Primo Piano

Rai Vaticano: si parla della mostra Exodus nello “Speciale Venerdì Santo”

16 Aprile 2019 - Roma - Quali le “croci” del Terzo millennio? Dove le croci, oggi, interrogano credenti e non credenti? Perché nonostante guerre, violenze, esodi, razzismi, povertà, le croci, continuano a generare speranza? Nella trasmissione “Viaggio nella Chiesa di Francesco - Speciale Venerdì Santo” di Rai Vaticano, a firma di Massimo Milone e Nicola Vicenti, in onda su Rai Uno, venerdì 19 aprile, alle ore 22.30, dopo la Via Crucis di Papa Francesco, interrogativi e scenari, in Italia e nel mondo, di antiche e nuove “croci” dell' umanità. Dagli esodi, raccontati da Paola Coali, con le immagini della mostra “Exodus”, allestita a Roma (promossa fra gli altri dalla Fondazione Migrantes e Caritas Italiana) e KJM alle radici della fede rivisitate a Matera, capitale europea della cultura, da Costanza Miriano; da Panama, con Filippo di Giacomo, con milioni di giovani che guardano già alla Gmg di Lisbona del 2022, a Milano e Napoli, con due iniziative di solidarietà concreta. Nello “Speciale” parla, tra gli altri, Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero della Comunicazione della Santa Sede: “I tempi sono per certi versi drammatici, ma la risposta della Chiesa di Francesco non sta in nuove leggi o strategie di marketing, ma si basa sulla preghiera e sulla penitenza. C'è da sconfiggere il male che esiste”. E, ancora, il direttore de L'Osservatore Romano Andrea Monda che sottolinea: "Questo Pontificato vive il dramma dell' umanità che poi è la storia eterna dell' uomo. Papa Francesco conosce molto bene questa dimensione drammatica, ma al tempo stesso la affronta partendo dalla domenica di Pasqua non dal venerdì. La croce c'è ed è totale. Una totale immersione nel mistero del dolore, della sofferenza, dell'ingiustizia ma illuminata e riscattata dalla luce della Pasqua. Francesco sa che Cristo risorgendo ha vinto sulla storia”. Nello "Speciale" di Rai Vaticano, poi, il racconto delle guerre e della pace, nella testimonianza dello storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant' Egidio. A Matera è il vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo a raccontare una terra "metafora di uno sviluppo possibile, con il rilancio del patrimonio artistico ed umano. Molti giovani - afferma - hanno deciso di rimanere". Illustrando, infine, la mostra Exodus il Presidente della Fondazione Migrantes, Mons. Guerino Di Tora, dichiara: "Gesù dona se stesso, è quindi motivo grande di una speranza nuova per l' umanità intera". Lo Speciale sarà replicato su Rai Storia, sabato 20 aprile, alle ore 13.00, e per l'estero, nella settimana seguente, sui canali di Rai Italia.

MCI Germania: dal 1° maggio don Marwan nuovo missionario a Lippstadt.

15 Aprile 2019 - Francofore - Con decreto del 27 febbraio 2019 don Marwan Youssef, coadiutore pastorale nei mesi di marzo e di aprile, è stato nominato, a partire dal primo maggio, responsabile della Missione Cattolica Italia di  Lippstatd, che abbraccia i decanati di Lippstadt-Rüthen e Hellweg (i vecchi decanati di Soest e Werl). Il delegato nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli informa che il nuovo sacerdote sostituisce p. Pierino Natali che dal 2008 al 2016 è stato anche responsabile della Comunità di Paderborn e dal 2017 al 2018 commissario di quella di Dortmund. Coordinatore della Zona Nord per un lungo periodo, lascia una “eredità di grande vicinanza alle persone, di fedele e attiva presenza agli Esercizi Spirituali ed ai Convegni Nazionali, duranti i quali ha curato in modo particolare la liturgia. A lui la nostra gratitudine che si unisce  a quella della diocesi di Paderborn, dell’arcivescovo Becker e del Vicario generale Hardt”. A p. Marwan “i migliori auguri”, aggiunge il delegato. L’11 maggio la celebrazione con il passaggio delle consegne alle ore 17.30, nella chiesa S. Nicolai di Lippstadt.  

Roma: un documento di studio su l’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata

15 Aprile 2019 - Roma – Domani, 16 aprile, nella sede del Parlamento del Cnel a Roma la presentazione del documento “L’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata. Focus sulla condizione femminile” realizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con la Consulta delle associazioni e organizzazioni dell’Agia con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti. Nel corso della mattinata saranno illustrate anche le raccomandazioni che l’Autorità garante Filomena Albano rivolgerà al Miur, al Ministero dell’Interno, a quello della Salute, alle Regioni, ai Comuni, ai servizi sociali, agli Ordini degli assistenti sociali e dei giornalisti. Tra i partecipanti gli esperti che hanno lavorato al documento e alcuni giovani che porteranno la loro testimonianza di ragazze e ragazzi appartenenti alle nuove generazioni di origine immigrata. Prevista anche una tavola rotonda con rappresentanti delle istituzioni, tra cui quelle destinatarie delle raccomandazioni.

