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Papa Francesco: l’enciclica “Fratelli tutti” sarà diffusa nella festa di San Francesco d’Assisi

16 Settembre 2020 - Città del Vaticano - L’Enciclica “Fratelli tutti” sulla fraternità e l’amicizia sociale sarà diffusa domenica 4 ottobre 2020, Festa di San Francesco d’Assisi. Lo rende noto oggi la sala Stampa della Santa Sede. Sabato, 3 ottobre, l’enciclica, terza del pontificato di Papa Francesco – sarà firmata ad Assisi dove il Papa si recherà in visita e dove celebrerà la liturgia eucaristica. (R.I.)    

Papa Francesco ricorda don Roberto Malgesini, ucciso ieri a Como

16 Settembre 2020 - Città del vaticano – “Desidero ricordare in questo momento don Roberto Malgesini, il sacerdote della diocesi di Como che ieri mattina è stato ucciso da una persona bisognosa che lui stesso aiutava, una persona malata di testa”. Lo ha detto questa mattina papa Francesco al termine dell’Udienza generale ricordando al figura del sacerdote ucciso ieri mentre si apprestava a portare la colazione ai più bisognosi della città. “Mi unisco al dolore e alla preghiera dei suoi familiari e della comunità comasca e – ha aggiunto il papa - come ha detto il suo Vescovo, rendo lode a Dio per la testimonianza, cioè per il martirio, di questo testimone della carità verso i più poveri”. E poi l’invito ad un momento di preghiera “in silenzio” per don Roberto Malgesini e per “tutti i preti, suore, laici, laiche che lavorano con le persone bisognose e scartate dalla società”.  

Immigrati e religioni in Italia: ISMU, in crescita gli stranieri di fede cristiana

16 Settembre 2020 - Milano - Secondo le più recenti elaborazioni di Fondazione ISMU su dati Istat e Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità (Orim), al 1° gennaio 2020 la maggioranza assoluta degli stranieri residenti in Italia è di religione cristiana: essi rappresentano il 54,1% (pari a oltre 2,9 milioni) del totale dei residenti stranieri, percentuale in leggero aumento rispetto al 1° gennaio 2019 quando l’incidenza era del 53,6%. Nel loro complesso gli stranieri residenti che professano la religione cristiana sono aumentati durante il 2019 di 97mila unità (+3,4%), registrando un'inversione di tendenza rispetto all'anno precedente in cui erano diminuiti di 145mila unità. Tra gli stranieri di fede cristiana i più numerosi sono i cristiani ortodossi (29,3%), seguiti dai cattolici (20,1%) e cristiani evangelici (3,1%). Dall’analisi delle stime emerge invece che i musulmani rappresentano il 29,2% (sono circa 1 milione e 574mila1 ) del totale dei residenti stranieri al 1° gennaio 2020. La loro presenza numerica risulta nel 2019 in leggero calo (-0,4%), invertendo così il trend registrato nel 2018, anno in cui gli stranieri di fede musulmana erano aumentati di 127mila unità (+8,7%). Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2020 abbia cittadinanza marocchina (449.900), seguiti da quella albanese (205.300), bangladesha (138.800), pachistana (119.700), senegalese (108.500). Passando ai cattolici stranieri, si stima che la maggior parte abbia cittadinanza rumena (217.500), seguita da quella filippina (153.400). Tra i cristiani ortodossi stranieri al primo posto ritroviamo i cittadini rumeni (963mila), seguiti dagli ucraini (217.600). In questi conteggi non sono compresi né gli stranieri irregolari nel soggiorno o non iscritti in anagrafe, né coloro i quali hanno acquisito la cittadinanza italiana, spiega l’Ismu. Sono inclusi invece “i minorenni di qualsiasi età, neonati compresi, ipotizzando per loro la medesima appartenenza religiosa dei connazionali come appurate dalle più recenti indagini regionali lombarde”.  

Von Der Leyen: al lavoro su patto per salvataggi in mare

16 Settembre 2020 - Bruxelles - Un nuovo Patto sulle migrazioni annunciato per la settimana prossima, con alla base il principio dei salvataggi in mare: questo l'annuncio di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, durante il discorso sullo Stato dell'Unione in Parlamento a Bruxelles. "Gli Stati più esposti devono sapere di poter contare sulla solidarietà di tutti: le migrazioni devono essere gestite insieme", ha chiarito Von der Leyen. La presidente della Commissione si è' poi concentrata sul campo profughi di Moria, nell'isola greca di Lesbo, rivelando un "progetto pilota congiunto con le autorità locali per costruire un nuovo campo". Infine, la presidente ha esortato a garantire migliori condizioni di vita per i migranti che si trovano in territorio europeo: "sono pieni di capacità e talenti, hanno un futuro qui in Europa". (Dire)  

Michel (Consiglio europeo) in visita al campo di Moria a Lesbo: “Situazione drammatica, tutti gli Stati Ue devono mobilitarsi”

