Primo Piano

Mci Monaco: nella laboriosità e nella creatività

8 Aprile 2020 - Monaco - Alla Missione cattolica italiana di Monaco di Baviera le cose procedono “nella laboriosità  e nella creatività”, dice a www.migrantesonline.it sr. Zaira Dovico: “siamo regolarmente in contatto telefonico o telematico con persone di varia età e condizione sociale che ricorrono a noi o rispondono alla nostra offerta di aiuto soprattutto nella linea di un sostegno spirituale o a volte materiale”. A chi impossibilitato per vari motivi non può fare la spesa o andare in farmacia, alcuni membri della comunità prestano personalmente un “lodevole servizio di assistenza che porta frutti di gioia, di sollievo, di forza nell´avversità e di speranza”. Anche i vari incontri di preghiera tramite Skype, primo fra tutti quello della celebrazione della S. Messa domenicale trasmessa via streaming dalla Cappella della Missione, costituiscono un appuntamento “significativo – ci spiega la religiosa - che lascia lievitare la fede cristiana dei singoli come dei gruppi contribuendo a rinsaldare i legami della carità e dell´amicizia”. Per il triduo pasquale e la Domenica di Pasqua è previsto pure  il collegamento attraverso il link creato dalla Missione:  “lo spirito di comunione ecclesiale assicura così l´unità sia pur a debita distanza!”.

R.I.

Ismu: nel 2019 quasi 613mila le prime richieste di asilo nella UE

8 Aprile 2020 - Milano - In questo momento di emergenza sanitaria dovuta all'epidemia di Covid-19 che sta mettendo a dura prova l'Italia, l'Europa e le nazioni di tutto il mondo, l’Ismu richiama l'attenzione sui richiedenti asilo, presenti nel nostro paese e nel Vecchio Continente, le cui condizioni di vita sono diventate ancora “più fragili” a causa della diffusione dei contagi. L’istituto di ricerca segnala che Eurostat ha da poco pubblicato i dati relativi alle prime richieste di asilo nei paesi membri dell'Unione Europea nell’anno 2019. Dai dati emerge che i richiedenti asilo registrati per la prima volta nella UE sono stati 612.700, in aumento del 12% rispetto al 2018. In termini assoluti, fa sapere Eurostat, quasi 1 su 4 ha chiesto asilo in Germania, seguita da Francia (20% del totale) e Spagna (19%). L’Italia rappresenta il 6% del totale per numero di prime richieste di asilo nella UE. A fronte di un aumento generale, in alcuni paesi però si registrano importanti diminuzioni rispetto al 2018: in particolare – segnala Ismu - proprio in Italia (-34%), Germania (-12%) e Austria (-7%). Secondo i dati Eurostat, le persone in cerca di asilo nella UE provengono soprattutto dalla Siria (74mila), seguita dall'Afghanistan (53mila) e dal Venezuela (45mila). Dei 45mila venezuelani che nel 2019 hanno chiesto protezione d'asilo per la prima volta nella UE, la stragrande maggioranza (90%) ha fatto domanda di asilo in Spagna (40.300). E mentre il numero di richiedenti provenienti dalla Siria è diminuito rispetto al 2018 (-7%), il numero di afgani e di venezuelani è aumentato rispettivamente del 35% e del 102%. Elaborazioni ISMU su dati del Ministero dell'Interno evidenziano che a fronte della rilevante diminuzione del totale delle richieste di asilo registrata (nel 2018 erano 54mila), nel 2019 in Italia il numero totale dei richiedenti asilo è stato di 39mila unità (mentre i dati Eurostat sopracitati si riferiscono solo al sottogruppo di coloro che hanno fatto domanda per la prima volta).  Nel 2019 si è riscontata la crescita del collettivo proveniente dall’America Centrale e Meridionale: oltre 6.700 richiedenti asilo - il 17% del totale - provengono infatti da paesi di quest’area geografica, le cui domande di asilo sono quadruplicate in tre anni. Inoltre questi paesi sono tra quelli con un tasso di riconoscimento di protezione alto.  