Andria: a “Il caffè della Parola” si parla di immigrazione

15 Aprile 2019 - Andria - Proseguono gli incontri de “Il caffè della Parola – dalle parole al Verbo” promosso dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Andria in collaborazione l'Associazione di volontariato Salah. Ospite di questo terzo appuntamento, oggi pomeriggio, è don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes con il quale si approfondirà il tema della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: “Non si tratta solo di migranti”.  

Germania: un portale per gli italiani di Monaco

15 Aprile 2019 - Monaco di Baviera - La LMU, Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, presenta un progetto linguistico per raccogliere storie, impressioni, immagini sulla presenza italiana nella città bavarese. Lo scopo del portale, informa il mensile delle Missioni cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia “Corriere d’Italia”,  è quello di documentare come le forme di migrazione e mobilità italiane siano cambiate nel tempo e come la dimensione urbana di Monaco di Baviera si sia lasciata trasformare dalla “comunità” italiana. Il sito – dice Thomas Krefeld -  è nato da “una costellazione particolare, quando un mio vecchio interesse linguistico, che risale almeno al 2002 e che non si è mai spento, è stato riacceso da due progetti di ricerca svolti nella scuola di dottorato della LMU. Indovinare chi sono le autrici non è difficile, visto questa intervista. Attraverso la piattaforma si vuole unire il tema della lingua italiana e degli italiani in Germania all’orizzonte dei nuovi media, basati sull’utilizzo di internet. Grazie proprio a questo sviluppo telematico è diventato molto più facile per le scienze umanistiche entrare in contatto con le persone che vivono le realtà descritte e analizzata dalla linguistica . D’altro canto, le stesse persone hanno la possibilità di partecipare a un discorso che coinvolge la (loro) vita quotidiana e la ricerca scientifica”. L’idea della piattaforma – spiega Sara Ingrosso - è nata nel febbraio 2018 a seguito di una conferenza di divulgazione scientifica organizzata per far conoscere le dinamiche storiche, sociologiche e linguistiche della migrazione e della recente mobilità dall’Italia verso Monaco di Baviera. Riteniamo fondamentale – aggiunge - dare continuità alla ricerca su queste tematiche e ampliare la nostra rete di divulgazione scientifica. Allo stesso tempo riteniamo che i protagonisti delle nuove migrazioni e mobilità non siano soltanto degli spettatori passivi, ma che debbano essere dei partecipanti attivi. Per questo abbiamo pensato di creare una piattaforma in cui gli utenti possano caricare direttamente le proprie impressioni”. La piattaforma – aggiunge Teresa Barberio - “Monaco italiana” nasce da “una visione che è quella di creare una rete tra gli italiani a Monaco di Baviera, spesso anche definita come ‘la città più a Nord d’Italia’. Infatti, secondo i dati dell’Istituto di Statistica di Monaco vivono attualmente in città 27.869 cittadini italiani, un numero molto alto che classifica il gruppo degli italiani al terzo posto (dopo turchi e croati) come maggiore presenza straniera sul territorio”.  