16 Settembre 2020 - Lesbo - “Vorrei esprimere la nostra solidarietà ai migranti, alla gente di Lesbo e a tutti gli operatori umanitari. E vogliamo sostenere gli sforzi compiuti dalle autorità greche”. Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, che ha visitato ieri il campo di Moria a Lesbo, è apparso particolarmente toccato dalla drammatica realtà nella quale vivono sull’isola i rifugiati, e non solo. Durante il breve soggiorno Michel ha incontrato le autorità locali e nazionali greche. “Questa è una situazione difficile e molto complessa”. La sfida migratoria non può essere negata o trascurata, perché “è una sfida europea comune. Entro la fine del mese, la Commissione europea intende mettere sul tavolo nuove proposte concrete. E dobbiamo impegnarci di più per essere più efficienti”. “Sono altresì convinto che dobbiamo compiere ulteriori progressi per migliorare i nostri controlli alle frontiere. Abbiamo anche bisogno di più partenariati con i Paesi terzi. Dobbiamo compiere progressi per avere una maggiore convergenza nel quadro della nostra politica in materia di asilo”. Michel ha aggiunto: “Sono qui perché mi rifiuto di lasciare che l’Unione europea abbassi gli occhi di fronte alle sfide della migrazione. Tutti gli Stati europei devono mobilitarsi. Dobbiamo sostenere Paesi come la Grecia che sono in prima linea. Dobbiamo assumerci la responsabilità”. Il presidente del Consiglio europeo ha osservato: “Penso che dobbiamo continuare a lavorare per migliorare il controllo dei nostri confini. I confini della Grecia sono i confini dell’Unione europea”. Infine, “dobbiamo definire le modalità di effettiva solidarietà in modo da essere tutti mobilitati per rendere più efficace il nostro approccio a questo difficile tema della migrazione, e ciò, in conformità con i valori che hanno fondato questo progetto europeo unico nella storia e che riunisce 450 milioni di cittadini con tutti i leader che guidano gli Stati membri”. (Sir)    

Unicef: un mini gioco on line con i bambini rifugiati nei panni degli eroi

16 Settembre 2020 - Roma - Un cortometraggio e un mini gioco on line che presenta i bambini rifugiati e migranti nei panni degli eroi. È la nuova iniziativa lanciata dall’Unicef per cambiare l’immaginario e le idee sbagliate sui bambini rifugiati e migranti, mostrando invece le loro capacità e la loro creatività. Gli spettatori e i giocatori sono spinti a guardare oltre le circostanze e le vulnerabilità di questi bambini per vedere il loro potenziale e aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. Il video racconta le storie di vita reale di Nora, Sama e Pouya – tre bambini rifugiati e migranti provenienti rispettivamente dalla Somalia, dall’Egitto e dall’Afghanistan – che ora vivono in Grecia e condividono il sogno di diventare un medico, uno scrittore e un pilota. Il video simula un videogioco, posizionando i bambini come eroi del gioco e il pubblico come giocatore. “I giochi sono uno sbocco per i bambini e i giovani con integrazione e opzioni di gioco altrimenti limitate in un mondo che affronta il Covid-19”, ha dichiarato Gary Stahl, direttore dell’Unicef per la raccolta di fondi e le partnership fra privati: “I giochi possono essere un equalizzatore sociale, permettendo a bambini e adolescenti di diversi background di concentrarsi su ciò che li rende simili, piuttosto che diversi. I giochi creano un ambiente divertente e confortevole per iniziare a imparare ad accettare l’altro”. La crisi provocata dal Covid-19 – ha aggiunto Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia – “è una crisi dei diritti dei bambini. I costi della pandemia per i bambini sono immediati e, se non vengono affrontati, possono persistere per tutta la vita. Senza finanziamenti urgenti e interventi chiave per salvare vite umane, altri 6.000 bambini potrebbero morire ogni giorno nei prossimi sei mesi, poiché la pandemia continua a indebolire i sistemi sanitari e a interrompere i servizi di routine”. L’iniziativa fa parte della campagna Reimagine dell’Unicef, per garantire che la pandemia non diventi una crisi duratura per i bambini, compresi quelli provenienti da gruppi emarginati come i rifugiati e i migranti.  

CEI: cordoglio per la morte di don Malgesini

15 Settembre 2020 - Roma - La Chiesa italiana esprime cordoglio e vicinanza alla comunità diocesana di Como per la morte di don Roberto Malgesini, assassinato questa mattina alle prime luci dell’alba”: lo si legge in una nota della Conferenza Episcopale Italiana dopo l’uccisione, questa mattina, di don Malgesini a Como. “Preghiamo perché il Signore possa accoglierlo nel Suo Regno, che don Roberto ha contribuito a costruire su questa terra”, si legge nella nota. La CEI si “stringe al vescovo Oscar Canton”, facendo sue le parole con le quali ha descritto don Roberto: “Un Santo della porta accanto per la sua semplicità, per l’amorevolezza con cui è andato in contro a tutti, per la stima che ha ricevuto da tanta gente anche non credente o non cristiana, per l’aiuto fraterno e solidale che ha voluto dare a tutti”.  

