Un punto di partenza

20 Maggio 2020 – Roma – Ormai ci siamo! Questa settimana, che segna di fatto il passaggio nella tanto attesa “fase 2”, troverà culmine con la celebrazione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

E se anche questo appuntamento annuale segnasse una sorta di “fase 2” per tutti i media? Veniamo da settimane di sospensione, in cui il mix sofferenza-dolore-speranza, ha fatto riscoprire l’importanza della narrazione vera, quella che passa dal vissuto quotidiano di ciascuno di noi. C’è tutto lo spazio, allora, per tornare ad attingere acqua dalla fonte viva della Storia.

“Abbiamo bisogno di una narrazione umana – scrive il Papa nel messaggio per la Giornata -, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri”. Uno sforzo non da poco, ma necessario. Per questo, come Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei abbiamo chiesto a quattro testimoni di aiutarci – con delle video-riflessioni disponibili sul sito e sui canali social della CEI – a vedere nella loro ricchezza i vari fili del tessuto. Iniziamo oggi con Alberto Ceresoli, direttore dell’Eco di Bergamo; seguiranno (giovedì) padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa; (venerdì) Silvano Petrosino, docente all’Università Cattolica; (sabato) don Marco Pozza, parroco del carcere “Due Palazzi” di Padova. A corollario del percorso (domenica) alcune suggestioni dal territorio. È il punto di partenza del nostro cammino in una “storia che si rinnova e ci rinnova”.

Vincenzo Corrado

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