TuttixTutti: il concorso rivolto alle parrocchie

15 Aprile 2019 - Roma - “Chi partecipa fa vincere gli altri”. È lo slogan che promuove il concorso per le parrocchie TuttixTutti, promosso dalla CEI a livello nazionale, in corso fino al 31 maggio 2019. Ogni parrocchia potrà parteciparvi iscrivendosi online su www.tuttixtutti.it, creando un gruppo di lavoro, ideando un progetto di solidarietà e organizzando un incontro formativo per promuovere il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Le iscrizioni saranno aperte fino al 31 maggio 2019 mentre la proclamazione dei vincitori avverrà il 30 giugno tramite la pubblicazione sul sito www.tuttixtutti.it. Dieci i premi, compresi tra €1.000 e €15.000, attribuiti dalla Giuria composta dai membri del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, che selezionerà i 10 progetti di solidarietà considerati più meritevoli secondo i criteri di valutazione pubblicati sul sito e giudicherà la qualità degli incontri formativi realizzati. “TuttixTutti” rappresenta una grande opportunità per le parrocchie che possono vincere contributi rilevanti per la realizzazione di iniziative solidali. Il nostro concorso nazionale ha contribuito, in otto anni di storia, - afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione della C.E.I. - alla realizzazione di moltissime proposte che offrono risposte concrete ai bisogni delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Penso in particolare ad alcune parrocchie in contesti sociali a rischio o caratterizzati da povertà e disoccupazione anche giovanile”. Un successo crescente quello di TuttixTutti, concorso atteso ed apprezzato dalle parrocchie, che premia quelle idee che nascono da un'intera comunità parrocchiale, desiderosa di aiutare chi ha più bisogno. Può essere una sala prove per i giovani, un doposcuola di qualità, una mensa per senza fissa dimora o un piano di formazione-lavoro in un'azienda agricola. “Nel corso degli anni abbiamo registrato una crescente partecipazione raggiungendo, - prosegue Matteo Calabresi - nel 2018, ben 567 iscritti con migliaia di persone coinvolte e centinaia di candidature presentate. Siamo rimasti colpiti dalla capacità e dall’attenzione delle parrocchie che hanno aderito al bando presentando progetti a sostegno delle più svariate situazioni di disagio e fatica emergenti dal territorio. I vincitori hanno potuto avviare iniziative utili a tutta la comunità come nel caso del progetto presentato dalla Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Catania, vincitrice del 1° premio dell’edizione 2018, che ha realizzato una casa d’accoglienza per nuclei familiari in difficoltà o, tra le altre, contribuendo all’avviamento del Multiservice solidale per offrire strumenti professionali nella forma del prestito d’uso, pensato dalla Parrocchia Sacro Cuore in Soria di Pesaro che si è aggiudicata il 2° premio, e all’articolato progetto, 3° classificato, ideato dalla parrocchia Santa Maria della Fiducia di Roma, rivolto a persone senza fissa dimora e a famiglie in stato di disagio”. Anche quest’anno le parrocchie che si impegneranno a formare i propri fedeli organizzando un incontro formativo, secondo i criteri indicati nel regolamento disponibile su  www.sovvenire.it/incontriformativi, potrebbero ricevere un contributo variabile tra €500 e €1.500 a seconda della qualità dell’incontro organizzato.  “Gli incontri formativi hanno la finalità di spiegare alle comunità come funziona il sistema di sostegno economico alla Chiesa, tema sul quale c'è ancora poca conoscenza,- conclude Matteo Calabresi - per promuoverne i valori fondamentali come la trasparenza, la corresponsabilità, la comunione, la solidarietà. Gli incontri rappresentano un’ulteriore opportunità per le parrocchie che si sono impegnate a formare i propri fedeli, secondo le linee guida fornite dal nostro ufficio, di ricevere un utile contributo per le attività svolte.” Per partecipare a TuttixTutti con la propria parrocchia basta ideare un progetto di solidarietà, organizzare un incontro formativo e iscriversi online sul sito www.tuttixtutti.it, in accordo con il parroco. Tutti gli approfondimenti sono disponibili su www.tuttixtutti.it e sulle pagine Facebook e Twitter.

Germania: uscito Il primo volume della storia della pastorale italiana

15 Aprile 2019 - Francoforte - Dopo alcuni anni di lavoro, a cura di Mons. Silvano Ridolfi, è uscito il primo volume della storia della pastorale italiana in Germania. Il libro si concentra in particolare sulle origini e sui primi decenni della nostra presenza qui. Un secondo volume uscirà nei prossimo mesi. Questa pubblicazione non vuole essere un doppione del voluminoso testo di don Lupo Vito “Die Italienischen Katholischen Gemeinden in Deutschland”, edito dalla Lit Verlag Münster nel 2005 - dice il coordinatore nazionale p. Tobia Bassanelli - ma una “preziosa integrazione ad opera di uno dei primissimi e più importanti artefici delle nostra presenza in Germania e dell’attività dell’Ufficio CEI per la pastorale dell’emigrazione italiana (oggi la Migrantes). Mons. Ridolfi, appunto, a suo tempo anche delegato e ultimo direttore dell’UCEI”.  

Il Dio pellegrino

12 Aprile 2019 - Roma - “Il Dio pellegrino. Appunti spirituali per una città dove nessuno è straniero”. Questo il titolo di un volume, con prefazione dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci, scritto dal Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni de Robertis ed edito da Gracale. Il testo raggruppa, per voci tematiche, riflessioni ed esortazioni spirituali maturate in venticinque anni di ministero sacerdotale dell’autore, nella comunità parrocchiale di San Marcello a Bari. Stranieri e pellegrini è il tema dominante di queste pagine che rivelano un appassionato impegno evangelico sul campo, fra le ‘pecore del gregge’, a continuo contatto con migranti, poveri ed emarginati di ogni età e condizione sociale. Pagine, spiega don De Robertis, che nella quasi totalità, non sono state scritte per essere pubblicate ma in vita di omelie, ritiri, catechesi, incontri, etc.

