Papa Francesco: la casa comune “non sopporta muri che separano”

16 Settembre 2019 – Madrid – “In questi primi due decenni del XXI secolo abbiamo, purtroppo, assistito, con enorme tristezza, allo spreco di quel dono di Dio che è la pace, dilapidato con nuove guerre e con la costruzione di nuovi muri e nuove barriere”. Lo ha scritto ieri Papa Francesco in un messaggio ai partecipanti all’incontro di preghiera per la Pace sul tema “Pace senza confini” in corso a Madrid (fino a domani) e su iniziativa della diocesi di Madri e della Comunità di Sant’Egidio. Per il papa la pace va “continuamente incrementata di generazione in generazione con il dialogo, l’incontro e la trattativa. È insensato, nella prospettiva del bene dei popoli e del mondo, chiudere gli spazi, separare i popoli, anzi contrapporre gli uni agli altri, negare ospitalità a chi ne ha bisogno e alle loro famiglie”. In questo modo si fa “a pezzi” il mondo, “usando la stessa violenza con cui si rovina l’ambiente e si danneggia la casa comune, che chiede invece amore, cura, rispetto, così come l’umanità invoca pace e fraternità. La casa comune – ha scritto ancora – non sopporta muri che separano e, ancor meno, che contrappongono coloro che la abitano. Ha bisogno piuttosto di porte aperte che aiutino a comunicare, a incontrarsi, a cooperare per vivere assieme nella pace, rispettando le diversità e stringendo vincoli di responsabilità”. La pace è “come una casa dalle molte dimore che tutti siamo chiamati ad abitare”. “Quello che stiamo vivendo è un momento grave per il mondo. Tutti dobbiamo stringerci – vorrei dire con un solo cuore e una sola voce – per gridare che la pace è senza confini, senza frontiere”, ha scritto ancora Papa Francesco: “un grido che sale dal nostro cuore. È lì, infatti, dai cuori, che bisogna sradicare le frontiere che dividono e contrappongono. Ed è nei cuori che vanno seminati i sentimenti di pace e di fraternità”.

All’incontro di Madrid partecipano oltre 300 leader delle grandi religioni mondiali insieme a rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni. Nella capitale spagnola sono arrivati, da tutta Europa, migliaia di persone pronte per vivere quello che risulta uno dei più grandi eventi popolari dell’anno all’insegna della pace e del dialogo; tra loro, centinaia di giovani, che nella giornata di sabato si sono riuniti in assemblea con l’intenzione di dar vita a un grande movimento di pace in Europa in un tempo attraversato da troppa violenza, aggressività e razzismo. Ieri l’apertura del meeting con gli interventi del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, del card. Carlos Osoro Sierra, del presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadéra, dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, dell’economista statunitense Jeffrey Sachs, del rabbino capo di Tel Aviv Meir Lau, del metropolita ortodosso russo Hilarion e del cancelliere dell’università di Al-Azhar, Mohammad Al-Mahrasawi. Tra le altre personalità di rilievo, che interverranno fino a domani alle 27 tavole rotonde in programma, il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, l’ambientalista indiana Vandana Shiva, padre Solalinde, che in Messico difende i migranti, il beninese Grégoire Ahongbonon, che si batte per la dignità e la cura dei malati di mente in Africa, l’europarlamentare Pietro Bartolo e l’arcivescovo di Bologna mons. Matteo Zuppi, che il prossimo 5 ottobre sarà creato cardinale da papa Francesco che nel suo messaggio ha evidenziato come la preghiera è “alla radice della pace” e “la preghiera per la pace, in questo tempo segnato da troppi conflitti e violenze, unisce ancor più tutti noi, al di là delle differenze, nel comune impegno per un mondo più fraterno”. (Raffaele Iaria)

 

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