Migrantes: il cordoglio e la vicinanza alla diocesi di Como per la morte di don Malgesini

15 Settembre 2020 - Roma - "La morte di don Malgesini, prete accanto agli ultimi, ci addolora e siamo vicini alla sua diocesi e al vescovo, mons. Oscar Cantoni". Lo scrive in una nota la Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Cei. La figura di don Malgesini rappresenta, come ha detto mons. Cantoni ,"il santo della porta accanto", al servizio dei più deboli ed emarginati. "Ha lavorato e si è prodigato - aggiunge la nota - con opere di solidarietà mettendo al centro il primato e la dignità della persona con attività di accoglienza di migranti e senza fissa dimora. Preghiamo il Signore per questo sacerdote che ha dato la vita per il bene del prossimo e che la sua testimonianza di vita non venga dimenticata".

Migrantes Porto Santa Rufina: “non ospiti ma fratelli”

15 Settembre 2020 - Porto Santa Rufina - Doveva essere un semplice incontro organizzativo per preparare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata il 27 settembre. Ma, l’incontro dei giorni scorsi con i cappellani e i responsabili dei gruppi etnici cattolici di Porto–Santa Rufina è stato un momento di ascolto e dialogo con il vescovo Mons. Gino Reali e tra i partecipanti. Trattandosi di un pomeriggio lavorativo non tutti hanno potuto essere presenti, anche se chi non c’era ha inviato dei messaggi. C’erano sacerdoti e laici rappresentanti la Nigeria, lo SriLanka, la Romania, la Slovacchia e l’America latina, che conta soprattutto peruviani. Un veloce giro di saluti e di presentazione da parte del direttore Migrantes Enzo Crialesi e poi le congratulazioni a Fatima, dello SriLanka, appena laureatasi in neurobiologia, con l’augurio di trovare presto un impiego adeguato. Il vescovo ha condiviso la riflessione generale e quella dell’episcopato laziale, riunitosi da poco nella Conferenza episcopale regionale, precisando che la storia della Chiesa è fatta di presenza concreta nel tessuto della vita quotidiana, soprattutto accanto a chi più è nel bisogno. Ed ha ribadito una sua giustissima “idea fissa”: “se c’è un luogo dove non dovete sentirvi ‘ospiti’ questa è la Chiesa. Anche la famiglia di Gesù è stata una famiglia migrante, è necessario prendersi cura della famiglia, di ogni famiglia e soprattutto adoperarsi per una completa integrazione dei figli”. In questo il presule rileva l’apporto dei migranti, rispetto alla disgregazione della famiglia qui in occidente: “I nostri fratelli immigrati possono darci un esempio ed un aiuto per tenere alti i veri valori dell’unione familiare e dell’incontro fra generazioni. È una delle ricchezze che possono condividerci nella pratica dell’accoglienza, che è sempre un’esperienza di incontro reciproco. Io accolgo te, tu accogli me”. Poi il vescovo ha parlato della differenza che esiste fra fede e religione, di come le manifestazioni legate alla tradizione debbano sempre riscoprire di essere espressione di fede, ma di come anche sia bene partire da esse per seminare la gioia del Vangelo. E da qui ha raccontato del funerale celebrato poche giorni prima a Santa Marinella di padre Emanuele Mwanapenzi, sacerdote congolese vero testimone gioioso del Vangelo, che per una decina di anni è stato ospite della casa di riposo delle Suore benedettine del santo volto per cure che non poteva più ricevere nel suo Paese. È stato amato e ben voluto da tutti, tanto che al suo funerale sono stati presenti ben 40 sacerdoti e il vescovo della sua diocesi di origine, quella di Butembo–Beni (ove prima di ammalarsi era stato impegnato in ruoli di responsabilità, era stato anche vicario generale) ha scritto una bellissima lettera di ringraziamento al vescovo Reali per l’ospitalità e l’aiuto fraterno dato a padre Emanuele. Infine alcuni spunti riguardo alla programmazione della Giornata, che prevede l’eucaristia in Cattedrale alle 18.30 con la presenza dei soli rappresentanti delle comunità etniche cattoliche per il rispetto della misure anti–Covid 19. (Maria Grazia Pennisi – Migrantes diocesi Porto Santa Rufina)  

Vescovo Como: “Don Malgesini è un martire della carità”

15 Settembre 2020 - Roma - “Viviamo nella fede un profondo senso di vicinanza a colui che possiamo definire un martire della carità. Era un prete veramente evangelico che si è donato a tutti con una semplicità di cuore e con una gratuità veramente invidiabile”. Lo ha detto il vescovo di Como, Mons. Oscar Cantoni, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in merito all’uccisione di don Roberto Malgesini ucciso questa mattina. “La nostra Chiesa”, ha proseguito il vescovo di Como, è “in viva sofferenza in questo momento come già in tempi recenti a causa di altre morti che ci hanno addolorato”.  Don Malgesini, ha concluso il vescovo di Como a Tv2000, “lascia l’insegnamento di accostarci a tutti, a partire dai poveri che egli riconosceva come la carne di Cristo e di servirli, di amarli in qualunque situazione, da qualunque provenienza e da qualunque religione”.