Commissione Ue e Consiglio d’Europa sui rom: “protezione diritti umani e accesso ai servizi durante la pandemia”

8 Aprile 2020 - Roma -“I governi devono essere supportati da tutti nella gestione di questa crisi e devono essere liberi di decidere le misure necessarie. Tuttavia, tutte le misure devono rispettare l’attuale quadro europeo dei diritti umani, compresi i principi di uguaglianza e non discriminazione”. A scriverlo oggi è il Consiglio d’Europa e la Commissione europea in occasione della Giornata internazionale dei rom Tra la popolazione Rom in Europa, composta da 10-12 milioni di persone, si contano ancora oggi numerose “vittime di povertà e di esclusione. La presenza di un diffuso antiziganismo rafforza e aggrava il loro disagio economico e sociale. Tali disuguaglianze – si legge nella nota congiunta - persistono malgrado i continui sforzi a livello nazionale, europeo e internazionale per affrontare i pregiudizi, le discriminazioni e i reati contro Rom e Viaggianti”. La Giornata internazionale dei Rom (l’8 aprile) è stata istituita per celebrare la cultura, la storia e la lingua dei Rom e per sensibilizzare sulle difficoltà che i Rom si trovano ancora a dovere affrontare. La Giornata è stata dichiarata ufficialmente nel 1990, in occasione del 4° Congresso dei Rom, per ricordare il primo grande incontro internazionale dei rappresentanti dei Rom, che si è svolto nel Regno Unito, a Orpington, nei pressi di Londra, dal 7 al 12 aprile 1971.          

Cei: “migranti sfruttati in molte aree del Paese”

8 Aprile 2020 - Roma – “Per ridare forza e dignità al lavoro dobbiamo curare la ferita dei nostri profondi divari territoriali. Non esiste una sola Italia del lavoro, ma ‘diverse Italie’, con regioni e zone vicine alla piena occupazione – dove il problema diventa spesso quello di umanizzare il lavoro, vivendo il riposo della festa – e regioni dove il lavoro manca e costringe molti a migrare”. E’ quanto si legge nel messaggio che la Commissione Episcopale per i Problemi sociali e il lavoro della Cei ha rivolto per il prossimo 1 Maggio, festa del Lavoro. Nel messaggio, dal titolo “Il lavoro in una economia sostenibile” si evidenzia che “Costruire un’economia diversa non solo è possibile, ma è l’unica via che abbiamo per salvarci e per essere all’altezza del nostro compito nel mondo. È in gioco la fedeltà al progetto di Dio sull’umanità”. I vescovo invitano ad avere “il coraggio di guardare alla schizofrenia del nostro atteggiamento verso i nostri fratelli migranti: sono sfruttati come forma quasi unica di manovalanza, a condizioni di lavoro non dignitose in molte aree del Paese. Dobbiamo – sottolineano - saper trasformare le reti di protezione contro la povertà – essenziali in un mondo dove creazione e distruzione di posti di lavoro sono sempre più rapidi e frequenti – in strumenti che non tolgano dignità e desiderio di contribuire con il proprio sforzo al benessere del Paese”.

Raffaele Iaria

 

Università di Bergamo: avviato il corso sul diritto delle Migrazioni

8 Aprile 2020 - Bergamo - Nella città più martoriata d’Italia a causa del coronavirus, “un segno di speranza che guarda al futuro” è stato l’avvio della decima edizione del master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. Sabato 4 aprile sono iniziate le lezioni con Paola Scevi, direttrice del master, utilizzando la piattaforma messa a disposizione dall’ateneo per consentire la prosecuzione di tutti i corsi a distanza e reagire in tal modo all’emergenza Covid-19. Gli iscritti erano collegati da quasi tutte le regione d’Italia e da diversi Paesi del mondo. “Dal Brasile, a causa del fuso orario, uno studente ha partecipato alla lezione mentre là erano le 3 e mezzo del mattino. Nemmeno la notte – si legge in una nota dell’università orobica – può fermare la speranza, e nemmeno questo master”.