Scalabriniane: “parole del Papa testimoniano necessità politica globale”

12 Aprile 2019 - Roma – “Le parole di Papa Francesco di oggi testimoniano come sia opportuno che i Paesi del mondo si fermino con le loro costruzioni di muri (ideali e reali) per attuare una reale politica contro la tratta degli esseri umani, enorme crimine contro l’umanità. Dietro a questa condotta c’è la malavita organizzata che sfrutta i sogni dei più poveri per destabilizzare e per garantire il mantenimento dei loro affari”. A parlare è sr. Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, a margine dei lavori della  Conferenza internazionale anti tratta. “L’impegno della Chiesa, delle suore scalabriniane, nel nostro piccolo, è costante e vuole essere un servizio – ha aggiunto –  di sensibilizzazione, di difesa e di accompagnamento. Nelle corde di chi la politica la fa per passione o per lavoro, i nostri governanti (quelli di tutto il mondo) dovrebbero fare proprio l’invito del Pontefice realizzando un percorso concreto contro la tratta. Un impegno su questo fronte vuol dire evitare le morti in mare, lo sfruttamento, le violenze, vuol dire garantire a tutti un futuro davvero migliore. Gli innumerevoli gesti di solidarietà la straordinaria generosità di alcuni comuni, di alcune parrocchie, di singoli cristiani rappresentano anche una lotta alla tratta; non possiamo credere che ci sentiamo la coscienza a posto con tutto questo, è urgente fare scelte che diano speranza ad ogni uomo e ad ogni donna sulla terra; certamente un solo Paese non può tutto: ci vuole unità reale”.

Tratta: una “tre giorni” a porte chiuse per 200 esperti internazionali

12 Aprile 2019 - Sacrofano - In Inghilterra gli organismi ecclesiali collaborano con la polizia per prevenire e puntare il traffico di esseri umani. «Perché nel mondo non c’è istituzione più capillare e attenta della Chiesa cattolica», hanno spiegato da Scotland Yard. In Brasile le religiose di diversi ordini percorrono i quartieri più rischiosi per sottrarre le ragazze allo sfruttamento sessuale. In Africa missionari e laici vengono minacciati ogni giorno perché denunciano le nuove schiavitù, minacciando gli affari degli schiavisti. In Oriente si moltiplicano i progetti per individuare e bloccare le cliniche dell’orrore, dove anche i minorenni vengono sottoposti all’espianto di organi. Sono migliaia le iniziative di ispirazione cattolica contro la tratta di esseri umani. E adesso, grazie al coordinamento della Sezione migranti e rifugiati della Santa Sede, potranno diventare la principale rete mondiale contro il 'contrabbando' di persone. Per tre giorni delegati da tutto il mondo si sono confrontati a Sacrofano per elaborare strategie operative agli Orientamenti pastorali approvati nello scorso febbraio dal Pontefice. L’incontro ha avuto lo scopo di «promuovere una comprensione più ampia e approfondita del fenomeno della tratta e contribuire a coordinare azioni volte a sradicarlo», hanno spiegato i promotori. Nel corso di sette sessioni di lavoro a porte chiuse si sono confrontati 200 tra vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, coordinatori di progetti, rappresentanti di organizzazioni cattoliche e fondazioni ed esperti di tratta provenienti da varie parti del mondo. Tra essi anche un gruppo di una decina di giornalisti di testate internazionali (tra cui Avvenire), ai quali è stato chiesto di suggerire linee guida non solo per campagne di sensibilizzazione, ma ideare strumenti operativi per gli operatori della comunicazione. Nascerà, perciò, la prima rete internazionale di reporter investigativi che affronterà con inchieste sul campo il traffico di persone e le nuove schiavitù: dallo sfruttamento sessuale alla pedofilia, al mercato degli organi umani, al turismo sessuale. Un progetto di cooperazione tra media secondo modalità operative che impegneranno non solo la stampa di ispirazione cattolica. Attraverso gruppi di lavoro ad alta specializzazione è stato possibile «facilitare lo scambio di esperienze, punti di vista e pratiche efficaci nel ministero della Chiesa, affrontando la piaga della tratta», hanno ricordato padre Fabio Baggio e padre Michael Czerny, sottosegretari della sezione istituita da papa Francesco. Oltre 500 sono le proposte emerse per affrontare quelle che monsignor Paul Richard Callagher, Segretario per il rapporti con gli Stati, ha ribadito essere un «crimine contro l’umanità», ribadendo così il principio più volte richiamato in questi anni e ribadito ieri dal pontefice. «Abbiamo appreso – ha detto monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze – quanto straordinario sia il lavoro di quanti, in tutto il mondo, affrontano questa piaga cercando e proponendo soluzioni». (Nello Scavo)