Il card. Turkson ricorda la figura del beato Ceferino

30 Luglio 2021 –

Città del Vaticano – Lunedì 2 agosto ricorre la memoria liturgica del beato Ceferino Gimenez Malla, il primo beato di origine rom della Chiesa cattolica. Ucciso a Barbastro, in Spagna, nel 1936 per aver tentato di salvare un sacerdote, Ceferino, ricorda oggi il cardinale Peter Turson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale,  era “un uomo di preghiera”. In una lettera a p. Claude Dumas, presidente del Comitè Catholique International pours les Tsiganes il porporato ricorda che il beato Ceferino  esercitava il mestiere di commerciante di animali con “un rispetto esemplare per loro, paragonabile a quello di San Francesco d’Assisi, di cui seguiva l’esempio in qualità di terziario francescano”. Per la sua autorità morale, scrive il cardinal Turkson, veniva spesso chiamato in quanto persona molto rispettato a dirimere sia le controversie che sorgevano tra le famiglie della comunità rom sia i conflitti che a volte turbavano i rapporti tra Rom e non Rom. “Le difficoltà che hanno dovuto affrontare collettivamente i rom m nel corso dei secoli,  hanno creato in loro un forte senso di appartenenza al gruppo e di solidarietà”. Secondo quanto appreso il Dicastero “i meccanismi di mutuo sostegno hanno mitigato l’impatto della pandemia su di loro a cui erano più esposti proprio a motivo delle famiglie numerose che vivono in spazi ristretti. Alcune famiglie hanno sostenuto le altre ad andare avanti”. Nella lettera in occasione  di questa giornata il responsabile del dicastero vaticano ricorda “la figura di monsignor Mario Riboldi, il sacerdote milanese scomparso nelle settimane scorse, che ha scoperto la figura di Ceferino e ne ha promosso la beatificazione che poi avvenne a Roma nel 1997. “Nel ringraziare Dio per la vita di mons. Riboldi – scrive – chiediamo al Signore per intercessione del beato Ceferino non solo vocazioni al servizio dei più bisognosi ma anche che  culture diverse scoprono il dono dell’amicizia sociale proposta da papa Francesco”. Il Dicastero ringrazia la pastorale dei Rom della Conferenza Episcopale spagnola perché in quest’occasione ha messo a disposizione materiale sulla figura del beato e “dare testimonianza dell’eredità che mons. Riboldi  ci lascia con la sua vita e con la sua fede”. (Raffaele Iaria)

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