Covid-19: Acnur per i rifugiati in Africa

8 Aprile 2020 -

Roma - L’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (Acnur) sta intensificando gli sforzi volti a rafforzare la capacità di prevenire, curare e contenere la potenziale diffusione del Covid-19 tra le comunità di rifugiati presenti nella regione che comprende Africa Orientale, Corno d’Africa e Grandi Laghi e che accoglie una delle popolazioni di rifugiati di più vaste dimensioni su scala mondiale. Date le condizioni di affollamento in cui vivono, senza accesso adeguato ad acqua e servizi igienico-sanitari, e con sicurezza alimentare e mezzi di sostentamento precari, in questa regione i rifugiati sono particolarmente vulnerabili al virus, sia nei campi di accoglienza sia nelle aree urbane.

Cei: stanziamento straordinario in un aiuto alla ripresa

8 Aprile 2020 -
Roma - Un aiuto straordinario della Chiesa italiana per sostenere persone e famiglie in situazioni di povertà o di necessità, enti e associazioni che operano per il superamento dell’emergenza provocata dalla pandemia, enti ecclesiastici in situazioni di difficoltà.
Ruota attorno a queste destinazioni la somma che la Presidenza della CEI – sentite tutte le Conferenze Episcopali Regionali – stanzia per contribuire a far fronte alle conseguenze sanitarie, economiche e sociali provocate dal Covid-19.
Si tratta di un importo straordinario di 200 milioni di euro, provenienti dall’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa Cattolica e recuperati dalla finalità a cui erano stati destinati, essenzialmente l’edilizia di culto. Di questi, 156 milioni sono ora ripartiti, in modo proporzionale, fra tutte le Diocesi.
L’erogazione avverrà entro fine aprile e impegna a un utilizzo di tali risorse entro il 31 dicembre 2020; la rendicontazione - che dovrà essere inviata alla Segreteria Generale della CEI entro il 28 febbraio 2021 - si atterrà al dettato concordatario (Legge 222/85) e ai criteri di trasparenza, rafforzati dall’Assemblea Generale del maggio 2016.
Tenuto conto delle differenti situazioni esistenti sul territorio nazionale, le modalità di tale rendicontazione non seguiranno la griglia predisposta per i fondi ordinari, ma dovranno specificare: i soggetti destinatari delle erogazioni, le causali, le somme erogate, i relativi giustificativi - secondo prassi - delle attività sostenute.

