravo, ma questo sembra più bravo di me?”, pensa, e allora “lo butto giù, con l’insulto”: “Vorrei che oggi ognuno di noi pensasse questo: perché oggi nel mondo si semina tanto odio? Nelle famiglie, che a volte non possono riconciliarsi, nel quartiere, nel posto di lavoro, nella politica... Il seminatore dell’odio è questo. Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo, alcuni dicono: ma padre, il diavolo non esiste, è il male, un male così etereo... Ma la Parola di Dio è chiara. E il diavolo se l’è presa con Gesù, leggete il Vangelo: che abbiamo fede o che non ne abbiamo, è chiara”. Preghiamo il Signore, è l’invocazione finale di Francesco, “che faccia crescere nel nostro cuore la fede in Gesù Cristo, suo Figlio”, che ha preso la nostra natura umana, “per lottare con la nostra carne e vincere nella nostra carne” il diavolo e il male. E che questa fede “ci dia la forza per non entrare nel gioco di questo grande invidioso, il grande bugiardo, il seminatore di odio”.