Migranti: riprese le partenze in mare

8 Aprile 2020 - Milano - Partono, fuggono dalla guerra. Cercano comunque di arrivare in Europa, malgrado l’emergenza sanitaria. Attraversano il Mediterraneo con la speranza di approdare sulla terra fissa. Alcuni ce l’hanno fatta. Altri non si sa. Ad allertare l’Europa alle prese con il Covid-19 c’è sempre Alarm Phone, la rete telefonica di un gruppo di volontari in supporto alle operazioni di salvataggio. Ed è proprio da loro che negli ultimi due giorni sono arrivate diverse segnalazioni di soccorso. L’ultimo, in ordine cronologico, ieri, una barca in difficoltà con a bordo un’ottantina di persone (fra cui diverse donne e bambini piccoli). I migranti hanno detto di essere fuggiti dalla Libia e di non avere più benzina. Sono sopravvissuti alla notte ma sono al freddo ed esausti. «Devono essere soccorsi e portati in un porto sicuro» chiedono dal servizio telefonico. «Continuiamo a parlare con le persone in pericolo – informano i volontari – e ancora non ci sono soccorsi in vista. Sono all’interno dell’area Sar di Malta. Una donna a bordo ha confermato che ci sono molte donne e molti bambini, il più piccolo ha solo due anni». Ma non c’è solo questa barca in attesa di soccorsi. Nelle ore precedenti, la nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye, in due diversi interventi ha soccorso infatti 150 migranti e ora sta navigando verso Lampedusa, fuori dalle acque nazionali. Italia e Malta hanno però rifiutato il porto. «Attraverso una nota verbale, i ministeri di Italia e Malta hanno detto al ministero degli Esteri tedesco che non consentiranno lo sbarco dei migranti soccorsi dalla Alan Kurdi, anche se fosse organizzata la distribuzione delle persone. Come giustificazione i due Stati hanno citato le emergenze di salute pubblica » fa sapere la Ong tedesca Sea Eye. Lancia un appello alla ministra Paola De Micheli Mediterranea Saving Humans: «Emergenza nel Mediterraneo Centrale – scrive su twitter l’associazione – Le Autorità di Malta e Italia sono avvisate, ma non sono ancora intervenute. Ministra Paola De Micheli, soccorrere queste persone con urgenza è anche un vostro obbligo». I migranti a bordo della Alan Kurdi, si è poi saputo in serata, potrebbero essere trasferiti su una nave della Croce rossa italiana dove poter trascorrere la quarantena. Intanto, dopo tre settimane di stop ritornano anche gli arrivi autonomi a Lampedusa. Sono in tutto 34 le persone approdate direttamente sull’isola, negli ultimi due giorni: una ventina di orgine tunisina. Fra loro, ha spiegato il sindaco Totò martello ci sono 11 donne - di cui 2 in stato di gravidanza - e 23 uomini. «Ho immediatamente firmato una ordinanza sindacale – ha spiegato Martello – che prevede che tutte le persone sbarcate siano direttamente trasferite dal Molo Favaloro (dove sono state raggruppate ed assistite da personale fornito di Dispositivi di protezione individuale così come previsto dalle norme sul Coronavirus) all’interno del Centro di Accoglienza, dove resteranno in condizione di quarantena, senza dunque potersi mai allontanare dalla struttura. Sarà attivo un servizio di controllo per fare in modo che nessuno esca dal Centro, e verrà effettuato un costante monitoraggio dal punto di vista sanitario». Vista l’emergenza Coronavirus, conclude Martello, la decisione di porre in quarantena le persone sbarcate sull’isola «è necessaria a tutela della salute pubblica e di quella degli stessi migranti: nessuno di loro entrerà in contatto con la popolazione locale». (Daniela Fassini - Avvenire)    

Papa Francesco prega per chi approfitta del bisogno degli altri

8 Aprile 2020 - Città del Vaticano – Papa Francesco prega per la conversione di chi oggi approfitta del bisogno degli altri. Il pontefice introducendo la celebrazione di questa mattina a Casa santa Marta chiede una preghiera “per la gente che in questo tempo di pandemia fa commercio con i bisognosi: approfittano della necessità degli altri e li vendono: i mafiosi, gli usurai e tanti. Che il Signore tocchi il loro cuore e li converta”. Nell’omelia ricorda che il Mercoledì Santo è chiamato il mercoledì del tradimento e evidenzia i tanti tradimenti che oggi si vivono nel mondo, i tanti giuda che tradiscono a volte anche i propri cari per il proprio interesse. Gente che fa commercio con la gente vendendo anche il prossimo, “sfruttandoli nel lavoro, non pagando il giusto”, non riconoscendo i diritti. E ha ricordato le parole di Gesù: “Non si può servire Dio e il denaro” e ognuno di noi “deve scegliere: o servi Dio, e sarai libero nell’adorazione e nel servizio, o servi il denaro, e sarai schiavo del denaro. Questa è l’opzione e tanta gente vuole servire Dio e il denaro. E questo non si può fare. Alla fine fanno finta di servire Dio per servire il denaro. Sono gli sfruttatori nascosti che sono socialmente impeccabili, ma sotto il tavolo fanno il commercio, anche con la gente: non importa. Lo sfruttamento umano è vendere il prossimo. Giuda se n’è andato, ma ha lasciato dei discepoli, che non sono suoi discepoli ma del diavolo”. Per papa Francesco “chi ama troppo i soldi tradisce per averne di più, sempre: è una regola, è un dato di fatto”. Il papa invita quindi a pensare “a tanti Giuda istituzionalizzati in questo mondo, che sfruttano la gente. E pensiamo anche al piccolo Giuda che ognuno di noi ha dentro di sé nell’ora di scegliere: fra lealtà o interesse. Ognuno di noi ha la capacità di tradire, di vendere, di scegliere per il proprio interesse. Ognuno di noi ha la possibilità di lasciarsi attirare dall’amore dei soldi o dei beni o del benessere futuro”.

R.Iaria